CONCERTO F. MENDELSSOHN B, ELIAS - ACCADEMIA NAZIONALE DI S.CECILIA, ROMA GIOVEDI’ 09 FEBBRAIO 2023

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Mendelssohn stava già lavorando all' Elias quando gli fu chiesto di dirigere il Festival estivo di Birmingham del 1846 e, se possibile, di portare con sé un nuovo oratorio. Completato dopo qualche disaccordo con il librettista (il suo amico pastore Julius Schubring, che voleva "tenere basso il drammatico ed elevare l'elemento sacro"), l'oratorio è stata tradotto in inglese da William Bartholomew per la sua prima. Il pubblico inglese, di ferma convinzione vittoriana, si beò dei pii sentimenti declamati nel lavoro, tanto che divenne immediatamente molto popolare, un punto fermo delle società corali secondo solo al Messia di Handel, sebbene la sua versione originale non ottenne mai lo stesso successo in Germania.

Dopo la trasmissione live streaming avvenuta nel 2021 a causa della chiusura delle sale da spettacolo per la pandemia e diretta allora dal suo Direttore Musicale Antonio Pappano, l’ultimo oratorio composto da Mendelssohn integralmente, torna a Santa Cecilia.

Questa volta troviamo Daniele Gatti sul podio e il coro e l’orchestra romani sono finalmente integri nella loro imponente presenza.

"Dateci una risposta", implora il coro nella prima parte dell'Elias, ma di volta in volta nessuno risponde, nemmeno un colpo di tosse si perde nell'ampia ellisse della sala Sinopoli del Parco della Musica. L'atmosfera è tesa per tutte le due ore abbondanti di durata senza intervallo, il dubbio e la disperazione sono le direzioni di questa serata, in cui tutte le persone coinvolte fanno di questo oratorio un'esperienza in tutta la sua impressionante drammaticità. I primi cupi accordi della maledizione introduttiva annunciano già un inevitabile disastro: non ci sarà rugiada né pioggia per tre anni. L'orchestra ed il coro avanzano nella sala in modo minacciosamente inquietante, insieme raccontano la storia dell'Antico Testamento del profeta Elia, inviato da Dio sulla terra per punire i miscredenti, dovrà attraversare una valle di dubbi su se stesso per condurre quella che crede essere la vera fede, alla vittoria e ascendere al cielo.

Daniele Gatti  si avvicina alla musica di questo oratorio  in maniera intima ed espansiva, modellando le frasi musicali di questa partitura in maniera amorevole con agogiche che non sembrano mai volutamente spinte all’eccesso. L'interpretazione di Gatti è piena di contrasti, tesa e inevitabile. Il direttore esplora l'intera duttilità dell'orchestra, qui dove la musica di Mendelssohn non è semplicemente magniloquente, ma solleva le grandi domande dell'essere.  Brani  come "Herr, mein Gott, vernimm mein Flehn" e "Dank sei dir, Gott" ad esempio risentono dell’indulgere meditativo di Gatti e del suo gesto sempre ponderato, pur non mancando mai nella partecipazione emotiva, generosità espressiva e aderenza anche “fisica” alle note scritte.

Si distinguono tutti e quattro i solisti, il soprano Marlis Petersen, voce di sostanza, straordinariamente pura nella gamma alta del rigo, il contralto Michèle Losier è convincentemente vendicativa nel suo ruolo di Jezebel e giudiziosamente benevola nelle altre parti a lei affidate. il tenore Bernard Richter  è deciso nell'espressione e dolce nel tono soprattutto nell’ arioso di Obadiah “So ihr mich von ganzen Herzen suchen”.

Splendidamente in parte l’Elias di Jordan Shanahan. privilegia il taglio duro dei tempi violenti del profeta piuttosto che la gentilezza del pastore. Incarna l'uomo di potere, formidabile dominante in quello che è, in fondo, il “suo” oratorio.

Autorevole nella declamazione, vigoroso nella sua aria “Ist nicht des Herrn Wort wie ein Feuer”, Shanahan offre uno psicodramma impressionante del personaggio di Elias tra la severità imperiosa di un violento ribelle e la sofferenza di un dubbioso malinconico e rassegnato.

Di fronte a lui c'è la forza vocale perfetta del Coro di Santa Cecilia ancora una volta preparato splendidamente da Piero Monti, dal quale provengono anche le voci soliste impegnate nel brano “Heilig, Heilig, Heilig ist Gott” come pure la voce bianca di Bianca Maria Argan.

Accoglienza trionfale al termine per tutti gli interpreti con numerose chiamate da parte di un pubblico concentratissimo.

 

Pierluigi Guadagni 

 

LA LOCANDINA

F. Mendelssohn

Elias oratorio dall’Antico Testamento 

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

direttore Daniele Gatti

maestro del coro Piero Monti 

soprano Marlis Petersen (La vedova)

contralto Michèle Losier (La Regina)

tenore Bernard Richter (Il Re Ahab e Obadia)

baritono Jordan Shanahan (Elia)

 

soprano I Sara Fiorentini *

soprano II Maura Menghini*

contralto I Francesca Calò*

contralto II Margherita Tani*

voce di fanciullo  Bianca Maria Argan* 

*artisti del coro

Foto gentilmente concesse dall'Accademia di Santa Cecilia