Di Simone De Angeli
Inaugurazione della Stagione Lirica in Scala, Madama Butterfly di Giacomo Puccini in una versione che riprende l’edizione del 1904 data proprio alla Scala e che costò al musicista lucchese una amara delusione per l’accoglienza del pubblico.
Non faremo qui una disamina filologica e musicale delle differenze tra le versioni limitandoci, per parte nostra, a riscontrare che la versione che tutti conosciamo da tradizione ci sembra essere emotivamente più “immediata” e complessivamente vincente rispetto a questa “rivisitazione” di un insuccesso.
Detto questo però non si può non dire che la Scala ha fatto le cose davvero per bene e che sicuramente l’interesse dell’appassionato nell’ascoltare qualcosa di diverso e per certi versi “nuovo” è molto affascinante.
Lo spettacolo si è avvalso delle stupende scene di Alvis Hermanis e Leila Fteita che hanno ideato una struttura su tre livelli con pannelli semovibili che fungevano da separazione degli spazi e che davano, grazie anche alle video proiezioni curate da Ineta Sipunova, un senso di profondità e di spazio ma senza perdersi in particolari inutili o leziosi.