A Trieste, un'ondata di ironia, musica e satira ha brillantemente concluso la stagione del Teatro Verdi. Il nuovo, sfavillante allestimento di "Candide" di Leonard Bernstein, una coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, ha visto il debutto alla regia di Renato Zanella Affiancato dalla solida direzione del Maestro Kevin Rhodes, che ha affrontato per la prima volta in Europa questa gemma bernsteiniana, lo spettacolo si è rivelato una piacevole sorpresa
Definita dallo stesso Bernstein come la sua "lettera d'amore musicale all'Europa", "Candide" è un sapiente mix di operetta, musical e opera lirica, arricchito da incursioni jazz e latinoamericane. Nonostante le difficoltà legate alla persecuzione maccartista negli anni '50, Bernstein riuscì, dopo innumerevoli rimaneggiamenti culminati nella versione scozzese del 1988 presentata a Trieste, a creare un'opera colta e sofisticata. Al contempo, la leggerezza e il divertimento ne fanno una vera e propria satira danzante del potere, liberamente ispirata al celebre romanzo di Voltaire.
Questa eclettica fusione musicale è stata splendidamente valorizzata dai costumi esuberanti, efficacissimi e quanto mai pertinenti di Danilo Coppola, che si sono integrati alla perfezione nella visione di Renato Zanella. Il regista veronese, supportato dalle suggestive scene di Mauro Tinti, ha saputo magistralmente sottolineare la duplice natura del testo e la pungente provocazione musicale di Bernstein. L'impianto scenico, affascinante, si ispira chiaramente al "Flauto Magico" di Damiano Michieletto: una grande aula con una triplice lavagna si apre per rivelare controscene surreali: dal Barone e la Baronessa che si dimenano da un palco d'opera, al ricco ebreo e l'arcivescovo incatenati a pali da lap dance, fino a carri armati, ballerine e terrificanti scene infernali durante l'Auto da fé. L'intera composizione si presenta non solo come un viaggio musicale e un giro del mondo, ma come un vero e proprio percorso iniziatico. Si parte da una "Westfaliae Universitas", un'università della vita le cui lettere, alla fine, cadono per svelare un messaggio intramontabile: "W la verità".
Il cast si è distinto per affiatamento e grande impegno, sebbene sia mancato un po' di brio che sicuramente verrà guadagnato nelle prossime recite. Nel ruolo del protagonista Candide, il tenore Enrico Casari ha saputo rendere la candida ingenuità e le peripezie del personaggio con grande verve. Accanto a lui, la travagliata Cunegonde ha trovato un'interprete convincente in Tetiana Zhuravel, la cui voce ha saputo spaziare tra i virtuosismi della partitura, pur apparendo frenata dal punto di vista scenico.
Particolarmente apprezzato è stato Bruno Taddia nel poliedrico ruolo di narratore come Voltaire/Dott. Pangloss/Martin/Cacambo, capace di passare con disinvoltura da una caratterizzazione all'altra, incarnando con ironia la filosofia leibniziana messa alla berlina. Un plauso va anche a Madelyn Renée, che nel ruolo spregiudicato della Old Lady ha saputo conquistare il pubblico con la sua verve e l'esperienza scenica.
Completano il cast principale Aloisa Aisemberg, che ha interpretato una vivace Paquette, l'ottimo Felix Kemp nel triplice ruolo di Maximilian/Capitain/Tsar Ivan, e il bravo David Astorga come The Governor/Vanderdendur/Ragotski, sopravvissuto a un attacco di tosse e soccorso dal direttore che ha interrotto la recita con un laconico "And this is when the singer gets a cough". Buona la prestazione di tutti gli altri numerosi interpreti.
L'orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si è dimostrata eccellente, suonando magnificamente. Diretta con mano ferma e sensibile da Kevin Rhodes, che palesemente ama molto questa partitura ricchissima, complessa e cangiante come poche, l'orchestra ha saputo cogliere tutte le sfumature musicali.
Eccellente la prestazione del Coro, che ho visto muoversi e divertirsi dopo anni.
Il pubblico, seppur inizialmente un po' provato, si è scaldato in corso d'opera decretando un pieno successo per l'intero cast, il direttore e il team registico. Assolutamente da non perdere.
La recensione si riferisce alla serata del 13 giugno 2025.
PRODUZIONE E INTERPRETI
Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Maestro Concertatore e Direttore KEVIN RHODES
Regia e Coreografie RENATO ZANELLA
Scene MAURO TINTI
Costumi DANILO COPPOLA
Assistente alla regia OSCAR CECCHI
Maestro del Coro PAOLO LONGO
Candide ENRICO CASARI
Maximilian / Capitain / Tsar Ivan FELIX KEMP
Cunegonde TETIANA ZHURAVEL
Voltaire / Dott. Pangloss / Martin / Cacambo BRUNO TADDIA
The Old Lady MADELYN RENÉE
The Governor / Vanderdendur / Ragotski DAVID ASTORGA
Paquette ALOISA AISEMBERG
Inquisitor I / Charles Edward / Father Bernardo / First Jesuit SAVERIO PUGLIESE
Inquisitor II / Croupier YURI GUERRA
Inquisitor III / King Stanislau GIULIO IERMINI
Sultan Achmet / Crook XIN ZHANG
Hermann Augustus ZHIBIN ZHAN
Cosmetic Merchant DAX VELENICH
Alchemist FRANCESCO CORTINOVIS
Junkman ARMANDO BADIA
Bear Keeper GIANLUCA DI CANITO
Doctor RUSTEM EMINOV
ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
NUOVO ALLESTIMENTO
Foto Teatro Lirico G. Verdi, Trieste
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