TURANDOT, FERRUCCIO BUSONI / SUOR ANGELICA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, VENERDI’ 2 MARZO 2018

Turandot---Teresa-Romano-Turandot-Enkelejda-Shkoza-Adelma

Siamo giunti all’inaugurazione della stagione lirica al Teatro cagliaritano che anche quest’anno coraggiosamente decide di aprire con un appuntamento molto inusuale, un dittico composto dalla Turandot di Busoni e Suor Angelica di Puccini, con lo scopo di richiamare certo il pubblico di affezionati, ma anche gli amanti delle chicche poco eseguite. Per distinguersi dalla massa infatti è bene proporre, oltre a titoli che il pubblico ben conosce ed ama, anche qualche rarità che potrebbe richiamare appassionati da lontano. Ecco dunque in scena la fiaba di Busoni del 1917 insieme all' opera di Puccini che del resto fu rappresentata soltanto un anno dopo, e che comunque non vanta la stessa fama delle altre composizioni del lucchese.

La Turandot di Busoni non ha niente a che vedere con quella di Puccini né musicalmente, né drammaturgicamente, poiché molto più fedele alla commedia di Gozzi e chiaramente incentrata sulle figure e le atmosfere della commedia dell’arte italiana di cui lo scrittore veneziano fu grande rappresentante nel diciottesimo secolo, in opposizione a Goldoni ed alla sua nota riforma. La figura della principessa cinese è vista in senso molto ironico, ed è circondata da figure assai comiche stile commedia italiana: Truffaldino, Pantalone e Tartaglia. E’ una donna dispotica e se vogliamo viziata, che ha il ‘vizietto’ di sacrificare tutti quelli che osano cercare di conquistarla proponendo i famosi indovinelli - suicidio. Ma allo stesso modo Kalaf è un presuntuoso, se vogliamo, che sfida con baldanza la donna di ghiaccio per dimostrarle di essere estremamente intelligente ed in grado di risolvere i tre enigmi, e dunque di conquistarla. Ovviamente così va a finire, ma senza drammi o morti sconvolgenti. Qui la schiava Adelma vuole vendicarsi di essere stata respinta in passato e svela più che volentieri il nome del principe misterioso alla padrona principessa. Insomma una favola molto più semplice, tra il tragico ed il comico, secondo il gusto della fonte. Musicalmente c’è proprio questa baldanza, vi sono echi orientali ed anche momenti di un certo lirismo, ma il compositore segue certamente la trama con leggerezza e scorrevolezza.

Lo sa fin troppo bene il regista Denis Krief che propone uno spettacolo estremamente semplice tanto nella concezione scenica che nella messa in atto. I personaggi sono delle vere e proprie macchiette, soprattutto Pantalone e Tartaglia, che continuano a mostrare striscioni didascalici pasticciati e si muovono in modo assai ridicolo. L’epoca storica è molto attigua ai giorni nostri ed i costumi rispecchiano questa idea. Vengono utilizzate delle strutture squadrate che cercano senza troppa fortuna di ricreare i luoghi della favola che quasi si trasforma in una scenetta famigliare dei giorni nostri.

A restituire un po’ di rigore ci pensa il Maestro Donato Renzetti che dirige la compagine canora e musicale con piglio sciolto, dinamicità appropriata e senza strafare, vista l’acustica particolarmente favorevole all’orchestra che di conseguenza deve contenersi in più punti per non coprire gli interpreti.

Turandot è una autorevole Teresa Romano che cattura certamente l’attenzione muovendosi a suo agio sul palco come una femme fatale, con un canto convinto ed incisivo. Non contiene però certe intemperanze nell’emissione talvolta troppo generosa, che non agevola l’interpretazione. Timothy Richards  è il suo pretendente tutto baldanza e passionalità che pur possedendo una voce morbida ed orecchiabile non risulta comunque particolarmente impressionante. Disperato per i capricci della figlia e di conseguenza severo è l’Altoum di Gabriele Sagona, che se non vanta uno strumento canoro volumetrico, può contare su un colore scuro che arriva agilmente sul grave attribuendo al suo ruolo un carattere sì autoritario ma comunque molto umano e vicino a noi. Interessante il timbro di Enkelejda Shkoza, la furba schiava Adelma, molto spigliato e di carattere Gocha Abuladze come Barak, davvero due macchiette Pantalone ed il simpaticissimo Tartaglia di Daniele Terenzi e Carlo Checchi. Filippo Adami veste i panni di un attivissimo Truffaldino, anch’egli dalla voce contenuta ma dal canto preciso ed è sciolto in scena. Vittoria Lai è la regina di Samarcanda, una cantante è Lara Rotili, mentre la schiera dei dottori è costituita da Giampiero Boi, Daniele Loddo, Moreno Patteri, Fiorenzo Tornincasa, Gionata Gilio, Luigi Pisapia, Emilio Casali, Francesco Cardinale.   Il pubblico molto folto delle grandi occasioni ha apprezzato molto più gli interpreti che lo spettacolo, probabilmente perchè più affezionato alla versione pucciniana.

Per Suor Angelica l’impianto scenico si basa sulle stesse architetture, ma disposte in modo da formare in qualche modo, o forse dare almeno l’idea, dell’opprimente clausura delle consorelle. Anche in questo caso la semplicità la fa da padrone, ma trattandosi di un dramma molto forte le protagoniste sono chiamate ad interpretare con molta intensità i loro ruoli aggiungendo tanto del proprio vissuto personale. E’ quanto fa Virginia Tola con una intensa e palpitante Suor Angelica, che forse tende a strafare per ottenere certe espressioni da una voce che sarebbe abbastanza contenuta, ma ha dalla sua una forte presenza scenica. La crudele zia è Enkelejda Shkoza, che risulta più incisiva nella zona media del suo timbro rispetto alla parte più grave dove a noi sembra meno naturale. Qui spicca più che in Turandot Lara Rotili come Badessa autorevole e convincente, bellissimo il timbro di Daniela Cappiello, alias Suor Genoveffa. Generalmente dotate di bel timbro sono le molteplici sorelle che, ognuna a suo modo, contribuiscono a circondare tanto di affetto quanto di curiosità la vita in convento della protagonista: Francesca Paola Geretto, suora Zelatrice, Aurora Faggioli, Maestra delle novizie, la suor Osmina di Vittoria Lai,  Suor Dolcina, Federica Cubeddu, la suora infermiera di  Sonia Maria Fortunato, le cercatrici Graziella Ortu e Francesca Zanatta, le novizie Beatrice Murtas e Sara Lasio, infine le converse Loredana Aramu e Caterina D’Angelo.

Anche in questo caso il Maestro Renzetti e l’orchestra del Lirico seguono con puntualità gli eventi, con un suono che si amplia ancor più nel dramma e si fa felicemente lirico in momenti topici come l’apparizione del piccolo angelo sul finale. Molto bravo e partecipe il coro tanto in Turandot che per Suor Angelica.

Il pubblico ha gradito maggiormente questa seconda parte della serata, con ovazioni per la protagonista.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA   PRODUZIONE

regia, scene, costumi e luci               Denis Krief

maestro concertatore e direttore     Donato Renzetti 
maestro del coro                                Donato Sivo
maestro del coro delle voci bianche Enrico di Maira

 

GLI    INTERPRETI  DI TURANDOT


Altoum
           Gabriele Sagona 
Turandot       Teresa Romano 
Adelma          Enkelejda Shkoza 
Kalaf              Timothy Richards 
Barak             Gocha Abuladze 

La regina madre di Samarcanda    Vittoria Lai
Truffaldino   Filippo Adami 

Pantalone       Daniele Terenzi 

Tartaglia        Carlo Checchi 

Una cantante   Lara Rotili
Otto dottori      Giampiero Boi, Daniele Loddo, Moreno Patteri, Fiorenzo Tornincasa, Gionata Gilio, Luigi Pisapia, Emilio Casali, Francesco Cardinale

 

GLI   INTERPRETI  DI  SUOR  ANGELICA

 
Suor Angelica           Virginia Tola 
La zia principessa     Enkelejda Shkoza 

La badessa                Lara Rotili 
La suora zelatrice     Francesca Paola Geretto
La maestra delle novizie   Aurora Faggioli 
Suor Genovieffa       Daniela Cappiello
Suor Osmina             Vittoria Lai 
Suor Dolcina              Federica Cubeddu
La suora infermiera             Sonia Maria Fortunato 
Le cercatrici              Graziella Ortu, Francesca Zanatta
Le novizie                  Beatrice Murtas, Sara Lasio
Le converse               Loredana Aramu, Caterina D’Angelo


Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari 
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica "Giovanni Pierluigi da Palestrina" di Cagliari

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca

FOTO PRIAMO TOLU