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Apertura straordinaria per la Fondazione Arena di Verona con l’Aida di Giuseppe Verdi che compie 150 anni dalla sua prima rappresentazione ed il Maestro Riccardo Muti che appone la sua firma sulla rappresentazione inaugurale. Da profondo conoscitore del Maestro delle Roncole, costantemente votato allo scavo della partitura ed alla ricerca di ciò che l’autore chiede venga eseguito nelle sue composizioni, il Maestro ha sempre dichiarato di avere una particolare propensione per Verdi a cui ha dedicato e continua a dedicare tutto il suo impegno, coinvolgimento e passione, forse più di qualsiasi altro compositore.
Spettacolo proposto in forma di concerto, che se anche non offre le stesse emozioni di un allestimento completo, in questo caso ha permesso di creare un particolare feeling tra orchestra, cantanti e Direttore, così attento a tirar fuori da ciascuno l’anima del proprio personaggio, a catturarne lo spirito tanto quanto in uno spettacolo con movimenti scenici, costumi e quant’altro. Emozione pura ogni gesto, espressione, cadenza: tutto in funzione della parola, questo elemento tanto spesso bistrattato e dimenticato da chi cerca solo una prestazione vocale per esibire le proprie qualità timbriche. Le voci stesse sono esaltate da un intimismo che sottolinea qualità tecniche e duttilità che solo le grandi interpretazioni possono sfoggiare. Grazie al Maestro Muti le frasi, il loro significato, il loro accento, tutto concorre a dare valore alla vicenda ed ai suoi immortali personaggi. Così ottiene la stessa intensità interpretativa da ogni sezione dell’orchestra della Fondazione Arena. Si sente quanto lavoro c’è dietro ogni dettaglio, ogni suono mai esagerato ed accuratamente ricercato che diventa esso stesso parola assieme agli interpreti.
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Proclamati i vincitori del Concorso lirico Tullio Serafin
Si è concluso il 14 giugno al teatro Olimpico di Vicenza, il Concorso lirico Tullio Serafin che, dopo le tappe a Roma, Milano e Madrid, ha portato nella città palladiana la sua straordinaria finale.
I sedici finalisti concorrevano per l’assegnazione di uno dei ruoli presenti nell’opera “Mitridate, Re di Ponto” di Mozart, che verrà eseguita il 9 e 12 settembre al Teatro Olimpico durante il festival “Vicenza in Lirica”. Vincitrice per il ruolo di Aspasia è stata Nina Solodovnikova, per il ruolo di Sifare Darija Auguštan, per il ruolo di Arbate Gloria Giurgola, per il ruolo di Farnace Franko Klisović e infine, per il ruolo di Ismene Martina Licari. Non è stato aggiudicato il ruolo di Marzio. Non avendo ricevuto alcuna iscrizione per il ruolo di Mitridate, la direzione artistica ha affidato la parte a Shanul Sharma. Sono stati assegnati anche due premi speciali, l’uno messo a disposizione dalla Fondazione Renata Tebaldi rappresentata da Barbara Andreini ed un secondo dal Concorso lirico Internazionale Ottavio Ziino rappresentato da Wally Santarcangelo. La Fondazione Renata Tebaldi ha scelto di premiare Darija Auguštan e Martina Licari con un concerto durante le celebrazioni a San Marino 2022 dedicate a Renata Tebaldi, ugualmente il Concorso Ziino ha premiato Veronica Marini con un concerto inserito nella loro programmazione.
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COMUNICATO STAMPA
Orchestra della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento:
un nuovo Direttore Artistico per una nuova Stagione
Nel momento in cui il pubblico è tornato a frequentare le sale da concerto e tutti i luoghi di spettacolo, la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento presenta la nuova Stagione Sinfonica, la prima a recare il sigillo del compositore Giorgio Battistelli come Direttore Artistico. Una Stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti, anche inediti nella loro fisionomia, di nomi importanti della scena musicale, di autori di ieri e di oggi.
«Nel proiettarci verso la nuova Stagione, rivolgo innanzitutto un sentito ringraziamento, mio personale e a nome dell’Orchestra e di tutta la Fondazione, a Daniele Spini, che per nove intensi anni ha collaborato con noi come Direttore Artistico», dichiara Paul Gasser, Presidente della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, «E saluto Giorgio Battistelli, che sicuramente saprà guardare al futuro facendo tesoro del passato per valorizzare ulteriormente il patrimonio dell’orchestra».
«Vogliamo proseguire nel percorso di innovazione che abbiamo tracciato: è nostro desiderio svilupparlo ancor più», afferma Valeria Told, Direttrice Generale della Fondazione, «In questi anni abbiamo seminato molto e molto stiamo raccogliendo: la Fondazione Haydn è un laboratorio di idee nel quale le arti si incontrano e si intrecciano. Musica, opera, danza, nuove tecnologie coabitano in armonia nel nostro pensiero e nella nostra quotidiana azione culturale».
Per Giorgio Battistelli «questo incarico è una novità, una sorpresa, che non mi aspettavo. A convincermi ad accettarlo è il forte desiderio da parte della Fondazione Haydn di lavorare in una prospettiva europea. Una scelta che è fonte di attese per i musicisti della stessa orchestra e un dono per il suo pubblico. Un dono meraviglioso, di questi tempi. La Fondazione Haydn è un’Istituzione moderna, tra le pochissime in Italia che hanno lo sguardo e l’orecchio proiettati in avanti. E questo è il motivo principale che mi ha spinto a intraprendere questa nuova avventura».
«L’Orchestra Haydn possiede delle forti caratteristiche peculiari che la rendono unica: la sua collocazione geografica e culturale la pone come ponte tra Est e Ovest, tra la Mitteleuropa e il Mediterraneo. È per sua natura un’orchestra interculturale», prosegue Battistelli, «La prossima Stagione partirà da questa vocazione per guardare lontano, per compiere un viaggio in tutto il mondo». «E nel nostro percorso avremo anche occasione di riflettere sul ruolo delle stesse orchestre nell’oggi: dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, nuove modalità di interrelazione tra orchestre e pubblico. Un’orchestra - ne sono sempre più convinto - deve essere generatrice di pensieri. Mi piace pensare al professore d’orchestra come a un artista d’orchestra. Cioè a un musicista capace di muoversi stilisticamente e tecnicamente nella vasta letteratura musicale dal Settecento al Domani».
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Vicenza, giugno 2021 Comunicato stampa
Con grande ottimismo, fiducia nelle Istituzioni e desiderio di far ripartire il Teatro dal Vivo, l’associazione Concetto Armonico annuncia un cartellone ricco di appuntamenti, la maggior parte aventi come protagonisti giovani artisti che nonostante le grandi potenzialità, per troppo tempo sono rimasti privi di LAVORO, nell’impossibilità di crescere a livello artistico ed impostare la loro già impegnativa carriera. Con questo spirito, grazie anche ai grandi artisti amici del Festival, si aggiunge al cartellone di “Vicenza in Lirica” anche “Vicenza in Lirica fuori le Mura” che coinvolge altre città attratte dalla programmazione e dal livello della manifestazione prodotta interamente nella città palladiana.
Vicenza. La soddisfazione di Simona Siotto, assessore alla Cultura del Comune di Vicenza, è grande: dal 28 agosto al 12 settembre si terrà l’ottava edizione del Festival.
"E' una grande soddisfazione essere qui oggi ad annunciare la nuova edizione del Festival Vicenza in Lirica che anche quest'anno nasce grazie alla creatività e all'impegno del direttore artistico Andrea Castello ma non meno alla collaborazione con le istituzioni, prima di tutto l'amministrazione comunale. Ancora una volta Andrea punta sui giovani, nella comune convinzione che sia proprio sui giovani che dobbiamo scommettere: anche loro, specie chi lavora nella cultura e nello spettacolo, sono stati fra i più colpiti dalle conseguenze negative della pandemia. Sono convinta che per quanti avranno la possibilità di essere sul palcoscenico del Teatro Olimpico sarà un segno vero ed emozionante di rinascita".
Il direttore artistico di Vicenza in Lirica Andrea Castello, ha affidato al saluto tutta la sua grande soddisfazione e gratitudine nei confronti delle istituzioni, degli artisti e dei partner .
Il festival, ideato e promosso dall’associazione Concetto Armonico, gode della collaborazione, il sostegno e il patrocinio del Comune di Vicenza, il patrocinio della Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Archivio storico Tullio Serafin, Teatro La Fenice. Gode dell’alto patrocinio del Parlamento europeo per la serata benefica del 29 agosto e si sviluppa grazie all’appoggio fondamentale di sponsor privati, partner e collaborazioni.
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Comunicato Stampa, Palermo giugno.2021
L’ESTATE DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO AL TEATRO DI VERDURA
La Fondazione Teatro Massimo annuncia il programma della stagione estiva che dal 4 luglio al 10 agosto proporrà al Teatro di Verdura, nel parco di Villa Castelnuovo, un cartellone ricco di suggestioni musicali e grandi ospiti internazionali che coinvolgerà tutti i complessi artistici della Fondazione, dall’Orchestra al Coro al Corpo di ballo alle Formazioni giovanili. Inaugura il programma il direttore musicale Omer Meir Wellber con due capolavori musicali del Novecento e il cinema di Ejzenstejn. Seguono due opere della trilogia popolare di Verdi, Traviata e Trovatore con due star internazionali come Pretty Yende e Angela Meade. A seguire l’imperdibile recital del tenore peruviano Juan Diego Florez e due grandi spettacoli di danza, Giselle, con le étoile Alina Cojocaru e Timofej Andrijashenko, e Les Italiens de l'Opéra de Paris, un Gran Gala con i primi ballerini e i solisti italiani della più prestigiosa compagnia di danza al mondo. In programma anche la prima esecuzione assoluta della suite sinfonica Irene of Boston con il sax di Francesco Cafiso e in chiusura le formazioni giovanili del Teatro Massimo, orchestra e cori, in concerto. Abbonamenti in vendita da sabato 19 giugno e biglietti da sabato 26 giugno.
“La Fondazione Teatro Massimo continua a dare il proprio prestigioso contributo all’uscita dal tunnel della pandemia con u
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SONIG TCHAKERIAN VIOLINO, ANDREA LUCCHESINI PIANOFORTE
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Raggiunge il trentesimo compleanno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza e noi abbiamo scelto il concerto dell’11 giugno, in replica domenica 13, per godere di un altro degli appassionati appuntamenti musicali che questo Festival regala appunto da trenta anni a questa parte. Finalmente riapre la città e speriamo si possa tornare veramente ad una normalità che sembrava un miraggio fino a qualche mese fa e dunque pian piano torna un po' di leggerezza, nonché tanta voglia di ascoltare buona musica per pensare semplicemente a godersi una bella serata. Coraggiosissimi gli organizzatori a fissare un concerto proprio in concomitanza con la prima partita della Nazionale di calcio agli Europei, ma possiamo dire che il pubblico ha risposto con calore ed anche buona frequenza, considerando comunque le limitazioni di posti ancora vigenti per la pandemia, complice anche un clima favorevole e non ancora caldissimo.
L’Orchestra di Padova e del Veneto ha accompagnato, o meglio accolto tra le sue onde musicali, il pianista Andrea Lucchesini e la violinista e direttore artistico del Festival Sonig Tchakerian.
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Lunedì 14 giugno alle ore 20.30 si svolgerà il concerto finale del Concorso al cospetto di una giuria internazionaleSono 16 i giovani cantanti lirici che prenderanno parte al concerto della finale del Concorso lirico Tullio Serafin previsto per lunedì 14 giugno alle ore 20.30 al Teatro Olimpico di Vicenza. Gli artisti finalisti under 32, presentatisi per aggiudicarsi uno dei ruoli in Concorso per l’opera “Mitridate, Re di Ponto” di W. A. Mozart (che sarà eseguita presso il Teatro Olimpico di Vicenza durante il Festival Vicenza in Lirica 2021 il 9 e 12 di settembre) sono stati scelti durante la fase “eliminatoria” del Concorso che ha avuto luogo in tre differenti e significative sedi: il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro Real di Madrid. Durante il concerto, che sarà aperto al pubblico, si esibiranno Darija Auguštan, Nicolò Balducci, Federica Cassati, Aloisia de Nardis, Aurora Faggioli, Antonia Fino, Gloria Giurgola, Franko Klisović, Martina Licari, Veronica Marini, Barbara Massaro, Luigi Morassi, Marilena Ruta, Nile Senatore, Nina Solodovnikova e Claudia Urru. Il programma musicale, accompagnato al pianoforte dal M° Alessandro Marini, comprenderà l’esecuzione di arie e recitativi tratti dall’opera in concorso “Mitridate, re di Ponto” di Mozart. Due saranno le giurie presenti all’Olimpico: una avrà il compito di assegnare i ruoli dell’opera a sei dei finalisti (eccezion fatta per Mitridate per il cui ruolo non si è presentato alcun candidato) ed un’altra, formata da critici musicali e giornalisti, assegnerà il “Premio della critica Lukas Franceschini” ad uno dei finalisti. La prima giuria sarà composta da Dominique Meyer, Sovrintendente del Teatro alla Scala e Presidente del Concorso, Pierangelo Conte (direttore artistico del Teatro Carlo Felice di Genova), Barbara Frittoli (soprano), Sara Mingardo (contralto), Marco Tutino (compositore), Marco Angius (direttore d’orchestra), Eleonora Pacetti (responsabile “Fabrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma), Barbara Andreini (direttore artistico Fondazione Renata Tebaldi), Sherman Lowe (docente di canto ), Wally Santarcangelo (direttore artistico del Concorso Lirico Internazionale Ottavio Ziino) e Andrea Castello (direttore artistico del festival Vicenza in Lirica e presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin).
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Comunicato stampa
L’elisir d’amore
Il Teatro Carlo Felice riporta l’Opera in scena, a pieno organico
e con l’allestimento del melodramma giocoso di Donizetti, per la storica scenografia realizzata da Emanuele Luzzati
celebra il genio dell’artista genovese, nel centesimo anniversario della nascita
Teatro Carlo Felice
Giovedì 10 giugno, venerdì 11 giugno, mercoledì 16 giugno 2021 ore 20.00
Sabato 12, domenica 13 giugno 2021, alle ore 15.00
Genova, 4 giugno 2021 – La produzione de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti conclude la Stagione 2020-2021 del Teatro Carlo Felice con un omaggio nel centenario della nascita a Emanuele Luzzati, di cui propone una delle scenografie più celebri, realizzata nel 1994 per l’allora “Teatro dell’Opera di Genova”, con gli storici costumi di Santuzza Calì.
L’allestimento, per la nuova regia di Davide Garattini vede Alessandro Cadario, maestro concertatore e direttore salire sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, protagonisti in scena i solisti dell’Accademia di alto perfezionamento per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice, con la direzione artistica di Francesco Meli.
Melodramma giocoso in due atti scritto da Gaetano Donizetti nel 1832 su libretto del genovese Felice Romani L’elisir d’amore si ispira alla vicenda de Le Philtre di Daniel Auber, su libretto di Eugène Scribe, in voga a Parigi in quegli stessi anni. Nei due soli atti di una vicenda di ispirazione agreste - il semplice Nemorino, innamorato della bella e scaltra Adina, si fa raggirare dal ciarlatano Dulcamare che gli propone un magico filtro d’amore - Donizetti riesce musicalmente condensare gli affetti propri del genere comico e del semiserio. A questi amalgama la dimensione metateatrale, in una commedia degli equivoci e degli intrighi a lieto fine, di grande vitalità melodica, la cui trama, pronta a “scattare” come una trappola, si riavvolge ironicamente attorno al destino dei personaggi.
La vicenda, piena di fantasia, di freschezza, viene esaltata dalla scelta di Luzzati di ambientare l’intera vicenda a cielo aperto, nel quadro di un’ambientazione classica: le quinte, il boccascena, un albero richiamano un’iconografia tipicamente ottocentesca, utilizzando semplici dispositivi (siparietti, al più) per ricreare le ambientazioni intimistiche, e sgombrano il terreno all’arrivo dirompente del carro-armadio di Dulcamara, che assolve al compito di dispiegare “telescopicamente” i diversi interni, in una contemporaneità di spazio e tempo che riporta alle fondamenta illusionistiche e favolistiche del linguaggio dell’opera.
“L’elisir d’amore, nel suo genere è una delle opera più perfette, scriveva Emanuele Luzzati nelle sue note sull’allestimento dello stesso titolo al Carlo Felice nel 2004: una musica leggera, ma senza mai cadute; un libretto spiritoso, frasi orecchiabili e poi punti di forza: uno nel primo atto con la cavatina di Dulcamara e l’altro nella celebre romanza, cavallo di battaglia di tutti i tenori leggeri “una furtiva lagrima”. Ed è con leggerezza e semplice efficacia che Luzzati risolve una mise en scène nata strutturata in una serie di tableaux vivants caleidoscopici, tra cui si insinuano riferimenti alla dimensione meta-teatrale, come attraverso la presenza in scena di una poltrona: quella su cui sedeva il nonno dello stesso Luzzati, per narrargli la storia di Nemorino e Adina, quella su cui si siederanno gli innamorati per condividere, oggi, i loro progetti e, un domani, i loro racconti e ricordi.
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 Illustrazione di Sara Rambaldi Con il patrocinio di Ministero della Difesa e Ministero della Cultura REGIO OPERA FESTIVAL - A Difesa della Cultura Torino, Cortile di Palazzo Arsenale 15 giugno - 22 settembre 2021 |
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Da martedì 15 giugno a mercoledì 22 settembre, nello splendido Cortile di Palazzo Arsenale (in Via dell’Arsenale 22 a Torino, Sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito), si terrà il Regio Opera Festival. A Difesa della Cultura. Il Teatro Regio propone quattro mesi di intensa programmazione artistica tra opere, concerti e appuntamenti per bambini e famiglie. Il Festival si realizza con il patrocinio del Ministero della Difesa e del Ministero della Cultura e grazie al Main Partner Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo, con il contributo di Reply, Federfarma Torino con Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino e Farmacares, e Sipal. Appuntamento, dunque, per la serata inaugurale di martedì 15 giugno alle ore 21 con L’elisir d’amore, capolavoro di Gaetano Donizetti.
Rosanna Purchia Commissario Straordinario del Teatro Regio: «Per rappresentare il Festival abbiamo scelto un’immagine di rinascita e libertà, e mai come oggi mi sento fiera di presentare il frutto del nostro lavoro ricco, di proposte e destinato a un pubblico variegato, reso possibile grazie alla sinergia tra i soggetti coinvolti, che ringrazio per la dedizione e la tenacia che hanno dimostrato. La magnifica cornice del Cortile di Palazzo Arsenale, gioiello settecentesco nel cuore della città inaugurato nei giorni scorsi dopo un accurato restyling (realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, di Intesa Sanpaolo e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino), accoglierà un palco di 500 metri quadri e una platea per mille spettatori in assoluta sicurezza. Da giugno a settembre i cittadini e i turisti potranno finalmente riprendere consuetudine con l’arte, la musica e lo spettacolo dal vivo. Assisto con trepidazione in questi giorni al susseguirsi degli annunci di riaperture di festival estivi in Città e nel nostro Paese: mai come ora – con il miglioramento della situazione epidemiologica del Covid-19 e sempre con modalità responsabili – sentiamo il desiderio di tornare a un’esperienza di normalità. Lo spettacolo dal vivo è condivisione, partecipazione, sicurezza, fiducia, basi fondanti del sentirsi parte di una comunità».
«Il Teatro Regio ringrazia le Istituzioni che lo hanno accompagnato in questo percorso, i sostenitori, i partner e gli sponsor, senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare il Festival, il Ministero della Difesa e il Ministero della Cultura, che riconoscono il valore sociale e culturale della iniziativa» così Guido Mulè, Direttore generale del Teatro Regio. Un ringraziamento particolare va al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, che mette a disposizione la sede, e al suo Comandante, Generale di Divisione Salvatore Cuoci che dichiara: «Le Forze Armate sono vocazionalmente al servizio del Paese e l’operato di questi ultimi anni è una testimonianza costante di sempre maggior efficacia in ogni settore d’intervento, anche quelli meno tradizionali. Ciò ha fatto emergere un più ampio ruolo delle Forze Armate nell’assicurare la Difesa e la Sicurezza del Paese e degli italiani anche nell’ambito sanitario, come abbiamo ben sperimentato nella recente pandemia. Da qui il concetto di Difesa della Cultura, delle nostre origini, dei valori identitari e con essi del Teatro. Questo è il motivo per il quale, con entusiasmo e “a Difesa della Cultura” aderiamo a questo progetto convinti che esso possa essere foriero di altre analoghe iniziative e che tutte le Istituzioni debbano concorrere alla riconquista della normalità».
La Camera di commercio di Torino prosegue il proprio impegno con il Regio nel segno di una lunga collaborazione che la vede al fianco della vita artistica del Teatro, come sottolinea il Presidente Dario Gallina: «La conferenza stampa di oggi nel Palazzo Arsenale rappresenta al meglio la tanto attesa riapertura dei nostri spazi, delle architetture e dei palazzi aulici per i quali Torino è conosciuta nel mondo. Allo stesso tempo il Teatro Regio ci presenta la ricca programmazione dell’Opera Festival e con essa la ripresa degli spettacoli dal vivo e dell’aggregazione sociale. È un momento importante per tutta la città e soprattutto per la cultura e il turismo, settori strategici del nostro territorio, a cui la Camera di commercio di Torino ha fatto sentire il proprio sostegno in questi gravi momenti e al fianco dei quali continuerà a essere nella ripartenza».
La Fondazione Piemonte dal Vivo, la cui collaborazione è importante mezzo di diffusione della nostra musica in Regione; dichiara Matteo Negrin, Direttore della Fondazione: «Siamo felici di poter presentare in anteprima una proposta del tutto rinnovata, che abbiamo costruito a favore del territorio regionale: è l’inizio di una nuova visione che vuole superare il concetto di decentramento e con cui l’eccellenza artistica del Teatro Regio si offre al più grande palcoscenico del Piemonte».
Si aggiungono per la prima volta: Reply, società specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni innovative nei servizi digitali, Federfarma Torino insieme all’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino e a Farmacares, grazie ai quali il Regio potrà sostenere e realizzare in sicurezza i tamponi e i test diagnostici per il personale e gli artisti impegnati nei tre mesi di programmazione; Sipal, società di ingegneria leader nei settori aerospaziale, automotive, elettronica, con un expertise consolidato nell’ambito del supporto logistico.
Il programma messo a punto da Sebastian F. Schwarz, Direttore artistico del Teatro Regio, propone sei opere, di cui due cammei settecenteschi, dieci concerti, due opere per bambini e una lezione aperta di avvicinamento al canto corale: «Un programma piacevole e popolare capace di mettere in risalto le qualità delle compagini artistiche del Regio, cui si affiancano interpreti giovani e di talento che riusciranno ad aggiungere freschezza e brio a opere immortali; un cartellone pensato per la gioia di stare all’aperto e ascoltare grande musica dal vivo».
Quattro opere di altrettanti rappresentanti del repertorio italiano costituiscono l’asse portante del festival. Capolavori pensati per riconquistare o per far nascere la passione per l’opera. Cominciamo con L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti (15, 18 e 20 giugno ore 21), gioiello perfetto capace di trasmettere con immediata bellezza una storia d’amore impossibile, tra situazioni molto comiche e molto romantiche. Matteo Beltrami, specialista del repertorio, sale sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio affrontando la più leggera, comica e sentimentale tra le partiture di Donizetti, in uno spettacolo ambientato nelle atmosfere anni ’50 firmato dal regista Fabio Sparvoli. Interpreti di eccezione Mariangela Sicilia, Bogdan Volkov, Marco Filippo Romano e Giorgio Caoduro. In scena, il coloratissimo allestimento con le scene di Saverio Santoliquido e i costumi di Alessandra Torella Andrea Secchi è il maestro del coro. A luglio sarà la volta di Madama Butterfly di Giacomo Puccini (3, 7 e 9 luglio ore 21), «l’opera più sentita e suggestiva che io abbia mai concepito», come ebbe a definirla lo stesso autore. Una storia che racconta la tenerezza, il trasporto e la cruda disillusione che travolgono la protagonista, Cio-Cio-San, cui darà voce Rebeka Lokar, indimenticata Turandot al Regio nel 2018. Il tenore Antonio Poli veste i panni di Pinkerton, Alessio Verna e Sofia Koberidze sono Sharpless e Suzuki; la produzione, nell’adattamento drammaturgico di Vittorio Sabadin, vede sul podio di Orchestra e Coro del Regio il maestro Stefano Ranzani, graditissimo ritorno al Regio dopo molti anni; la regia è di Vittorio Borrelli. Andrea Secchi istruisce il coro. Titolo verista per antonomasia, Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (7, 10 e 12 agosto ore 21) risuonerà ad agosto nell’interpretazione del direttore Stefano Montanari alla guida delle compagini artistiche del Regio. Il soprano spagnolo Davinia Rodríguez, la star internazionale cilena Jonathan Tetelman e il baritono georgiano Misha Kiria sono i protagonisti di questa celebre “commedia che finisce in tragedia”, una cruenta storia di gelosia e passione tratta da un fatto di cronaca. La messa in scena di Anna Maria Bruzzese, con gli elementi scenici di Paolo Ventura creati per il nostro allestimento, faranno rivivere il clima del cinema neorealista.
Si torna a sorridere con il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (11, 15 e 18 settembre ore 21), opera buffa per antonomasia, innervata di uno slancio vitale frenetico e turbinoso, un “caos organizzato” come lo definì Stendhal. Rossini vi racconta la storia di un amore funestato da un vecchio, ma riscattato dall’inimitabile figura del factotum più famoso nella storia della musica, Figaro. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio torna Nikolas Nägele, dopo il felicissimo esordio al Regio per il Matrimonio segreto del 2020. Sul palco, Jack Swanson, Miriam Albano e Andrej Žilikhovskij, un team di splendide giovani voci. Collaudatissimo l’allestimento del Regio firmato dai nostri Vittorio Borrelli alla regia e Claudia Boasso per le scene, con i costumi di Luisa Spinatelli.
In mezzo ai titoli del grande repertorio brillano due gustosissimi cammei settecenteschi, diretti antenati di quello che è poi diventato il genere dell’opera buffa. Sarà come vedere (quasi) la stessa storia – una storia di riscatto ed emancipazione femminile piena di gag e situazioni comiche – attraverso le penne di due autori: Giovanni Battista Pergolesi per La serva padrona (17 e 20 luglio ore 21), e Georg Philipp Telemann per Pimpinone o le nozze infelici (24 e 27 luglio ore 21), mai eseguito a Torino. Il nostro valente Giulio Laguzzi dirige l’Orchestra del Regio; in scena, per entrambi i titoli – con la regia affidata a Mariano Bauduin – Marco Filippo Romano e Francesca Di Sauro, entrambi applauditissimi nel memorabile Così fan tutte recentemente diretto al Regio da Riccardo Muti. Tutte queste sei produzioni vedranno particolarmente impegnate le forze della Direzione Allestimenti scenici del Regio: il direttore Claudia Boasso, la responsabile della sartoria Laura Viglione, il responsabile degli elettricisti Andrea Anfossi, che curerà il disegno luci per tutti gli spettacoli.
A cento anni dalla nascita, il 12 luglio alle ore 21 rendiamo omaggio a Giorgio Strehler, un grande artista del Novecento che tanto ha contribuito al rinnovamento della regia nel teatro di prosa e nell’opera. Strehler 100. Parole e musica per Giorgio Strehler ripercorre, attraverso lettere autografe, brani teatrali e appunti di prove, la vita artistica del grande regista. In scena, tre attrici molto legate al suo lavoro: Margherita Di Rauso, Andrea Jonasson e Pamela Villoresi, con la regia di Lluís Pasqual, altro grande inventore di teatro che di Strehler fu assistente in gioventù. L’esecuzione musicale è affidata al Quartetto del Teatro Regio di Torino, costituito dalle prime parti dell’orchestra, insieme al pianista Carlo Caputo. Una produzione Spoleto Festival dei Due Mondi in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa e Teatro Regio Torino.
Moltissima la musica che si potrà ascoltare in questo Festival: appuntamento clou il 30 luglio ore 21 per il Concerto di mezza estate con Orchestra e Coro Teatro Regio Torino. Per la prima volta sul podio del Regio il maestro Juraj Valčuha, che propone un incantevole programma tutto russo, tra musiche per balletto – L’estate dalle Stagioni di Glazunov, la suite da Spartacus di Chačaturjan, le Danze polovesiane di Borodin – e il celebre Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij. Tutto il periodo è poi costellato di concerti intepretati dagli Ensemble orchestrali del Regio e dal Coro del Teatro. L’Orchestra d’Archi con Stefano Vagnarelli maestro concertatore proporrà il 17 giugno alle ore 21 un programma classico (musiche di Mozart, Rossini, Boccherini, Donizetti) e il 10 luglio (ore 21), con Sergey Galaktionov maestro concertatore e violino solista, un accostamento di grande successo delle Stagioni di Vivaldi con le Estaciones porteñas di Piazzolla. Il Coro del Regio, diretto dal maestro Andrea Secchi, è impegnato in due serate, il 23 giugno e il 17 settembre sempre alle ore 21, all’insegna del romanticismo sulle musiche di Fauré, Čajkovskij, Rossini e Brahms; l’Ensemble di Fiati e Percussioni e quello di Ottoni e Percussioni, con i loro programmi eclettici, troveranno nell’esecuzione all’aperto un contesto particolarmente efficace: gli appuntamenti sono per il 3 settembre ore 21 (musiche di R. Strauss, Weber e Mozart dirette da Andrea Mauri) e il 14 settembre ore 21 con un programma pot-pourri diretto da Giulio Laguzzi. I concerti del 17 giugno, 10 e 12 luglio e del 14 settembre sono realizzati in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo.
Nei mesi di giugno e di settembre, il Regio dedica una programmazione specifica alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi; incontro e partecipazione nel nome della musica tornano a essere, finalmente, occasioni dal vivo al termine di un anno così difficile che ha visto per molti studenti alternarsi modalità didattiche online e in presenza. Il primo appuntamento è l’Open Day a ingresso gratuito del 19 giugno alle ore 10 con il Coro di voci bianche e gli allievi dei corsi di Avvicinamento, Laboratorio e Disciplina corale della Scuola di Canto per voci bianche che, istruiti dal maestro Claudio Fenoglio, saranno impegnati in una lezione aperta per far conoscere le proprie attività. Due le opere dedicate ai bambini: Dolceamaro e la pozione magica e Riccioli di Barbiere, fortunate e divertenti produzioni con i testi adattati da Vittorio Sabadin che sanno avvicinare e appassionare all’opera i giovanissimi. Il 21 giugno alle ore 18.30 va in scena Dolceamaro e la pozione magica, opera pocket dal melodramma giocoso L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e il 20 settembre alle ore 18.30 Riccioli di Barbiere, opera pocket dal melodramma buffo Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Entrambe le produzioni sono made in Regio e dedicate ai bambini dai 3 ai 10 anni e alle loro famiglie. Quarantacinque minuti di divertimento assicurato, grazie alla partecipazione dell’attrice Giorgia Goldini nel ruolo di narratrice, e di un cast giovane e frizzante. Il 10 settembre infine, alle ore 18.30 un concerto con il Coro di voci bianche del Teatro Regio diretto da Claudio Fenoglio con musiche di Bizet, Mozart, Offenbach, Puccini, Verdi, Fauré, Vaughan Williams, Rutter e Chilcott.
La Banda dell’Esercito, diretta dal Maggiore Filippo Cangiamila è stata inviata a chiudere il Regio Opera Festival. A Difesa della Cultura.
Senso di appartenenza alla comunità è anche non dimenticare chi vive situazioni di disagio e di fragilità. L’Impegno del Regio prosegue e dedica l’incasso delle prove generali delle quattro opere principali ad Associazioni che operano sul nostro territorio, e dunque al sostegno di quattro specifici progetti: L’elisir d’amore a “Il Giardino del Sole”, nato dall’idea di Edoardo Casolari e coordinato dalla Federazione fra Associazioni di Volontariato Ospedale Infantile Regina Margherita - Sant’Anna ODV (Federvolontari) con la collaborazione della Città di Torino, per la realizzazione di un’area giochi nel piazzale antistante l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino; Madama Butterfly a Fermata d’Autobus Associazione Onlus a favore della comunità residenziale “Fragole Celesti” per le donne vittime di violenza; Pagliacci per sostenere la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus di Candiolo e in particolare l’acquisto di una nuova apparecchiatura per la Tomotherapy, per i trattamenti radioterapici ai pazienti oncologici; Il barbiere di Siviglia al progetto “La patente per ripartire”, a cura della Caritas Diocesana Torino in collaborazione con l’Agenzia Piemonte Lavoro - Centro per l’Impiego di Torino, destinato a persone disoccupate di aziende in crisi. BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI Biglietti e Festival Card in vendita online su //www.teatroregio.torino.it Prezzi dei biglietti L’elisir d’amore - Madama Butterfly - Pagliacci - Il barbiere di Siviglia: € 30 - 40 - 50 La serva padrona - Pimpinone: € 20 - 30 - 40 Concerti e Omaggio a Strehler: € 10 - 15 Dolceamaro, Riccioli di Barbiere e Concerto del Coro voci bianche: € 5 (posto unico) Giovani (under 30): riduzione del 20%
Festival Card 10: € 200. 10 biglietti, a scelta tra opere e concerti; la stessa card può anche essere utilizzata da più persone per lo stesso spettacolo. Festival Card 6: € 120. 6 biglietti, a scelta tra opere e concerti; la stessa card può anche essere utilizzata da più persone per lo stesso spettacolo. Festival Card Giovani 10: € 100. Riservata agli under 30; 10 biglietti, a scelta tra opere e concerti; la stessa card può anche essere utilizzata da più persone per lo stesso spettacolo. Piemonte dal Vivo Quartetto: € 30. Comprende i quattro concerti del 17 giugno, 10 luglio, 12 luglio e 14 settembre. Voucher: è possibile acquistare i biglietti e le card utilizzando i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti del Teatro Regio annullati causa Covid-19 (con esclusione dei quattro concerti di Piemonte dal Vivo, per i quali sarà possibile utilizzare i voucher di PdV). Biglietti Open - Una Serata al Regio: è possibile acquistare i biglietti utilizzando i biglietti Open - Una Serata al Regio. Info-Point: presso l’Ingresso Uffici del Teatro Regio (piazza Castello 215) è aperto un Info-Point per informazioni e assistenza al pubblico con orario 10-14 dal lunedì al venerdì; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Lo stesso servizio sarà attivo un’ora prima degli spettacoli al Cortile di Palazzo Arsenale (via dell’Arsenale 22). Info-Tel: è attivo un servizio telefonico per informazioni e assistenza al pubblico con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 10-18; sabato 10-13 Tel. 011.8815.241; biglietteria@teatroregio.torino.it.
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TITOLO “Quando ti danno un premio la prima cosa da non fare è credere di meritarselo”
“Uomo di grandi intuizioni e intelligenza critica, custode di memorie con lo sguardo rivolto alla contemporaneità e al futuro, attento alla formazione di un nuovo pubblico e alla circolazione di compositori e giovani interpreti. Per restituirci un mondo dove la musica fa parte della vita quotidiana”: questa la motivazione con cui è stato assegnato a Michele Dall’Ongaro il Premio Pordenone Musica 2020. Una consegna che causa pandemia ha dovuto attendere un anno e rappresenterà un unicum (probabilmente il premio 2021 salterà), ma ha trovato il pubblico pordenonese più pronto che mai a voler tornare nel suo teatro per festeggiare questo momento.
Le celebrazioni, come di consueto ormai, sono iniziate già a partire dal pomeriggio con appuntamento in compagnia del Sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia moderato da Maurizio Baglini, direttore musicale del Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone.
Fin da subito Dall’Ongaro si dimostra intrattenitore esperto e capace di conquistare la simpatia del pubblico, esordendo con “Quando ti danno un premio la prima cosa da non fare è credere di meritarselo”: ma al contrario deve servire come incentivo a continuare a fare, e meglio, ciò per cui si è stati premiati. Durante quasi un’ora di incontro-lezione ha parlato a ruota libera della sua vita, di musica e di vita per la musica, riuscendo persino a trovare un trait d’union fra Lully e i Måneskin, dimostrandosi capace di saper strizzare l’occhio anche ai più giovani presenti in sala.
A concludere questo aperitivo è stata una piccola chicca regalata alla città che lo ha premiato: la prima assoluta di un nuovo movimento in appendice alla composizione Autodafè, cinque modi di andare alla forca, scritta dall’accademico nel 1989. La suite pianistica racconta i diversi punti di vista di cinque condannati a morte a cui si è aggiunto un sesto movimento, quello che ci presenta la prospettiva del carnefice - come ha detto lo stesso autore durante l’introduzione all’ascolto. Maurizio Baglini, dedicatario del nuovo brano, ne restituisce tutta l’estraneità.
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L’INIZIATIVA: Il Teatro Verdi di Trieste inaugura l’attività artistica 2021-2022 con un appuntamento speciale, un concerto in memoria delle vittime della pandemia, riservato alle categorie che durante l’emergenza sanitaria hanno lavorato in prima fila. L’EVENTO: lo Stabat Mater, di Gioacchino Rossini, sarà eseguito il 12 giugno, al Teatro Verdi di Trieste, con inizio alle ore 20. Il concerto sarà diretto da Valerio Galli, soprano Anastasia Bartoli, mezzosoprano Cecilia Molinari, tenore Matteo Macchioni, basso Gabriele Sagona. Maestro del Coro Francesca Tosi. Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi. Sarà una serata molto importante per il teatro e per la città, perché segnerà la ripresa dell’attività con il pubblico in presenza. LE MODALITA’ DI ADESIONE: Saranno messi a disposizione una serie di biglietti, contingentati, per medici, infermieri, operatori sanitari, Forze dell’Ordine e i lavoratori della grande distribuzione (supermercati). Chi appartiene a queste categorie, per richiedere il biglietto, dovrà inviare una email dal 1 al 6 giugno, a sovrintendenza@teatroverdi . Ogni persona, nell’email, dovrà indicare nome, cognome, numero di telefono (necessari ai fini delle misure di sicurezza e del tracciamento) e allegare una foto del cartellino/badge che attesta l’appartenenza a una delle categorie indicate. Ogni persona potrà indicare al massimo un accompagnatore, per il quale dovrà scrivere, sempre nella email, nome, cognome e numero telefonico.
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Parchi di Nervi, Genova, Villa Grimaldi Fassio
29 giugno – 2 agosto 2021
Biglietti in vendita dal 29 maggio 2021
alla Biglietteria del Teatro Carlo Felice
e su Vivaticket, Happyticket e Ticketone
Info: www.nervimusicballetfestival.it
La musica, il balletto, il teatro ritornano a fiorire al Nervi Music Ballet Festival 2021, in scena nella spettacolare cornice dei Parchi di Nervi da martedì 29 giugno a lunedì 2 agosto 2021. Sei nuove produzioni del Teatro Carlo Felice in prima esecuzione assoluta e una prima italiana, un progetto artistico ambizioso, dal nuovo naming e branding internazionale, e dall’emozionante veste grafica consacrano la nuova edizione della manifestazione, a 67 anni dalla nascita del Festival Internazionale del Balletto di Nervi.
Il Nervi Music Ballet Festival è dedicato alla memoria di Carla Fracci, che al Festival Internazionale del Balletto di Nervi debuttò nel 1957.
Promosso dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria e in collaborazione con il Ministero Italiano della Cultura (MIC) il Nervi Music Ballet Festival 2021 è organizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, in collaborazione con un bouquet d’istituzioni culturali comprensivo delle realtà di performing arts più rappresentative sul territorio cittadino: il Teatro Nazionale di Genova, la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, il Politeama Genovese. La manifestazione è realizzata grazie al supporto del main partner Iren, dell’official sponsor e food partner Esselunga, del premium sponsor Banca Passadore. Technical sponsor AMIU, AMT, Aster.
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