Torna al Comunale di Bologna la fortunata produzione de La fille du régiment di Donizetti che nel 2004 recava la firma del regista Emilio Sagi. Ripreso praticamente in toto da Valentina Brunetti, il gradevolissimo spettacolo segue con eleganza e tanto brio le vicende prescritte, divertendo ed emozionando il pubblico grazie alla bravura del cast chiamato ad una recitazione attiva e coerente ai diversi personaggi. La regola è mai strafare pur caratterizzando con il proprio stile il ruolo, che senza una solida base vocale risulterebbe ridicolo. L’ambiente che Julio Galan concepì a suo tempo fa da sfondo alla vicenda perfettamente in linea col libretto, con stanze ed arredi pertinenti alla narrazione, così come pure i costumi ripresi da Stefania Scaraggi sono di stampo tradizionale ed in linea col contesto.
Capacità attoriali, carisma ed abilità canore sono il trait d’union tra gli interpreti principali dello spettacolo: una compagine artistica omogenea e compatta che ha saputo creare feeling tra i personaggi e l’orchestra che li ha esaltati. Hasmik Torosyan è una sorprendente Marie: la facilità nell’eseguire tutte le sfumature della parte, l’omogeneità del suono fluido ed agilissimo, i filati acuti e sottilissimi ma perfettamente sonori, sono tutte qualità che la ‘fille du régiment’ necessita affinché il ruolo sia cantato come si deve. Ed il soprano risponde all’appello con prontezza ed una simpatia in scena che conquista. Il caro Tonio è un Maxim Mironov in ottima forma. La voce è sempre proiettata in avanti e con un ottimo controllo sul fiato; il suo canto è talmente disinvolto che quasi non ci si rende conto di quanto siano difficili le prodezze che esegue nota dopo nota. Perfetta la sua ‘Ah mes amis’ con la susseguente ‘Pour mon âme/ Qual destin’ i cui nove ‘do’ sono eseguiti senza il minimo sforzo ed un incredibile fiato su quello conclusivo. Spumeggiante e sempre in linea con il personaggio un fantastico Sulpice di Federico Longhi che unisce una voce importante e stabile, dal colore ricco e morbido, ad una presenza scenica perfetta. Claudia Marchi è una interprete di grande carattere ed in grado di ispirare subito simpatia col suo modo di fare semiserio ed una voce corposa con cui può enfatizzare gli atteggiamenti e le inflessioni della Marchesa di Berkenfield, la cui ottima spalla è il brillante Nicolò Ceriani. Solo poche battute purtroppo nel ruolo parlato della Duchessa di Crakentorp per la meravigliosa ed elegantissima Daniela Mazzucato, mentre Tommaso Caramia, Cosimo Gregucci e Cristina Giardini sono rispettivamente un Caporale, un Paesano ed il Maestro di musica.
L’orchestra del Comunale diretta da Yves Abel trova una intesa complice con gli interpreti ed imprime alla partitura un carattere leggero, disinvolto e brillante. L’ alternarsi tra il mieloso ed il militaresco sono eseguiti con una coerenza ritmica ed un suono generalmente omogeneo, che esalta e mai copre ciò che arriva dal palco. Il coro preparato da Andrea Faidutti è partecipe, disinvolto quanto i protagonisti principali e sempre attento a seguire il Direttore laddove occorra richiamarli all’ordine per il tempo.
Applausi convinti per protagonisti, direttore e regia da parte di un pubblico visibilmente felice.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d’orchestra Yves Abel
Regia Emilio Sagi
Ripresa da Valentina Brunetti
Scene e costumi (da un’idea originale di) Julio Galan
Ripresi da Stefania Scaraggi
Luci Daniele Naldi
Maestro del Coro Andrea Faidutti
GLI INTERPRETI
Marie, giovane vivandiera Hasmik Torosyan
La Marchesa di Berkenfield Claudia Marchi
La Duchessa di Crakentorp Daniela Mazzucato
Tonio Maxim Mironov
Sulpice Federico Longhi
Hortensius Nicolò Ceriani
intendente della Marchesa
Un caporale Tommaso Caramia
Un paesano Cosimo Gregucci
Maestro di musica Cristina Giardini
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Produzione del Teatro Comunale di Bologna
FOTO ROCCO CASALUCI
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