Se i nostri compositori sono spesso stati affascinati dalla letteratura anglosassone, nel caso del Rinaldo fu il compositore naturalizzato inglese Händel a prendere liberamente in prestito dalla Gerusalemme liberata del nostro Tasso le vicende per il suo Rinaldo, modificate in alcuni punti nel libretto di Hill/Rossi. Questo capolavoro di sfarzo musicale e ricchezza barocca è andato in scena per la prima volta in questo fine settimana al Grande di Brescia con una ottima presenza di pubblico. Ma in una epoca all’avanguardia come la nostra, ove in teatro si sperimenta di tutto e di più, del suddetto sfarzo barocco non ce ne è stato neanche l’ombra nello spettacolo concepito da Jacopo Spirei che ha preso vita grazie alle scene di Mauro Tinti. Altro che Crociate, grandi condottieri, eserciti e sanguinose battaglie; Spirei ci porta direttamente ai giorni nostri in un viaggio onirico del protagonista che viene visto come un insignificante impiegatuccio timoroso del proprio capo, che perde la testa per la dolce Almirena entrata a colloquio in ufficio. Le grandi battaglie sono qui litigi fra le mura dell’ufficio da cui parte la scena, e ciò che avviene a seguire è tutto frutto della mente del povero Rinaldo. Dall’ufficio si passa ad una specie di night club, ‘The spider’, dalle forti luci fucsia, di proprietà di una succinta e spregiudicata Armida, una odierna Aracne nella visione di Rinaldo, con tanto di ragno gigante che imperversa al centro della scena. Delicato invece il sogno/giardino circolare in cui si svolgono i momenti lirici tra Rinaldo e la dolce Almirena. Il sogno termina di nuovo in ufficio dove dopo l’ultimo litigio feroce regna finalmente la pace tra i protagonisti/colleghi. Giustamente modernissimi i costumi di Silvia Aymonino. Fondamentali le luci di Marco Alba, soprattutto nell’alcova di Armida, dai toni accesi ed abbaglianti.
Giovani interpreti dalle voci fresche sono stati chiamati a rivivere questa moderna interpretazione del dramma.
Diciamo subito che il Rinaldo di Delphine Galou vanta una voce particolarissima e molto vellutata, uniforme, precisa nelle agilità e sufficientemente ambrata da rendere credibile un ruolo maschile. Pecca purtroppo nel volume soprattutto nella cava più profonda dove soffre la pur equilibratissima orchestra bizantina di Dantone. Squillante, delicata ed armoniosa la voce di Francesca Aspromonte che ha interpretato una sensibile e dolce Almirena, la cui ‘Lascia ch’io pianga’ è stata un delicato ed efficacie lamento. Il valoroso Goffredo è un Raffaele Pe che convince con l’avanzare dello spettacolo, grazie ad una voce che si apre man mano scaldandosi e dando miglior sfoggio del suo timbro particolare ed acuto. Contenuta anche la voce di Anna Maria Sarra che ha interpretato la perfida ed ammaliatrice Armida. Circondata dalle sue complici donne ragno è scenicamente convincente con una voce che comunque si spinge facilmente in alto con slancio. Un po’ rigide ci sembrano le agilità per l’Argante del basso Luigi De Donato che acquista comunque scioltezza man mano mostrando una voce particolarmente cavernosa e solida. Molto buono il Mago di Federico Benetti, la Donna, agghindata come una Drag Queen è Anna Bessi.
Alla guida dell’orchestra Accademia bizantina e contemporaneamente al clavicembalo, il maestro Ottavio Dantone ci regala una cornice musicale di leggerezza e colori brillanti, che in un certo senso ammorbidisce quanto visivamente è proposto sul palco; l’orchestra è morbida ma non eccessivamente languida, il suono scorre via ricco di sfumature ed i ritmi sono sempre adeguati alla narrazione. Perfetta la tecnica e la sensibilità del Maestro al clavicembalo.
Come detto bel successo di pubblico e teatro gremito.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Ottavio Dantone
e clavicembalo
Regia Jacopo Spirei
Scene Mauro Tinti
Costumi Silvia Aymonino
Luci Marco Alba
GLI INTERPRETI
Goffredo Raffaele Pe
Rinaldo Delphine Galou
Almirena Francesca Aspromonte
Armida Anna Maria Sarra
Argante Luigi De Donato
Mago Cristiano Federico Benetti
Donna Anna Bessi
Orchestra Accademia bizantina
foto Teatro Grande Brescia
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