Fondazione Haydn di Bolzano e Trento
OPER.A 20.21
www.haydn.it
COMUNICATO STAMPA
La Traviata
Fondazione Haydn di Bolzano e Trento
OPER.A 20.21
www.haydn.it
COMUNICATO STAMPA
La Traviata
comunicato stampa
E PER FINIRE, PROKOF'EV
Sabato 7 aprile l'Orchestra del Teatro Olimpico chiude la stagione sinfonica al Comunale di Vicenza nel segno di Sergej Prokof'ev. Diretta da Enrico Bronzi la OTO propone la Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé”, il Concertino per violoncello e orchestra (con Bronzi solista) e la Sinfonia n. 3 in do minore.
Straordinario appuntamento con l'opera lirica nell'ambito della stagione concertistica dell' Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un titolo affrontato per la prima volta da questa meravigliosa compagine musicale.
Si tratta di "Der fliegende Holländer" di Richard Wagner, qui rappresentato in versione da concerto e con un cast di primissimo ordine.
Per motivi sindacali si è scelto di non rappresentare la versione in atto unico come previsto dal compositore, ma si è optato per un intervallo unico tra il primo e secondo atto, scelta opinabile soprattutto in una versione da concerto, ma tant'è ....
Al successo della serata ha certamente contribuito in misura determinante la precisione, l'autorevolezza e, insieme, lo slancio e la passione del Direttore ospite principale dei complessi di Santa Cecilia Mikko Franck: la cura nel controllo delle dinamiche orchestrali, la perfetta esattezza agogica, la gestione impeccabile dei rapporti tra orchestra e solisti hanno fatto sì che la musica di Wagner abbia potuto dimostrare intatto il suo fascino. Franck, per motivi di salute, (problemi alla schiena) non resta mai sul podio ma si aggira tra i leggii degli strumentisti intorno al podio dando spesso loro le spalle, cercando quasi un contatto fisico con la musica e questo può aver contribuito in qualche misura a delle micro fratture tra le varie sezioni dell'orchestra che comunque non hanno inficiato una esecuzione memorabile.
Programma interamente dedicato ad un Mendelsshon straordinariamente popolare, quello proposto dalla Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino impegnata assieme al coro Maghini e diretti dalla bacchetta di Kazuki Yamada, nelle sinfonie n.1 e 2 .
Eseguita per l'ultima volta da questa orchestra nel 1958(!) La sinfonia n.1 di Mendelsshon si prefigura immediatamente per quello che è: un lavoro di transizione di un compositore poco più che quindicenne che guarda al periodo classico (Mozart e Haydn) cercando una propria maturità compositiva, con un occhio rivolto più che altro all' impeto focoso della scrittura di Weber e al suo romanticismo manierato.
Maturità che comunque è già sviluppata nella prodigiosa scrittura e nella fulgida strategia compositiva che lo portano ad una pienezza intellettiva già in anticipo sulla musica dell'ottocento.
Il regista Mario Martone creò per il teatro San Carlo di Napoli l’allestimento che oltre dieci anni fa debuttò nel capoluogo campano e che da allora ha viaggiato molto, approdando finalmente a Verona al Teatro Filarmonico. Sostanzialmente lo spettacolo rimane lo stesso, che abbiamo visto nell'attuale Circuito OperaLombardia circa tre anni fa, con il dovuto riadattamento agli spazi più contenuti rispetto al San Carlo, operato da Raffaele Di Florio, sempre con scene di Sergio Tramonti ed i costumi di Ursula Patzak che per foggia ci riportano all’epoca originale.
Il regista volutamente scelse di operare su un unico ambiente che raffigurasse più o meno una grande sala ove può accadere tutto ciò che succede nell’opera. I grandi bracci che avvolgono l’orchestra aumentano le possibilità sceniche, ma talvolta rendono difficoltoso seguire il direttore per chi le occupa con rischi sulla tenuta del tempo. Dunque niente camera di Figaro, o della Contessa, e nemmeno il giardino dello scambio di persona, ma come dicemmo allora un unico luogo ove siano i protagonisti a catturare l’attenzione con la loro personalità, liberamente espressa senza forzature registiche. E lo spettacolo funziona ancora e piace, perché succede sempre qualcosa, nessuno è posto a caso tra gli elementi presenti, ognuno si muove mentre canta con scopo preciso e molte gag vengono poste in essere per tenere viva l’attenzione durante le tre ore di musica.
7 aprile-27 maggio
III edizione Rubini Festival
COMUNICATO
Giunge nel 2018 alla terza edizione il Rubini Festival, manifestazione che il Comune di Romano e la Fondazione OO. PP. G.B. Rubini dedicano al grande tenore.
Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio diversi luoghi cittadini diventeranno palcoscenici di altrettante manifestazioni: protagonista assoluta l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo, con cui il Rubini Festival rinsalda la relazione avviata lo scorso anno, con la Fondazione Donizetti di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con Laboratorio 10 e ovviamente con il Concorso Rubini, divenuto manifestazione biennale.
Si comincia, come si diceva il 7 aprile, con un One Day Rubini, che da quest’anno in poi sarà occasione annuale di festeggiamento del tenore romanese.
La cittadinanza è quindi invitata a partecipare alla rappresentazione di Rita opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento del Conservatorio di Bergamo: l’appuntamento è per le 20.30 all’Auditorium Caterina Merisi dell’Istituto Superiore G.B. Rubini.
Di seguito la scheda e la storia dell’opera.
Sabato 7 aprile ore 20.30
Auditorium Caterina Merisi
Istituto Superiore G.B. Rubini
Gaetano Donizetti
RITA
Opera completa, in forma di concerto
Produzione del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo
Eleonora Boaretto Rita (soprano)
Song Hyunjung Beppe (tenore)
Ezio Passerini Gasparo (basso)
Narratore Pietro Ghislandi
Orchestra del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo
Direttore d’orchestra Roberto Frattini
Maestro ai sovratitoli: Alberto Sonzogni
Maestro collaboratore per i cantanti: Samuele Pala
Maestro collaboratore per gli archi: Pierantonio Cazzulani
Maestro collaboratore per i fiati: Marco Ambrosini
Ingresso libero
Consigliata la prenotazione all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rita, eseguita integralmente, è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese,Deux hommes et une femme. Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese,Rita ou le mari battu, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. Rita è insomma il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.
La partitura comprende otto numeri collegati da dialoghi parlati (che per l’occasione sono stati liberamente riadattati dall’attore Pietro Ghislandi e dal direttore Roberto Frattini). La stringata vicenda di Rita, indomita bisbetica, del marito Peppe e del primo marito Gaspar, creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. La pagina in cui questo sapido intreccio tocca il suo apice è il duetto in cui i due uomini danno vita a una rivalità di segno opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: anziché contendersi la protagonista, tenore e baritono giocano la loro partita puntando entrambi a liberarsene. Perde chi vince insomma. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.
Non è chiaro da dove provenga il soggetto. Forse, almeno in parte da un lavoro drammatico francese (Morioud et Compaigne di Bayard e Devorme), ma qualche testimonianza suggerisce anche che Donizetti possa aver preso spunto da fatti realmente accaduti nei pressi di Bergamo, e che, ingolosito dalla vicenda, come spesso gli capitava, avesse iniziato a scrivere il libretto da sé, prima di affidarlo alle sapienti mani di Vaëz.
Contrariamente a quanto si è a lungo supposto, quello di Rita (ovvero Deux hommes et une femme) è stato il primo libretto scritto da Vaëz per Donizetti, prima ancora, insomma, che ultimasse la versione francese di Lucia, Lucie de Lammermoor. Tutto ha inizio nel 1839. Donizetti, a Parigi per altri impegni, implora Vaëz di stendergli un libretto. Non aveva ancora una commissione, scriveva per non annoiarsi. L’occasione sembrò presentarsi quando Pacini rischiò di non consegnare in tempo un proprio lavoro. Donizetti si fece trovare pronto ma l’emergenza rientrò e l’opportunità sfumò. Sembrò allora profilarsi una possibilità di rappresentazione a Napoli. Donizetti si rimise all’opera e nel 1841 ritoccò la partitura e progettò di far tradurre il testo drammatico, ma la morte dell’impresario Domenico Barbaja rese vano quest’altro tentativo. Rita era destinata a rimanere l’unica opera donizettiana completa e non rappresentata vivo l’autore. Bloccata per più di un decennio da contese ereditarie, fu riproposta con l’aiuto di Vaëz al direttore dell’Opéra-Comique; una commissione di esperti ne certificò la totale autenticità e l’opera poté andare finalmente in scena per la prima volta il 7 maggio 1860, alla Salle Favart. (Livio Aragona)
Il Festival proseguirà con una tre giorni particolarmente densa di appuntamenti da venerdì 25 a domenica 27 maggio.
Specificamente, le mattine di venerdì 25 e sabato 26 in doppio turno le scuole di Romano parteciperanno alle visite animate di Palazzo Rubini, a cura di Laboratorio 10.
La sera del 25 maggio presso la Chiesa di San Defendente è invece in programma un concerto lirico che vedrà la partecipazione di alcuni tra i vincitori delle scorse edizioni del Concorso Lirico.
Per domenica 27 maggio l’Amministrazione comunale e la Fondazione Rubini hanno pensato di realizzare una giornata di musica diffusa nel nome di Rubini.
Si comincia alle 11.00 con una visita animata di Palazzo Rubini, questa volta aperta alla cittadinanza e non soltanto destinata alle scuole, sempre a cura di Laboratorio 10. Al termine della visita, sempre in Palazzo Rubini, Paolo Fabbri Direttore scientifico della Fondazione Donizetti e Maria Chiara Bertieri presenteranno al pubblico gli esiti del lavoro sull’epistolario rubiniano in corso di realizzazione, soffermandosi in particolare su eventi significativi e non noti della vita e dell’opera dl grande tenore.
A seguire un momento di rinfresco e condivisione con tutti gli ospiti presenti.
Dalle 17.00 l’opera sarà protagonista sotto i portici di Romano: Il telefono di Giancarlo Menotti, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht e pagine dal grande repertorio lirico italiano saranno eseguite dagli studenti del Conservatorio Donizetti, a favore dei tanti passanti che il pomeriggio della domenica animano il centro cittadino.
Alle 20.30 tutti di nuovo a Palazzo Rubini per lo spettacolo dedicato al tenore a cura di Laboratorio 10. Tra musica e parole, Rubini: l’uomo e l’artista, questo il titolo dello spettacolo, vedrà in scena la voce cantante di Luigi Albani, il pianoforte di Damiano Carissoni e la voce narrante di Dario Bertulazzi nel ruolo del cocchiere di Rubini. A lui saranno affidate letture di lettere e narrazioni “cucite” da Marco Maltempi, a cui si deve il testo dello spettacolo, che condurranno l’ascoltatore/spettatore a conoscere da vicino, seguendola dall’interno, la vicenda biografica e artistica del tenore romanese.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
"La profondità di pensiero non ha mai chiarito nulla, la chiarezza di pensiero guarda più profondamente nel mondo". A.Schnitzler
Si entra immediatamente nel clima della Vienna decadente a cavallo tra fine 800 e inizio 900 del secolo scorso, appena si varca la soglia del Teatro Due di Parma, quando una graziosa signora vestita in abiti maschili e con una frusta in mano, ti accompagna al tavolo al quale ti verrà servita la cena durante lo spettacolo, chiedendoti se gradisci una maschera per non essere riconosciuto durante la visione della scabrosa performance.
Stiamo parlando di " Girotondo "(Reigen) pièce teatrale scritta da Schnitzel nel 1897 e qui riproposta nella visione drammaturgica di Walter Le Moli con la traduzione di Giuseppe Farese, scene di Tiziano Santi, costumi di Gianluca Falaschi e luci di Claudio Coloretti.
"Girotondo" è una Pièce teatrale scritta da uno Schnitzler in una Vienna che vedeva l'affermarsi delle teorie di Freud, delle opere di Richard Strauss composte sui libretti di Stefan Zweig (grande ammiratore di Schnitzel), l'affermarsi della "Sezessionstil" ma anche la nascita di caffè, locali notturni, varietà, sale da ballo con le loro "entreneuses" mercenarie dove la prostituzione continuava a restare il fondamento della vita erotica al di fuori del matrimonio, quasi un secondo lato oscuro su cui si ergeva la benpensante società borghese.
Anni in cui la sessualità non poteva essere estromessa dalla società, ma si cercava almeno che non fosse visibile nel mondo dorato, ben educato, ben ordinato del tempo. Una società che si mostrava sempre particolarmente crudele verso chi ne tradisce i segreti e rivela, per ipocrisia, chi commette un crimine contro natura. Come nella famiglia, come nella scuola, così anche nella sfera erotica i giovani si vedevano preclusi quelle libertà erotiche e quelle felicità cui la loro età li avrebbe destinati con naturalezza.
Comunicato stampa
Da Fondazione Pergolesi Spontini
Il 2018 della Fondazione Pergolesi Spontini: una rete estesa di collaborazioni, progetti di formazione e lirica di qualità per celebrare i 220 anni dell’inaugurazione del Teatro Pergolesi ed i 50 anni del riconoscimento del titolo di “Teatro di Tradizione”.
Per il XVIII Festival Pergolesi Spontini, l’opera ritrovata “Le metamorfosi di Pasquale” di Spontini e “Il noce di Benevento” del compositore jesino Giuseppe Balducci in prima esecuzione italiana in tempi moderni.
Nel cartellone della Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi “Il Trovatore” di Verdi, “Le nozze di Figaro” e, in prima rappresentazione assoluta, il CircOpera “Gran Circo Rossini”.
Il 2018 è un anno importante per il Teatro G.B. Pergolesi che celebra i 220 anni della sua nascita e il 50esimo anniversario del riconoscimento del titolo di Teatro lirico di Tradizione.
La Fondazione Pergolesi Spontini presenta una proposta culturale diffusa sul territorio dove protagonista sarà, soprattutto, la produzione lirica, con le prossime edizioni del Festival Pergolesi Spontini (tra agosto e settembre) e la Stagione Lirica di Tradizione che ritorna nella storica collocazione autunnale.
La Fondazione cambia pagina: con grande entusiasmo e rinnovato slancio è riuscita in pochi mesi a programmare un’attività artistica all’insegna della qualità, della sostenibilità, dell’apertura verso diverse fasce di pubblico e dei progetti di rete, con numerose e prestigiose collaborazioni e coproduzioni a livello locale, nazionale ed internazionale.
Quinto concerto della stagione dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione e concertazione del Maestro Francesco Ommassini.
Fondata nel 1990, la OTO ha collaborato nella sua storia con artisti di caratura internazionale e di prestigio, trasformandosi nel 2014 in una sorta di bottega musicale all'interno della quale i 40 strumentisti selezionati tra i migliori neo diplomati dei Conservatori italiani, si perfezionano sotto la guida attenta e meticolosa di affermati musicisti.
Il livello di preparazione musicale raggiunto, permette alla OTO di affrontare con precisione e professionalità un repertorio impegnativo tra i più vasti che la collocano tra le compagini orchestrali più in vista del panorama musicale italiano recente.
Francesco Ommassini è stato chiamato a dirigere e preparare i musicisti della OTO in un programma che ha visto alcune delle pagine più famose del repertorio sinfonico come la sinfonia n. 5 di L.V.Beethoven e la sinfonia n.4 di R. Schumann, precedute dalla Ouverture dall'opera “Tancredi” di G.Rossini.
|
|
|
Press release · NEW SEASON 2018/19 THE VOICE OF LICEU A wide variety of styles embracing pieces from the 18th through the 21st century featuring the world première of L’enigma di Lea by Benet Casablancas, with stage direction by Carme Portaceli and musical direction Josep Pons. A new season with strong female roles in the operatic titles and 3 leading female stage directors -Portaceli, de Beer and Miskimmon- with new and inventive performances on stage. Liceu continues to be a venue for international great voices with Camarena, Damrau, Radvanovsky, Theorin, Beczala, DiDonato, Yende, Buratto, Schrott, Haroutounian, Bakanova, etc. as well as great Catalan and Spanish singers such as Álvarez, Albelo, Arteta, Sabata, Moreno, Beaumont, de León, Blanch, and Calvo, among others. A new co-production to inaugurate the season with Bellini's I Puritani with stage direction by Annilese Miskimmon and musical direction by Christopher Franklin Wagner's inspiring spirit guides the new "Chamber Music at Liceu" project led by Josep Pons featuring the Theatre's Chorus and Orchestra. The Orchestra's symphonic concerts also evoke the paths forged by the German composer. Large formations and technology will also be present in the new season with Ponchielli's La Gioconda, featuring 238 artists on the stage and Händel's Rodelinda, with stage direction by Claus Guth, large format projections and a mobile building in the set design. The season boasts a remarkable combination of classic titles and breakthrough projects. Les pêcheurs de perles returns to Liceu after 54 years with a performance featuring a reality show approach.
CONCERTO DI VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO - DOMENICA 25 MARZO 2018
Inaugura l'arrivo della primavera l'associazione Verona Lirica con la consueta formula che mixa le quattro voci del repertorio lirico con un ensemble musicale. Questa volta ospite il Quintetto a Fiati Silene composto da Alessio Preosti al flauto, Annabruna Atzeni al clarinetto, Federico Verzelletti all'oboe, Silvia Festa al corno e Teodora Mancabelli al Fagotto. Un programma popolare con l’aggiunta di pezzi meno noti per il concerto accompagnato come sempre da Patrizia Quarta al pianoforte, ormai colonna portante ed indispensabile per i pomeriggi dell’Associazione. Ad interpretare le eroine o gli eroi del melodramma internazionale ci hanno pensato il soprano Rossella Ragatzu, il mezzosoprano Veronika Koval, il tenore Kristian Benedikt ed il baritono Christian Senn. DO..RE..MI PRESENTO: INTERVISTA AL BARITONO FRANCO VASSALLO
Oggi abbiamo il piacere di incontrare il baritono Franco Vassallo, notissimo interprete del repertorio verdiano nei più importanti teatri del mondo (Metropolitan di New York, Royal Opera House di Londra, Bayerische Staatsoper, Teatro alla Scala…), in occasione del suo recente debutto nel ruolo di Scarpia nella Tosca di Giacomo Puccini lo scorso 21 marzo alla Staatsoper di Amburgo, con la regia del grande Robert Carsen. Gli abbiamo rivolto qualche domanda su di sé, la musica e naturalmente il terribile barone. VERDI OPERA NIGHT: una parata di stelle per Verdi e l'Arena di Verona - domenica 26 agosto 2018 ore 21.30
domenica 26 agosto 2018, ore 21.30 Il 26 agosto alle ore 21.30 grandi nomi del panorama lirico internazionale e la musica immortale di Giuseppe Verdi si incontrano nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona per uno spettacolo d’eccezione: Verdi Opera Night, che saprà coronare la 96ma edizione del Festival lirico in scena dal 22 giugno al 1° settembre 2018. Dalla bacchetta di Andrea Battistoni alle voci femminili di Lisette Oropesa, Maria Mudryak, Serena Gamberoni e Violeta Urmana, a quelle maschili di Rame Lahaj, Francesco Meli, Luciano Ganci, Luca Salsi e Simone Piazzola, con l’Orchestra, il Coro, il Ballo e i Tecnici areniani: una parata di stelle per Verdi e l’Arena di Verona!
LA GIOCONDA, PONCHIELLI – TEATRO COMUNALE PAVAROTTI DI MODENA, VENERDI’ 23 MARZO 2018
Grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatri di Piacenza, Modena e Reggio Emilia la Gioconda di Amilcare Ponchielli arriva per l’appunto a Modena in un allestimento curato da Federico Bertolani per la regia, coadiuvato dalle scene di Andrea Belli ed i costumi di Valeria Donata Bettella. Con l’acqua come elemento portante a richiamare tanto la Laguna veneziana quanto la labilità delle relazioni in gioco nel dramma, abbiamo assistito ad uno spettacolo fluido, che ha conquistato carattere atto dopo atto, rendendo anche i personaggi man mano più dinamici sul palco. Un drappo recante l’effige del leone veneziano ci rammenta che siamo alla corte del Palazzo Ducale a Venezia, mentre solo chi sedeva in galleria o loggione ha potuto apprezzare gli effetti dell’acqua effettivamente presente in scena, e fortemente richiamata nei riflessi sulle pareti neutre grazie alle luci di Fiammetta Baldiserri. Visivamente d’effetto ma anche scenicamente efficacie la nave di Enzo, come fortemente essenziali ma pertinenti i pochi elementi che compongono gli altri due atti. PRIMA ESECUZIONE ITALIANA SONATA EROTICA DI ERWIN SCHULHOFF NELL'AMBITO DI GIROTONDO KABARETT
Arthur Schnitzler GIROTONDO KABARETT
ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - MIKKO FRANCK DIRIGE L'OLANDESE VOLANTE
Stagione Sinfonica Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia lunedì 26 marzo ore 19.30 – mercoledì 28 ore 19.30 – venerdì 30 ore 20.30
L’Olandese volante Mikko Franck, direttore ospite dell’orchestra di santa cecilia, dirige l’opera di Wagner in forma di concerto
Secondo appuntamento nella Stagione Sinfonica con Mikko Franck, il direttore finlandese nominato – per la prima volta nella storia dell’Accademia – Direttore Ospite Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che in questa veste dirigerà l’Orchestra e il Coro lunedì 26 marzo (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 19.30 repliche mercoledì 28 ore 19.30 evenerdì 30 ore 20.30) nell’Olandese Volante (Die fliegende Holländer) di Richard Wagner, in forma di concerto. L’opera, presente per la prima volta nel calendario ceciliano, proseguirà il ciclo delle grandi opere wagneriane dirette nel corso delle passate stagioni, a Santa Cecilia, da Giuseppe Sinopoli, Christian Thielemann, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Kirill Petrenko. La fonte principale del libretto è un episodio tratto dalle Memoires des Herrn von Schnabelewopski di Heinrich Heine – che riprendeva la leggenda nordica del misterioso personaggio condannato a vagare in eterno per i mari – ma nella vicenda dell’Olandese Volante Wagner inserisce anche un elemento autobiografico: il ricordo di una tempesta nella quale il compositore stesso si trovò coinvolto, nel 1839, durante una traversata per mare che da Riga lo conduceva a Londra, dalla quale restò molto impressionato. Presentata l'edizione 2018 di New Conversations - Vicenza Jazz, in programma dal 10 al 20 maggio
![]() ![]() ![]() XXIII Edizione 10-20 maggio 2018 “The Birth of Youth” Comunicato Stampa – 20 marzo 2018
Beatrice Rana in recital; dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solistico
Accademia Nazionale di Santa Cecilia Stagione 2017-2018
Stagione da Camera DIALOGUES DES CARMELITES , POULENC – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, RECITA DI MERCOLEDI’ 14 MARZO 2018
Il Comunale di Bologna porta in scena uno sfondo storico crudo e terribilmente realistico per l’opera capolavoro di Francis Puolenc che si vede rarissimamente in teatro, con nostro sommo dispiacere per attualità di contenuti e per come faccia riflettere sulla psiche di ognuno di noi. Lo spettacolo che arriva da Parigi e Bruxelles confezionato da Oliver Py (assistente Daniele Izzo) non conosce mezze misure e la vita connessa ai pensieri più profondi di una monaca che ha la sfortuna di nascere nell’età della Rivoluzione Francese, ci viene presentata con una immediatezza quasi sconcertante. Tutto ciò cui assistiamo è ricco di azione scenica ed ogni gesto ha un preciso significato, dall’incedere sempre più austero di Blanche all’ingenua fede nella vita di suor Constance, alla gravità in ogni sua movenza della Priora Mme de Croissy, e ad ogni piccolo gesto delle altre consorelle. La celebrazione delle festività, i riti conventuali, l’estremo attaccamento alla fede non servono a proteggere le sorelle dalla Rivoluzione che le circonda. Terribile l’agonia della Priora, il cui letto di morte è orizzontale rispetto alla platea per poterne cogliere ogni espressione dal volto ormai trasfigurato dalla folle sofferenza. Settimane Musicali al Teatro Olimpico - XXVII Edizione
COMUNICATO STAMPA 15 MARZO 2018 Opera e concerti che nascono per il Teatro Olimpico: un incontro tra grandi maestri e giovani talenti Vicenza, Teatro Olimpico 20 maggio – 21 giugno 2018 Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico tornano a giugno 2018 con un programma articolato lungo i diversi filoni che il festival ha delineato nel corso degli anni: protagonisti saranno l’opera, con le scelte ispirate all’ambientazione del particolarissimo spazio scenico palladiano, e la musica da camera. Restano centrali inoltre l’attenzione ai giovani talenti e il coinvolgimento della città, andando a “vestire di musica” molti luoghi, oltre l’Olimpico, che ospiteranno concerti e incontri. Il festival, alla sua XXVII edizione, si svolgerà dal 20 maggio al 21 giugno 2018, con l’alternanza di opera, il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e concerti il sabato sera. Ad aprire il cartellone sarà l’evento Mu.Vi. – Musica a Vicenza, ideato da Sonig Tchakerian tre anni fa, previsto per domenica 20 maggio. |