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L' APPASSIONANTE STAGIONE 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA: APERTURA CON WAGNER!

TCBO: ANTEPRIMA DELLA STAGIONE D’OPERA 2020

 

13 titoli, dei quali 8 proposti per la prima volta a Bologna, 2 in prima italiana e 2 nuove produzioni assolute

Apertura con Tristan und Isolde di Wagner diretto da Juraj Valčuha, coprodotto con la Monnaie di Bruxelles

Dopo 27 anni d'assenza una nuova Adriana Lecouvreur di Cilea firmata da Rosetta Cucchi, con Kristine Opolais nel ruolo del titolo, e un inedito Otello verdiano con la regia di Gabriele Lavia e Gregory Kunde protagonista; sul podio Asher Fisch

Il duo ricci/forte per la prima volta al Comunale con il dittico La mano felice / Il castello del principe Barbablù di Schönberg e Bartók

Capolavori del repertorio italiano interpretati da registi come Damiano Michieletto, Emma Dante e Graham Vick, affiancati dall’oratorio La Creazione di Haydn e dal melologo Eternapoli di Vacchi con Toni Servillo voce narrante

 

Un intenso cartellone di respiro internazionale con prestigiose coproduzioni italiane ed europee, proposte da grandi bacchette e importanti firme registiche per una partitura di spettacoli ancora più ricca rispetto allo scorso anno. Si alzerà venerdì 24 gennaio il sipario sulla Stagione d'Opera 2020 del Teatro Comunale di Bologna: 13 titoli, dei quali 8 presentati per la prima volta a Bologna, 2 in prima italiana e 2 nuove produzioni assolute, per una proposta che spazierà fra classici del repertorio italiano e mitteleuropeo dell’Otto-Novecento – Rossini, Donizetti, Verdi, Wagner, Cilea, Puccini, Bartók e Schönberg – capolavori sinfonico-corali di fine Settecento come La Creazione di Haydn e novità del panorama contemporaneo come Eternapoli di Fabio Vacchi. La messinscena degli spettacoli sarà affidata ad affermati registi di differenti generazioni, sensibilità e approcci, fra cui Ralf Pleger, Damiano Michieletto, Emma Dante, Graham Vick, ricci/forte, Gabriele Lavia e Rosetta Cucchi. Accanto a loro una rassegna di undici direttori fra i migliori interpreti di oggi, che include Juraj Valčuha, Pinchas Steinberg, Asher Fisch, Claire Gibault, Marco Angius e Francesco Ivan Ciampa.

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CARMEN, G. BIZET - ARENA DI VERONA, SABATO 06 LUGLIO 2019

Ritorna sulle tavole dell'Arena di Verona, “Carmen” di Bizet nel fortunato allestimento di Hugo de Hana che ha aperto la stagione precedente.

Carmen, come scrisse Tchaykovsky in una lettera a M.me Von Meck nel 1880, “è un capolavoro sotto ogni aspetto, una delle rare creazioni che riassumono i sentimenti di tutta un'epoca musicale”, e il tempo gli ha dato ragione: nei suoi 144 anni di vita, “Carmen” è stata rappresentata in tutto il globo terracqueo e tutt'ora rimane una delle opere più amate del grande pubblico, a dispetto delle accuse di licenziosità che indussero la direzione del teatro a sconsigliare la presenza del pubblico femminile alle prime rappresentazioni.

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I TALENTI DELLA SCUOLA DELL’OPERA PER "L’ITALIANA IN ALGERI" DI ROSSINI AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA


Comunicato stampa
 
«Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma d’una bottiglia di champagne». Si ispira alla filosofia espressa in questo celebre motto da Gioachino Rossini la sua commedia in due atti più esotica e farsesca, L’Italiana in Algeri, con cui il Teatro Comunale di Bologna prosegue per la sesta volta il progetto “Opera Next”. Il titolo, proposto dal 9 al 14 luglio in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife – dove è andato in scena con successo lo scorso ottobre –, vede impegnati alcuni astri nascenti del belcanto provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e dall’Accademia di formazione Opera (e)Studio dell’Opera di Tenerife. Lo spettacolo, firmato da Giorgia Guerra e diretto da Nikolas Nägele – entrambi al debutto nel teatro felsineo – si avvale delle scene di Monica Bernardi, dei costumi di Lorena Marin e delle luci di Giorgia Guerra e José Fernández (TXEMA). Il Coro del Comunale è istruito da Alberto Malazzi.

«L’Italiana in Algeri è un regalo piazzato in una bottiglia pronta da stappare – dice la regista Giorgia Guerra –. Migliaia di note escono dalla sua esplosione e ti circondano senza lasciare tregua. Il crescendo rossiniano aumenta la nostra frequenza cardiaca, e la rappresentazione di ogni personaggio con le sue avventure amorose e sensuali ci intrappola in una storia in cui i sensi si intensificano in un’allegra atmosfera. Tutto questo in una bottiglia, devi solo stapparla e ubriacarti».

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Ecco la stagione 2019/2020 Teatro La Fenice di Venezia

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, 2 luglio 2019

 
FONDAZIONE TEATRO LA FENICE - Stagione Lirica e Balletto 
e Stagione Sinfonica 2019-2020 


La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2019-2020 della Fondazione Teatro La Fenice sono state presentate martedì 2 luglio 2019 dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, alla presenza del direttore generale Andrea Erri, del responsabile artistico delle attività di danza Franco Bolletta, del direttore generale della Fondazione di Venezia Giovanni Dell’Olivo e della responsabile CTPS Direzione Regionale Veneto Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo Monica Cristanelli: il Gruppo, dall’1 gennaio 2019 diventato socio sostenitore del Teatro veneziano, ha infatti rinnovato il suo prezioso sostegno alle Stagioni Lirica e Sinfonica del Teatro La Fenice.

Sarà Don Carloa inaugurare la Stagione Lirica e Balletto 2019-2020: disegnando una linea artistica di continuità con le precedenti inaugurazioni, Myung-Whun Chung proseguirà nel progetto di rilettura del catalogo verdiano. Lo spettacolo, con la regia di Robert Carsen, vedrà tre interpreti al debutto: Piero Pretti, Alex Esposito e Julian Kim. SeguirannoPinocchio del compositore vicentino Pierangelo Valtinoni, tra gli autori viventi più eseguiti al mondo, e il dittico novecentesco A Hand of Bridgedi Barber e Il castello del principe Barbablùdi Bartók. Insieme alle riprese della Traviatae del Trovatore, andrà in scena in prima italiana un allestimento del Rigolettoper la regia di Damiano Michieletto, a completare la cosiddetta ‘trilogia popolare’ di Verdi. Continua il filone vivaldiano con Farnace, sempre con la presenza di Diego Fasolis. Dal repertorio francese, sarà proposto un nuovo allestimento del Faustdi Gounod diretto da Frédéric Chaslin, ma anche laripresa della Carmendi Bizet diretta da Wyung-Whun Chung, con Varduhi Abrahamyan e Francesco Meli. Torneranno in scena due titoli da molto tempo assenti dal palcoscenico feniceo: Rinaldodi Händel nello storico allestimento di Pier Luigi Pizzi, ricostruito per rendere omaggio al maestro – che proprio con questa produzione, nel 1985, stimolò l’avvio di una importante fase di riscoperta della musica barocca; e Roberto Devereux di Donizetti con la regia di Alfonso Antoniozzi. Sarà invece una novità assoluta per le scene veneziane il dittico composto da Prima la musica e poi le parole di Salieri e Der Schauspieldirektor di Mozart, nell’ambito dell’ormai collaudata collaborazione con l’Accademia di Belle Arti. La serva padronadi Pergolesi e la prima rappresentazione in tempi moderni di Engelberta di Albinoni sono i titoli previsti per il progetto Opera Giovani. Mentre per il Balletto, Alessandra Ferri e l’Hamburg Ballett saranno gli interpreti della prima rappresentazione italiana di Duse, fantasia coreografica di John Neumeier. Completano la programmazione i grandi ‘classici’ del repertorio che verranno riproposti negli storici allestimenti targati Fenice: L’elisir d’amore di Donizetti– con Celso Albelo nei panni di Nemorino –, Il barbiere di SivigliaLa cambiale di matrimonio di Rossini, Aidadi Verdi con Piero Pretti al debutto nel ruolo di Radamès.

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IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 29 GIUGNO 2019

Con un altro tutto esaurito la Fondazione Arena di Verona mette a segno ancora una serata vincente dal punto di vista di pubblico ed attenzione mediatica, grazie alla ripresa di uno degli spettacoli più riusciti ed apprezzati di Franco Zeffirelli, il magnifico e ben collaudato Trovatore di Giuseppe Verdi, e chiamando una delle stelle attualmente più importanti del panorama lirico mondiale, la diva Anna Netrebko per il ruolo di Leonora. Neanche a dirlo l’accoppiata Netrebko/Zeffirelli ha sbancato il botteghino ed a conclusione della recita una foto ricordo del Maestro appena scomparso ha in un certo senso ‘salutato’ il pubblico dagli schermi dei sovratitoli.

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Musica e Aperitivo con i solisti del Coro del Teatro La Fenice nella matinée di domenica 30 giugno, cantate di Debussy, Fauré e Vaughan Williams

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, giugno 2019

  

Musica e Aperitivo con i solisti del Coro del Teatro La Fenice

 

nella matinée di domenica 30 giugno,

cantate di Debussy, Fauré e Vaughan Williams

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CARMEN, G. BIZET - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 21 GIUGNO 2019

Quest'anno la stagione lirica e di balletto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si è conclusa con la Carmen di Bizet, sicuramente l’opera più celebre e, purtroppo, attuale del compositore francese.

Lo spettacolo ideato da Carlo Antonio De Lucia assieme ad Alessandra Polimeno è di impostazione tradizionale e ambienta la vicenda in una Spagna da cartolina con le sue piazze assolate, gli edifici in pietra, le montagne e le maioliche. Un allestimento piacevole, anche grazie agli appropriati costumi di Svetlana Kosilova e alle luci curate dallo stesso De Lucia.

Il lavoro del regista sui singoli è evidente e ben calibrato, mentre andrebbe approfondito quello sulle masse, che con l’eccezione di qualche personaggio specifico, risultano piuttosto statiche. Nel complesso un allestimento rassicurante dunque, che non ha turbato gli animi degli spettatori triestini presenti alla prima.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – INAUGURAZIONE FESTIVAL ARENA DI VERONA, 21 GIUGNO 2019

Una serata dal tutto esaurito, con autorità politiche tra cui il presidente della Repubblica Mattarella, personaggi dello spettacolo e una diretta in mondovisione, avrebbe finalmente soddisfatto il Maestro Franco Zeffirelli per celebrare una carriera che, come aveva affermato in varie occasioni, è sempre stata maggiormente apprezzata all’estero piuttosto che nella sua patria. Invece la Fondazione Arena ha sempre mostrato particolare feeling col regista fiorentino, tanto da ospitare negli anni numerose sue produzioni colossali e questa Traviata era il coronamento di un a lungo viaggio intrapreso circa dieci anni fa tra bozzetti, idee, spunti, e finalmente l’effettiva calendarizzazione al Festival per questa stagione.

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MOSCOW PHILARMONIC SOCIETY, CONCERTO DELLA STATE SYMPHONY CAPPELLA OF RUSSIA. DIRETTORE VALERY POLYANSKY, PIANISTA DMITRI MASLEEV -
Tchaikovsky Concert Hall di Mosca, martedì 18 giugno 2019

Due ore e trenta. Esclusi 10 minuti di intervallo.

La durata dei concerti in Russia fa impallidire qualsiasi confronto con i programmi delle orchestre di qualsiasi luogo del globo terracqueo. Il tempo è danaro e in Russia ogni Rublo conta, soprattutto quando l'offerta culturale è sterminata e il pubblico, che mai come qui è competente e curioso, pretende sempre di più qualitativamente ma soprattutto quantitativamente.

Affiancare ad un concerto per pianoforte ed orchestra di Mozart (più il relativo bis d'ordinanza) la sinfonia n.2 di Mahler, è un azzardo che nelle tempistiche spiazza qualsiasi programmatore.

Nulla di scandaloso si intende, soprattutto quando i 1600 spettatori apprezzano senza fiatare perfettamente concentrati fino alla fine l'impegnativo programma.

Si inizia dunque con il concerto per pianoforte ed ed orchestra K466 N.20 di W.A. Mozart con un solista d'eccezione, Dmitri Masleev già vincitore del prestigioso concorso Tchaikovsky nel 2015.

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Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart in scena alla Fenice nel pluripremiato allestimento firmato da Damiano Michieletto

COMUNICATO STAMPA                                                                              Venezia, giugno 2019

Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart in scena alla Fenice nel pluripremiato allestimento firmato da Damiano Michieletto

Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart torna sul palcoscenico del Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2018-2019. Il dramma giocoso in due atti composto dal salisburghese sul libretto di Lorenzo Da Ponte sarà in scena nel pluripremiato allestimento che vinse nel 2011 un Premio Abbiati (per le scene e i costumi) e ben cinque Opera Award assegnati a Damiano Michieletto per la regia, Paolo Fantin per le scene, Carla Teti per i costumi, e all’intero allestimento come miglior spettacolo della stagione 2010. La ripresa di questa produzione, con Jonathan Webb alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, debutterà martedì 18 giugno 2019 alle ore 19.00 e resterà in cartellone fino alla fine del mese con repliche il 19, 20, 21, 22, 23, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 giugno.

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Presentata a Torino la Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Regio

COMUNICATO STAMPA

La Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Teatro Regio si presenta come una delle più ricche e articolate di sempre, con ben 17 titoli, tra cui 7 nuovi allestimenti. Un viaggio musicale serrato e appassionante che spazia dall’opera di tradizione francese al grande repertorio italiano, dal Singspiel alla musica sacra, dal balletto al musical. Non mancherà anche quest’anno una Guest Star d’eccezione: Roberto Bolle con i suoi straordinari Friends. Una proposta che presenta il meglio della storia dell’opera senza perdere il coraggio di esplorare, offrendo al pubblico i titoli più amati insieme ad alcune gemme più nascoste. Una scommessa sulle capacità artistiche e tecniche del nostro Teatro e sulla voglia del pubblico di scoprire nuovi allestimenti, nuovi titoli – tra cui una prima assoluta in Italia – e nuovi interpreti. Una Stagione ispirata a uno dei valori più preziosi che abbiamo: la capacità di unire il repertorio all’innovazione, la tradizione alla creatività, due aspetti inscindibili nell’arte, nel teatro e nella musica.

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LA FONDAZIONE ARENA RICORDA IL MAESTRO FRANCO ZEFFIRELLI, ARTEFICE DI TANTE PRODUZIONI INDIMENTICABILI A VERONA.

Comunicato stampa

La tragica notizia della morte del Maestro Zeffirellicreatore di sogni, è arrivata oggi in Fondazione Arena di Verona mentre fervono i preparativi definitivi per la prova generale della sua ultima e tanto attesa Traviata che debutterà il prossimo 21 giugno alla presenza già annunciata, ma ora ancora più significativa, del Presidente della Repubblica Mattarella.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, amica di Zeffirelli sin dai suoi giovanissimi esordi sulle scene, è stata colta di sorpresa in una giornata davvero intensa e, a nome di tutte le maestranze, complessi artistici ed impiegati amministrativi della Fondazione, dichiara: “Lo abbiamo amato incondizionatamente tutti, ha segnato la nostra vita professionale e personale in modo indelebile. Vorremmo tutti avere oggi  il tempo di fermarci e piangere liberamente l’uomo, l’artista, l’amico, ma se davvero vogliamo onorarlo come merita, questo lusso non ce lo dobbiamo né possiamo permettere: lo piangeremo lavorando al meglio, al massimo delle nostre forze per onorare il suo genio, perché la sua ultima Traviata, ma anche il suo Trovatore, brillino e contribuiscano al ricordo futuro del suo genio insostituibile. Gli strumenti li abbiamo e il suo imprimatur pure, perché Traviata viene da lontano, un anno di lavoro intenso nel quale ogni dettaglio, ogni particolare è stato condiviso con i suoi storici assistenti e collaboratori della Fondazione Arena che ne hanno assorbito il pensiero. Terminato questo doveroso omaggio potremo finalmente sfogare i nostri sentimenti privati e piangerlo. Ora dobbiamo lavorare ancora per lui anche se, purtroppo, senza di lui”.

Ed è l’intera città di Verona che piange la scomparsa del Maestro, perché la sua impronta è forte nel tessuto urbano e sociale della città che lo sentiva amico e complice di tante estati.

Le foto dei celebri allestimenti di Franco Zeffirelli per l'Arena di Verona (foto Ennevi)

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Ecco la Stagione 2019 - 2020 del Teatro Regio di Parma

STAGIONE 2019-2020

DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Turandot, Pelléas et Mélisande, scene da Rigoletto, e, per la prima volta a Parma, Ascesa e caduta della città di Mahagonny, i titoli della Stagione Lirica.

Leonidas Kavakos con Enrico Pace, il trio Jordi Savall, Rolf Lislevand e Andrew Lawrence-King, la virtuosa del pianoforte Martina Filjak con I Solisti di Zagabria,

il pianista Alexander Lonquich, il chitarrista Manuel Barrueco,

sono i protagonisti della Stagione Concertistica,

con un concerto straordinario diretto Marco Angius.

Ballet Preljocaj, il Nuovo Balletto di Toscana, Ezralow Dance, Sergei Polunin,

MM Contemporary Dance Company le compagnie ospiti a ParmaDanza.

Alice, la nuova produzione d’opera per i più piccoli di RegioYoung.

Prove aperte, incontri e occasioni di approfondimento

Teatro Regio di Parma

Ottobre 2019 - Giugno 2020

Opera, danza, concerti, spettacoli dedicati ai giovani,ai più piccoli e alle famiglie compongono la Stagione 2019-2020 del Teatro Regio di Parma, attraversata dal fil rouge del Tempo, tema ispiratore di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, con 40 eventi complessivi per oltre 100 appuntamentida ottobre 2019 a giugno 2020.

La Stagione Lirica si apre il 10 gennaio nel segno di Giacomo Puccinicon Turandot,e prosegue con Pelléas et Mélisandedi Claude Debussy presentato al Regio dopo oltre 50 anni dalla sua unica rappresentazione a Parma, in un nuovo allestimento;scene daRigoletto di Giuseppe Verdi animeranno il palcoscenico del Teatro di Busseto; a chiudere la Stagione Lirica, una prima assoluta per Parma: Ascesa e caduta della Città di Mahagonny (Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny), l’opera composta nel 1929 da Kurt Weill su libretto di Bertolt Brecht. Tra gli artisti protagonisti in scenaRebeka Lokar, Carlo Ventre, Vittoria Yeo, Monica Bacelli, Phillip Addis.Partner artistici della stagione sono l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, la Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti, il Coro del Teatro Regio di Parma, il Coro di voci bianche Ars Canto Giuseppe Verdi.

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CONCERTO DEI FINALISTI DEL CONCORSO TULLIO SERAFIN - TEATRO TULLIO SERAFIN DI CAVARZERE (VE), SABATO 8 GIUGNO 2019

Con il concerto di sabato 8 giugno e la proclamazione dei vincitori si è conclusa l’avventura del concorso dedicato a Tullio Serafin che in suo onore si è svolto proprio a Cavarzere, comune nella cui frazione, Rottanova, era nato il Maestro, e naturalmente nel teatro che porta il suo nome. Già il teatrino è di per sé un piccolo gioiello, da poco restaurato ed in cui si possono ammirare stampe ritraenti il grande Direttore d’orchestra e persino il pianoforte a lui appartenuto, dono del duca Visconti di Modrone ‘con riconoscenza ed affezione’, come reca la targa affissa in cima. Se poi si considera quanto il Maestro tenesse ai giovani cantanti ed allo sviluppo delle voci, il cocktail per un appuntamento di tutto rispetto è servito.

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SETTIMANE MUSICALI DEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA: LE STAGIONI NEL MONDO, IN CAMMINO DA VENEZIA A BUENOS AIRES – CONCERTO DEL 2 GIUGNO 2019

Con un emozionante concerto che ha visto l' Orchestra di Padova e del Veneto e il violino solista di Sonig Tchakerian, si sono aperte le Settimane Musicali del Teatro Olimpico di Vicenza, giunti quest'anno alla 28° edizione.

Un programma che a prima vista potrebbe sembrare scontato, ha avuto invece una partecipazione emotiva non indifferente, grazie oltre che alla bravura degli interpreti, anche e soprattutto all'accostamento dei compositori Vivaldi\Piazzolla legato al tema delle stagioni.

Fino all'inizio del '900, Vivaldi era l'autore dei concerti delle “Stagioni” e niente di più, essi erano sopravvissuti  per la loro particolare natura descrittiva , una natura che è totalmente diversa da quella di altre musiche descrittive di quel periodo.

Per Vivaldi però l'aspetto didascalico non è qualcosa di posticcio, costituisce invece uno degli aspetti più caratteristici della sua personalità, indica il suo bisogno di immaginare ed esprimersi con assoluta libertà e naturalezza. Sappiamo che i sonetti accompagnatori dei 4 concerti sono stati aggiunti in un secondo tempo al momento di andare in stampa e probabilmente in principio l'intento descrittivo era molto minore, forse affidato soprattutto all'estro improvvisativo del violino solista piuttosto che alla precisione delle note scritte.

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, SABATO 1 GIUGNO 2019

II tempo delle favole deve rappresentare una indicazione piuttosto fumosa per il regista Fabio Cherstich, che ha pensato quanto il passato fosse ormai troppo inflazionato per ambientarvi le vicende di una ‘mozza teste’ senza cuore il cui popolo vive costantemente nel terrore circondato da violenza e maltrattamenti. Dunque visto come sta andando il mondo, nel 2070 Pechino diventa una metropoli coloratissima, con grattaceli dalle forme strampalate,  draghi/astronavi e mezzi volanti vari che affollano i suoi cieli e mostri multiformi o multi teste che svolazzano allegramente qua e là. Tutto ciò che accade sul palcoscenico è costantemente accompagnato da un sottofondo proiettato su schermi enormi che, alternando immagini di questa città immaginaria, ci spiegano il lento processo di uccisione di coloro che non hanno saputo sciogliere i tre enigmi. Così, invece di concentrarsi sugli eccellenti protagonisti, si rischia di spostare l’attenzione verso le immagini proiettate che, tra l’altro, sono ripetitive e spesso fastidiose a nostro avviso. I poveretti sono seminudi e seviziati da un mostro che prima li avviluppa nei suoi tentacoli, poi li sistema su di un tapis roulant che termina il suo percorso in un grosso cilindro nel quale avviene il taglio delle teste, infine queste vengono utilizzate come ornamento su dei fiori gommacei che volteggiano nell’aria. Senza parole.

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Al Teatro La Fenice da Indiana Jones a Star Wars. La musica per il cinema di John Williams
interpretata dal Brass Ensemble della Fenice

COMUNICATO STAMPA                                           Venezia, giugno  2019      

Le più celebri colonne sonore del cinema firmate John Williams risuoneranno nella sala grande del Teatro La Fenice in un concerto dedicato al pluripremiato maestro americano: lunedì 3 giugno 2019 alle ore 20.00, il Brass Ensemble della Fenice – composto da PiergiuseppeDoldi, Guido Guidarelli, Roberto Rigo e Valerio Panzolato alle trombe; Giuseppe Mendola, Domenico Zicari, Federico Garato ai tromboni; Athos Castellan al trombone basso; Alberto Azzolini al basso tuba; Konstantin Becker e Vincenzo Musone ai corni; Claudio Cavallini ai timpani e Dimitri Fiorin alle percussioni – con Fabio Codeluppi maestro concertatore e direttore proporrà un programma di musiche da Indiana Jones a Star Wars.

Nato a New York ottantesette anni fa, John Williams è considerato una icona della cultura musicale statunitense. Spesso al fianco dei registi Steven Spielberg e Chris Columbus, vanta una carriera di acclamati successi, rimarcati il più delle volte da riconoscimenti internazionali: sono ad oggi ben cinquanta le nomination e cinque gli Oscar, solo per contare i premi dell’Academy.

Il gruppo di ottoni della Fenice proporrà una carrellata delle sue composizioni più celebrate composte per il grande schermo: a partire dalla colonna sonora di Star Wars, che aprirà il concerto con i suoi celeberrimi titoli di testa e tornerà poi nel corso della serata con i temi più amati dei sette episodi della saga, da Cantina Band a Duel of the Fates, passando per The Throne Room, Anakin’sTheme, Across the Stars, The Imperial March e Yoda’sTheme. Alternandosi alle musiche delle colonne sonore di JFK di Oliver Stone e di Superman di Richard Donner, non mancheranno i capolavori realizzati per i film cult di Steven Spielberg come Jaws (Lo squalo), E.T. the Extra-Terrestrial, Schindler’s List, Lincoln, Jurassic Park, Saving Private Ryan (Salvate il soldato Ryan) e, in chiusura di concerto, Indiana Jones, con il motivo reso famoso dal primo film della serie: Raiders of the Lost Ark (I predatori dell’arca perduta).

Nato per volontà del Teatro La Fenice e del suo direttore artistico Fortunato Ortombina, il Brass Ensemble della Fenice è una formazione di alto valore artistico composta da professori d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Il suo esordio risale al 2012, a quattrocento anni dalla morte di Giovanni Gabrieli, occasione propizia per riportare a Venezia capolavori originali per ottoni caratterizzati dalla nota tecnica compositiva dei cori battenti. Il gruppo d’ottoni del Teatro La Fenice, duttilità degli esecutori e alla ricchezza di composizioni e arrangiamenti, spazia dal repertorio rinascimentale fino alle più moderne avanguardie contemporanee.

I biglietti per il concerto (posto unico numerato € 25,00) sono acquistabili nei punti vendita Venezia Unica di Teatro La Fenice, Rialto linea 2, Piazzale Roma, Tronchetto, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria on-line su www.teatrolafenice.it.

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PRESENTATO IL VOLUME 'INCOMPARABILI' DI CLAUDIO CAPITINI

comunicato stampa

INCOMPARABILI

Voci fuori dal coro

TEATRO, MUSICA E UN PASSO DI DANZA

di Claudio Capitini

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IlMaestrodiCappella_FotoEnnevi_084 Il Maestro di Cappella

IL MAESTRO DI CAPPELLA , D. CIMAROSA/ GIANNI SCHICCHI, G. PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, GIOVEDI’ 23 MAGGIO 2019

Per l’ultimo appuntamento primaverile di stagione la Fondazione Arena propone un dittico tanto insolito quanto esuberante, i cui due componenti, pur appartenendo a due epoche decisamente diverse per gusto, stile e contenuti, sono accumunati dall’elemento principe che colpisce il pubblico: far divertire. Per il Maestro di Cappella importante è la capacità del regista nel consigliare e guidare l’unico interprete affinché si muova, canti e reciti in modo coinvolgente, non ridondante ed  interagendo perfettamente con i musicisti, in un certo senso antagonisti del Maestro.

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ANDREA CHENIER, U. GIORDANO – TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 MAGGIO 2019

Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste siamo arrivati al penultimo titolo in cartellone per questa stagione: Andrea Chénier di Umberto Giordano.

La spending review imposta ai teatri ha fatto molti danni, si sa. Tuttavia ha obbligato i teatri ad aumentare le coproduzioni e ha reso possibile la messa in scena di titoli che spesso non fanno proprio parte del repertorio. Il pubblico triestino in questo caso deve ringraziare la coproduzione con il Teatro Opera SNG di Maribor, che si avvale delle scene gradevoli ed essenziali di William Orlandi, per la possibilità di vedere riproposta l’opera più celebre del compositore foggiano. L'impianto si basa su due pareti con colonne in stile corinzio che ruotando ricreano e circoscrivono gli ambienti dei vari quadri, mentre ai lati la scena è dominata dagli scaffali pieni di libri di qualche immensa biblioteca.

Delude la regista Sarah Schinasi che non riesce a raccontare nulla di nuovo o di particolarmente significativo in questa sua visione di Andrea Chénier, in cui manca il dettaglio e l’approfondimento sui singoli. Sono parse poco riuscite specialmente le scene iniziali - probabilmente anche a causa delle (sparute) masse - che lasciano alquanto confuso lo spettatore.Evitabili le proiezioni durante la scena in cui si racconta del primo incontro fra Maddalena e Gérard. Ben realizzati ma semplici i costumi di Jesus Ruiz.

Non si capisce bene dove Kristian Benedikt metta la voce, che risulta piuttosto adenoidale e sorda, ma in qualche modo capace di sfogare in acuto. Il suo Andrea Chénier è appassionato sulla scena, ma le mancanze sul piano vocale non gli permettono una realizzazione a tutto tondo del poeta francese.

Svetla Vassileva risolve con mestiere la parte di Maddalena: sa stare benissimo in scena e il suo personaggio è ben pensato e sviluppato, sebbene la caratterizzazione risulti leggermente esasperata. Al netto di un registro acuto piuttosto oscillante, la voce è lucente e di quelle che aumentano notevolmente di ampiezza man mano che si sale sul pentagramma. Il fraseggio è attento, vario e mai banale. L’artista ha potuto giocare al meglio le sue carte nella sua grande aria – davvero stupenda l'introduzione del violoncello - e nel duetto finale.

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