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Programmi del XIX Festival Pergolesi Spontini e la 52^ Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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Comunicato stampa

La prima mondiale della versione italiana di “Aucassin e Nicolette”di Mario Castelnuovo-Tedesco inaugura il 31 agosto al Teatro Pergolesi di Jesiil XIX Festival Pergolesi Spontini, che prosegue fino 28 settembre con 28 eventi sul tema “Futuro. Infinito”.

 

Nel cartellone della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi tre titoli del grande repertorio, “Madama Butterfly”, “Turandot” e “Carmen” di Bizet, una nuova produzione di CirOpera in prima rappresentazione assoluta, l’anteprima mondiale del balletto “Shine!” di Micha van Hoecke, un progetto con le scuole per l’apprendimento dell’opera lirica.

 

“Futuro.Infinito” è il tema del XIX Festival Pergolesi Spontini, rassegna internazionale ‘itinerante’ che si terrà dal 31 agosto al 28 settembre a Jesi, nelle Marche, e in luoghi di grande fascino artistico o paesaggistico della provincia di Ancona. Organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, e formato per la prima volta nella direzione artistica da Cristian Carrara, il Festival proporrà una riflessione sul futuro - e sulle radici storiche su cui si fonda - e la propensione verso l’infinito, con ogni evento che, attraverso punti visuali differenti, proporrà una particolare sfaccettatura del tema principale.

In cartellone, 28 eventi in 21 giorni e 10 location, con 2 prime mondiali, 2 co-produzioni, 3 nuove commissioni, 5 eventi per tutta la famiglia. 150 gli artisti coinvolti, di cui 65 under 35 ed 1 robot, attraverso diversi generi musicali – opere, concerti e spettacoli di teatro musicale, dal barocco al classico, dal jazz al musical al pop – e la contaminazione tra differenti linguaggi: poesia, danza, arte, visual design, mapping, astronomia, robotica, clownerie, narrazione, enogastronomia.

Un Festival nuovo, pensato per incontrare pubblici e gusti differenti, e che penserà anche ai bambini e alle loro famiglie, con la possibilità, inoltre, di lasciare i propri figli a divertirsi nei nostri laboratori musicali.

Anche nella 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesinon mancheranno le novità. Da ottobre a novembre, accanto a tre titoli del grande repertorio - “Madama Butterfly” di Puccini, “Turandot”di Puccini e “Carmen”di Bizet -sarà una nuova produzione di CirOperain occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e dei 50 anni dallo sbarco sulla luna. A giugno, il cartellone della stagione lirica si arricchisce di una nuova proposta di danza, con l’anteprima mondiale di “Shine!”nuova creazione di Micha van Hoecke, balletto dedicato ai Pink Floyd su musiche dal vivo, con la più importante band italiana di cover dell’indimenticabile gruppo britannico. Anticipa il cartellone, a maggio, un progetto di eccellenza in ambito musicale e teatrale per l’apprendimento dell’opera lirica, quest’anno sull’opera “Turandot”.

IlXIX FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI inaugura sabato 31 agosto ore 21 al Teatro Pergolesi di Jesi, con la prima mondiale della versione italiana di “Aucassin et Nicolette”(1938), cantafavola del xii secolo in quattro episodi per una voce, orchestra da camera e marionette di Mario Castelnuovo-Tedesco, con la regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, la voce del mezzosoprano Alessia Nadin, per una coproduzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Scritta nel 1938, pochi mesi prima della sua partenza per gli Stati Uniti, a seguito delle leggi razziali, “Aucassin et Nicolette”,fu messa in scena, nella versione originale in francese, per la prima volta solamente nel 1952 al teatro del Maggio Fiorentino. Il Festival contribuisce alla riscoperta di un capolavoro destinato a tutti, grandi e piccoli, producendo un nuovo fiabesco allestimento.

Dedicato alle famiglie e ad un pubblico di giovani e giovanissimi è anche il concerto “Sfida alla tastiera” (2 settembre ore 18, Jesi Piazza delle Monachette) con il pianista Roberto Prosseda in un originale programma in cui sfiderà il pianista robot Teo Tronico; il “Concert Jouet. Concerto semiserio per voce e violoncello” (8 settembre ore 17,30 Piazza delle Monachette) ispirato al mondo del clown, tra musica e fisicità; “Into the woods” (22 settembre ore 17, Teatro Pergolesi), dal capolavoro di Stephen Sondheim, un classico del musical teatrale che omaggia alcune delle più celebri fiabe dei fratelli Grimm, protagonista la Compagnia della Bernstein School of Musical Theater; il “Social Opera” spettacolo di teatro e danza (27 settembre ore 21, Teatro Pergolesi) ispirato all’opera Carmen di Bizet che vede in scena la compagnia OperaH, un gruppo di dodici persone con disabilità fisica/intellettiva, e gli studenti delle scuole della città di Jesi.

L’omaggio a Pergolesi e Vivaldi, tra antiche sonorità e variazioni elettroniche, vede ospiti internazionali. Tra loro il direttore d’orchestra e compositore MatthieuMantanus e la visual designer Sara Caliumi(4 settembre ore 21, Piazza delle Monachette) cui il Festival in coproduzione con Fondazione Pietà de’ Turchini ha commissionato un nuovo spettacolo dal titolo “BaroqueReloaded”, dove la musica barocca verrà riletta in chiave elettronica e “disegnata” secondo un unico e originale video mapping. La soprano Gemma Bertagnolli, tra le voci più note ed ammirate di questo repertorio, con Gli Archi del Cherubino, talentuoso Ensemble abruzzese di giovani, proporrà un viaggio ideale tra “La Furia e l’Estasi” su musiche di Vivaldi, Pergolesi e Bach (11 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò); il violoncellista Gaetano Nasillo, tra i più importanti specialisti del repertorio antico, propone il “Giardino di Partenope”, il 19 settembre ore 21 alla Chiesa degli Aroli di Monsano, con le sonate napoletane per violoncello (Pergolesi, Porpora, Alborea). “Le quattro stagioni”di Antonio Vivaldi saranno eseguite da I Solisti Aquilani in piazza delle Monachette (15 settembre ore 21), con uno spettacolo di video mapping appositamente commissionato per l’occasione.

In ambito classico il Festival vede la presenza di Francesca Dego, artista Deutsche Grammophone, tra le più importanti violiniste italiane, in duo con Francesca Leonardi nel concerto “Suite Italienne” con musiche di Respighi, Stravinskj, Szymanowski (1 settembre ore 21, Piazza delle Monachette); il pianista RaminBarhami, uno dei più raffinati interpreti bachiani, in duo con il flautista Massimo Mercelli, con in programma le sonate per flauto e pianoforte di J.S. Bach (“Bach Sanssouci”, 8 settembre ore 21, Piazza delle Monachette); lo spettacolo “Opera”in prima assoluta diretto da Beatrice Venezi (Teatro Pergolesi, 20 settembre ore 21), con un Ensemble di giovani solisti costituito per  l’occasione, in un innovativo progetto che nasce con il supporto di Casa Musicale Sonzogno e un gruppo di compositori contemporanei che riscriveranno le più celebri arie d’opera. In programma, inoltre, il concerto “Vibrato sublime” con musiche di Brahms e Mendelsshon, del Quartetto d’archi Maas& Young Strings Talents of the World (12 settembre ore 21, Teatro Pergolesi), e “Popularia Aurea” con musiche di Bach, Villa Lobos, Piazzolla, Bizet-Borne (28 settembre ore 18, Teatro Pergolesi).

Importanti e numerosi i concerti dal jazz ai confini del pop. Il 3 settembre ore 21 al Teatro Pergolesi, l’appuntamento è con Richard Galliano, il più importante fisarmonicista vivente, con il suo quintetto, in un programma che spazierà da Vivaldi alla musica d’oggi di Giovanni Sollima. Il 9 settembre ore 21 in Piazza delle Monachette suona il “Accordi e disaccordi”, Trio gipsy & swing jazz dalle atmosfere straordinarie, ospite fisso dei più importanti jazz festival del mondo. Tra le grandi voci, quelle di Antonella Ruggiero (14 settembre ore 21), che torna al Teatro Pergolesiin un programma di grandi successi della cantante e di brani della canzone d’autore italiana, e di Alice in “Art e Décoration” (21 settembre ore 21, Teatro Pergolesi), in un’interpretazione degli spartiti che anticiparono la forma-canzone nel genio di Satie, Fauré, Ravel, Villa-Lobos, Saint-Saëns. Il 17 settembre ore 21 il sassofonista Baptiste Herbin con la Colours Jazz Orchestra sarà in Piazza delle Monachette per un grande concerto in collaborazione con Jesi Jazz Festival.

Molti gli spettacoli concepiti per offrire, assieme alla musica, un’esperienza unica e multisensoriale. Come le “Visite musicali a Palazzo Pianetti” (1 settembre ore 17 e ore 19), un suggestivo percorso musicale dal ‘400 all’800, eseguito dal vivo e un allestimento di luci e colori in grado di coinvolgere tutti i sensi; il concerto “A riveder le stelle”(6 settembre ore 21), un format innovativo del Festival Pergolesi Spontini, con il pianoforte di Carlo Guaitoli al parco Colle Celeste di Maiolati, dove la musica condurrà in un percorso mozzafiato alla scoperta di astri e nebulose grazie alla partecipazione di Gianluca Masi, astrofisico e curatore scientifico del Planetario e Museo Astronomico di Roma; lo spettacolo “E come il vento” (10 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò), con la voce recitante di Carlo Rondoni dedicato alle celebrazioni per i 200 anni della scrittura de L’infinito di Giacomo Leopardi, il pianoforte di Nazzareno Carusi e la danza di Agnese Trippa; il balletto “Prélude à l’après-midi d’un faune”(13 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò) dal poema sinfonico di Claude Debussy nella versione coreografica di Amedeo Amodio, con i solisti della Daniele Cipriani Entertainment, la musica eseguita dal vivo da arpa e flauto, e la presenza dell’attrice Vanessa Gravina; infine tre concerti “Wine opera” (8, 15 e 22 settembre ore 11) nelle cantine del Verdicchio dei Castelli di Jesi Pievalta, Vignamato e Colonnara, tra le arie d’opera che evocano Amore, Gelosia e Frivolezza, gustando i sapori ed i profumi del luogo.

Il cartellone della 52ESIMA STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE DEL TAETRO PERGOLESIpropone tre titoli del grande repertorio ed una nuova produzione di CircOpera nella consueta collocazione autunnale, da ottobre a dicembre, una nuova produzione di danza a giugno, un progetto di avvicinamento al melodramma per le scuole del territorioa maggio.

Mercoledì 5 giugno ore 21 debutta in anteprima mondiale, al termine di una residenza artistica al Teatro Pergolesi, il balletto “Shine. Pink Floyd Moon”,coreografia e regia diMicha van Hoecke, dedicato ai Pink Floyd su musiche eseguite dal vivo dai Pink Floyd Legend, la più importante band italiana di cover dell’indimenticabile gruppo britannico, con i solisti e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment, per una nuova creazione nata dalla coproduzione tra Daniele Cipriani Entertainment e la Fondazione Pergolesi Spontini.

La Stagione Lirica in abbonamento di apre venerdì 18 ottobre alle ore 20.30 e domenica 20 ottobre ore 16 (anteprima giovani mercoledì 16 ore 16) con “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, diretta da David Crescenzi, con la regia di Matteo Mazzoni, le scene di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti. Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, nell’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini.

Venerdì 22 novembre ore 20.30, sabato 23 ore 20.30 (fuori abbonamento) e domenica 24 ore 16, con anteprima giovani il 19, 20 e 21 novembre, debutta in prima rappresentazione assoluta la nuova produzione di “CircOpera”, della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con El Grito Circo Contemporaneo all’antica e con Bernstein School of Musical Theater. Lo spettacolo, diretto da Marco Attura, con la regia di Giacomo Costantini, le scene di Benito Leonori ed i costumi di Beatrice Giannini, celebra i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 anni dallo sbarco sulla luna, e coniuga la tradizione operistica italiana con la tradizione musicale del circo.

Venerdì 29 novembre ore 20.30 e domenica 1° dicembre ore 16 con anteprima giovanimercoledì 27 novembre ore 16, va in scena l’opera “Turandot”di Giacomo Puccini, diretta da Pietro Rizzo con la regia, le scene, costumi e luci di Pier Luigi Pizzi, in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche e Teatro Marrucino di Chieti.

Venerdì 20 dicembre ore 20.30, domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, il Teatro Pergolesi, c’è “Carmen”di Georges Bizet, diretta da Beatrice Venezi con la regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims et Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche.

A maggio si terrà il Progetto Scuola InCanto 2018-2019, progetto di eccellenza in ambito musicale e teatrale per l’apprendimento dell’opera lirica organizzato da Europa InCanto in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini. Le scuole del territorio saranno coinvolte nell’allestimento dell’opera “Turandot” di Puccini in scena al Teatro Pergolesi dal 19 al 21 maggio, con la direzione artistica e musicale di Germano Neri, riduzione e adattamento di Nunzia Nigro, regia di Lisa Capaccioli, scene di Danilo Mancini , costumi di Francesco Morabito, suona l’Orchestra Eico, in scena i Cantanti di Europa InCantoe gli alunni degli Istituti Comprensivi “Marchetti” e “Senigallia Sud” di Senigallia, “San Francesco” di Jesi, “Raffaello Sanzio” e “Falconara Centro” di Falconara Marittima, “Caio Giulio Cesare” di Osimo.

Il Festival Pergolesi Spontini è organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini

Con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Regione Marche

Soci Fondatori Comune di Jesi - Comune di Maiolati Spontini

Partecipanti Aderenti Comune di Monsano - Comune di San Marcello

Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona

Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi - Leo Burnett - Starcom Italia

In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Macerata - Associazione Circolo Ernesto Nathan Jesi - Associazione Jesina Astrofili - Associazione Jesi Centro - Azienda agricola Pievalta - Azienda agricola Vignamato - Colonnara - Consorzio Marche Spettacolo e MAB Marche - Musei, Archivi e Biblioteche - Istituto Marchigiano di Tutela Vini - Residart Festival

Media partner Classica HD

 

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini

con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Marche

Soci Fondatori Comune di Jesi - Comune di Maiolati Spontini

Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di San Marcello

Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona

Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Starcom Italia

in co-produzione con Daniele Cipriani Enterteinment, Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Rete Lirica delle Marche, Teatro Marrucino di Chieti, Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims et Centre lyrique Clermont Auvergne

in collaborazione con El Grito Circo Contemporaneo all’antica, Bernstein School of Musical Theater, Europa InCanto

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Debutta al Comunale di Bologna un nuovo "Barbiere di Siviglia" che andrà in tournée in Giappone

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Comunicato stampa 

Il Teatro Comunale di Bologna produce
un nuovo Barbiere di Siviglia che andrà in tournée in Giappone
 

Dirige Federico Santi; regia di Federico Grazzini; protagonisti Roberto De Candia, Antonino Siragusa e Cecilia Molinari 

Il debutto a Bologna il 17 marzo con diretta su Radio3 Rai 

Repliche il 20, 24, 26 e 28 marzo; in scena in Giappone dal 16 al 26 giugno

È tutta italiana la nuova produzione del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 17 marzo alle ore 20.00 – in diretta su Radio3 Rai – con repliche fino al 28 marzo, per poi andare in tournée in Giappone in giugno, sempre con i complessi del TCBO. Il nuovo allestimento, interamente prodotto dal Comunale, è firmato dal giovane regista italiano Federico Grazzini, alla sua prima collaborazione con il teatro felsineo. Sul podio è chiamato il direttore d’orchestra torinese Federico Santi, già noto al pubblico bolognese per aver recentemente diretto I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini. Le scene sono di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Il coro è preparato da Alberto Malazzi.
 

Il capolavoro buffo in due atti di Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, sarà affidato a Bologna a una compagine di specialisti rossiniani, capitanata da Antonino Siragusa nelle vesti del Conte d'Almaviva (sostituito da Diego Godoy nelle recite del 24, del 26 e del 28 marzo). Insieme a lui in scena sono impegnati Roberto De Candia nella parte di Figaro (Vincenzo Nizzardo il 24, il 26 e il 28 marzo), Cecilia Molinari in quella di Rosina (Serena Malfi il 20 marzo), Marco Filippo Romano come Bartolo e Andrea Concetti come Basilio. Completano il cast Laura Cherici (Berta), Nicolò Ceriani (Fiorello), Sandro Pucci (Un ufficiale) e Massimiliano Mastroeni (Ambrogio). 

«Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale – dice il regista Federico Grazzini. Nell’opera di Rossini esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati, basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa: L’inutil precauzione. Se si cercasse di rileggere la storia esclusivamente in chiave realistica, certi elementi apparirebbero drammaturgicamente incoerenti: rappresentare il Barbiere in chiave metateatrale significa innanzitutto mostrare al pubblico che il mondo in cui è ambientata la storia è finto. 
Un altro elemento che attraversa l’opera e che abbiamo voluto tematizzare – prosegue il regista – è la follia, l’imprevedibile alternanza delle situazioni e la varietà del gioco teatrale che porta nel finale primo “il cervello poverello” dei personaggi e degli spettatori a “confondersi” e ad “impazzar”. Abbiamo deciso di sviluppare simbolicamente questo filo rosso per mezzo di un elemento: una palla da demolizione. La palla comparirà nei due finali come elemento di rottura che fa breccia nel reale: nel primo per far “rimbombare muri e volte con barbara armonia”, nel secondo per sancire festosamente la vittoria dell’amore come forza irrazionale sul mondo ordinato e dispotico di Bartolo». 

Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo di Automobili Lamborghini, che sceglie di sostenere per la quarta stagione consecutiva il Teatro Comunale, dopo l'Attila inaugurale del 2016, la Lucia di Lammermoor del 2017 e La bohème che ha aperto il cartellone 2018.

I biglietti (da 140 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo. 

Il barbiere di Siviglia è la produzione che il Teatro Comunale di Bologna ha scelto di portare in tournée in Giappone in giugno insieme alRigoletto di Giuseppe Verdi firmato dal regista Alessio Pizzech, anch'esso proposto prima a Bologna dal 19 al 30 marzo 2019. 

L’opera di Rossini andrà in scena a Osaka (Festival Hall) sabato 16 giugno, a Tokyo (Bunkamura Orchard Hall) mercoledì 20 giugno, a Yokohama (Kanagawa Kenmin Hall) venerdì 22 giugno, di nuovo alla Bunkamura Orchard Hall di Tokyo il 24 giugno e a Fukuoka (Across Fukuoka) il 26 giugno. La tournée è realizzata in collaborazione con la società Concert Doors Co. Ltd., che dal 1996 ha organizzato circa cinquanta tournée in Giappone insieme a teatri italiani ed europei. 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA 
Dramma comico in due atti 
Libretto di Cesare Sterbini 
Musica di Gioachino Rossini 
Direttore Federico Santi 
Regia Federico Grazzini 
Maestro del Coro Alberto Malazzi 
Scene Manuela Gasperoni 
Costumi Stefania Scaraggi 
Luci Daniele Naldi 
Assistente alla regia Angelo Smimmo 

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna 

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna 

Personaggi e interpreti 
Il Conte d’Almaviva Antonino Siragusa / Diego Godoy * 
Bartolo Marco Filippo Romano 
Rosina Cecilia Molinari / Serena Malfi ** 
Figaro Roberto De Candia Vincenzo Nizzardo * 
Basilio Andrea Concetti 
 
Berta Laura Cherici 
Fiorello Nicolò Ceriani 
Ambrogio Massimiliano Mastroeni 

Date 
Domenica 17 marzo 2019 - ore 20.00 - Turno Prima 
Mercoledì 20 marzo 2019 - ore 20.00** - Turno A 
Domenica 24 marzo 2019- ore 15.30* - Turno D 
Martedì 26 marzo 2019 - ore 20.00* - Turno B 
Giovedì 28 marzo 2019 - ore 18.00* - Turno P 
 
(Rocco Casaluci - foto di copertina)
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Sabato 23 marzo al Teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere splenderà “La Venezia del Settecento”: grande lirica su musiche di Vivaldi, Galuppi, Porpora e Lotti

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Concerto organizzato da Concetto Armonico con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere

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Illuminato dallo splendore di abiti barocchi, fra broccati preziosi ed elaborate acconciature, il Teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere in provincia di Venezia, ospiterà sabato 23 marzo, alle 21, il concerto lirico La Venezia del Settecento, evento promosso dall’associazione Concetto Armonico, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Archivio storico Tullio Serafin e con il patrocinio dell’Università Popolare di Cavarzere, sotto la direzione artistica di Andrea Castello.

Guidato dalle note di Antonio Vivaldi, Baldassare Galuppi, Antonio Lotti e Nicola Porpora, tra i compositori più attivi nella Venezia del XVIII secolo, il pubblico avrà l’occasione di rivivere il respiro di quell’epoca fertile e affascinante, nella quale la Serenissima, nonostante i profondi cambiamenti politici e sociali in atto, continuava ad essere il cuore pulsante della grande musica italiana ed europea. Un fascino senza tempo, il suo, che al “Serafin” di Cavarzere sarà confermato dal celebre controtenore Angelo Manzotti, affiancato per l’occasione da due giovani voci, scoperte durante il festival Vicenza in Lirica 2018: il contralto Maria Elena Pepi e il basso Michele Perrella. Gli artisti verranno accompagnati dall’applaudito Ensemble barocco Vicenza in Lirica, composto da Chiara Arzenton e Franz Sebastiano (violini), Filippo Berga (viola), Edvige Forlanelli (violoncello) e Alberto Maron (concertatore al cembalo).

Per quanto riguarda Vivaldi, il programma della serata prevede due brani per solo ensemble strumentale (Sinfonia Rv 168 si minore e Concerto per archi Rv 2113 do maggiore) e sette brani per voce solista ed ensemble, tratti dalle opere Orlando furioso, La fida ninfa, Tito Manlio, Juditha triumphans, Giustino e L’Olimpiade. Di Galuppi, invece, saranno eseguiti il Concerto in sol minore (per ensemble solo) e Già che morir degg’io da Antigona, mentre un assaggio della produzione musicale di Porpora, napoletano di nascita ma attivissimo a Venezia, verrà da Come all’amiche arene dell’opera Semiramide.

Quattro, infine, i brani di Lotti estratti dall’opera Polidoro, riscoperta lo scorso anno dal festival Vicenza in Lirica. La produzione dell’opera è stata firmata da Concetto Armonico con la direzione artistica di Andrea Castello, che ne ha proposto un raffinato allestimento al Teatro Olimpico, in prima mondiale in tempi moderni, con grande successo di pubblico e pieno apprezzamento da parte della critica italiana e internazionale. Direttamente dalla produzione vicentina e vestiti con i sontuosi abiti di scena firmati da Giampaolo Tirelli, i solisti Perrella e Pepi proporranno le arie Spera che la speranza, Ecco le orribili, Non vuol sangue e Costanza mio core, brano per il quale la voce del contralto si unirà a quella del controtenore Manzotti. L’opera vanta la revisione musicale curata dai Maestri Francesco Erle e Franco Rossi, che del repertorio barocco sono tra i massimi esperti in Veneto.

Alla serata parteciperanno inoltre i Patrizi Veneti, associazione padovana che rievoca l’ambientazione del Settecento, attraverso sontuosi costumi d’epoca ed un balletto del tempo.

Grazie a questo primo evento musicale, Andrea Castello ritorna nella sua città natale dopo tre anni di assenza: «Sono molto emozionato - dichiara - e ringrazio quanti hanno dimostrato interesse, in questo periodo, per la mia attività di direttore artistico. Con Cavarzere devo solo consolidare un “ponte” che esiste da sempre: la cultura è dialogo, è importante capirlo; è una linfa di vita e bellezza, che va sostenuta e non fermata».

Biglietti interi 10 euro, ridotti 8 (over 65, under 30 e Università popolare). Prenotazioni: Concetto Armonico (349 6209712, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), Ufficio Cultura del Comune di Cavarzere (0426 317190, dal lunedì al venerdì al mattino), biglietteria del Teatro “Tullio Serafin” (dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30 il venerdì e il sabato).

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Teatro Verdi Trieste: L'elisir d'amore visto da Botero secondo il Direttore artistico della Fondazione, Paolo Rodda.

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COMUNICATO STAMPA 

L’ELISIR D’AMORE

VISTO DA BOTERO

 DI GAETANO DONIZETTI


AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
Venerdì 15 marzo la prima rappresentazione

Secondo il Direttore artistico della Fondazione, Paolo Rodda, il nuovo allestimento della Nausica Opera International ispirato a ‘El circo’ di Fernando Botero sarà capace di stimolare fantasia e creatività, avvicinando questo melodramma giocoso in due atti al mondo delle favole.

“L’atmosfera fantasiosa nella quale sarà immerso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste per L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti – in scena dal 15 al 23 marzo – vuole essere quasi la continuazione di quello stile fiabesco che ha caratterizzato altri spettacoli di successo di questa Stagione lirica e di balletto”. Lo sottolinea il Direttore artistico della Fondazione, Paolo Rodda, evidenziando come “il nuovo allestimento della Nausica Opera International ispirato a ‘El circo’ di Fernando Botero sarà capace di stimolare fantasia e creatività, avvicinando questo melodramma giocoso in due atti al mondo delle favole, ritrovando quello spirito che ha animato La bella addormentata e Il castello incantato. Oltre alla scenografia circense – continua Paolo Rodda spiegando questa chiave di lettura molto particolare – non mancano altre suggestioni fiabesche: come nelle favole dei Fratelli Grimm, il personaggio più modesto, Nemorino (interpretato da Francesco Castoro e da Martin Sušnik, ai quali saranno affidate le arie più belle, come Una furtiva lagrima), riuscirà alla fine a vivere felice con la sua amata Adina”.

 

L’elisir d’amore, una delle opere più popolari da quasi duecento anni e molto amata a Trieste (solo negli ultimi nove anni è la terza volta che viene proposta, con allestimenti diversi), sarà diretta dal Maestro Concertatore e Direttore Simon Krečič, la regia e le scene sono di Victor García Sierra, i costumi di Marco Guion, light designer Stefano Gorreri. L’Orchestra e il Coro (diretto da Francesca Tosi) della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste saranno affiancati da un’importante compagnia di canto, composta da giovani e talentuosi artisti, fra i quali Claudia Pavone e Olga Dyadiv (Adina), Francesco Castoro e Martin Sušnik (Nemorino), Bruno De Simone e Dario Giorgelè (Il Dottor Dulcamara), Leon Kim e Enrico Marrucci (Belcore), Rinako Hara (Giannetta).

(la foto è di  Fabio Parenzan)

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - GARDINER DIRIGE BERLIOZ E DVORAK

Prove

Il viaggio in italia

di Ssir John Eliot Gardiner  

 

CS 

Il direttore inglese debutta sul podio ceciliano per dirigere la sinfonia n.7 di Dvořák e rendere omaggio a berlioz nei 150 anni dalla morte con due opere dedicate al bel paese: il carnevale romano e l’aroldo in italia. solista d’eccezione il violista antoine tamestit.  

Attesissimo debutto sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia quello di Sir John Eliot Gardiner, il celebre direttore inglese che giovedì 14 marzo ore 19.30 (repliche venerdì 15 ore 20.30 e sabato 16 ore 18, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica), per la prima volta alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si cimenterà in un programma dedicato a Berlioz e Dvořák.

Famoso nel mondo per le letture filologiche del repertorio antico, Gardiner non disdegna appassionate incursioni in quello romantico e a Roma dirigerà un programma in gran parte dedicato a Berlioz - del quale nel 2019 ricorrono i 150 anni dalla morte – autore molto amato da Gardiner che regolarmente negli ultimi anni lo ha inserito nei suoi concerti.

Nel concerto a Santa Cecilia, del compositore francese sarà possibile ascoltare due brani legati all’Italia: Carnevale Romano e Aroldo in Italia, scritti da Berlioz in omaggio al soggiorno nella città eterna dopo la vittoria del Prix de Rome nel 1830 che determinò la nascita di un forte legame con l’Italia e stimolò enormemente il compositore nella sua creatività. Nel Carnevale Romano del 1843, Berlioz riutilizza molti temi dalla sua precedente opera Benvenuto Cellini, ricreando con effetti sonori  l’atmosfera vivace e popolare del Carnevale che egli aveva vissuto in prima persona.

A quasi un decennio prima (1834) risale invece la Sinfonia Aroldo in Italia ispirata inizialmente da una richiesta di Paganini, grande estimatore di Berlioz, che commissionò al musicista un brano di particolare brillantezza da suonare con la sua viola Stradivari. Berlioz scrisse una partitura per orchestra, cori e viola dove la parte della viola venne però subito giudicata ‘poco solistica’ da Paganini che non la prese in considerazione per una eventuale esecuzione in pubblico. Nonostante questo episodio, Berlioz conquistato da un’idea poetica suggerita dalla lettura del Child Harold’s Pilgrimage di Lord Byron - autore che aveva approfondito nel periodo trascorso a Roma - diede vita alla sinfonia, con viola solista, Harold en Italie.

Lo spirito romantico e la voce di Aroldo sono rappresentati dalla viola solista suonata dal francese Antoine Tamestit, uno dei nomi di spicco nel panorama internazionale, dotato di una tecnica impeccabile combinata ad una potente forza comunicativa. Tamestit durante la stagione 2018/19 sarà impegnato in diversi concerti con Gardiner e i suoi ensemble.

Al clima incandescente della musica di Berlioz, Gardiner affiancherà la ricchezza timbrica e melodica della Sinfonia n. 7 di Dvořák.

 

 

Sir John Eliot Gardiner, torna a Roma l’8 maggio (Auditorium Parco della MusicaSala Santa Cecilia, ore 20.30) alla guida del Monteverdi Choir e dell’English Baroque Soloists – ensemble fondati dallo stesso Gardiner agli inizi degli anni Sessanta e da allora considerati punto di riferimento per l’esecuzione del repertorio barocco – nell’opera-oratorio Semele di Händel.

Antoine Tamestit

Antoine Tamestit è riconosciuto a livello internazionale come uno dei grandi violisti. È stato descritto in possesso di "un impeccabile tecnica che combina la musicalità senza sforzo con un facile potere comunicativo "(Bachtrack). Oltre alla sua impareggiabile tecnica e alla sua profonda musicalità, è noto per la profondità e la bellezza del suo suono con la sua qualità ricca, profonda, brunita. Il suo il repertorio è ampio e spazia dal barocco al contemporaneo. Nella stagione 2018/19, Tamestit è Artist-in-Residence della SWR Symphony Orchestra Stoccarda con la quale eseguirà i concerti di Schnittke, Walton e Hoffmeister. Lui inoltre suonerà e dirigerà la stessa orchestraorchestra in un programma dedicato Bach, Hindemith, Britten e Brahms. Sempre in questa stagione, visiterà gli Stati Uniti con Sir John Eliot Gardiner e l'Orchestre Révolutionnaire et Romantique e in veste di solista di Gardiner con l'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Torna a Londra Symphony Orchestra, e si esibirà con l'Orchestra Elbphilharmonie NDR, Dresden Saatskapelle, Orchestre de Paris a Parigi e in tournée, Vienna Symphony Orchestra, Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra e la Sinfonia di San Paolo  Orchestra. In recital e musica da camera, apparirà alla Philharmonie di Berlino, Wigmore Hall, Vienna Konzerthaus, Centre for Fine Arts di Bruxelles e Prinzregententheater a Monaco di Baviera. La prima esecuzione assoluta del Concerto per viola di Jörg Widmann in 2015 con l'Orchestre de Paris e Paavo Järvi, ha avuto rilevanza internazionale ed è seguito un tour. Tamestit è anche apparso come solista con orchestre come la  Philharmonic ceca, Tonhalle Orchestra Zürich, WDR Köln, Royal Stockholm Philharmonic, Philharmonia, BBC Symphony Orchestra, Scottish Chamber Orchestra e Chamber Orchestra d'Europa. Ha lavorato con molti grandi direttori, tra cui Sir John Eliot Gardiner, Valery Gergiev, Riccardo Muti, Daniel Harding, Marek Janowski, Antonio Pappano, François-Xavier Roth e Franz Welser-Möst.

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

giovedì 14 marzo ore 19.30 – venerdì 15 ore 20.30 – sabato 16 ore 18

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

John Eliot Gardiner direttore

Antoine Tamestit viola

 

Berlioz Carnevale Romano

Dvořák Sinfonia n. 7

Berlioz Aroldo in Italia

 

Biglietti da 19 a 52 Euro

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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Il Barbiere di Siviglia per la Stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma

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TEATRO REGIO logo_LOW

 

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STAGIONE LIRICA 2019

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

La celebre opera buffa di Rossini in scena al Teatro Regio di Parma

nell’allestimento di Beppe De Tomasi ripreso da Renato Bonajuto,

con le scene di Poppi Ranchetti, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Andrea Borelli. Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna

e del Coro del Teatro Regio di Parma dirige il cast con protagonisti

Xabier Anduaga, Simone Del Savio, Chiara Amarù,

Julian Kim, Roberto Tagliavini

Teatro Regio di Parma

22, 23, 24, 29, 30, 31 marzo 2019

Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini va in scena per la Stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma venerdì 22 marzo 2019 alle ore 20.00 (repliche 23, 24, 29, 30, 31 marzo) nell’allestimento creato nel 2005 da Beppe De Tomasi, di cui Renato Bonajuto riprende la regia, con le scene di Poppi Ranchetti, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Andrea Borelli. Protagonisti Xabier Anduaga (Il Conte d’Almaviva), Simone Del Savio (Don Bartolo), Chiara Amarù (Rosina), Julian Kim (Figaro), Roberto Tagliavini (Don Basilio), Lorenzo Barbieri (Fiorello), Eleonora Bellocci (Berta), Giovanni Bellavia (Un ufficiale) diretti da Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Nelle recite in programma il 23 e 30 marzo, in scena Francisco Brito (Il Conte d’Almaviva), Vincenzo Taormina (Don Bartolo), Carol Garcia (Rosina), Mario Cassi (Figaro), Guido Loconsolo (Don Basilio).

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Programmazione Teatro Regio Torino per Aprile 2019

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STAGIONE D’OPERA • “LA SONNAMBULA” DI VINCENZO BELLINI CON LA REGIA DI MAURO AVOGADRO. DIRIGE RENATO BALSADONNA

Dal 10 al 20 aprile, sul palcoscenico del Teatro Regio torna, dopo più di vent’anni, LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini. Renato Balsadonnadirige l’Orchestra e il Coro del Regio in questa delicata partitura dalle tinte pastello, con la regia di Mauro Avogadro. La protagonista dell’opera, Amina, è interpretata dal soprano Ekaterina Sadovnikova; Elvino è il tenore Antonino Siragusa, Rodolfo il basso Nicola Uliveri. Completano il cast Daniela Cappiello nel ruolo di Lisa, Nicole Brandolino in quello di Teresa e Gabriele Ribis come Alessio. Nel corso delle recite, l’11, 13 e il 19 aprile nei ruoli principali troviamo Hasmik Torosyan (Amina), Pietro Adaini (Elvino), Riccardo Fassi (Rodolfo) e Ashley Milanese (Lisa). Le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Giovanna Buzzi e le luci di Andrea Anfossi. L’allestimento del Regio, in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, sottolinea l’ambientazione sospesa, rarefatta, a volte accennata o solo suggerita, ove l’unica realtà definita è la purezza del canto dei due protagonisti. La produzione è realizzata con il sostegno di Italgas, Socio fondatore del Teatro Regio.

La diretta radiofonica dell’opera, curata da Susanna Franchi, sarà trasmessa su Rai Radio 3 alle ore 20 di mercoledì 10 aprile.

Mercoledì 3 aprile al Piccolo Regio Puccini ore 17.30, per “Le conferenze del Regio”, il musicologo Alberto Bosco è il curatore della conferenza di presentazione dell’opera, dal titolo: La sonnambula. Bellini tra luoghi ameni e foschi cieli (l’ingresso è libero).

I CONCERTI • L’ORCHESTRA E IL CORO DEL TEATRO REGIO DIRETTI DA ROLAND BÖER NELL’ “ELIAS” DI FELIX MENDELSSOHN

Giovedì 18 aprile ore 20.30 al Regio, Roland Böer sale sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio per l’esecuzione dell’oratorio ELIAS di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Böer, Direttore musicale e artistico del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, già assistente di Antonio Pappano al Festival di Bayreuth, ha diretto orchestre quali London Symphony, Filarmonica della Scala e Bayerischen Rundfunks. Elias, oratorio su parole dell’Antico Testamento, fu completato nel 1846 e prese a modello i grandi lavori barocchi di Händel e Bach. La partitura è un capolavoro di soluzioni formali, timbriche e armoniche, in cui troviamo possenti sillabazioni dei cori, arie di generosa espansione e colpi di scena di grande effetto narrativo. Tutto rende l’Elias, raramente presentato al pubblico, una pietra miliare del repertorio sinfonico-corale dell’Ottocento. Andrea Secchi è il maestro del coro.

50 ANNI DI AZZURRO • PAOLO CONTE TORNA AL REGIO PER UN CONCERTO SOLD OUT

Lunedì 15 aprile ore 21 al Teatro Regio, concerto di Paolo Conte dal titolo “Cinquant’anni di Azzurro”. I biglietti sono esauriti da tempo. Organizza Concerto Music (info: www.concerto.net).

IL REGIO IN PIEMONTE • IL QUINTETTO DI OTTONI PENTABRASS IN CONCERTO A RIVALTA DI TORINO

Per Il Regio itinerante, rassegna di concerti in Regione eseguiti da formazioni di Artisti del Teatro Regio, venerdì 5 aprile ore 21 a Rivalta di Torino, presso la Cappella del Monastero, suona il quintetto di ottoni Pentabrass. In programma, musiche di Haendel, Verdi, Brahms, Mozart, Bizet, Strauss, Gershwin e altri. Il concerto rientra nella XIII Stagione Concertistica di Rivalta di Torino. L’ingresso è libero.

INCONTRI CON IL BALLETTO • “ROMEO E GIULIETTA” DI PROKOF’EV E IL BALLETTO DI PERM RACCONTATI DA SERGIO TROMBETTA

Mercoledì 24 aprile al Piccolo Regio Puccini ore 17.30, per “Le conferenze del Regio”, il critico di danza Sergio Trombetta cura l’incontro, con ascolti e proiezioni video, Romeo e Giulietta. Un grande classico rinasce alle pendici degli Urali. Il balletto di Sergej Prokof’ev, protagonista ilBalletto dell’Opera di Perm sulla coreografia di Kenneth MacMillan, sarà in scena al Teatro Regio il prossimo mese di maggio, dal 3 all’8. L’ingresso alla conferenza è libero.

 

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OPERA 20.21 - Fondazione Haydn: La Wally a Bolzano il 21 e 23 marzo

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Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

COMUNICATO STAMPA

OPERA 20.21 2018/19

Bolzano, Teatro Comunale

giovedì 21.03.2019, ore 20.00 + sabato 23.03.2019, ore 20.00

La Wally

di Alfredo Catalani

Direzione musicale: Arvo Volmer

Regia: Nicola Raab

Produzione: Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

Coproduzione: Vereinigte Bühnen Bozen

Nuovo allestimento

COMUNICATO STAMPA 

Una donna contro tutto e tutti

La quarta edizione di OPER.A 20.21, stagione regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, si conclude con un nuovo allestimento de La Wally, opera di Alfredo Catalani riproposta in un allestimento innovativo con la regia di Nicola Raab.  Sarà una Wally senza i monti, ma con tutto lo spirito battagliero di una donna che non teme niente e nessuno.

A conclusione del suo viaggio nel teatro musicale di oggi, la quarta edizione di OPER.A 20.21, sragione regionale che la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con la Direzione Artistica di Matthias Lošek, propone un nuovo allestimento dell’opera di Alfredo Catalani La Wally, in scena al Teatro Comunale di Bolzano giovedì 21 (ore 20) e sabato 23 marzo (ore 20), per la regia di Nicola Raab.

Sul podio, Arvo Volmer, direttore principale dell’Orchestra Haydn. Interpreti: Charlotte-Anne Shipley (Wally), Alessandro Guerzoni (Stromminger), Francesca Sartorato (Afra), Francesca Sorteni (Walter), Ferdinand von Bothmer (Hagenbach),Ashley Prewett (Gellner), Enrico Marchesini (Pedone). Scene di Mirella Weingarten. Costumi di Julia Müer. Lighting design Clifton Taylor. Coproduzione Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e Vereinigte Bühnen Bozen.

Le rappresentazioni de La Wally saranno precedute dai consueti appuntamenti introduttivi, tutti previsti al Teatro Comunale: Oper.a Backstage, uno sguardo al “dietro le quinte” (lunedì 18 marzo, ore 18), e Oper.a Intro, un’ora prima dei due spettacoli. Sarà inoltre attivo un servizio navetta da Trento a Bolzano, e ritorno, su prenotazione da effettuare al momento dell’acquisto del biglietto.

Oggi non rappresentata così frequentemente come invece meriterebbe, opera classica e nel contempo moderna, La Wallysecondo Nicola Raab, premio Abbiati per la regia di Written On Skin di George Benjamin,si preannuncia liberata dai clichés e dal romanticismo da film a sfondo regionale e sentimentale-patriottico.  Non ci sarà nemmeno traccia di sfondi montani e paesaggi stereotipati: i costumi - in bianco e nero, a simboleggiare l’eterno contrasto che alberga nell’animo umano - e la scenografia saranno ridotti all’essenziale, dando così ancora più risalto alla lotta di una donna per raggiungere il posto a lei negato in una società dominata dagli uomini e al precipitare della sua vicenda umana. Sarà dunque una nuova Wally, pensata da Nicola Raab in perfetta sintonia con la filosofia di OPER.A 20.21: «Racconterò la storia così com’è, tenendo sempre a mente il romanzo di Wilhelmine von Hillern e le tendenze del XIX secolo in ambito operistico, che ritraggono la donna indipendente come una femme fatale che deve morire, pena lo scardinamento della società; la mostrerò nel modo più imparziale possibile, senza per questo minimizzare il ruolo della società, anzi, mi concentrerò sulla “donna  Wally” e sugli uomini che la circondano, cercando di vederli tutti, come persone. Mostrare senza giudicare. Concentrarsi sull’essenziale. E sarà possibile farlo grazie alla scenografia astratta. La Wally senza monti, ma non senza precipizi», dichiara la regista tedesca.

L’opera di Alfredo Catalani ha al centro una figura femminile che rivendica la propria indipedenza in un mondo dominato da uomini, che non si fa piegare dalle convenzioni: tema scottante a fine Ottocento, purtroppo attualissimo ancora oggi. Amori, risentimenti, rivendicazioni, ripensamenti si inseguono a ritmo serrato nella vicenda di una giovane donna che si ribella al volere del padre e ai tradimenti dell’amato, opponendosi alle umiliazioni inferte dall’uno e dall’altro. Sopraffatta dall’amore tramutato in odio, Wally medita vendetta ma, sul punto di vederla esaudita, sente riaffiorare il sentimento più bello.

Considerata la migliore di tutte le opere di Alfredo Catalani, La Wally debuttò Il 20 gennaio 1892 al Teatro alla Scala di Milano. Il libretto di Luigi Illica è basato sul romanzo Die Geierwally di  Wilhelmine von Hillern.  Catalani ne iniziò la stesura nel 1889, terminandola nel marzo del 1891. Nell'estate del medesimo anno, si recò in Tirolo assieme al celebre scenografo Adolf Hohenstein per osservare gli usi e i costumi locali. L’opera ebbe in passato una buona diffusione, arrivando anche negli Stati Uniti, soprattutto per merito di Arturo Toscanini, sincero ammiratore di Catalani, che la dirigerà più volte. La Wally venne diretta anche da Gustav Mahler, che la giudicò la migliore opera italiana che aveva diretto. Anche Maria Callas non fu estranea al suo fascino.

Trama

Il ricco possidente Stromminger di Hochstoff celebra il suo 70esimo compleanno. Alla festa sua figlia Wally si innamora di Hagenbach, un cacciatore di Sölden. Suo padre vuole però darla in sposa a Gellner. Wally si rifiuta e si esilia sui monti, dopo essere stata ripudiata dal padre. Dopo la morte di quest'ultimo, Wally torna in paese per riscuotere la sua eredità e viene a sapere che Hagenbach ama un'altra donna. Alla festa di Sölden Hagenbach scommette di riuscire a farsi baciare da Wally. Quando, a fatto compiuto, lui la abbandona, lei medita vendetta per l'umiliazione e assolda Gellner per uccidere Hagenbach, spingendolo in un dirupo. Wally però lo salva e gli confessa di avere commissionato il suo omicidio. Dopodiché si rifugia nuovamente tra le montagne, dove in cima al ghiacciaio i due innamorati si incontrano un'altra volta.

Nicola Raab _ regia

È tra le più prolifiche registe d’opera delle ultime generazioni. Ha lavorato in numerosi teatri quali Bayerische Staatsoper, Wiener Staatsoper, Welsh National Opera, Opernhaus Zürich, New Israeli Opera, Salzburger Festspiele, Teatro Regio di Torino, Teatro La Fenice di Venezia. Tra le sue produzioni: Artaxerxes di Leonardo Vinci, The Soldier and the Dancer di Bohuslav Martinů, Owen Wingrave di Benjamin Britten e A Flowering Tree di John Adams. Ha collaborato con importanti registi come Robert Carsen, Willy Decker, David Pountney, David Alden, Tim Albery, Patrice Caurier e Moshe Leiser. Attualmente Nicola Raab è impegnata in un nuovo allestimento di I Capuleti e i Montecchi al Bergen Nasjonale Opera. Sarà inoltre impegnata prossimamente in diverse produzioni al Teatro Nacional de São Carlos, all’Opéra national de Lorraine e anche a Malmö e Strasburgo. Per la regia di Written On Skin di George Benjamin, nell’allestimento della Fondazione Haydn, si è aggiudicata il Premio Abbiati dell’Associazione Critici Musicali Italiani.

Arvo Volmer _ direzione musicale

Nato nel 1962 a Tallinn (Estonia), ha studiato direzione d’orchestra con Olev Oja e Roman Matsov al Conservatorio della propria città natale, passando successivamente al “Rimskij-Korsakov” di Leningrado, dove si è diplomato con Ravil Martynov nel 1990; successivamente si è perfezionato con Helmuth Rilling negli Stati Uniti. Debutta quindi nel 1985 presso il Teatro d’Opera Nazionale Estone di Tallinn, istituzione di cui è direttore musicale dal 2004. Dal 1987 lavora con l’Orchestra Nazionale Estone, divenendone direttore stabile dal 1993 al 2011. Dal 1994 al 2005 è stato direttore artistico e musicale dell’Orchestra Sinfonica di Oulu (Finlandia) e dal 2004 al 2013 “Principal Conductor e Music Director” dell’australiana Adelaide Symphony Orchestra. Debutta con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento nell’ottobre del 2012, dirigendo il concerto d’inaugurazione della stagione; dal 2014 ne è il direttore principale. Con la direzione de La Wally collabora per la prima volta con OPER.A 20.21

Info

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

Info 0471 053800

www.haydn.it

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L'elisir d'amore visto da Botero. Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste dal 15 marzo

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COMUNICATO STAMPA

 

L’ELISIR D’AMORE

VISTO DA BOTERO

 DI GAETANO DONIZETTI
AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

Un nuovo allestimento della Nausica Opera International 
Venerdì 15 marzo la prima rappresentazione

L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, una delle opere più popolari da quasi duecento anni, ritorna al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste (dal 15 al 23 marzo) con un nuovo allestimento della Nausica Opera International ispirato a “El circo” di Fernando Botero. 
Maestro Concertatore e Direttore Simon Krečič, regia e scene di Victor García Sierra, costumi di Marco Gujon, light designer Stefano Gorreri con l’Orchestra, il Coro (diretto da Francesca Tosi) e i Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e un’importante compagnia di canto, composta da giovani e talentuosi artisti.

“Generosità, sensualità e colore sono caratteristiche che identificano lo stile unico e inconfondibile del maestro Fernando Botero. Nel tentativo di unire il suo stile con l’italianità” – spiega il regista Victor García Sierra – “mi sono ispirato a uno dei suoi quadri della serie ‘El circo’ e ho trovato un chiaro richiamo dei suoi personaggi con quelli dell’opera di Donizetti. A poco a poco ho scoperto, nella visione della vita che il maestro ci trasmette” – afferma Victor García Sierra – “un mondo pieno di poesia, che mi è servita come punto di partenza per scoprire in altre sue opere un gran numero di personaggi molto interessanti e per dare una versione particolare all’opera di Donizetti, nella quale tutti i cantanti solisti e gli artisti del coro diventano doppiamente protagonisti. Ognuno sarà un dipinto di Fernando Botero, che prenderà vita con la grande musica di Donizetti”. 

“Anche se scritto in pochissimo tempo, solo due settimane, L'elisir d'amore racchiude tutta la ricchezza del talento compositivo di Donizetti” – sottolinea il Maestro Concertatore e Direttore Simon Krečič -  “e merita assolutamente di essere annoverato tra i capolavori del belcanto. L'opera è ricca di bellissime melodie splendidamente orchestrate a creare diverse atmosfere sonore, per scene ed emozioni corrispondenti. Una trama brillante, con un libretto molto poetico, supportato da musica di prima classe: questa la combinazione fortunata che fa de L’elisir d'amore uno dei titoli d'opera più popolari da quasi due secoli”.

Rappresentata per la prima volta il 12 maggio 1832, L’elisir d’amore ottenne un successo grandioso, venne ripresa nei maggiori teatri italiani e tradotta anche all’estero, restando uno dei più importanti trionfi della carriera di Donizetti.
L’elisir d’amore è uno spartito complesso in bilico fra più generi, in cui s’incontrano caratteristiche di diversa provenienza, che s’integrano e si compensano a vicenda. La trama, un’inverosimile vicenda d'amore ambientata in un villaggio di contadini, contiene ogni sorta di espedienti: colpi di scena, ciarlatani che propongono filtri magici, improvvise eredità, gelosie, struggimenti, partenze per la guerra, fino all'allegro lieto fine, in cui anche i 'cattivi' si riscattano e trovano soddisfazione. La semplicità (che a volte sfiora la caricatura) dei sentimenti dei personaggi è un motivo comune all’opera romantica di ambientazione paesana. La scarsa definizione dei personaggi, che agiscono più come burattini (o se si vuole maschere) che come figure autonome provviste di una identità marcata, non va vista come un limite o un difetto: librettista e compositore accettano consapevolmente le regole del gioco dell’opera buffa, in cui più che la psicologia conta l’intreccio, e quest'ultimo a sua volta non è che un pretesto per numeri musicali brillanti, che si facciano ricordare e assicurino allo spettacolo successo e fortuna. (Dal testo di Francesco Bernasconi).


Locandina

L’elisir d’amore
visto da Botero

Musica di Gaetano Donizetti

Melodramma giocoso di Gaetano Donizetti
Ed. musicali: Kalmus & Co., New York

Ispirato a “El circo” di Fernando Botero

Maestro Concertatore e Direttore Simon Krečič
Regia e Scene Victor García Sierra
Costumi Marco Gujon
Light designer Stefano Gorreri
Maestro del Coro Francesca Tosi

Allestimento Nausica Opera International
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Personaggi e interpreti
Adina: Claudia Pavone (15, 17, 19, 23/III) Olga Dyadiv (16, 21/III)
Nemorino: Francesco Castoro (15, 17, 19, 23/III)Martin Sušnik (16, 21/III)
Il Dottor Dulcamara: Bruno De Simone (15, 17, 19, 23/III) Dario Giorgelè (16, 21/III)
Belcore: Leon Kim (15, 17, 19, 23/III) Enrico Marrucci (16, 21/III)
Giannetta: Rinako Hara

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Shiyeon Sung e Andrea Lucchesini suonano Bartók, Beethoven e Dvořák Domenica 3 marzo ore 17.30, Teatro Comunale di Bologna

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Comunicato stampa TCBO: Shiyeon Sung e Andrea Lucchesini suonano Bartók, Beethoven e Dvořák Domenica 3 marzo ore 17.30, Teatro Comunale

 

Debutta nella Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna il pianista Andrea Lucchesini, apprezzato dal Daily Telegraph per aver dimostrato «che il virtuosismo è solo una parte di un affascinante ventaglio di timbro, stile e mordente armonico». Vincitore del Premio Accademia Chigiana e del Premio Abbiati, domenica 3 marzo alle 17.30 nel teatro felsineo, Lucchesini propone una celebre pagina di Ludwig van Beethoven: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 15, composto tra il 1795 e il 1798, anno nel quale è stato presentato al pubblico a Praga con Beethoven stesso al pianoforte. 
Ritorna sul podio dell'Orchestra del Comunale, dopo il fortunato debutto della scorsa stagione, la sudcoreana Shiyeon Sung, che in apertura di serata dirige la Suite dalla pantomima in un atto Il mandarino meraviglioso di Béla Bartók e in chiusura la Sinfonia n. 8 op. 88 in sol maggiore di Antonín Dvořák. Bartók decise di realizzare una suite orchestrale, eseguita per la prima volta con successo a Budapest nel 1928, dopo lo scandalo suscitato dalla prima rappresentazione a Colonia nel 1926 del Mandarino meraviglioso, su soggetto di Melchior Lengyel che raccontava la malavita di una periferia metropolitana. Dvořák diresse a Praga nel 1890 il suo penultimo lavoro sinfonico con il quale intendeva «scrivere un'opera diversa da tutte le altre Sinfonie, con idee personali e lavorate in modo nuovo» per cercare di emanciparsi, con la sua Ottava, dal modello tedesco. 
Sung è stata la prima donna a vincere, nel 2006, il concorso internazionale “Sir Georg Solti” per direttori d'orchestra, e la prima a ottenere, nel 2007, il posto di Direttore assistente della Boston Symphony Orchestra, dopo essersi aggiudicata nello stesso anno il concorso Gustav Mahler di Bamberga. È stata Direttore principale della Gyeonggi Philharmonic Orchestra dal 2014 al 2017. 
  
I biglietti, da 37 a 10 euro, sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna.

28.02.2019

 

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OPER.A 20..21/Fondazione Haydn: silent opera Vixen, 2 e 3 marzo a Trento

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Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

COMUNICATO STAMPA

Opera 20.21 2018/19

Vixen

silent opera di Daisy Evans

da La piccola volpe astuta di Leoš Janačék

prima italiana

sabato 2 e domenica 3 marzo 2019

Trento – Le Gallerie di Piedicastello

 

L’opera si fa silenziosa ne Le Gallerie di Piedicastello

La quarta edizione di OPER.A 20.21, stagione regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, propone per la prima volta in Italia unasilent operaVixen della regista inglese Daisy Evans. L’originale adattamento de La piccola volpe astuta di Leoš Janačék sarà ospitato ne Le Gallerie di Piediscatello di Trento

OPER.A 20.21, stagione dedicata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento al teatro musicale di oggi, con la Direzione Artistica di Matthias Lošek, propone per la prima volta in Italia,una silent opera: sabato 2 (ore 20) e domenica 3 marzo (ore 17 e ore 20), l’affascinante ambientazione de Le Gallerie di Piedicastello di Trento farà da sfondo a Vixen, ideata dalla regista inglese Daisy Evans partendo dall’opera La piccola volpe astuta di Leoš Janačék.

Interpreti: Rosie Lomas (Vixen), Adam Green (Forester), Timothy Dickinson (Harasta), Lawrence Thackeray (Fox). Ensemble: Rosanna Ter BergRachel CoePhilip Granell. Direzione musicale di Stephen Higgins. Regia e libretto di Daisy Evans. Arrangiamenti musicali di Stephen Higgins e Max Pappenheim. Scene e costumi Kitty Callister. Luci Jake Wiltshire Sound Design David Gregory, Max Pappenheim. Produzione Silent Opera. Coproduzione Fondazione Haydn.

Le rappresentazioni di Vixen saranno precedute dai consueti appuntamenti introduttivi, tutti previsti ne Le Gallerie di Piedicastello: Oper.a Backstage, uno sguardo al “dietro le quinte” (giovedì 28 febbraio, ore 18), e Oper.a Intro, un’ora prima dei tre spettacoli. Sarà inoltre attivo un servizio navetta da Bolzano a Trento, e ritorno, su prenotazione da effettuare al momento dell’acquisto del biglietto.

Silent Opera è il nome della compagnia fondata da Daisy Evans ma è anche e soprattutto un concetto, una sorta di filosofia per cercare una connessione originale fra teatro musicale e XXI Secolo: partendo dalla Silent Disco, la regista inglese ha elaborato un nuovo format operistico, nel quale il pubblico, che indossa cuffie mediante le quali ascolta musica preregistrata e mixata con le performance dal vivo dei cantanti, diventa esso stesso il palcoscenico dell’opera. Il pubblico può quindi muoversi e interagire con lo spazio: di solito è il sottosuolo londinese, nel caso della prima rappresentazione italiana di Vixen sono appunto Le Gallerie di Piedicastello, un tempo due tunnel stradali della tangenziale di Trento, ora sede espositiva della Fondazione Museo Storico del Trentino destinata anche a ospitare eventi artistici.

Vixen prende le mosse da La piccola volpe astuta del compositore ceco Leoš Janáček, che traspose in chiave operistica una novella pensata originariamente come una specie di romanzo a fumetti. Nella versione di Daisy Evans la volpe è una giovane donna che, in un mondo a declinazione maschile, percorre con determinazione la propria strada, ponendo resistenza a un uomo che cerca di catturarla e controllarla. Le parti di ispirazione folk dell’opera di Janáček vengono eseguite dal vivo, mentre le parti orchestrali, intrise di Romanticismo, sono preregistrate.

La piccola volte astuta di Leoš Janáček

Sembra sia stata la sua domestica ad attirare l’attenzione di Leoš Janáček sulle storie illustrate che nel 1920 apparivano quotidianamente sul giornale locale Lidove Noviny. Vi si narrava la vicenda di una volpina catturata da un guardiacaccia, che riusciva poi a fuggire per tornare nei boschi a trovarsi un compagno e a mettere su famiglia. La versione originale era costituita da una serie di disegni di Stanislav Lolek – quasi un fumetto senza parole – che il giornale aveva voluto corredare di un testo L’opera di Janáček, che si colloca nella stagione conclusiva della creatività del compositore ceco, costituisce un unicum nella storia del teatro musicale.

La trama è molto semplice: un guardiacaccia trova nella foresta un cucciolo di volpe e lo porta a casa per far divertire i propri figli. Ma la volpe non è un cane (come essa stessa orgogliosamente afferma) e dopo aver combinato un po’ di guai, scappa nella foresta dove si impadronisce della tana di un tasso; incontra un volpe maschio che la corteggia e col quale poi si sposa. Intanto all’osteria, il guardiacaccia beve e gioca a carte con alcuni suoi amici, un prete e un maestro di scuola: tutti e tre sono un po’ brilli, si prendono in giro e scherzano sugli amori infelici di uno di loro, sulla volpe fuggita al guardiacaccia e poi se ne vanno a casa. La volpe li spia e si diverte alle loro spalle. Uno di loro, il maestro, vede un girasole mosso dalla volpe, lo scambia per la sua donna, e le fa una dichiarazione d’amore. Il prete rievoca un suo amore passato. Il guardiacaccia insegue ancora il mito della sua volpe fuggita. Ben presto nascono i volpacchiotti che i genitori istruiranno sui pericoli della foresta. Tutto procede in una specie di “normalità” che però sarà destinata ad essere travolta dal tempo che passa. Nel terzo atto un bracconiere non solo ruba la moglie al povero maestro, ma ruba anche la volpe uccidendola con un colpo di fucile. E nell’osteria i tre amiconi non si ritroveranno più a passare allegre serate. Il tempo li ha allontanati, incupiti, intristiti. Resterà solo il rimpianto. Il guardiacaccia tornerà nel bosco, come all’inizio. Ma anche il bosco è cambiato. La volpe che vede correre fra gli alberi è un ranocchio, forse uno dei suoi figli.

 

Daisy Evans _ regia e libretto

Regista di teatro e opera a livello internazionale. Il suo lavoro più recente include Sounds and SorceryCelebrating Disney’s Fantasia al The Vaults di Londra, La Traviata al Longborough Festival Opera, Vixen per ENO/Silent Opera al The Vaults e al Beijing Music Festival, King Arthur per l'Accademia di Musica Antica al Barbican Centre di Londra e Così fan tutte al Bury Court Opera. Come librettista, ha scritto versioni in inglese di La piccola volpe astuta diventata Vixen, del Don Giovanni di Mozart (Giovanni), dell'Orfeo e de La Bohème. Il teatro la vede attiva con Orpheus ed Eurydice e Our Country's Good con i King's Players oltre a Bacchae e The Tempest per il Waistcoat Theatre. È direttore artistico di Silent Opera, supportata dalla English National Opera. È stata nominata Best Young Director agli International Opera Awards 2016, oltre ad essere la vincitrice dello Sky Arts Futures Fund e del premio come Best Opera Production agli OffWestEnd Awards.

 

Stephen Higgins _ direzione musicale

Ha studiato alla Oxford University, alla Guildhall School of Music and Drama e al National Opera Studio di Londra e ha lavorato nei principali teatri d'opera e festival sia nel Regno Unito che all'estero. Ha trascorso la sua prima fase della carriera professionale nello staff musicale di ROH, Glyndebourne ed ENO, lavorando su un repertorio di ampio respiro, da Monteverdi passando per Mozart, Puccini fino a John Adams e Stephen Sondheim. Ha diretto numerose anteprime mondiali: The Way Back Home (un'opera per bambini); Dr Dee (Damon Albarn) e The Duchess of Malfi (Torsten Rasch). Del repertorio operistico classico ha diretto Owen Wingrave (Britten), Il flauto magico (Mozart), L'Elisir d'amore (Donizetti), Don Giovanni (Mozart), La Bohème (Puccini), Hansel und Gretel (Humperdinck). Nutrendo interesse per il teatro musicale, ha collaborato con Sondheim al revival di A little Night Music e Sunday in the park with George al Teatro Châtelet di Parigi, e ha diretto Phantom of the Opera al West End di Londra. Dal 2016 è Head of Music all'opera di Bergen Nasjonale in Norvegia: qui ha diretto Hansel und Gretel e Carmen e ha assistito i visiting conductors nelle produzioni di Madama ButterflyIl Turco inItaliaOtello e Peter Grimes.

Info

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

0471 053800

www.haydn.it

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73MA EDIZIONE CONCORSO COMUNITA' EUROPEA PER GIOVANI CANTANTI LIRICI

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COMUNICATO STAMPA

 

Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli"

presenta

la 73edizione 2019 del Concorso "Comunità Europea"

per Giovani Cantanti Lirici

Presidente della Giuria

il mezzosoprano Sonia Ganassi 


PER OGNI CANTANTE VINCITORE BORSE DI STUDIO PER UN TOTALE DI

10.000 EURO, CORSO DI AVVIAMENTO AL DEBUTTO,

 DEBUTTO NELLA STAGIONE LIRICA SPERIMENTALE 2019

  

 
  PREMIO PER L’ARTISTA VINCITORE PRIMO CLASSIFICATO DI 15.000,00 € GRAZIE AI FONDI ART. 7 L. 93/92 BANDO NUOVOIMAIE

 

 DAL 6 AL 9 MARZO 2019 PRESSO IL TEATRO NUOVO DI SPOLETO

TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: 21 FEBBRAIO 2019

 

Sotto l’egida del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, Regione dell’Umbria, Comune di Spoleto, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, NUOVO IMAIE e con il patrocinio della Commissione delle Comunità Europee, il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” bandisce la 73a edizione del

CONCORSO “COMUNITA’ EUROPEA”

PER GIOVANI CANTANTI LIRICI 2019

 

Sono ammessi a partecipare giovani che alla data del 1° gennaio 2019 non abbiano compiuto i 32 anni di età se soprani e tenori e i 34 anni di età se mezzosoprani, contralti, baritoni e bassi, e che siano cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, dei Paesi membri dell’EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), cittadini dei Paesi candidati all’accesso all’Unione Europea o potenziali candidati all’accesso all’Unione Europea  e Paesi aderenti ai programmi culturali europei “Europa Creativa” alla data 30.10.2018 (Albania, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia, Armenia, Tunisia, Bosnia Erzegovina, Moldavia e Georgia. Ucraina e Kosovo in base alla risoluzione n.1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite). La Giuria internazionale sarà presieduta dal celebre mezzosoprano Sonia Ganassi, vincitrice del Concorso di Canto del Teatro Lirico Sperimentale nel 1990, che ha debuttato a Spoleto con Il Barbiere di Siviglia e ora svolge un’attività molto intensa nei principali teatri internazionaliA seguito dei suoi innumerevoli successi, nel 1999 i critici musicali italiani le assegnano il Premio Abbiati. Tra i suoi recenti impegni Roberto Devereux a Madrid Monaco e Genova, Don Carlo a Monaco e Tokyo, Nabucco a Roma e Salisburgo, Oedipus Rex a Parigi, Aida a Marsiglia, Napoli e Macerata, Anna Bolena a Vienna, Norma a Lione, Parigi, Siviglia,  Berlino, Carmen a Genova, Maria Stuarda a Verona, Capuleti e Montecchi a Venezia, La Straniera a Berlino, Le Cid a Parigi; tra gli impegni futuri, il suo ritorno al Teatro alla Scala di Milano in Anna BolenaMaria Stuarda al Carlo Felice di Genova e Don Carlo a Marsiglia. Si ricorda inoltre che nel 2008 le è stata assegnata la “Lex Spoletina” dal Consiglio dell’Associazione “Amici di Spoleto”, per le sue eccellenti qualità artistiche e per aver diffuso a livello internazionale il nome della città di Spoleto.

La Giuria sarà inoltre composta dal  Michelangelo Zurletti, musicologo e Direttore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e da altri esperti tra cantanti, docenti di canto, critici e organizzatori teatrali scelti dall’Istituzione, come da Art. 5 del Bando di Concorso.

I vincitori del concorso (tutti coloro che hanno ottenuto una votazione minima di 8/10) parteciperanno a un CORSO DI STUDIO biennale di cinque mesi che li preparerà al debutto in teatro. Tra i docenti del Corso di Avviamento al Debutto 2019 ricordiamo: tra i principali per l’interpretazione vocale Sonia Ganassi, per la recitazione il registaGiorgio Bongiovanni, per lo studio degli spartiti Marco Angius, Raffaele Cortesi e Enza Ferrari. Sono in programma inoltre lezioni di legislazione della musica e dello spettacolo e un modulo didattico sui diritti degli artisti. Sono previste BORSE DI STUDIO individuali di Euro 700,00 lordi mensili. Al termine del corso i vincitori debutteranno nella STAGIONE LIRICA 2019 dello “Sperimentale” che si svolgerà come di consueto nel mese di settembre.

Per il 2019 il Concorso “Comunità Europea” per giovani cantanti lirici ha beneficiato dei contributi da Nuovo Imaie a valere sui fondi dell’Art. 7 della legge 93/92 - settore musica a favore dell’artista vincitore del Concorso che avrà attenuto il punteggio più alto secondo le modalità del bando 2018. Il contributo verrà erogato secondo le modalità indicate all’Art. 9 del “Bando Promozione Progetti Discografici Art. 7 L. 93/92 – Settore Audio Anno 2018”

 

PER L’ANNO 2019 NON È PREVISTA TASSA D’ISCRIZIONE.

Le domande di partecipazione devono essere inviate via posta a: Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli", P.zza G. Bovio 1, 06049 Spoleto (PG) o via mail aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 21 febbraio 2019. Il concorso, che avrà luogo presso il Teatro Nuovo di Spoleto, si terrà dal 6 al 9 marzo 2019.

Informazioni dettagliate e bandi del Concorso possono essere richiesti a:

Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli"

Piazza G. Bovio, 1 - 06049 SPOLETO (PG)

Tel - 0743 220 440

Fax 0743 222 930

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Il Bando è anche disponibile sul sito

http://www.tls-belli.it/concorso.html

 

Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto fu fondato nel 1947 da Adriano Belli con il fine di avviare alla professione dell’arte lirica quei giovani che, avendo già compiuto gli studi di canto ed essendo dotati di particolari qualità artistiche, non avevano ancora debuttato. E ciò attraverso un concorso che negli anni è divenuto sempre più prestigioso. Molti grandi nomi della scena lirica internazionale hanno vinto il concorso dello “Sperimentale”, studiato a Spoleto e quindi debuttato nella stagione lirica dell’Istituzione. Alcuni dei nomi del passato sono: Franco Corelli, Antonietta Stella, Anita Cerquetti, Giangiacomo Guelfi, Anna Moffo, Marcella Pobbe, Rolando Panerai, Margherita Rinaldi, Giorgio Merighi, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Mietta Seghele, Veriano Lucchetti, Salvatore Fisichella e poi Luciana D’Intino, Mariella Devia, Lucia Aliberti; Marcello Giordani, Natale De Carolis, Elizabeth Norberg Schulz, Roberto Frontali, Giuseppe Sabbatini, Roberto De Candia, Sonia Ganassi, Daniela Barcellona, Massimo Giordano, Micaela Carosi, Norma Fantini. Negli ultimi anni sono stati coinvolti nell’attività didattica Enza Ferrari, Giovanna Canetti, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Norma Fantini, Sonia Ganassi, Luis AlvaInes SalazarClaudio Desderi. Per corsi più specifici di formazione hanno collaborato inoltre Carlo Bergonzi, Otto Edelman, Waldemar Kmentt. Per l’attività teatrale e di recitazione Luca Ronconi, Giancarlo Cobelli, Ugo Gregoretti, Gigi Proietti, Piera Degli Esposti, Henning Brockhaus, Gabriele DolciniPippo Delbono, Giorgio Bongiovanni, Andrea Stanisci, Alessio Pizzech, Paolo Rossi, Stefano Monti, Mario Perrotta, Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Claudia Sorace Muta Imago, Stefano Ricci e Gianni Forte.

Claudio Lepore

Direttore

 

In collaborazione con

Fondazione Carispo logo

 

E con il sostegno della Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini

fondazione antonini

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Il Castello Incantato di Marco Taralli in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Nuova commissione della Fondazione

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COMUNICATO STAMPA

“Il Castello Incantato”

La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli
in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Nuova commissione della Fondazione
e nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena


“Il Castello Incantato”, meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli, liberamente tratta da “Il Soldatino di Stagno” di Hans Christian Andersen, va in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste da martedì 19 (doppia rappresentazione alle 11.00 e alle 18.00) a martedì 26 febbraio: si tratta di una nuova commissione della Fondazione e di un nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena, inserita nella stagione “SempreVerdi da 0 a 100 (e +).

Nel nuovo libretto di Fabio Ceresa, affermato regista lirico e librettista esperto nell’arte di fascinare senza banalizzare, “Il Castello Incantato” è diretto dal Maestro Concertatore e Direttore Takayuki Yamasaki, con la regia e le scene Francesco Esposito, i costumi di Elena Gaiani e le coreografie di Morena Barcone. L’Orchestra e il Coro della Fondazione (diretto da Francesca Tosi), insieme ai principali interpreti - Selma Pasternak (La Fata del Natale), Paolo Ciavarelli (Il Folletto Fiordarancio), Motoharu Takei (Piombino), Cler Bosco (Stella), Andrea Binetti (Jack in the box), Elena Sabas (Brunetta), Silvia Pasini (Rossella) ed Elena Serra (Biondina) – sono i protagonisti di uno spettacolo che, nel solco della tradizione italiana, fatta di cantabilità e incontro con il pubblico, sa restituire l’incanto della favola in musica. E gli ingredienti ci sono davvero tutti: la Fata, il folletto saggio, le matrioske frivole, il soldatino, la ballerina e anche il cattivo Jack, che però alla fine diventa buono per la gioia degli spettatori più piccoli.

“Scrivere un'Opera nuova oggi” – conferma Marco Taralli – “significa per me proseguire nel solco tracciato dalla nostra importante tradizione lirica e che in Italia non ha mai smesso di essere viva, alla luce delle suggestioni della mia contemporaneità, e utilizzare un linguaggio che oggi più che mai continua ad avere una straordinaria forza espressiva, in grado di coinvolgere generazioni anche molto distanti tra loro”.

Marco Taralli

In carriera dal 1992, eseguito in importanti istituzioni come il Teatro dell’Opera di Roma, il Liceu di Barcellona, l’Opera House di Sidney, il Teatro Comunale di Bologna e tanti altri sia in Europa sia in Italia, con una diffusione decisamente capillare della sua musica, Marco Taralli rappresenta la nuova strada dei giovani compositori: aperto, melodico, in un’inesausta ricerca della fascinazione musicale anche nelle costruzioni più complesse, laddove la complessità non deve primeggiare uccidendo la piacevolezza, ma al contrario fare sano esercizio di ‘sprezzatura’.

FOTO ROLANDO PAOLO GUERZONI

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La prima Traviata di Zeffirelli all'Arena di Verona - Apertura del Festival Lirico 2019 - dal 21 giugno al 7 settembre

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 C.S.

La prima Traviata di Zeffirelli all’Arena di Verona

Apertura del Festival Lirico 2019

Dal 21 Giugno al 7 Settembre

 

Zeffirelli, l’ultimo grande Maestro della regia italiana,

in una nuova produzione che si presenta come somma sintesi

del suo pensiero estetico sull’amatissima e frequentatissima Traviata

 

Due amori di lunga data che finalmente si incontrano: La Traviata e l’Arena di Verona. La Traviata è stata sicuramente una delle opere maggiormente frequentate da Zeffirelli nella sua lunghissima carriera di regista, scenografo e costumista, dal lontano 1958 quando l’affrontò per la prima volta a Dallas con Maria Callas, misurandosi giovanissimo con il padre artistico Visconti che l’aveva appena diretta nella celeberrima produzione scaligera; inoltre è noto lo strettissimo legame con Verona, a cui ha donato il suo tocco personale nel restyling di Piazza Bra, e soprattutto con l’Arena nei cui spazi, immensi e magniloquenti, ha prodotto allestimenti indimenticabili di CarmenAidaIl TrovatoreTurandotMadama Butterfly, Don Giovanni e oggi finalmente l’attesissima Traviata. Attesissima non solo perché l’artista con questo titolo firmò una vera pietra miliare del genere, quella Traviata cinematografica del 1983 che ha segnato profondamente la storia dell’opera lirica sul grande schermo, ma anche perché tutte le Traviate di Zeffirelli hanno sempre incantato il pubblico mondiale in una continua rilettura, esteticamente ineccepibile ed emotivamente trascinante, del popolarissimo dramma verdiano. Giunge quindi la ‘sua’ Traviata in Arena e sarà davvero una somma sintesi di quel continuo lavorio intellettuale sul testo che ha accompagnato l’artista durante tutta la sua esistenza. Dunque una nuova Traviata, che è al contempo cronistoria di un lungo pensiero, d’immagini, colori e suggestioni sedimentate negli occhi e nei cuori del pubblico di mezzo mondo, tra citazioni, ricordi, continui ripensamenti di allestimenti lontani, quasi un’enciclopedia della riflessione stilistica zeffirelliana sull’amatissimo soggetto. Potremmo quindi definire questa Traviata areniana l’estrema sintesi di un leitmotiv wagneriano eternamente sospeso e a giugno 2019 finalmente compiuto.

A maggior ragione dunque una produzione importante, soprattutto per le giovani generazioni che non hanno potuto godere di persona dei grandi allestimenti del passato e che si troveranno di fronte ad un affresco che raccoglie in sé il florilegio di un pensiero raffinato dall’esperienza, sublimato da una lunghissima riflessione, documento storico ed estetico al contempo.

E tutti gli attori che hanno voluto questa Traviata, hanno con essa e il Maestro Zeffirelli un lungo percorso di affettuosa frequentazione professionale e personale: non solo la città di Verona, la cui piazza principale vive dei colori ideati dal Maestro fiorentino; il Festival areniano che vive in gran parte delle sue opere e che lo ha omaggiato nel 2010 con un cartellone che portava in ogni allestimento la sua firma, ma anche il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, che il 9 dicembre 1984 a Firenze la cantò con Carlos Kleiber sul podio e Franco Zeffirelli alla regia, e il Vice Direttore Artistico Stefano Trespidi, che iniziò la sua lunghissima collaborazione con il Maestro proprio in Arena nel 1995 con Carmen; non ultimi tutti i lavoratori areniani, profondamente legati da affettuose esperienze di collaborazione col Maestro e che ne mantengono vivo ogni anno il messaggio artistico.

L’idea nasce già nel 2008 come suo grande desiderio personale per l’amore che ha sempre portato per Traviata ma solo oggi vede la luce dopo una lunga e complessa gestazione resa necessaria dall’importanza del titolo, del luogo, dalla trama di affetti e relazioni che attorno ad esso ruota, dall’esigenza di restituire davvero al pubblico quell’ultima essenza della perfezione, sempre cercata con caparbia determinazione dall’ultimo artista-artigiano del palco, vero ambasciatore della grande tradizione italiana nel mondo.

Massimo esperto del difficilissimo palco areniano, di cui conosce ogni insidia, con le sue enormità ed immense masse artistiche, ma anche fine interprete delle potenzialità di quello stesso spazio così prestigioso e intimorente, Franco Zeffirelli oggi aggiungerà dunque la sua settima produzione al ricco cursus honorum dell’Arena, che si accinge a raccontare la sua gloriosa storia in un ideale countdown verso il centesimo festival areniano stringendosi, in un grande abbraccio, ad i suoi più preziosi collaboratori di sempre.

Tra le autocitazioni che subito salteranno agli occhi del pubblico più attento, vale ricordare l’invenzione del sipario all’aperto presentato per la prima volta in occasione della Carmen areniana del  1995, l’amore per il coup de théâtre con un importante cambio a vista tra i due quadri del secondo atto e la presenza in scena del letto originale utilizzato nel film del 1983.

Il Sindaco di Verona Federico Sboarina, Presidente della Fondazione Arena di Verona, chiosa così l’evento: “Lo strettissimo legame che unisce il Maestro Franco Zeffirelli con l’Arena di Verona viene rinsaldato da questa nuova produzione de La Traviata, opera con cui Fondazione Arena ha deciso di inaugurare il Festival Lirico 2019. Si tratta di una scelta che vuole celebrare l’arte di questo straordinario regista, che ha saputo far conoscere e amare l’Arena nel mondo, e che proietta la Fondazione verso un futuro di grandi successi. La nuova Traviata del Maestro Zeffirelli sarà, nel mondo della lirica, uno degli eventi artistici del 2019. Un sentito ringraziamento va al Maestro che ha messo a disposizione la propria abitazione privata a Roma e la sede della sua fondazione a Firenze, per presentare questa Traviata, tra le produzioni più attese in ambito nazionale e internazionale”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona ricorda : “Nel 1984 il Maestro Zeffirelli mi sceglieva, giovane ragazza di 24 anni, per interpretare Violetta  nel suo primo allestimento fiorentino di Traviata. Il suo ritorno a Firenze fu un evento sensazionale. Ed io oggi sono orgogliosa, emozionata, commossa e fortunata dopo 35 anni di potergli restituire il dono immenso che mi fece. Questa inaugurazione è un investimento pensato per garantire un grande futuro per Fondazione Arena perché sono certa che questa Traviata impreziosirà tante estati areniane nei decenni futuri come già avvenuto per tutti gli spettacoli di Franco Zeffirelli a partire dal 1995. Per una Fondazione come la nostra che ha sempre capitalizzato le produzioni più importanti, soprattutto quelle zeffirelliane, riproponendole come vero e proprio patrimonio estetico e culturale di Verona e dei tanti turisti che continuamente cambiano il volto al pubblico dell’Arena, anche questa Traviata aggiunge un importante capitolo al patrimonio della Fondazione i cui risultati si vedranno non solo nel 2019, ma per molti anni a venire.”

(nell'immagine un bozzetto di Zeffirelli)

Informazioni

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 800.5151 – fax (+39) 045 801.3287 – email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Call center (+39) 045 800.51.51 - www.arena.it -

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Agnese di Paer. Prima rappresentazione in epoca moderna, dirige Fasolis, regia di Muscato

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Stagione d’Opera 2018-2019

Agnese

 

Comicità, azione e lieto fine per l’opera di Ferdinando Paer in prima rappresentazione moderna

Diego Fasolis dirige l’Orchestra e il Coro del Regio

Leo Muscato firma il nuovo allestimento

 

Teatro Regio, martedì 12 marzo 2019 ore 20

 

Martedì 12 marzo 2019, alle ore 20, il Regio mette in scena il nuovo allestimento dell’opera Agnese di Ferdinando Paer (1771-1839), che catalizzerà la curiosità del pubblico e l’attenzione della critica attorno a questo titolo, proposto in prima rappresentazione moderna.

L’Orchestra e Coro del Teatro Regio, diretti da Diego Fasolis, riporteranno alla luce una gemma dimenticata del melodramma italiano di primo Ottocento: l’opera semiseria Agnese, del parmense di origini austriache Ferdinando Paer. Il nuovo allestimento del Regio vede Leo Muscato alla regia e come interpreti María Rey-Joly (Agnese), Markus Werba (Uberto), Edgardo Rocha (Ernesto), Filippo Morace (Don Pasquale), Andrea Giovannini (Don Girolamo), Lucia Cirillo (Carlotta), Giulia Della Peruta (Vespina) e Federico Benetti (il custode). Istruisce il coro Andrea Secchi.

La riscoperta di Agnese nasce nel 2008 con una registrazione in forma di concerto diretta proprio da Diego Fasolis (che torna sul podio del Regio dopo il Così fan tutte della Stagione 2017-2018), che ci ha raccontato: «Agnese è solo una delle opere straordinarie che giacciono in archivi più o meno noti e prestigiosi. Molti Teatri iniziano a voler e dover proporre novità al proprio pubblico. Funziona bene con il Barocco, spesso con strumenti originali, e piano piano si avanza con curiosità ed entusiasmo verso epoche più vicine e altrettanto ricche. Sono stimolato da qualsiasi repertorio che permetta di costruire con i musicisti un’intesa a beneficio della qualità del lavoro e della vita che passa poi al pubblico, che ci auguriamo di incantare con Agnese. Sognare, commuoversi, sorridere e piangere in un bel sogno a lieto fine. Questo è Agnese di Paer».

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ORCHESTRA RAI: UNICO CONCERTO PER "LA CREAZIONE" DI HAYDN DIRETTA DA CONLON

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Comunicato stampa

Venerdì 15 febbraio ore 20, con la direzione di James Conlon

A causa dello sciopero interno indetto dalle rappresentanze sindacali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il concerto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma all'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino giovedì 14 febbraio alle 20.30 (turno rosso) – che avrebbe visto il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia protagonista dell'oratorio Die Schöpfung (La Creazione) di Haydn – non potrà aver luogo. È invece confermato il concerto del giorno seguente, venerdì 15 febbraio alle ore 20 (turno blu), che mantiene integralmente il programma musicale previsto, con il capolavoro di Haydn diretto da James Conlon, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia istruito da Ciro Visco, il soprano Sydney Mancasola, il tenore Martin Mitterrutzner e il basso John Relyea. Il concerto è registrato e sarà trasmesso successivamente da Radio3.

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In onda su Rai 5 Lezioni di Suono, registrata in Sala dei Giganti al Liviano con Ivan Fedele e l'Orchestra di Padova e del Veneto, diretti da Marco Angius

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 C.S.

OPV - Lezioni di suono (2017)

Syntax. Tre incontri con Ivan Fedele

RAI5 – MUSICA CONTEMPORANEA   NUOVO CICLO DI MUSICA COLTA

9 febbraio Syntax 0.1
16 febbraio Syntax 0.2
23 febbraio Syntax 0.3
sempre intorno alle 22:45 – 22:50

Ritorna "Lezioni di suono" su Rai5, per tutto il mese di febbraio, il format proposto per la prima volta nel 2016 da Marco Angius, direttore musicale e artistico della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto, in collaborazione con l'Università di Padova.

Tre lezioni-concerto a cura di Ivan Fedele ispirate a tre grandi del classicismo: Haydn, Mozart e Beethoven. È “Syntax”, ciclo di tre composizioni eseguito nel 2017 per la rassegna “Lezioni di suono” che ogni anno si tiene su iniziativa dell'OPV-Orchestra di Padova e del Veneto per la promozione della musica.

A fare da guida all'ascolto nelle tre lezioni, in onda da sabato 9 febbraio alle 22.50 su Rai5, è Ivan Fedele, attuale direttore della Biennale Musica di Venezia e compositore tra i più affermati a livello internazionale, che spiega la sua concezione compositiva in relazione a musiche di altre epoche. Fedele, “in residenza” presso l'OPV dopo il ciclo di lezioni tenuto da Salvatore Sciarrino nel 2016, attraverso esempi cerca di far comprendere la portata anche attuale dei tre compositori e spiegare il rapporto tra classico e contemporaneo. 

Fedele ha composto tre lavori denominati “Syntax” – pubblicati dalle Edizioni Suvini Zerboni del gruppo Sugarmusic S.p.A, Milano –, pensati proprio sulla base delle opere dei tre compositori viennesi, oggi considerati metafore assolute della creatività, “archetipi” che possono dar luogo, in ogni epoca, a nuove forme e poetiche musicali.

Al centro del primo appuntamento è “Syntax 0.1”, estrema sintesi degli elementi musicali, che trae ispirazione dalla Sinfonia n. 99 di Joseph Haydn.

Seguiranno nei sabati successivi “Syntax 0.2” e “Syntax 0.3”.

In tutti gli incontri, l'OPV diretta da Marco Angius proporrà esempi musicali ed esecuzioni di brani dal vivo.

La lezione appartiene al nuovo spazio musicale, in onda ogni sabato in seconda serata su Rai5, per la regia televisiva di Daniele De Plano, che si propone di rendere accessibile al pubblico un repertorio musicale considerato di difficile approccio, ma che è acuto interprete della realtà dei nostri tempi.

 «Dal confronto serrato con la poetica prismatica di queste tre coppie sinfoniche - racconta Marco Angius- Fedele trasporta il pubblico in un viaggio avvincente nelle ragioni più profonde del suono acustico ed elettroacustico».

«La messa in onda su Rai 5 delle lezioni dell’Orchestra di Padova e del Veneto - commenta Paolo Giaretta, vicepresidente della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto - rappresenta un’occasione che porterà Padova tra le capitali italiane della musica». 

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UNA “PASSEGGIATA ROMANTICA” CON I PIU' GRANDI COMPOSITORI FRANCESI, DA DEBUSSY A BIZET.

Valentina-Varriale

TEATRO PALLADIUM - Stagione 2018/2019

 

PER LA RASSEGNA “PRIME DONNE”

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma

 

VALENTINA VARRIALE

“PROMENADE AMOUREUSE”

UNA “PASSEGGIATA ROMANTICA” CON I PIU' GRANDI COMPOSITORI FRANCESI, DA DEBUSSY A BIZET.

ANTONIO MARIA PERGOLIZZI AL PIANOFORTE

 

Lunedì 11 febbraio – ore 20,30

Biglietti: Intero: 18 euro; ridotto: 12 euro; studenti: 8 euro

Timbro morbido e inconfondibile eleganza del fraseggio: la giovane acclamata soprano Valentina Varriale è in scena al Teatro Palladium lunedì 11 febbraio alle ore 20,30 all’interno della rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, che ha già ospitato le voci di Svetlana Kasyan e Claudia Pavone e che si chiuderà con il concerto di Mariangela Sicilia il 25 marzo.

Protagonista su palcoscenici nazionali e internazionali, voce prediletta di Nicola Piovani e reduce dallo strepitoso successo al Teatro Costanzi nel ruolo di Violetta ne La Traviata di Verdi con i costumi di Valentino e la regia di Sofia Coppola il 16, 18, 20, 22, 24 e 26 gennaio, Valentina Varriale allieterà il pubblico del Palladium con “Promenade amoureuse”, una “passeggiata romantica” accompagnata al pianoforte da Antonio Maria Pergolizzi tra i più noti compositori francesi: Claude Debussy, Georges Bizet, Joseph Maurice Ravel e tanti altri.

Classe 1981, diplomatasi brillantemente e laureatasi con lode al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, Valentina Varriale ha cominciato molto giovane la carriera solistica esordendo nel 2001 in due produzioni dell’Autunno Musicale del teatro di S. Carlo di Napoli. Nel 2004 ha vinto la prima edizione del Concorso Internazionale di musica barocca “Francesco Provenzale” dando il via a una prolifica carriera in tal ambito, che annovera illustri collaborazioni come quella con Jordi Savall, Rinaldo Alessandrini, Peter Koop e Antonio Florio con i suoi Turchini - con cui lavora stabilmente - e tanti altri. Recentemente amplia il suo repertorio dedicandosi anche alla liederistica e alla lirica.

È vincitrice di diversi concorsi, in particolare nel giugno del 2015 del prestigioso Toti Dal Monte che le offre il debutto nel ruolo di Donna Anna nel “Don Giovanni” di Mozart sotto la bacchetta del M° Ommassini, con grande successo di critica e pubblico.

Il Maestro Nicola Piovani, premio Oscar per la colonna sonora del film “La vita è bella”, l’ha scelta per il suo “Padre Cicogna”, presentato al teatro Petruzzelli di Bari e trasmesso in diverse occasioni sulle reti RAI nell’anno 2013/2014 e per “La vita nova" su testo di Dante eseguito a Pisa e al Teatro Coliseo di Buenos Aires nel 2018. Timbro morbido e eleganza di fraseggio le hanno permesso di essere notata dalla celebre Raina Kabaivanska che l’ha voluta per partecipare come allieva alla sua accademia di alto perfezionamento presso l’istituto Vecchi Tonelli di Modena.

Nel 2016 ha partecipato al FABBRICA YAP lo Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma debuttando in ruoli quali Madama Cortese nel Viaggio a Reims, Anna nel Nabucco, Lisa nella Sonnambula, Contessa nelle Nozze di Figaro e Violetta nella Traviata.

Programma

  1. Debussy, “Mandoline”

“Romance”

“Les cloches”

“Beau soir”

“Fantoches”

  1. Faure: “Les berceaux”
  2. Chaminade: “La lune paresseuse”
  3. Hahn: “L'enamouree”

“L'heure exquise”

“A Chloris”

  1. M. Ravel: “Vocalise en forma de habanera”
  2. Bizet, “La coccinelle”

“J'aime l'amour”

“Ouvre ton coeur”

 

 “Promenade Amoureuse”

Valentina Varriale, soprano

Antonio Maria Pergolizzi, piano

Lunedì 11 febbraio– ore 20,30

Biglietti: Intero: 18 euro; ridotto: 12 euro; studenti: 8 euro

 

BIGLIETTERIA PALLADIUM

Il botteghino apre due ore prima dello spettacolo. Attivo, solo durante gli orari di apertura del botteghino, il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

INFO

Teatro Palladium
piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma - Tel: 06 5733 2772
http://teatropalladium.uniroma3.it/ - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - https://www.facebook.com/teatropalladium/

 

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CABARET DES ARTISTES_TEATRO DUE PARMA DAL 31 GENNAIO AL 16 MARZO 2019

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E ora qualcosa di completamente diverso: gli Attori dell’Ensemble Teatro Due aprono il CABARET DES ARTISTES, una vera e propria novità nel cuore della Città, all’interno delTeatro Due, e lo fanno vivere con 27 serateche promettono di stupire e affascinare, dal 31 gennaio al 16 marzo 2019.

Dopo Girotondo Kabarett e vista la partecipazione e il piacere degli spettatori, ci si è interrogati su come

creare nuove proposte che coniugassero cura e leggerezza.

Vera esplosione di linguaggi, il Cabaret con il suo eclettico tessuto drammaturgico, fatto di canzoni d’autore o dell’universo popolare, di pezzi comici, surreali o satirici, di musica jazz e di avanspettacolo, è un luogo in cui tutto è permesso, in totale libertà.

Ed è così che nasce CABARET DES ARTISTES:per sette settimane, dal giovedì alla domenica sarà possibile partecipare, rigorosamente in abito elegante, a serate sempre diverse, dei veripastichedi sketch,musica dal vivo, canzoni, suggestioni poetiche e letterarie tratte da materiali eterogenei edal sapore spiritoso e surreale, come nei cabaret francesi, tedeschi, inglesi degli anni ’20 e ‘30.

E se la caratteristica principale del Cabaret è la varietà, in un caleidoscopio di pezzi con un filo conduttore che può cambiare di serata in serata, così la proposta di Cabaret desArtistes si articola in cinque titoli inventati e surreali che racchiudono un cocktail frizzante, vivace e divertente di contenuti diversi: Il gatto nero(dall’8 al 10 febbraio), La formica nuda (dal 14 al 17 febbraio), L’asino che ride(dal 21 al 24 febbraio), Il pappagallo morto(dal 28 febbraio al 3 marzo)eIl bue sul tetto(7, 8 e 10 marzo); nell’ultima settimana  (dal 14 al 16 marzo) si potranno addirittura “ordinare” gli sketch preferiti à la carte.

In ognuna di queste serateLaura Cleri, Cristina Cattellani, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Nanni Tormen, Marcello Vazzoler, Emanuele Vezzoli, Nicola Nicchi, Carlo Sella, Francesca Tripaldi,insieme a Roberta Bonora, Alessio Del Mastro, Ilaria Mustardino, Chiara Sarcona, Maria Sessa, saranno accompagnati dallaKleineKabarett Orchestra composta da Anna Vita alla tromba, Elena Vita al sax, Simona Cazzulani al violino, Alessandra Mauro al pianoforte e Denise Miraglia alla batteria ad interpretare le musiche curate da Alessandro Nidi.

Mentre gli attori e i musicisti si esibiranno nei costumi di Gabriele Mayer, gli spettatori, seduti intorno ai tavolinidello spazio diTiziano Santi con le luci di Claudio Coloretti, saranno immersi in un’atmosfera totalmente inclusiva e di condivisione con gli artisti, e si godranno lo spettacolo sorseggiando un drink.

La realizzazione di tale spazio di libertà, è possibile solo grazie alla presenza di attori che non si limitano a farsi tramite di interpretazioni estemporanee, ma al contrario sono consapevoli e responsabili di un sapere complesso e continuo. Attori che conoscono il significato e la portata del loro mettersi in gioco, una pratica che riguarda in modo ampio la vita di un teatro vivo e sempre aperto.

Nella migliore tradizione del Cabaret, oltre alla programmazione curata dagli Attori di Teatro Due il pubblico vedrà in scena diversi ospiti: ad inaugurare Cabaret desArtistesè stata chiamata un’artista  d’eccezione:l’attrice, cantante, autrice e icona di stileDrusilla Foer che presenterà il suo recital Eleganzissima (dal 31 gennaio al 3 febbraio) dove, in un’alternanza di canzoni ed aneddoti fra il reale e il verosimile, ripercorre la sua vita straordinaria, vissuta fra l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi;poi arriveranno il comicogenoveseEnzo Pacicon il suo esilarante monologoCome fai, fai bene!(7 febbraio) e Ippolita Baldini che inMia mamma è una marchesaracconterà con humor e autoironia il conflitto fra le sue origini nobiliari e il suo sogno bohémienne di essere attrice.(9 marzo 2019).

Informazioni e biglietteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 0521.230242

www.teatrodue.org

CALENDARIO

Dal 31 gennaio al 3 febbraio 2019

CABARET DES ARTISTESELEGANZISSIMA di e con Drusilla Foer

7 febbraio 2019

CABARET DES ARTISTESCOME FAI, FAI BENE! di e con Enzo Paci

Dall’8 al 10 febbraio 2019

CABARET DES ARTISTESIL GATTO NERO con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

Dal 14 al 17 febbraio 2019

CABARET DES ARTISTESLA FORMICA NUDA con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

Dal 21 al 24 febbraio 2019

CABARET DES ARTISTESL’ASINO CHE RIDE con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

Dal 28 febbraio al 3 marzo 2019

CABARET DES ARTISTESIL PAPPAGALLO MORTO con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

7, 8 e 10 marzo 2019

CABARET DES ARTISTESIL BUE SUL TETTO con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

9 marzo 2019

CABARET DES ARTISTES - MIA MAMMA È UNA MARCHESA di e con Ippolita Baldini

Dal 14 al 16 marzo 2019

Il CABARET DES ARTISTES sarà composto dai pezzi più apprezzati e scelti dagli spettatori

con Ensemble Attori Teatro DueeKleineKabarett Orchestra

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CABARET DES ARTISTES

IL GATTO NERO, LA FORMICA NUDA, L’ASINO CHE RIDE,

IL PAPPAGALLO MORTO, IL BUE SUL TETTO, SERATA A SORPRESA

Con

Laura Cleri, Cristina Cattellani, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Nanni Tormen, Marcello Vazzoler, Emanuele Vezzoli, Nicola Nicchi,Carlo Sella,Francesca Tripaldi

e con Roberta Bonora, Alessio Del Mastro, Ilaria Mustardino, Chiara Sarcona, Maria Sessa

KLEINE KABARETT ORCHESTRA:

Anna Vita, tromba

Elena Vita, sax

Simona Cazzulani, violino

Alessandra Mauro, pianoforte

Denise Miraglia, batteria

MusicheAlessandro Nidi

SceneTiziano Santi

Costumi Gabriele Mayer

LuciClaudio Coloretti

Produzione Fondazione Teatro Due

Info: www.teatrodue.org

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La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

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La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

E continua la programmazione del Rhegium Opera Musica Festival con i solisti Marily Santoro, Francesca Di Sauro, Giuseppe Talamo e Roberto Accurso, diretti dalla sapiente bacchetta di Marco Alibrando

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 20.30, all’interno del programma della stagione 2918-2019 “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirica Cilea, sarà eseguita, presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125 di Ludwig Van Beethoven.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea e del Coro lirico Cilea, istruito dal Maestro Bruno Tirotta, ci sarà il Maestro Marco Alibrando.

Questi, nato a Messina nel 1987, ha studiato direzione d’orchestra con nomi riconosciuti a livello internazionale: Gianandrea Noseda (Masterclass al Conservatorio di Milano), Gianluigi Gelmetti, Vittorio Parisi, Lutz Köhler (UDK Berlin), Antonino Fogliani, Donato Renzetti, Romolo Gessi e Giuseppe Lanzetta ed è stato assistente di Ivan Fischer e la Budapest Festival Orchestra. Debutta a soli 24 anni dirigendo l’Orchestra da Camera Fiorentina a Firenze. Nel 2012 debutta in campo operistico al Festival Rossini in Wildbad con “Adina”. Nel 2016 debutta al Rossini Opera Festival di Pesaro nei “Duetti Amorosi” cantati da Pretty Yende e Aya Wakizono. Nel 2017 al Festival di Spoleto con “Delitto e Dovere.” Recentemente ha diretto il dittico “Suor Angelica” di Puccini e “Billy Budd” di Ghedini presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, e “La Cenerentola” per VoceAllOpera con la regia di Gianmaria Aliverta. Nell’estate scorsa ha diretto “Beatrice di Tenda” a Tenda e “Rossini il Buongustaio” all’Opera di Tirana.

I solisti della serata saranno il soprano Marily Santoro, il mezzosoprano Francesca Di Sauro, il tenore Giuseppe Talamo e il baritono Roberto Accurso. La reggina Marily Santoro nel teatro Cilea è stata “Norma” diretta dal duo Bonajuto-Valtcheva mentre il napoletano Giuseppe Talamo ha interpretato il ruolo di Alfredo in La traviata del duo Merli-Ranno. Entrambi questi giovani talenti hanno cantato al Concerto Natale all’Opera del 22 dicembre scorso diretto da Jacopo Sipari di Pescasseroli.

“La Nona Sinfonia di Beethoven è un capolavoro assoluto, un monumento, un mondo - parafrasando Gustav Mahler - dove ognuno dei suoi quattro movimenti è un continente. Una grande Sinfonia, certamente per durata e organico, ma soprattutto per i contenuti. La musica di Beethoven e “L’ode alla Gioia” del drammaturgo tedesco Schiller erano considerate entrambe opere innovative all’epoca. “L’ode alla Gioia” (del 1785), che Beethoven conosceva già da molti anni prima di iniziare a comporre la sua ultima Sinfonia terminata nel 1824, rappresenta per il compositore il testamento spirituale di un mondo che deve ritrovare la sua anima, un invito alla fratellanza universale. Schiller addirittura avrebbe voluto usare la parola Libertà (Freiheit) ma poi ripiega su Gioia (Freude) per evitare la censura, ma il significato resta immutato perché non c’è libertà senza gioia, non c'è gioia senza libertà.

Il Beethoven della Nona è il Beethoven del cosiddetto terzo stile. Le composizioni di questo periodo risentono molto di fatti biografici come, una su tutte, l’ormai totale sordità. Elabora i singoli temi fino all’estremo, li caratterizza con enfasi lirica e cantabile prediligendo mutamenti drammatici repentini di stati d’animo e tende a raggiungere l’apice negli ultimi movimenti. La Nona esplode letteralmente nell’articolatissimo quarto e ultimo movimento con la “Fanfara del terrore” (cit. Wagner). Successivamente si uniscono all’orchestra i quattro Solisti e un grande Coro per cantare la celebre Ode. 

Con gli artisti del Coro e dell’Orchestra del Teatro Cilea tenteremo di evidenziare queste peculiarità con particolare attenzione al - passatemi il termine - percorso drammaturgico.

Sono onorato di dirigere al Rhegium OperaMusica Festival e di affrontare per la prima volta questa Sinfonia. Il mondo di oggi, così tanto diviso da odio e guerre, ha tanto bisogno della Nona Sinfonia e del suo messaggio di Pace e Fratellanza”, afferma a chiosa il Maestro Alibrando.

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