Nel carnet delle star del pianismo internazionale che si sono esibite al festival del Settembre dell’Accademia, si è aggiunta anche Yuja Wang, che assieme alla Mahler chamber Orchestra, si è esibita in uno straordinario concerto sulle tavole del Teatro Filarmonico di Verona.
Programma particolarmente interessante quello proposto, che ha visto percorrere un excursus musicale che parte dal settecento di Bach e Haydn per approdare al novecento di Stravinsky e Shostakovich, fino al contemporaneo “You come here often?” di Michael Tilson Thomas eseguito tra i bis finali.
Che Yuja Wang sia una pianista anticonvenzionale ormai lo sanno tutti, bella, estrosa, talentuosa, molto eccentrica, oramai abituati ai suoi spettacolari outfit da concerto al limite del nudismo che imbarazzano le attempate mogli degli Accademici veronesi, la Wang dimostra però di avere tutte le caratteristiche per incontrare i gusti del pubblico contemporaneo. Non solo, ha anche un incredibile talento pianistico, che si materializza principalmente nell' impressionante velocità d’esecuzione unita ad un’impeccabile pulizia sonora, oltre che alla naturale predisposizione al creare atmosfere e rarefazione sonora. E la Wang non poteva trovare miglior partner della Mahler Chamber Orchestra che la asseconda, la guida e con lei gioca in un meraviglioso connubio di duttilità sonora ed espressiva.
Con la Sinfonia n.31 “Hornsignal” di Haydn che ha aperto il concerto, la M.C.O. guidata dal primo violino e concertatore Matthew Truscott, ha saputo mettere in risalto tutta la classicità, l’eleganza e il virtuosismo dei propri strumentisti richiesto in questa composizione. Soprattutto nell' Andante, dove su un ritmo di siciliana con violino, violoncello e corni da una parte e "ripieno" dall'altra, la lunga melodia ha assunto riflessi timbrici veramente notevoli.
Il virtuosismo dei componenti della M.C.O si è poi affermato in una mirabile esecuzione dell’ Ottetto per strumenti a fiato di Stravinskij. Opera composta per l’insolita combinazione di flauto, clarinetto, due fagotti, due trombe, trombone e trombone basso, ha visto nel movimento centrale, con l’esposizione del Tema al quale seguono cinque Variazioni (dove la prima funziona anche da preludio alle successive), la summa del virtuosismo raggiunto dai giovani strumentisti.
Con il brevissimo Concerto n.5 BWV 1056 di Bach, la Wang riesce a confezionare un Bach “moderno”, forse non ideale, ma sicuramente rapportato alle esigenze traspositive di oggi. Senza mai toccare il pedale di risonanza (nonostante i 14 cm di tacco…) il pianoforte della Wang nel tempo largo di mezzo è un straordinario canto nostalgico, condotto in assoluta libertà musicale sopra il pizzicato degli archi.
Con il Concerto n.2 op.102 di Shostakovich la Wang si trasforma in una vera e propria macchina da guerra grazie alla sua tecnica strabiliante. Il concerto è come ci si aspetterebbe: arioso, tecnicamente straordinariamente preciso e leggermente fragile. Che si trattasse di una composizione meramente d’occasione, o un lavoro totalmente scevro da condizionamenti ideologici, certo è che il concerto n° 2 per pianoforte e orchestra di Shostakovich ha sempre incontrato il favore del pubblico – e fra i motivi di questa popolarità non possiamo non osservare la geniale semplicità con cui si presenta. E quindi La Wang, e con lei i mirabili musicisti della M.C.O. incantano per la loro semplicità di esecuzione dove tutto sembra gioco, sorriso, allegria, trascinando anche gli attempati ed algidi Accademici di Verona in un contagio scanzonato di brio e spensieratezza.
Trionfo meritato e scontato per tutti gli interpreti.
La Wang ha voluto congedarsi dal pubblico veronese con una serie di straordinari bis tra i quali abbiamo apprezzato particolarmente per la qualità di esecuzione lo straordinario Lieder ohne Worte, Op.67 di Mendelssohn e lo scintillante "You Come Here Often ?" di Michael Tilson Thomas.
Pierluigi Guadagni
La Locandina
- Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 31 in re maggiore
- Igor Stravinskij Ottetto per strumenti a fiato
- Dmítrij Šostakóvič Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in fa maggiore op. 102
Violino concertatore Matthew Truscott
Pianista e maestro concertatore Yuja Wang
Mahler Chamber Orchestra
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