Continua con successo il Festival Donizetti di Bergamo con questa edizione de Il castello di Kenilworth che vanta una revisione dello spartito autografo napoletano a cura di Giovanni Schiavotti. Tra le opere dedicate alla imponente figura di Elisabetta I d’Inghilterra forse non possiede la pregnanza storica di un Devereux o della Stuarda, trattando principalmente dell’intreccio amoroso tra la sovrana ed il suo favorito, la segreta moglie di costui ed il perfido Warney, e semplificando così sia il più crudo romanzo di Walter Scott, che la vera storia d’Inghilterra. Musicalmente però ascoltiamo magnifici duetti ed intense arie intrecciate da un racconto musicale denso e carico di tensione crescente che segue e sostiene, scavalcando forse, gli eventi stessi. Le due voci femminili di Elisabetta ed Amelia a confronto, più incisiva l’una e più ‘docile’ l’altra, i due tenori parimenti in contrasto tra il più acuto e sinuoso Leicester ed il più ‘aggressivo’ Warney, sono elementi succulenti per un melange musicale ghiotto che fa ben presagire la fortuna dei componimenti a venire. A sostegno di uno studio filologico alla base di questa edizione abbiamo avuto anche il piacere di riascoltare la glassarmonica in orchestra, cosa ormai più unica che rara per le opere che ne prescrivevano l’utilizzo.
Lo spettacolo di Maria Pilar Pérez Aspa sembra non voler aggiungere nulla di proprio a quanto i personaggi possono esprimere con la mera presenza sul palco. Difatti grazie all’idea scenica di Angelo Sala gli interpreti, magnificamente vestiti da Ursula Patzak, si muovono continuamente su di una piattaforma semovente, i cui percorsi sembrano indicare un infinito punto di arrivo che chiaramente mai potrà esser raggiunto. Tra le palpitazioni di Elisabetta e le manie di grandezza dello scudiero Warney qui assurto a religioso, si pone in primo piano la cella di Amelia in cui, anche in senso figurato, la propria esistenza sembra finire, salvo poi miracolosa svolta per sovrana magnanimità. Leicester pare quasi travolto dagli intrecci in corso, forse più debole e per questo più agognato dai romantici cuori femminili.
Jessica Pratt è una Elisabetta statuaria che pur cedendo alle pulsioni di un cuore ufficialmente legato solo al suo popolo, resta comunque nella sua aurea di intoccabilità e sacralità, consona peraltro all’immagine popolare dei reali inglesi. Tecnicamente sicura come ci ha abituati, si permette quanto desidera per sottolineare come la sua scrittura musicale sia consona al ruolo istituzionale. Carmela Remigio come Amelia offre dal canto suo musicalità e sensibilità di donna dal cuore ferito ma forte nello spirito. La voce uniforme e limpida sostiene un ruolo quasi frenato dalla presenza della potente regina, ma che sfoga tutta la sua intensità vocale e sentimentale nella bellissima aria ‘Par, che mi dica ancora’ con la suggestiva armonica. Francisco Brito è un Leicester forse un po’ freddo all’inizio, ma a voce calda il bel suono si amplia, il canto diventa più sciolto e l’interpretazione convincente. Il suo rivale per il cuore di Amelia è l’ implacabile Warney di Stefan Pop, qui visto come detto una sorta di religioso sacrilego. Il tenore utilizza al meglio il suo particolare timbro robusto dalle striature ambrate, a sostegno di un ruolo cantato con crescente passione quasi rasentando lo spasimo, tale è il coinvolgimento in scena. A chiudere il cast sono Dario Russo come Lambourne e Federica Vitali come fedele Fanny.
Riccardo Frizza a capo della Orchestra Donizetti Opera dirige con compostezza quasi regale il materiale donizettiano. Le voci sono rispettosamente accompagnate ma anche sorrette da un suono morbido, talvolta secco, che cura uniformità e compattezza, creando di volta in volta la giusta atmosfera in scena. Il coro è preparato da Fabio Tartari.
Applausi di gradimento da parte di un pubblico manifestamente soddisfatto.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Riccardo Frizza
Regia Maria Pilar Pérez Aspa
Scene Angelo Sala
Costumi Ursula Patzak
Lighting design Fiammetta Baldiserri
Aiuto regista Federico Bertolani
Assistente ai costumi Nika Campisi
GLI INTERPRETI
Elisabetta Jessica Pratt
Amelia Carmela Remigio
Leicester Francisco Brito
Warney Stefan Pop
Lambourne Dario Russo
Fanny Federica Vitali
Orchestra Donizetti Opera
Coro Donizetti Opera
Maestro del coro Fabio Tartari
Nuovo allestimento e produzione della Fondazione Teatro Donizetti
Foto Gianfranco Rota
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