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Vicenza in Lirica si prepara al Festival 2020 dopo i successi del 2019

Comunicato stampa

Ne parla Andrea Castello, direttore artistico del festival, che tornerà all’Olimpico dal 29 agosto all’8 settembre (ma non solo)

Con un nuovo anno appena iniziato, bilanci e progetti sul tavolo anche per il festival Vicenza in Lirica, già al lavoro sulla sua ottava edizione: “Andremo in scena - annuncia il direttore artistico, Andrea Castello – dal 29 agosto all’8 settembre e come protagonista avremo Antonio Vivaldi: ma naturalmente, nel nostro stile, non il ‘solito’ Vivaldi, ma pagine poco note del ‘prete rosso’ con allestimenti appositamente creati per l’Olimpico, come è giusto che sia per un festival al tempo stesso di respiro internazionale e orgogliosamente vicentino”.

Ma c’è di più: “Se il festival vero e proprio si svolgerà fra agosto e settembre – prosegue – le sue proposte si moltiplicheranno: già a marzo avremo quattro conferenze dedicate alle donne nella lirica, anche in collegamento con la mostra Ritratto di Donna allestita in Basilica Palladiana. E ancora, oltre ai consueti appuntamenti pasquali di aprile, abbiamo programmato per giugno uno speciale pre-festival, che si concluderà il 21, Festa Europea della Musica. Inoltre, come sempre, grande attenzione riservata ai giovani artisti e alla cultura, così come alla solidarietà sociale”.

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La Fondazione Haydn di Bolzano torna con la stagione d'Opera 2020: Radames di Eotvos e Lohengrin di Sciarrino il18 e 19 gennaio

COMUNICATO STAMPA

Stagione d’Opera 2020

della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento 

Radames

 di Peter Eotvos

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Foto Crosera

RAI E TEATRO LA FENICE DI NUOVO INSIEME PER IL CONCERTO DI CAPODANNO E DAL PRIMO GENNAIO ATTIVO NUMERO A SOSTEGNO DEL TEATRO

COMUNICATO STAMPA                                                                    

Il Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice

diretto da Myung-Whun Chung.

Dall’1 al 5 gennaio 2020, attivo il numero solidale 45505 solo da TIM e Coop-Voce per donazioni al Teatro La Fenice gravemente danneggiato dall’acqua grande del 12 novembre. Per tutti sarà inoltre possibile donare tramite bonifico e avvalersi delle agevolazioni Art Bonus

La Fenice e la Rai saranno ancora una volta insieme per festeggiare con tutti gli italiani l’arrivo del nuovo anno. Grazie alla preziosa collaborazione tra il Teatro veneziano e Rai Cultura, l’omaggio al melodramma offerto dalla diciassettesima edizione del Concerto di Capodanno sarà infatti trasmesso in diretta da Rai1 mercoledì 1 gennaio 2020 a partire dalle ore 12.20: Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato dal soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello.

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Venerdì 29 dicembre al Teatro La Fenice il primo dei concerti di Capodanno

comunicato stampa.           Venezia, 27 dicembre 2019

È in programma dopodomani, venerdì 29 dicembre 2019, il primo dei Concerto di Capodanno diretti da Myung-Whun Chung. Nella diciassettesima edizione del prestigioso appuntamento lirico-sinfonico veneziano, il pluripremiato maestro coreano sarà alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato da solisti di punta della scena lirica contemporanea: il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. Il programma musicale si comporrà di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák, e una seconda parte che verrà aperta dal «Sanctus» dal  Requiem di Verdi per poi proporre una carrellata di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato. Pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can candall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno diretto, per il terzo anno consecutivo, da Chung: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino in Corea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

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CONLON DIRIGE LO SCHIACCIANOCI NEL CONCERTO DI NATALE DELL' ORCHESTRA RAI:

CS

Sabato 21 dicembre all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Domenica 22 dicembre a “Classica per tutti” 

Una fiaba senza tempo per viaggiare nel regno della fantasia e celebrare l’arrivo delle festività natalizie con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon. È Lo schiaccianoci, ispirato a un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e trasformato dalla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij in uno dei balletti più celebri al mondo, al centro del tradizionale Concerto di Natale in programma sabato 21 dicembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio. Dopo il successo dello scorso anno sempre per il Concerto di Natale, Conlon ripropone in forma di concerto la partitura integrale del balletto in due atti con cui il compositore russo si congedò dal genere nel 1892, appena un anno prima della morte. 

L’idea per Lo schiaccianoci, rappresentato trionfalmente al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con le coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov, fu suggerita a Čajkovskij da un racconto di Alexandre Dumas padre intitolato Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci), che riprende a sua volta una fiaba di Hoffmann, Nussknacker und Mausekönig (Schiaccianoci e il re dei topi), pubblicata nel 1816. Il balletto conserva la medesima opposizione tra la sfera onirica e quella del reale che caratterizza la favola. Durante la vigilia di Natale in casa del signor Stahlbaum arriva un amico, il signor Drosselmeyer, carico di doni. Alla piccola Clara viene regalato uno schiaccianoci a forma di soldatino. Nei sogni della bambina sarà il principe azzurro ma prima che scocchi l’ora del lieto fine ci saranno molte avventure da affrontare. Due grandi valzer, quello dei Fiocchi di neve alla fine del primo atto e quello dei Fiori nel finale, racchiudono in modo ammirevole un classico del balletto il cui fascino intramontabile non ha mai smesso di far sognare grandi e piccini.  

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EZIO BOSSO DIRIGE BEETHOVEN PER L'ULTIMO CONCERTO DEL 2019 DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

CS

sabato 21 dicembre ore 20.30 – domenica 22 ore 20.30
Stagione Sinfonica – Concerto fuori abbonamento
Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 EZIO BOSSO

IL MIO BEETHOVEN

Per l’ultimo appuntamento del 2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sabato 21 dicembre e domenica 22 ore 20.30 (Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) Ezio Bosso ritorna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, che faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.

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Kurzak-Alagna

ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, 8 agosto 2020

ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK

per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano

del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci

 

Arena di Verona, 8 agosto 2020 ore 20.45

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Piazza-Vittorio

ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: esce oggi in una versione inedita il “Va’ Pensiero” di Verdi. Nuove date all'Opera

CS

Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione

regia di Francesco Cabras

https://youtu.be/h4cEcW8opSY

Annunciate le nuove date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

L’OPV si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

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Il Concerto della Fenice per festeggiare il Natale nella Basilica di San Marco

COMUNICATO STAMPA                                                                         Venezia, dicembre 2019

 

Si rinnova il suggestivo appuntamento del Concerto di Natale della Fenice nella Basilica di San Marco di Venezia: martedì 17 dicembre 2019 ore 20.00 (ingresso per invito) e mercoledì 18 dicembre 2019 ore 20.00 (riservato abbonati turno S stagione sinfonica 2019 -2020 della Fenice), Marco Gemmani dirigerà i solisti della Cappella Marciana in un programma musicale – intitolato Natale a San Marco 1670 – composto da pagine vocali e strumentali di Giovanni Legrenzi, volto a far rivivere l’emozione di una liturgia cantata così come si sarebbe potuta svolgere quattrocento anni fa nella cattedrale veneziana.

Nato a Clusone, nel bergamasco, nel 1626, Giovanni Legrenzi fu maestro di cappella, illustre compositore di musica strumentale e vocale, oltre che vera e propria personalità all’interno di un ancor giovane mondo operistico. Cresciuto nei ranghi della cattedrale di Bergamo, successivamente impegnato all’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara e alla Chiesa dell’Ospedaletto di Venezia, dal 1685 fino al 1690, anno della sua morte, ricoprì il prestigioso incarico di maestro della Cappella musicale della Basilica di San Marco.

«Legrenzi si pone come il continuatore ideale – spiega Franco Rossi, consulente scientifico della Fondazione Teatro La Fenice – della presenza marciana di Claudio Monteverdi e di Francesco Cavalli: il primo a marcare la prima metà del secolo, il secondo a condizionarne la parte centrale, il terzo a chiuderne i conti, dopo aver affrontato comunque anche ampie e interessanti questioni di organico,  dopo  aver  tentato  di  restituire  agli  organici  marciani  quell’equilibrio  e  quell’ordine  ripetutamente  messi  in  discussione  da  assunzioni  non  sempre  equilibrate  e  quindi  non  all’altezza  dell’immagine di quell’organismo che – a detta degli stessi procuratori di San Marco – rappresentava la più bella gemma del diadema dogale. Se certamente è possibile leggere una continuità all’interno di questa tradizione è sicuramente anche da affermare l’originalità di un autore che applica tecniche compositive innovative trasferendole dal modello operistico (il più remunerato) a quello strumentale e a quello sacro, fondendo stile osservato e cantabilità in una unica, ampia componente».

Il programma del Concerto di Natale 2019, interamente dedicato alla musica di Giovanni Legrenzi, propone una scelta di musiche sacre del musicista bergamasco tratte da varie fonti e intercalate da quattro brani strumentali, idealmente posti il primo all’inizio della serata, un secondo intervento dopo il «Gloria», un terzo che funge idealmente come toccata per l’elevazione e un quarto all’altezza del communio. È la vera e propria ricostruzione di una possibile messa marciana, ottenuta inserendo i canonici momenti dell’ordinarium missae secondo la tradizione veneziana, quindi con il ‘sacrificio’ del «Sanctus» e dell’«Agnus Dei»: «Kyrie», «Gloria» e «Credo» sono tratti dall’op. 9 del 1667, tutti basati sul doppio coro (quasi un coro battente di cinquecentesca memoria), con una scrittura più compatta per il «Credo» a garantirne la piena comprensione testuale. Completano il programma cinque altre composizioni: in parte sono brani tratti dall’opera 3 del 1655, con i mottetti «Quid timetis pastores», tipicamente natalizio e con funzioni di introito, e «Obstupescite caelites», a sua volta dotato di una forte valenza natalizia. Infine i due mottetti «O mirandum mysterium» (solista l’alto Andrea Gavagnin) per il santissimo Natale dopo il «Credo», e «Non sussurate plus, venti tacete» (solista il soprano Maria Clara Maiztegui) collocato prima del «Credo». La conclusione della liturgia insiste giustamente sulla figura della Vergine Maria madre del Salvatore, ed è affidata all’antifona mariana «Alma redemptoris mater», tratta dalle Compiete del 1662.

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GENNAIO RICCO AL REGIO DI TORINO

ECCO GLI APPUNTAMENTI DI GENNAIO AL TEATRO REGIO DI TORINO

STAGIONE D’OPERA | 1 • “IL MATRIMONIO SEGRETO”: PIER LUIGI PIZZI FIRMA LA REGIA DI UN ALLESTIMENTO RAFFINATO E CONTEMPORANEO. DIRIGE NIKOLAS NÄGELE

Dal 15 al 24 gennaio 2020 al Teatro Regio andrà in scena il melodramma giocoso IL MATRIMONIO SEGRETO, capolavoro assoluto di Domenico Cimarosa. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi di un raffinato, elegante e contemporaneo allestimento, che ha debuttato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica; le luci sono di Andrea Anfossi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio debutta il giovane e talentuoso direttore tedesco Nikolas Nägele. Il giovane e brillantissimo cast è formato dal soprano Carolina Lippo nei panni della primadonna Carolina, dal baritono Marco Filippo Romano in quelli di Geronimo; il tenore australiano Alasdair Kent è Paolino, il baritono Markus Werba è il conte Robinson; Fidalma ed Elisetta sono interpretate rispettivamente dal mezzosoprano Monica Bacelli e dal soprano Eleonora Bellocci.

Il matrimonio segreto sarà trasmesso in diretta mercoledì 15 gennaio ore 20 da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

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Cavalleria rusticana

EMMA DANTE E SERENA SINIGAGLIA FIRMANO IL DITTICO CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI CHE CHIUDE LA STAGIONE 2019 AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA


Sul podio Frédéric Chaslin

Dal 15 dicembre alle 20 e in diretta su Radio3 Rai

Protagonisti Veronica Simeoni, Roberto Aronica, Dalibor Jenis, Carmela Remigio e Stefano La Colla

Con un dittico “tutto al femminile”, che accosta la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni firmata da Emma Dante ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia, volge al termine la Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna domenica 15 dicembre alle 20, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai. Sul podio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin.

Il primo titolo è riproposto dopo il grande successo di due anni fa, quando debuttò al Comunale insieme a La voix humaine di Francis Poulenc, questa volta nel più consueto abbinamento con Pagliacci, presentato invece nel nuovo allestimento – in prima italiana – che il teatro felsineo ha coprodotto con il Grand Théâtre de Genève, dove è andato in scena a marzo 2018. Le due registe immaginano un collegamento, una complementarità tra le due storie brutali, come se si trattasse del positivo e del negativo di una medesima foto. Due intrecci che hanno come denominatore comune la gelosia e il tradimento – che portano a un tragico finale da cronaca nera – e due protagoniste donne: Santuzza in Cavalleria è gelosa di Turiddu (e del suo rapporto con Lola) e muove l'azione che porterà alla morte dell'amato; Nedda in Pagliacci è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. Da un lato in Cavalleria la Dante racconta una Sicilia diversa rispetto a quella “da cartolina” e ricorda che «le dinamiche del rapporto tra Turiddu e Santuzza oggi si possono trovare in Sicilia così come in tanti altri luoghi d’Italia in cui persiste questo genere di retaggio culturale», dall'altro la Sinigaglia immerge Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell'atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta. 

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La “Carmen” di Bizet, con la direzione di Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

L’opéra-comique “Carmen”, di Georges Bizet, con la direzione del M° Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi, venerdì 20 e domenica 22 dicembre (anteprima giovani il 18 dicembre) per la 52^ Stagione Lirica di Tradizione.

Sarà la “Carmen”, il titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), a chiudere la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna in una nuova produzione di “CircOpera”.

Venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, domenica 22 alle ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre alle ore 16, la “Carmen” arriva al Teatro Pergolesi di Jesi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale, in lingua francese e con i dialoghi parlati, che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875; alcuni dialoghi sono stati modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, l’opera andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Sul podio, il Maestro Beatrice Venezi, tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro e ha recentemente pubblicato il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works”. La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Per questo nuovo allestimento, le scene sono state realizzate nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini a Jesi e sono firmate da Benito Leonori, i costumi sono di Giovanna Fiorentini, light designer è Patrick Méeüs; assistente alla regia è Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Anna Bordignon è Micaëla, Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato.

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Festival Verdi 2019: ancora un'edizione da record

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CS

I risultati della XIX edizione fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

La IV edizione di Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

evidenzia che il Social Return On Investment, l’impatto favorevole del Festival Verdi,

stimato con cautela, è pari a 2.5, con benefici calcolati per oltre € 15.75 milioni

sugli operatori economici e sulla comunità cittadina

 

Stabilisce nuovi record e conferma il proprio trend in crescita delle ultime edizioni il XIX Festival Verdi conclusosi lo scorso 20 ottobre, come risulta dal report, frutto dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, presentato a istituzioni, sponsor, pubblico e disponibile alla consultazione su teatroregioparma.it.

I dati raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con 26.353 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

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In scena al Pavarotti di Modena un nuovo titolo dedicato al Natale

CS

Va in scena domenica 15 dicembre 2019 alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La Notte di Natale, nuova opera commissionata insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (dove è andata in scena lo scorso primo dicembre) al compositore Alberto Cara. Il testo di Simone Pintor, che firma anche la regia dello spettacolo, è liberamente tratto dal noto racconto di Nikolaj Gogol’, autore classico della letteratura russa. La direzione musicale è affidata a Diego Ceretta, alla guida dell’Ensemble del Teatro dell’Opera Giocosa e delle Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il cast è composto da interpreti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale (Floriana Cicio e Raffaele Feo), di Raina Kabaivanska (Daniel Kim Sunggyeul) e dalla Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna (Aloisa Aisemberg). Scene e costumi sono di Mariangela Mazzeo, luci di Marco Alba. La durata dello spettacolo è di circa un’ora.

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Un dicembre incantato a Cagliari con Hänsel und Gretel, capolavoro fiabesco di Engelbert Humperdinck, in un incantevole allestimento scenico che ammalia bambini e adulti

Venerdì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento con l’opera: Hänsel und Gretel, fiaba drammatica in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel).

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Iniziata la campagna abbonamenti
per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

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IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA SUI CANALI RAI

RAI: IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA

 

Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1, Radio3 e Rai Play. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico, cinematografico e web per la Tosca di Giacomo Puccini.

È l'evento culturale più importante dell'anno, e vedrà protagonisti il direttore d'orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Anna NetrebkoFrancesco Meli e Luca Salsi, oltre naturalmente a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giacomo Puccini. È la prima del Teatro alla Scala, che quest'anno inaugura la sua Stagione con Toscache Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale Rai Play, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Tosca nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato i quasi due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2019 hanno seguito su Rai1 Attila di Giuseppe Verdi per l'apertura della scorsa Stagione della Scala. 

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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

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Festival-di-Natale

Torna dal 5 al 18 dicembre a Pavia il FESTIVAL DI NATALE 2019
del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri

CS:

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival di Natale del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri torna ad animare la prima metà di dicembre, con una serie di concerti di musica antica e di  iniziative musicali che animeranno Pavia dal 5 al 18 dicembre, dal centro alle periferie.

 

In sintonia con le precedenti edizioni, anche quest’anno il Festival manterrà alcune caratteristiche chiave, a partire dalla presenza in cartellone di artisti ed ensemble emergenti di altissimo livello: una nuova generazioni di musicisti che ha già molto da dire e che saprà sicuramente stupire per qualità e personalità.

 

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Carmen--Luc-Bertau---Opra-Thtre-de-Metz-Mtropole_2 Foto Luc Bertau

LIRICA JESI: Selezione di otto figuranti, 4 uomini e 4 donne, per l’opera lirica “Carmen”

Mercoledì 4 dicembre alle ore 14 al Teatro Moriconi di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini terrà la selezione di otto figuranti per la “Carmen” di Bizet, quarto ed ultimo titolo d’opera della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi. L’opera andrà in scena al Teatro Pergolesi venerdì 20 dicembre ore 20.30 e domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, e di seguito anche nei teatri del circuito della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Per questo allestimento si cercano otto figuranti – quattro uomini e quattro donne – tra i 20 ed i 35 anni, preferibilmente con esperienza di palcoscenico. Gli aspiranti al ruolo si presenteranno direttamente nel luogo dove avverrà la selezione.

“Carmen” di Georges Bizet vede sul podio orchestrale il M° Beatrice Venezi, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il mezzosoprano Mireille Lebel canta Carmen, Don José è il tenore Enrico Casari, Anna Bordignon è Micaëla. Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Per la messa in scena di quest’opera – tra i titoli più amati del repertorio lirico – il regista Paul Emile Fourny propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia. “Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma sempre rispettoso dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia. L’idea è quella di una messa in scena vicina alle recenti serie televisive della polizia, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera”.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com