La Bohème di Giacomo Puccini, torna nell'acclamato allestimento di Jean Romain Vesperini che debuttò lo scorso luglio sulle tavole del nuovo teatro Bolshoi (un secondo teatro più piccolo giusto di lato alla sala storica che permette l'alternanza opera\balletto in una programmazione pressoché giornaliera)con un cast di voci affiatato e preparatissimo, come da tradizione in questo glorioso teatro.
Un cast coeso e amalgamato alla perfezione per un'opera sì di repertorio, ma che nasconde insidie musicali e sceniche ad ogni battuta e che quindi esige cantanti dotati di schietta musicalità ed una preparazione perfetta anche dal punto di vista scenico.
E Jean-Romain Vesperini, giovane regista di questa produzione ma che vanta un curriculum impressionante per esperienza, ha pensato ad un allestimento tradizionale nel senso più felice del termine, dove mestiere e innovazione si fondono in un amalgama preciso e dinamico.
Facilitato dalle funzionali scene di Bruno De Lavenere, che permettono cambi scena rapidissimi, e dai bei costumi di Cèdric Tirado, Vesperini si gioca tutto sulla sapiente capacità di movimentare cantanti e masse in una ricerca costante di aderenza ai dettami del libretto pur con una felicissima inventiva scenica.
Soprattutto nel secondo atto, dove ben lungi dal voler sovraffollare la scena di personaggi di ogni genere e costume, riesce a catalizzare l'attenzione del pubblico più sul singolo che sull'insieme senza trascurare spettacolarità e stupore raggiunti con un uso sapiente del dettaglio.
Il versante musicale ha visto trionfare l'orchestra del Teatro Boshoi diretta da Aziz Shokhakimov, giovane ma lanciatissimo direttore d'orchestra (è Principal Guest Conductor dell'Orchestra Verdi di Milano e Kapellmeister della Deutsche Oper am Rhein) in una partitura che è uno straordinario compendio di orchestrazione di straordinaria fattura.
Shokhakinov riesce a rendere l'orchestra vera protagonista assieme alle voci, non riducendosi mai ad “accompagnare” ma stimolando di continuo il fraseggio dei vari personaggi soprattutto in quei passaggi dove l'orchestra è di assoluto rilievo come quando commenta divertita gli scambi rapidi di battute tra i quattro “bohèmiens”, le loro dispute, i loro giochi infantili e spensierati; ma è anche dominatrice dell'intero atto secondo, esuberante nella sua perfezione esecutiva.
Dinara Alieva, è una Musetta di carattere oltre che di notevole spessore musicale. Il soprano azero è parsa a proprio agio sia nel canto di conversazione sia nelle arie (bellissimo l'attacco di ma quando vien lo sgelo) tratteggiando una Mimi giovane e passionale. La voce è importante di lirico pieno, ricca di armonici e di grande fascino.
Rame Lahaj, tenore kosovaro vincitore del prestigioso premio Operalia nel 2016, è stato un Rodolfo convincente seppur con qualche riserva data da un accento un poco generico nei primi due atti, ma ha saputo riprendersi in maniera più efficace nel terzo e quarto atto. Dotato di voce gradevolissima e squillo stentoreo, riesce a sorprendere oltre che per una presenza scenica notevole, soprattutto per una generosità vocale che ultimamente latita sui palcoscenici nostrani.
Bravissimo Andrei Jilihovschi, Marcello dalla franca voce baritonale e temperamentosa, ha saputo essere interprete guascone ma allo stesso tempo capace di accenti meditati e riflessivi.
Damiana Mizzi, alle prese con il difficile personaggio di Musetta, ne è venuta a capo con onore destreggiandosi con una presenza scenica veramente notevole, unita ad una musicalità precisa e di fascino.
Nikolaj Kazansky è stato un discreto Schaunard penalizzato da una dizione non perfetta e David Leigh ha ben figurato nei panni di Colline con una bella voce di basso morbida e calda.
Buone le prove di Alexander Naumenko (Alcindoro), Valery Gilmanov (Benoit) e Marat Gali (Parpignol).
Eccellente, come di consueto, la preparazione del coro del Teatro Boshoi e rimarchevole per precisione anche la prestazione del Bolshoi theatre children's choir entrambi diretti da Valery Borisov.
Successo vivissimo per tutti da parte di un teatro generoso di applausi per tutta la compagnia artistica, soprattutto per la primadonna del Bolshoi Dinara Alieva e Rame Lachaj.
Pierluigi Guadagni
LA PRODUZIONE
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Regia Scene Costumi Lightning Designer Video Designer Direttore Del Coro |
Jean-RomainVesperini Bruno De Lavenere Cédric Tirado Christophe Chaupin Étienne Guiol Valery Borisov |
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Rodolfo |
Rame Lahaj |
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Marcello |
Andrei Jilihovschi |
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Schaunard |
Nikolai Kazansky |
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Colline |
David Leigh |
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Mimi |
Dinara Alieva |
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Musetta |
Damiana Mizzi |
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Alcindoro |
Alexander Naumenko |
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Benoit |
Valery Gilmanov |
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Parpignol |
Marat Gali |
ORCHESTRA TEATRO BOLSHOI
FOTO DAMIR YUSUPOV
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