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C.MONTEVERDI - L' ORFEO - MONTEVERDI FESTIVAL - 21 GIUGNO 2024

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È un Orfeo senza cetra quello che ha aperto la 41ª edizione del Monteverdi Festival. Non c'è traccia della leggendaria cetra, ma nel finale, imbraccia una tiorba e suona le note finali della Moresca. Non è il Cantore tracio dai poteri miracolosi che con il suono della sua cetra e della sua voce suadente muove animali, alberi e pietre, ma un Orfeo perduto in se stesso, straziato dall'assenza di un'Euridice che rappresenta l'unica vera ragione del suo canto. 

La frase che campeggia sul fondo nero durante la Toccata introduttiva dice tutto: 'Il teatro è uno specchio."

La regia di Olivier Fredj non è solo un’esplorazione del mito, ma anche una riflessione sull’essenza dell’umanità e sul potere della percezione. In un mondo dove la verità è influenzata dal nostro sguardo, Fredj ci invita a considerare come le nostre visioni interiori modellino la nostra identità e la nostra realtà. È attraverso questo sguardo che la rappresentazione prende vita, e con essa, la nostra comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda. Una regia che non solo racconta una storia, ma interroga e coinvolge profondamente il pubblico, rendendolo parte integrante del processo creativo.

In questo Orfeo, tutto è illusione, spiegando così il lieto fine posticcio del 1609, dove Apollo e Orfeo salgono allegramente al cielo dopo le numerose sventure. Musica e Apollo diventano presentatori e artefici di una messinscena, con tutti i solisti che partecipano alle scene corali. Euridice e Musica sono la stessa persona, incarnando sia l’ispirazione che la realizzazione, la fonte e la meta del canto di Orfeo, che senza questa donna dalla doppia anima si sente impotente.

Un taglio decisamente introspettivo e intellettuale, ma perfettamente funzionante nell’economia drammaturgica di Striggio. Gli elementi visivi sono perfettamente amalgamati: splendide le luci di Nathalie Perrier, suggestive le proiezioni incentrate sul tema degli occhi e del pianto di Jean Lecointre. Le scene e i costumi, minimalisti ma efficaci, sono opera rispettivamente di Thomas Lauret e di Camilla Masellis e Frédéric Llinarès. Le vere meraviglie di questa produzione, però, risiedono nella direzione e concertazione di Francesco Corti, che interpreta il dramma con un senso antico, essenziale e straordinariamente teatrale. Corti ha guidato l'ensemble del Pomo d’Oro con una precisione e una sensibilità straordinarie, riuscendo a cogliere ogni sfumatura della partitura di Monteverdi. La sua interpretazione ha esaltato la ricchezza emotiva dell'opera, rendendo ogni nota un viaggio nel mondo interiore di Orfeo. La sua capacità di mantenere una coerenza stilistica pur giocando con dinamiche e tempi ha conferito all'opera una fluidità e un'energia vibrante.

La riuscita musicale è anche merito di una coppia di protagonisti di grande talento, entrambi vincitori del Cavalli Monteverdi Competition. Orfeo è Marco Saccardin, dotato di una solida voce baritonale, agilità nei passaggi di registro e una spiccata capacità recitativa, particolarmente impressionante in “Possente spirto” e “Tu se’ morta”. La voce di Saccardin ha saputo catturare perfettamente l'anima tormentata e appassionata di Orfeo. Con una tecnica impeccabile e una gamma dinamica impressionante, ha trasformato ogni frase in un'emozionante narrazione musicale. Jan Jiayu interpreta Euridice e Musica, con una voce bellissima e nobile, capace di commuoverci.

Eccellente la prova di Giacomo Nanni, che interpreta Apollo, Pastore 4 e Spirito 3, con un timbro possente e dolce. Struggente la Messaggera di Margherita Sala nell’annuncio della morte di Euridice. Potente il Caronte di Alessandro Ravasio. Ottima la coppia infernale formata da Paola Molinari (Proserpina) e Rocco Lia (Plutone). Bene i comprimari Laura Orueta (Speranza), Emilia Bertolini (Ninfa), Roberto Rilievi (Pastore e Spirito 1), Matteo Straffi (Pastore e Spirito 2), Sandro Rossi (Pastore 3). Monumentale per omogeneità e brillantezza del suono il Coro del Festival Cremona Antiqua, preparato da Diego Maccagnola.

Lunghi applausi e ovazioni hanno salutato tutti gli interpreti, sottolineando il successo di una serata che ha reso onore al genio di Monteverdi e alla magia della sua musica.

Pierluigi Guadagni

LA PRODUZIONE E GLI INTERPRETI

 

Direttore e Maestro al clavicembalo Francesco Corti

Regia e costumi Olivier Fredj

Scene Thomas Lauret

Light designer Nathalie Perrier

Visual content creator Jean Lecointre

Video maker Julien Meyer

Assistente alla regia Chiara Raguso

Maestro del Coro Diego Maccagnola

 

Orfeo Marco Saccardin

La Musica, Euridice Jin Jiayu

Messaggera Margherita Sala

Proserpina Paola Valentina Molinari

Speranza Laura Orueta

Ninfa Emilia Bertolini

Caronte Alessandro Ravasio

Plutone Rocco Lia

Apollo, Pastore 4, Spirito 3 Giacomo Nanni  

Pastore 1, Spirito 1 Roberto Rilievi

Pastore 3 Sandro Rossi

 

Il Pomo d'Oro

Coro Monteverdi Festival - Cremona Antiqua

CREDITI FOTO: STUDIO B12