Quest'anno la stagione lirica e di balletto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si è conclusa con la Carmen di Bizet, sicuramente l’opera più celebre e, purtroppo, attuale del compositore francese.
Lo spettacolo ideato da Carlo Antonio De Lucia assieme ad Alessandra Polimeno è di impostazione tradizionale e ambienta la vicenda in una Spagna da cartolina con le sue piazze assolate, gli edifici in pietra, le montagne e le maioliche. Un allestimento piacevole, anche grazie agli appropriati costumi di Svetlana Kosilova e alle luci curate dallo stesso De Lucia.
Il lavoro del regista sui singoli è evidente e ben calibrato, mentre andrebbe approfondito quello sulle masse, che con l’eccezione di qualche personaggio specifico, risultano piuttosto statiche. Nel complesso un allestimento rassicurante dunque, che non ha turbato gli animi degli spettatori triestini presenti alla prima.
Per quanto riguarda i cantanti, su tutti ha spiccato per personalità Ketevan Kemoklidze, che è riuscita a dar vita a una Carmen a tutto tondo, fiera, libera ma anche fragile. Balla, ammicca, è sensuale senza essere mai volgare e vista la bella figura è anche credibile: il che non è scontato. La voce non è rigogliossisima, ma il mezzosoprano è sempre corretto, variegato e fortunatamente evita effettacci da virago.
Ruth Iniesta riconferma la bella prova dello scorso novembre come Elvira ne i Puritani. La cantante spagnola riesce infatti a dare un senso al personaggio di Micaela che spesso rischia di scadere nel banale e patetico. Il canto è sempre sorvegliato e alla ricerca di sfumature, la voce luminosa e sonora in tutti i registri. Speriamo torni spesso a Trieste.
Molto buona anche la prestazione delle altre due donne del cast, Rinako Hara e Federica Carnevale, rispettivamente Frasquita e Mercédès.
Più sottotono il versante maschile. Gaston Rivero ha la voce giusta per Don José per quanto riguarda volume e colore. Inoltre, al netto di un’emissione abbastanza ingolata, fraseggia bene e smorza anche il si bemolle de 'La Fleur'. Tuttavia risulta meno sciolto in scena e il personaggio pare poco caratterizzato, se paragonato al resto del cast.
L’Escamillo di Domenico Balzani è baldanzoso e guascone sia vocalmente che scenicamente. Probabilmente limare qualche eccesso avrebbe favorito l’intonazione, che spesso risultava poco a fuoco.
Solidi e affidabili il Moralès di Clemente Antonio Daliotti e i contrabbandieri di Carlo Torriani e Carlo Torriani. Un po’ macchietta lo Zuniga di Fulvio Valenti.
Oleg Caetani dirige una Carmen soporifera e povera di colori già a partire dall’ouverture, tanto da beccarsi un “Maestro sveglia!”. La musica manca di mordente, per quanto l’esecuzione sia corretta e proceda senza intoppi. La narrazione è spesso slentata, priva di quella tensione di fondo che dovrebbe pervadere numerosi momenti dell’opera, ma anche i momenti più lirici scorrono senza lasciare traccia.
Un po’ opaca la prestazione del coro guidato da Francesca Tosi, bene i Piccoli Cantori della Città di Trieste.
Buon successo di pubblico per tutti quanti.
Andrea Bomben
LA PRODUZIONE
Maestro Concertatore e Direttore Oleg Caetani
Regia e luci Carlo Antonio De Lucia
Scene Carlo Antonio De Lucia e Alessandra Polimeno
Costumi Svetlana Kosilova
Coreografie Morena Barcone
Maestro del Coro Francesca Tosi
GLI INTERPRETI
Carmen Ketevan Kemoklidze
Don José Gaston Rivero
Escamillo Domenico Balzani
Micaëla Ruth Iniesta
Frasquita Rinako Hara
Moralès Clemente Antonio Daliotti
Mercédès Federica Carnevale
Zuniga Fulvio Valenti
Le Dancaïre Carlo Torriani
Le Remendado Motoharu Takei
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti dal Maestro Cristina Semeraro
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con la Kitakyūshū City Opera
Foto Teatro Verdi Trieste
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