Curioso programma quello presentato nel concerto del 25 maggio scorso al Teatro Verdi di Padova nell’ambito della stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, che ha visto accoppiati nella stessa serata la luminosità del Concerto n. 1 op. 11 di Chopin con quell’inno alla sublime Morte rappresentato dalla Sinfonia n.14 di Dmitri Shostakovich.
Felicissimi di ritrovare il pianista russo-lituano Lukas Geniusas, uno dei giovani talenti del pianoforte più apprezzati nel panorama del concertismo internazionale, guidato dalla bacchetta di Oleg Caetani.
Lo Chopin di Geniusas non delude certo, soprattutto sul piano tecnico. Di una tecnica ferrea e impeccabile, il pianista lituano fa notevole sfoggio nelle complessità dei due movimenti estremi, l'Allegro Maestoso iniziale, sciorinato con vertiginosa scorrevolezza, e il Rondò terminale, esposto con energia trascinante. Nella Romanza centrale, risulta forse fin troppo misurato, piuttosto avaro di rubati e cedevolezza e dunque poco indulgente ai mielosi sentimentalismi cari a Chopin. Resta il fatto che Geniusas lavora con suono sempre plastico, giostrato con la nonchalance di chi sa esattamente quanto osare senza mai fingere o scadere nel cattivo gusto. Anzi, l'articolazione appare sfacciatamente fresca, naturale nel dominio di colori e dinamiche, inconfondibile nella personalità dell'interprete.
