Serata speciale al Teatro Filarmonico di Verona: per celebrare i cinquant’anni dalla sua riapertura, la Fondazione Arena ha costruito un programma che tratteggia tre sguardi diversi sul Novecento – la teatralità francese, la memoria in forma di concerto, la miniatura tardiva straussiana. Un percorso raffinato e coeso, guidato da Enrico Fagone e illuminato dalla presenza del pianista Orazio Sciortino, con l’orchestra della Fondazione Arena di Verona in ottima forma. L’apertura è affidata a Poulenc. Aubade, dieci quadri su soggetto di Cocteau, è un balletto che abita la soglia tra mito e mondanità, tra nervi scoperti e rigore neoclassico. La storia di Diana sorpresa al bagno da Atteone è nota, ma il contesto della prima esecuzione – con il famoso Atteone troppo seduttivo imposto da Balanchine – restituì al brano un’aura di frizione ironica.
Qui il pianoforte di Sciortino evita ogni vezzo impressionista: attacco netto, articolazione tersa, prospettive sonore calibratissime. Fagone dirige con rigore luminoso, modellando una tavolozza precisa: legni dal timbro perfettamente profilato, ottoni ben focalizzati e mai invadenti, archi che sostengono con compattezza e linearità il discorso musicale. Il Presto tragico avanza con energia controllata, mentre nel penultimo episodio emerge uno scambio violini–pianoforte di notevole perizia: fraseggio terso, attacchi millimetrici, senso dell’incastro timbrico da autentica musica da camera. Il centro della serata è la prima esecuzione assoluta di Sentieri della memoria, Concerto per pianoforte e piccola orchestra di Orazio Sciortino, commissionato per l’anniversario del Filarmonico. Il titolo suggerisce un percorso interno, un archivio mentale in cui forme e figure ritornano trasformandosi. Il primo movimento prende avvio da un mi bemolle ribattuto dal quale si diramano superfici armoniche e linee che scorrono come una galleria di oggetti in movimento. La cadenza, ampia e sorvegliata, è quasi un recitativo introspettivo che traghetta al cuore dell’opera. La scrittura, in particolare per il pianoforte, è di difficoltà altissima: velocità estreme, sovrapposizioni virtuosistiche, incastri ritmici serrati e passaggi in cui l’interprete deve intervenire direttamente sulle corde, ampliando la tavolozza timbrica dello strumento. Sciortino affronta tutto con una lucidità tecnica impressionante, senza mai perdere la naturalezza del flusso musicale. Nel secondo movimento, Di quartieri e uomini solitari, riemerge Baggio in forma sonora: la cellula “si–la–sol–sol”, le campane distanti, il vibrafono che disegna risonanze, i pizzicati come passi nella notte. Il finale è un moto perpetuo brillante, quasi un gioco di riflessi che l’orchestra segue con prontezza, mentre Fagone mantiene la struttura in perfetto equilibrio. Al termine del concerto di Sciortino, il pianista si è congedato dal pubblico con un bis di rara finezza: Les chemins de l’amour di Poulenc, in una trascrizione pianistica realizzata dallo stesso Sciortino, eseguita con tocco morbido, senso della linea e un controllo dinamico che ha restituito tutta la malinconica grazia del brano. La chiusura è affidata a Richard Strauss, con la Sonatina n. 1 per fiati, scritta negli ultimi anni del compositore. Opera apparentemente minore, in realtà laboratorio prezioso di trasparenze, contrappunti e humour. Fagone e i fiati dell’orchestra la affrontano con chiarezza architettonica: legni che respirano come un ensemble cameristico, ottoni calibrati con eleganza, sezioni che si incastrano con una naturalezza laboriosa, quasi artigianale. Ne emerge un piccolo gioiello, luminoso pur nella sua introspezione. Il pubblico ha accolto la serata con entusiasmo, tributando a tutti gli interpreti lunghi e calorosi applausi.
Pierluigi Guadagni
LOCANDINA
Francis Poulenc – Aubade, concerto coreografico per pianoforte e 18 strumenti
Orazio Sciortino – Sentieri della memoria, Concerto per pianoforte e piccola orchestra (prima esecuzione)
Richard Strauss – Sonatina n. 1 per fiati “Aus der Werkstatt eines Invaliden”
Direttore d’orchestra: Enrico Fagone
Pianoforte: Orazio Sciortino
Orchestra: Fondazione Arena di Verona
Foto ENNEVI VERONA