Arrivato al capolinea anche questo Trovatore firmato per regia da Franco Zeffirelli e riproposto dalla Fondazione Arena di Verona, che ha visto nelle ultime due recite un cambio di cast nei personaggi principali.
L'allestimento, inaugurato nella stagione 2001, è probabilmente il lavoro meglio riuscito del maestro fiorentino per la Fondazione Arena di Verona dove, oltre alla solita sarabanda di comparse, animali, armigeri, zingarelle, fuochi fatui e veri, suore e preti con ceri, troviamo anche una eleganza nell'insieme che ne mitiga gli effetti di kitsch surreale tanto caro a Zeffirelli e che piace immensamente al pubblico veronese, avido di colori e colpi di scena a basso costo intellettivo.
Il versante musicale però non è stato per nulla scontato e kitsch, anzi.
Di Anna Pirozzi (Leonora) non sappiamo più cosa scrivere poiché si sono esauriti tutti gli aggettivi ormai utilizzabili. E' la voce che tutti sognano per questo ruolo, unita ad una presenza scenica impeccabile per eleganza e gestualità.
La Pirozzi possiede un organo vocale talmente duttile da lasciare basiti per il controllo dei fiati, i colori, le messe di voce e il fraseggio. Ogni frase è cesellata e pensata nella parola e nel canto, tanto da strappare ovazioni interminabili ad ogni aria. Da rimarcare la difficoltà aggiuntiva data da una serata torrida dove la temperatura è rimasta costante intorno ai 30 gradi.
Murat Karahan (Manrico) possiede una voce che è un carrarmato da guerra, inflessibile e potente, perfetta per il catino areniano. Peccato che risulti espressivo come una cabina telefonica e in scena il massimo che riesce a fare è alzare le braccia, ma per il resto anche lui non si risparmia in squillo e fiato e il pubblico areniano cade ai suoi piedi.
Felice di ritrovare un veterano come Alberto Gazale nel ruolo del Conte di Luna, suo cavallo di battaglia e con il quale ha trionfato più volte in passato su questo palcoscenico.
La voce comincia a difettare sì di usura e vetustà, ma è intatta in colore e smalto oltre che in fiato e squillo. Gazale ci ha regalato una serata veramente ben riuscita.
A Violeta Urmana (Azucena) ci inchiniamo oranti, poiché l'artista supera ogni più rosea aspettativa lasciandoci a bocca aperta per la sua interpretazione ormai divenuta di riferimento.
Ascoltata decine di volte in questo ruolo, ogni volta si rimane sbalorditi dallo scavo interiore, vocale e scenico, fatto dalla cantante lituana su questo personaggio.
Sbalordisce la facilità in acuto e le note di petto usate come lama affilatissima quando richiesto in partitura, ma anche per la sua capacità di fraseggiare ed usare mezze voci che però non svaniscono nell'immensità dell'Arena. Un assoluto trionfo.
Completavano il cast i sempre ottimi Riccardo Fassi (Ferrando), Carlo Bosi (Ruiz) ed Elena Borin (Ines).
Pier Giorgio Morandi ha diretto Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona con mano precisa e sicura, grazie ad una esperienza professionale non indifferente.
Trionfo per tutti da parte di una Arena in delirio per Pirozzi e Karahan.
Pierluigi Guadagni
LA PRODUZIONE
Direttore Pier Giorgio Morandi
Regia e scene Franco Zeffirelli
Costumi Raimonda Gaetani
Coreografia EI Camborio ripresa da Lucia Real
Maestro d’armi Renzo Musumeci Greco
GLI INTERPRETI
Il Conte di Luna Alberto Gazale
Leonora Anna Pirozzi
Azucena Violeta Urmana
Manrico Murat Karahan
Ferrando Riccardo Fassi
Ines Elena Borin
Ruiz Carlo Bosi
Un vecchio zingaro Dario Giorgelè
Un messo Antonello Ceron
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL'ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi, Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino, Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA
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