Lo spettacolo è curato da Joseph Franconi Lee che gestisce gli spazi del palcoscenico con intelligenza e creando, in ogni scena, le giuste dinamiche tra i personaggi e la giusta “alchimia” nei movimenti.
Le scene di Tito Varisco sono bellissime, dipinte sui toni del bianco avorio, del celeste e del blu, lasciano sprazzi di luce e di ombre che ben si amalgamano nello svolgimento dell’opera.
I costumi, tradizionali, di Pasquale Grossi sono belli e adatti sia all’ambientazione che alle necessità registiche.
Dal punto di vista musicale le cose sono andate in modo impeccabile nella maggior parte dei casi.
La prima compagnia vede schierati sul palcoscenico Artisti di esperienza e “mestiere” che da anni calcano i palcoscenici più prestigiosi al mondo.
Giuseppe Gipali è un Manrico cantante dotato di ottima tecnica e di emissione morbida, non trascura l’aspetto più “spavaldo” del ruolo ma lo gestisce con stile appropriato e senza mai eccedere. La voce non è particolarmente ampia e questo si avverte nei momenti più concitati ma il fraseggio è sempre accurato e tornito.
Alberto Gazale è un baritono più adatto, oggi e dopo i numerosi anni di carriera, a ruoli più schiettamente veristici, meno nobili e che insistano poco sul cantabile e sulle frasi di ampio respiro musicale.
L’aria è stata cantata in modo molto misurato e tutto il ruolo ha destato più d’una perplessità.
Molto buona l’Azucena di Carmen Topciu. La voce è di bel colore, usata con appropriata tecnica e gusto. Non è esattamente il mezzosoprano “verdiano” che ci si aspetterebbe per la vecchia zingara ma risolve le insidie del ruolo con un canto mai sguaiato e molto controllato.
“Rivelazione” della serata è stata Maria Teresa Leva al debutto nel ruolo di Leonora.
Già ascoltata in questo teatro in Aida qualche mese fa, la Leva si conferma una delle voci italiane più promettenti degli ultimi anni. Ancora giovanissima è in possesso di un colore tornito, scuro, caldo, morbido, un timbro personalissimo ed una tecnica molto efficace. La musicalità è interessante ed il fraseggio infuocato e dolcissimo a seconda dei momenti. Un nome da tenere d’occhio, una vera voce italiana di riferimento in un repertorio dove, da qualche anno ormai, le italiane mancavano.
Nella seconda compagnia si fanno notare più le voci maschili che quelle femminili.
Amadi Lagha è un Manrico virile, potente, forte di una voce di smalto molto bello, tecnica perfettibile ma efficace, affronta in modo forse un pochino stentoreo il ruolo ma lo porta a termine con grande professionalità ed efficacia.
Ernesto Petti è un Conte di Luna molto interessante. Voce bella, teatrale, morbida e ben emessa.
Il ruolo gli sta a pennello e lo canta con estrema sicurezza in tutta la gamma e disinvolta facilità sia nel registro acuto che nel centro. Mostra solo un pochino di genericità nel fraseggio, forse complice l’emozione del debutto.
Decisamente su un altro livello le signore.
Maria Pia Piscitelli è professionista solida e seria. Ma nulla di più. La voce non è fascinosa, il legato c’è ma non è di alta scuola, il fraseggio è poco incisivo. Canta tutto il ruolo con correttezza, su questo non si può davvero discutere, ma manca la statura dell’Artista di rango, manca il brivido.
Miljana Nikolic di contro non ha neppure tutte le note per cantare Azucena. La voce è corta, mal sostenuta nel registro acuto che si perde in suoni striduli e forzati. Il centro ed il grave suonano meglio ma hanno poco suono e si espandono in modo non sufficiente nella sala del Petruzzelli.
Comuni ad entrambi i cast il resto dei ruoli.
Ottimo il Ferrando di Alessandro Spina che ha mostrato una voce profonda e di bellissimo colore.
Molto bene Elisabetta Farris nei panni di Ines e Blagoj Nagosky in quello di Ruiz.
L’Orchestra è guidata da Renato Palumbo con tempi pressochè vorticosi, poco attenti alle esigenze del palcoscenico e in una gara al fulmicotone che poco giova ad una lettura di Verdi analitica e di qualità.
La compagine del Petruzzelli suona oltre i decibel necessari e crea spesso un muro di suono di fronte al quale i cantanti venivano completamente sopraffatti. Alcuni vistosi scollamenti tra buca e palcoscenico poi sono stati gestiti con efficacia e professionalità. Bene il Coro diretto da Fabrizio Cassi pur con qualche “svarione” ritmico con il podio.
Pubblico numeroso e plaudente al termine di entrambe le recite.
Rosy Simeone
Recensione dei giorni 21 e 22 Febbraio 2018
LA PRODUZIONE
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Direttore |
Renato Palumbo |
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Regia |
Joseph Franconi Lee |
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Maestro Del Coro |
Fabrizio Cassi |
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Costumi |
Pasquale Grossi |
GLI INTERPRETI
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Manrico |
Giuseppe Gipali |
[21 Feb] |
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Amadi Lagha |
[22 Feb] |
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Leonora |
Maria Teresa Leva |
[21 Feb] |
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Maria Pia Piscitelli |
[22 Feb] |
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Il Conte Di Luna |
Alberto Gazale |
[21 Feb] |
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Ernesto Petti |
[22 Feb] |
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Azucena |
Carmen Topciu |
[21 Feb] |
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Milijana Nikolic |
[22 Feb] |
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Ferrando |
Alessandro Spina |
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Ines |
Elisabetta Farris |
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Ruiz |
Blagoj Nacoski |
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI
Foto Teatro Petruzzelli - Bari
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