Sulle scene del Comunale Nouveau di Bologna approda una coproduzione con il Donizetti Opera di Bergamo della Lucia di Lammermoor, firmata dalla regia visionaria di Jacopo Spirei e ripresa da Alessandro Pasini. Come spesso accade negli ultimi anni, anche in questo allestimento si è puntato a creare un forte impatto emotivo, permettendo al pubblico di identificarsi nei temi trattati. Questi vengono resi ancora più attuali grazie alla scenografia contemporanea e stilizzata di Mauro Tinti e ai costumi moderni di Agnese Rabatti. L’allestimento richiama, seppur vagamente, il celebre dipinto Nastagio degli Onesti, primo episodio di Botticelli, evocato dalla presenza di tronchi d’albero e, soprattutto, dall’immagine della fanciulla in fuga, inseguita da figure maschili. Questo elemento visivo incarna il fulcro della visione registica: la donna come vittima di una società maschilista, in cui viene trattata alla stregua di un oggetto da possedere e scambiare. Lucia, simbolo per eccellenza di questa condizione, trova nella follia l’unica via di fuga dal destino di un matrimonio imposto e detestato.
Risulta piuttosto straniante la scena finale, in cui una carcassa di automobile e delle donne inerti sullo sfondo, dovrebbero rappresentare la devastazione del giovane Edgardo in un mondo che aveva tutto da offrire, per gli uomini, ma inevitabilmente finisce in pezzi, tanto che sulla scena stessa viene gettata della benzina in modo da mandare tutto in fiamme proprio sull’ultima nota. Sono stati fatti anche tagli alla partitura, probabilmente per motivi logistici, che forse avrebbero aggiunto più efficacia narrativa e drammatica allo spettacolo.
Molto bene sicuramente il cast su cui troneggiano i protagonisti principali. La Lucia di Jessica Pratt si distingue per la facilità con cui raggiunge le note acute e sovracute; le agilità, sia nelle scale cromatiche che nei trilli e nelle fioriture più complesse, sono sempre precise e brillanti. In più, nonostante la proiezione efficace, la sua voce mantiene sempre una leggerezza naturale che le consente di eseguire pianissimi eterei e filati di rara bellezza, talvolta quasi impercettibili ma precisissimi. Ne giova il personaggio di certa delicatezza, ma anche determinazione e coinvolgimento scenico. Moltissimi i minuti di applauso dopo la scena della pazzia, interrotti solo dall’orchestra che ripartiva.
Così il giovane Edgardo di Ravenswood, in jeans e giubbotto di pelle, è un brillante Iván Ayón Rivas dalla voce sonora e ben proiettata, capace di riempire il teatro senza forzature. Il suo squillo è penetrante ma mai metallico, mantenendo sempre una certa rotondità nel suono, ottima la gestione del fiato. Solo meraviglie per l’Ashton di Lucas Meachem. Il suo personaggio è effettivamente odioso come si conviene ed è reso ancor più magistralmente da una voce di gran valore, sempre protagonista, ampia, rotonda che supera sempre l’orchestra senza alcuna fatica. A fuoco e centrato tanto vocalmente che nel personaggio Marko Mimica come Bidebant; completano il cast Alisa di Miriam Artiaco, il Normanno di Marco Miglietta ed Vincenzo Peroni nei panni del malcapitato Lord Arturo Bucklaw, tutti molto coinvolti scenicamente come il resto del cast.
L’orchestra diretta da Daniel Oren assume grande vigore e temperamento, ma raggiunge l’apice della dolcezza grazie alla presenza del verrofono, la moderna versione della glassarmonica, un tutt’uno con la voce della Pratt nella scena della pazzia. Oren dona teatralità all’azione accompagnando con estrema cura le voci, dando loro il giusto respiro e assecondando la linea melodica. L’orchestra produce un suono pieno, caldo e ben bilanciato, evitando il più possibile di sovrastare chi è in scena, nonostante la conformazione della sala che tende a restituire al pubblico maggiormente ciò che proviene dalla buca, se non altro dalla postazione dove siamo di solito. Anche il Coro del Comunale di Bologna è parte fondamentale dello spettacolo, ben preparato da Gea Garatti Ansini.
Il pubblico entusiasta ha apprezzato lo spettacolo tributando tantissimi apprezzamenti per i personaggi principali ed il Direttore, nonché per il resto del cast.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Direttore Daniel Oren
Regia Jacopo Spirei
Regia ripresa da Alessandro Pasini
Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Scene Mauro Tinti
Costumi Agnese Rabatti
Luci Giuseppe Di lorio
Assistente ai costumi Marianna Peruzzo
PERSONAGGI INTERPRETI
Lord Enrico Ashton Lucas Meachem
Lucia Jessica Pratt
Sir Edgardo di Ravenswood Iván Ayón Rivas
Lord Arturo Bucklaw Vincenzo Peroni
Raimondo Bidebent Marko Mimica
Alisa Miriam Artiaco
Normanno Marco Miglietta
Allievi della Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone
Nuova Produzione del Teatro Comunale di Bologna
con Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
FOTO ANDREA RANZI
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