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FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA PER IL VICENZA OPERA FESTIVAL

Il Teatro Olimpico di Vicenza ha ospitato per la prima volta grazie alla storica Società del Quartetto un evento davvero interessante e di stampo internazionale che ha avuto infatti una piena e felice risposta di pubblico. La prima edizione del Vicenza opera festival ha inaugurato una serie di manifestazioni annuali dedicate alla lirica, frutto della volontà del Maestro Iván Fischer, direttore artistico, che ha portato nella nostra città un nutrito dispiegamento di forze tra musicisti ed interpreti che hanno reso possibile questa produzione anche grazie al contributo del Circolo degli amici del Vicenza opera festival, ossia un folto gruppo di appassionati e simpatizzanti melomani, circa una ottantina di persone,  che da diverse parti del mondo, anche le più remote, hanno sostenuto questo appuntamento. Una tre giorni dedicata alla lirica con due recite di Falstaff ed un gala - concerto lirico sinfonico con gli stessi interpreti dell’opera.

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ATTILA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA PER IL FESTIVAL VERDI , SABATO 13 OTTOBRE 2018

In quest’opera di storia e popoli in guerra il regista  Andrea De Rosa vede solo sconfitti e ombre di fasti remoti. Nessuno può considerarsi veramente vincitore perché alla fine chi vince è ormai in declino e chi sembrava il più forte viene tradito. Così nel curare anche le scene De Rosa ci cala in un paesaggio quasi lunare che sembra più una visione che un luogo reale. Pasquale Mari con le sue luci contribuisce molto all’idea visionaria della regia, mentre adatti al contorno sono i costumi di Alessandro Lai. I protagonisti si muovono in questo ambiente sgretolato ed in polvere cantando principalmente in proscenio e rivolti al pubblico, con il coro quasi sempre in schiera. Tra simboli del potere ed immagini evanescenti si compiono le azioni previste e lo spettacolo scorre via senza intoppi e rispettando il più possibile il libretto.

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - WEST SIDE STORY INAUGURA LA STAGIONE DI SANTA CECILIA

COMUNICATO STAMPA

Stagione Sinfonica

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 12 ottobre ore 20.30 – sabato 13 ore 18 – domenica 14 ore 18

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Il nostro ricordo di Monserrat Caballé

I melomani veronesi con i capelli bianchi se lo ricordano bene quel Don Carlo del 1969 all' Arena di Verona.

Cantava per la prima volta nel catino romano un soprano spagnolo che qualche anno prima si era rivelata al mondo sostituendo l'indisposta Marilyn Horne in una recita di Lucrezia Borgia alla Carnegie Hall di New York.

Assieme a lei c’era in Arena un cast all stars con nomi come Cossotto, Cappuccilli, Domingo….ma i 20000 spettatori quella sera erano tutti lì per lei, per ascoltare quei fiati lunghissimi, quelle mezze voci e quei filati che di fama l’avevano preceduta. E fu un trionfo senza precedenti.

Un trionfo che lei volle omaggiare regalando alla città uno straordinario concerto qualche giorno dopo al Teatro Corallo (teatro dall’acustica prodigiosa ora in rovina…) con un programma che spaziava da Pergolesi a Strauss passando per Granados e Debussy, suggellando un trionfo meritatissimo.

Possedeva una tecnica straordinaria Monserrat Caballé acquisita in anni di studi rigorosi sul fiato che le hanno permesso di affrontare un repertorio sterminato da Vivaldi a Strauss passando per la Zarzuela e la canzone pop.

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MACBETH PER IL FESTIVAL VERDI DI PARMA – TEATRO REGIO DI PARMA, VENERDI’ 5 OTTOBRE 2018

E’ un Macbeth nebuloso, cupissimo, angosciante e prevalentemente onirico quello che Daniele Abbado porta in scena al Festival Verdi 2018. Non c’è molto da vedere ma tutto da ascoltare e ‘sentire’ nello stomaco, poiché le sensazioni vissute in scena con ardore dai protagonisti arrivano dritte al pubblico, letteralmente invaso dalle umide scie nebbiose e cangianti che avvolgono di mistero gli eventi, grazie ai riflessi di luci oscure, e sono di fatto gli unici elementi a popolare il palco. Proprio le luci di Angelo Linzalata costituiscono le fondamenta di una scena scarna che si affida quasi totalmente agli effetti di chiaro scuro per sottolineare le azioni.

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La Cenerentola chiude quest'edizione di Operaestate festival a Bassano del Grappa

Domenica 7 ottobre ore 15.30 al Teatro Sala Da Ponte di Bassano del Grappa
SE CENERENTOLA E’ UN GIOCO: IL NUOVO ALLESTIMENTO DELL’OPERA DI ROSSINI CHIUDE LA 38^ EDIZIONE DI OPERAESTATE FESTIVAL  

(Bassano del Grappa – VI) Dopo la prova generale  di questa mattina che ha visto il tutto esaurito dedicato alle scuole, apre al pubblico Domenica 7 ottobre, alle 15.30 presso il Teatro Sala Da Ponte,  la  prima nazionale una nuova produzione dell’opera lirica La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo di Gioachino Rossini.  Questa nuova produzione, in collaborazione con la Città di Padova, chiude ufficialmente la 38° edizione di Operaestate, il festival diffuso promosso dal Comune di Bassano insieme alle Città palcoscenico, che da luglio ha animato con spettacoli e performance di teatro, danza e musica (ma non solo) il territorio della Pedemontana Veneta. 

Per questa Cenerentola – ossia la bontà in trionfo, la regia è affidata al giovane e affermato regista Paolo Giani Cei, già regista di altri apprezzati allestimenti prodotti da Operaestate, che qui cura anche scene e costumi e che realizza un allestimento di grande impatto visivo. A dirigere l’Orchestra di Padova e del Veneto sarà invece il giovane Maestro Ferdinando Sulla, cui spetta il compito di ricreare la magia della musica rossiniana attraverso i suoi straordinari musicisti, mentre i cori saranno affidati al Coro Lirico Veneto.

Per l’occasione, a interpretare gli immortali personaggi della vicenda, sarà un cast internazionale: Don Ramiro, il principe, è interpretato dal giovane tenore cileno Diego Godoy, specializzato proprio nel repertorio del “belcanto”, vincitore, tra gli altri, anche del premio dell’U.P.M.C.F (l’Union Professionnelle des Maîtres du Chant Français) nel quadro del Concorso d’Opérette et Opéra-Comique Français. 
Sarà Raffaella Lupinacci, a vestire i panni di Angelina/Cenerentola, per la prima volta nella sua carriera. Tra le più interessanti giovani voci di mezzosoprano italiane, Raffaella si è distinta in numerosi concorsi nazionali e internazionali, e soprattutto in numerosi ruoli rossiniani: selezionata infatti da Alberto Zedda per l'Accademia Rossiniana di Pesaro, nell’estate del 2012 ha debuttato come Marchesa Melibea ne Il Viaggio a Reims di Rossini. Si sono succeduti poi i ruoli rossiniani di Zulma ne L'italiana in Algeri, di Emilia nell’Otello, nella Petite Messe Solennelle, di Publia nell'Aureliano in Palmira (con la regia di Mario Martone), di Doralice ne La gazzetta sempre al Rossini Opera Festival.  

Il ruolo dello scaltro Dandini è affidato al baritono Biagio Pizzuti, perfezionatosi l’Opera Studio dell’Accademia Santa Cecilia di Roma sotto la guida del soprano Renata Scotto, vincitore di numerosi premi, che annovera tra i ruoli di maggior successo anche quello di Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia. Mentre il patrigno di Cenerentola, Don Magnifico, avrà la voce di Marco Filippo Romano, che ha già affrontato il ruolo debuttandolo al Teatro Comunale di Bologna, e quindi nei Teatri del Circuito Lirico Lombardo. Grande conoscitore e interprete del repertorio rossiniano, tra i suoi “cavalli di battaglia” anche il ruolo di Don Profondo ne Il Viaggio a Reims (con cui debuttò al Rossini Opera Festival) e di Don Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia.
Completano il cast le due sorellastre: Clorinda, interpretata dalla giovane soprano rumena Irina Ioana Baiant, e Tisbe, interpretata da Alice Marini; mentre  sarà il baritono piemontese Filippo Polinelli a intrepretare il filosofo Alidoro, maestro di Don Ramiro.

Ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault, autore di una delle versioni di un racconto popolare presente in numerose culture (sono state “censite” almeno 700 “Cenerentole” diverse), la Cenerentola rossiniana mette in musica il libretto firmato da Jacopo Ferretti che, d’accordo con Rossini, elimina ogni elemento “inverosimile” che caratterizza la storia originale. La storia si modifica così fino a riprendere la struttura di una commedia degli equivoci, con un armonioso equilibrio tra realtà e favola, farsa e commedia, filone sentimentale ed elemento buffo. 

Ma questa Cenerentola promette di riportare in superficie il bambino nascosto in ogni adulto, anche nel Maestro Rossini. Afferma infatti il regista, Paolo Giani, di aver cercato “una dimensione più de-concettualizzata, forse più vicina allo spirito ironico e di fuga che ha ispirato questa famosa favola: lo spazio dei bambini”. È infatti dal gioco nell’infanzia che arriva l’ispirazione: “i bambini non si divertono a giocare in un mondo infantile, ma fra di loro vogliono fare gli adulti e ad atteggiarsi come loro”.
Allo stesso modo, quindi, il pubblico assisterà a un’opera in cui i cantanti saranno come bambini impegnati al gioco della Cenerentola, con complicità e rivalità reciproche. Ma la regia di Giani non dimentica che “la vita deve continuare, tanto che verso la fine anche i nostri bambini-personaggi dovranno smettere di giocare, per ritrovarsi poi adulti a ripetere seriamente le stesse azioni...”. 

Ma cosa rende così attuale la fiaba di Cenerentola e perché rimettere in scena proprio quest’opera di Rossini? “Cenerentola di Rossini è un orologio dal meccanismo perfetto che funziona senza carica, attorno al quale basta costruire una cassa di risonanza per quel ticchettio brillante e incalzante” afferma Giani, “e forse, se dopo duecento anni stiamo ancora realizzando di nuovo la Cenerentola di Rossini, al termine della favola capiremo che questo gioco in realtà non finirà mai...”. 

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27 ottobre: Steinberg inaugura la Stagione de I Concerti al Regio di Torino

Teatro Regio Torino (positivo col) RGB

I CONCERTI 2018-2019

Pinchas Steinberg inaugura la Stagione de I Concerti

In programma pagine di Brahms e Dvořák con l’Orchestra e il Coro del Regio

 

Teatro Regio, sabato 27 ottobre 2018 ore 20.30

 

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IVÁN FISCHER E BUDAPEST FESTIVAL ORCHESTRA: AL TEATRO OLIMPICO LA PRIMA EDIZIONE DEL VICENZA OPERA FESTIVAL


Dal 12 al 14 ottobre il teatro palladiano ospita la prima edizione del “Vicenza Opera Festival”, ideato dal celebre direttore ungherese e realizzato in collaborazione con la Società del Quartetto. In programma Falstaff (Ambrogio Maestri nel ruolo del protagonista) e un concerto lirico-sinfonico con la Budapest Festival Orchestra diretta da Fischer. Nell'antiodeo del teatro la mostra “L'Impresa Opera” a cura di Archivio Storico Ricordi e Bertelsmann.

COMUNICATO STAMPA

Il Teatro Olimpico di Vicenza ospita, dal 12 al 14 ottobre 2018, la prima edizione del Vicenza Opera Festival, da un'idea del maestro ungherese Iván Fischer che dirigerà la Budapest Festival Orchestra e la Iván Fischer Opera Company.

Per l'esordio del Festival, che rientra nella rassegna Conversazioni 2018 - 71° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico ed è organizzato dalla Società del Quartetto di Vicenza, Fischer ha scelto Falstaff, commedia lirica in tre atti su libretto di Arrigo Boito, ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi.

L'opera – una co-produzione Budapest Festival Orchestra e Müpa Budapest – andrà in scena venerdì 12 e domenica 14 ottobre con la regia di Iván Fischer e Marco Gandini, le scenografie di Andrea Tocchio e i costumi di Anna Biagiotti.

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VIAGGIO MUSICALE ALL'INFERNO di G. Facchinetti - PRIMA ASSOLUTA venerdì 12 Ottobre AL GRANDE DI BRESCIA





Nell’ambito della Stagione Opera e Balletto 2018 la Fondazione del Teatro Grande rende omaggio a uno dei più significativi compositori contemporanei. Il cartellone di quest’anno si impreziosisce infatti di un titolo inedito, uno speciale progetto dedicato al Maestro bresciano Giancarlo Facchinetti.

Venerdì 12 e domenica 14 ottobre, rispettivamente alle 20.30 e alle 15.30, andrà in scena in prima assoluta Viaggio musicale all’inferno, l’ultima opera completata dal compositore Giancarlo Facchinetti prima della sua scomparsa (6 giugno 2017).

Su libretto di Andrea Faini, Viaggio musicale all’inferno e un’opera-testamento in cui l’autore bresciano esibisce con stile e humor la sua arte eclettica, spaziando dalla dodecafonia al barocco, dallo stile galante alla canzone del varietà. Scritta per voci e gruppo strumentale da camera in forma di cantata scenica, l’opera è suddivisa in dieci quadri.

Il cast vede la regia di Danilo Rubeca, giovane regista attivo in ambito operistico. Le scene sono di Domenico Franchi, i costumi di Simona Morresi e le luci di Fiammetta Baldiserri. La partitura è invece affidata al dèdalo ensemble che – sotto la direzione del Maestro Vittorio Parisi – è da sempre impegnato nel repertorio contemporaneo e del Novecento.

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LA MAHLER CHAMBER ORCHESTRA AL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA – DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018, TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Si avvia alle fasi conclusive il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona che domenica ha ospitato forse il più sofisticato concerto del festival, con la Mahler Chamber Orchestra in un programma variegato e particolarmente ricercato. Questa prestigiosissima orchestra risale al 1997 per volere del compianto Claudio Abbado, vanta presenze provenienti da tutto il mondo e può definirsi di fatto una compagine itinerante, tanta è la frequenza con cui si sposta e per quanti paesi ha ormai visitato per i suoi concerti. Colpisce la determinazione dei singoli elementi e la precisione del suono che nasce da gesti precisi, secchi se vogliamo, armonici fra gli elementi. Concertatore è il primo violino Matthew Truscott che con piccoli cenni dalla sua postazione dona l’impulso perfetto affinchè l’esecuzione abbia inizio.

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TULLIO SERAFIN CELEBRATO ALLA SCALA

COMUNICATO STAMPA

Appuntamento alle 18, con la partecipazione di Andrea Castello, presidente dell'Archivio storico dedicato al direttore d'orchestra veneto, del soprano Barbara Frittoli, del critico Enrico Stinchelli e del musicologo Ivano Cavallini

 

Mercoledì 3 ottobre al Teatro alla Scala di Milano

una tavola rotonda sul maestro Tullio Serafin

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI’ 28 SETTEMBRE 2018

Con Tosca di Puccini ci si assicura quasi sempre un bel successo di pubblico quando la si mette in scena ed il Teatro Grande di Brescia fa centro con uno spettacolo elegante di concezione, un cast omogeneo ed un tutto esaurito come nelle occasioni particolari, registrando così una serata complessivamente ben riuscita. Riparte dunque la lirica a Brescia, con il ritorno dopo sei anni di uno dei titoli più amati del compositore lucchese, nella visione drammaticamente lucida del regista Andrea Cigni che disegna una Roma realistica, quasi enigmatica ed ambrata, pienamente vissuta dai protagonisti che si insinuano con decisione e consapevolezza negli spazi progettati da Dario Gessati, le cui angolature consentono visuali, se non innovative, di sicuro impatto, con prospettive studiate al servizio dell’azione in essere. Come se gli stessi elementi scenici soffocassero chi li abita, un sottile senso di oppressione serpeggia nell’aria e le luci di Fiammetta Baldiserri sottolineano una certa oscurità insita tanto nella vicenda narrata quanto negli animi degli stessi interpreti, che di conseguenza enfatizzano le sfaccettature dei propri caratteri.

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Presentato il Festival Verdi 2019

  FESTIVAL VERDI logo                                                                                                                      TEATRO REGIO logo_LOW

ECCO LE OPERE IN PROGRAMMA

 AL FESTIVAL VERDI 2019

I due Foscari, Luisa Miller, Aida, Nabucco

Parma e Busseto,

dal 26 settembre al 20 ottobre 2019

I due FoscariLuisa MillerAidaNabucco sono le opere in programma al Festival Verdi 2019. 4 titoli per 4 debutti in 4 giorni consecutivi con 3 nuove produzioni in 3 luoghi diversi, a Parma e a Busseto.

Il Festival Verdi 2019 inaugura il 26 settembre con un nuovo allestimento de I due Foscari al Teatro Regio di Parma (repliche 6, 11, 20 ottobre 2019). Seguono il 27 settembre Luisa Miller (repliche il 5, 12, 19 ottobre 2019) in uno spazio monumentale nel cuore della città, nuovo per il Festival Verdi; Aida il 28 settembre al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto (repliche il 2, 4, 6, 9, 10, 13, 16, 18, 20 ottobre 2019); Nabucco il 29 settembre al Teatro Regio di Parma (repliche il 3, 13, 17 ottobre 2019).

Il programma completo del Festival Verdi 2019 sarà annunciato il 25 gennaio 2019. Sin da ora, singoli spettatori e gruppi organizzati potranno prenotare i biglietti presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma (tel. 0521 203999 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). In quell’occasione sarà presentato anche il secondo numero del FVJournal, il magazine dedicato al Festival Verdi, realizzato dal Comitato scientifico per il Festival Verdi a cura di Alessandro Roccatagliati; uno strumento, in due distinte edizioni in italiano e inglese, che consente al pubblico di prepararsi con largo anticipo alle settimane festivaliere d’autunno, offrendo elementi di conoscenza nuovi che affiancano e completano quelli contenuti nei programmi di sala e agli estimatori di Verdi di approfondire i diversi e numerosi aspetti legati alla sua opera.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE, RECITA DEL 27.09.2018

In un teatro strapieno principalmente di turisti in cerca di selfies e un occasione per sfoggiare le loro mise da sera, si è svolta la ottava replica di quindici (15!!) di quel Barbiere di Siviglia di Rossini, messo in scena da Bepi Morasssi per la prima volta ben 16 anni fa.

Titolo blockbuster e moneymaker del teatro La Fenice, il Barbiere di Siviglia di Rossini si dimostra, anche a distanza di quasi un ventennio, capace di richiamare schiere di spettatori in cerca di una serata di buona musica senza grosse pretese in uno dei teatri più belli ed affascinanti del mondo. Ben lo ha capito Bepi Morassi che ha pensato ad un allestimento tradizionale e funzionale nel senso più sincero ed ergonomico del termine, dove tutto lavora alla perfezione come una oliata macchina da guerra, per la soddisfazione di un pubblico particolarmente affezionato ad allestimenti sinceri e di poche pretese intellettuali.

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OFF Competition Maria Canals Barcelona: 800 activities and 150 pianos in the street

PRESS RELEASE

Friday 28th September

Piano for everyone
 
The OFF Maria Canals Barcelona Competition will schedule more than 800 educational and social activities and will place 150 grand pianos in public spaces for the 2018/19 season
 
 

  • For the 2018/19 season, the OFF Competition schedules more than 800 educational, social and informative activities in association with over 100 public and private entities.
  • Catalan artist Paula Valls, who has participated in the OFF Competition activities, closed the event with the piece Monsters
  • Up to 330,000 people will enjoy the more than 150 pianos stationed on the streets, and 6,000 music and general education students will benefit from the program.
  • The OFF Competition includes: Maria Canals “Porta Cua”Can you play?, the social project It’s my turn! and Learning with Maria Canals.
  • The projects It’s my turn! and Maria Canals “Porta Cua” have already been introduced in several cities in Spain and are jointly organized with the Jesús Serra Foundation.


Today has been presented at the press conference the OFF Competition Maria Canals Barcelona, which celebrates its 10th anniversary the 2018/19 season. The journalists and guests have been able to enjoy a tour that has visited the most emblematic places where the OFF Competition has been present in the city such as: Via Laietana, Plaça Catalunya, Passeig de Gràcia, Passatge Maria Canals, the home of Maria Canals, Academia Ars Nova, Sagrada Família, Avinguda Diagonal, Centre Cívic Sant Martí, Badalona, Santa Coloma de Gramenet, Parc de la Trinitat, Ciutat Meridiana, Parc de la Guineueta, Hospital de la Vall d’Hebron, Plaça Pastrana, Casal Font d’en Fargas until reaching the Mirador dels Somnis of Tibidabo.

In the park there have been speeches by Mariona Carulla, president of Maria Canals Barcelona Competition Association and Jordi Vivancos, general manager of Maria Canals Barcelona Competition Association, and performances by Jorge Nava, Catalan prizewinner of the Maria Canals Competition, Athena, student with a scholarship from the OFF Competition and Francesc Busquets, amateur pianist, to end with the artist Paula Valls, who has played her own work Monsters.

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IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2018: PHILHARMONIA ORCHESTRA DI LONDRA, ESA-PEKKA SALONEN DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 22.09.18

E' il tardo romanticismo a fare da padrone nel programma presentato dalla Philarmonia Orchestra di Londra nel concerto diretto da Esa-Pekka Salonen per il Settembre dell'Accademia al Teatro Filarmonico.

Schoenberg e Bruckner, due facce di una medaglia appuntata malamente sul petto di una vecchia Signora che si avvia ad una conclusione ingloriosa, quella Finis Austriae divisa musicalmente tra le operette degli Strauss e gli struggenti lieder di Wolf.

Werklaerte nacht” opera giovanile di uno Schoenberg non ancora completamente espressionista (la prima partitura radicalmente innovativa arriverà sette anni dopo con quella Kammersymphonie nata sotto il segno inconfondibile di rottura con la tradizione) è un poema sinfonico composto con la singolare destinazione, anziché per grande orchestra come nel modello straussiano, per pochi strumenti ad arco. In partitura sono segnati i progressivi riferimenti alla poesia di Dehmel dalla quale prende ispirazione, fino alla conclusione “trasfigurata” che risente in modo decisivo del linguaggio armonico wagneriano per la continua tensione delle frasi e per il continuo ed incessante cromatismo annacquato in un sviluppo tematico stupefacente.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2018, FILARMONICA DELLA SCALA, Myung-WHUN CHUNG DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA  17.09.2018

Prosegue a ritmo serrato il programma del Settembre dell'Accademia 2018.

Lunedi 17 Settembre è stata la volta dell'Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Myung Wung Chung in un programma tutto Beethoven che ha visto l'esecuzione delle sinfonie n.6 e n.7 del compositore.

Dirigere Beethoven nel 21° secolo deve essere qualcosa di particolarmente difficile, soprattutto se si cerca di discostarsi dalla quelle chiavi interpretative che i fardelli pesantissimi di direttori del passato hanno lasciato nell' inconscio di musicisti e uditori contemporanei cresciuti a pane e dischi di Furtwaengler o Karajan. Provare a smarcarsi dalle linee interpretative di un Klemperer o di un Toscanini è cosa rischiosissima assai soprattutto se l'idea interpretativa non coincide con le aspettative del pubblico, e poco importa se il risultato è interessante o addirittura stupefacente, si rischia sempre di passare per dei sovversivi.

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LA YOUTH ORCHESTRA OF BAHIA CON MARTHA ARGERICH PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE 2018

Uno degli appuntamenti più attesi del Settembre dell’Accademia Filarmonica 2018 era sicuramente il concerto che vedeva protagonista una straordinaria Martha Argerich che si univa all’orchestra giovanile di Bahia per il terzo appuntamento di quest’anno. Questa compagine di giovani, in alcuni casi giovanissimi musicisti, è di recente formazione e deve tutto al suo ideatore Ricardo Castro, a suo volta pianista e direttore, che dal 2007 ne è fondatore e direttore artistico. Un insieme di ragazzi visibilmente innamorati della musica, col ritmo pulsante sin dal primo attacco sonoro e che inevitabilmente coinvolge chi ascolta. Siamo certo lontani dal rigore inquadrato delle orchestre ben più blasonate ove la perfezione regna sovrana e forse talvolta la passione è messa in secondo piano. Ma questi ragazzi riescono a trasmettere la dedizione all’arte ed alla bellezza del proprio lavoro come suonassero da molto più tempo. Sensibile è stato il divario tra la prima e la seconda parte di un concerto piacevolissimo, ma che ha evidenziato se vogliamo quale repertorio sia più congeniale a questa frizzante orchestra.

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POLIDORO, ANTONIO LOTTI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA PER IL FESTIVAL ‘VICENZA IN LIRICA 2018’, replica di venerdì 7 settembre 2018

Prima esecuzione assoluta in tempi moderni

Edizione a cura di Francesco Erle e Franco Rossi

E’ davvero con un pizzico di orgoglio che raccontiamo di quanto si adoperi la città di Vicenza (finalmente) grazie all’Associazione Vicenza in Lirica nel riscoprire la bellezza della musica barocca e dei rappresentanti che resero il nostro Paese, e nello specifico i compositori veneti, illustri nei secoli e studiati da professori illuminati e musicologi di tutto il mondo. Nella figura del direttore d’orchestra Francesco Erle scopriamo una passione ed un gusto per lo stile ed i contenuti di un’epoca irripetibile e di un musicista che merita di essere riscoperto ed ascoltato per la raffinatezza delle sue melodie: Antonio Lotti. Nonostante la fama che godette nel Settecento il compositore oggigiorno è noto soprattutto agli addetti ai lavori per ragioni che non sono tuttora spiegabilissime o comunque per via di una certa routine nel formulare i cartelloni operistici o magari una sorta di ‘pigrizia’ repertoriale degli interpreti. Fatto sta che dalle parole dello stesso Erle riscopriamo un musicista di una ricchezza espressiva ed anche innovativa per l’epoca, dato l’uso poi imitato di particolari finezze in partitura. Ecco che in questa ottica ha preso vita il ‘progetto’ Polidoro, poiché non si è trattato di una semplice rappresentazione in tempi moderni, ma proprio di un progetto che ha visto impegnati formatori vocali, uno studio approfondito dello spartito conservato al conservatorio di Napoli, con tutte le incognite ancora irrisolte, del musicista e della sua vita artistica, ed una ricerca su come riportare in scena concretamente tale composizione per cercare di avvicinarsi il più possibile a quanto prescritto dall’autore. Portando la lunghezza complessiva a meno di due ore il Maestro Erle, in collaborazione con il musicologo Franco Rossi, ha reso fruibile ad un pubblico moderno questo pezzo di storia italiana di cui anche noi siamo stati testimoni.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA FILARMONICA 2018, STAATSKAPELLE DRESDEN: Alan Gilbert direttore, Lisa Batiashvili violino - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, GIOVEDI' 6 SETTEMBRE 2018

Appena li vedi entrare capisci subito cosa ti aspetterà.

I professori della Staatskapelle di Dresda, una delle più antiche compagini orchestrali al mondo, quasi coetanea dell' Accademia Filarmonica di Verona, quasi tutti uomini di mezza età, corroborati da un fisico che tradisce simpatia per birra e salsicce, raggiungono con piglio deciso, ordinato e preciso i loro leggii e senza il minimo rumore attendono in silenzio il la per l'accordatura dal Konzertmeister.

All'entrata del Direttore d'orchestra e della solista, lo statunitense Alan Gilbert e la georgiana Lisa Batiashvili, si alzano tutti all'unisono, pronti a colpire con le loro note, come una perfettamente oliata ed allegra macchina da guerra.

Ancora prima che la violinista Lisa Batiashvili inizi a suonare le sue 8 battute iniziali del concerto n.2 di Prokofiev senza accompagnamento orchestrale, li vedi già pronti con archetto in mano e concentratissimi in attesa dell'ordine di ingresso da parte del  Direttore d'orchestra.

Una disciplina ferrea e scontata che fa si che dal primo all'ultimo leggio, questi professori d'orchestra, suonino tutti allo stesso modo e con la stessa preparazione e capacità come se fossero tutti dei Konzertmeister, pronti a dare il massimo in un repertorio ad essi più che congeniale.

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