Grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatri di Piacenza, Modena e Reggio Emilia la Gioconda di Amilcare Ponchielli arriva per l’appunto a Modena in un allestimento curato da Federico Bertolani per la regia, coadiuvato dalle scene di Andrea Belli ed i costumi di Valeria Donata Bettella. Con l’acqua come elemento portante a richiamare tanto la Laguna veneziana quanto la labilità delle relazioni in gioco nel dramma, abbiamo assistito ad uno spettacolo fluido, che ha conquistato carattere atto dopo atto, rendendo anche i personaggi man mano più dinamici sul palco. Un drappo recante l’effige del leone veneziano ci rammenta che siamo alla corte del Palazzo Ducale a Venezia, mentre solo chi sedeva in galleria o loggione ha potuto apprezzare gli effetti dell’acqua effettivamente presente in scena, e fortemente richiamata nei riflessi sulle pareti neutre grazie alle luci di Fiammetta Baldiserri. Visivamente d’effetto ma anche scenicamente efficacie la nave di Enzo, come fortemente essenziali ma pertinenti i pochi elementi che compongono gli altri due atti.
Ad arricchire lo spettacolo gli originali balletti della Compagnia Artemis Danza coreografati da Monica Casadei tanto della Forlana quanto della arcinota Danza delle ore, veramente piacevole per il pubblico.
Un cast non perfettamente omogeneo ha animato la recita del 23 a Modena, ma qualche piccola defaillance non ha inficiato sulla buona riuscita dello spettacolo. Particolarmente interessante la voce della protagonista, Saioa Hernández, che vanta tanto una robustezza di suono ben appoggiato sul grave che acuti squillanti e corposi, uniti ad una interpretazione convincente. Quasi impercettibile un piccolo problemino occorso durante il terzetto dell’atto quarto. L’uomo da lei amato, ma che ovviamente non ricambia i suoi sentimenti, è l’efficacie Enzo di Francesco Meli nella cui voce morbida sta tutto il sentimento dell’uomo appassionato e che sottolinea con molto vigore ogni parola pronunciata. Enzo adora ricambiato la moglie del capo dell’Inquisizione, la dolce ma infedele Laura, un’ottima Anna Maria Chiuri dalla voce intensa quanto i sentimenti portati in scena, uniforme che sale molto facilmente nonostante la tessitura squisitamente da mezzosoprano. Il cornificato consorte è Alvise Badoero, alias Giacomo Prestia, che apprezziamo ogni qualvolta interpreta ruoli di carattere forte coadiuvato dalla voce profonda che intima rispetto. Non ci è parso invece in forma Sebastian Catana interprete di Barnaba, amante respinto da Gioconda. La voce non è sempre a fuoco e nel salire il suono talvolta si stimbra mostrando fatica nell’emissione. Resta pregevole comunque la presenza scenica. Bene la Cieca di Agostina Smimmero, completano il cast con buona efficacia Graziano Dallavalle come Zuàne, il cantore di Nicolò Donini, Lorenzo Izzo come Isepo ed il pilota/Barnabotto di Simone Tansini.
Daniele Callegari imposta un suono asciutto e mai sopra le righe per l’orchestra, cercando sempre di esaltare e talvolta ‘correggere’ il tiro agli interpreti seguiti passo passo.
Bravissimo ed omogeneo il coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati, brave le voci bianche del coro Farnesiano di Piacenza preparate da Mario Pigazzini.
Pubblico entusiasta, ovazioni per tutti i protagonisti principali ed il direttore.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Daniele Callegari
Regia Federico Bertolani
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Fiammetta Baldiserri
GLI INTERPRETI
La Gioconda Saioa Hernández
Enzo Grimaldo Francesco Meli
Barnaba Sebastian Catana
Laura Adorno Anna Maria Chiuri
Alvise Badoéro Giacomo Prestia
La Cieca Agostina Smimmero
Zuàne Graziano Dallavalle
Un Cantore Nicolò Donini
Isèpo Lorenzo Izzo
Un Pilota/Barnabotto Simone Tansini
Orchestra Regionale dell'Emilia-Romagna
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del coro Corrado Casati
Voci Bianche del Coro Farnesiano di Piacenza
Maestro del coro Mario Pigazzini
Compagnia Artemis Danza / Monica Casadei
Coreografie Monica Casadei
Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
Foto Rolando Paolo Guerzoni
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