V. BELLINI, CAPULETI E MONTECCHI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, sabato 4 marzo 2023

V. BELLINI, CAPULETI E MONTECCHI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, sabato 4 marzo 2023

A Trieste si  sono alternate due compagnie per ‘I Capuleti e i Montecchi’ di Bellini.

Molto  diversi gli  esiti, con una prima compagnia brillantissima ed una seconda con equilibri differenti, ma comunque interessante.

La regia di Arnaud Bernard può piacere o meno, ma sicuramente  alla direzione del  Verdi va il plauso di aver proposto un importante  spettacolo, che il pubblico, con una significativa  partecipazione di   tanti ragazzi, dopo un momento di iniziale disorientamento ha apprezzato con convinzione, anche grazie alle scene di Alessandro Camera, i raffinati costumi di Carla Ricotti e le luci, non sempre  convincenti di Paolo Mazzon.

Il coro, diretto da Paolo Longo, si esprime con una solidità  vocale,  alle volte fin troppo stentorea, mentre l’orchestra, con le prime parti di  Paolo Rizzuto (corno), Marco Masini (clarinetto) e Matteo Salizzoni (violoncello), si conferma organico di grande valore, guidato con sicurezza da Enrico Calesso, che dimostra una grande sensibilità, oltre che  una solida conoscenza, della partitura e dello stile di Vincenzo Bellini.

Passiamo alle voci.

Emanuele Cordaroe Marco Ciaponi (Tebaldo) figuravano in entrambe le compagnie.

Il primo è stato un Lorenzo di corrette capacità vocali e scenicamente credibile.

Marco Ciaponi è stato un grande Tebaldo, mettendo  in evidenza un timbro limpido,  un acuto squillante,  un colore molto interessante. Il tenore riesce a non  cadere  nella trappola dell’esibizione vocale ed a plasmare una figura credibile e struggente, che già dall’aria  iniziale si presenta con toccante canto d’amore, sublimato dal confronto  con il colore ruvido di Cappellio .

La successiva ‘L’amo tanto’ è eseguita soffermandosi con raffinato approfondimento sulla parola e, senza mai  sacrificare l’aspetto musicale, riesce a pastellare  una superlativa  narrazione drammatica.

Viktor Shevcenko è un Capellio dalla difficoltosa dizione.

Sofia Koberidze è Romeo. La sua è una voce con un interessante colore,  anche se decisamente muliebre; ma, forse  anche per la giovane età dell’interprete, il ruolo del Montecchi la sovrasta, sia  vocalmente che scenicamente, tanto  che scendendo il suono perde consistenza, mentre nelle note alte si fa aspro.

Da questa situazione vocale emerge Olga Dyadiv, Giulietta,  volitiva, che dialoga con tre tipologie di uomini:  un padre insensibile ma autoreferenziale; Tebaldo, che  non riesce a vedere ricambiato il proprio amore; Romeo giovane aitante ma troppo poco incisivo.

Il soprano ucraino offre, dopo una recente e discutibile Musetta, una intensa giovane donna: educata, riservata, ma autorevole, determinata, ingenua, sensuale, spaventata, coraggiosa, arrabbiata, in una caleidoscopica tavolozza di sfumature che caratterizzano una voce che supera con bravura le difficoltà della parte, anche grazie ad una bella sintonia con la buca dell’orchestra.

Il pubblico presente, con una ampia componente di giovani, ha applaudito con convinzione tutti gli interpreti con innumerevoli chiamate in scena  ed un personale trionfo per la Dyadiv

Gianluca Macovez

 

PRODUZIONE E INTERPRETI

Maestro concertatore e direttore Enrico Calesso

Regia  Arnaud Bernard

Scene Alessandro Camera

Costumi  Carla Ricotti

Luci Paolo Mazzon

 

Giulietta   OLGA DYADIV

Romeo   SOFIA KOBERIDZE

Tebaldo MARCO CIAPONI

Capellio VIKTOR SHEVCHENKO

Lorenzo EMANUELE CORDARO

Orchestra Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

 

ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA IN COPRODUZIONE CON LA FONDAZIONE TEATRO LA FENICE DI VENEZIA E CON LA GREEK NATIONAL OPERA

Foto Fabio Parenzan