La recente produzione di Rigoletto andata in scena al Teatro Verdi di Trieste sarà ricordata a lungo dal pubblico, ed è stata indubbiamente una serata trionfale. Quest'opera, la cui complessa genesi – inizialmente pensata come La maledizione di Saint-Vallier e poi ostacolata dalla censura per la sua audace rappresentazione di un sovrano dissoluto – continua ancora oggi a interrogare le dinamiche di potere, l'amore filiale e la tragica ineluttabilità del destino. Tuttavia, la regia di stampo tradizionale affidata a Vivien Hewitt, pur distinguendosi per una cura nella gestualità essenziale e nelle controscene, non ha offerto un particolare approfondimento di questi temi, attestandosi su una lettura piuttosto didascalica.
Al centro di questo allestimento, Amartuvshin Enkhbat ha tratteggiato un Rigoletto tormentato e umanamente vulnerabile. Dotato di voce bronzea e avvolgente, ha dimostrato un controllo assoluto dei suoi mezzi vocali. La sua interpretazione scenica, caratterizzata da una cura minuziosa di ogni gesto, ha reso palpabile il tormento interiore del buffone, il suo amore viscerale per Gilda e la sua sete di vendetta. Acclamato come il trionfatore della serata, Enkhbat ha consegnato una prova di tale caratura da rendere difficile immaginare interpretazioni migliori.
Nei panni dell'innocente e sfortunata Gilda, Sabina Puértolas ha delineato un personaggio più che convincente. Pur dotata di uno strumento non particolarmente seducente ha saputo compensare con un grande controllo tecnico, un'incisività penetrante e un fraseggio ricco di sfumature espressive, sebbene a tratti incline a una certa leziosità.
Il Duca di Mantova di Gaetano Salas ha sfoggiato una voce di bel colore, anche se affetta da un vibrato stretto nella prima ottava che svaniva salendo verso acuti luminosi e disinvolti. La sua interpretazione di Parmi veder le lagrime è risultata brillante e accattivante e gli è valsa applausi a scena aperta.
Martina Belli ha delineato una Maddalena di extra lusso per bellezza della voce - scura e ampia - unita a una presenza scenica notevole e - cosa che non guasta mai - a un appropriato physique du role. La sua resa è risultata sensuale e complice, senza eccessi volgari. Carlo Striuli ha conferito al personaggio di Sparafucile un'aura inquietante grazie a una buona prestazione attoriale nonostante vocalmente sia risultato poco a fuoco, specialmente nella seconda parte dello spettacolo.
Gabriele Sagona (Conte di Monterone) ha lasciato un segno con la sua breve ma intensa apparizione, portando con sé il peso della maledizione. Positiva la prova di Miriam Artiaco (Contessa di Ceparano/Paggio della Duchessa), Enzo Peroni (Matteo Borsa), Fabio Previati (Marullo), Dario Giorgelè (Conte di Ceprano) e Damiano Locatelli (Un usciere di corte) che hanno completato con professionalità il cast.
La direzione di Daniel Oren ha dimostrato che pochi ormai sanno fare l’opera come la sa fare lui: ha il gran pregio di offrire una visione completa e unitaria della partitura, evitando la frammentazione in episodi isolati. Il maestro ha confermato una grande capacità di seguire il canto e di lasciare spazio all'espressività degli interpreti, gesto doveroso quando si dispone di un cast del genere. Particolarmente bello il duetto tra Gilda e Rigoletto, eseguito interamente in pianissimo per esaltare la drammatica confessione della figlia al padre. A riprova del successo, è stato concesso un bis del duetto "Sì, vendetta, tremenda vendetta" a sipario chiuso. Ottima la prova dell'Orchestra triestina che lo ama e lo segue.
Il Coro, preparato con cura da Paolo Longo, ha contribuito efficacemente a creare le diverse atmosfere.
Trionfo per tutti i protagonisti con punte di entusiasmo come non si vedevano da tempo per Oren e Enkhbat.
La recensione si riferisce alla serata del 16 maggio 2025.
Andrea Bomben
TEATRO VERDI DI TRIESTE
RIGOLETTO
di Giuseppe Verdi
Direttore Daniel Oren
Regia Vivien Hewitt
Direttore del Coro Paolo Longo
Con Amartuvshin Enkhbat (Rigoletto)
Sabina Puértolas (Gilda)
Gaetano Salas (Duca di Mantova)
Martina Belli (Maddalena)
Carlo Striuli (Sparafucile)
Carlotta Vichi (Giovanna)
Gabriele Sagona (Conte di Monterone)
Miriam Artiaco (Contessa di Ceprano/Paggio della Duchessa)
Enzo Peroni (Matteo Borsa)
Fabio Previati (Marullo)
Dario Giorgelè (Conte di Ceprano)
Damiano Locatelli (Un usciere di corte)
Orchestra e Coro del Teatro Verdi di Trieste
FOTO TEATRO VERDI TRIESTE
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