Torna il RUBINI FESTIVAL: inaugurazione con la RITA di Donizetti, nel giorno del compleanno del grande tenore romanese, sabato 7 aprile alle ore 20.30

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7 aprile-27 maggio

III edizione Rubini Festival

COMUNICATO

Giunge nel 2018 alla terza edizione il Rubini Festival, manifestazione che il Comune di Romano e la Fondazione OO. PP. G.B. Rubini dedicano al grande tenore.

Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio diversi luoghi cittadini diventeranno palcoscenici di altrettante manifestazioni: protagonista assoluta l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo, con cui il Rubini Festival rinsalda la relazione avviata lo scorso anno, con la Fondazione Donizetti di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con Laboratorio 10 e ovviamente con il Concorso Rubini, divenuto manifestazione biennale.

 

Si comincia, come si diceva il 7 aprile, con un One Day Rubini, che da quest’anno in poi sarà occasione annuale di festeggiamento del tenore romanese.

La cittadinanza è quindi invitata a partecipare alla rappresentazione di Rita opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento del Conservatorio di Bergamo: l’appuntamento è per le 20.30 all’Auditorium Caterina Merisi dell’Istituto Superiore G.B. Rubini.

Di seguito la scheda e la storia dell’opera.

 

Sabato 7 aprile ore 20.30

Auditorium Caterina Merisi

Istituto Superiore G.B. Rubini

Gaetano Donizetti

RITA

Opera completa, in forma di concerto

Produzione del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

 

Eleonora Boaretto Rita (soprano)

Song Hyunjung Beppe (tenore)

Ezio Passerini Gasparo (basso)

Narratore Pietro Ghislandi

 

Orchestra del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

Direttore d’orchestra Roberto Frattini

Maestro ai sovratitoli: Alberto Sonzogni

Maestro collaboratore per i cantanti: Samuele Pala

Maestro collaboratore per gli archi: Pierantonio Cazzulani

Maestro collaboratore per i fiati: Marco Ambrosini

Ingresso libero

Consigliata la prenotazione all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Rita, eseguita integralmente, è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese,Deux hommes et une femme. Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese,Rita ou le mari battu, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. Rita è insomma il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.

La partitura comprende otto numeri collegati da dialoghi parlati (che per l’occasione sono stati liberamente riadattati dall’attore Pietro Ghislandi e dal direttore Roberto Frattini). La stringata vicenda di Rita, indomita bisbetica, del marito Peppe e del primo marito Gaspar, creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. La pagina in cui questo sapido intreccio tocca il suo apice è il duetto in cui i due uomini danno vita a una rivalità di segno opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: anziché contendersi la protagonista, tenore e baritono giocano la loro partita puntando entrambi a liberarsene. Perde chi vince insomma. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.

Non è chiaro da dove provenga il soggetto. Forse, almeno in parte da un lavoro drammatico francese (Morioud et Compaigne di Bayard e Devorme), ma qualche testimonianza suggerisce anche che Donizetti possa aver preso spunto da fatti realmente accaduti nei pressi di Bergamo, e che, ingolosito dalla vicenda, come spesso gli capitava, avesse iniziato a scrivere il libretto da sé, prima di affidarlo alle sapienti mani di Vaëz.

Contrariamente a quanto si è a lungo supposto, quello di Rita (ovvero Deux hommes et une femme) è stato il primo libretto scritto da Vaëz per Donizetti, prima ancora, insomma, che ultimasse la versione francese di LuciaLucie de Lammermoor. Tutto ha inizio nel 1839. Donizetti, a Parigi per altri impegni, implora Vaëz di stendergli un libretto. Non aveva ancora una commissione, scriveva per non annoiarsi. L’occasione sembrò presentarsi quando Pacini rischiò di non consegnare in tempo un proprio lavoro. Donizetti si fece trovare pronto ma l’emergenza rientrò e l’opportunità sfumò. Sembrò allora profilarsi una possibilità di rappresentazione a Napoli. Donizetti si rimise all’opera e nel 1841 ritoccò la partitura e progettò di far tradurre il testo drammatico, ma la morte dell’impresario Domenico Barbaja rese vano quest’altro tentativo. Rita era destinata a rimanere l’unica opera donizettiana completa e non rappresentata vivo l’autore. Bloccata per più di un decennio da contese ereditarie, fu riproposta con l’aiuto di Vaëz al direttore dell’Opéra-Comique; una commissione di esperti ne certificò la totale autenticità e l’opera poté andare finalmente in scena per la prima volta il 7 maggio 1860, alla Salle Favart. (Livio Aragona)

 

Il Festival proseguirà con una tre giorni particolarmente densa di appuntamenti da venerdì 25 a domenica 27 maggio.

 

Specificamente, le mattine di venerdì 25 e sabato 26 in doppio turno le scuole di Romano parteciperanno alle visite animate di Palazzo Rubini, a cura di Laboratorio 10.

 

La sera del 25 maggio presso la Chiesa di San Defendente è invece in programma un concerto lirico che vedrà la partecipazione di alcuni tra i vincitori delle scorse edizioni del Concorso Lirico.

 

Per domenica 27 maggio l’Amministrazione comunale e la Fondazione Rubini hanno pensato di realizzare una giornata di musica diffusa nel nome di Rubini.

 

Si comincia alle 11.00 con una visita animata di Palazzo Rubini, questa volta aperta alla cittadinanza e non soltanto destinata alle scuole, sempre a cura di Laboratorio 10. Al termine della visita, sempre in Palazzo Rubini, Paolo Fabbri Direttore scientifico della Fondazione Donizetti e Maria Chiara Bertieri presenteranno al pubblico gli esiti del lavoro sull’epistolario rubiniano in corso di realizzazione, soffermandosi in particolare su eventi significativi e non noti della vita e dell’opera dl grande tenore.

A seguire un momento di rinfresco e condivisione con tutti gli ospiti presenti.

 

Dalle 17.00 l’opera sarà protagonista sotto i portici di Romano: Il telefono di Giancarlo Menotti, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht e pagine dal grande repertorio lirico italiano saranno eseguite dagli studenti del Conservatorio Donizetti, a favore dei tanti passanti che il pomeriggio della domenica animano il centro cittadino.

 

Alle 20.30 tutti di nuovo a Palazzo Rubini per lo spettacolo dedicato al tenore a cura di Laboratorio 10. Tra musica e parole, Rubini: l’uomo e l’artista, questo il titolo dello spettacolo, vedrà in scena la voce cantante di Luigi Albani, il pianoforte di Damiano Carissoni e la voce narrante di Dario Bertulazzi nel ruolo del cocchiere di Rubini. A lui saranno affidate letture di lettere e narrazioni “cucite” da Marco Maltempi, a cui si deve il testo dello spettacolo, che condurranno l’ascoltatore/spettatore a conoscere da vicino, seguendola dall’interno, la vicenda biografica e artistica del tenore romanese.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il Rubini Festival

è possibile grazie al contributo del Comune di Romano,

che ne è l’ideatore e il principale sostenitore,

alla collaborazione della Fondazione OO. PP. G.B. Rubini,

all’operato del Comitato Rubini.