"La profondità di pensiero non ha mai chiarito nulla, la chiarezza di pensiero guarda più profondamente nel mondo". A.Schnitzler
Si entra immediatamente nel clima della Vienna decadente a cavallo tra fine 800 e inizio 900 del secolo scorso, appena si varca la soglia del Teatro Due di Parma, quando una graziosa signora vestita in abiti maschili e con una frusta in mano, ti accompagna al tavolo al quale ti verrà servita la cena durante lo spettacolo, chiedendoti se gradisci una maschera per non essere riconosciuto durante la visione della scabrosa performance.
Stiamo parlando di " Girotondo "(Reigen) pièce teatrale scritta da Schnitzel nel 1897 e qui riproposta nella visione drammaturgica di Walter Le Moli con la traduzione di Giuseppe Farese, scene di Tiziano Santi, costumi di Gianluca Falaschi e luci di Claudio Coloretti.
"Girotondo" è una Pièce teatrale scritta da uno Schnitzler in una Vienna che vedeva l'affermarsi delle teorie di Freud, delle opere di Richard Strauss composte sui libretti di Stefan Zweig (grande ammiratore di Schnitzel), l'affermarsi della "Sezessionstil" ma anche la nascita di caffè, locali notturni, varietà, sale da ballo con le loro "entreneuses" mercenarie dove la prostituzione continuava a restare il fondamento della vita erotica al di fuori del matrimonio, quasi un secondo lato oscuro su cui si ergeva la benpensante società borghese.
Anni in cui la sessualità non poteva essere estromessa dalla società, ma si cercava almeno che non fosse visibile nel mondo dorato, ben educato, ben ordinato del tempo. Una società che si mostrava sempre particolarmente crudele verso chi ne tradisce i segreti e rivela, per ipocrisia, chi commette un crimine contro natura. Come nella famiglia, come nella scuola, così anche nella sfera erotica i giovani si vedevano preclusi quelle libertà erotiche e quelle felicità cui la loro età li avrebbe destinati con naturalezza.
Un quadro talmente caleidoscopico e gioiosamente amorale che Schnitzler coglie alla perfezione, raccontando un girotondo di accoppiamenti, incontri, dove uomini e donne recitano con disincanto e ipocrisia i ruoli che le convinzioni morali impongono al di là della classe sociale di appartenenza, sottolineando la solitudine di una società sperduta in ipocrite convenzioni. E gli attori qui coinvolti - Cristina Violetta Latte, Davide Gagliardini, Ilaria Falini, Luca Nucera, Paola De Crescenzo, Massimiliano Sbarsi, Maria Laura Palmieri, Emanuele Vezzoli, Carola Stagnaro, Nanni Tormen - tratteggiano con un gioco tra il divertito e lo spaesato, la paura nei riguardi di tutto ciò che aveva a che fare con il corpo e gli impulsi naturali, talvolta con la violenza di una vera e propria nevrosi. Un gioco dove anche la musica assume un ruolo fondamentale. Ecco quindi che a sottolineare quel clima, intervengono le musiche curate da Alessandro Nidi che riesce a miscelare con gusto e capacità, musiche originali dell'epoca come "Wenn die Elizabeth", "Du bist meine Greta Garbo" interpretati dalla voce di Fiorella Ceccacci Rubino accompagnata dalla Kleine Kabarett Orchestra (Simona Cazzulani, Alessandra Mauro, Giorgia Marra, Anna Vita, Maria Veronica Bigliardi).
Chicca della serata è stata indubbiamente la "Sonata Erotica" di Erwin Schulhoff, brano (interpretato da Lisa La Pietra) dadaista (riservato per volontà dell' autore ad un pubblico di soli uomini) di un compositore classificato come "degenerato" dal nazifascismo. Aticolato come una suonata con una esposizione, uno sviluppo e una coda, vede una donna che simula un orgasmo, con le inflessioni della voce scritte in partitura, urina e si deterge le parti intime. Una provocazione che ben si inserisce nel clima provocatorio e singolare dell'epoca. Lo spettacolo ha saputo divertire un pubblico al termine generoso di applausi, affermando ancora una volta di più, che solo ciò che è proibito riesce ad accendere il desiderio.
Pierluigi Guadagni
IL KABARETT
Kleine Kabarett-Orchestra
Simona Cazzulani violino
Alessandra Mauro pianoforte
Giorgia Marra sax
Anna Vita tromba
Maria Veronica Bigliardi batteria
La Cantante Fiorella Ceccacci Rubino
La Prostituta Cristina Violetta Latte
Il Soldato Davide Gagliardini
La Cameriera Ilaria Falini
Il Giovane Signore Luca Nucera
La Giovane Signora Paola De Crescenzo
Il Marito Massimiliano Sbarsi
La Dolce Fanciulla Maria Laura Palmeri
Il Poeta Emanuele Vezzoli
L’Attrice Carola Stagnaro
Il Conte Nanni Tormen
Il Soprano Lisa La Pietra
L’aspirante Artista Francesca Tripaldi
L’aspirante Musicista Carlo Sella
L’Habitué Laura Cleri
Il Dramaturg Cristina Cattellani
Il Cameriere lento Marcello Vazzoler
Il Cameriere veloce Luca Giombi
musiche a cura di Alessandro Nidi
regia Walter Le Moli
scene Tiziano Santi
costumi Gianluca Falaschi
luci Claudio Coloretti
assistenti alla regia Caroline Chaniolleau, Giacomo Giuntini
assistente ai costumi Maria Giovanna Farina
assistente alle scene Angela Giulia Toso
produzione Fondazione Teatro Due
un particolare ringraziamento alla Fondazione Arturo Toscanini
FOTO FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA
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