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LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, SABATO 13 MAGGIO 2017

Lucia di Lammermoor è uno di quei fulgidi esempi di quanto un’opera si possa vedere e rivedere senza mai stancare, che si tratti di un nuovo allestimento, per la curiosità di capire come il regista interpreta i forti contenuti in essa espressi, o si tratti di uno spettacolo ormai celebre, per capirne il successo e riviverne le emozioni. Il Lirico di Cagliari ha difatti riproposto l’ormai famoso allestimento del dramma donizettiano che nel lontano Duemila vinse il premio della critica Abbiati per la sua forte carica drammatica e probabilmente per alcune innovazioni sceniche, che allora parvero molto interessanti.  

Chi ama il capolavoro di Scott ed abbia in mente le atmosfere cupe, opprimenti e in un certo senso sospese del suo romanzo alla base dell’opera, ritrova infatti in questo allestimento lo stesso ambiente nebbioso e se vogliamo delirante che poi si concretizza nella follia della povera protagonista. Certo ormai siamo ben abituati a vedere prospettive tridimensionali, sfondi marini proiettati e delicati veli che si interpongano tra interpreti e pubblico, nascondendoli e poi svelandoli. Si tratta comunque di un allestimento di diciassette anni fa e probabilmente tanti elementi scenici di oggi sono anche figli di quel grande successo, interamente curato da Denis Krief.  Il regista fece punto di forza l’estrema semplicità della messa in scena, lasciando che fossero i personaggi a ‘riempire’ lo spazio scenico e drammaturgico, con le loro azioni, le espressioni del volto, i movimenti nello spazio, resi fluidi anche grazie anche a dei costumi intelligenti e curati, che ci fanno pensare come spesso accade ad un’epoca più vicina a noi rispetto all’originale. Lucia è dotata di una carica emotiva accentratrice, il palco sempre in semi oscurità sembra rilucere al suo comparire: è la forza dell’amore e della sua fedeltà ad una promessa che non può mantenere, l’energia pulsante di una mente controllata dal fratello egoista, ma che tenta disperatamente di riemergere. Non servono troppe cose per Krief: solo belle voci, grande presenza scenica e tanta carica emotiva.

 

Così risponde all’appello la Lucia di Marigona Qerkezi. Dotata di una voce ‘rotonda’e sostenuta bene col fiato, risulta particolarmente brillante nei centri in cui dosa con intelligenza il suono; non mancano dei bei filati che esaltano il lato dolce e sognante del personaggio. Un po’ rigidi forse i suoni più squisitamente acuti, che comunque il soprano riesce ad ammorbidire man mano che la voce si scalda. Totale la sua immersione nel ruolo che culmina con una scena della pazzia intensa.

Tutto cuore e sentimento il suo adorato Edgardo, alias Matteo Desole, che fa della generosità l’elemento caratterizzante della sua interpretazione: accorato e passionale, laddove talvolta mancherebbe un po’ di rifinitura nell’emissione, il timbro gradevole e la forza della passione fanno sì che il ruolo sia centrato. Il crudele ed egoista Enrico è un incredibilmente austero ed impassibile Luca Grassi: tanto il cuore della sorella si spegne di dolore e rassegnazione, tanto egli resta fisso sui suoi intenti, così il baritono utilizza il suo strumento dal colore ambrato per esaltare l’aspetto più rigido del ruolo.

Gianluca Margheri risulta meno incisivo rispetto ai suoi colleghi, poiché dall’integerrimo Raimondo Bidebent ci attendiamo un timbro profondamente scuro in grado di scavare a fondo e con volume nella cava più grave; qui il bel tono dell’interprete perde un po’ di mordente laddove necessiterebbe di più spessore. Chiudono il cast l’ interessante Alisa di Lara Rotili, il discreto Normanno di Mauro Secci ed il corretto Arturo di Murat Can Güvem.

Salvatore Percacciolo dirige l’orchestra del Teatro Lirico con molta attenzione al palco, accompagnando anche col labiale gli interpreti e facendosi costantemente vigile di quanto accade in scena; il suono dell’organico in buca è ampio, avvolgente e preciso nelle dinamiche.

Il coro preparato da Gaetano Matroiaco soffre leggermente nel volume quando posto molto indietro o al di là del tendaggio velato, ma è partecipe e preciso.

Pubblico non numeroso, forse per via del bel tempo e del weekend in corso, ma soddisfatto e caloroso sia durante lo spettacolo che al termine.

 

Maria Teresa Giovagnoli  

LA    PRODUZIONE

Maestro concertatore                       Salvatore Percacciolo

e direttore

regia, scene, costumi e luci               Denis Krief

maestro del coro                               Gaetano Mastroiaco

 

GLI    INTERPRETI

Lord Enrico Ashton                        Luca Grassi

Miss Lucia                                        Marigona Qerkezi

Sir Edgardo di Ravenswood           Matteo Desole

Lord Arturo Bucklaw                     Murat Can Güvem

Raimondo Bidebent                         Gianluca Margheri

Alisa                                                  Lara Rotili

Normanno                                        Mauro Secci

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Allestimento Teatro Lirico di Cagliari

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