Auditorium “Lo Squero” - Isola di San Giorgio, Venezia - REMINISCENZE - ORAZIO SCIORTINO pianoforte - 11 APRILE 2026

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Ad aprire la Stagione Concertistica 2026 di Asolo Musica, allo Squero di San Giorgio presso la Fondazione Cini di Venezia – spazio sospeso, luminoso, quasi irreale – il recital di Orazio Sciortino, Reminiscenze, si impone come un’inaugurazione che è già programma estetico. Non un semplice concerto, ma un’idea precisa di repertorio e di ascolto, anche perché nasce in collaborazione con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, che da anni ricostruisce, con metodo e ostinazione, il paesaggio musicale dell’Ottocento francese. “Ascoltare questo concerto significa aprire un libro di storia”, racconta il pianista siciliano. La formula non resta retorica: qui prende corpo. Un Ottocento attraversato da Charles-Valentin Alkan, Gioachino Rossini, Juliette Dillon, Louise Farrenc e Franz Liszt, tra letteratura, teatro e memoria musicale: Ernst Theodor Amadeus Hoffmann da un lato, Il Pirata e La Juive dall’altro. Il pianoforte come luogo dove tutto questo si rifrange, si traduce, si reinventa.

Dentro questo disegno, Orazio Sciortino si muove con una padronanza che è prima di tutto mentale: il gesto nasce già organizzato, ogni dettaglio ha una funzione. Con Alkan la questione è subito chiarissima. Le Esquisses – spesso descritte dalla critica come un laboratorio di stili, quasi “repliche eccentriche” di Schumann, Chopin o Liszt – trovano in Orazio Sciortino una lettura che evita la dispersione e punta sulla costruzione. Gli staccati sono incisi con precisione quasi severa, in linea con quella tradizione alkaniana fatta di chiarezza e rifiuto dell’eccesso di rubato; i legati, al contrario, si distendono con un controllo del peso che permette al suono di cantare senza mai diventare opaco. Nei passaggi più impervi – le figurazioni rapidissime, le ottave spezzate, le sovrapposizioni di piani sonori che altri pianisti affrontano come puro virtuosismo – Orazio Sciortino mantiene una calma strutturale impressionante: ogni voce resta distinguibile, ogni accento ha una direzione. In Les diablotins, dove la scrittura può facilmente diventare caotica, emerge invece una chiarezza ritmica quasi didattica; in Héraclite et Démocrite il contrasto dei caratteri è reso attraverso un controllo finissimo del timbro e del peso tra le mani. E nella Barcarolle op. 65 il discorso cambia completamente: il suono si fa interno, raccolto, costruito su un equilibrio tra le voci. La pagina di Dillon – territorio quasi inesplorato – diventa invece un esercizio di sottrazione. Orazio Sciortino rinuncia a ogni evidenza descrittiva e lavora su una continua instabilità del suono: dinamiche che si muovono per gradi minimi, fraseggio che evita ogni chiusura netta, pedale usato per creare una leggera sfocatura timbrica. È una scrittura che, in altre mani, rischia di apparire illustrativa; qui diventa allusiva, coerente con quell’immaginario letterario di Hoffmann che non descrive ma suggerisce. Con Rossini il problema è opposto: evitare la banalizzazione. I Péchés de vieillesse sono spesso letti come musica “da salotto”, ironica e leggera, ma anche ricchissima di allusioni e parodie. In Un cauchemar Orazio Sciortino lavora su un controllo millimetrico dell’agogica: piccoli slittamenti, accenti appena deviati, una gestione del tempo che costruisce il discorso senza mai esplicitarlo. Il risultato è un’ironia trattenuta, quasi enigmatica, lontana tanto dalla caricatura quanto da ogni eccesso di brillantezza. Il Rondò brillant di Farrenc, dall’opera Il Pirata, è il banco di prova della continuità tra tecnica e canto. Qui Orazio Sciortino mostra una qualità rarissima: le figurazioni virtuosistiche – scale, arpeggi, passaggi di agilità – non emergono mai come elementi separati, ma sono completamente integrate nel fraseggio. La mano destra mantiene una linea cantabile costante, mentre la sinistra costruisce un sostegno armonico sempre leggibile, senza appesantimenti. Il risultato è un equilibrio perfetto tra brillantezza e misura, tra teatro e salotto. E poi Liszt. Le Réminiscences de La Juive sono, per definizione, terreno di rischio: scrittura sovraccarica, densità sonora, virtuosismo trascendentale. Quando si ascolta questo lavoro si insiste spesso sulla necessità di una costruzione che eviti la dispersione formale. Ed è esattamente qui che Orazio Sciortino colpisce. L’architettura è sempre sotto controllo: bassi solidi, progressioni armoniche chiarissime, climax costruiti per accumulo logico e non per semplice intensificazione sonora. Nei passaggi più estremi – ottave, accordi pieni, salti – la tecnica resta lucidissima, ma soprattutto funzionale a una visione teatrale complessiva. Non c’è mai sovraccarico: tutto è proporzionato, calibrato, necessario. Il risultato è netto, senza ambiguità: un concerto perfettamente riuscito. Il pubblico, numeroso, con l’auditorium affollato, segue con attenzione reale, non di cortesia, e alla fine reagisce con entusiasmo pieno, convinto. E Orazio Sciortino, con quella stessa misura che attraversa tutto il programma, chiude lasciando due bis – Étude op. 26, sempre di Louise Farrenc, e Le premier billet doux di Alkan – a definire il successo della serata.

 Pierluigi Guadagni 

 

LA LOCANDINA


Auditorium “Lo Squero” - Isola di San Giorgio, Venezia

REMINISCENZE
Orazio Sciortino pianoforte

 

Programma

Charles-Valentin Alkan(Parigi, 1813 - Parigi, 1888)
da “Esquisses “, op. 63

La vision - Le staccatissimo - Le legatissimo - Confidence - Les soupirs - Tutti de concerto dans le genre ancien - L’homme aux sabots - Contredanse - Rigaudon - Musique militaire - Héraclite et Démocrite - Les diablotins - En songe

da “Recueil de Chants”, op. 65 n. 6 Barcarolle

Juliette Dillon(Orléans, 1823 - Parigi, 1854)

da “Dix Contes fantastiques de Hoffmann traduits pour piano” n. 5 Le choix d’une fiancée

Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Passy, 1868)
da “Péchés de vieillesse” vol. VII Album de chaumière n. 9 Un cauchemar

Louise Farrenc(Parigi, 1804 - Parigi, 1875)
Rondò brillant sur un chœur du Pirate de Bellini, op. 9

Franz Liszt(Raiding, 1811 - Bayreuth, 1886)
Réminiscences de La Juive de Halévy, s. 409a

In coproduzione con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française
Concerto proposto nell’ambito del Festival primaverile del Palazzetto Bru Zane “Il Tempo di Louise Farrenc”