Il 2025 segna un decennio di successo per la partnership tra il Teatro Verdi di Pordenone e la Gustav Mahler Jugendorchester (GMJO), un progetto che ha reso la città un punto di riferimento nel panorama sinfonico europeo. Grazie a questa collaborazione, oltre 1500 giovani musicisti e direttori di fama mondiale hanno trovato a Pordenone una casa per la musica. Il programma del 2025 ha celebrato questo anniversario con residenze artistiche, concerti e la partecipazione di grandi nomi come Christoph Eschenbach, Matthias Goerne, Manfred Honeck e Renaud Capuçon.
Proprio questi ultimi sono stati i protagonisti di un doppio appuntamento, il 2 e 3 settembre, con un programma che ha esplorato due giganti musicali di epoche diverse: Erich Wolfgang Korngold e Pëtr Il'ič Čajkovskij. La serata del 2 settembre a cui eravamo presenti si è aperta con il Concerto per violino op. 35 di Korngold, un'opera che riflette la sua storia personale. Genio musicale profetizzato da Mahler e formatosi nel Romanticismo viennese, Korngold fuggì in California a causa del nazismo, diventando un pioniere delle colonne sonore di Hollywood. Il suo concerto, ricco di temi tratti dai suoi film, è una fusione di lirismo romantico e maestosità cinematografica, un dramma interiore che si esprime attraverso la nostalgia e la malinconia. Il violinista Renaud Capuçon ha saputo interpretare con eleganza questa complessa partitura, senza cedere mai a facili sentimentalismi e regalando al pubblico un bis inaspettato, una ninna nanna spagnola di Pablo Casals suonata con l'orchestra che ha diretto lui stesso. Perfetto l’accompagnamento ricreato dal direttore austriaco Manfred Honeck capace di ricreare un tappeto sonoro in grado di piegarsi fino a pianissimi eterei ma sempre ben presenti per rotondità e bellezza di colore e con un fraseggio ricco di incredibili sfumature.
Dopo l'intervallo, il palcoscenico è stato dominato dalla Sinfonia n. 5 in mi minore di Čajkovskij, un poema sul destino che esplora la lotta dell'uomo contro una forza invincibile. L'orchestra, guidata con grande maestria da Honeck, ha affrontato la partitura con un lavoro impressionante degli archi - compattissimi - , mettendo in evidenza la profondità quasi selvaggia dei contrabbassi. Bellissimo il solo del corno che apre il secondo movimento eseguito con grande pathos sostenuto da un attacco in crescendo dell'orchestra che sembrava provenire da un’altro mondo. Il direttore, esigente ma preciso, ha ottenuto dall'orchestra tutto ciò che chiedeva, da dinamiche impalpabili fino a una gestione magistrale dei rubati. Nonostante l'accoglienza iniziale tiepida della critica ai tempi della sua composizione, l'opera ha dimostrato tutta la sua forza emotiva e universale, confermando la sua grandezza, sancita nuovamente dal trionfo tributato dal pubblico pordenonese. Il concerto si è chiuso con un secondo bis molto apprezzato: il "Mattino" da Peer Gynt in cui il primo flauto ha potuto mettere in luce tutte le sue qualità.
Andrea Bomben
La recensione si riferisce al concerto di martedì 2 settembre 2025.
GMJO 2025 – MANFRED HONECK
GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER
MANFRED HONECK, direttore
RENAUD CAPUÇON, violino
Programma
Erich Wolfgang Korngold, Concerto per violino op. 35 in re maggiore
Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64
Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2025
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