COMUNICATO STAMPA
Stagione d’Opera 2020
della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento
Radames
di Peter Eotvos
Prima nazionale
Lohengrin
di Salvatore Sciarrino
Sabato 18 e domenica 19 gennaio
al Teatro Comunale di Bolzano
DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN
La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica.
Angel or Demon è il titolo dato dal Direttore Artistico Matthias Lošek alla quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, a simboleggiare la dualità di personalità e sentimenti che coabitano sia nell’opera che nella vita.
Si comincia sabato 18 (ore 20) e domenica 19 gennaio (ore 17) al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico che, nell’unire dramma e satira, accosta due brevi opere cameristiche scritte sul finire del secolo scorso da due compositori tra i più significativi del panorama musicale di oggi: Radames dell’ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Entrambe le opere reinterpretano i soggetti di altrettanti pilastri del repertorio lirico tradizionale e sono contraddistinte dalla presenza in scena di un solo protagonista alla volta. Tutte e due sono coprodotte da Fondazione Haydn e Theater Orchester Biel Solothurn. A dirigere l’Orchestra Haydn sarà Yannis Pouspourikas. Regia di Bruno Berger-Gorski. Scenografia e costumi di Dirk Hofacker. Luci di Samuele D’Amico. Le due rappresentazioni saranno precedute, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, dai consueti appuntamenti introduttivi.
Sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano si alterneranno: Rafał Tomkiewicz (Radames), Celine Steudler (regista d’opera), Konstantin Nazlamov (regista di teatro), Javid Samadov (regista di film).
Andato in scena per la prima volta nel 1984 a Catanzaro con il sottotitolo “Azione invisibile per solista, strumenti e voci”, Lohengrin di Salvatore Sciarrino è un dramma psicologico che si basa sul racconto Moralités légendaires (1887) del simbolista Jules Laforgue. Il ruolo principale è affidato a Elsa, una vergine accusata ingiustamente di impurezza. Elsa canta e si lascia andare sempre più alla pazzia, tra visioni infantili, paura e crescente erotismo. Tutto ciò che si vede sul palcoscenico avviene nella sua mente: poco a poco Elsa va alla deriva, verso un mondo folle e stravagante che la aiuta a sfuggire alle circostanze reali dell’internamento in un sanatorio. Sfarfallii e scintille nelle note altissime creano un’atmosfera surreale, da sogno, su cui Elsa parla, sussurra, canta e recita esprimendo la sua disperazione e la sua follia. E Lohengrin, proprio come Aida in Radames, è il grande assente nell’opera di Sciarrino.
A Bolzano il ruolo di Elsa è interpretato da Celine Steudler. Altri interpreti: Konstantin Nazlamov, Salvador Perez, Javid Samadov, Rafał Tomkiewicz.
Nato nel 1944, Péter Eötvös è considerato uno dei compositori operistici di maggior successo del XX secolo. Nelle sue opere, Eötvös solleva i quesiti esistenziali dell’uomo, trovando, o inventando, le risposte musicalmente più incisive e travolgenti. Attivo anche come direttore d’orchestra e di ensemble, ha composto lavori per il teatro e per il cinema, musica strumentale, sinfonica e da camera, ed elettronica.
Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino è un maestro del “pianissimo” e nelle sue opere sviluppa intrecci di suoni cangianti dall’effetto fragile, al limite della percezione. Le sue opere di teatro musicale si basano di regola su libretti scritti da lui stesso. Oltre a lavori operistici, ha composto numerosissime pagine sinfoniche e da camera, nonché pezzi di musica elettronic.
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