L’incoronazione di Poppea chiude la triade di appuntamenti feniciani dedicati ai 450 anni dalla nascita di Monteverdi, dopo il successo dell’Orfeo e del Ritorno di Ulisse in patria, registrando un teatro gremitissimo di pubblico attento e partecipe ad ogni rappresentazione. Una bella scommessa vinta da una fondazione che vanta sempre un altissimo numero di presenze per varietà e qualità dell’offerta.
La storia della splendida seconda moglie di Nerone, citata sia negli Annales di Tacito che da Svetonio, dotata di tanta classe quanto astuzia, conserva in sé il mistero di un personaggio lontano nel tempo e facilmente assurgibile a leggenda. Vista da sempre con un aurea negativa, la classica maliarda che soggioga gli uomini a suo piacimento, fu quindi oggetto del libretto che Busenello fu chiamato a scrivere per la musica di Monteverdi nel 1642, esaltandone tanto la sensualità quanto la dolcezza che scaturisce da sentimenti nobili che comunque ella si pensa provò per l’imperatore romano. Con garbo ed eleganza le tre opere monteverdiane sono state rappresentate in forma semiscenica sul palco della Fenice, costruendo un ambiente intimo e raccolto intorno all’ensemble musicale, gli English Baroque Soloists, diretti dal magnifico Sir John Eliot Gardiner. L’effetto avvolgente intorno al cast è di una intensa immersione nei temi narrati da una musica drammatica e languida al contempo. I tempi rispettano la narrazione ed ogni interprete è seguito perfettamente dal Maestro nonostante si trovi alle spalle di ciò che accade.
Nel sottolineare una positiva uniformità del cast che mostra diversi talenti e voci particolarmente distinguibili, ricordiamo Poppea (e Fortuna all’inizio) interpretata da Hana Blažíková, maliziosa e sinuosa tanto nelle movenze quanto nella voce fresca e duttile; intensa e dotata di una voce rotonda e molto sonora la Ottavia di Marianna Pizzolato, disinvolta e corretta nel canto Silvia Frigato nel doppio ruolo di Amore e Valletto. Molto ci ha colpiti il timbro vocale, quasi mascolino nella zona grave, di Lucile Richardot, interprete di Arnalta ed anche di Venere nel finale, dalla forte presenza scenica. Il platinato controtenore Kangmin Justin Kim è un Nerone forte e volitivo, ma che si scioglie come neve alla sola vista della bella Poppea; la voce è agile ed il canto regolare ed uniforme; stesso dicasi di Carlo Vistoli il cui Ottone sembra quasi mellifluo sia nell’ agire che nel canto, bravo nelle agilità e forte di un timbro delicato e molto musicale; sempre tra i controtenori Michal Czerniawski, la nutrice, è il meno squillante del gruppo, con una voce particolarissima che riesce tanto a salire in alto quanto ad offrire un suono più scuro nei centri. Gianluca Buratto è un convincente Seneca austero e conscio del suo destino che affronta con animo nobile, perfetto il suo timbro di basso puro. Anna Dennis interpreta con disinvoltura e bel timbro uniforme e sonoro la sua Drusilla (nonché Virtù all’inizio, e Pallade). Furio Zanasi è un austero e severo Primo soldato (anche Liberto) Completano l’ottimo cast John Taylor Ward, Mercurio/Littore, Zachary Wilder, Lucano, Francesca Boncompagni come Damigella, e Robert Burt Robert Burt come secondo soldato. Preparato e molto partecipe il Monteverdi Choir .
Come detto spettacolo di gran successo con applausi trionfali per tutta la compagnia ed il Direttore.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Sir John Eliot Gardiner
Regia Elsa Rooke e Sir John Eliot Gardiner
Luci Rick Fisher
Costumi Patricia Hofstede (Atelier paradis)
GLI INTERPRETI
Poppea/Fortuna Hana Blažíková
Nerone Kangmin Justin Kim
Ottavia Marianna Pizzolato
Ottone Carlo Vistoli
Seneca Gianluca Buratto
Arnalta /Venere Lucile Richardot
Nutrice Michal Czerniawski
Amore/Valletto Silvia Frigato
Pallade /Drusilla/ Virtù Anna Dennis
Mercurio/Littore John Taylor Ward
Soldato I//Liberto Furio Zanasi
Lucano Zachary Wilder
Damigella Francesca Boncompagni
Soldato II Robert Burt
The Monteverdi Choir
English Baroque Soloists
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FOTO MICHELE CROSERA
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