Cerca nel sito

OTTONE IN VILLA, ANTONIO VIVALDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 10 LUGLIO 2020

DSC8897

Sembra quasi inverosimile trovarsi dopo più di quattro mesi di nuovo seduti in teatro per ascoltare musica dal vivo, in una Venezia ben lontana dalle popolatissime estati in cui turisti da ogni dove affollavano le calli e le piazzette con chiacchiere e risate. La stessa Fenice, che anche questa volta rinasce dalle ceneri di una emergenza sanitaria che sembra non aver mai fine, cerca di adattarsi alle nuove norme anti contagio per ricominciare ad ospitare musica, pubblico, bellezza dell’arte. Non è semplice: innanzitutto ridurre gli spettatori a massimo duecento, inoltre riprogettare una struttura nata in un certo modo e ribaltarla esattamente all’opposto, con platea sul palco e musicisti/orchestra in sala. E’ una suggestiva nave in costruzione, le cui sezioni trasversali avvolgono le poltronissime degli spettatori, a trovarsi sul palcoscenico in luogo degli interpreti che con l’ orchestra, ben distanziati e praticamente senza scenografia, si trovano al posto della platea che appare così contenuta e surreale. La Fenice vuole mandare un messaggio chiaro: navigare verso il futuro per un teatro che necessariamente cambia e si adatta ai tempi. Un azzardo coraggioso ma anche rischioso.

Continua a leggere

RIGOLETTO AL BARSO’ , PARMA – MERCOLEDI’ 1 LUGLIO 2020

0322_RigolettoAlBarso2020-1024x681

Il momento storico che stiamo attraversando in questi mesi, ben noto a tutti e che qui è inutile ripetere, ha praticamente azzerato qualsiasi evento artistico che coinvolga pubblico e artisti in scena. Nonostante la legge consenta la riapertura di teatri e sale da concerto, la maggior parte delle  istituzioni artistiche italiane e la quasi totalità di quelle mondiali,  hanno preferito cancellare tutta la programmazione in attesa probabilmente di un miracolo celeste che rimetta le lancette dell’orologio indietro di quattro mesi. Fanno eccezione poche realtà che con coraggio e convinzione hanno preso di petto la situazione, inventandosi nuove iniziative che rimettano in moto quella complessa e gioiosa macchina da guerra chiamata teatro, fatta di persone e artisti.

Continua a leggere

L'ESTATE SOTTO LE STELLE CON L'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA

.

Accademia Nazionale di Santa Cecilia 19/20

Santa Cecilia START

Da Beethoven a Mozart, un’estate sotto le stelle con l’Accademia di Santa Cecilia

 

Si riparte. Pronti per vivere nuove emozioni insieme ai musicisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e al loro Direttore Musicale Antonio Pappano. Si ricomincia, lasciando alle spalle tre mesi di stop dalla vita quotidiana che, tuttavia, non hanno mai fermato le iniziative e la musica. Ma dopo la pausa forzata per l’emergenza sanitaria, il mondo della musica riavvia i motori e torna ai concerti live, ripartendo dalle celebrazioni in omaggio a uno dei più grandi compositori della storia, Ludwig van Beethoven, del quale ricorrono i duecentocinquanta anni dalla nascita e che sono previste fino a dicembre 2020. Il calendario dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si arricchisce, quindi, con un Festival nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica dal titolo Beethoven STARt: cinque serate in cui sarà possibile riascoltare l’integrale delle nove Sinfonie eseguite dall’Orchestra e dal Coro dell’Accademia dirette da Antonio Pappano. Il primo appuntamento è per il 9 luglio alle ore 21 con le Sinfonie n. 1 e n. 3 “Eroica” per proseguire il 13 luglio ore 21 con le Sinfonie n. 4 e n. 7, il 16 luglio (ore 21) con le Sinfonie n. 2 e n. 6 “Pastorale” e il 21 luglio (ore 21) con la n. 8 e la n. 5. Gran finale il 24 luglio (sempre alle 21) con la Sinfonia n. 9 “Corale” che vede un cast prevalentemente italiano con Maria Agresta sopranoSara Mingardo contraltoSaimir Pirgu tenore e Vito Priante bassoIl Festival è realizzato con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Terminata la full immersion beethoveniana, la ricca stagione estiva di Santa Cecilia continuerà con tre serate che accompagneranno il pubblico fino alla pausa di agosto. Tre appuntamenti di diversa atmosfera musicale che prendono il via con il concerto del 29 luglio (Cavea, ore 21) il cui titolo – Libertango – anticipa un sensuale viaggio nella musica sudamericana. Brani dei più significativi compositori argentini del Novecento, come Ariel Ramirez, Fernando Otero, Carlos Guastavino e Astor Piazzolla saranno interpretati dal Coro dell’Accademia di Santa Cecilia – diretto da Piero Monti - e dall’ensemble Anna Tifu Tango Quartet, formazione con la quale da diverso tempo la giovane violinista esplora anche repertori di avanguardia e contaminazioni jazz. Lasciate le suggestioni della musica argentina, il 31 luglio (Caveaore 21) tornano i Carmina Burana di Orff, un classico sempre verde, molto amato dal pubblico, diretto da Piero Monti alla sua prima stagione alla guida del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Prima della pausa estiva (6 agostoCaveaore 21) l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia diretti da Carlo Rizzari salutano il pubblico con un concerto interamente dedicato a Mozart, Mozart sotto le stelle” durante il quale alcune delle più belle pagine dell’enfant prodige di Salisburgo – come la Sinfonia concertante e la Sinfonia  Linz – verranno eseguite sotto il cielo stellato della Cavea dell’Auditorium con la partecipazione delle prime parti dell’Orchestra: Francesco Di Rosa (oboe), Andrea Oliva (flauto), Guglielmo Pellarin (corno), Andrea Zucco (fagotto).

Si torna in Cavea il 4 settembre alle ore 21 dove Orchestra e Coro dell’Accademia saranno diretti da Alexander Lonquich, nella doppia veste di direttore e pianista, per continuare l’omaggio a Beethoven. Il programma prevede l’Ouverture scritta per il Coriolano di H. Joseph Collin, il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra e la Fantasia Corale.

L’11 settembre alle ore 21 Sir Antonio Pappano torna alla guida della sua Orchestra con un programma che impagina l’Ouverture Re Stefano di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Mendelssohn nell’interpretazione del pianista Francesco Libetta e la Sinfonia “Jupiter” di W.A. Mozart. Il 24 settembre (Cavea, ore 21) Antonio Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia renderanno omaggio alla musica d’oltralpe con un programma che impagina tre capolavori francesi: Le tombeau de Couperin di Ravel, la Sinfonia in do di Bizet e il Concerto per violoncello n. 1 di Camille Saint-Saëns interpretato dal violoncellista, prima parte dell’Orchestra ceciliana, Luigi Piovano. Saluto all’estate il 25 settembre, con un concerto (Sala Santa Cecilia ore 20.30) che vedrà l’eccezionale presenza di Maurizio Pollini, beniamino del pubblico romano, che torna dopo tre anni con un concerto nel quale il pianista milanese ripropone alcune delle sue hit come gli Intermezzi op. 117 di Brahms, Drei Klavierstücke di Schönberg, la Polacca op. 44, la Barcarola op. 60, la Mazurka op. 56 n. 3 e lo Scherzo op. 39 di Chopin.

 

Continua a leggere

L’ITALIANA IN ALGERI, GIOACHINO ROSSINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020.

ATTO-1-01-Imaginarium-Creative-Studio

Torna L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini al Filarmonico di Verona, che mancava dal 2014 su questo palcoscenico e che rivive grazie alla collaborazione con i Teatri di Pisa e Trieste. L’emergenza sanitaria che imperversa nel nord d’Italia ha condizionato un buon numero di spettatori che ha preferito restare a casa, ma il pubblico presente ha potuto assistere ad uno spettacolo frizzante, giovanile e ben confezionato. Il regista Stefano Vizioli è riuscito a divertire grazie ad una serie di scene divertenti che scivolano via leggere e con semplicità, poiché tutti i protagonisti hanno qualcosa di particolare che li distingue per verve e comicità. È pieno di colore il palco allestito da Ugo Nespolo anche autore dei costumi orientaleggianti che fanno pensare ad un cartone Disneyano, e tutto ciò che vediamo ha uno stile naïf vivace ed accattivante, capace di attirare giovanissimi e adulti sognatori. In sintesi un allestimento tutto da gustare e da vivere, che non annoia assolutamente e rende giustizia al capolavoro senza tempo del grande pesarese.

Continua a leggere

L’ELISIR D’AMORE, G. DONIZETTI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, MARTEDI’ 18 FEBBRAIO 2020

DSC1271-1

Torna sulle tavole del Teatro La Fenice di Venezia “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti nell’ormai “storico” allestimento di Bepi Morassi che ha avuto il suo debutto nel 2003 e da allora ha visto alternarsi schiere di cantanti e direttori d'orchestra più o meno a loro agio nel lavoro del maestro bergamasco.

Uno spettacolo fatto di pochi elementi scenici (firmati da Gianmaurizio Fercioni che cura anche la preparazione dei costumi), che guidati da una sapiente mano di altissima scuola registica, si inseriscono nella trama del favoloso libretto di Felice Romani, con una leggerezza ed un garbo ormai sempre più rari.

Continua a leggere

FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI - TEATRO COMUNALE PAVAROTTI DI MODENA - DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020

unnamed-2

Mettere in scena un Falstaff che accontenti tutti non è impresa facile, come non è sempre possibile avere a disposizione interpreti che valorizzino i ruoli in campo e per di più in perfetto feeling con l’orchestra. Questa volta il Teatro Comunale di Modena, in collaborazione con Piacenza e Reggio Emilia, ha messo in piedi uno spettacolo che a nostro avviso è riuscito a coordinare al meglio i vari componenti in gioco per un allestimento gradevole, efficacie e quindi ben riuscito. Leonardo Lidi intelligentemente ha confezionato uno spettacolo che unisse al rispetto del libretto una certa fluidità nella narrazione, brillantezza nei caratteri e qualche momento di pura ilarità che però non sfocia assolutamente nel volgare o esagerato. 

Continua a leggere

BORIS GODUNOV, MODEST PETROVIČ MUSORGSKIJ – TEATRO VERDI DI TRIESTE, RECITA DI SABATO 8 FEBBRAIO 2020 

O1GpbYE

Quando le Fondazioni liriche compiono operazioni interessanti e sviano dalla tradizionale programmazione, pur sempre gradita, è un piacere recarsi a teatro per assistere a delle vere e proprie rarità musicali, quale il Boris Godunov di Musorgskij che davvero difficilmente viene messo in cartellone nel nostro Paese. Scopriamo che dal 1911 è stato rappresentato al Verdi di Trieste per 10 volte ed ora torna su questo palcoscenico con la storica produzione del secolo scorso targata Yurii Victorovych Chaika e le scene ed i costumi sontuosissimi di Anatoly Arefev, in coproduzione con il Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro (Ucraina). Molti sanno che la genesi del Boris non è stata delle più semplici e che l’opera fu riveduta dall’autore rispetto alla prima stesura del 1869, causa l’immancabile censura. La versione del Verdi di Trieste è datata 1872 e vede l'attuale revisione delle parti orchestrali ad opera del Maestro Alexander Anissimov, che dirige proprio in questa occasione. La produzione triestina tiene naturalmente conto dell’orchestrazione più eseguita, ossia quella di Rimskij-Korsakov, congiuntamente all’edizione Lamm – Asafev targata 1928. Sono state tagliate alcune scene e personaggi per rendere più fluida la narrazione, che termina difatti con la morte di Boris e non con il lamento dell’Innocente.

Continua a leggere

PALLA DE’ MOZZI, GINO MARINUZZI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, RECITA DI SABATO 1 FEBBRAIO 2020; PRIMA ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI

_X9A5688

Ancora una volta il Teatro Lirico di Cagliari propone una operazione molto ardita, inaugurando anche quest’anno la stagione operistica con una riscoperta, una prima esecuzione in tempi moderni, scegliendo per la precisione uno dei componimenti di Gino Marinuzzi, grandissimo direttore d’orchestra italiano ed anche compositore vissuto tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento del secolo scorso.  Palla de’ Mozzi fu scritta nel 1932 e visse un decennio di buona fortuna nei teatri italiani, poi più nulla fino a quando i discendenti del Maestro hanno potuto riascoltarne le musiche dopo quasi ottant’anni di oblio, proprio all’inizio del nuovo decennio del nostro secolo. In essa vi è certo l’esperienza musicale del direttore d’orchestra, dell’appassionato di Wagner e la maestosità delle sue opere, dell’amore per Richard Strauss ed i suoi componimenti, ma anche la passione dirompente del melodramma italiano dell’Ottocento con i suoi grandi esponenti che tanto diresse nella sua carriera. In ‘Palla de’ Mozzi’ risuonano echi di melodie popolari, tumulti di eserciti e fuochi di passioni amorose, intrecciate in modo tale da servire ad una trama a nostro avviso piuttosto semplice, che dunque necessita di una forza particolare nell’accompagnamento per ‘spiccare il volo’. Il tema della battaglia e dell’assedio cui si fonda il libretto, con i suoi risvolti morali per i protagonisti dalle vite intrecciate, caricano di forza la musica, sì da restare costantemente ‘in tiro’, se ci è concessa l’espressione, portando i protagonisti ad un canto quasi sempre sulla tessitura più alta, con rari momenti di distensione. Di conseguenza anche il Maestro Giuseppe Grazioli ha condotto l’Orchestra del Lirico sempre alla ricerca di un suono teso, dirompente, che esalti e forse completi ciò che avviene in scena, anche se talvolta piuttosto uniforme nei volumi per così dire ‘importanti’.

Continua a leggere

CRESCE ULTERIORMENTE NEL 2020 IL NUMERO COMPLESSIVO DEGLI ABBONATI AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Teatro_Comunale_Bologna

 

Si avvia alla conclusione la campagna abbonamenti 2020 del Teatro Comunale di Bologna, registrando dati particolarmente positivi rispetto sia al numero di abbonati sia all'incasso di biglietteria. Dal raffronto sul triennio 2018-2020 emerge che il totale complessivo di abbonati alle Stagioni d'Opera, Sinfonica e Danza supera il 30% di incremento, raggiungendo quota 4.100 circa, mentre sfiora un aumento del 40% l'introito di biglietteria.

Dopo l'importante crescita riscontrata già nel 2019 rispetto al 2018 (25% ca. in più di abbonati e di incasso), anche il 2020 conferma la tendenza positiva guadagnando sull'anno precedente un + 5% ca. di abbonati e un + 12% ca. di proventi.

Un dato particolarmente significativo riguarda gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2020: sono 933, contro i 705 del 2019. Crescono ancora di oltre il 5% gli abbonamenti alla Stagione Danza, introdotti con successo nel 2019, mentre si confermano in linea con l'anno scorso quelli alla Stagione d'Opera.

Se nel 2018 l'incasso totale di biglietteria proveniente dalla vendita abbonamenti era di 1.102.000 euro, nel 2019 è stato di 1.376.000 euro e nel 2020 ha raggiunto quota 1.532.000 euro.

A questo si aggiunge una informazione sulla presenza di pubblico estremamente positiva: ha fatto registrare il tutto esaurito in ogni recita l'opera che ha appena inaugurato la Stagione in corso, il “Tristan und Isolde” di Richard Wagner co-prodotto con il Théâtre Royal de la Monnaie, nell'ideazione artistica di Ralf Pleger e di Alexander Polzin e con la direzione di Juraj Valčuha.

«Sono particolarmente soddisfatto di questo triennio di lavoro – dice il Sovrintendente del Teatro Comunale Fulvio Macciardi – nel quale abbiamo puntato su un modello gestionale volto a valorizzare al massimo le potenzialità del Teatro, coinvolgendo il pubblico con un cartellone di qualità attento al grande repertorio ma anche alle proposte più innovative. I risultati raggiunti sono una conferma che tenere alto il livello di efficienza, aumentare l'offerta e la produttività, senza perdere di vista la qualità, è la strada giusta da percorrere. Se riempire la sala con titoli come La traviata o La bohème è quasi una certezza, farlo con Tristano e Isotta è una sfida più difficile da conseguire e il risultato ottenuto testimonia come il pubblico si riveli, ancora una volta, di qualità e attento all'offerta artistica. Affrontiamo, quindi, le nuove sfide della Stagione 2020 partendo da questi dati positivi, sperando di continuare a suscitare grande interesse e partecipazione con le nostre proposte».

Questi risultati si inseriscono, inoltre, nel profondo lavoro di risanamento che il Teatro ha compiuto nell'ultimo quinquennio, sotto l'egida del Consiglio di Indirizzo composto da Fulvia De Colle, Chiara Galloni, Andrea Graziosi, Michele Trimarchi, e – con il recente ingresso del socio privato, in rappresentanza della Fondazione Carisbo – Gianluigi Magri, che formalmente chiude il proprio mandato a inizio febbraio.

 «Sono stati anni caratterizzati da scelte difficili – affermano i consiglieri – dettate da un forte senso di responsabilità verso il conseguimento del pareggio di bilancio strutturale dell'Ente, che il nostro Consiglio era tenuto a garantire. Un Consiglio volutamente sobrio e senza protagonismi, che per statuto, per composizione e per le modalità dinamiche e puntuali con cui è intervenuto nella vita e per l'interesse del Teatro, ha rappresentato un momento di forte discontinuità rispetto al passato. I risultati finalmente raggiunti sia dal punto di vista manageriale che reputazionale ripagano ogni sforzo e non possiamo che essere soddisfatti di lasciare a chi succederà, e a tutta la cittadinanza, un Teatro che oggi ha la possibilità di progettare in grande, poggiando su basi in continua evoluzione, ma solide».

 

 

Continua a leggere

R. WAGNER, TRISTAN UND ISOLDE - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

pp8_PKvg

Per l'apertura della nuova stagione, il Teatro Comunale di Bologna ha prodotto assieme al Teatro de La Monnaie di Bruxelles, dove ha debuttato lo scorso maggio, un nuovo allestimento di Tristan und Isolde di Richard Wagner.

Lo spettacolo porta la firma di Ralf Pleger alla regia e Alexander Polzin alle scene ed è un lavoro che si colloca sulla scia di certi allestimenti concettuali tornati tanto di moda in questo periodo, soprattutto nell'area transalpina.

Nulla da eccepire, soprattutto se affrontato su di una partitura come appunto Tristan und Isolde dove la drammaturgia latita, l'azione pure, e lavorare su di uno spazio metafisico, quasi cerebrale, può risultare una carta vincente.

Non è il caso di Bologna dove abbiamo assistito invece ad uno spettacolo, a nostro personalissimo avviso, di una bruttezza disarmante oltre che vuoto di concetti, se si escludono delle strampalate idee che il regista Pleger enuncia nelle sue note di regia.

Per il regista e filmmaker tedesco, la musica di Wagner sarebbe stata scritta sotto l'influenza di droghe e il suo Tristan altro non è che il risultato "psichedelico" di allucinazioni dovute alla assunzione di psicofarmaci e droghe che hanno comportato una deviata percezione sulla nostra "normale' visione del mondo.

Continua a leggere

LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

Lucia-di-Lammermoor_FondazioneArena_FotoEnnevi_DSCF3077

Gennaio è un mese di inaugurazioni, di riprese e di ritorni, come quello di Lucia di Lammermoor al Teatro Filarmonico di Verona, che torna dopo lo spettacolo del 2014 ad inaugurare la stagione operistica del nuovo anno, che poi come sempre proseguirà in Arena ad inizio estate. Una scelta prudente quella della Fondazione Arena, che porta sul palco uno spettacolo già rodato del Teatro Verdi di Salerno e del regista Renzo Giacchieri che si è occupato di questo capolavoro sin dal 1984 con diversi allestimenti. Non c’è nessuna idea particolarmente originale o rivoluzionaria da parte del regista, ma semplicemente il gusto di seguire il libretto e gli eventi così come li si percepisce e con una ambientazione, curata da Alfredo Troisi, in grado di portare il mood della tragedia anche alla mente di chi osserva. Ne nasce uno spettacolo lineare, semplice ed efficace, di stampo tradizionale  con qualche accorgimento grafico al computer per rendere più suggestiva, ad esempio, l’idea di sangue versato e della tragedia di fondo. Al centro della narrazione vi è però non la truculenza dell’atto di Lucia, bensì il suo dramma mentale, la repulsione verso quello sposo affibbiatole per interesse in opposizione all’amore incondizionato che ella provava per il giovane Ravenswood. Dunque vi è una accentuazione estrema sulla parte del soprano per il suo agire, in una escalation di incredulità che si trasforma in follia. Attorno a lei ruotano tutti gli altri personaggi che in un modo o nell’altro causano o subiscono gli eventi.

Continua a leggere

CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA  - DOMENICA 19 GENNAIO 2020 

VERONA-LIRICA-2

L’associazione Verona lirica prosegue ormai da anni la sua missione di portare in concerto artisti nuovi o già affermati con l’intento di regalare momenti musicali interessanti e perché no gioviali ad un pubblico sempre più vasto che possa beneficiare di quanto la nostra cultura ha di più alto da offrire in campo musicale. Arie d’opera e pezzi di musica strumentale sono la formula adottata per quando si ha a disposizione un ensemble musicale del calibro del Trio Verona Lirica composto da Roberto Corlianò al pianoforte, Gunther Sanin al violino e Sara Airoldi al violoncello. Con loro il soprano Roberta Mantegna, il mezzosoprano Chiara Amarù, il tenore Giorgio Misseri ed il basso Biagio Pizzuti.

Continua a leggere

RADAMES & LOHENGRIN, PÉTER EÖTVÖS, SALVATORE SCIARRINO – TEATRO COMUNALE DI BOLZANO, SABATO 18 GENNAIO 2020

Lohengrin_Foto_MassimoFranceschini_Haydn_5

La Fondazione Haydn prosegue il suo viaggio attraverso la musica contemporanea con la nuova stagione intitolata Angel or demon, in linea con le introspezione ed i temi toccati finora con il progetto Opera 20.21. È la volta di un dittico in cui la musica di Péter Eötvös e di Salvatore Sciarrino fanno da sfondo a due vicende ispirate al mondo dell'opera lirica ma sono molto distanti tra loro per contenuti ed atmosfere. 

Continua a leggere

LUCREZIA BORGIA, GAETANO DONIZETTI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 GENNAIO 2020

iUNOF70

Sono i grandi traumi a renderci le persone che siamo.

Nello specifico, secondo la visione registica di Andrea Bernard, Lucrezia Borgia è diventata la donna che tutti conosciamo a causa della sua maternità rubata.

Il figlio perduto è la sua ossessione come dimostrano la culla onnipresente in scena, il latte materno che diventa l'antidoto al veleno e la morte trovata pugnalandosi i seni.

Il regista bolzanino porta avanti la sua idea fino in fondo, fa recitare tutti e, al netto di qualche eccesso nelle scene di gruppo, convince pienamente.

Le scene di Alberto Beltrame, arricchite dalle azzeccatissime luci di Marco Alba, sono essenziali, eleganti e soprattutto funzionali allo spettacolo, e non viceversa. Eleganti e atemporali i costumi di Elena Beccaro.

Il contributo decisivo al successo è quello della protagonista Carmela Remigio per cui era praticamente nata la produzione già andata in scena al Festival Donizetti e in seguito nel circuito emiliano.

Continua a leggere

A HAND OF BRIDGE , SAMUEL BARBER/ IL CASTELLO DEL PRINCIPE BARBABLÙ, BÉLA BARTÓK – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 17 GENNAIO 2020

DSC9231

La Fenice di Venezia apre l'anno nuovo con un doppio appuntamento molto particolare che vede impegnato il regista Fabio Ceresa nel concepire due storie in cui la vita di coppia è tutt'altro che facile, tanto nel reale con Barber, per la prima parte, quanto nella favola truculenta con Bartók per la seconda parte. 'A hand of bridge' è uno scorcio di vita famigliare in cui nessuna delle due coppie protagoniste è realmente felice e nell'arco di questa mano di gioco i quattro giocatori si lasciano andare a fantasie che portano lontano la loro mente. La stanza da gioco è allestita con un tavolo lungo il quale sono disposte le coppie e davanti a cui si materializzano le rispettive fantasie. Per una composizione brevissima Ceresa non si è risparimato in costumi, opera di Giuseppe Palella, comparse e coreografie curate da Mattia Agatiello per un effetto visivo garbato ed attraente. I protagonisti hanno dato tutto il possibile nei brevissimi interventi a loro destinati. Annunciato  indisposto, Gidon Saks ha in un certo modo assecondato la sua voce per esprimere un personaggio estremamente sofferente; il suo David recita più che cantare e le sue visioni immerso nei soldi e nel desiderio di una vita diversa dall'attuale sono sottolineati da un canto nervoso se non nevrotico; così la consorte di mezza età interpretata da Ausrine Stundyte è una donna tormentata dai fantasmi del passato e dal suo rapporto difficile con la madre; chiaro che anche per lei esprimersi con foga e sofferenza, anche grazie al timbro robusto che possiede, è stata la cifra interpretativa del ruolo di Geraldine. Più particolare e magari affine al pubblico la coppia Sally/ Billy. Lui uomo gelosissimo dell'amante con allucinazioni rosate che esprimono un desiderio di dolcezza evidentemente inappagato, lei del tutto presa dal meraviglioso cappellino visto in una vetrina. Tanto la Sally di  Manuela Custer è esplicitamente civettuola e frivola, in certi vezzi vocali che si concede, tanto il 'suo' compagno Billy,  Christopher Lemmings, è visionario e quasi ridicolo nei desideri maschili piuttosto scontati, con una voce che ne sottolinea le intenzioni.  E come fossimo entrati in una stanza sbirciando dalla finestra ne usciamo all'improvviso con le luci che si estinguono pian piano, tutte calibrate su toni del grigio, come la vita delle due coppie, del rosa dei sogni e del bianco e nero.

Continua a leggere

INAUGURAZIONE STAGIONE SINFONICA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – CONCERTO DEDICATO A MOZART CON ALEXANDER LONQUICH, VENERDÌ 10 GENNAIO 2020

main.PrimoConcertoMozart_FondazioneArena_FotoEnnevi_100120_0132_20200110

La stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona apre ufficialmente le porte al  nuovo anno nell’ambito degli eventi dedicati a Wolfgang Amadeus Mozart ed alla sua visita ufficiale a Verona avvenuta esattamente duecentocinquanta anni fa. Protagonista del concerto al Teatro Filarmonico cittadino sono stati l’Orchestra della Fondazione Arena ed il Maestro Alexander Lonquich in veste di pianista e direttore.

Non è facile scegliere come omaggiare il compositore austriaco considerando le innumerevoli esecuzioni in suo onore e la grande famigliarità con le sue opere. Per questa occasione il programma ha previsto comunque dei pezzi conosciuti ed apprezzati dal grande pubblico, eseguiti però con il tocco personale del direttore: la ‘Ouverture’, da Le nozze di Figaro, il  ‘Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595’ e la ‘Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551’.

Continua a leggere

DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO VERDI DI PADOVA, DOMENICA 29 DICEMBRE 2019

.

La stagione lirica padovana mette sul piatto conclusivo l’opera più nota della trilogia dapontiana, il Don Giovanni, che per significati profondi ed in continua evoluzione interpretativa, per drammaticità dell’azione e per implicazioni psicologiche, è forse quella che ha bisogno di maggiore approfondimento e coraggio per essere portata in scena. Ed il Teatro Stabile del Veneto compie questa coraggiosa operazione in collaborazione con il Teatro Sociale di Rovigo, affidando la concezione dello spettacolo a Paolo Giani Cei che per l’occasione si occupa anche di scene e costumi, il che rende unicità agli intenti ed al modo di rappresentarli.

Continua a leggere

G. PUCCINI, MADAMA BUTTERFLY - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, REPLICA DEL 17 E 22 DICEMBRE 2019

main.Madama_Butterfly_Ennevifoto_171219_DSCF6485_20191217

Torna sulle tavole del Teatro Filarmonico, a conclusione della rassegna autunnale  “Viaggio in Italia” ideata dalla Fondazione Arena di Verona, Madama Butterfly titolo tra i più rappresentati del compositore lucchese e dell’intera antologia operistica.

Luogo ideale per la sua rappresentazione, a differenza del vasto e dispersivo palcoscenico areniano, il teatro Filarmonico diventa cornice ottimale per una giusta fruizione di un lavoro che richiede spazi intimissimi e ben circoscritti per una tragedia che vuole “grande dolore in piccole anime” come scrisse lo stesso Puccini.

Lo stesso Puccini, quando vide la commedia  di David Belasco a Londra  e gli chiese l’autorizzazione a trarne un’opera, capì ben poco dei versi in prosa inglese ma rimase colpito quasi esclusivamente dall’atmosfera e dalla dimensione giapponese, che poi tradusse in musica non dando qualche pennellata di esotismo qua e là, ma chiudendo tutta l’opera in un cerchio sottile di stilizzata e nervosa ambientazione armonica.

Continua a leggere

TURANDOT, GIACOMO PUCCINI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, sabato 7 dicembre 2019

6OkGDjZ

Per inaugurare questa nuova stagione, il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha scelto di fare le cose in grande, mettendo in cartellone ben due titoli che si alternavano: Aida e Turandot.

Purtroppo non è stato possibile assistere ad entrambi, ma solo a una delle ultime recite di Turandot, la cui regia, come nel caso di Aida, è stata affidata alla coppia Katia Ricciarelli e Davide Garattini Raimondi. Vista la grande affluenza di pubblico mi è stato riservato un posto a scarsa visibilità, quindi posso riferire solo in modo limitato per quando riguarda la parte scenica; inoltre la posizione sopra la buca ha sicuramente sfalsato la mia percezione rispetto a una posizione più favorevole.

Continua a leggere

DON CARLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019

DSC8640

È un allestimento firmato Opéra national du Rhin Strasbourg  e Aalto-Theater Essen quella del Don Carlo della rinascita, del duro lavoro di ripristino e quindi dell’apertura di stagione d’Opera a Venezia, dopo i disastri causati dalla marea eccezionale delle settimane passate. È stato un visibilmente commosso Sindaco Luigi Brugnaro a salutare il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, presente in sala in rappresentanza delle Istituzioni, il pubblico di turisti ed appassionati e naturalmente tutti coloro che si sono impegnati affinché ancora una volta la città lagunare potesse ripartire e restituire non solo pian piano la normalità alla vita quotidiana, ma anche rendere possibile rituffarsi nella bellezza del teatro La Fenice e della musica che in essa viene prodotta.

Continua a leggere

logo mtg footerTutti i diritti riservati