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TURANDOT , GIACOMO PUCCINI - ARENA DI VERONA , 29 GIUGNO 2024

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Nel centenario della morte di Giacomo Puccini non poteva mancare nel cartellone areniano la sua grande incompiuta, di cui musicò un ultimo verso - che si chiude con la parola “Poesia” - prima di esalare l’ultimo respiro. Si è inaugurata dunque con Turandot la stagione estiva 2024 (qui l’articolo della Prima, con una panoramica dell’ormai storico e imponente allestimento di Zeffirelli) e ne recensiamo oggi l’ultima replica, che brilla in scena con un cast stellare per omogenea e sorprendente qualità.

Al debutto del ruolo nell’anfiteatro veronese, la rivelazione della serata è la Turandot di Olga Maslova, con una prova di tale portata musicale che – sebbene non sia mai buona pratica fare questo tipo di paragoni – ci sentiamo serenamente di dire che possa competere al livello delle migliori registrazioni storiche. Non stupiscono soltanto una potenza vocale debordante e un volume che non teme certo i vasti spazi areniani, ma una paradossale “espressività dell’inespressività” in grado di incarnare alla perfezione l’algida, imperscrutabile e spietata principessa.

Subentrato in questa data all’inizialmente previsto Gregory Kunde, riascoltiamo nuovamente il Calaf di Yusi Eyvazov, sempre una certezza in questo ruolo per poderosità e baldanza sia vocale sia scenica. Concede a grande richiesta di pubblico il classico bis del “Nessun dorma”, addirittura migliorandosi nella seconda esecuzione sfoggiando ulteriore intensità in acuto.

Mariangela Sicilia incanta il pubblico con la struggente interpretazione di una Liù più che mai dolce, devota, mossa da amore incondizionato. La sua padronanza dinamica e i chiaroscuri vocali di sublime raffinatezza risuonano in mezzevoci tonde e ben proiettate, attitudine non banale in un anfiteatro. La sua grande aria finale (“Tu, che di gel sei cinta”) lascia palpabilmente gli oltre diecimila spettatori con il fiato sospeso.

Solido ed affidabile il Timur di Riccardo Fassi, che con voce imponente e cura nel fraseggio aggiunge profondità e gravitas al ruolo con una resa di spessore.

I ministri Ping, Pong e Pang (rispettivamente Youngjun Park, Matteo Macchioni, Riccardo Rados) - nonostante qualche evidente problema di dizione per il baritono coreano - sono frizzanti e coinvolgenti in ogni intervento, dando con efficacia quel tocco di vivace leggerezza a tratti dissonante e cupa all’interno della vicenda.

Ottimo l’Imperatore di Leonardo Cortellazzi di cui ben conosciamo l’elegante vocalità, non enorme per struttura ma in grado di correre sorprendentemente in platea a dispetto della postazione infelice a lui riservata, molto arretrato tra le dorate mura della reggia e impegnato in una parte impervia con una linea di canto ai limiti del parlato.

Puntuale nell’intervento fuori scena il Principe di Persia di Francesco Cuccia, al contrario degli interventi scomposti e fortunatamente sporadici di Nicolò Ceriani nei panni del Mandarino.

La direzione di Michele Spotti è variegata e intensa, gestita con polso e attenzione nella complessa gestione delle percussioni, essenziali nel capolavoro pucciniano. Ascoltiamo inoltre un’agogica variegata in grado di alternare con sapienza ritmi incalzanti e ampie parentesi più sospese, rendendo al meglio l’inquietudine che permea la partitura.

Il Coro istruito da Roberto Gabbiani si conferma una garanzia, dando nuovamente prova di potenza esecutiva e partecipazione scenica tali da rendere memorabile ogni scena d’insieme.

Fragoroso il saluto del pubblico areniano al termine nonostante l’ora tarda, con una recita più volte a rischio a causa di una leggera pioggia intermittente che ha prolungato lo spettacolo per oltre cinque ore: difficili da accusare, a fronte di un tale livello musicale.


Camilla Simoncini

 

PRODUZIONE

Direttore d'orchestra Michele Spotti

Regia e scene Franco Zeffirelli

Costumi Emi Wada

Direttore del coro Roberto Gabbiani

Corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona

Movimenti coreografici Maria Grazia Garofoli

INTERPRETI 

Turandot Olga Maslova

L'Imperatore Altoum  Leonardo Cortellazzi

Timur Riccardo Fassi

Calaf Yusif Eyvazov

Liù Mariangela Sicilia

Ping Youngjun Park

Pang Riccardo Rados

Pong Matteo Macchioni

Un Mandarino Nicolò Ceriani

Il Principe di Persia Francesco Cuccia

 

Orchestra e coro della Fondazione Arena di Verona

FOTO ENNEVI