SATYRICON, BRUNO MADERNA - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, 25 GENNAIO 2023

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Era il 16 marzo 1973 quando fu rappresentato per la prima volta a Scheveningen, in Olanda, il Satyricon di Bruno Maderna. A dire il vero una sorta di Ur-Satyricon era stato presentato negli USA nel ‘71 quando l’autore mise in scena un progetto denominato Satiricon per gli studenti del Berkshire Music Center assieme a Ian Strasfogel, coautore del libretto.
Ora, a distanza di 50 anni, la Fondazione Teatro la Fenice di Venezia ha deciso di riproporre il titolo nell’ambito della stagione del Teatro Malibran anche per ricordare la scomparsa del proprio concittadino avvenuta poco dopo la prima. L’opera si basa sul romanzo di Petronio (o meglio sull’episodio più famoso cioè la cena di Trimalcione) in cui lo scrittore attraverso l’utilizzo di personaggi caricaturali e le loro mirabolanti avventure vuole rappresentare la decadenza della società romana. A questo punto è interessantissimo esaminare come Maderna si muove in modo praticamente parallelo per ideare la sua composizione: tanto quanto il libro satirico usa linguaggi e stili narrativi vari (poesia, prosa, dialetti) così la musica alterna esperimenti e stili diversi come ad esempio canti gregoriani, Sprachgesang, a momenti lirici con vere e proprie arie e cabalette per arrivare fino al declamato più ostentato. Al polistilismo della partitura inoltre si accompagna il multilinguismo del libretto che utilizza il latino per gli argomenti filosofici, l’inglese per le parti narrative, il francese per le situazioni amorose e il tedesco quando si parla del denaro e del potere. Non contento, sono state aggiunte pure delle citazioni musicali che spaziano fra Verdi, Wagner, Bizet, Weill, Puccini, Gluck, Offenbach, Čajkovskij e che, nascoste, evidenti o stravolte, creano un effetto grottesco, comico o addirittura straniante – su tutti l’utilizzo del valzer di Musetta mentre Trimalchio parla della sua tomba.

 

Il risultato finale è un’opera in un atto dal carattere volutamente aleatorio: le 21 sezioni infatti - composte da 16 numeri chiusi vocali e strumentali e 5 intermezzi su nastro magnetico (Introduzione, Erotica, Awakening Trimalchio and animals e Nastro n.5) - sono liberamente interscambiabili tanto da essere pubblicate in fascicoli singoli non numerati per volere dello stesso Maderna.

Alessandro Cappelletto ha deciso di ricomporre questo puzzle musicale in funzione dello spettacolo di Francesco Bortolozzo - per tale motivo le frasi di Quartilla vengono assegnate a Fortunata e il personaggio di Scintilla viene sostituita dall’oboe – ed è riuscito a garantire la fusione fra il versante visivo e quello sonoro e una buona fluidità fra parte musicale dal vivo e registrazioni.

Anche il regista ha avuto il suo bel da fare nel dare una coesione visiva a tutto questo materiale estremamente eterogeneo (fra l’altro privo di dialoghi) e lo fa utilizzando 5 mimi, che con i loro movimenti coreografici connettono e donano dinamismo a dei numeri altrimenti molto statici. Per Bortolozzo poi, Trimalchio diventa il centro dell’azione e lo trasforma in un influencer che vive per esibire il proprio successo. Anche gli altri personaggi vivono di ostentazione (anche se riflessa) ma il risultato generale non è abbastanza esagerato e volgare da creare quell'effetto straniante che invece crea la musica. L’unica eccezione è il momento in cui all'apice del successo Trimalchio diventa Cristo e offre il proprio sangue ai commensali che aspettano la comunione.

Per quanto concerne i cantanti Marcello Nardis è un buon Trimalchio. Lo strumento non è bellissimo ma aiuta a caratterizzare il personaggio e in aggiunta il tenore si muove sul palco con spigliatezza, il che non è mai un male.

Positiva la prova di Manuela Custer nel duplice ruolo di Quartilla/Fortunata. Il mezzosoprano parte cauto, forse non pienamente a proprio agio nella moltitudine di stili, ma riesce comunque a emergere nei momenti prettamente più lirici.

Efficace Christopher Lemmings/Habinnas durante la grande scena della matrona di Efeso e valido l’apporto di William Corrò/Niceros, Francesco Milanese/Eumolpus e Francesca Gerbasi/Criside.

Accoglienza cortese da parte del pubblico in sala con qualche punta di entusiasmo per i singoli interpreti.

Andrea Bomben


La recensione si riferisce alla prima di mercoledì 25 gennaio 2023.

PRODUZIONE E INTERPRETI


SATYRICON
Opera in un atto
dall’omonimo romanzo di Petronio
Musica e libretto di Bruno Maderna

Direttore    Alessandro Cappelletto
Regia    Francesco Bortolozzo
Scene    Andrea Fiduccia
Costumi    Marta Del Fabbro
Luci    Fabio Barettin
Regia del suono    Giovanni Sparano

Quartilla/Fortunata                Manuela Custer
Criside                                     Francesca Gerbasi
Trimalchio                               Marcello Nardis
Habinnas                                Christopher Lemmings
Niceros                                    William Corrò
Eumolpus                               Francesco Milanese

Orchestra del Teatro La Fenice

FOTO MICHELE CROSERA