OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 FEBBRAIO 2018

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Arriva al Teatro Filarmonico di Verona l’Otello verdiano che nel 2012 nacque da una collaborazione fortunata tra Fondazione Arena e Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.  Giorgia Guerra riprende lo spettacolo molto concettuale che Francesco Micheli confezionò basandosi più sulle sensazioni intime del protagonista che sulla vicenda concreta. Come se gli astri condizionassero e schiacciassero i mortali, la scena è sormontata dalle costellazioni luminescenti il cui cielo cambia colore a seconda dello stato d’animo vigente in scena. Il cubo centrale che di volta in volta diventa il fulcro dell’azione, gira su se stesso creando i diversi ambienti necessari. Edoardo Sanchi non riempie oltre l’allestimento poiché ciò che importa alla regia sono le azioni e non dove vengono compiute. La mente di Otello è logorata passo passo da Jago che lo spinge verso il baratro, sì da rendere più materiale e quasi tangibile il terribile frutto dei suoi sospetti. Ombre nere impersonate dai mimi aggiungono mistero ed angoscia ai pensieri del Moro che ne resta fatalmente sopraffatto. Fondamentali le luci di Fabio Barettin, poiché tanta parte dello spettacolo si tinge dei colori dell’odio sanguigno di Jago, stemprato dal blu virtuoso del Cielo a cui è devota la sventurata Desdemona.  Silvia Aymonino disegna abiti tendenti al classico ma a nostro avviso un po’ bizzarri nel complesso per i signori uomini.

La figura del condottiero Otello è impersonata dal tenore Kristian Benedikt che come già abbiamo avuto modo di sentire si offre generosamente al ruolo dando tanto di se stesso all’interpretazione. Non mostra particolare fatica salendo in acuto, tuttavia la voce rimane piuttosto indietro e non corre in avanti arricchendosi di armonici che esalterebbero il canto. Meglio la Desdemona di Monica Zanettin, che ha dalla sua un timbro molto scuro e di corpo, il cui suono passa l’orchestra agevolmente; inoltre il soprano è capace di modularlo adattandolo ai momenti lirici o drammatici. Jago è un turbolento Vladimir Stoyanov, altra voce rotonda e calda, ottimo strumento per un ruolo sì odioso ma carico di pathos e rabbia. La consorte Emilia è una Alessia Nadin dal materiale vocale interessante che abbiamo spesso sentito in ruoli marginali, speriamo di poterne apprezzare le qualità in altre occasioni. Cassio, Mert Süngü, rimane più marginale rispetto al trio principale, una marionetta in balia delle congiure di Jago, dalla voce sinuosa ed acuta. Bella voce ha Francesco Pittari come Roderigo, ottimo l’Araldo di Giovanni Bellavia. Lodovico e Montano sono Romano Dal Zovo e Nicolò Ceriani.

Morbida ed accogliente è l’orchestra guidata da  Antonino Fogliani, il quale sembra voler mitigare gli animi in scena con un suono rispettoso di tutte le vocalità, seguendo con attenzione l’ottimo coro della Fondazione Arena preparato da Vito Lombardi, ed attribuendo ad ogni sezione il giusto ruolo in orchestra. Il suono della tempesta iniziale è sì poderoso ma mai esasperante, autoritario quando gli animi si infiammano, lirico e languido in momenti memorabili come il duetto d’amore tra Otello e Desdemona, oppure la lacrimosa Canzone del salice con successiva preghiera della sventurata protagonista. I tempi della narrazione sono adeguati allo scorrimento fluido degli eventi. Molto bravi i piccoli del coro A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani.

Successo caloroso da parte di un pubblico folto ed entusiasta con punte di gradimento per Benedikt, Stoyanov e Zanettin.

LA   PRODUZIONE

Direttore                                              Antonino Fogliani

Regia                                                    Francesco Micheli

ripresa da                                             Giorgia Guerra

Scene                                                    Edoardo Sanchi

Costumi                                                Silvia Aymonino

Lighting designer                                Fabio Barettin

 

 

GLI   INTERPRETI

Otello                                                 Kristian Benedikt 

Jago                                                    Vladimir Stoyanov                                                                

Cassio                                                 Mert Süngü

Roderigo                                            Francesco Pittari

Lodovico                                            Romano Dal Zovo

Montano                                            Nicolò Ceriani

Un araldo                                           Giovanni Bellavia

Desdemona                                        Monica Zanettin

Emilia                                                 Alessia Nadin

 

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

 

Maestro del Coro                               Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici             Michele Olcese

 

Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani

Allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Arena di Verona

FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA