E’ la volta di Don Giovanni al Teatro Regio di Torino per proseguire la triade dapontiana, con l’allestimento che nel 2013 riprese lo spettacolo già datato 2005 partorito dalla mente di Michele Placido. Ripresa da Vittorio Borrelli, è una regia sempre più cupa quella che narra le vicende del dissoluto punito, partendo da una certa neutralità data anche dagli ambienti creati da Maurizio Balò, inizialmente solo accennati dietro un sipario fittizio, che man mano si arricchiscono di particolari foschi, dalle architetture ai dettagli ed alle luci di Andrea Anfossi, sempre più tendenti al rosso delle fiamme infernali.
L’epoca è posteriore a quella di composizione, come si evince anche dai costumi dello stesso Balò, e generalmente possiamo definire efficace alla narrazione quanto viene proposto sul palcoscenico, su tutte la scena del Commendatore che sembra materializzarsi dalla sua statua, avvolto dal fumo e dalle tenebre.

