
Atmosfera completamente diversa dal lavoro visto a Trento è lo spettacolo intitolato Gaia di Hannes Kerschbaumer, altro vincitore del Fringe Festival - Opera 20.21. Il libretto nasce in collaborazione con Gina Mattiello (anche performer vocale) e Raoul Schrott, autore di Erste Erde, Epos e Die Wüste Lop Nor: Novelle .
Anche questo spettacolo si presenta in una veste molto grafica ed impressionistica, tendente cioè a creare in chi assiste una sorta di shock visivo che permetta di concentrare l’attenzione più sul visivo che su quanto ascoltato. Lo stesso Kerschbaumer, insieme a Federico Campana e Gina Mattiello, ci porta in una desolazione di frammenti immersi in una coltre di fumo opprimente, nel buio quasi totale, con pochissimi elementi opera di Natascha Maraval, a testimonianza di un mondo straziato dall’ennesima catastrofe. Su tutto brilla la eccellente performance vocale di Gina Mattiello, che per circa un’ora di spettacolo è impegnata in un monologo, alternato a voce registrata di Eleonora Burcher, totalmente in tedesco. Dispiace che solo in pochi momenti didascalici sia stata fornita una traduzione in sovratitoli italiani per chi non conosce la lingua tedesca, poiché molto si è perso del senso di smarrimento della protagonista in scena. Siamo infatti in una Terra desolata e post catastrofica, con conseguente estinzione degli esseri viventi, i cui unici esemplari rimasti sono completamente carbonizzati. La protagonista è un’astronauta sopravvissuta allo schianto della sua navicella, che si trascina tra questi corpi deformi e residui di un pianeta irriconoscibile, come fosse capitata a Fukushima o Nagasaki tra macerie e corpi dilaniati.

