Foto Monteverdi Festival

SELVA MORALE E SPIRITUALE ,
musiche sacre di Claudio Monteverdi e musiche strumentali di Giovanni Gabrieli, Dario Castello, Giovanni Paolo Cima - Monteverdi Festival Cremona

Splendido concerto per perfezione stilistica ed esecutiva, quello al quale abbiamo assistito nell'ambito del Monteverdi Festival, lunedì 21 giugno dove Federico Maria Sardelli a capo dell'ensemble “Modo Antiquo” ha confezionato una silloge dei brani più “teatralmente” rappresentativi dalla “Selva morale e spirituale” del compositore cremonese.

Raccolta di quaranta composizioni sacre (le prime cinque – indicate come canzoni o madrigali morali – in italiano e le altre in latino), del 1641 e dedicata a Eleonora Gonzaga, figlia del duca Vincenzo I che Monteverdi aveva servito per più di vent’anni a Mantova prima di trasferirsi a Venezia, rappresenta la più voluminosa raccolta sacra del compositore e la summa di quasi trent’anni di impiego come maestro presso la Cappella di San Marco.

A Venezia, dove i fulmini restrittivi del Concilio di Trento giunsero spuntati, gelosa di una sua “laicità” nonostante i formali ossequi alla Chiesa di Roma, la Serenissima amò ritenersi sempre una zona franca , aperta ai dissensi politici e ideologici e ospitando non di rado fuoriusciti  e intellettuali non graditi ad ambienti di stretta osservanza papalina. L’ambito dell’arte religiosa, è quello in cui più lente si insinuano le innovazioni e più rigide vivono le tradizioni : se la scuola romana, con Palestrina ai suoi vertici, rappresentò un ritorno ad una vocalità “pura”, ad una polifonia semplice e solenne, Venezia costituisce il contraltare dissenziente, continuando a riempire le sue chiese di imponenti architetture sonore in cui le voci umane e i timbri strumentali si intrecciano in un gioco fantasioso e brillante.

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Illustrazione di Pierluigi Longo

DON PASQUALE inaugura Estate al Parco della Musica di Parma

DON PASQUALE

INAUGURA ESTATE AL PARCO DELLA MUSICA DI PARMA

L’opera di Gaetano Donizetti torna a Parma dopo 28 anni

nel nuovo allestimento firmato da Pier Francesco Maestrini,

con protagonisti Laura Giordano, Antonio Mandrillo,

Federico Longhi, Pablo Galvez, Giulio Riccò,

diretti da Ferdinando sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani. Per i più piccoli il laboratorio Al Parco con Don Pasquale di Opera EducationAs.Li.Coin collaborazione con Giocampus.

Parco della Musica

30 giugno, 7, 9, 11 luglio 2021, ore 21.30

Don Pasqualedi Gaetano Donizetti inaugura mercoledì 30 giugno 2021 alle ore 21.30(recite il 7, 9, 11 luglio 2020, ore 21.30) Estate al Parco della Musica, la rassegna realizzata dal Teatro Regio di Parma e da La Toscanini sotto le stelle del Parco della Musica di Parma, uno dei luoghi più affascinanti della città, accanto all’Auditorium Nicolò Paganini firmato da Renzo Piano e al Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, avvolti dalla frescurae dal verde del Parco che li circonda.

L’opera del compositore bergamascotorna a Parma dopo 28 anni in un nuovo allestimento firmato da Pier Francesco Maestrinie realizzato in coproduzione con l’Ente Luglio Musicale Trapanese, con scene e video di Guillermo Nova, i costumi di Luca Dall’Alpi, le luci di Andrea Borelli, i movimenti coreografici di Michele Cosentino. Ferdinando Sulla, sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, dirige la partitura nella riduzione orchestrale di Casa Ricordi a cura di Enrico Minaglia, con protagonisti Laura Giordano (Norina), Antonio Mandrillo (Ernesto), Federico Longhi (Don Pasquale), Pablo Galvez (Dottor Malatesta), Giulio Riccò (Notaio).

 “Come molte delle opere spiritose di Donizetti, - scrive il regista nelle sue note - il riadattamento in chiave moderna di Don Pasquale funziona quasi sempre, considerando il tipo di intreccio privo di connotazioni storiche e incentrato sui rapporti amorosi. Solitamente come collocazione si predilige la Roma del dopoguerra per poter attingere a una fonte di ispirazione importante quale il neorealismo italiano, o il decennio successivo quando lo sviluppo di Cinecittà ha contribuito a ridefinire l’immagine dell’Italia in pieno boom economico”.

“Considerando che nel libretto nulla rimanda a una collocazione romana ottocentesca tranne che per quanto indicato nelle didascalie, ho sempre pensato che questa commedia brillante potesse essere riletta alla luce del proibizionismo degli anni’20-’30 e della grande depressione degli Stati Uniti, quando si andava affermando lo stereotipo del gangster italoamericano del ‘Don’ del ‘Padrino’, da Al Capone a Lucky Luciano”.

“Più che alla saga di ‘Don’ Vito Corleone, il nostro ‘Don’ Pasquale strizza l’occhio più alle commedie incentrate su quel tema, partendo da Bulli & Pupe di Mankiewicz, passando per Pallottole su Broadway di Woody Allen fino a The Hudsucker Proxy dei Cohen (la cui versione italiana porta l’infelice titolo di Mister Hula Hoop, che non sarebbe proprio un gangster-movie, ma ci è servito ugualmente soprattutto per l’incredibile ambientazione decó dell’imponente ufficio del boss che domina la Grande Mela)”.

“Mi piaceva infatti l’idea che la nostra Norina affrontasse senza timori, fino a dominarlo e metterlo nel sacco, un personaggio senza scrupoli e temuto da tutti, invece che un anziano e bonario benestante romano, in modo da offrire molti più spunti comici ai personaggi ed esasperarne le esperienze”.

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RICCARDO MUTI EMOZIONA L’ARENA DI VERONA PER I 150 ANNI DI AIDA – SABATO 19 GIUGNO 2021

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