ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, STAGIONE DI CONCERTI 2017\18, DIRETTORE FRANCESCO OMMASSINI - LUNEDI 26 MARZO 2018, TEATRO COMUNALE DI VICENZA

Ommassini-OTO

Quinto concerto della stagione dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con  la direzione e concertazione del Maestro Francesco Ommassini.

Fondata nel 1990, la OTO ha collaborato nella sua storia con artisti di caratura internazionale e di prestigio, trasformandosi nel 2014 in una sorta di bottega musicale all'interno della quale i 40 strumentisti selezionati tra i migliori neo diplomati dei Conservatori italiani, si perfezionano sotto la guida attenta e meticolosa di affermati musicisti.

Il livello di preparazione musicale raggiunto, permette alla OTO di affrontare con precisione e professionalità un repertorio impegnativo tra i più vasti che la collocano tra le compagini orchestrali più in vista del panorama musicale italiano recente.

Francesco Ommassini è stato chiamato a dirigere e preparare i musicisti della OTO in un programma che ha visto alcune delle pagine più famose del repertorio sinfonico come la sinfonia n. 5 di L.V.Beethoven e la sinfonia n.4 di R. Schumann, precedute dalla Ouverture dall'opera “Tancredi” di G.Rossini.

Direttore meticoloso e sempre incline ad una concertazione mai scontata, Ommassini apre la serata con una lettura della Ouverture dal Tancredi di G. Rossini che lascia il segno per precisione filologica e ricerca di quelle dinamiche agogiche tipiche rossiniane, che non sempre appaiono scontate. La ricerca di un suono “rossiniano”, l'uso sapiente dei “crescendo” e la fuga da qualsiasi effetto bandistico, sono state le chiavi di lettura di Ommassini che ha guidato gli strumentisti della OTO nel porto sicuro di una esecuzione precisa perfettamente oliata, ricca di contrasti e di sorprese.

Dirigere e concertare la sinfonia numero 5 di Beethoven oggi è impresa rischiosissima. Non tanto per le difficoltà tecniche ed esecutive che questo lavoro comporta, bensì per la consuetudine uditiva che un brano del genere comporta in un pubblico, quale quello attuale, abituato più agli ascolti di incisioni discografiche che dal vivo . Ormai anche questo lavoro, come tanti altri, è entrato nel Dna di qualsiasi fruitore medio di musica classica talmente in profondità che il discostarsi dalle idee interpretative più comuni, può suscitare perplessità. Ma solo in chi non ama uscire dal seminato e in chi si adagia in abitudini consolidate di ascolto.

Non è il caso di Ommassini, che sceglie una sua interpretazione talmente innovativa da sembrare nuova. Una visione interpretativa, improntata su consapevolezza storica ma con intelligente equilibrio. I tempi sono sì rapidi ma senza eccessi, in una prospettiva di agile nitidezza, capace di cogliere con fine sensibilità la freschezza inventiva di un Beethoven qui più apollineo che dionisiaco. Ecco quindi che Ommassini riesce ad esaltare in modo persuasivo la straordinaria ricchezza di idee e di presagi della Quinta e l'Orchestra del Teatro Olimpico ce ne offre una prova pregevole per tenuta drammatica e buon rigore esecutivo.

Anche per l'esecuzione della Quarta Sinfonia di Schumann, il discorso non cambia. Anzi si esalta in una concertazione che è immagine di una proposta musicale affidata all'incanto della musica di Schumann e al senso di felicità che da esso si sprigiona.

Felicità per l'ascoltatore ma prima ancora per gli esecutori, come ci lascia intendere un'esecuzione animata dal piacere incomparabile di fare musica assieme, di confrontarsi con altri, prendendosi anche inconsuete libertà sul filo di quella complicità che presuppone però un forte spessore musicale come è quello del Direttore il cui carisma permea la collaborazione con gli strumentisti della OTO in una drammaturgia del fraseggiare esemplare. E proprio questa condizione di piacere nel percorrere il tracciato schumanniano, rappresenta l'aspetto fascinoso di una interpretazione che Ommassini esalta cogliendo le più sottili provocazioni di una partitura modernissima.

La OTO suona benissimo con un piacere sempre musicale che si può cogliere nella complementarietà tra la felicità del primo movimento e il clima trasognato che avvolge il secondo, ma soprattutto nel quarto, bruciato con un fervore esaltante, talmente esaltante da sfociare in un ovazione interminabile da parte del pubblico numerosissimo e attento che ha occupato la vasta sala del Teatro Comunale di Vicenza.

Pierluigi Guadagni

PROGRAMMA

Rossini Sinfonia da “Tancredi” 
Beethoven Sinfonia n. 5 in Do min. op. 67 
Schumann Sinfonia n. 4 in Re min. op. 120

FOTO ANGELO NICOLETTI