FESTIVAL DI TRIESTE – IL FARO DELLA MUSICA 2026 -CONCERTO FINALE
ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE

FESTIVAL DI TRIESTE – IL FARO DELLA MUSICA 2026 -CONCERTO FINALE
ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE

Si è chiusa sotto il segno di un omaggio integrale a Wolfgang Amadeus Mozart la quarta edizione del Festival di Trieste – Il Faro della Musica, proponendo al Teatro Verdi un concerto finale interamente dedicato al compositore salisburghese. L'evento, coprodotto con la Fondazione Teatro Lirico G. Verdi, è stato inserito anche nel cartellone della Stagione Sinfonica del teatro giuliano, destinata a proseguire per tutto il periodo invernale. Sul palcoscenico, l'autorevolezza direttoriale di Ton Koopman e la sensibilità pianistica di Francesco Piemontesi hanno guidato l'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste attraverso un programma snodato tra la dimensione teatrale dell'Ouverture da Die Zauberflöte, l'equilibrio concertistico del Concerto per pianoforte n. 25 in Do maggiore K. 503 e la monumentale architettura della Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 "Jupiter".

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FESTIVAL DI TRIESTE, IL FARO DELLA MUSICA - PIANOFORTE BENEDETTO LUPO, DIRETTORE FRANCESCO LANZILLOTTA.

 

Un triplice viaggio attraverso la materia sonora, sospeso tra la vastità del ghiaccio, le trasparenze del jazz parigino e la tragedia della storia del Novecento. Si è aperta nel segno della varietà timbrica e del colore orchestrale la Stagione Sinfonica 2026-2027 della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, realizzata in ideale sinergia con la quarta edizione del Festival di Trieste – Il Faro della Musica. Sul podio dell'Orchestra della Fondazione, il maestro Francesco Lanzillotta ha guidato una serata di solida maturità interpretativa, impreziosita nel blocco centrale dalla presenza del pianista Benedetto Lupo.

Ad aprire la serata è stato l'Adagio White Ocean (Antarctic) di Ezio Bosso. Composto nel 2009 nell'ambito di un progetto dedicato ai paesaggi estremi del pianeta, il brano nasce dall'interesse del compositore torinese per il concetto di "silenzio attivo" e di spazio incontaminato, traducendo in musica l'immensità statica e quasi metafisica dei ghiacci polari. L'esecuzione firmata da Francesco Lanzillotta ha fatto leva su un amalgama orchestrale di raffinata sospensione: la trama degli archi dell'Orchestra ha steso una campata sonora rarefatta ma viva, dove i brevi incisi dei fiati emergevano come bagliori di luce su un deserto bianco, restituendo con nitidezza la dimensione contemplativa della pagina.

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CAMERATA SALZBURG PER IL FESTIVAL DI TRIESTE, IL FARO DELLA MUSICA

CAMERATA SALZBURG PER IL FESTIVAL DI TRIESTE, IL FARO DELLA MUSICA

 

Per il festeggiamento del suo 75° Anniversario dalla fondazione, la Camerata Salzburg fa tappa al Teatro Il Rossetti all'interno del cartellone del Festival di Trieste – Il Faro della Musica 2026, regalandosi e regalando al pubblico giuliano una serata di travolgente vitalità musicale. Una celebrazione raddoppiata dalla presenza sul palco del duo pianistico formato dai fratelli Lucas e Arthur Jussen, guidati dalla bacchetta nitida e comunicativa di Finnegan Downie Dear.

Rispetto all'ordine originario del programma di sala, la scaletta ha visto un'inversione dei due blocchi principali: un cambio di rotta che ha portato il virtuosismo dei due pianisti al centro della prima parte, lasciando alla dimensione sinfonica il compito di chiudere la serata in un climax continuo di entusiasmo e brillantezza esecutiva.

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FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE BARTOLOMEO CRISTOFORI, NUOVI CLASSICISMI -
THOMAS ADÈS pianoforte

Ci sono compositori che scrivono per il pianoforte e pianisti che, incidentalmente, compongono. Thomas Adès appartiene a una terza categoria, molto più rara e parecchio più interessante: quella di chi sembra non riuscire a tenere separati il compositore, l’interprete e il direttore d’orchestra. Uno entra nella stanza, gli altri due arrivano subito dopo. Alla Scuola della Carità, per il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori di Padova, Adès li ha fatti sedere tutti e tre allo stesso pianoforte. E il risultato è stato un recital che di ordinario aveva ben poco.

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FESTIVAL DI TRIESTE IL FARO DELLA MUSICA: LE DONNE VENDICATE , NICCOLO' PICCINNI

La quarta edizione del Festival di Trieste – Il Faro della Musica segna una tappa significativa nel suo percorso: per la prima volta, la rassegna apre le porte al teatro musicale ospitando al Teatro Miela l'intermezzo comico Le donne vendicate di Niccolò Piccinni, su libretto riadattato di Carlo Goldoni. Un appuntamento nato dalla collaborazione con Barocco Europeo e con il Laboratorio per l’Opera Barocca, che ha portato in scena i giovani vincitori del Concorso Vocale Internazionale 2026.

La vicenda, costruita attorno alle schermaglie tra l'orgoglio femminile e l'insopportabile vanagloria maschile, vede le due protagoniste, Aurelia e Lindora, organizzare una sottile vendetta ai danni del Conte Bellezza, nobile misogino e pieno di sé. Tra finzioni, travestimenti e persino un duello simulato condotto con la complicità del parente Ferramonte, le due donne riescono a mettere in scacco il vanitoso corteggiatore, portandolo infine alla sottomissione e all'innamoramento verso la più determinata di loro.

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FESTIVAL DI TRIESTE - IL FARO DELLA MUSICA; CONCERTO INAUGURALE, LUNEDI' 14 SETTEMBRE 2026

FESTIVAL DI TRIESTE - IL FARO DELLA MUSICA; CONCERTO INAUGURALE, LUNEDI' 14 SETTEMBRE 2026

 

Seduto nella platea del Teatro Il Rossetti per il concerto inaugurale della quarta edizione del Festival di Trieste – Il Faro della Musica, si avverte subito la sensazione di trovarsi di fronte all'avvio di un percorso artistico di eccezionale respiro. Questa prima serata rappresenta infatti soltanto l'inizio di una lunga maratona musicale di dieci giorni, organizzata dalla Società dei Concerti di Trieste guidata dal direttore artistico Marco Seco, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e la collaborazione del Teatro Verdi, del Conservatorio Tartini e di numerose altre realtà del territorio. Nei prossimi giorni racconterò nel dettaglio le tappe di questo viaggio diffuso che attraverserà la città fino al 24 settembre, spaziando dalle sperimentazioni tecnologiche del progetto LoLa al Conservatorio fino al ballo asburgico, dall'opera barocca Le donne vendicate di Piccinni al Miela fino all'omaggio pop a Miramare, all'interno di un cartellone che intreccia i 270 anni di Mozart, i 75 della Camerata Salzburg e il centenario del violinista triestino Franco Gulli. Ma per cominciare, l'attenzione era tutta concentrata su questo primo grande appuntamento al Rossetti, interamente dedicato all'esplorazione dell'eredità musicale della famiglia Bach.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA – G. ROSSINI, FESTIVAL VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO, SABATO 12 SETTEMBRE 2026

IL BARBIERE DI SIVIGLIA – G. ROSSINI, FESTIVAL VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO, SABATO 12 SETTEMBRE 2026

La cifra è fresca, frizzante, dichiaratamente giocosa. Ma ciò che convince maggiormente è l'attenzione riservata alla caratterizzazione dei personaggi, ciascuno definito attraverso una personalità precisa e riconoscibile. È un Barbiere nel quale i protagonisti non sono semplicemente chiamati a cantare e recitare, ma a costruire individualmente il proprio rapporto con la scena, con gli altri e con il pubblico.

Anche l'impianto registico pensato da Natale De Carolis con le scene di Matteo Corsi contribuisce a questa lettura. Il palcoscenico diventa una sorta di contaminazione tra la bottega di Figaro e uno studio di pittura: tavolozze, scalette e oggetti compongono un ambiente vivace, nel quale trova posto anche la stanza di Rosina. Un mondo colorato e quasi fiabesco che trova la propria naturale prosecuzione nei costumi di Elia Baccarin, ispirati al mondo della grande Frida Kahlo. La suggestione è particolarmente evidente nel personaggio di Rosina, costruito visivamente con colori e forme che ne sottolineano l'indole indipendente e vivace.

Alcuni costumi diventano poi autentici elementi di caratterizzazione. Don Basilio appare quasi inquietante, sospeso tra uno scienziato pazzo e un santone, mentre il Conte d'Almaviva attraversa la vicenda con travestimenti coloratissimi, degni di una festa in maschera. Figaro, invece, sembra trovarsi perfettamente a proprio agio in questo universo: è lui il vero mattatore della serata, quello che più di tutti sembra possedere il ritmo della scena e saperlo trasmettere agli altri.

Il Figaro di Damien Park è infatti un autentico istrione. La voce, imponente e ben proiettata, gli permette di dominare con naturalezza gli spazi dell'Olimpico, mentre verve, spirito e spigliatezza completano un personaggio che non ha bisogno di forzature per imporsi. La sua presenza scenica è costante e il pubblico gli risponde con evidente partecipazione.

Il Conte d'Almaviva interpretato da Manuel Caputo entra rapidamente nel ruolo e trova la propria dimensione, mostrando squillo e generosità. I numerosi travestimenti contribuiscono alla componente più apertamente giocosa del personaggio e l'interprete li attraversa con una buona disponibilità scenica, assecondando il ritmo serrato della commedia.

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ILSETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2026 Sächsische Staatskapelle Dresden - Daniele Gatti direttore - Beatrice Rana pianoforte - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 9 SETTEMBRE 2026

Seconda sera, seconda immersione nel magnifico organismo della Sächsische Staatskapelle Dresden. Dopo la Sesta di Mahler del giorno precedente, il Teatro Filarmonico torna a riempirsi per un programma che cambia secolo, clima e prospettiva: Beethoven prima, Brahms poi, con Daniele Gatti sul podio e Beatrice Rana al pianoforte. Una specie di anatomia del sinfonismo tedesco, dal Beethoven ancora illuminista e rivoluzionario al Brahms ormai consapevole che, dopo Beethoven, scrivere una sinfonia significa necessariamente fare i conti con un fantasma.

E se la sera precedente Dresda aveva impressionato per la potenza tellurica, questa volta ha incantato soprattutto per la qualità del dettaglio. Perché il vero lusso della Staatskapelle non è soltanto il suono sontuoso, compatto, brunito: è la capacità di poterlo smontare e rimontare a piacimento. Gatti lo sa e, con questa orchestra, sembra avere trovato un interlocutore ideale. Il rapporto fra direttore e musicisti è ormai quello delle grandi coppie artistiche: niente bisogno di spiegare troppo, perché basta un gesto e l'orchestra sa già dove andare. Il programma comincia con l'Egmont, e già qui si capisce che non sarà una serata da cartolina.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2026, SÄCHSISCHE STAATSKAPELLE DRESDEN, DANIELE GATTI, DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - MARTEDI’ 8 SETTEMBRE 2026

IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2026, SÄCHSISCHE STAATSKAPELLE DRESDEN, DANIELE GATTI, DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - MARTEDI’ 8 SETTEMBRE 2026

Giunto alla sua trentacinquesima edizione, il Settembre dell’Accademia, prestigiosa rassegna promossa dall’Accademia Filarmonica di Verona, si presenta nel 2026 con un programma di straordinario interesse, per qualità delle proposte e spessore artistico. Ad inaugurare questa importante edizione è stata un’orchestra che non ha certo bisogno di presentazioni: la Sächsische Staatskapelle Dresden, una delle più prestigiose formazioni sinfoniche al mondo, diretta dal suo Direttore Principale Daniele Gatti. Programma del concerto la Sinfonia n. 6 in la minore “Tragica” di Gustav Mahler (GMV 46).

Composta tra il 1903 e il 1904 e presentata a Essen nel 1906 sotto la direzione dello stesso Gustav Mahler, la Sinfonia n. 6 in la minore è una delle opere più radicali e cupe del compositore. Il soprannome “Tragica”, nonostante sia tradizionalmente associato alla sinfonia, va usato con cautela: non è infatti certo che Mahler lo intendesse come vero titolo ufficiale, pur consapevole della natura che la qualificava. In quattro movimenti, l'opera alterna marce incalzanti, momenti di intenso lirismo, atmosfere grottesche e improvvise esplosioni orchestrali. Particolarmente celebre è il Finale, dominato da una lunga lotta fra tensione e speranza, fino ai famosi colpi di martello, simbolo di una forza distruttiva che interrompe ogni tentativo di riscatto.

Di questa partitura mastodontica che farebbe tremare i polsi a qualunque compagine artistica, la Sächsische Staatskapelle ha offerto una lettura matura, attenta, costruita momento per momento, sotto la guida rigorosa del Maestro Gatti.

La Sesta Sinfonia di Mahler è infatti una sinfonia di enigmi e contrasti, un percorso musicale che sembra affidare all’ascoltatore il compito di decifrare, assorbire e infine godere di una materia sonora tanto complessa quanto affascinante. È un viaggio nella mente del compositore, nelle sue inquietudini e nelle sue paure, raccontate non attraverso una narrazione esplicita, ma attraverso il continuo confronto fra tensione, lirismo, ordine e disgregazione.

Il primo movimento introduce immediatamente questo universo. Suoni, colori e ritmo di marcia si intrecciano in una scrittura orchestrale di grande energia, sostenuta dalle percussioni. La Sächsische Staatskapelle Dresden affronta questa dimensione sonora con notevole controllo, mantenendo un’esecuzione asciutta e incisiva, senza indulgere in effetti folcloristici né cedere alla tentazione di amplificare la componente spettacolare, nonostante la straordinaria ricchezza dell’organico. È qui che viene presentato il nucleo drammatico della sinfonia: una musica che sembra dare voce alle paure e alle tensioni interiori di Mahler.

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G. ROSSINI - PETITE MESSE SOLENNELLE (versione orchestrale) - FESTIVAL VICENZA IN LIRICA - TEATRO OLIMPICO DI VICENZA 06 SETTEMBRE 2026

Per la serata ufficiale inaugurale del festival Vicenza in Lirica, il Teatro Olimpico ha deciso di mettere alla prova non soltanto Rossini, ma anche i suoi interpreti e il pubblico. Ieri sera, infatti, l’Olimpico era più simile a una fornace palladiana che a un teatro: temperatura stabilmente sopra i trenta gradi, aria quasi immobile, condizioni nelle quali anche ascoltare musica diventa un esercizio di resistenza. Figuriamoci cantarla. La questione non è folkloristica. Un teatro storico come l’Olimpico è un patrimonio straordinario, ma programmare nel pieno dell’estate, in uno spazio non refrigerato, repertori vocalmente impegnativi significa sottoporre cantanti, coro e orchestra (e pubblico) a una prova supplementare che nulla ha a che vedere con la musica. E infatti il caldo si è sentito. Eccome. La Petite Messe Solennelle, poi, è opera che esige precisione, controllo del fiato, nitore delle linee, equilibrio fra devozione e ironia, fra il Rossini dei grandi slanci e quello, molto più sottile, dell’ultimo periodo. Ieri sera l’impresa era dunque doppia: cantare Rossini e cantarlo dentro una specie di bagno turco. Fortunatamente, il quartetto vocale ha avuto personalità sufficienti per tenere in piedi la serata.

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INCONTRI ASOLANI
XLVIII Festival Internazionale di Musica da Camera 2026

 

INCONTRI ASOLANI
XLVIII Festival Internazionale di Musica da Camera 2026
Asolo 4 – 16 settembre 2026
Chiesa di San Gottardo-Teatro Duse

 

Torna "Incontri Asolani” nel segno di Beethoven: al via la 48ª edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera.

 

Dal 4 al 16 settembre 2026, il suggestivo borgo di Asolo (TV), tra la Chiesa di San Gottardo e il Teatro Duse, ospita grandi interpreti come Mario Brunello, Federico Maria Sardelli, l’Ensemble Modo Antiquo, il Quartetto di Venezia e i pianisti Davide Cabassi e Giampaolo Stuani. In programma la prosecuzione del progetto "Beethoven 199", Vivaldi tra musica e narrazione e i 50 anni di Asolo Musica.

 

Definita da Giosuè Carducci “La città dai Cento Orizzonti”, Asolo, meraviglioso borgo medievale incastonato tra le dolci colline di Treviso, si appresta ad ospitare anche quest’anno il XLVIII Festival Internazionale di Musica da Camera "Incontri Asolani”, promosso da Asolo Musica – Veneto Musica. La Rassegna, si riconferma uno degli appuntamenti cameristici più longevi e attesi del panorama italiano e unisce l'alto valore artistico di solisti ed ensemble di fama internazionale alla valorizzazione del territorio, trovando il suo scenario ideale nella raccolta e suggestiva Chiesa di San Gottardo, cuore pulsante della rassegna, che presidia uno dei più bei poggi esposti a sud del colle della Rocca di Asolo, e da sempre invita all'ascolto più intimo e profondo, con una tappa conclusiva al Teatro Duse.

Cinque gli appuntamenti in programma dal 4 al 16 settembre, con protagonisti solisti, ensemble e giovani talenti, impegnati in percorsi d’ascolto che spaziano tra omaggi a grandi compositori, riletture cameristiche e capolavori della letteratura musicale. La rassegna si conferma occasione privilegiata per l'ascolto di programmi raffinati e di alta qualità artistica, con uno sguardo attento alla valorizzazione del repertorio cameristico e alla promozione della cultura musicale legata al territorio veneto.

La direzione artistica di Federico Pupo prosegue "Beethoven 199", un progetto triennale che condurrà il prossimo anno al bicentenario della morte del compositore (2027). Il ciclo prevede l'esecuzione delle Nove Sinfonie nelle storiche e rare trascrizioni cameristiche dell'Ottocento, nate per diletto domestico prima dell'avvento della riproduzione sonora.

Come sottolinea lo stesso direttore artistico: “È un modo diverso e per molti anche nuovo di riascoltare le sinfonie beethoveniane in un luogo intimo quale San Gottardo: l’opportunità di scoprire, anche per quelle più famose, particolari accenti e preziosismi musicali che spesso sfuggono nella versione originale per orchestra”

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Screenshot-58 I salvatori della mezzanotte - ph Guerzoni

TEATRO COMUNALE DI MODENA - STAGIONI 2026/2027

 

COMUNICATO STAMPA  

luglio 2026 

 

Il Teatro Comunale di Modena presenta nel 2026-27 una stagione con undici titoli operistici, spaziando dal classico al contemporaneo attraverso capolavori della tradizione, rarità e nuove commissioni. In onore del 125° anniversario della morte di Giuseppe Verdi, dopo la Messa da Requiem e il Gala lirico-sinfonico proposti nel Modena Belcanto Festival 2026, si vedranno due nuove produzioni: Macbeth e Simon Boccanegra. Sono due i nuovi allestimenti che il cartellone propone sul fronte di titoli meno frequentati del grande repertorio, ovvero Siberia di Umberto Giordano e L’Olandese volante di Richard Wagner. Ben quattro le nuove opere, di cui tre produzioni in prima assoluta, con L’esecuzione di Salvatore Passantino, Veleno di Gaia Aloisi, entrambi giovani autori, e Vanishings – Disparition(s), commistione di musiche di Leoš Janáček e Thomas Adès realizzata dal regista Lukas Hemleb e dal compositore Laurent Cuniot per i Teatri di Modena, Linz e Massy. I salvatori della mezzanotte, opera commissionata dal Teatro nel 2023 a Daniele Furlati, verrà ripresa, in una nuova versione, per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Dal fronte del teatro musicale arriva L’anno che verrà, opera pop con le canzoni di Lucio Dalla arrangiate da Roberto Molinelli per solista, coro e orchestra. Spazio anche al belcanto con La Cenerentola di Rossini nel riuscitissimo allestimento trasmesso in streaming a porte chiuse dal Comunale di Modena nel 2020 a causa del Covid, che oggi torna finalmente in scena in coproduzione con i teatri di Piacenza, Ravenna e Rimini. Al filone belcantistico appartiene anche Le convenienze ed inconvenienze teatrali, spassosa satira di Gaetano Donizetti sui vizi del teatro d’opera, che presenterà al pubblico i nuovi talenti al termine del Corso di alto perfezionamento. 

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GIACOMO PUCCINI, BOHÈME – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 3 LUGLIO 2026

Dopo il debutto avvenuto nel 2024 in occasione del centenario pucciniano, torna all'Arena di Verona La Bohème nell'allestimento firmato da Alfonso Signorini: una produzione che sceglie consapevolmente la via della tradizione, valorizzando le dimensioni monumentali dell'anfiteatro con un impianto scenico di grande impatto visivo.

La regia di Alfonso Signorini, noto giornalista, personaggio televisivo e appassionato melomane, propone una narrazione rispettosa del libretto e della drammaturgia pucciniana, adattando il linguaggio della tradizione alle esigenze del grande spazio areniano. Le scene di Juan Guillermo Nova, che ha creato anche quelle della recente Traviata areniana, presentano una cifra stilistica affine, con ambientazioni ampie e ricche di dettagli che ben si sposano con la monumentalità del palcoscenico veronese.

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MORRICONE NIGHT A PIAZZA SAN MARCO - VENEZIA

COMUNICATO STAMPA                                                                                Venezia, luglio 2026

 

 

Morricone Night a Piazza San Marco: parterre di grandi ospiti e pochissimi biglietti rimasti per la "Suite veneziana" 

domenica 5 luglio 2026 ore 21.00 

 

Ancora pochi posti disponibili per il grande evento dell’estate, l’omaggio a Ennio Morricone che la Fenice tributerà al compositore domenica 5 luglio 2026 ore 21.00 nella splendida cornice di Piazza San Marco. Ricchissimo il parterre di ospiti attesi  per la serata: hanno infatti confermato la loro partecipazione alcuni componenti della famiglia del musicista, il figlio Giovanni Morricone con la madre Maria Travia Morricone; Caterina Caselli nella veste di consigliera della Fondazione Morricone e Filippo Sugar. Sono attesi inoltre alcuni personaggi dello spettacolo, scrittori, figure dello sport come Ambra Angiolini, Deborah Compagnoni, Paolo Crepet, Piero Martin, Alessandro Marzo Magno, Marco Paolini e Michela Signori, Ottavia Piccolo, Alessandro Rosa, Sabrina Salerno ed Enrico Monti, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Matteo Strukul e Silvia Gorgi. Non mancheranno le figure istituzionali, tra queste il sindaco della città di Venezia Simone Venturini, il vicepresidente della Regione del Veneto Lucas Pavanetto, il prefetto Darco Pellos e il questore Antonio Sbordone.

            A dirigere Morricone Night. Suite veneziana – questo il titolo del concerto – sarà Kevin Rhodes, che condurrà Orchestra e Coro del Teatro La Fenice in un programma volto a ricordare e celebrare il pluripremiato musicista romano scomparso nel 2020. Al fianco del maestro americano, il soprano Sara Cortolezzis e due attori d’eccezione, Luca Barbareschi e Cesare Bocci. Maestro del Coro sarà Alfonso Caiani. L’evento si svolgerà domenica 5 luglio 2026 ore 21.00, e grazie alla sinergia con Rai Cultura sarà trasmesso in differita televisiva su Rai5 giovedì 9 luglio alle ore 21.20 e contestualmente in streaming online su Raiplay. È promosso dalla Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con Rai Cultura, SZ Sugar e CAM Sugar. Si ringraziano Casa Ricordi (Universal Music Publishing Group) e Fondazione Ennio Morricone.

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GIACOMO PUCCINI, TURANDOT, TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, 24 GIUGNO 2026

A cent'anni dalla sua prima rappresentazione, Turandot torna a interrogare il pubblico sulla propria natura con un allestimento che si presenta al Lirico di Cagliari firmato da un team creativo capeggiato da Rafael R. Villalobos alla regia e costumi, con scene di Emanuele Sinisi, luci di Felipe Ramos, contenuti multimediali di Cachito Vallés e movimenti coreografici di José Ruiz. È sicuramente uno spettacolo che sorprende, spiazza e, soprattutto, obbliga a riflettere.

Ci si trova di fronte a una lettura modernissima, costruita con evidente riflessione ed approfondita in ogni dettaglio. Fin dalle prime scene si percepisce che nulla è lasciato al caso: la quantità di simboli, riferimenti e figure che popolano la scena è tale da rendere quasi auspicabile una seconda visione per coglierne pienamente il significato.

L'ambientazione infatti abbandona completamente ogni suggestione fiabesca o orientaleggiante tradizionale. Al suo posto emerge una gigantesca impalcatura, il cantiere di qualcosa di monumentale ancora in costruzione, popolato da operai sfruttati e dominato da rapporti di forza economici. In questo contesto Calaf assume i tratti di un imprenditore ambizioso, mentre Turandot appare come una potente donna d'affari con cui stringere alleanze e accordi. Si sviluppa così un affascinante contrasto fra capitalismo americano e comunismo cinese, con tutte le contraddizioni che tali modelli portano con sé.

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ELEKTRA , RICHARD STRAUSS - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 19 GIUGNO 2026

Il ritorno di Elektra di Richard Strauss al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste — titolo assente dalle scene cittadine dal lontano 1978 — si iscrive tra gli eventi di maggior rilievo della Stagione 2025-26 e forse anche degli ultimi 15 anni. La genesi del capolavoro straussiano, prima folgorante collaborazione con il librettista Hugo von Hofmannsthal nel 1909, è legata a una celebre curiosità: Strauss accettò di musicare il testo solo dopo aver assistito alla messinscena teatrale firmata da Max Reinhardt a Berlino, rimanendo letteralmente stregato dalla violenza primordiale e freudiana del personaggio. Inoltre, per esprimere l'ossessione e il delirio di vendetta della protagonista, il compositore concepì una delle orchestre più monumentali della storia della musica, un colosso sonoro che arrivava a prevedere originariamente ben 111 elementi in buca.

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MONTEVERDI FESTIVAL 2026 – L’INCORONAZIONE DI POPPEA AL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA, SABATO 20 GIUGNO 2026

In una serata particolarmente calda e afosa di questo giugno 2026, il Teatro Ponchielli di Cremona, premiato dalla presenza di pubblico in ogni ordine di posti, ha ospitato una nuova produzione de L’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi, nell’ambito del Monteverdi Festival. L’allestimento, firmato da Roberto Catalano per la regia e affidato musicalmente a Paul Agnew alla guida dell’Orchestra Les Arts Florissants, ha proposto una lettura fortemente concettuale dell’ultimo capolavoro monteverdiano, suscitando attenzione e curiosità nel pubblico, che ha seguito con notevole concentrazione lo spettacolo, che ha riscosso un buon successo da parte di tutti gli artisti coinvolti.

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GIUSEPPE VERDI, TRAVIATA- ARENA DI VERONA FESTIVAL , VENERDI' 12 GIUGNO 2026

 

La nuova produzione di La Traviata firmata da Paul Curran apre la stagione lirica all’anfiteatro lirico più famoso del mondo, dopo la serata offerta anche in tv la settimana scorsa in cui si celebrava il Made in Italy. Chi si aspettava qualcosa di completamente diverso sarà rimasto sconcertato, tuttavia le sorprese non sono mancate nell'allestimento che ci è stato proposto. All’apparenza ci troviamo di fronte ad un ambiente che guarda dichiaratamente alla tradizione spettacolare di matrice zeffirelliana, con i grandi tendaggi a formare un pratico sipario mobile, i blocchi scenici posti al centro ed ai lati del palcoscenico, arredi ricchi e colorati, statue e simboli giganti della teatralità evocata, per non parlare delle grandi masse artistiche popolanti ogni centimetro della scena. L’azione si pone in un contesto ispirato al mondo del cabaret e del Moulin Rouge parigino, qui nello specifico di inizio Millenovecento. L’idea di fondo è piacevole e immediatamente riconoscibile: ballerini, piume, costumi sgargianti e numerosi siparietti animano il palcoscenico, creando un’atmosfera vivace e coerente con l’immaginario francese evocato dalla regia. Tuttavia, in alcuni momenti la ricerca dell’effetto visivo rischia di sconfinare nel kitsch e la gestione delle masse risulta talvolta eccessivamente affollata, rendendo meno leggibile l’azione scenica. L’impianto registico mantiene questa dimensione di scena nella scena per gran parte dell’opera, con una Violetta donna di spettacolo che deve fare i conti con i suoi fantasmi, riservando però all’ultimo atto un significativo cambio di registro: la camera di Violetta morente torna a una dimensione più tradizionale e raccolta, offrendo finalmente ai protagonisti uno spazio drammatico più intimo ed efficace.

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IX° Concorso Lirico Tullio Serafin: al Teatro Olimpico di Vicenza selezionati i protagonisti de “Il barbiere di Siviglia” del Festival “Vicenza in Lirica – Contesti”

VICENZA – Una serata di grande musica, emozione e alto profilo professionale ha caratterizzato la finale del IX° Concorso Lirico Tullio Serafin, svoltasi lunedì 9 giugno al Teatro Olimpico di Vicenza davanti a un numeroso pubblico e a una prestigiosa commissione internazionale.

L’edizione 2026 del Concorso, organizzato da “Concetto Armonico Aps” e dall’Archivio Storico Tullio Serafin era dedicata ai ruoli de “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, opera in cartellone nella XIV^ edizione del Festival “Vicenza in Lirica – Contesti” e che andrà in scena al Teatro Olimpico il 10, 12 e 13 settembre 2026.

A presiedere la giuria è stato Lucas Christ, Casting Manager del Teatro “La Fenice” di Venezia, affiancato da Alessandro Di Gloria, Casting Manager del Teatro dell’Opera di Roma, Raffaella Murdolo, Artistic Programming Manager della Royal Opera House Muscat, Frédéric Deloche, Vice Direttore Musicale dell’Orchestra Filarmonica di Nizza, Davide Pagliarusco, Segretario Artistico della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, Vincenzo De Vivo, Direttore Artistico del Teatro delle Muse di Ancona e dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Edoardo Bottacin, Direttore Artistico del Teatro Sociale di Rovigo, Marco Titotto, Direttore d’Orchestra, Marco Tutino, Direttore Artistico del Teatro Verdi di Pisa, Barbara Frittoli, Fabio Armiliato e Andrea Castello, direttore artico del Festival “Vicenza in Lirica” e presidente dell’Archivio Serafin.

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MALTEMPO IN ARENA: LABORATORI E TECNICI AL LAVORO PER RIPARARE I DANNI ALLE SCENOGRAFIE DELLA NUOVA TRAVIATA.
GASDIA: “DOMANI SI ANDRÀ IN SCENA. I NOSTRI LAVORATORI SONO I VERI EROI, AL LAVORO DA IERI SERA”

Ufficio Stampa                                                                                                                 11/06/2026

Stanno lavorando a pieno ritmo in palcoscenico e presso i laboratori di Fondazione Arena, in via Gelmetto, per il ripristino delle scenografie danneggiate ieri sera dalle fortissime raffiche di vento che si sono abbattute su piazza Bra e sull’Arena. Era tutto pronto, infatti, per la prova generale che avrebbe dovuto iniziare alle ore 21.30. Mesi di lavoro che finalmente vedevano la luce nella sua interezza per l’anteprima con il cast al completo. Il vortice improvviso che si è incanalato all’interno dell’anfiteatro ha cancellato tutti i piani, danneggiando pesantemente le scene ma senza causare danni ai lavoratori presenti.

Ieri sera, dalle ore 19.30, tecnici e maestranze della Fondazione Arena si sono messi al lavoro immediatamente, operando senza sosta, con l’ausilio della gru, fino a tarda notte, al fine di mettere in sicurezza l’area del palcoscenico e quindi per recuperarel’allestimento, Questa mattina i lavori stanno proseguendo nei laboratori e all’interno dell’Anfiteatro.

“Non abbiamo mai visto nulla di simile, pochi secondi che hanno portato via il lavoro di mesi. Domani si andrà in scena comunque. In due giorni ventimila persone assisteranno a questa nuova produzione. Potranno verificarsi alcuni ritardi tecnici o piccoli inconvenienti, ma siamo certi che il pubblico comprenderà lo sforzo straordinario che stiamo compiendo in queste ore. I nostri lavoratori, ancora una volta, sono esempio di professionalità e dedizione. Sono i veri eroi di questa giornata.Il mio grazie va agli artisti che si esibiranno domani senza aver potuto effettuare la prova generale. Sono certa che il pubblico saprà restituire tutto questo amore. L’Arena non si ferma, riparte più forte di prima” dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia.

"Un'odissea di 36 ore. Siamo stati travolti da una tempesta che ha danneggiato il veliero ma tutti si sono adoperati al massimo per riprendere la navigazione. E arriveremo a Itaca. L'Arena ancora una volta dimostra la sua unicità, anche nel riprendersi da situazioni impreviste e complesse, grazie alle nostre straordinarie compagini tecniche" commenta il Vice Direttore Artistico Stefano Trespidi. 

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