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VICENZA OPERA FESTIVAL - R. STRAUSS: LE BOURGEOIS GENTILHOMME-SUITE -
ARIADNE AUF NAXOS - TEATRO OLIMPICO DI VICENZA -24 OTTOBRE 2024

Il cuore pulsante della VII edizione del Vicenza Opera Festival, dedicato alla musica operistica e sinfonica sotto la direzione artistica di Iván Fischer e in programma dal 24 al 27 ottobre presso il Teatro Olimpico di Vicenza, è stato Ariadne auf Naxos di Richard Strauss.

Dopo le atmosfere inquietanti di The Turn of the Screw di Benjamin Britten e l’intensa drammaticità di Pelléas et Mélisande di Claude Debussy, Fischer ha scelto un registro più leggero con Ariadne auf Naxos, presentando la brillante commedia nata dalla collaborazione tra Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal.

Dopo il trionfo di Der Rosenkavalier nel 1911, Strauss e Hofmannsthal idearono una nuova opera ambientata nel periodo barocco, affrontando il tema contemporaneo dell’ascesa sociale della borghesia. Hofmannsthal si ispirò alla commedia Le Bourgeois gentilhomme di Molière, mentre Strauss trovò interessante l’idea di rielaborare la musica originale di Lully. Hofmannsthal ridusse la commedia in due atti, offrendo a Strauss l’opportunità di comporre musica di scena, particolarmente per la vivace scena del banchetto, con riferimenti musicali legati a ogni portata. Alla commedia seguì un intrattenimento nuovo e, per l’epoca, radicale, che combinava l’opera seria con la commedia dell’arte, in sostituzione delle scene teatrali turche della versione originale. La prima esecuzione tuttavia, fu troppo lunga e accolse reazioni contrastanti, non soddisfacendo né il pubblico teatrale né quello operistico.

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CAPULETI E MONTECCHI, VINCENZO BELLINI - INAUGURAZIONE STAGIONE D’OPERA TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI’ 27 SETTEMBRE 2024

Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini inaugura la stagione del Circuito Lombardo a Brescia, dopo più di un decennio di assenza al Grande. Il libretto di Felice Romani, epurato di alcuni personaggi shakespeariani e concentrato per così dire soltanto sui ruoli più essenziali allo svolgimento della trama, trae ispirazione principalmente dalle fonti italiane precedenti al poeta bardo, come la novella di Luigi Da Porto e la versione di Matteo Bandello. Questo dà all'opera un'impronta diversa da quella comunemente conosciuta, con un forte accento politico e meno enfasi sui dettagli romantici presenti nell'opera di Shakespeare.

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IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2024
XXXIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA - ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA - DIRETTORE G. NOSEDA - PIANISTI - JAN LISIECKI E FRANCESCO PIEMONTESI - TEATRO FILARMONICO DI VERONA MERCOLEDÌ 18 SETTEMBRE 2024

Per il terzo appuntamento del Settembre dell’ Accademia 2024, il Teatro Filarmonico è stato lo scenario di una serata al fulmicotone, con un programma che ha saputo coniugare la modernità di Jörg Widmann, la classicità di Mozart e la potenza titanica di Beethoven. La bacchetta di Gianandrea Noseda, travolgente e trascinante, ha guidato l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e i solisti in un crescendo emotivo che ha letteralmente trascinato il pubblico.

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LA CENERENTOLA, ossia la bontà in trionfo; GIOACHINO ROSSINI – FESTIVAL VICENZA IN LIRICA, TEATRO OLIMPICO, SABATO 14 SETTEMBRE 2024.

Si affida al regista Bepi Morassi la direzione del Festival Vicenza in Lirica per la Cenerentola di Rossini in scena come spettacolo di punta dell’edizione 2024, verso la conclusione del ricco cartellone offerto.

Morassi è ben noto per il suo approccio tradizionale ma al tempo stesso vivace e raffinato alla messa in scena delle opere liriche. Si è sempre distinto per la capacità di bilanciare il rispetto per il testo e la partitura con una regia creativa che valorizza le peculiarità drammaturgiche delle opere. In questo caso ha dovuto adattare le sue idee ai limitati spazi dell’Olimpico ed ha considerato secondo noi un cast formato da artisti giovani e promettenti che tanto hanno da offrire soprattutto dal punto di vista recitativo, posti tra l'altro a dura prova considerata la specificità del teatro che esalta particolarmente l'acustica in buca. Abbiamo notato una estremizzazione dei personaggi e di quanto possano offrire sulla scena: ogni gesto ed intenzione vengono esaltati in modo volutamente esagerato, fino ai limiti del ridicolo, evidentemente per provocare riso e stupore in chi ascolta, cosa puntualmente avvenuta.

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IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2024 - XXXIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA - SÄCHSISCHE STAATSKAPELLE DRESDEN - DANIELE GATTI DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - VENERDI 13 SETTEMBRE 2024

Quando si ha a che fare con un’orchestra prestigiosa e rinomata, composta da musicisti che si ascoltano e si comprendono a vicenda, quanto può fare la differenza la qualità del direttore d'orchestra? In un'epoca in cui il semplice titolo di prodigio sembra sufficiente per ottenere immediatamente posizioni di prestigio e dirigere orchestre di alto livello, l’inizio del mandato di Daniele Gatti come direttore principale della Sächsische Staatskapelle Dresden offre una visione chiara e concreta. Il secondo concerto del 34° Settembre dell’Accademia di Verona, ha  rivelato, in modo evidente, la distinzione tra il glamour superficiale e l'incontro autentico e maturo tra musicisti.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA - 34a EDIZIONE - MAHLER CHAMBER ORCHESTRA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 8 SETTEMBRE 2024

La Mahler Chamber Orchestra, con la direzione del maestro Antonello Manacorda e il soprano Anna Prohaska, hanno aperto la 34a edizione del Settembre dell’Accademia al teatro Filarmonico di Verona in una serata musicale di straordinaria intensità e varietà. Un concerto  esempio perfetto di come la Mahler Chamber Orchestra riesca a combinare raffinatezza tecnica e sensibilità artistica, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente. La scelta del programma poi, incentrato su temi di scoperta e dialogo tra mondi diversi, si è rivelata particolarmente azzeccata, Antonello Manacorda e Anna Prohaska hanno contribuito in modo significativo al successo della serata, creando un connubio perfetto tra direzione, esecuzione e interpretazione, mentre l'orchestra  ha confermato il suo status di eccellenza nel panorama musicale internazionale. Si é esplorato un’affascinante combinazione di opere europee, tra tradizione e modernità, con un programma che ha alternato brani di Ferruccio Busoni, Gustav Mahler e Antonín Dvořák.

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DAS LIED VON DER ERDE, GUSTAV MAHLER - TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 7 SETTEMBRE 2024

Sinfonia per contralto, tenore e orchestra

Versione cameristica di Arnold Schönberg e Rainer Rehn
Testi di Hans Bethge da Die Chinesische Flöte

Sempre più alta la qualità degli spettacoli offerti dal Festival Vicenza in Lirica, manifestazione giovane ma con già tanta esperienza alle sue spalle e successi progressivamente crescenti. Sabato scorso abbiamo ascoltato "Das Lied von der Erde" (Il canto della terra) di Mahler: una sinfonia-ciclo di canzoni composta tra il 1908 e il 1909. È una delle sue opere più emblematiche, ove gli elementi di lied e sinfonia, tanto cari all’autore, si combinano perfettamente.

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FESTIVAL VICENZA IN LIRICA 2024 - STABAT MATER DI GIOACHINO ROSSINI AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, DOMENICA 01 SETTEMBRE 2024.

Il Festival Vicenza in Lirica apre le porte del teatro Olimpico con un evento prestigioso per la città e gli appassionati di musica di qualità: l’ esecuzione dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, una delle opere sacre più emozionanti e celebri del repertorio musicale. In buca l’Orchestra dei Colli Morenici, il Coro Iris Ensemble e la direzione del maestro Benedikt Sauer. Solisti della serata: Claudia Pavone, soprano - Ekaterina Gubanova, mezzosoprano - Bryan Lopez Gonzalez, tenore - Riccardo Zanellato, basso.

Lo "Stabat Mater" di Gioachino Rossini è una delle composizioni sacre più celebri del XIX secolo, basata sull'omonimo testo medievale che descrive il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce di Cristo. Rossini compose questa importante opera sacra negli anni 1831-1841.

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G. ROSSINI - IL BARBIERE DI SIVIGLIA - ARENA DI VERONA - 24 AGOSTO 2024

La serata del 24 agosto all’Arena di Verona ha visto il ritorno de “Il Barbiere di Siviglia” con un cast in gran parte rinnovato rispetto alle recite di luglio,  che ha soddisfatto e superato le aspettative. Un cast eccellente, ognuno dei quali ha contribuito a rendere la serata memorabile per il pubblico veronese, combinando talento vocale e capacità interpretative facendo brillare l’opera di Rossini  nella sua folle  semplicità.

Jack Swanson ha vestito i panni del Conte d’Almaviva con una raffinatezza e una presenza scenica notevoli. Il tenore americano ha mostrato un'eccezionale padronanza vocale, esibendo un timbro chiaro e brillante che ha ben sottolineato il carattere romantico e appassionato del suo personaggio nonostante la voce risulti piccola e di scarsa proiezione.

Carlo Lepore, nel ruolo del dottor Bartolo, ha offerto una performance straordinaria, dando vita a un personaggio tanto burbero quanto esilarante. Lepore ha saputo bilanciare sapientemente i momenti di comicità con quelli di autentico pathos, arricchendo il suo Bartolo di sfumature che lo hanno reso irresistibile grazie alla sua padronanza assoluto del canto di autentico buffo.

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 2 AGOSTO 2024

Anche nel 2024 ritorna la ormai classica edizione di Tosca diretta da Hugo de Ana, uno spettacolo che rappresenta un felice connubio tra modernità e tradizione, come abbiamo sottolineato varie volte. Questa produzione unisce infatti una fedeltà impeccabile al libretto con una messa in scena molto suggestiva, evitando i soliti cliché. Ormai il pubblico riconosce ed accorre con gioia per rivedere la celebre testa d’Angelo con le sue enormi braccia, che avvolgono il palco brandendo una spada gigantesca, i dipinti di Cavaradossi che adornano la chiesa di Sant’Andrea della Valle, con pochi ma fondamentali arredi scenici perfettamente posizionati, e tutto ciò che questo spettacolare allestimento richiama alla mente ogni volta che viene riproposto. In una serata ancora rovente di questa stagione particolarmente afosa, un plauso va a chi riesce a portare in scena uno spettacolo complesso, sebbene non particolarmente lungo, in tali condizioni.

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PUCCINI: TURANDOT, CASTELLO DI SAN GIUSTO (TS) - MERCOLEDI' 10 LUGLIO 2024

Dopo la Manon Lescaut di inizio stagione, il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha deciso di omaggiare il 100° anniversario della morte di Puccini anche durante la sua mini stagione estiva: spostandosi presso il Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto ha ripreso, con qualche doveroso aggiustamento, l’allestimento della Turandot andata in scena a più riprese qualche anno fa.

L’impianto scenico è quello ideato da Paolo Vitale nel 2019, poi già declinato nel 2023 secondo la regia di Davide Garattini Raimondi che ricrea un mondo diviso in due, bianco e nero (come i costumi di Danilo Coppola), violento, in cui l’amore tenta di sopravvivere e alla fine vince sul potere e sull’odio, che si sgretolano come la corazza di ceramiche bianche e azzurre che la protagonista ha creato attorno al suo cuore. 

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CARMEN, GEORGES BIZET - ARENA DI VERONA, SABATO 13 LUGLIO 2024

Va in replica in una serata speciale questa Carmen nello storico allestimento 1995 di Zeffirelli, che la Fondazione Arena decide di dedicare espressamente all’immenso Carlo Bergonzi nel centenario esatto dalla sua nascita, e va da sé che l’attenzione si focalizzi più che in altre occasioni sulla performance del tenore in scena.

Dopo il successo dello scorso anno, si sceglie di andare sul sicuro proponendo nuovamente Freddie De Tommaso nel ruolo di Don José, che della preziosa vocalità del mostro sacro parmense ricorda più di una caratteristica - pur discostandoci da quel repertorio d’elezione verdiano e belcantistico - a confermarsiper mezzi tecnici e interpretativi tra i tenori più promettenti del panorama lirico contemporaneo: il timbro caldo e vellutato, il legato pulito ed elegante, la cura del fraseggio. In quanto lirico spinto di razza, l’artista italo-britannico aggiunge alla delicata musicalità una poderosa emissione impressionante per volume e proiezione, in grado di svettare nell’anfiteatro senza esitazioni.

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IL TRITTICO, GIACOMO PUCCINI – COMUNALE NOUVEAU DI BOLOGNA, MARTEDI’ 9 LUGLIO 2024

Nell’anno pucciniano finalmente possiamo assistere, in onore del compositore e per ricordare degnamente la sua scomparsa cento anni fa, alla rappresentazione del Trittico nella sua forma completa e naturalmente, immaginando la profusione di produzioni in atto in giro per il mondo, i registi cercano idee nuove e particolari che possano colpire, e spesso stupire il pubblico. La sua passione per Dante Alighieri ed il richiamo diretto al poeta nello Schicchi hanno portato il regista Pier Francesco Maestrini a pensare uno spettacolo idealmente collegato alla Divina Commedia, che partisse dall’Inferno del Tabarro, passasse per il Purgatorio di Suor Angelica e trovasse in qualche modo il Paradiso perduto in Gianni Schicchi. Per la verità quello che balza all’occhio ed allo spirito di chi osserva è un senso di angoscia diffuso dalla prima all’ultima tranche di spettacolo. Il led-wall che incornicia il palcoscenico è pregno di immagini di sofferenza, di paesaggi infernali e bui, di anime desolate in perpetua dannazione. Tutte e tre le ambientazioni portano ad un sentimento di profonda pena per i protagonisti in scena, tutti considerati come ormai defunti e pronti a rivivere per un momento mentre narrano la loro triste vita colpevole, come le anime che Dante incontra nel suo viaggio con Virgilio.

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TURANDOT , GIACOMO PUCCINI - ARENA DI VERONA , 29 GIUGNO 2024

Nel centenario della morte di Giacomo Puccini non poteva mancare nel cartellone areniano la sua grande incompiuta, di cui musicò un ultimo verso - che si chiude con la parola “Poesia” - prima di esalare l’ultimo respiro. Si è inaugurata dunque con Turandot la stagione estiva 2024 (qui l’articolo della Prima, con una panoramica dell’ormai storico e imponente allestimento di Zeffirelli) e ne recensiamo oggi l’ultima replica, che brilla in scena con un cast stellare per omogenea e sorprendente qualità.

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IL TRITTICO, GIACOMO PUCCINI – TEATRO REGIO DI TORINO, DOMENICA 30 GIUGNO 2024

Al Regio di Torino un insolito ‘Trittico’ pucciniano va in scena nella parte conclusiva del calendario operistico in corso. Questo spettacolare ed intenso mix composto da tre componimenti in un atto unico è noto per la sua varietà emotiva e musicale, offrendo agli spettatori un viaggio che va dal dramma intenso alla commedia leggera. Ogni opera è un capolavoro in sé, ma insieme formano una straordinaria trilogia che dimostra la genialità di Puccini come compositore capace di esplorare e rappresentare una vasta gamma di esperienze umane. Nella produzione in collaborazione con il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles ci immergiamo nella singolarissima interpretazione del regista Tobias Kratzer (qui ripresa da Ludivine Petit ) che ha cercato un modo diverso di mettere in scena Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, collegandoli tra loro con uno spettacolo contemporaneo e coinvolgente. Filo conduttore è proprio il collegamento tra le tre diverse rappresentazioni, poiché l’una richiama un qualche elemento di un’altra, proponendo questi flash o oggetti fisici come una finestra nel pensiero degli interpreti. Per iniziare troviamo Gianni Schicchi  in uno sceneggiato televisivo che la coppia in crisi ne il Tabarro guarda alla tv, un po’ come materializzazione del sogno impossibile di Giorgetta; per Suor Angelica circola invece proprio un fumetto della storia del Tabarro, elemento proibito per i contenuti nell’austero convento ove le povere sorelle vivono di privazioni e desideri nascosti. Interessante in questa messa in scena l’uso di immagini che ci aprono una finestra continua su tutta la vita del convento, svelandone segreti inconfessabili. Si passa poi allo Schicchi tramite un vecchio disco in vinile dell’opera appena andata in scena, ascoltato da un inconsapevolmente in fin di vita Buoso, che sembra esserne talmente commosso da modificare all’istante il suo testamento in favore dei religiosi.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI – ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 27 GIUGNO 2024.

Torna anche in questo 2024 all'Arena di Verona il brillante spettacolo de "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, con la notissima regia bucolica di Hugo De Ana ed il suo giardino gigante che, nonostante i segni del tempo, continua a regalare rappresentazioni dinamiche, fantasiose e grazie all’estro degli interpreti con più di uno spunto per sorridere. 

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CONCERTO PER LA PACE -BASILICA DI AQUILEIA, DIRETTORE RICCARDO MUTI, 14 giugno 2024

Sul palco e in platea (o meglio, nella navata), sono stati i giovani i protagonisti del Concerto per la pace che si è tenuto lo scorso 14 giugno presso la Basilica Patriarcale di Aquileia. L’evento - terzo appuntamento mutiano in FVG dopo il concerto “Vie dell’Amicizia” del 2010 a Trieste e il Requiem di Verdi del 2015 al Sacrario di Redipuglia - è stato seguito da più di 2000 persone grazie ai due maxischermi in piazza Capitolo e in piazza Patriarcato. L'accesso alla chiesa, patrimonio Unesco dal 1994, era invece riservato - al netto di autorità e stampa - esclusivamente agli under 35 che occupavano la navata centrale per ascoltare l’Orchestra giovanile Cherubini diretta come di consueto dal suo fondatore Riccardo Muti. Un Maestro Muti asciutto sia nel gesto direttoriale che nell’eloquio, tanto da risultare emozionato durante l’atteso discorso conclusivo a cui ci ha ormai abituato.

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C.MONTEVERDI - L' ORFEO - MONTEVERDI FESTIVAL - 21 GIUGNO 2024

È un Orfeo senza cetra quello che ha aperto la 41ª edizione del Monteverdi Festival. Non c'è traccia della leggendaria cetra, ma nel finale, imbraccia una tiorba e suona le note finali della Moresca. Non è il Cantore tracio dai poteri miracolosi che con il suono della sua cetra e della sua voce suadente muove animali, alberi e pietre, ma un Orfeo perduto in se stesso, straziato dall'assenza di un'Euridice che rappresenta l'unica vera ragione del suo canto. 

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G.VERDI - AIDA -ARENA DI VERONA 14 GIUGNO 2024



Ritorna sulle tavole dell’anfiteatro veronese l'Aida pensata in toto dal regista Stefano Poda lo scorso anno.  Nota per il suo approccio visivo unico, si è confermata una Aida spettacolare ma con un'aura lugubre che ha avvolto l'intera produzione. I giochi di luci e ombre, insieme agli imponenti scenari, hanno creato un'atmosfera suggestiva, ma immersa in una ambientazione eccessivamente cupa per l'opera di Verdi. Poda realizza una produzione grandiosa ma vuota, dove l'estetica ha prevalso sulla sostanza, lasciando il pubblico ( e noi) con un senso di perplessità e disconnessione. risultando alla fine un susseguirsi di effetti spettacolari e simbolismi difficili da decifrare. La sua scenografia, caratterizzata da monumentali strutture geometriche e un uso sapiente dei giochi di luce, ha creato un'atmosfera potente e drammatica, coerente con la tragedia verdiana. Il lavoro di Poda si è rivelato in sostanza una macchina sfavillante e gelida, alla continua ricerca di effetti visivi che finiscono per autocelebrarsi. Non c'è nessuna emozione autentica, nessun tentativo di costruire una drammaturgia coerente e coinvolgente. Tutto è sembrato orientato verso l'impressione visiva piuttosto che verso la narrazione emozionale.. Il risultato è stato uno spettacolo che, sebbene visivamente affascinante, è rimasto freddo e privo di anima. 

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TURANDOT, G. PUCCINI - ARENA DI VERONA, SABATO 8 GIUGNO 2024

Serata inaugurale della 101a stagione areniana con  "Turandot" nella produzione firmata dal leggendario Franco Zeffirelli nel 2012. Rinomata per la sua opulenza e attenzione ai dettagli, il regista toscano ha trasformato l'Arena di Verona in una Pechino imperiale, con scenografie mozzafiato. Ogni scena è stata una festa per gli occhi, con un uso sapiente delle luci e degli spazi che ha esaltato l'atmosfera epica e fiabesca. La ripresa della regia di Zeffirelli da parte delle maestranze veronesi, ha incantato gli spettatori con la sua maestosità e ricchezza visiva, mantenendo viva la tradizione di grandiosità associata all'Arena di Verona.grazie a dettagli elaborati e una brillante gestione dello spazio scenico. I costumi, disegnati da Emi Wada, hanno contribuito ulteriormente a ricreare l’esotismo e la grandiosità della corte di Turandot. Nel complesso, la produzione ha saputo mantenere viva l’eredità di Zeffirelli, offrendo una rappresentazione che combina tradizione e innovazione, capace di coinvolgere emotivamente sia i neofiti che gli appassionati d'opera. Ekaterina Semenchuk ha offerto una performance solida nel ruolo della principessa di ghiaccio, Turandot. La sua voce potente e la presenza scenica imponente hanno reso credibile la freddezza e la determinazione del personaggio. Tuttavia, in alcuni momenti cruciali, soprattutto nel duetto finale di Alfano, la sua interpretazione è sembrata mancare di quella profondità emotiva che caratterizza il personaggio​ nel momento dello sgelo.

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