brescia-carmen-al-grande-il-24-e-il-26-novembre

CARMEN, BIZET – TEATRO FRASCHINI DI PAVIA, VENERDI’ 12 GENNAIO 2018

Nella sua penultima tappa del Circuito di Opera Lombardia, Carmen di G. Bizet, approda al Teatro Fraschini di Pavia.

Spettacolo non particolarmente bello tra quelli visti negli ultimi anni in questo pur meritevole circuito di Teatri di tradizione.

Il regista Frederic Roels non è capace di trasmettere alcuna delle passioni infuocate che pervadono la partitura, trasformandola in una sfilata di marionette che entrano ed escono dai differenti lati di una colonnata trasversale invero brutta.

Le scene sono poco curate con un evidente errore di prospettiva. L’intera scena infatti era sollevata di almeno un metro rispetto all’altezza del palcoscenico per cui le sorgenti d’acqua, in cui pure i diversi protagonisti cadono o immergono le mani, non si vedevano e lo spettatore usciva da teatro con un gran male al collo.

I costumi erano a dir poco imbarazzanti con Carmen che sembrava una contadina in gita ad un picnic e Micaela che pareva più una Heidi delle favelas vestita male.

Davvero il nulla. Nulla da dire, nulla da commentare, il nulla che è rimasto anche negli occhi di chi ha assistito.

Dal punto di vista musicale le cose sono andate decisamente meglio pur con i doverosi distinguo.

Continua a leggere

b3002db26ed7999e3496d91dc711e7e5

RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA, VENERDI’ 12 GENNAIO 2018

Il Regio di Parma sceglie di aprire la stagione operistica con un’ opera vincente già di per sé per titolo ed autore, se poi si aggiunge il ritorno di un amatissimo protagonista maschile, difficilmente si può sbagliare il colpo: Rigoletto di Verdi e l’interpretazione di Leo Nucci. Ritorna ancora una volta il ricchissimo allestimento datato 1987 che fu ideato dal compianto Pier Luigi Samaritani, che come spesso accade per i grandi registi curò anche scene e costumi. Oggi lo spettacolo viene ripreso dalla sua ex allieva Elisabetta Brusa,  riproponendone fondamentalmente le direttive, coadiuvata dalle luci di Andrea Borelli. Le sale decorate, gli arredi, i costumi ricchi ed in verità un po’ ingombranti, secondo la moda del sedicesimo secolo, nonché la casa diroccata di Sparafucile, restano funzionali ancora oggi per rivivere a pieno i sogni ed i drammi di Gilda e del fin troppo protettivo padre.

Continua a leggere

Tosca_Scena_II_cast-7134_preview

TOSCA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, GIOVEDI’ 21 DICEMBRE 2017

In chiusura di stagione il Comunale di Bologna punta sul sicuro con la produzione di Tosca che ha debuttato l’anno scorso a Torino con la regia di Daniele Abbado (ripresa da Boris Stetka), a scaldare gli animi nel mese più festoso dell’anno. Ed è proprio il fuoco che arde nel petto di Floria ad essere esaltato in questo spettacolo che vede nella figura accentratrice della cantante il fulcro dell’azione scenica, che ruota fisicamente sul palco girevole con i vari elementi che ne fanno parte. Abbado pensava ad un luogo neutrale, realizzato da Luigi Perego, che potesse ricordare tanto un altare quanto gli altri luoghi della vicenda, simboleggiando un sito in cui si sacrificano tutti gli ideali dei protagonisti, nonché l’ avversato sogno d’amore. Come due belve in libertà che si scontrano in arena, Tosca e Scarpia sconvolgono una sorta di status quo languido in cui il povero Cavaradossi non è che una pedina di passaggio dal destino segnato. Sono suggestive le immagini video in bianco e nero di Luca Scarzella di una Roma un po’ vintage proiettate sul fondo scenico, e i costumi dello stesso Perego, particolarmente ricercati per Floria, sono appropriati all’ambientazione raffinata. Ben architettate anche le luci di Valerio Alfieri.  

Continua a leggere

LA VEDOVA ALLEGRA, FRANZ LEHAR – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 17 DICEMBRE 2017

Non c’è niente di meglio che puntare su un titolo di forte richiamo e con interpreti ben noti ed apprezzati dal pubblico per inaugurare una stagione operistica in concomitanza con le festività natalizie. Ecco dunque che la Fondazione Arena di Verona va sul sicuro riproponendo, e a ragione visto il successo di pubblico, lo spettacolo de La vedova allegra che dall’ormai lontano 2005 vede la firma di Gino Landi alla regia, ripresa qui da Federico Bertolani, artefice di uno spettacolo completo ove musica, danza e prosa si intrecciano per circa tre ore di spettacolo, con colpi di scena, risate, unitamente ad un tocco di commovente lirismo.

Questa deliziosa operetta cara anche ai non appassionati e ‘puristi’ dell’opera diciamo più ‘seria’, è uno squisito intreccio di storie d’amore e di malintesi, di scambi di persona, di problemi finanziari, farciti con musiche da walzer ottocenteschi e canti sensuali.  

Continua a leggere

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi: ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi:

ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 2 marzo alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento e poi due recite fuori abbonamento nel periodo estivo. Saranno altresì programmati ulteriori due titoli d’opera, il Teuzzone di Vivaldi (luglio 2018) e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte (ottobre 2018), nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari. Alla fine, dieci titoli d’opera e un balletto, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono Turandot, Suor Angelica, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto ed il classico Schiaccianoci per il balletto.

Continua a leggere

foto27112017014510_2

FAUST, CHARLES GOUNOD - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 03 DICEMBRE 2017

Faust.

“Un monumento nazionale”, “un capolavoro della letteratura”, “un'opera maledetta”, “la nascita di un mito”.

Sono questi alcuni degli epiteti che accompagnano il lavoro di Goethe, decretandone il suo successo e in parte la sua incomunicabilità ancora ai giorni nostri.

Lo stesso Charles Gounod non rimarrà insensibile al richiamo fascinoso di un capolavoro che lo porterà, per più di vent'anni, a torture intellettuali e mistiche tutte tese alla ricerca di una impossibile riduzione operistica del capolavoro di Goethe.

Arresosi ad un adattamento, quello preparato per lui da Jules Barbier, che limita ed esalta l'azione goethiana, principalmente alla storia amorosa tra Faust e Margherita, il “suo” Faust  rappresenta uno dei più rimarchevoli successi nella storia dell'opera.

Per più di tre quarti di secolo è stata l'opera più popolare dell'intero catalogo internazionale, ogni singolo teatro l'aveva in repertorio pronta ad essere rappresentata con adattamenti, tagli, rimaneggiamenti, aggiunte ad uso del singolo cantante o impresario.

Oggi, come se un'indigestione ne avesse decretato il bando, vedere rappresentato il Faust di Gounod è più impossibile che raro.

La Fondazione Teatro Comunale di Modena, in coproduzione con la Fondazione Teatri di Piacenza e Reggio Emilia, anche per onorare il bicentenario della nascita del compositore (2018) ne commissiona un nuovo allestimento, affidandone la parte creativa al collettivo Anagoor e a Simone Derai, entrambi alla prima esperienza in campo operistico ma già ben rodati e acclamati nel repertorio di prosa.

Continua a leggere

DieAntilope_foto_FondazioneHaydnStiftung_2017-12-2-29

DIE ANTILOPE / JOHANNES MARIA STAUD , TEATRO COMUNALE DI BOLZANO PER OPERA 20.21 – SABATO 2 DICEMBRE 2017

Non poteva essere più esemplificativo lo slogan della nuova stagione operistica della Haydn di Bolzano e Trento: fuga dalla realtà! E’ esattamente quanto avviene al protagonista de Die Antilope di Johannes Staud che inaugura gli appuntamenti in cartellone, con la consueta formula che privilegia le composizioni scritte appunto tra ventesimo e ventunesimo secolo. Si narra ormai di tutto sulla disgraziata società che ci circonda, e dunque il librettista Durs Grunbein ha creato appositamente, per questo lavoro di  Staud, un testo che si sposa tanto con l’idea musicale nella mente del compositore, quanto con l’atmosfera surreale che essa evoca. Tra le immagini che più caratterizzano il mondo piatto e globalizzante di oggi vi è certamente l’azienda con i suoi dipendenti, un corpo unico ed omologato, privo di qualsiasi interesse agli occhi del giovane Victor, che evidentemente non ci si ritrova, non ci sta a conformarsi e perdere la propria identità tra discorsi senza senso e piattume totale. Il regista  Dominique Mentha veste infatti tutti uguali questi impiegati che indossano una testa animalesca, tanto ‘imbarbariti’ sono oramai, perché privi dell’elemento umano che invece ci distingue l’uno dall’altro. Così matura il gesto folle per il protagonista di lanciarsi dalla finestra di quell’ambiente certo freddo che è la sala delle riunioni in cui avviene un ennesimo party tra dipendenti. Ma, ispirandosi chiaramente a Kafka, da qui parte un viaggio attraverso diverse situazioni, sempre assurde, che gli permettono di constatare quanto bizzarri siano anche gli altri luoghi in cui si ritrova a vagare, privo addirittura del suo stesso linguaggio, ma ormai trasformato in un antilope, appunto, animale in fuga, dal linguaggio simil-Afrikaans con cui pare farneticare.

Continua a leggere

Socio Onoraio di Concetto Armonico Sara Mingardo

Comunicato stampa

Sara Mingardo socio onorario

Sarà dunque il contralto di fama mondiale Sara Mingardo a ricevere dall’associazione culturale “Concetto Armonico”, il titolo di Socio Onorario, il 14 dicembre alle ore 16 presso il Salone d’onore di Palazzo Chiericati. “Concetto Armonico”, nata nel 2011 a Cavarzere per volontà del suo stesso presidente Andrea Castello, si trasferisce nel 2017 a Vicenza, dove già dal 2011 organizza importanti manifestazioni tra cui l’ormai consolidato ed atteso festival “Vicenza in Lirica”. Al suo interno “Concetto Armonico” ha istituito, fin da subito, una carica a vita di Socio Onorario che nel 2011 era stata affidata al grande soprano Daniela Dessì, amica dell’associazione, della quale condivideva i progetti spesso sostenendoli anche attraverso la sua unica e universalmente amata peculiarità artistica. Daniela Dessì viene a mancare improvvisamente il 20 agosto 2016, dopo una breve malattia, lasciando così nello sconcerto e nel dolore tutto il mondo musicale.

Continua a leggere

3nazn1511537798

GIUSEPPE VERDI, UN BALLO IN MASCHERA, TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 24 NOVEMBRE 2017

Con il ’Ballo’ verdiano La Fenice di Venezia apre il sipario sulla stagione operistica  2017/18 affidando la regia dello spettacolo al giovane Gianmaria Aliverta che assieme a Massimo Checchetto per le scene ed a Carlos Tieppo per i costumi, confeziona un dramma molto particolare e chiaramente vicino alla sua sensibilità. Non volendo tradire completamente il libretto, Aliverta mantiene sostanzialmente quanto esso prescrive, aggiungendo però il suo tocco personalissimo. Siamo in una America generica, a giudicare da simboli abbastanza ovvi quali la Statua della Libertà ed il vessillo americano, e ci spostiamo avanti di due secoli rispetto al libretto, nel periodo seguente la guerra di Secessione che afflisse gli Stati Uniti fino al 1865, con una particolare attenzione al problema della schiavitù e alla sua risoluzione grazie al Tredicesimo Emendamento della costituzione americana. La storia d’amore tra Amelia e Riccardo passa decisamente in secondo piano rispetto al problema politico – sociale sottolineato dal regista. La stessa protagonista è soprattutto una donna di colore che ha sposato un uomo bianco di potere (ed è innamorata di un altro ancora più potente), e quindi riscatta  decisamente la posizione in società di tante sfortunate dell’epoca.  Ulrica è appunto un una santona nera in grado di liberare le anime dei tormentati e sempre di colore è la donna da lei ‘risanata’ in scena; non mancano neppure riferimenti al Ku Klux Klan con la terribile croce infuocata sul palco. Le scenografie di Checchetto sono semplici ma efficaci e riproducono gli ambienti necessari alla narrazione. I costumi di Tieppo sono coerenti con l’ambientazione, e naturalmente gli ospiti al ballo sono tutte statue della libertà con una vistosa maschera color oro..

Continua a leggere

unnamed

THE LICEU ORCHESTRA WILL PLAY FOR PEACE AND HUMAN RIGHTS IN THE UNITED NATIONS OFFICE AT GENEVA

Maestro Josep Pons will conduct the traditional UN concert on 9 December with an excellent musical repertoire including pieces by Beethoven, Strauss and Händel.

Organised by the ONUART Foundation and produced by MEDIAPRO, the concert is dedicated to peace among peoples and will pay homage to the victims of the recent terrorist attacks in Europe.

The link between the United Nations and the Liceu goes back to Maestro Pau Casals, who was a cellist at the Liceu and composed the UN’s hymn as a universal symbol of peace.

Barcelona, 22 November 2017

On 9 December, the Gran Teatre del Liceu Symphony Orchestra and its music director, Josep Pons, will perform the Concert for Peace and Human Rights organised by the ONUART Foundation and produced by Mediapro, which will broadcast it around the world from the United Nations. For the fourth year in a row, the concert will be performed in the Human Rights and Alliance of Civilisations Room at the United Nations under the great dome created by Miquel Barceló, which was conceived as a metaphor for what the United Nations represents.

The relationship giving rise to this event is

Continua a leggere

CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – DOMENICA 19 NOVEMBRE 2017

Gli ormai celebri pomeriggi musicali dell’Associazione Verona Lirica sono da tempo dei veri e propri recital lirici cui artisti di fama mondiale prendono parte sia per l’amicizia che li lega alla città di Verona, sia per la professionalità e cordialità di chi organizza i concerti in calendario, che spesso anticipano i cast che si esibiscono poi al festival estivo della Fondazione Arena, oppure alla sessione invernale proprio al Filarmonico.  

Ad accompagnare gli artisti anche questa volta Patrizia Quarta  al pianoforte, ed eccezionalmente anche il primo violoncello dell’orchestra areniana, Sara Airoldi, per la verità un magnifico ritorno per l’Associazione. Arie d’opera molto note o brani da riscoprire hanno visto impegnati Desirée Rancatore, soprano, Marina Comparato, mezzosoprano, Alessandro Viola, tenore, e Ivan Inverardi, baritono.

Continua a leggere

SIMPOSIO: ARTE – IDENTITÀ – REGIONE ; FONDAZIONE HAYDN STIFTUNG

 

Fare musica, e più in generale arte e cultura, oggi. Sperimentare sinergie, innovare, rapportarsi con la tradizione. Relazionarsi con il territorio, con le sue realtà più vive e lungimiranti.

Sono questi i temi che verranno affrontati nel corso del convegno Arte - Identità – Regione, che prenderà spunto dal lavoro del compositore Johannes Maria Staud, Artist in Residence2017/2018 della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.

Temi importanti, anche per sostenere il ruolo dell’Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino come motore di creatività con riflessi anche sull’economia e sul turismo, che saranno discussi da compositori, direttori d’orchestra, operatori, giornalisti di rilievo nazionale e internazionale, ognuno con un proprio bagaglio di esperienze. Un convegno che sarà soprattutto un momento importante di confronto di idee per guardare in avanti, in una prospettiva di sempre maggior cooperazione fra menti artistiche e Istituzioni.

Il convegno, introdotto da Andrea Estero, Direttore del mensile Classic Voice, offrirà nel suo insieme un significativo spaccato dell’espressività musicale contemporanea, con specifici contributi sul comporre musica oggi, sui processi di creazione e di rappresentazione dell’opera contemporanea e sui rapporti fra arte e contesti regionali.

Continua a leggere

Aida_Scena_CF_0018RoccoCasaluci_preview

AIDA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 12 DICEMBRE 2017

Arriva dal Macerata Opera Festival e da un progetto del 2014 l’Aida firmata da Francesco Micheli in scena al Teatro Comunale di Bologna in questi ultimi scampoli di stagione 2017, con uno spettacolo che tenta di coniugare la maestosità dell’antico impero egizio con la grandiosità dei mezzi moderni, creando un ponte tra antico e futuro e tra i popoli di allora e d’oggi. Questo tipo di approccio non è una novità e non troviamo certo strano il parallelo tra storia passata e presente/futuro; vero è infatti che i temi trattati nell’opera sono da considerarsi universali ed applicabili ad ogni epoca, ma conoscendo Micheli ed il suo genio sicuramente ci saremmo aspettati qualcosa di più, potremmo dire, approfondito. Etiopi ed Egiziani si muovono su di un grande computer bianco senza tasti, creato da Edoardo Sanchi, il cui piano inclinato sembra poggiato su un leggio, e che si chiude sulle teste degli sfortunati protagonisti a simboleggiare la ‘fatal pietra’ tombale. Il coro a sua volta si tiene aggiornato (sull’avanzata nemica?) attraverso dei tablet che dovrebbero ricordare le antiche tavolette degli scribi. Del fasto egizio non c’è nulla di visibile concretamente in scena, ma mastodontiche sono le didascalie che enfatizzano espressioni del libretto oppure i nomi stessi degli interpreti quando cantano. Le proiezioni dei disegni di Francesca Ballarin servono ad esemplificare ed arricchire il narrato, ma spesso risultano semplici cornici sceniche a quello che di fatto appare un allestimento estremamente essenziale. Bianco anche tra i costumi del coro infagottato in tuniche austere; meglio gli abiti dei protagonisti tra cui impera nel vero senso della parola il Re con la sua mise, il tutto opera di Silvia Aymonino.  I balletti dalle coreografie particolarmente originali di Monica Casadei per la compagnia Artemis Danza si discostano anch’essi dalla tradizione, con i bravissimi ballerini fasciati in tute bianche come pronti a lasciare il pianeta alla volta spaziale.

Continua a leggere

sciortino

ORAZIO SCIORTINO: LA GATTOMACHIA, FIABA MUSICALE PER NARRATORE, VIOLINO CONCERTANTE E ARCHI. PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA - I CAMERISTI DELLA SCALA, 29.10.17

Riempire un teatro di 2030 posti a sedere, tanti sono quelli del Teatro alla Scala, di bambini estasiati e concentratissimi  in un tiepido  pomeriggio di mezz'autunno, non è facile impresa. Ci sono riusciti i Cameristi della Scala diretti da un precisissimo Hakan Sensoy con i solisti Fabien Thouand (oboe), Valentino Zucchiatti (fagotto), Andrea Manco (flauto) e un pianista compositore che ben conosce il fatto suo, Orazio Sciortino.

I primi, confezionando e suonando (benissimo) un programma introduttivo fatto di brevi concerti per strumento solista ed orchestra d'archi che captano l'attenzione per la loro peculiarità timbriche e sonore (di B. Marcello il concerto in re min. per oboe ed archi, di A. Vivaldi il concerto RV493 per fagotto ed archi ed il concerto RV428 per flauto ed archi), il secondo, per aver composto una fiaba musicale a lieto fine  dove gatti e strumenti musicali dialogano senza sosta in una gara sonora spassosissima.

Continua a leggere

atto-I-foto-di-Mitchell-Kearney-Opera-Carolina-Charlotte-min

LA FANCIULLA DEL WEST, GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, SABATO 28 OTTOBRE 2017

Il Lirico di Cagliari si avvia alla conclusione della stagione operistica con un pezzo da novanta che mancava in città dal 1985 ed alla cui rappresentazione non potevamo mancare. La fanciulla del West è forse l’opera pucciniana più complicata da mettere in scena, vuoi per l’ambientazione particolare, vuoi per l’elevato numero di personaggi in azione e vuoi perché, essendo effettivamente meno rappresentata degli altri suoi capolavori, non è sempre facile trovare chi se ne prenda l’incarico. Ci ha pensato la New York City Opera (USA), in collaborazione col Lirico stesso, il Teatro del Giglio di Lucca, e l’Opera Carolina di Charlotte (USA). Il risultato è stato uno spettacolo ricco e con una regia che valorizza gli interpreti, a tratti nevrotica ma pertinente. Tradizionale è l’impianto di fondo pensato da Ivan Stefanutti che ci riporta fedelmente all’America dei ricercatori d’oro di metà Ottocento, con le immagini proiettate sullo sfondo atte ad immergere chi osserva tanto nel paesaggio americano quanto negli stati d’animo dei personaggi. Gli ambienti sono ricostruiti in maniera piuttosto schematica e semplice ma sufficiente a renderne l’idea. I costumi sono perfettamente American style, si veda quelli indiani di Wowkle e del suo uomo. Per rendere più realistici gli ‘scontri’ armati Kara Wooten ha istruito gli interpreti all’uso delle armi; infine sottolineamo l’efficacia degli effetti luminosi curati da Michael Baumgarten.

Continua a leggere

L’ITALIA MUSICALE S’È DESTA! SPERIAMO DI SÌ…

Siamo sempre stati sostenitori dei talenti nostrani e con molto orgoglio apprendiamo le ultime notizie che ci giungono da alcuni dei più prestigiosi Teatri d’Opera Italiani.  Le recenti nomine ci fanno ben sperare che forse, il condizionale si sa è d’obbligo in questi casi, il nostro Paese si sta accorgendo dei “suoi” talenti e sta pian pianino cercando di richiamarli in patria e di offrire loro incarichi di prestigio e di guida delle Istituzioni musicali nazionali.

Le nomine dell’ultimo anno, a Firenze di Fabio Luisi, a Bergamo di Riccardo Frizza, a Bari di Giampaolo Bisanti, a Parma di Roberto Abbado e quella freschissima a Macerata di Francesco Lanzillotta, seguono quelle ormai di numerosi anni di Gianandrea Noseda a Torino, di Michele Mariotti a Bologna e di Andrea Battistoni a Genova.

Sembra davvero che l’Italia stia riscoprendo il “Made in Italy” e noi, da appassionati, non possiamo fare altro che esserne felicissimi; con la speranza che si proceda sempre più in questa “DIREZIONE”!

Maria Teresa Giovagnoli

Una gallery dei nostri straordinari musicisti

cf8ed0c133a78ce4a26acb75bfe33a34

JÉRUSALEM, GIUSEPPE VERDI - TEATRO REGIO DI PARMA , FESTIVAL VERDI , VENERDI’ 20 OTTOBRE 2017

Con la Jérusalem che ha inaugurato il Festival Verdi di quest’anno, il Regio di Parma ha scelto un titolo ‘imponente’ che attira pubblico per rarità di esecuzione e richiede anche una produzione di alto livello per rispettare i crismi del genere Grand Opéra cui appartiene. E di fatti elevatissima è stata la presenza di pubblico internazionale, per lo meno alla recita cui abbiamo assistito, curioso e molto interessato. Il celebre riadattamento francese de I Lombardi alla prima crociata di Verdi non è opera lieve e se non realizzata con intelligenza rischia di risolversi in un carrozzone che avanza su un guado.

Continua a leggere

c35e38e57d117c22e55c38b0c73189af

FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA PER IL FESTIVAL VERDI, DOMENICA 15 OTTOBRE 2017

Per rappresentare un personaggio controcorrente come Sir John Falstaff per il quale è stato detto di tutto e di più, sia perché è protagonista di un capolavoro della storia della musica, sia perché è uno dei personaggi più noti del panorama letterario inglese grazie al genio di Shakespeare, il regista Jacopo Spirei ha fatto quanto di meglio si possa sperare per rendervi giustizia: seguire il libretto. Partendo da ciò che vi si narra, dal testo con tutte le sue sfumature, i personaggi e le loro caratteristiche, ha ideato uno spettacolo fresco, frizzante, in cui ogni personaggio ha un carattere ben definito e può esprimersi in un ambiente dal sapore tradizionale, ma niente affatto antiquato né banale. Il buon vecchio John forse in cuor suo percepisce il ‘pericolo’ burla, ma sta al gioco, è convinto o forse vuole convincersi di avere ancora qualche carta da giocare con le belle del paese, e scoprire di essere stato sonoramente canzonato lo pone forse quasi su di un piano di superiorità, ammettendo la sua colpa (‘ben mi sta’) e considerando di non essere certo l’unico burlato in tutta la vicenda (‘..lo scornato chi è?’).

Continua a leggere

tristano-3

TRISTAN UND ISOLDE, RICHARD WAGNER - TEATRO REGIO TORINO, 10 OTTOBRE 2017

Sul Tristan und Isolde, l'opera che ha più di altre sconvolto la storia della musica a partire da quel suo accordo iniziale che rinvia continuamente la risoluzione delle tensioni e ne caratterizza un'incessante elaborazione, si è scritto, detto e parlato fin troppo.

Premesso che il linguaggio di Wagner in Tristan und isolde, non è compatibile con le forme tradizionali di teatro musicale, la stupefacente novità  del capolavoro  del maestro di Lipsia, risiede in sostanza nell'invenzione di un continuo flusso dell'elaborazione sinfonica che ribalta il tradizionale rapporto tra voce e orchestra, dove la scrittura vocale non è semplicemente accompagnata da un supporto strumentale, ma scaturisce da una identica concezione armonico\contrappuntistica.

Il Tristan und Isolde è quindi principalmente un lavoro di rottura, dove la frattura ne permette una varietà di visioni musicali e registiche, infinite.

Continua a leggere

--

EL CANTOR DEL MEXICO, FRANCIS LOPEZ - TEATRO DE LA ZARZUELA MADRID, SABATO 7 OTTOBRE 2017

Francis Lopez può venire considerato come il più prolifico compositore di operette in lingua francese dal secondo dopoguerra fino alla sua morte avvenuta nel 1995 e il tenore Luis Mariano, per il quale scriverà i suoi maggiori successi,  il suo miglior interprete principale.

Ed è appunto con la composizione di Le chanteur de Mexico nel 1951 che la fama di entrambi  assume rilevanza europea grazie anche ad un film omonimo, girato nel 1956, che li consacrerà definitivamente come star indiscusse del genere.

Un genere di spettacolo fatto di melodie orecchiabili, ambientazioni esotiche, lieto fine obbligatorio e trama non eccessivamente complicata, il tutto condito da un corpo di ballo in gran spolvero con ballerine più “svestite” del solito, costumi e scenografie sgargianti e da una facilità di ascolto che rapiva un pubblico uscito da poco dagli orrori di una guerra cruenta, desideroso di dimenticare in fretta e riprendersi una vita serena.

Continua a leggere