La 94ª Stagione della Società dei Concerti di Trieste ha vissuto uno dei suoi momenti più alti con l'appuntamento del 2 febbraio scorso. Il palcoscenico del Teatro Verdi ha ospitato l'Accademia Bizantina, guidata da Ottavio Dantone, per la presentazione di un progetto di eccezionale respiro culturale: Baroque Anatomy.
Questa iniziativa, che si svilupperà in sei volumi discografici tra il 2025 e il 2028, si propone di esplorare l'integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach trattandoli come "organi" di un unico corpo vivente. Il capitolo presentato a Trieste, Baroque Anatomy #5 – The Eye, elegge l'occhio come simbolo della percezione necessaria per cogliere il fitto dialogo tra i solisti, offrendo un'esperienza immersiva che lega il capolavoro bachiano a musiche affini per geografia o genesi. Nello specifico, l'ensemble ha tracciato un viaggio filologico e sensoriale attraverso il genio di tre pilastri del Settecento tedesco: J.S. Bach, il figlio Carl Philipp Emanuel e l'amico e collega Georg Philipp Telemann, mostrando come ogni brano nasca da forme preesistenti per spingersi verso la perfezione formale.
L'esecuzione ha beneficiato di un punto di vista peculiare: quello di musicisti italiani che affrontano il rigore tedesco. Come sottolineato da Dantone, mescolare la cultura degli "affetti" mediterranei con la scrittura bachiana produce risultati sorprendenti, permettendo di far emergere gli influssi emotivi ed estetici che collegano queste due sponde della cultura europea.
La serata si è aperta proprio con il Concerto Brandeburghese n. 5 BWV 1050. In questa esecuzione, il trio solista composto da Alessandro Tampieri (violino), Marcello Gatti (flauto traverso) e dallo stesso Dantone al clavicembalo, ha saputo restituire la modernità di una partitura che sancì il passaggio della tastiera da ruolo di supporto a protagonista assoluto. La celebre e monumentale cadenza del clavicembalo nel primo movimento è stata eseguita da Dantone con una nitidezza tale da far comprendere come proprio da queste note sia nato il moderno concerto per pianoforte.
Il percorso è proseguito con il Concerto in mi minore TWV 52 di Georg Philipp Telemann e il Quartetto in la minore Wq 93 di Carl Philipp Emanuel Bach. In entrambi i brani si è notata la capacità dell'ensemble di evidenziare le connessioni stilistiche: l'eleganza fluida di Telemann e lo "stile galante" del figlio di Bach sono apparsi come tasselli fondamentali di un'unica anatomia musicale. La scelta della viola nel quartetto di C.P.E. Bach ha creato un contrasto timbrico affascinante, fungendo da ponte tra lo sfavillio del flauto e il tocco del cembalo.
Il programma si è chiuso con il Concerto triplo BWV 1044 di Bach padre, una magistrale rielaborazione di lavori precedenti che ha mostrato l'Accademia Bizantina in uno stato di grazia per equilibrio e trasparenza polifonica. La concertazione di Dantone e il virtuosismo mai autoreferenziale di Tampieri e Gatti hanno offerto una lettura "viva" e palpitante, lontana da ogni accademismo. Al termine del programma ufficiale, l'ensemble ha concesso un piccolo bis al pubblico che, seppur non numerosissimo, si è dimostrato molto caloroso e prodigo di applausi.
La recensione si riferisce al concerto di lunedì 2 febbraio 2026.
Andrea Bomben
SOCIETÀ DEI CONCERTI DI TRIESTE
94ª Stagione Concertistica
BAROQUE ANATOMY #5
GLI INTERPRETI
ACCADEMIA BIZANTINA Ensemble barocco su strumenti antichi
OTTAVIO DANTONE Maestro al Cembalo e Direttore
ALESSANDRO TAMPIERI Violino (Concertmaster)
MARCELLO GATTI Flauto Traverso
IL PROGRAMMA
JOHANN SEBASTIAN BACH Concerto Brandeburghese n. 5 in re maggiore BWV 1050 per flauto traverso, violino, cembalo e archi
GEORG PHILIPP TELEMANN Concerto in mi minore TWV 52 per flauto, violino e archi
CARL PHILIPP EMANUEL BACH Quartetto in la minore Wq 93 per flauto, viola e cembalo
JOHANN SEBASTIAN BACH Concerto triplo in la minore BWV 1044 per flauto, violino, cembalo e archi
Foto Società dei concerti di Trieste
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