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LA FORZA DEL DESTINO, G. VERDI - TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA, DOMENICA 20 GENNAIO 2019

Capolavoro discusso e popolare, romanzo d'appendice in cui tutto può apparire superfluo, gratuito o assurdo (a cominciare dall'accidentale colpo di pistola), costruito attraverso scene che non sembrano correlate tra loro e che tra loro tuttavia si saldano in una visione di insieme, come in un grande affresco dove il particolare appare insignificante in sé, ma è tuttavia essenziale al quadro generale.

La Forza del destino ripropone molti grandi temi del teatro verdiano: l'amore filiale, l'onore, l'amicizia, gli orrori della guerra, la vendetta, in un contesto drammaturgico tra i più complicati nel catalogo del musicista delle Roncole.

Mettere in scena un'opera come questa (indipendentemente dall'alone di iattura, danno e disgrazia che questo lavoro si porta dietro come un marchio infamante) è talmente un'impresa ardua e rischiosa che merita, ogni qual volta la si veda in cartellone, di accorrere senza indugio indipendentemente dal risultato artistico ottenuto.

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CABARET DES ARTISTES_TEATRO DUE PARMA DAL 31 GENNAIO AL 16 MARZO 2019

E ora qualcosa di completamente diverso: gli Attori dell’Ensemble Teatro Due aprono il CABARET DES ARTISTES, una vera e propria novità nel cuore della Città, all’interno delTeatro Due, e lo fanno vivere con 27 serateche promettono di stupire e affascinare, dal 31 gennaio al 16 marzo 2019.

Dopo Girotondo Kabarett e vista la partecipazione e il piacere degli spettatori, ci si è interrogati su come

creare nuove proposte che coniugassero cura e leggerezza.

Vera esplosione di linguaggi, il Cabaret con il suo eclettico tessuto drammaturgico, fatto di canzoni d’autore o dell’universo popolare, di pezzi comici, surreali o satirici, di musica jazz e di avanspettacolo, è un luogo in cui tutto è permesso, in totale libertà.

Ed è così che nasce CABARET DES ARTISTES:per sette settimane, dal giovedì alla domenica sarà possibile partecipare, rigorosamente in abito elegante, a serate sempre diverse, dei veripastichedi sketch,musica dal vivo, canzoni, suggestioni poetiche e letterarie tratte da materiali eterogenei edal sapore spiritoso e surreale, come nei cabaret francesi, tedeschi, inglesi degli anni ’20 e ‘30.

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La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

E continua la programmazione del Rhegium Opera Musica Festival con i solisti Marily Santoro, Francesca Di Sauro, Giuseppe Talamo e Roberto Accurso, diretti dalla sapiente bacchetta di Marco Alibrando

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 20.30, all’interno del programma della stagione 2918-2019 “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirica Cilea, sarà eseguita, presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125 di Ludwig Van Beethoven.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea e del Coro lirico Cilea, istruito dal Maestro Bruno Tirotta, ci sarà il Maestro Marco Alibrando.

Questi, nato a Messina nel 1987, ha studiato direzione d’orchestra con nomi riconosciuti a livello internazionale: Gianandrea Noseda (Masterclass al Conservatorio di Milano), Gianluigi Gelmetti, Vittorio Parisi, Lutz Köhler (UDK Berlin), Antonino Fogliani, Donato Renzetti, Romolo Gessi e Giuseppe Lanzetta ed è stato assistente di Ivan Fischer e la Budapest Festival Orchestra. Debutta a soli 24 anni dirigendo l’Orchestra da Camera Fiorentina a Firenze. Nel 2012 debutta in campo operistico al Festival Rossini in Wildbad con “Adina”. Nel 2016 debutta al Rossini Opera Festival di Pesaro nei “Duetti Amorosi” cantati da Pretty Yende e Aya Wakizono. Nel 2017 al Festival di Spoleto con “Delitto e Dovere.” Recentemente ha diretto il dittico “Suor Angelica” di Puccini e “Billy Budd” di Ghedini presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, e “La Cenerentola” per VoceAllOpera con la regia di Gianmaria Aliverta. Nell’estate scorsa ha diretto “Beatrice di Tenda” a Tenda e “Rossini il Buongustaio” all’Opera di Tirana.

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In occasione della Giornata della memoria Il Viaggio di roberto. Un treno verso Auschwitz per RegioYoung 2018-2019

IL VIAGGIO DI ROBERTO

UN TRENO VERSO AUSCHWITZ

In occasione della Giornata della Memoria

l’opera lirica che rievoca la vita del piccolo Roberto Bachi,

arrestato a Torrechiara e morto durante la Shoah

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Nabucco di Giuseppe Verdi
domani (venerdì 18 gennaio) la “prima” al Teatro Verdi di Trieste

COMUNICATO STAMPA

 

Allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona, in coproduzione con
il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Pavia,
con l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste diretti dal Maestro Concertatore Christopher Franklin

Prima rappresentazione domani a Trieste (venerdì 18 gennaio, alle 20.30) di Nabucco di Giuseppe Verdi, proposto dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste nell’ambito della Stagione lirica e di balletto, con l’allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona, in coproduzione con il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Pavia. L’Orchestra e il Coro del Verdi saranno diretti dal Maestro Concertatore e Direttore Christopher Franklin (Maestro del Coro Francesca Tosi), la regia è di Andrea Cigni ripresa da Danilo Rubeca, scene di Emanuele Sinisi, costumi di Simona Morresi. Importante la compagnia di canto fra cui spiccano voci di chiara fama, come il baritono Giovanni Meoni (Nabucco), il soprano Amarilli Nizza (Abigaille) e il basso Nicola Ulivieri (Zaccaria).
Interprete del repertorio belcantistico belliniano e donizettiano, Giovanni Meoni si è poi avvicinato al repertorio verdiano, nel quale ha trovato la sua naturale collocazione e dove raggiunge la massima espressione, eccellendo in particolar modo nei grandi ruoli di "baritono nobile". Giovanni Meoni ha collaborato con importanti direttori d’orchestra, esibendosi sui principali palcoscenici del modo, dal Met di New York, al Wiener Staatsoper, dalla Deutsche Oper al Liceu di Barcellona, dall’NCPA a Pechino al Bolshoi di Mosca, a molti altri. In Italia si è esibito al Regio di Torino, a La Fenice di Venezia, al Maggio Musicale di Firenze, all’Opera di Roma e all’Arena di Verona.
Dramma lirico in quattro parti, Nabucco è una delle opere fra le più rinomate di Giuseppe Verdi, anche per la presenza del celebre ‘Va pensiero’, brano corale emblema della tradizione musicale italiana, entrato nel cuore della nazione come simbolo del Risorgimento.

Trieste, 17 gennaio 2019

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Le Prime donne della lirica tornano al Palladium: il 21 gennaio Claudia Pavone in “La notte e la luna”, da Schubert a Bellini

                                             

 

 

TEATRO PALLADIUM - Stagione 2018/2019

PER LA RASSEGNA “PRIME DONNE”

 

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma 

CLAUDIA PAVONE

“LA NOTTE E LA LUNA”

UN OMAGGIO AL MONDO NOTTURNO DA SCHUBERT A BELLINI

MARCO FORGIONE AL PIANOFORTE

 

Lunedì 21 gennaio – ore 20,30  - Biglietti: Intero: 18; ridotto: 12; studenti: 8 euro

IN OCCASIONE DEL CONCERTO L’ASSOCIAZIONE LIONS CLUB ROMA SAN

PAOLO DONERA' UN DEFIBRILLATORE 

 

in foto: Claudia Pavone

Tra i più promettenti giovani soprani del panorama lirico italiano, Claudia Pavone è in scena al Teatro Palladium lunedì 21 gennaio accompagnata al pianoforte da Marco Forgione. L’appuntamento si inserisce all’interno della rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, al via dal 10 dicembre con Svetlana Kasyan e a cui seguirà l'appuntamento con Valentina Varriale l’11 febbraio e Mariangela Sicilia il 25 marzo.

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Febbraio 2019 - Gli appuntamenti al Teatro Regio Torino

STAGIONE D’OPERA • IL RIGOLETTO DI GIUSEPE VERDI CON LA REGIA DI JOHN TURTURRO.  DIRIGE RENATO PALUMBO

Dal 6 al 17 febbraio è in scena al Teatro Regio un nuovo allestimento di RIGOLETTO di Giuseppe Verdi, realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, la Shaanxi Opera House e l’Opéra Royal de Wallonie-Liège. La regia è firmata da John Turturro, film-maker e attore newyorkese. Il maestro Renato Palumbo dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio. Cecilia Ligorio è collaboratrice alla regia, le scene sono di Francesco Frigeri, i costumi di Marco Piemontese e la coreografia di Giuseppe Bonanno. Le luci sono di Alessandro Carletti, qui riprese da Ludovico Gobbi. Il coro è istruito da Andrea Secchi.Sul palcoscenico, interprete di Rigoletto è il baritono spagnolo Carlos Álvarez; Gilda, anche lei spagnola, è il soprano Ruth Iniesta; il duca di Mantova è il tenore romeno Stefan Pop, Sparafucile il basso Gianluca Buratto, mentre nel ruolo di Maddalena troviamo il mezzosoprano romeno Carmen Topciu. Nel corso delle 10 recite, il 9, 12, 14 e 16 febbraio i ruoli principali saranno sostenuti da Amartuvshin Enkhbat (Rigoletto), Gilda Fiume (Gilda), Iván Ayón Rivas(Il duca) e Romano Dal Zovo (Sparafucile). Completano il numeroso cast Carlotta Vichi (Giovanna), Alessio Verna (Monterone), Paolo Maria Orecchia (Marullo), Luca Casalin (Borsa), Federico Benetti (conte di Ceprano), Claudia De Pian e Ivana Cravero (La contessa), Riccardo Mattiotto e Giuseppe Capoferri (un usciere) e Ashley Milanese (il paggio della duchessa). La diretta radiofonica dell’opera, curata da Susanna Franchi, sarà trasmessa su Rai Radio 3 alle ore 20 di mercoledì 6 febbraio.

Reale Mutua Assicurazioni, socio fondatore del Regio, anche quest’anno – nel suo 190° anniversario – sostiene con un contributo la produzione di Rigoletto.

Per le “Conferenze del Regio”, mercoledì 30 gennaio ore 17.30 al Piccolo Regio Puccini il musicologo Daniele Spini, attualmente Direttore artistico dell’Orchestra Haydn di Bolzano, cura la presentazione dell’opera in un incontro dall’ironico titolo: Non dire Duca se non l’hai nel sacco! (l’ingresso è libero).

I CONCERTI • MICHELE MARIOTTI INTERPRETA IL REQUIEM DI FAURÉ E LA SINFONIA N. 2 DI ČAJKOVSKIJ

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Dionysos Rising di Roberto David Rusconi, prima assoluta, sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, Teatro SanbàPolis di Trento

FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

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 COMUNICATO STAMPA

Il mito di Dioniso come non si è mai visto e sentito

Dopo l’esordio a Bolzano con l’originale dittico La Voix Humaine/Cavalleria rusticana, la quarta edizione di OPER.A 20.21, stagione regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con la direzione artistica di Matthias Lošek, fa tappa a Trento per presentare in prima assoluta Dionysos Rising di Roberto David Rusconi. Un’opera che promette un’esperienza visuale e sonora unica.

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57° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto

VOCI VERDIANE
COMUNE BUSSETO
TEATRO REGIO PARMA
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Il Comune di Busseto indice la nuova edizione, la cui organizzazione è affidata al Teatro Regio di Parma.

Ai candidati, oltre ai premi, la possibilità di essere parte del cast di Aida, nell’ambito del Festival Verdi.

Busseto, dal 11 al 16 giugno 2019

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - LEZIONI DI MUISCA DEL XX E XXI SECOLO - DALL'ONGARO PER IL PRIMO APPUNTAMENTO

Primo appuntamento

 

Michele dall’Ongaro

Tutta la musica è contemporanea

 

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UN BALLO IN MASCHERA INAUGURA LA STAGIONE LIRICA 2019 A PARMA

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UN BALLO IN MASCHERA

INAUGURA LA STAGIONE LIRICA 2019

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CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, REPLICA DEL 30 DICEMBRE 2018

Il concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia è diventato uno degli appuntamenti più attesi e mondani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in musica ed in bellezza e che come ormai da tradizione viene anche trasmesso in tv per chi non avesse la possibilità di raggiungere il teatro veneziano per nessuna delle repliche previste. Torna a dirigere questo evento l’ormai di casa Maestro Myung-Whun Chung,  che trova una particolare simbiosi con una orchestra a nostro avviso particolarmente in forma.

Come da copione una prima parte sinfonica ed una seconda con l’intervento di solisti e coro, sono il programma prescritto per il concerto.

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“Il barbiere di Siviglia” di Rossini all’Alfieri di Asti

 

Comunicato stampa

                                                       

Asti, 31 dicembre 2018

 

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LA CENERENTOLA, GIOACHINO ROSSINI – TEATRO VERDI DI PADOVA, SABATO 29 DICEMBRE 2018

Un bel finale di stagione per il Teatro Verdi di Padova con la Cenerentola di Rossini a chiudere un periodo intenso di dediche e celebrazioni in Italia per il Maestro pesarese nei centocinquanta anni dalla sua scomparsa. Dopo le recite bassanesi di ottobre chiude anche l’anno solare (replica proprio il 31 per festeggiare l’arrivo del 2019) questa produzione targata interamente Paolo Giani, che nella favola per eccellenza di bontà e sogno d’amore vede i bambini protagonisti con i loro vezzi, piccoli dispettucci e voglia di evadere dai soliti giochi. Si divertono a ‘scimmiottare gli adulti’, ad imitare quanto forse vedono fare dai loro genitori e conoscenti, come sicuramente tanti di noi facevamo da piccini. Ed ecco che i piccoli si trasformano in grandi, grandissimi nel caso della matrigna, fantastica Linda Zaganiga che qui giganteggia come un falco in tutta la rappresentazione. I bimbi recitano la favola di Cenerentola per giocare e poi ritornano nei loro panni per ricordarci che in fondo le favole spettano alla magia dei piccoli.

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BOHEME, GIACOMO PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 23 DICEMBRE 2018

Dopo le ormai ben note peripezie che purtroppo la Fondazione Arena sta affrontando da troppo tempo e le tre giornate di sciopero effettuate che includevano la cancellazione delle prime due recite, siamo riusciti ad assistere alla rappresentazione andata in scena domenica di questa storica Bohème che nel 1996 il Teatro Regio di Torino dedicò ai cento anni dalla prima rappresentazione e che come non mai interpreta fedelissimamante il gusto, lo stile, l’ ambientazione del libretto, facendo immergere totalmente il pubblico nelle vicende dei quattro amici sventurati. Sarebbe troppo scontato descrivere uno spettacolo visto mille volte in tv e nel web ed anche ripreso giustamente dal Regio stesso in loco ed in tournée, ma ci piace sottolineare la delicatezza che pervade nelle movenze e nella narrazione in scena voluta a suo tempo da Giuseppe Patroni Griffi, senza particolari innovazioni (eravamo nel 1996), ma con un gusto per il dettaglio, per il particolare gesto al momento giusto, e ricordare quanto eleganti restano le scene di Aldo Terlizzi Patroni Griffi, con la soffitta che contemporaneamente ci mostra sia il suo interno che l’esterno dei palazzi che compongono il quartiere parigino, il magnifico Momus con la massa di clienti chiassosi e la stupenda scena che ospita il terzo quadro con una realistica neve che strappa ogni volta gli applausi del pubblico. Ovviamente perfetti i costumi della Casa d’arte Fiore.

Cast di giovani che globalmente regala qualche spunto interessante e momenti di buon lirismo. Non tutte le voci eccellono per volume e tenuta, ma gli interpreti fanno ciò che devono ed al meglio possibile. Oreste Cosimo è un Rodolfo un po’ leggerino se vogliamo, che in più situazioni soffre l’orchestra diretta da Ciampa, ma ha dalla sua un timbro acuto che lo aiuta ad arrivare dove occorre pur senza particolare mordente.  La Mimì di Maria Mudryak possiede invece un volume discreto che riesce ad emergere costantemente mostrando una donna certo malata ma con ancora tanto da esprimere in energie. La voce è uniforme, forse anche troppo dal punto di vista espressivo. Si difendono bene il Marcello di Davide Luciano per verve in scena e voce sempre sicura e lo Schaunard di Biagio Pizzuti dal colore interessantissimo per una voce rotonda e morbida. Ormai una garanzia la voce di  Romano Dal Zovo, buon Colline che con la sua ‘Vecchia zimarra’ convince ed emoziona.   Valentina Mastrangelo spicca per carattere e prontezza nel ruolo di Musetta, capricciosa al punto giusto, rompiscatole ma anche tanto buona con la sua amica morente, assecondando ogni momento scenico con una voce adatta e squillante. Completano dignitosamente il cast il simpatico Gregory Bonfatti come Parpignol, Roberto Accurso, splendido Benoit - Alcindoro, ed il Sergente dei Doganieri di Maurizio Pantò col Doganiere Nicolò Rigano.   

L’attenta orchestra dell’Arena di Verona è diretta nuovamente da Francesco Ivan Ciampa che pare spingere molto sui toni come a voler avvalorare la forza ed il carattere degli eventi, amplificando quanto esprime una partitura in verità di per sé ricca di piccoli sussulti, intimi lirismi e momenti di brio quasi nostalgico. Talvolta la voce degli interpreti soffre un po’ questa particolare energia.

Splendidi i piccoli del coro voci bianche A.LI.VE. preparati da Paolo Facincani, il coro della Fondazione è preparato naturalmente da Vito Lombardi.

Successo pieno da parte di un pubblico numeroso le cui suonerie di cellulare hanno fin troppe volte disturbato l'esecuzione.

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DON GIOVANNI, WOLFGANG AMADEUS MOZART  - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, GIOVEDI’ 20 DICEMBRE 2018

Con una produzione proveniente da Aix-en-Provence il Teatro Comunale di Bologna riporta sul suo palcoscenico il dissoluto mozartiano più discusso di sempre, con uno spettacolo particolarmente avulso dal contesto specifico ed in cui lo spettatore e gli interpreti in scena sono chiamati a fare la gran parte della fatica lavorando di immaginazione. Jean-François Sivadier è attore egli stesso e pertanto ciò che ha voluto mettere in risalto non è tanto il contenuto di quello che accade ma chi lo interpreta e come. Al Comunale la regia è ripresa da Rachid Zanouda e Milan Otal; Federico Vazzola è assistente alla regia. Poco ha dovuto lambiccarsi il cervello Alexandre de Dardel nel concepire il contenitore che avrebbe ospitato le gesta ed i movimenti di chi agisce, poiché il tutto avviene in una sorta di palcoscenico misto a sala prove in cui è facile intravvedere gente che si acconcia i capelli o si lima le unghie sullo sfondo, addetti alle attrezzerie e tecnici proposti al montaggio scene, e i personaggi stessi che indossano i costumi di Virginie Gervaise talvolta come in scena, oppure in ciò che a noi appare una semplice prova. Sivadier vede il protagonista come un uomo amante della libertà più che un semplice libertino con le donne, capace di abbattere (materialmente) le pareti che inibiscono la vita o creano schemi sociali. Tutto è molto reale e concreto, non vi sono apparizioni o sparizioni, lo stesso Commendatore torna in scena insanguinato per esporre le sue battute senza particolare atmosfera. Il buio del vuoto scenico, rischiarato solo da lampadine multicolore che scendono dall’altro, rende più palese lo status di precarietà tanto scenica, come se lo spettacolo fosse ancora da montare, quanto contenutistica, poiché poco accade di realmente pregnante a nostro avviso in scena.  

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La Stagione 2019 del Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

La Stagione Lirica, Sinfonica e di Balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari segna una ulteriore crescita della produzione artistica rispetto agli anni precedenti, in linea con una politica di sviluppo economicamente sostenibile, aderente ai vigenti requisiti legislativi e fondata sulla valorizzazione delle risorse umane del Teatro (Orchestra, Coro, Personale Tecnico ed Amministrativo).

Ai lavoratori, all’affezionato e numeroso pubblico, ai Soci Pubblici e Privati della Fondazione è rivolto il più sentito ringraziamento per il sostegno ad una Istituzione Musicale che ha raggiunto, di recente, riconoscimenti nazionali molto importanti da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha assicurato al Teatro un significativo aumento del contributo FUS (Fondo Unico Spettacolo) collocandolo tra le Fondazioni Liriche di maggiore rilievo nazionale.

D’altronde i fattori di crescita del triennio 2016-2018 sono stati forti e continui. Basti pensare che nel 2015 le serate di spettacolo (opere, concerti, balletti) erano 155 con un punteggio FUS pari a 852 punti, mentre nel 2018 le serate di spettacolo saranno 179 con un punteggio FUS pari a 1265 punti.

Un grande risultato produttivo che prevede un ulteriore sviluppo per il 2019, accompagnato dall’attivazione di un nuovo turno di abbonamento.

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PETRA CONTI VINCE I GLAMOUR TALENT AWARDS 2018


COMUNICATO STAMPA

La nota ballerina italiana, Étoile internazionale e Principal Dancer del Los Angeles Ballet, 
si aggiudica il prestigioso premio per la categoria Body Masters

 

 

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 NATALE ROSSO ROSSINI, Cinque eventi che coniugano musica, spettacolo, cultura ed enogastronomia a Treviso


CITTA’ DI TREVISO                                                                                                             

 

                                                           COMUNICATO STAMPA

 

 NATALE ROSSO ROSSINI

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RINALDO, GEORG FRIEDRICH HÄNDEL, TEATRO GRANDE DI BRESCIA, DOMENICA 2 DICEMBRE 2018

Se i nostri compositori sono spesso stati affascinati dalla letteratura anglosassone, nel caso del Rinaldo fu il compositore naturalizzato inglese Händel a prendere liberamente in prestito dalla Gerusalemme liberata del nostro Tasso le vicende per il suo Rinaldo, modificate in alcuni punti nel libretto di Hill/Rossi. Questo capolavoro di sfarzo musicale e ricchezza barocca è andato in scena per la prima volta in questo fine settimana al Grande di Brescia con una ottima presenza di pubblico. Ma in una epoca all’avanguardia come la nostra, ove in teatro si sperimenta di tutto e di più, del suddetto sfarzo barocco non ce ne è stato neanche l’ombra nello spettacolo concepito da Jacopo Spirei che ha preso vita grazie alle scene di Mauro Tinti. Altro che Crociate, grandi condottieri, eserciti e sanguinose battaglie; Spirei ci porta direttamente ai giorni nostri in un viaggio onirico del protagonista che viene visto come un insignificante impiegatuccio timoroso del proprio capo, che perde la testa per la dolce Almirena entrata a colloquio in ufficio. Le grandi battaglie sono qui litigi fra le mura dell’ufficio da cui parte la scena, e ciò che avviene a seguire è tutto frutto della mente del povero Rinaldo. Dall’ufficio si passa ad una specie di night club, ‘The spider’, dalle forti luci fucsia, di proprietà di una succinta e spregiudicata Armida, una odierna Aracne nella visione di Rinaldo, con tanto di ragno gigante che imperversa al centro della scena. Delicato invece il sogno/giardino circolare in cui si svolgono i momenti lirici tra Rinaldo e la dolce Almirena. Il sogno termina di nuovo in ufficio dove dopo l’ultimo litigio feroce regna finalmente la pace tra i protagonisti/colleghi. Giustamente modernissimi i costumi di Silvia Aymonino. Fondamentali le luci di Marco Alba, soprattutto nell’alcova di Armida, dai toni accesi ed abbaglianti.

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