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FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA PER IL VICENZA OPERA FESTIVAL

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Il Teatro Olimpico di Vicenza ha ospitato per la prima volta grazie alla storica Società del Quartetto un evento davvero interessante e di stampo internazionale che ha avuto infatti una piena e felice risposta di pubblico. La prima edizione del Vicenza opera festival ha inaugurato una serie di manifestazioni annuali dedicate alla lirica, frutto della volontà del Maestro Iván Fischer, direttore artistico, che ha portato nella nostra città un nutrito dispiegamento di forze tra musicisti ed interpreti che hanno reso possibile questa produzione anche grazie al contributo del Circolo degli amici del Vicenza opera festival, ossia un folto gruppo di appassionati e simpatizzanti melomani, circa una ottantina di persone,  che da diverse parti del mondo, anche le più remote, hanno sostenuto questo appuntamento. Una tre giorni dedicata alla lirica con due recite di Falstaff ed un gala - concerto lirico sinfonico con gli stessi interpreti dell’opera.

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ATTILA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA PER IL FESTIVAL VERDI , SABATO 13 OTTOBRE 2018

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In quest’opera di storia e popoli in guerra il regista  Andrea De Rosa vede solo sconfitti e ombre di fasti remoti. Nessuno può considerarsi veramente vincitore perché alla fine chi vince è ormai in declino e chi sembrava il più forte viene tradito. Così nel curare anche le scene De Rosa ci cala in un paesaggio quasi lunare che sembra più una visione che un luogo reale. Pasquale Mari con le sue luci contribuisce molto all’idea visionaria della regia, mentre adatti al contorno sono i costumi di Alessandro Lai. I protagonisti si muovono in questo ambiente sgretolato ed in polvere cantando principalmente in proscenio e rivolti al pubblico, con il coro quasi sempre in schiera. Tra simboli del potere ed immagini evanescenti si compiono le azioni previste e lo spettacolo scorre via senza intoppi e rispettando il più possibile il libretto.

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MACBETH PER IL FESTIVAL VERDI DI PARMA – TEATRO REGIO DI PARMA, VENERDI’ 5 OTTOBRE 2018

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E’ un Macbeth nebuloso, cupissimo, angosciante e prevalentemente onirico quello che Daniele Abbado porta in scena al Festival Verdi 2018. Non c’è molto da vedere ma tutto da ascoltare e ‘sentire’ nello stomaco, poiché le sensazioni vissute in scena con ardore dai protagonisti arrivano dritte al pubblico, letteralmente invaso dalle umide scie nebbiose e cangianti che avvolgono di mistero gli eventi, grazie ai riflessi di luci oscure, e sono di fatto gli unici elementi a popolare il palco. Proprio le luci di Angelo Linzalata costituiscono le fondamenta di una scena scarna che si affida quasi totalmente agli effetti di chiaro scuro per sottolineare le azioni.

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27 ottobre: Steinberg inaugura la Stagione de I Concerti al Regio di Torino

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I CONCERTI 2018-2019

Pinchas Steinberg inaugura la Stagione de I Concerti

In programma pagine di Brahms e Dvořák con l’Orchestra e il Coro del Regio

 

Teatro Regio, sabato 27 ottobre 2018 ore 20.30

 

Pinchas Steinberg inaugura la Stagione de I Concertisabato 27 ottobre, alle 20.30, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio. In programma: Karneval, Ouverture da concerto op. 92 di Antonín Dvořák e due grandi pagine di Johannes Brahms: le Variazioni in sib maggiore per orchestra op. 56a su un tema di Franz Joseph Haydn dal Chorale S. Antonii della Feldparthie n. 6, Hob:II:46 e Ein deutsches Requiem, con la presenza di Karina Flores, soprano, e Tommi Hakala, baritono.

Il baritono Tommi Hakala interpreterà i due numeri solistici presenti nella partitura: il n. 3 “Herr, lehre doch mich” e il n. 6 “Denn wir haben hie”. Il soprano Karina Flores è impegnata nel quinto movimento della partitura, una grande aria per soprano e coro in forma tripartita, dall’espressione estatica, accompagnata da morbidi arabeschi, che ricorda le arie delle Passioni di Bach. Il coro, impegnato in tutti e sette i numeri della partitura, è magistralmente istruito da Andrea Secchi.

Gli abbonamenti a 12 concerti sono già in vendita in biglietteria. I prezzi: Primo settore € 265; Secondo settore € 255; Terzo settore € 240Per gli Under 30, over 65, abbonati alla Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019 e a I Concerti 2017-2018: Primo settore € 145; Secondo settore € 135; Terzo settore € 120. I biglietti per tutti i concerti saranno disponibili da martedì 9 ottobre. Interi: Primo settore € 29; Secondo settore € 25; Terzo settore € 22. Ridotti: € 252320 (riservati agli over 65 e agli abbonati alla Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019). Per gli under16 l’ingresso ègratuito accompagnati da uno o due adulti, per i quali è previsto un biglietto a 20 €, i posti riservati a questa iniziativa sono limitati. Per gli under 18 e per i giovani che rientrano nella 18app, i biglietti, per qualsiasi settore, costano solo € 10. Un vero e proprio invito al concerto riservato ai più giovani.

Biglietti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio (aperta da martedì a venerdì ore 10.30-18, sabato 10.30-16 - Tel. 011.8815.241/242), pressoInfopiemonte-Torinocultura (via Garibaldi n. 2), on line su www.vivaticket.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270 (da lunedì a venerdì ore 9-12) o al Call center Vivaticket - Tel. 892.234.

Ulteriori informazioni su www.teatroregio.torino.it e su 

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LA MAHLER CHAMBER ORCHESTRA AL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA – DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018, TEATRO FILARMONICO DI VERONA

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Si avvia alle fasi conclusive il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona che domenica ha ospitato forse il più sofisticato concerto del festival, con la Mahler Chamber Orchestra in un programma variegato e particolarmente ricercato. Questa prestigiosissima orchestra risale al 1997 per volere del compianto Claudio Abbado, vanta presenze provenienti da tutto il mondo e può definirsi di fatto una compagine itinerante, tanta è la frequenza con cui si sposta e per quanti paesi ha ormai visitato per i suoi concerti. Colpisce la determinazione dei singoli elementi e la precisione del suono che nasce da gesti precisi, secchi se vogliamo, armonici fra gli elementi. Concertatore è il primo violino Matthew Truscott che con piccoli cenni dalla sua postazione dona l’impulso perfetto affinchè l’esecuzione abbia inizio.

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI’ 28 SETTEMBRE 2018

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Con Tosca di Puccini ci si assicura quasi sempre un bel successo di pubblico quando la si mette in scena ed il Teatro Grande di Brescia fa centro con uno spettacolo elegante di concezione, un cast omogeneo ed un tutto esaurito come nelle occasioni particolari, registrando così una serata complessivamente ben riuscita. Riparte dunque la lirica a Brescia, con il ritorno dopo sei anni di uno dei titoli più amati del compositore lucchese, nella visione drammaticamente lucida del regista Andrea Cigni che disegna una Roma realistica, quasi enigmatica ed ambrata, pienamente vissuta dai protagonisti che si insinuano con decisione e consapevolezza negli spazi progettati da Dario Gessati, le cui angolature consentono visuali, se non innovative, di sicuro impatto, con prospettive studiate al servizio dell’azione in essere. Come se gli stessi elementi scenici soffocassero chi li abita, un sottile senso di oppressione serpeggia nell’aria e le luci di Fiammetta Baldiserri sottolineano una certa oscurità insita tanto nella vicenda narrata quanto negli animi degli stessi interpreti, che di conseguenza enfatizzano le sfaccettature dei propri caratteri.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE, RECITA DEL 27.09.2018

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In un teatro strapieno principalmente di turisti in cerca di selfies e un occasione per sfoggiare le loro mise da sera, si è svolta la ottava replica di quindici (15!!) di quel Barbiere di Siviglia di Rossini, messo in scena da Bepi Morasssi per la prima volta ben 16 anni fa.

Titolo blockbuster e moneymaker del teatro La Fenice, il Barbiere di Siviglia di Rossini si dimostra, anche a distanza di quasi un ventennio, capace di richiamare schiere di spettatori in cerca di una serata di buona musica senza grosse pretese in uno dei teatri più belli ed affascinanti del mondo. Ben lo ha capito Bepi Morassi che ha pensato ad un allestimento tradizionale e funzionale nel senso più sincero ed ergonomico del termine, dove tutto lavora alla perfezione come una oliata macchina da guerra, per la soddisfazione di un pubblico particolarmente affezionato ad allestimenti sinceri e di poche pretese intellettuali.

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IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2018: PHILHARMONIA ORCHESTRA DI LONDRA, ESA-PEKKA SALONEN DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 22.09.18

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E' il tardo romanticismo a fare da padrone nel programma presentato dalla Philarmonia Orchestra di Londra nel concerto diretto da Esa-Pekka Salonen per il Settembre dell'Accademia al Teatro Filarmonico.

Schoenberg e Bruckner, due facce di una medaglia appuntata malamente sul petto di una vecchia Signora che si avvia ad una conclusione ingloriosa, quella Finis Austriae divisa musicalmente tra le operette degli Strauss e gli struggenti lieder di Wolf.

Werklaerte nacht” opera giovanile di uno Schoenberg non ancora completamente espressionista (la prima partitura radicalmente innovativa arriverà sette anni dopo con quella Kammersymphonie nata sotto il segno inconfondibile di rottura con la tradizione) è un poema sinfonico composto con la singolare destinazione, anziché per grande orchestra come nel modello straussiano, per pochi strumenti ad arco. In partitura sono segnati i progressivi riferimenti alla poesia di Dehmel dalla quale prende ispirazione, fino alla conclusione “trasfigurata” che risente in modo decisivo del linguaggio armonico wagneriano per la continua tensione delle frasi e per il continuo ed incessante cromatismo annacquato in un sviluppo tematico stupefacente.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2018, FILARMONICA DELLA SCALA, Myung-WHUN CHUNG DIRETTORE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA  17.09.2018

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Prosegue a ritmo serrato il programma del Settembre dell'Accademia 2018.

Lunedi 17 Settembre è stata la volta dell'Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Myung Wung Chung in un programma tutto Beethoven che ha visto l'esecuzione delle sinfonie n.6 e n.7 del compositore.

Dirigere Beethoven nel 21° secolo deve essere qualcosa di particolarmente difficile, soprattutto se si cerca di discostarsi dalla quelle chiavi interpretative che i fardelli pesantissimi di direttori del passato hanno lasciato nell' inconscio di musicisti e uditori contemporanei cresciuti a pane e dischi di Furtwaengler o Karajan. Provare a smarcarsi dalle linee interpretative di un Klemperer o di un Toscanini è cosa rischiosissima assai soprattutto se l'idea interpretativa non coincide con le aspettative del pubblico, e poco importa se il risultato è interessante o addirittura stupefacente, si rischia sempre di passare per dei sovversivi.

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LA YOUTH ORCHESTRA OF BAHIA CON MARTHA ARGERICH PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE 2018

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Uno degli appuntamenti più attesi del Settembre dell’Accademia Filarmonica 2018 era sicuramente il concerto che vedeva protagonista una straordinaria Martha Argerich che si univa all’orchestra giovanile di Bahia per il terzo appuntamento di quest’anno. Questa compagine di giovani, in alcuni casi giovanissimi musicisti, è di recente formazione e deve tutto al suo ideatore Ricardo Castro, a suo volta pianista e direttore, che dal 2007 ne è fondatore e direttore artistico. Un insieme di ragazzi visibilmente innamorati della musica, col ritmo pulsante sin dal primo attacco sonoro e che inevitabilmente coinvolge chi ascolta. Siamo certo lontani dal rigore inquadrato delle orchestre ben più blasonate ove la perfezione regna sovrana e forse talvolta la passione è messa in secondo piano. Ma questi ragazzi riescono a trasmettere la dedizione all’arte ed alla bellezza del proprio lavoro come suonassero da molto più tempo. Sensibile è stato il divario tra la prima e la seconda parte di un concerto piacevolissimo, ma che ha evidenziato se vogliamo quale repertorio sia più congeniale a questa frizzante orchestra.

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POLIDORO, ANTONIO LOTTI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA PER IL FESTIVAL ‘VICENZA IN LIRICA 2018’, replica di venerdì 7 settembre 2018

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Prima esecuzione assoluta in tempi moderni

Edizione a cura di Francesco Erle e Franco Rossi

E’ davvero con un pizzico di orgoglio che raccontiamo di quanto si adoperi la città di Vicenza (finalmente) grazie all’Associazione Vicenza in Lirica nel riscoprire la bellezza della musica barocca e dei rappresentanti che resero il nostro Paese, e nello specifico i compositori veneti, illustri nei secoli e studiati da professori illuminati e musicologi di tutto il mondo. Nella figura del direttore d’orchestra Francesco Erle scopriamo una passione ed un gusto per lo stile ed i contenuti di un’epoca irripetibile e di un musicista che merita di essere riscoperto ed ascoltato per la raffinatezza delle sue melodie: Antonio Lotti. Nonostante la fama che godette nel Settecento il compositore oggigiorno è noto soprattutto agli addetti ai lavori per ragioni che non sono tuttora spiegabilissime o comunque per via di una certa routine nel formulare i cartelloni operistici o magari una sorta di ‘pigrizia’ repertoriale degli interpreti. Fatto sta che dalle parole dello stesso Erle riscopriamo un musicista di una ricchezza espressiva ed anche innovativa per l’epoca, dato l’uso poi imitato di particolari finezze in partitura. Ecco che in questa ottica ha preso vita il ‘progetto’ Polidoro, poiché non si è trattato di una semplice rappresentazione in tempi moderni, ma proprio di un progetto che ha visto impegnati formatori vocali, uno studio approfondito dello spartito conservato al conservatorio di Napoli, con tutte le incognite ancora irrisolte, del musicista e della sua vita artistica, ed una ricerca su come riportare in scena concretamente tale composizione per cercare di avvicinarsi il più possibile a quanto prescritto dall’autore. Portando la lunghezza complessiva a meno di due ore il Maestro Erle, in collaborazione con il musicologo Franco Rossi, ha reso fruibile ad un pubblico moderno questo pezzo di storia italiana di cui anche noi siamo stati testimoni.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA FILARMONICA 2018, STAATSKAPELLE DRESDEN: Alan Gilbert direttore, Lisa Batiashvili violino - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, GIOVEDI' 6 SETTEMBRE 2018

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Appena li vedi entrare capisci subito cosa ti aspetterà.

I professori della Staatskapelle di Dresda, una delle più antiche compagini orchestrali al mondo, quasi coetanea dell' Accademia Filarmonica di Verona, quasi tutti uomini di mezza età, corroborati da un fisico che tradisce simpatia per birra e salsicce, raggiungono con piglio deciso, ordinato e preciso i loro leggii e senza il minimo rumore attendono in silenzio il la per l'accordatura dal Konzertmeister.

All'entrata del Direttore d'orchestra e della solista, lo statunitense Alan Gilbert e la georgiana Lisa Batiashvili, si alzano tutti all'unisono, pronti a colpire con le loro note, come una perfettamente oliata ed allegra macchina da guerra.

Ancora prima che la violinista Lisa Batiashvili inizi a suonare le sue 8 battute iniziali del concerto n.2 di Prokofiev senza accompagnamento orchestrale, li vedi già pronti con archetto in mano e concentratissimi in attesa dell'ordine di ingresso da parte del  Direttore d'orchestra.

Una disciplina ferrea e scontata che fa si che dal primo all'ultimo leggio, questi professori d'orchestra, suonino tutti allo stesso modo e con la stessa preparazione e capacità come se fossero tutti dei Konzertmeister, pronti a dare il massimo in un repertorio ad essi più che congeniale.

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VICENZA IN LIRICA RICORDA TULLIO SERAFIN CON MANUELA CUSTER AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA – SABATO 1 SETTEMBRE 2018

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Nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Maestro Tullio Serafin a cinquant’anni dalla scomparsa, l’Associazione Vicenza in Lirica è tra quelle che più si sta adoperando in tal senso, ed il concerto con il Mezzosoprano Manuela Custer accompagnata dal maestro Raffaele Cortesi al pianoforte, può considerarsi certo un omaggio al Maestro, ma anche e soprattutto un omaggio alla musica, alla passione che in essa muoveva il celebre Direttore d'orchestra, al profondo rispetto che provava nei confronti dell’Arte e della bellezza in ogni sua manifestazione, esplorando anche nuovi orizzonti con compositori a lui coevi ed innovativi per l’ epoca.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2018, ORCHESTRA ANTONIO VIVALDI E CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, 27 agosto 2018

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Come consuetudine ormai da qualche anno, l’Accademia Filarmonica di Verona, inaugura il   “Settembre dell'Accademia” con un concerto fuori abbonamento in anteprima, dedicato ad una realtà musicale giovane del panorama internazionale.

Quest'anno è stata invitata l'Orchestra Antonio Vivaldi alla quale è stata commissionata al suo compositore “in residence”, nonché co-fondatore Piergiorgio Ratti, una composizione per festeggiare il 475° anniversario dalla fondazione dell'Accademia veronese.

“Respiri per flauto e orchestra d'archi” scritta appunto da Piergiorgio Ratti, ha aperto la serata con un solista d'eccezione, il flautista veronese Tommaso Benciolini, concertista ormai affermatissimo nonostante la sua giovane età, ed ha visto impegnato sul podio Lorenzo Passerini, anch'esso cofondatore dell'Orchestra Vivaldi e suo Direttore Musicale.

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VERDI  OPERA  NIGHT – ARENA DI VERONA,  DOMENICA 26 AGOSTO 2018 

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Con un gala dedicato interamente alla figura di Verdi la Fondazione Arena di Verona ha omaggiato il compositore cui più deve la notorietà ed il prestigio internazionale, completando il cartellone del 96° Festival lirico con uno spettacolo in cui è protagonista la trilogia popolare con parata di stelle sul palco ed una scenografia naturale mozzafiato.  

Avendo a disposizione una infinità di allestimenti magnifici che nel corso degli anni hanno arricchito il palcoscenico veronese, Michele Olcese ha potuto selezionarne gli elementi essenziali che tra le più recenti produzioni potessero incorniciare con delle aggiunte il secondo atto di Rigoletto, il terzo de Il Trovatore ed il terzo di Traviata, per cui Stefano Trespidi ha creato una regia appropriatamente semplice, completata dalle proiezioni video dei diversi ambienti di Paolo Mazzon. Il risultato è stato uno spettacolo raffinato e curato in ogni dettaglio. 

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, G. ROSSINI - ARENA DI VERONA FESTIVAL, SABATO 4 AGOSTO 2018

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Nell'ambito delle innumerevoli celebrazioni per i centocinquant'anni dalla scomparsa di Rossini la Fondazione Arena di Verona non poteva non riportare sulla scena uno degli spettacoli più riusciti degli ultimi anni che conferma quanto Il barbiere di Siviglia possa essere attualissimo e sappia far divertire, pur riflettendo, con leggerezza e soprattutto molta intelligenza. Nel curare come sempre tanto la regia quanto l'aspetto scenico in tutte le sue parti, Hugo de Ana ci porta in una specie di giardino delle fate con rose giganti e farfalle svolazzanti, in cui tutti i protagonisti sono perfettamente integrati e  con semplici aggiunte la narrazione può rispettare il libretto in ogni sua parte. Tutto è studiato per rendere uno spettacolo, comunque lungo e complesso, brillante, scorrevole e soprattutto piacevole.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI – STAGIONE LIRICA DI PADOVA, GIOVEDI’ 2 AGOSTO 2018

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Per l’estate da un po’ di stagioni l’opera padovana si sposta nel cortile del Castello Carrarese che evidentemente offre buone opportunità in termini di spazi per il pubblico e per gli allestimenti degli spettacoli. Non vi era comunque bisogno di grandi spazi per la versione del Barbiere di Siviglia che Yamal das Irmich ha ideato per l’estate veneta che è andata in scena a Padova e poi replicherà a Bassano. Il regista coadiuvato da Matteo Paoletti Franzato per le scene ed i costumi ha una visione ben precisa nelle intenzioni di come caratterizzare i personaggi e farli interagire in scena tra loro. Come fossero tutti illusi nelle loro fantasticherie, solo Rosina ed Almaviva riescono alla fine a spuntarla e suggellare il loro amore. Rosina è tutt’altro che una povera indifesa, ed anzi sembra più una adolescente in preda alle mode ed alla sua vanità, mentre il conte sembra il vero 'so tutto' della situazione, pur se in verità un po’ insulso in certi costumi pensati per lui. Figaro è sì un gran mattatore, ma il re dei barbieri si rivela un troubleshouter quasi superfluo; il perfido Bartolo tiene inutilmente segregata in una enorme cassaforte luccicante la ribelle pupilla, ricoperta di banconote a simbolo della dote che reca a sé. E Don Basilio viene visto principalmente come un grande scocciatore. Spicca davvero il ruolo di Berta: qui è una sensualissima donna esperta di seduzione che conosce bene il suo padrone e sa persino come sedurlo. Neanche a dirlo cuori e fiori ovunque a simbolo di ciò che tutti inseguono in questa vicenda e che forse il regista augura anche al pubblico presente.

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AIDA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, CAST DI GIOVEDI’ 19 LUGLIO 2018

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Ennesimo cambio cast per l’Aida di Giuseppe Verdi del 19 luglio con interpreti alla loro prima per quest’anno e qualche conferma. L’allestimento ormai ben noto di Franco Zeffirelli di cui abbiamo recensito alla prima stagionale (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/aida-g-verdi-arena-di-verona-sabato-23-giugno-2018.html) suscita sempre il placet del pubblico e risulta comunque funzionale al libretto nella sua complementarietà tra scene ed azione, con le coreografie attinenti al contesto di Vladimir Vasiliev.

Ritorna quest’anno nel ruolo di Aida Maria José Siri,  che proprio il 19 luglio di tre anni fa ha festeggiato l’ormai superato traguardo della centesima Aida, personaggio nel quale mette sempre tutta se stessa come fosse il primo giorno, ma con rinnovato impegno e professionalità, forte di una voce uniforme ed efficacemente gestita.

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NABUCCO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 7 LIUGLIO 2018

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Il  mastodontico allestimento di Nabucco ideato l'anno scorso dal regista Arnaud Bernard torna a far parlare di sé a Verona, dove un anfiteatro gremito in ogni ordine di posto ha salutato con fragore ancora una volta l’opera verdiana che forse dopo Aida più lo rappresenta. Ci pare infatti stia vincendo l’intento del nuovo sovrintendente Gasdia di portare in scena spettacoli memorabili che conquistano l’occhio del pubblico, che di fatto finora ha sempre riempito l’Arena.

Secondo il regista fu talmente significativo il periodo risorgimentale italiano e l’influenza che la produzione verdiana ebbe allora negli animi del popolo non ancora affrancato dagli austriaci, che quasi doverosamente rende omaggio a quel momento storico, scegliendo le Cinque giornate di Milano, con questo allestimento che appunto l’anno scorso inaugurò il festival riportando tutti noi a quei tempi di conflitti e di ideali patriottici quasi ormai perduti. Milano, simbolo della rivoluzione e fulcro degli scontri del Marzo 1848; la Scala, a sua volta simbolo della città lombarda; i soldati, i tumulti e gli spari per strada: tutto vissuto tragicamente dai protagonisti di una vicenda famigliare e storica che dall’antica Gerusalemme arriva al nostro paese attraverso un viaggio temporale, storico e culturale.

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 30 GIUGNO 2018

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Ancora nel segno dell’intramontabile Franco Zeffirelli la Fondazione Arena di Verona ripropone come terzo titolo l’allestimento di Turandot che otto anni fa debuttò con un successo che si ripete ogni volta che il pubblico si trova ad ammirare quanto partorito dalla mente del regista fiorentino, che si avvale dell’esperienza di Emi Wada  per i costumi. Totalmente immerso in una regno fatato di ori e luci sfolgoranti, curate da Paolo Mazzon, scopo del regista è sempre quello di stupire rispettando il libretto. Il netto contrasto tra i vincenti al centro della scena ed il popolo sottomesso sempre in ombra e quasi sciame informe, l’alterigia della principessa e di suo padre, l’estrema mascolinità del pretendente vincitore e di tutti coloro che aspirano ad esserlo (come avanza fiero ed impassibile il principe di Persia verso la sua esecuzione), il coraggio della schiava Liù e la fierezza di Timur, la baldanza delle tre maschere... sono il cardine di questo spettacolo. Non solo dunque tanto fumo a riempire gli occhi, ma anche uno studio dei personaggi che si muovono ed agiscono come sul grande schermo, grazie anche a Maria Grazia Garofoli che coordina i movimenti coreografici. Chiaramente ci sono le classiche folle ingombranti, l’esagerato sfoggio del lusso, una atmosfera un po’ circense che può risultare stucchevole ad un certo punto. Ma d’altra parte siamo in una Cina fantastica ove tutto è possibile e non v’è limite all’immaginazione, e questo è Zeffirelli.

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