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GRANDI CAST PER IL 96° OPERA FESTIVAL 2018 ALL’ARENA DI VERONA - DAL 22 GIUGNO AL 1° SETTEMBRE

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Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.

Come sempre si confermano impegnati i complessi artistici e tecnici areniani, con la loro alta professionalità che porta in scena ogni sera un titolo differente, per un Festival unico che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il suo pubblico.


L’Arena di Verona Opera Festival 2018 inaugura con una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, accanto ad altri veri e propri cavalli di battaglia del “tempio della lirica”, da sempre acclamati dal pubblico: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

A completamento della proposta operistica, arricchiscono il cartellone l’immancabile appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends e la serata-evento Verdi Opera Night dedicata al celebre compositore di Busseto, che da oltre un secolo domina le estati areniane.

Invita a partecipare al Festival 2018 il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina, che esprime apprezzamento per il cartellone ricco e di indiscusso interesse, all’altezza di un Festival storico e prestigioso che da più di un secolo testimonia l’eccellenza culturale della città di Verona e del nostro Paese: «Grazie ad un importante lavoro di squadra e alla professionalità della Sovrintendente Gasdia, è stato possibile dar vita ad un cartellone davvero unico. Sul palcoscenico arriveranno artisti e registi internazionali di altissimo livello, che valorizzeranno il festival areniano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Allo stesso tempo sarà dato spazio ad alcuni giovani talenti che si sono già contraddistinti nel panorama della lirica e che saranno al loro esordio in Arena. La programmazione dell’opera sarà inoltre arricchita da due grandi eventi, e permeata da concerti e spettacoli. Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale».

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Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio

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Stagione d’Opera 2017-2018

EVITA

Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio

Prima esecuzione assoluta della versione per orchestra sinfonica

 

Teatro Regio, venerdì 4 maggio 2018 ore 20

 

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Venerdì 4 maggio, alle ore 20, al Teatro Regio va in scena Evita, il celebre musical di Andrew Lloyd Webber, su versi di Tim Rice, scritto nel 1978 e liberamente ispirato alla vita di María Eva Duarte de Perón (1919 – 1952), affettuosamente chiamata Evita, First Lady nell’Argentina degli anni Quaranta.

Questa produzione di Evita è la prima in assoluto che vede impegnata dal vivo un’orchestra sinfonica: Sir Lloyd Webber in persona si è occupato della revisione e orchestrazione della partitura, con David Cullen. Per l’occasione l’Orchestra del Teatro Regio è diretta da David Steadman.

Il Musical, in due atti, verrà presentato nell’edizione originale in lingua inglese con sopratitoli in italiano, una produzione di Bill Kenwright in accordo con The Really Useful Group. Al Regio, Evita è in cartellone dal 4 al 9 maggio, per un totale di 8 recite, sono queste le uniche date italiane del tour internazionale. Lo spettacolo ha la regia di Bob Tomson e Bill Kenwright, la coreografia di Bill Deamer, le scene e i costumi di Matthew Wright, luci di Tim Oliver, suono di Dan Samson.

Evita è interpretata da Madalena Alberto, Juan Domingo Perón, Presidente dell’Argentina e marito di Evita, è interpretato dall’australiano Jeremy Secomb.

Il musical sarà presentato al pubblico mercoledì 2 maggio alle ore 17.30, al Piccolo Regio Puccini con una conferenza dal titolo: La storia di una First Lady in musical, a cura di Alberto Mattioli. L’ingresso è libero.

Biglietti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, nei punti vendita Vivaticket, on line suwww.vivaticket.it e telefonicamente al n. 011.8815.270. Per i diciottenni che desiderano utilizzare il Bonus cultura al Regio, il costo del biglietto è di € 25, su tutte le date e su tutti i settori, con la possibilità di un ulteriore biglietto a € 1. Info - Tel. 011.8815.557. Per ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it e www.sistemamusica.it.

Seguite il Teatro Regio sui nostri social media, per questa produzione utilizzate l’hashtag:

#EvitaTRT

 
 

 

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Matinée in Casa Mozart a Rovereto per l’Associazione Mozart italiacon il pianista AxelTrolese

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Domenica 15 aprile 2018, ore 11.00,nello splendido Palazzo Diamanti in via della Terra, spina dorsale delnucleo più anticodellacittà di Rovereto, il pianista AxelTrolese sarà ospite dell’Associazione Mozart Italia di Rovereto in occasione del ciclo di concerti intitolati Matinée in Casa Mozart“, rassegna da 25 anni dedicata a scoprire e valorizzare i giovani talenti.

 

Axel Trolese, diplomato con 10, Lode e Menzione d’Onore presso l’ISSM “Monteverdi” di Cremona con Maurizio Baglini e attualmenteimpegnatotra il Master al ConservatorioNazionaleSuperiore di Parigi e il Corso di Alto Perfezionamentoall’Accademia di Santa Cecilia di Roma, presenterà al pubblicoun programmachesi aprirà con la celebre Sonata in La M KV 331"Alla turca"di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791), pubblicata nel 1784 e regalata alla sorella. Continuacon le Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1 di Johannes Brahms(1833-1897), completate a Düsseldorf nel 1857, la Sonata op. 50 n.3 in Sol minore “Didone Abbandonata”che Muzio Clementi (1752-1832)ha dedicatoa Luigi Cherubini,scrittanel 1821 ed ispirata alla storia amorosa di Didone del quarto libro dell'Eneide virgiliana. 

Il concerto si chiude con la trascrizione di Franz Liszt (1811-1886) dell’Ouverture del GuillaumeTell di Gioachino Rossini.

Per assistere al concerto è previsto un biglietto di €12,00, intero, e €10,00 ridotto per i Soci AMI e per i soci dell’Associazione Filarmonica.

Info biglietti: PalazzoDIamanti - Via della Terra, 48 - 38068 ROVERETO (TN) ;Tel. & Fax. ++39 464 422719 ; e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Matinée in Casa Mozart

Domenica, 15 aprile 2018, ore 11.00
Casa Mozart, Via della Terra 48, Rovereto

AXEL TROLESE
pianoforte

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in La M KV 331

Johannes Brahms
Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1

Muzio Clementi
Sonata in Sol m op. 50 nº 3 “Didone Abbandonata”

Franz Liszt/Gioacchino Rossini
Ouverture del GuillaumeTell

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Le sorelle Labèque in concerto al Teatro Regio di Parma

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KATIA E MARIELLE LABÈQUE

PER LA STAGIONE CONCERTISTICA 2018

Pagine di Gerswhin, Glass, Bernstein nel concerto dell’acclamato duo pianistico

Teatro Regio di Parma

domenica 15 aprile 2018, ore 17.00 Abb. Concerti

Le sorelle e pianiste Katia e Marielle Labèque, il duo pianistico più affiatato della scena internazionale, saranno protagoniste domenica 15 aprile alle ore 17.00 del prossimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018 del Teatro Regio di Parma.

Il programma del concerto, rigorosamente a quattro mani, accosterà nella prima parte i Tre preludi per pianoforte di George Gerswhin nell’arrangiamento di Irwin Kostal ai Quattro movimenti per due pianoforti di Philip Glass. La seconda parte del concerto sarà interamente dedicata all’omaggio a Leonard Bernstein nel centenario della nascita con West Side Story. Symphonic dances and songs, arrangiato da Irwin Kostall e con Raphael Seguinier alla batteria e Gonzalo Grau alle percussioni.

Katia e Marielle Labèque intraprendono la loro carriera in giovane età, dopo le prime lezioni di pianoforte ricevute dalla madre, la pianista italiana Ada Cecchi. La fama internazionale arriva con la loro interpretazione diRhapsody in Blue di Gershwin, uno dei primi dischi d’oro della musica classica. Ospiti regolari dei festival e delle orchestre più prestigiose del mondo, le due pianiste hanno suonato con grandi direttori fra cui Semyon Bychkov, Sir Colin Davis, Gustavo Dudamel, Sir John Eliot Gardiner, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Georges Prêtre, Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen. Il repertorio frequentato spazia dalla musica classica a quella contemporanea, con particolare riguardo a quella barocca che interpretano frequentemente con complessi quali The English Baroque Soloists, Il Giardino Armonico, Musica Antica, Venice Baroque, l’Orchestra of the Age of Enlightenment. Significative le collaborazioni con i compositori Thomas Adès, Louis Andriessen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Philip Glass, Osvaldo Golijov, György Ligeti e Olivier Messiaen. Le sorelle Labèque hanno fondato la Fondazione KML per la promozione e la valorizzazione della musica e la loro etichetta KML Recordings ha aderito allo storico marchio Deutsche Grammophon. Con Deutsche Grammophon hanno pubblicato, negli ultimi anni, Rite of Spring di Stravinskij, Epigraphes Antiques di Debussy e l’album Moondog Minimalist Dream House. Un pubblico da record, oltre centomila persone, ha partecipato nel 2016 al concerto Vienna Summer Night a Schönbrunn, con protagoniste Katia e Marielle Labèque, seguito da  oltre un milione e mezzo di spettatori in TV.

Biglietti da € 10,00 a € 40,00; Under 30 da € 12,00 a € 32,00; Over 65 da € 14,00 a € 38,00. Promozioni e agevolazioni sono riservate a Under 30, Over 65, famiglie, lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità, gruppi composti da più di 20 persone.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroregioparma.it

La Stagione 2017-2018 del Teatro Regio di Parma è realizzata con il sostegno di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia Romagna. Major partner Fondazione Cariparma, Main partners Chiesi, Crédit Agricole Cariparma. Il Teatro Regio di Parma è sostenuto anche da Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom, “Parma, io ci sto!”. Main sponsor Iren, Barilla, Cedacri group. AdvisorAGFM. Sponsor tecnici Step, MacroCoop. La traviata è realizzata in collaborazione con Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”. ParmaDanza è realizzata con il sostegno di CePIM e in collaborazione con ATER Associazione Teatrale dell’Emilia-Romagna. La Stagione concertistica è realizzata in collaborazione con Società dei Concerti di Parma, Arci Caos. “Il Piccolo Principe” è realizzato con il sostegno di Parmalat.“Hänsel e Gretel” è realizzato in coproduzione con Fondazione Arturo Toscanini. La Stagione è realizzata in collaborazione con Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Liceo Artistico Statale “Paolo Toschi”, Liceo Musicale Attilio Bertolucci, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Opera Europa, The Opera Platform.

Teatro Regio di Parma

domenica 15 aprile 2018, ore 17.00 Abb. Concerti

Durata complessiva 1 ora e 40 minuti circa, compreso un intervallo

Pianoforte KATIA & MARIELLE LABÈQUE

Batteria RAPHAEL SEGUINIER

Percussioni GONZALO GRAU

George Gerswhin

Tre preludi per pianoforte

arrangiamento per due pianoforti di Irwin Kostal

Philip Glass

Quattro movimenti per due pianoforti

Leonard Bernstein

West Side Story. Symphonic dances and songs

arrangiamento per due pianoforti e percussioni di Irwin Kostall

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OPER.A 20.21 a Bolzano: La Traviata, sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

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Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

OPER.A 20.21

www.haydn.it

COMUNICATO STAMPA

La Traviata

 di

Giuseppe Verdi

 sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

Teatro Comunale di Bolzano

L’amore scandaloso fra Violetta e Alfredo

La terza edizione di OPER.A 20.21, la stagione di opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, si chiude con l’opera di Giuseppe Verdi più famosa al mondo: La Traviata. Al Teatro Comunale di Bolzano verrà presentata in un nuovo allestimento con la regia del bolzanino Andrea Bernard.  

L’affascinante, sorprendente percorso musicale e teatrale tracciato dalla terza edizione di OPER.A. 20.21, la stagione d’opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, si conclude al Teatro Comunale di Bolzano sabato 21 (ore 20) e domenica 22 aprile (ore 17) con l’opera lirica più amata in tutto il mondo: La Traviata. Il capolavoro di Giuseppe Verdi verrà presentato in un nuovo allestimento con la regia del bolzanino Andrea Bernard e la direzione musicale di Sebastiano Rolli.

Interpreti: Isabella Lee (21 aprile) e Julia Muzychenko (22) nel ruolo di Violetta Valéry, Fabrizio Paesano (21) e Fabián Lara (22) nel ruolo di Alfredo Germont, Charlotta Vichi (Flora Bervoix), Alice Molinari (Annina), Marcello Rosiello (21) e Gocha Abuladze (22) nel ruolo di Giorgio Germont, Pasquale Scircoli (Gastone, Visconte di Létorières),  Carlo Checchi (Barone Douphol), Claudio Levantino (Marquis d’Obigny), Enrico Marchesini (Doktor Grenvil), Marco Gaspari (Giuseppe), Paolo Deanesi (Domestico), Stefano Cescatti (Commissionario). Scene di Andrea Bernard e Alberto Beltrame. Costumi Elena Beccaro. Luci Adrian Fago. Movimenti coreografici Marta Negrini. Coro: Ensemble Vocale Continuumdiretto da Luigi Azzolini. Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Coproduzione Teatro Regio Parma, Teatro Comunale Bologna, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.

Composta su libretto di Francesco Maria Piave e basata sull’opera teatrale La signora delle camelie, inserita nella cosiddetta “trilogia popolare” insieme a Il trovatore e a RigolettoLa Traviata è l’opera verdiana più amata in assoluto: per molti è l’opera lirica per antonomasia. È parte dell’immaginario collettivo universale: chiunque, anche chi ha confidenza occasionale con il teatro musicale, la conosce, anche solo per nome o ne ha sentito almeno una volta le arie più famose e struggenti. Eppure, il suo successo, come è ben noto, non fu immediato: rappresentata la prima volta il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia, La Traviata fu infatti accolta inizialmente freddamente, sia per il soggetto ritenuto all’epoca scabroso, sia per lo scarso valore degli interpreti; meglio andrà con la ripresa dell’anno successivo al Teatro San Benedetto, sempre a Venezia, grazie a una revisione e a cantanti migliori. La censura si accanì anche successivamente sulla tribolata e scandalosa vicenda amorosa tra Violetta e Alfredo, sino a che non sarebbe entrata appunto nel novero delle opere più amate in assoluto, anzi la più amata.

Il regista bolzanino Andrea Bernard si riallaccia nel suo allestimento al carattere anticonvenzionale e scandaloso del soggetto, e colloca la vicenda dell’opera nel suo contesto sociale. Guardando oltre le appassionate dichiarazioni d'amore, scopre una dipendenza reciproca: Violetta e Alfredo, due persone sole e ambiziose, hanno bisogno l'una dell'altro per riuscire nei loro intenti sociali. E se la protagonista in Verdi muore di tisi, nella lettura odierna questa malattia viene attualizzata con la depressione. Basta dunque un ritocco minimo per rendere La Traviata contemporanea, senza tradire minimamente lo spirito del capolavoro di Verdi.

Le rappresentazioni al Teatro Comunale di Bolzano saranno precedute dai consueti appuntamenti introduttivi: Oper.a Backstage, mercoledì 18 aprile (ore 18), con la partecipazione di Andrea Bernard e di componenti del cast; Oper.a Intro, sabato 21 alle ore 19 e domenica 22 alle ore 16, a cura di Giacomo Fornari. Sarà attivo anche il servizio navetta dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, con partenza sabato 21 alle ore 18 e domenica 22 alle ore 15.

I biglietti sono reperibili presso le casse del Teatro Comunale di Bolzano o del Centro Culturale S. Chiara di Trento. È inoltre possibile reperirli online su www.ticket.bz.it, telefonicamente al numero +39 0471 053800, o via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Andrea Bernard _ regia

Nato a Bolzano nel 1987, ha intrapreso i primi passi nel mondo del teatro all’età di 10 anni con la compagnia bolzanina Bricabrac diretta da Giuliana Lanzavecchia. Contemporaneamente agli studi in architettura (laurea nel 2012), ha iniziato a lavorare nel mondo dell’opera, prima come mimo poi come assistente alla regia di Pier Luigi Pizzi, partecipando a più di 20 produzioni in Italia e all’estero. Dal 2014 lavora con registi come Keith Warner, Julia Burbach, Tatjana Gurbaca e Damiano Michieletto. Contemporaneamente prosegue per proprio conto l‘attività di regista e scenografo. Per il Teatro Rainerum di Bolzano allestisce A Midsummer Night's Dream di Shakespeare e Gli innamorati di Goldoni. Nella stagione 2015/2016 debutta al Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Brattaro mon amour, la periferia semiseria di Cagnan. È risultato semifinalista al concorso internazionale “Ring Award 14” di Graz, con il progetto dell’opera Der Freischütz. Nel 2016 è tra i tre finalisti del concorso OperaOggi di Opera Lombardia per la stesura e la messinscena di una nuova opera contemporanea. Nel 2017 torna a Graz come semifinalista al “Ring Award 17” con il progetto dell’opera Don Pasquale. Nel 2016 è il vincitore del prestigioso “European Opera-directing Prize” con il progetto de La Traviata,messa in scena al Festival Verdi di Parma nell’autunno 2017.Al momento sta lavorando a Carmen per OperaDomani di Como e Bregenz Festspiele, La Cenerentola di Rossini in Svizzera, Il viaggio a Reims ad Amsterdam, le riprese di La scala di seta per OperaLombardia e Il Flauto Magico all’Opera di Firenze.

Sebastiano Rolli _ direzione musicale

Nato nel 1975, ha iniziato giovanissimo ad occuparsi di musica con il padre, direttore di coro. Dopo gli studi di Musica da camera e Composizione presso i Conservatori di Parma e Milano e di drammaturgia musicale con Marcello Conati, ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra, evidenziandosi come uno dei più interessanti interpreti della propria generazione. Numerose le orchestre che ha diretto in produzioni operistiche e sinfoniche: Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Parma, Orchestra Stabile dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra Gianandrea Gavazzeni di Brescia, Orchestra Gioacchino Rossini di Pesaro, Orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra Regionale del Veneto, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Orchestra Nazionale Morava, Orchestra Nazionale Slovena, Orchestra Nazionale di Tenerife, Orchestra Martinu. Fra le sue numerose pubblicazioni, due studi critici: “Giuseppe Verdi. I maestri del melodramma” e “Giuseppe Di Stefano. I suoi personaggi”. Viene regolarmente invitato da Istituzioni musicali e Conservatori a tenere masterclass di approfondimento sull’interpretazione verdiana e sulla musica corale.

Info 0471 053800

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Sabato 7 aprile Bronzi dirige la OTO al Comunale di Vicenza

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comunicato stampa

 

E PER FINIRE, PROKOF'EV

Sabato 7 aprile l'Orchestra del Teatro Olimpico chiude la stagione sinfonica al Comunale di Vicenza nel segno di Sergej Prokof'ev. Diretta da Enrico Bronzi la OTO propone la Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé”, il Concertino per violoncello e orchestra (con Bronzi solista) e la Sinfonia n. 3 in do minore. 

Sabato 7 aprile il Teatro Comunale di Vicenza ospita il sesto e ultimo appuntamento della stagione sinfonica 2017/18 della OTO, l'Orchestra del Teatro Olimpico.

Iniziata in novembre all'insegna di un tutto Mozart (Ouverture dal Flauto Magico, Concerto per pianoforte n. 27 e Sinfonia Jupiter), la rassegna che ha per protagonisti i giovani maestri d'orchestra della OTO si chiude con un altro concerto monografico, questa volta dedicato ad un grande autore del Novecento come Sergej Prokof'ev.

Enfant prodige, ma anche enfant terrible al Conservatorio di San Pietroburgo – dove si fece notare per il carattere eccentrico e una certa insofferenza alle istituzioni scolastiche – ultimati gli studi Prokof'ev visse parecchi anni in Occidente collezionando grandi successi come pianista-compositore, ma anche cocenti delusioni. Forse proprio a causa di queste decise di ritornare definitivamente in patria nei primi anni Trenta, lusingato dalle promesse del Regime che voleva fare di lui l'alfiere della musica russa. La scelta si rivelò nefasta. Oppresso dagli assurdi dettami dell'Unione dei Compositori, Prokof'ev venne via via isolato, fino a provare l'onta della censura. Ironia della sorte, morì lo stesso giorno di Stalin, il 5 marzo del 1953; la notizia venne data, quasi in sordina, solo una settimana dopo e al suo funerale parteciparono nemmeno 40 persone, come ricorda l'amico Rostropovich.

Nonostante gli ultimi due decenni trascorsi in totale isolamento dal mondo occidentale, la sua precedente attività all'estero e soprattutto la grandezza della sua vastissima produzione (fra cui ci sono 8 opere teatrali, 7 balletti, musica di scena e per film, una cinquantina di composizioni per orchestra, 10 concerti per strumento solista e orchestra, brani per pianoforte e musica da camera) lo pongono oggi fra i più eminenti rappresentanti della musica russa.

Nel concerto conclusivo della stagione della OTO, il direttore Enrico Bronzi ha scelto di rendere omaggio a Sergej Prokof'ev proponendo tre brani che appartengono ad altrettanti periodi creativi del geniale compositore. La Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé” del 1934, nata dalla prima esperienza di Prokof'ev con la musica da film, coincide con la scelta di rientrare in Russia dopo tre lustri passati in giro per il mondo. Il successivo Concertino per violoncello e orchestra, nel quale il maestro Bronzi si propone nel doppio ruolo di solista e direttore, ci porta agli ultimi tormentati anni, tant'è vero che si tratta di un lavoro incompiuto che sarà portato a termine da un giovane Mstislav Rostropovich, per il quale era stato scritto, solo nel 1956.

Nella seconda parte della serata la OTO e la bacchetta di Bronzi propongono la Sinfonia n. 3 in Do minore, composta quando Prokof'ev si trovava ancora in Occidente e nata come “sintesi” orchestrale dell'opera teatrale “L'Angelo di fuoco”, mai andata in scena finché l'autore era in vita. La Sinfonia, ricca di arditezze timbriche e accesi toni espressivi, fu eseguita per la prima volta a Parigi nel maggio del 1929.

Considerato fra i migliori violoncellisti italiani della sua generazione, a 45 anni Enrico Bronzi è entrato nella fase della piena maturità artistica come interprete (suona un magnifico violoncello Vincenzo Panormo del 1775) e direttore d'orchestra (negli ultimi anni ha guidato prestigiose orchestre italiane), ma anche nelle vesti di docente (insegna all'Università del Mozarteum di Salisburgo) e di organizzatore di eventi (è direttore artistico dell'Estate Musicale di Portogruaro). Nella musica da camera il suo nome è legato al Trio di Parma che fondò nel 1990 e con il quale continua a svolgere un'intensa attività concertistica in Europa, nelle Americhe e in Australia.

Tra le sue registrazioni discografiche, oltre alla vasta produzione con il Trio di Parma, vi sono tutti i concerti di Boccherini (Brilliant Classics), i concerti di C. P. E. Bach (Amadeus), un disco monografico su Nino Rota, le Sonate di Geminiani (Concerto) e l’integrale delle Suite di Bach (Fregoli Music) che è stata al secondo posto della top ten degli album di musica classica di iTunes Music Store.

La stagione 2017/18 della OTO è realizzata grazie al contributo istituzionale di Comune di Vicenza, Regione del Veneto, MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo) e Fondazione Cariverona ed è sostenuta da Trivellato Mercedes-Benz.

Il concerto inizia alle ore 20,45. Biglietti in vendita al botteghino del Comunale (0444 324442) e online (www.tcvi.it). Prenotazioni anche al numero 0444 326598 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

a cura dell'ufficio stampa Orchestra del Teatro Olimpico

 

 

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Torna il RUBINI FESTIVAL: inaugurazione con la RITA di Donizetti, nel giorno del compleanno del grande tenore romanese, sabato 7 aprile alle ore 20.30

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7 aprile-27 maggio

III edizione Rubini Festival

COMUNICATO

Giunge nel 2018 alla terza edizione il Rubini Festival, manifestazione che il Comune di Romano e la Fondazione OO. PP. G.B. Rubini dedicano al grande tenore.

Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio diversi luoghi cittadini diventeranno palcoscenici di altrettante manifestazioni: protagonista assoluta l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo, con cui il Rubini Festival rinsalda la relazione avviata lo scorso anno, con la Fondazione Donizetti di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con Laboratorio 10 e ovviamente con il Concorso Rubini, divenuto manifestazione biennale.

 

Si comincia, come si diceva il 7 aprile, con un One Day Rubini, che da quest’anno in poi sarà occasione annuale di festeggiamento del tenore romanese.

La cittadinanza è quindi invitata a partecipare alla rappresentazione di Rita opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento del Conservatorio di Bergamo: l’appuntamento è per le 20.30 all’Auditorium Caterina Merisi dell’Istituto Superiore G.B. Rubini.

Di seguito la scheda e la storia dell’opera.

 

Sabato 7 aprile ore 20.30

Auditorium Caterina Merisi

Istituto Superiore G.B. Rubini

Gaetano Donizetti

RITA

Opera completa, in forma di concerto

Produzione del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

 

Eleonora Boaretto Rita (soprano)

Song Hyunjung Beppe (tenore)

Ezio Passerini Gasparo (basso)

Narratore Pietro Ghislandi

 

Orchestra del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

Direttore d’orchestra Roberto Frattini

Maestro ai sovratitoli: Alberto Sonzogni

Maestro collaboratore per i cantanti: Samuele Pala

Maestro collaboratore per gli archi: Pierantonio Cazzulani

Maestro collaboratore per i fiati: Marco Ambrosini

Ingresso libero

Consigliata la prenotazione all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Rita, eseguita integralmente, è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese,Deux hommes et une femme. Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese,Rita ou le mari battu, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. Rita è insomma il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.

La partitura comprende otto numeri collegati da dialoghi parlati (che per l’occasione sono stati liberamente riadattati dall’attore Pietro Ghislandi e dal direttore Roberto Frattini). La stringata vicenda di Rita, indomita bisbetica, del marito Peppe e del primo marito Gaspar, creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. La pagina in cui questo sapido intreccio tocca il suo apice è il duetto in cui i due uomini danno vita a una rivalità di segno opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: anziché contendersi la protagonista, tenore e baritono giocano la loro partita puntando entrambi a liberarsene. Perde chi vince insomma. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.

Non è chiaro da dove provenga il soggetto. Forse, almeno in parte da un lavoro drammatico francese (Morioud et Compaigne di Bayard e Devorme), ma qualche testimonianza suggerisce anche che Donizetti possa aver preso spunto da fatti realmente accaduti nei pressi di Bergamo, e che, ingolosito dalla vicenda, come spesso gli capitava, avesse iniziato a scrivere il libretto da sé, prima di affidarlo alle sapienti mani di Vaëz.

Contrariamente a quanto si è a lungo supposto, quello di Rita (ovvero Deux hommes et une femme) è stato il primo libretto scritto da Vaëz per Donizetti, prima ancora, insomma, che ultimasse la versione francese di LuciaLucie de Lammermoor. Tutto ha inizio nel 1839. Donizetti, a Parigi per altri impegni, implora Vaëz di stendergli un libretto. Non aveva ancora una commissione, scriveva per non annoiarsi. L’occasione sembrò presentarsi quando Pacini rischiò di non consegnare in tempo un proprio lavoro. Donizetti si fece trovare pronto ma l’emergenza rientrò e l’opportunità sfumò. Sembrò allora profilarsi una possibilità di rappresentazione a Napoli. Donizetti si rimise all’opera e nel 1841 ritoccò la partitura e progettò di far tradurre il testo drammatico, ma la morte dell’impresario Domenico Barbaja rese vano quest’altro tentativo. Rita era destinata a rimanere l’unica opera donizettiana completa e non rappresentata vivo l’autore. Bloccata per più di un decennio da contese ereditarie, fu riproposta con l’aiuto di Vaëz al direttore dell’Opéra-Comique; una commissione di esperti ne certificò la totale autenticità e l’opera poté andare finalmente in scena per la prima volta il 7 maggio 1860, alla Salle Favart. (Livio Aragona)

 

Il Festival proseguirà con una tre giorni particolarmente densa di appuntamenti da venerdì 25 a domenica 27 maggio.

 

Specificamente, le mattine di venerdì 25 e sabato 26 in doppio turno le scuole di Romano parteciperanno alle visite animate di Palazzo Rubini, a cura di Laboratorio 10.

 

La sera del 25 maggio presso la Chiesa di San Defendente è invece in programma un concerto lirico che vedrà la partecipazione di alcuni tra i vincitori delle scorse edizioni del Concorso Lirico.

 

Per domenica 27 maggio l’Amministrazione comunale e la Fondazione Rubini hanno pensato di realizzare una giornata di musica diffusa nel nome di Rubini.

 

Si comincia alle 11.00 con una visita animata di Palazzo Rubini, questa volta aperta alla cittadinanza e non soltanto destinata alle scuole, sempre a cura di Laboratorio 10. Al termine della visita, sempre in Palazzo Rubini, Paolo Fabbri Direttore scientifico della Fondazione Donizetti e Maria Chiara Bertieri presenteranno al pubblico gli esiti del lavoro sull’epistolario rubiniano in corso di realizzazione, soffermandosi in particolare su eventi significativi e non noti della vita e dell’opera dl grande tenore.

A seguire un momento di rinfresco e condivisione con tutti gli ospiti presenti.

 

Dalle 17.00 l’opera sarà protagonista sotto i portici di Romano: Il telefono di Giancarlo Menotti, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht e pagine dal grande repertorio lirico italiano saranno eseguite dagli studenti del Conservatorio Donizetti, a favore dei tanti passanti che il pomeriggio della domenica animano il centro cittadino.

 

Alle 20.30 tutti di nuovo a Palazzo Rubini per lo spettacolo dedicato al tenore a cura di Laboratorio 10. Tra musica e parole, Rubini: l’uomo e l’artista, questo il titolo dello spettacolo, vedrà in scena la voce cantante di Luigi Albani, il pianoforte di Damiano Carissoni e la voce narrante di Dario Bertulazzi nel ruolo del cocchiere di Rubini. A lui saranno affidate letture di lettere e narrazioni “cucite” da Marco Maltempi, a cui si deve il testo dello spettacolo, che condurranno l’ascoltatore/spettatore a conoscere da vicino, seguendola dall’interno, la vicenda biografica e artistica del tenore romanese.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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220 anni del Teatro Pergolesi di Jesi: il programma del Festival Pergolesi Spontini e della Stagione Lirica di Tradizione

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Comunicato stampa

Da Fondazione Pergolesi Spontini

 

Il 2018 della Fondazione Pergolesi Spontini: una rete estesa di collaborazioni, progetti di formazione e lirica di qualità per celebrare i 220 anni dell’inaugurazione del Teatro Pergolesi ed i 50 anni del riconoscimento del titolo di “Teatro di Tradizione”.

Per il XVIII Festival Pergolesi Spontini, l’opera ritrovata “Le metamorfosi di Pasquale” di Spontini e “Il noce di Benevento” del compositore jesino Giuseppe Balducci in prima esecuzione italiana in tempi moderni.

Nel cartellone della Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi “Il Trovatore” di Verdi, “Le nozze di Figaro” e, in prima rappresentazione assoluta, il CircOpera “Gran Circo Rossini”.

Il 2018 è un anno importante per il Teatro G.B. Pergolesi che celebra i 220 anni della sua nascita e il 50esimo anniversario del riconoscimento del titolo di Teatro lirico di Tradizione.

La Fondazione Pergolesi Spontini presenta una proposta culturale diffusa sul territorio dove protagonista sarà, soprattutto, la produzione lirica, con le prossime edizioni del Festival Pergolesi Spontini (tra agosto e settembre) e la Stagione Lirica di Tradizione che ritorna nella storica collocazione autunnale.

La Fondazione cambia pagina: con grande entusiasmo e rinnovato slancio è riuscita in pochi mesi a programmare un’attività artistica all’insegna della qualità, della sostenibilità, dell’apertura verso diverse fasce di pubblico e dei progetti di rete, con numerose e prestigiose collaborazioni e coproduzioni a livello locale, nazionale ed internazionale.

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VERDI OPERA NIGHT: una parata di stelle per Verdi e l'Arena di Verona - domenica 26 agosto 2018 ore 21.30

domenica 26 agosto 2018, ore 21.30

Il 26 agosto alle ore 21.30 grandi nomi del panorama lirico internazionale e la musica immortale di Giuseppe Verdi si incontrano nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona per uno spettacolo d’eccezione: Verdi Opera Night, che saprà coronare la 96ma edizione del Festival lirico in scena dal 22 giugno al 1° settembre 2018.

Dalla bacchetta di Andrea Battistoni alle voci femminili di Lisette Oropesa, Maria Mudryak, Serena Gamberoni e Violeta Urmana, a quelle maschili di Rame Lahaj, Francesco Meli, Luciano Ganci, Luca Salsi e Simone Piazzola, con l’Orchestra, il Coro, il Ballo e i Tecnici areniani: una parata di stelle per Verdi e l’Arena di Verona!


Arena è sinonimo di Verdi e con lo spettacolo Verdi Opera Night si rende omaggio al compositore più rappresentativo di oltre un secolo di Festival lirico. La serata si preannuncia strepitosa grazie al cast di altissimo livello impegnato a restituire la magia e la potenza emotiva della celebre “trilogia popolare” del cigno di Busseto, come afferma il Sovrintendente Cecilia Gasdia«Sarà una vera e propria “parata di stelle” quella chiamata a celebrare il binomio Giuseppe Verdi - Arena di Verona, che da oltre un secolo contraddistingue le estati areniane. È proprio dall’Aida del 1913, con cui ha preso il via il nostro glorioso Festival, che il nome di Verdi e le note delle sue opere immortali risuonano preponderanti nel cartellone lirico veronese».

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PRIMA ESECUZIONE ITALIANA SONATA EROTICA DI ERWIN SCHULHOFF NELL'AMBITO DI GIROTONDO KABARETT

La-Cantante_Girotondo-Kabarett

Arthur Schnitzler

GIROTONDO

KABARETT

 

 

Il Kabarett

KleineKabarett Orchestra

violino Simona Cazzulani, pianoforte Alessandra Mauro, sax Giorgia Marra

tromba Anna Vita, batteria Maria Veronica Bigliardi

La Cantante Fiorella Ceccacci Rubino

La Prostituta Cristina Violetta Latte

Il Soldato Davide Gagliardini

La Cameriera Ilaria Falini

Il Giovane Signore Luca Nucera

La Giovane Signora  Paola De Crescenzo

Il Marito   Massimiliano Sbarsi

La Dolce Fanciulla   Maria Laura Palmeri

Il Poeta   Emanuele Vezzoli

L’Attrice   Carola Stagnaro

Il Conte   Nanni Tormen

Il Soprano   Lisa La Pietra

L’aspirante Artista Francesca Tripaldi

L’aspirante Musicista  Carlo Sella

L’Habitué  Laura Cleri

Dramaturg  Cristina Cattellani

Il Cameriere lento Marcello Vazzoler

Musiche a cura di  Alessandro Nidi

Scene Tiziano Santi

Costumi Gianluca Falaschi

Luci  Claudio Coloretti

 

Regia Walter Le Moli

Assistenti alla Regia   Caroline Chaniolleau,

Giacomo Giuntini

Produzione   Fondazione Teatro Due

 

Teatro Due, Parma

Prima Nazionale

Dal 22 al 29 marzo 2018

Ilsensuale e ammaliante Girotondo di Arthur Schnitzler, quel vortice erotico in cui dieci personaggi di estrazione ed età diverse si incontrano coppia dopo coppia e danno vita a una danza di seduzione, diventa un Kabarett.

La nuova produzione di Fondazione Teatro Due di Parma GIROTONDO KABARETT, al debutto in prima Nazionale il 22 marzo con repliche fino al 29marzo 2018, coinvolge ventitre artisti fra attori, cantanti e musicisti. Accanto agli attori Cristina Cattellani, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Ilaria Falini, Davide Gagliardini, Cristina Violetta Latte, Luca Nucera, Maria Laura Palmeri, Massimiliano Sbarsi, Carlo Sella, Carola Stagnaro, Nanni Tormen, Francesca Tripaldi, Marcello Vazzoler, Emanuele Vezzoli, anche il soprano Lisa La Pietra e laKleineKabarett-Orchestra composta da Simona Cazzulani (violino), Alessandra Mauro (pianoforte), Giorgia Marra (sax),Anna Vita (tromba), Maria Veronica Bigliardi (batteria), che eseguirà le musichecurate da Alessandro Nidi, scene di Tiziano Santi, costumi Gianluca Falaschi, luci di Claudio Coloretti, con la direzione di Walter Le Moli.

Artisti e aspiranti tali, cantanti d’opera e jazzisti, critici d’arte e habitués, cuochi e camerieri invadono un Kabarettdella vecchia Europa degli anni ‘20 e ’30 che esalta l’eros in un gioco di fresca e vitale sensualità guidato dalle donne e condotto con elegante ironia, coinvolgendo il pubblico ad abbracciare la frizzante libertà che il teatro della borghesia ottocentesca e i dettami wagneriani avevano imbrigliato. Gli ospiti del Kabarett verranno avvolti in una giostra di numeri, accompagnati da una cena o da un drink, per chi lo desidera; è gradito l’abito scuro, ça va sans dire.

La Prostituta, il Soldato, la Cameriera, il Giovane Signore, la Giovane Signora, il Marito, la Dolce Fanciulla, il Poeta, l’Attrice e il Contegiocano, due alla volta, con i sogni, le perversioni, le debolezze e i witz della Vienna fin de siècle, affidando totalmente il compito della seduzione all’arguzia della parola modulata dall’espressività dei caratteri coinvolti. Il girotondo dell’eros è anche un’ascesa dalla lingua scarna, semplice, bassa del soldato e della prostituta, attraverso la lingua della solida austerità borghese e luterana del marito, fino alla lingua frantumata da pause e interruzioni del Conte, allegoria della grandezza passata dell’Impero Asburgico, ormai abbattuto.

Dialogano con i dieci quadri del Girotondo alcuni numeri musicali fra cui alcune preziosità come il valzer Liebeleicomposto da Arthur Schnitzler stesso, finissimo interprete del rivoluzionario clima musicale viennese di Mahler, Brahms e Bruckner e la Sonata erotica di Erwin Schulhoff, follia musicale di stampo dadaista che verrà eseguita per la prima volta in Italia, il cui ascolto il compositore riserva al solo pubblico maschile (!NurfürHerren!, come recita la partitura).

In occasione della messa in scena dello spettacolo, venerdì 23 marzo alle ore 17.00 il Sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini Luigi Ferrari terrà l’incontro a ingresso libero dal titolo Erwin Schulhoff, Genio e Rivoluzione.

A 100 anni dalla disfatta militare austriaca e dalla caduta degli Asburgo come casa regnante dell’Impero cogliamo la distanza da una raffinatissima epoca trascorsa e meglio possiamo comprendere la complessità di un momento in cui gli studi di Sigmund Freud dialogavano con la musica della dinastia Strauss, la Jungwien dibatteva con Karl Kraus e la Secessione viennese indicava la strada per creare una tradizione artistica nazionale. L’avversità politica e la sconfitta militare hanno cancellato a lungo quel momento dalla storiografia, ma forse questo “mondo di ieri” non è poi così lontano.

Informazioni e biglietteria: Tel. 0521/230242 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.teatrodue.org

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - MIKKO FRANCK DIRIGE L'OLANDESE VOLANTE

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Stagione Sinfonica

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

lunedì 26 marzo ore 19.30 – mercoledì 28 ore 19.30 – venerdì 30 ore 20.30

L’Olandese volante

Mikko Franck, direttore ospite dell’orchestra di santa cecilia, dirige l’opera di Wagner in forma di concerto

Secondo appuntamento nella Stagione Sinfonica con Mikko Franck, il direttore finlandese nominato  per la prima volta nella storia dell’Accademia  Direttore Ospite Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che in questa veste dirigerà l’Orchestra e il Coro  lunedì 26 marzo (Auditorium Parco della MusicaSala Santa Cecilia, ore 19.30 repliche mercoledì 28 ore 19.30 evenerdì 30 ore 20.30) nell’Olandese Volante (Die fliegende Holländer) di Richard Wagner, in forma di concerto.

L’opera, presente per la prima volta nel calendario ceciliano, proseguirà il ciclo delle grandi opere wagneriane dirette nel corso delle passate stagioni, a Santa Cecilia, da Giuseppe Sinopoli, Christian Thielemann, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Kirill Petrenko. La fonte principale del libretto è un episodio tratto dalle Memoires des Herrn von Schnabelewopski di Heinrich Heine  che riprendeva la leggenda nordica del misterioso personaggio condannato a vagare in eterno per i mari  ma nella vicenda dell’Olandese Volante Wagner inserisce anche un elemento autobiografico: il ricordo di una tempesta nella quale il compositore stesso si trovò coinvolto, nel 1839, durante una traversata per mare che da Riga lo conduceva a Londra, dalla quale restò molto impressionato.

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Presentata l'edizione 2018 di New Conversations - Vicenza Jazz, in programma dal 10 al 20 maggio

XXIII Edizione

10-20 maggio 2018

The Birth of Youth”

Comunicato Stampa – 20 marzo 2018

 

È stata presentata oggi la nuova edizione di New Conversations - Vicenza Jazz,la ventitreesima, alla presenza del Vice Sindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d'Elci, del Presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Roberto Ditri, delDirettore Artistico di Vicenza Jazz, Riccardo Brazzale e del coproduttore, Luca Trivellato; presente anche, in qualità di ospite, il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Thiene, Maria Gabriella Strinati, che collabora per il prologo.

L’edizione 2018,in programma a Vicenza dal 10 al 20 maggio prossimi, sarà dedicata a"The Birth of Youth", una celebrazione, e non solo, del 1968, l’anno delle rivolte giovanili e dell’esplosione dei movimenti, una data storica per i diritti civili, il mondo culturale e delle contro culture, il desiderio di cambiamento.Poi il mondò non fu più come prima, anche per la musica, e soprattutto per i giovani; e se alcuni studiosisostengono che la gioventù come categoria sociologica nacque proprio nel ’68, New Conversations Vicenza Jazz fa suo questo assunto, facendolo diventare dedica e titolo della nuovissima edizione.

Così anche il Festival Jazz nato e cresciuto nella città del Palladio, evento musicale di eccellenza nel panorama nazionale, rende omaggio a questa data ormai “storicizzata”, intervenendo nel dibattito culturale, ovviamente a suo modo. Cominciando col ripensare a chi - nel jazz, nella musica, nella cultura, nella società - era giovane alla fine degli anni ’60, ma anche e soprattutto a chi è giovane oggi, proponendo due percorsi paralleli: quello di chi nel jazz ha impersonato la storica rivoluzione giovanile e quello di chi vuol affermare quanto i giovani abbiano oggi da proporre.

Il Festival New Conversations – Vicenza Jazz - edizione 2018 è organizzato dal Comune di Vicenza, Assessorato alla Crescita e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz e in collaborazione con il Bar Borsa.

Il cartellone di Vicenza Jazz 2018 viene oggi annunciato in tutti i suoi ‘ingredienti principali’: i concerti di prima serata (al Teatro Comunale, in Piazza dei Signori e nella maestosa scenografia del Teatro Olimpico), gli appuntamenti alJazz Cafè Trivellato alBar Borsasotto la Basilica Palladiana, il concerto di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Sono in fase di definizione anche altri appuntamenti, che saranno presentati a breve: live, ma anche proiezioni cinematografiche, presentazioni editoriali, seminari e masterclass, mostre e convegni, reading poetici e altro ancora.

A programma completato (come sempre affidato alla cura di Riccardo Brazzale), il Festival si presenterà ancora una volta nelle sue dimensioni di kolossal musicale (oltre 150 appuntamenti), per portare il jazz ovunque nella Città, con una serie di eventi musicali, piccoli e grandi, che vedranno protagonisti la scena palladiana del Teatro Olimpico e quella moderna del Teatro Comunale, nei suoi vari spazi tra Sala Maggiore, Ridotto, Foyer e Terrazza; ma anche una molteplicità di occasioni di ascolto, per concerti che prenderanno vita in tutto il tessuto urbano: dai teatri alle chiese, nelle piazze e per le strade, nei palazzi antichi, nei musei, negli innumerevoli jazz club e nei tantissimi locali, a tutte le ore, anche “piccole”.

Da giovedì 10 a domenica 20 maggio, sotto la bandiera di The Birth of Youth”il Festival Jazz accoglierà grandi nomi e firme nuove che si confronteranno con la storia di questo affascinante genere musicale: primi appuntamenti, il prologo del 10 maggio all’Auditorium Fonato di Thiene e l’inizio del Jazz Café Trivellato al Borsa (venerdì 11 maggio,in collaborazione con Thiene Musica), con una delle nuove voci più sorprendenti della scena europea, quella di Camille Bertault, fresca dell’ultimo cd uscito per la Sony, giunta a fama virale grazie alla sua impressionante abilità nel rifaregli assoli più complicati della storia del jazz, ad iniziare da quello di John Coltrane su Giant Steps.

Negli stessi giorni a Vicenza si esibirà la formazione completa e persino allargata della mitica Sun Ra Arkestra, in esclusiva in Città per produrre un film musicale al Teatro Olimpico, per provare e per suonare sotto la direzione del “giovane” quasi novantaquattrenne Marshall Allen: la Sun Ra Mythic Dream Arkestra sarà in prima datavenerdì 11 maggio (ore 21) e in replica sabato 12 maggio(alle ore 18), al Teatro Olimpico. Musicisti e danzatori, tutti nei loro coloratissimi abiti afro-futuristi, proporranno al pubblico una musica che spazia dalla tradizione anni ’20 di Fletcher Henderson al free jazz cosmopolita dei fioriti e ruggenti anni ’60, un’esperienza indimenticabile, visionaria, oltre i canoni convenzionali.

Sabato12 maggio,il primo del Festival, sarà dedicato come da tradizione al Concerto gratuito in Piazza dei Signori,un ritrovo gioioso, pronto ad accoglieretantissimi artisti, tra i qualiOwdalla Percussion, Thomas de Pourquery & The Supersonic oltre a vari special guest: come sempre una grande festa, della musica, della condivisione e dello stare insieme, proprio come gli storici raduni all’aperto di cinquant’anni fa.

Il Teatro Olimpicosarà invece il luogo privilegiato per i concerti di punta del cartellone, con la sala teatrale palladianasede della maggior parte degli appuntamenti di prima serata con i big; così, dopo la duplice performance della Sun Ra Arkestra, sarà pronta ad accogliere, domenica 13 maggio, il quintetto del sassofonista Joe Lovano e del trombettista Dave Douglas, una formazione per raffinati estimatori, completata da Lawrence Fields (piano), Linda Oh (basso) e Joey Baron (batteria); un trionfo per chi ama il grande jazz internazionale, un appuntamento imperdibile con grandi musicisti, in grado di conoscere e interpretare la tradizione ma anche di esplorare e percorrere nuovi orizzonti.

Lunedì 14 maggio il teatro palladiano ospiterà il ritorno dell’Orchestra del Teatro Olimpico che, con il suo direttore stabile, il pianista Alexander Lonquich, proporrà un florilegio di musiche tratte da quel repertorio classico fortemente ispirato al jazz: dalla Suite dell’Opera da Tre Soldi di Kurt Weill a La Création du Monde di Darius Milhaud, passando per Morton Gould e le sue Derivations for Solo Clarinet and Dance Band, fino al celeberrimo Ebony Concerto che Stravinskj scrisse espressamente per l’orchestra di Woody Herman.

Martedì 15 maggio, sul palcoscenico del Teatro Olimpico si avvicenderanno due grandi pianisti italiani, forse i due più noti, fra gli italiani, sulla scena dei jazzclub di New York: Dado Moroni, in un duo col bassista Darryl Hall, con cui verrà omaggiato Jymmy Blanton (nel centenario della nascita), il primo grande solista di contrabbasso nella storia del jazz, nei suoi duetti con Duke Ellington al pianoforte; a seguireEnrico Pieranunzi, il Bill Evans italiano, in quartetto col sassofonista Seamus Blake, il contrabbassista Luca Bulgarelli e infine con Jorge Rossy, lo storico batterista dell’Art of Trio di Mehldau.

Sarà il Ridotto del Teatro Comunale, invece, il luogo delle celebrazioni sul ‘68: mercoledì 16 maggio con il chitarrista, cantautore e vocalist messicano, Raul Midon, artista non vedente nato nel 1968, molto noto negli Stati Uniti dopo la sua apparizione al David Letterman Show e grazieall’endorsement ricevuto da Herbie Hancock; toccherà a luiaprire la serata con il suo mix di vocalità pop e latin jazz. Sarà poi la volta delle nuove vie del jazz, indicate dal quartetto Salidache mette insieme due tastieristi-pianisti dell’ultima generazione comeGiovanni Guidi e David Virelles, con Dezron Douglas al basso e Gerald Cleaver alla batteria.

La scena sarà ancora al Ridotto, giovedì 17 maggio, con due gruppi in grado di interpretare le vecchie e le nuove avanguardie del jazz: innanzitutto il trio composto dal chitarrista scandinavo Elvind Aarset, il percussionista Michele Rabbia e il trombonista Gianluca Petrella (quest’ultimo in un day off dal lunghissimo tour con Jovanotti, negli stessi giorni all’Arena di Verona); quindi il quintetto del trombettista Ralph Alessi con un sassofonista figlio d’arte dal cognome “pesantissimo”, Ravi Coltrane.

La Sala Grande del Teatro Comunaleospiterà anche la serata clou, il grande concerto dei Manhattan Transfer,venerdì 18 maggio, lo storicogruppo vocale, fondato nel 1969 da Tim Hauser con la cantante Lauren Massé. Per la prima volta a Vicenza (solo Janis Siegel è stata ospite di Vicenza Jazz nel 2006), con dieci premi Grammy e milioni di dischi venduti in tutto il mondo in quasi 50 anni anni di carriera, i Manhattancontinuano ad essere uno dei gruppi vocali di riferimento alivello mondiale. Fin dalle prime esibizioni negli anni '70 sono stati fondamentali per la musica contemporanea “senza confini”, riconosciuti per la loro straordinaria versatilità, che incorpora pop, jazz, rhythm and blues, rock and roll, swing, tradizione classica e vocalità a cappella. Con il loro album del 1985Vocalese si sono spostati a pieno titolo dal campo pop a quello di artisti jazz: ed ora saranno a Vicenza Jazz per lasciare anche nella Città palladiana il loro segno indelebile.

Il gran finale del Festival è in programma sabato 19 maggio al Teatro Olimpico: ancora una serata per pianoforte, aperta dal giovane Tigran Hamasyan, pianista e compositore armeno, trentenne, che avrà l’onore e l’oneredi introdurre, nel secondo set, l’altra gemma in esclusiva per Vicenza Jazz, il pianista Randy Weston, in duo col sassofonista Billy Harper. Vera e propria leggenda del jazz, Weston, newyorkese di origini giamaicane, novantadue anni nel mese di aprile, sarà in Italia in esclusivaper Vicenza Jazz: ancora, quindi, un evento musicale davvero unico.

L’epilogo del Festival sarà ambientato al Teatro Olimpico, domenica 20 maggio, una serata che celebrerà anche la conclusione di“Poetry Vicenza 2018”, serie di eventi di poesia contemporanea e musica; porterà sul proscenio della scena scamozziana prima un reading (lettura poetica a più voci: Baraldi, Cardiopoetica, Dalembert, Ferrari, Hajdari, Johnstone, Kwakman, Silva, Skinner, Solotruk, Stefoski, Tengour) e, nel secondo set,“Boris Vian: il poeta sincopato. Uno spettacolo di musica e poesia”con la cantante Cristina Zavalloni,il sassofonista Pietro Tonolo e il pianista Paolo Birro, un progetto artistico di Giulio Vannini sul poeta francese amico del jazz.

Nei dieci giorni “a tutta musica” di New Conversations - Vicenza Jazzsi succederanno i concerti al Jazz Cafè Trivellato del Bar Borsanei sottoportici della Basilica Palladiana, con una stimolante programmazione;oltre a Camille Bertault, saranno protagonisti personaggi storici come Bobby Watson e di nuovo giovani come Rosa Brunello, importanti musicisti nazionali come RosarioBonaccorso e Gavino Murgia; quest’ultimo sarà interprete anche dell’ormai tradizionale notte al Cimitero Maggiore (venerdì 18 maggio, ore 24), con il gruppo vocale Cantar Lontano, nella poetica riproposta di Officium Divino, che fu a Vicenza molti anni fa con Jan Garbarek e l’Hilliard Ensemble.

Come da tradizione il Festival si completerà con infinite altre occasioni di musica, soprattutto all’aperto, in tanti e diversi luoghi di Vicenza, a dare il senso di una città europea, davvero tutta in festa e dentro la musica, naturalmente sotto le stelle del jazz.

Biglietti e abbonamenti saranno in vendita da giovedì 22 marzo.

New Conversations - Vicenza Jazz può essere seguito anche

sui canali social facebook @vicenzajazz e instagram  #vicenzajazz

Informazionie prevendite

Teatro Comunale di Vicenza

Viale Mazzini, 39 - Vicenza

tel. 0444 324442

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.vicenzajazz.org

www.tcvi.it

Direzione artistica

Riccardo Brazzale

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The Manhattan Transfer (ph John Abbott)_18.05.18_02.jpg

 

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Beatrice Rana in recital; dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solistico

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Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Stagione 2017-2018

 

Stagione da Camera

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 23 marzo ore 20.30 

Beatrice Rana in recital

dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solistico

il concerto di Lang lang previsto nella stessa data è stato cancellato

 

 

A Santa Cecilia si è fatta apprezzare più volte nelle passate stagioni e nella recente interpretazione nella Seconda Sinfonia di Bernstein, tanto che, per il pubblico romano, quello con  Beatrice Rana è diventato un atteso appuntamento a cui non mancare. Da segnare quindi in agenda la data di venerdì 23 marzo (ore 20.30 Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia), quando Beatrice Rana suonerà in sostituzione di Lang Lang il cui concerto, previsto nella stessa data è stato cancellato.  La giovane pianista salentina – di ritorno da una trionfante tournée ad Abu Dhabi insieme ad Antonio Pappano e all’Orchestra di Santa Cecilia – darà nuovamente prova della sua maturità e dello spiccato virtuosismo che accompagna le sue esibizioni, con un programma molto vario e di sicuro effetto. Nella prima parte del concerto Blumenstück e gli Studi Sinfonici affreschi sonori dipinti dalla maestria di Schumann, che in queste variazioni sperimenta le possibilità espressive e timbriche del pianoforte. Nella seconda parte del programma saranno invece dominanti i colori di Miroir di Ravel che faranno da contrappunto alla iperbolica trascrizione della Suite L’uccello di fuoco di Stravinskij tratta dall’originale per orchestra elaborata da Guido Agosti (pianista e compositore di fama internazionale che tra gli altri incarichi ricoprì anche quello di vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1976 al 1989).

 

Stagione da Camera

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

Venerdì  23 marzo ore 20.30                                                                    

 

Beatrice Rana  pianoforte

Schumann Blumenstück

     Studi Sinfonici

Ravel          Miroirs

Stravinskij L'Uccello di Fuoco (trascrizione Guido Agosti)

biglietti da 18 a 38 euro

I biglietti possono essere acquistati anche presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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Settimane Musicali al Teatro Olimpico - XXVII Edizione

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COMUNICATO STAMPA 15 MARZO 2018

Opera e concerti che nascono per il Teatro Olimpico:

un incontro tra grandi maestri e giovani talenti

Vicenza, Teatro Olimpico

20 maggio – 21 giugno 2018

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico tornano a giugno 2018 con un programma articolato lungo i diversi filoni che il festival ha delineato nel corso degli anni: protagonisti saranno l’opera, con le scelte ispirate all’ambientazione del particolarissimo spazio scenico palladiano, e la musica da camera. Restano centrali inoltre l’attenzione ai giovani talenti e il coinvolgimento della città, andando a “vestire di musica” molti luoghi, oltre l’Olimpico, che ospiteranno concerti e incontri.

Il festival, alla sua XXVII edizione, si svolgerà dal 20 maggio al 21 giugno 2018, con l’alternanza di opera, il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e concerti il sabato sera. Ad aprire il cartellone sarà l’evento Mu.Vi. – Musica a Vicenza, ideato da Sonig Tchakerian tre anni fa, previsto per domenica 20 maggio.

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Per i 50 anni dalla morte del grande direttore d'orchestra Tullio Serafin celebrazioni nei più importanti teatri

Maria-Callas-e-Tullio-Serafin---Archivio-storico-Tullio-Serafin

Vicenza,  Febbraio 2018

Comunicato stampa 

La figura di Tullio Serafin (1878 – 1968), uno dei massimi direttori d’orchestra italiani del Novecento, il grande amico e maestro di Maria Callas, sarà ricordata, in occasione dei cinquant'anni dalla morte, dai maggiori teatri e istituzioni musicali italiani e internazionali che hanno aderito alle Celebrazioni Tullio Serafin, progetto ideato dall'Archivio storico che porta il nome del prestigioso artista veneto.

Il 3 febbraio ricorre l'anniversario dei 50 anni dalla morte del celebre direttore d'orchestra Tullio Serafin ed hanno inizio ufficile le celebrazioni a lui dedicate che hanno ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Regione del Veneto.

Ad aprire il ciclo di dediche sarà il Teatro Comunale di Ferrara (dove il maestro Serafin iniziò la sua vera e propria carriera nel 1902, dopo il Teatro Reinach di Parma e prima ancora nel 1898 alla Sala Follia di Milano con lo pseudonimo Alfio Sulterni) i prossimi 9 e 11 febbraio con “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

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Festival Verdi, Parma e Busseto, 27 settembre - 21 ottobre 2018 XVIII edizione

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“Presentare la diciottesima edizione di Festival Verdi - dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma - è un compito particolarmente carico di significati. Difficile infatti sottrarsi alla suggestione dei paragoni e delle metafore: il Festival compie 18 anni, entra nella maggiore età, diventa adulto e, alla stregua di un figlio, si ha il duplice desiderio, da una parte di vederlo camminare con le sue gambe per farsi strada nel mondo, dall’altra di continuare a proteggerlo e sostenerlo fino a che non sarà realmente autonomo e non avrà più bisogno di te. Soprattutto quando, per restare nella metafora, l’infanzia e l’adolescenza hanno visto un percorso di crescita altalenante, fatto di alti e bassi, di successi e bocciature, momenti di buona salute seguiti da crisi acute e da lunghe convalescenze. Adesso, da qualche anno, la crescita è rigogliosa, il giovane festival gode di ottima forma, si affaccia sul panorama internazionale, parla le lingue del mondo, allaccia relazioni e si costruisce una reputazione tra i maggiori festival e teatri europei, e non solo. La grande sfida è confermare e consolidare questi risultati, perché i risultati, frutto del grande lavoro di tutto lo staff del Teatro Regio, non sono dati acquisiti per sempre, ma occorre un costante sforzo per evitare in futuro sbalzi e ricadute”.

“In tale direzione intendo interpretare il mio incarico, giunto al rinnovo lo scorso 31 dicembre, dopo un primo triennio che mi ha visto sempre al lavoro - “sul pezzo”, come si usa dire - con il massimo impegno, senza curarmi delle troppe polemiche che hanno accompagnato la mia nomina. Un consolidamento che dovrà procedere necessariamente sulle strade già tracciate: in primis la scelta irrinunciabile di proseguire - col fondamentale supporto del Comitato scientifico - nel percorso filologico, avviato in collaborazione con Casa Ricordi, per l’adozione e l’esecuzione di edizioni critiche, accanto a quella, altrettanto importante, della scelta di messe in scena innovative, per originalità di linguaggi e profondità di analisi dei testi”.

“Sul piano musicale questa edizione vedrà il debutto del Maestro Roberto Abbado nel ruolo di Direttore Musicale del Festival Verdi, sul podio dei complessi artistici del Teatro Comunale di Bologna, che conferma la collaborazione con il Festival, per Un giorno di regno a Busseto e per Le Trouvère al Teatro Farnese (edizione francese delTrovatore, in edizione critica), nell’allestimento firmato da Robert Wilson, uno dei più grandi Maestri della regia contemporanea, che costituisce la terza e ultima tappa del progetto Maestri al Farnese. Verranno rafforzati ruolo e attribuzioni del Comitato Scientifico, diretto da Francesco Izzo, grazie al quale nasce il FVJournal, pubblicazione non scientifica, ma sostanziosa dal punto di vista musicale/musicologico. Sarà una sorta di rivista, di quaderno del Festival e ospiterà saggi e interventi sulle Opere in programma. Il suo primo numero, in doppia versione italiano e inglese, a cura di Alessandro Roccatagliati, andrà in stampa in occasione della presentazione del Festival e avrà una diffusione internazionale, in tutte le varie sedi durante il road show di promozione”.

“Un impegno, quello di presentare personalmente il Festival Verdi nelle sedi di ambasciate, consolati e Istituti italiani di Cultura delle principali capitali e città europee ed extraeuropee, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, che ha dato i suoi frutti, sia in termini di presenze internazionali (oltre il 60% di spettatori forestieri), sia di notorietà presso la stampa e gli operatori, e che quest’anno avrà come obiettivo principale paesi extraeuropei, come l’Estremo Oriente o gli Stati Uniti, dove stiamo lavorando a una serie di iniziative volte a sviluppare le relazioni con il mondo dell’Opera americano e con quello orientale, sia a livello di fund-raising sia di scambi con Teatri e Festival”.

“Un altro tema sul quale sarà necessario lavorare è quello degli spazi. L’esperienza, complessa ed esaltante, del Teatro Farnese, ha dimostrato in questi tre anni che l’attività culturale, quando è prodotto di alto livello e di grande professionalità, è in grado di garantire al meglio la valorizzazione di quei beni culturali la cui conservazione non dovrebbe essere incompatibile con una fruizione, sempre rispettosa dei vincoli posti a tutela della salvaguardia e della sicurezza. Questa esperienza ci insegna che uno spazio può diventare parte integrante di un progetto, di una visione che nasce e si sviluppa su di esso e acquista senso da esso e ne restituisce allo spazio stesso. Dunque, se questa che conclude il progetto Maestri al Farnese dovesse essere l’ultima tappa, saremo certamente in grado di trovare spazi altrettanto e diversamente suggestivi, che in una città come Parma non mancano, da far riscoprire e vivere alla cittadinanza. Come ha fatto del resto in questi anni Verdi Off, la rassegna che accompagna il Festival, dedicata a un pubblico trasversale; e come continuerà a fare, con una sempre più articolata proposta sia negli eventi sia nei luoghi della città da invadere e da condividere. In questa direzione si muove già da quest’anno l’apertura delle Sale del Palazzo Ducale del Giardino che ospiteranno i concerti di Mezzogiorno in Musica”.

“Per finire con un breve cenno al programma che, come detto, troverà spazio d’approfondimento nel FVJournal, mi fa piacere evidenziare che anche questa edizione vedrà il debutto di quattro produzioni in quattro giorni, in tre spazi diversi - il Teatro Regio, il Teatro Farnese, il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto -, formula che ha favorito notevolmente l’incremento delle presenze e allungato la permanenza media dei visitatori in città”.

“I titoli scelti disegnano un percorso che ruota attorno all’elemento soprannaturale, al mistero, alla paura, a figure simbolo incarnazione del male assoluto, come Macbeth e Lady Macbeth nel titolo d’apertura, la zingara Azucena, col suo marchio d’infamia che è uno stigma sociale, Attila, il flagello di dio, il Re degli Unni che incombe minaccioso e distruttivo su Roma e la cristianità. Neri presagi, apparizioni fatali, sogni, visioni allucinatorie, sangue, morte, fuoco, omicidi, terrore: le streghe di Macbeth con la loro profezia, il fantasma di Banco, il padre che appare in sogno a Odabella, il sogno premonitore di Attila, il “soffio procelloso” che spegne i fuochi nel campo degli Unni, la pira che arderà Azucena e il rogo dell’infante; immagini forti, ai limiti dell’orrore, un senso di disordine, di kaos, di dolore per un ordine della natura che viene stravolto e negato accomunano le tre opere di quest’anno in scena a Parma, affidate a team artistici di grande livello: oltre al già citato Robert Wilson, il cui genio interpretativo e il cui rigore formale si misureranno con lo spazio affascinante del Farnese per Trouvère, l’allestimento di Macbeth - con un trio d’interpreti d’eccezione come Luca Salsi, Michele Pertusi e Anna Pirozzi, - vedrà la regia di Daniele Abbado con le scene di Graziano Gregori, creatore di immagini di cruenta e struggente poeticità; Attila è affidato alla sapiente e profonda analisi interpretativa di Andrea de Rosa che si avvale della collaborazione di Aurelio Colombo per le scene”.

“Diverso il clima che si respirerà al Teatro Verdi di Busseto, con i giovani del Concorso Internazionale Voci Verdiane e dell’Accademia verdiana che si cimenteranno con il primo Verdi di Un giorno di regno nell’elegante allestimento ispirato proprio a queste terre di un grande maestro come Pier Luigi Pizzi, qui reinventato da Massimo Gasparon”.

“Completano il programma alcuni appuntamenti speciali come il Gala per il compleanno di Giuseppe Verdi e il concerto diretto da Roberto Abbado che vedrà protagonisti i due complessi già impegnati nei due titoli d’opera al Teatro Regio di Parma, la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani. Sono certa che quest’anno, ancor più di ogni anno, Parma si stringerà attorno al suo Festival maggiorenne, accogliendo con il consueto calore e la sua proverbiale ospitalità tutti gli appassionati di musica verdiana che accorreranno per partecipare a questa festa”.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna, Parma2020 la cultura batte il tempo. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi, Crédit Agricole Cariparma. Media partner Mediaset. Main sponsor Iren, Barilla.Sponsor Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Advisor AGFM.  Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Con il contributo di Complesso Monumentale della Pilotta, Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto, Opera Europa, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom. Partner artistici Coro del Teatro Regio di Parma, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Orchestra giovanile della Via Emilia, Società dei Concerti di Parma, Lenz Fondazione. Sostenitori Dulevo, Mutti, Sicim, Smeg, Cantine Ceci, Agugiaro & Figna, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati. Sostenitori tecnici IgpDecaux, MacroCoop, Milosped, Grafiche Step, Andromeda’s, De Simoni. Tour operator partner Parma Incoming.

La promozione internazionale del Festival Verdi è realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con Enit, Istituti italiani di cultura, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna APT Servizi, Assessorato al Turismo e Commercio del Comune di Parma, con il tour operator partner Parma Incoming e prevede un roadshow con tappe in 22 città di 3 continenti, nelle maggiori fiere turistiche e nelle capitali di Europa, USA, Cina, Giappone.

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Giuseppe Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ’60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2018.

ANTEPRIMA

 

Per l’anteprima del Festival Verdi e l’inaugurazione di Verdi Off il 21 settembre alle ore 21.00, FULL WALL #verdinaria, performance di danza verticale site specific, commissione dal Festival Verdi in prima assoluta, animerà il cuore della città di Parma nella Piazza del Duomo. Il duecentesco campanile diventerà il piano su cui si muoveranno i corpi sospesi dei danzatori del nuovo spettacolo della Compagnia Il Posto Danza Verticale, l’ultima creazione di Wanda Moretti e Marco Castelli con l’accompagnamento musicale dello Small Ensemble. A seguire, e per tutte le giornate successive del Festival,  Macbeth Immersive Experience, l’installazione multimediale a cura di Olo Creative Farm che accoglierà lo spettatore all’interno del grande cubo al centro della Piazza del Duomo proiettandolo nel mondo di Macbeth. Immagini, luci, ombre, visioni oniriche e musiche che ogni sera al calar del sole si proietteranno anche sugli storici edifici circostanti.

 

IL PROGRAMMA

 

A inaugurare il Festival Verdi 2018, il 27 settembre al Teatro Regio di Parma, Macbeth, (repliche 5, 11, 18 ottobre), nella prima versione che Verdi scrisse per il Teatro La Pergola di Firenze nel 1847, che andrà in scena in un nuovo allestimento firmato da Daniele Abbado, con le scene di Graziano Gregori, i costumi di Carla Teti e le luci di Angelo Linzalata. Sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, il Maestro Philippe Auguin dirige l’edizione critica dell’opera a cura di David Lawton interpretata da un cast con protagonisti Luca Salsi (Macbeth), Michele Pertusi (Banco), Anna Pirozzi (Lady Macbeth), Vincenzo Costanzo (Macduff) al suo debutto a Parma, Azer Zada (Malcom), Gabriele Sagona (Il medico), Simona di Capua (La dama di Lady Macbeth). Nella recita del 18 ottobre Lady Macbeth è interpretata da Davinia Rodriguez. Gli interventi musicali della banda in palcoscenico sono interpretati dall’Orchestra Giovanile della Via Emilia.

Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto il 28 settembre debutta Un giorno di regno (repliche 3, 5, 6, 9, 10, 11, 13, 18, 21 ottobre) con la regia di Massimo Gasparon da un progetto di Pier Luigi Pizzi, nell’allestimento del Teatro Regio di Parma ricreato per il Teatro di Busseto, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Francesco Pasqualetti dirige i giovani talenti del 56° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto e dell’Accademia Verdiana, mentre la partitura, nell’edizione critica a cura di Francesco Izzo, è eseguita da Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Andrea Faidutti.

Il progetto triennale Maestri al Farnese, inaugurato nel 2016 da Peter Greenaway con Giovanna d’Arco cui è seguito nel 2017 Graham Vick con Stiffelio, si completa il 29 settembre con Robert Wilson che firma regia, scene e luci del nuovo allestimento al Teatro Farnese di Le Trouvère (repliche 4, 7, 12, 14, 20 ottobre). Maestro concertatore e direttore Roberto Abbado, al suo debutto come Direttore musicale del Festival Verdi, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del cast con protagonisti Roberta Mantegna (Léonore), Nino Surguladze (Azucena), Tonia Langella (Inés), Stefano Secco (Manrique), Franco Vassallo (Le Comte de Luna), Marco Spotti (Fernand), Nicolò Donini (Un Bohémien) e Luca Casalin (Un messager, Un Geolier) che interpreteranno la partitura nell’edizione critica curata da David Lawton ed eseguita in prima assoluta. Il team creativo dell’allestimento, realizzato in  coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Change Performing Arts, è composto da Nicola Panzer (co-regia), Stephanie Engelin (collaborazione alle scene), Solomon Weisberd (collaborazione alle luci), Julia Von Leliwa (costumi),  Manu Halligan (make-up), José Enrique Macian (drammaturgia).

Gianluigi Gelmetti, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, dirige Attila, nell’edizione critica a cura di Helen M. Greenwald, che debutta il 30 settembre (repliche 6, 13, 21 ottobre) al Teatro Regio di Parma. Il nuovo allestimento dell’opera è firmato da Andrea De Rosa, con le scene di Aurelio Colombo, i costumi di Alessandro Lai e le luci di Pasquale Mari ed è realizzato in coproduzione con State Opera Plovdin, Città Capitale della Cultura Europea 2019. Protagonisti in scena Riccardo Zanellato (Attila), Maria José Siri (Odebella), Vladimir Stoyanov (Ezio), Francesco Demuro (Foresto), Paolo Battaglia (Leone) e Saverio Fiore (Uldino).

I concerti di Mezzogiorno in Musica trovano una nuova prestigiosa e affascinante collocazione nelle sontuose sale del Palazzo Ducale del Giardino, dove arie e duetti del repertorio verdiano affidati all’interpretazione dei giovani allievi dell’Accademia Verdiana, accompagnati al pianoforte, animeranno i fine settimana del Festival Verdi (6, 7, 13, 14, 20, 21 ottobre). Al termine del concerto  il pubblico potrà godere di un aperitivo compreso nel prezzo del biglietto.

Il 10 ottobre, giorno del 205° compleanno, si apre con la Cerimonia in onore del Maestro che avrà luogo nel Foyer Arturo Toscanini del Teatro Regio di Parma con il Coro del Teatro Regio di Parma e la Corale Giuseppe Verdi di Parma che intoneranno il Va’, pensiero. La giornata di festa si concluderà alla sera con il Gala verdiano che vedrà protagonisti, accompagnati al pianoforte da Simone Savina, Maria Josè Siri, Nino Surguladze, Luca Salsi, Vladimir Stoyanov, Vincenzo Costanzo, Michele Pertusi, interpreti di arie e duetti del repertorio verdiano.

L’Orchestra dell’Opera Italiana è protagonista insieme a celebri artisti e interpreti verdiani, che anche quest’anno vi prenderanno parte amichevolmente, di Fuoco di gioia (16 ottobre), gala lirico benefico, ideato e organizzato al Teatro Regio di Parma dal Gruppo Appassionati Verdiani - Club dei 27.

Al Teatro Verdi di Busseto il 17 ottobre l’Orchestra Giovanile della Via Emilia è impegnata in un  concerto lirico sinfonico su musiche di Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi. L’Orchestra è nata quest’anno su iniziativa dei Conservatori di Parma e di Piacenza e degli Istituti Superiori di Studi Musicali di Modena e Reggio Emilia, con la finalità di offrire ai migliori studenti delle quattro istituzioni l’opportunità di un’esperienza formativa nel campo della pratica orchestrale, sotto la guida di docenti-tutor, in sinergia con le forze produttive del territorio regionale e nazionale.

 

Il 19 ottobre al Teatro Regio di Parma, pagine di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Giacomo Meyerbeer e Gaetano Donizetti costituiscono il ricco programma del concerto diretto da Roberto Abbado con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma.

 

AROUNDVERDI

Tre commissioni in prima assoluta per la sezione del Festival in cui l’opera del Maestro attraversa altri linguaggi e incontra la contemporaneità.

 

Il 2 ottobre presso l’Auditorium Paganini, il talento di Richard Galliano incontra Giuseppe Verdi nell’esclusivo Omaggio a Verdi, realizzato in collaborazione con Società dei Concerti di Parma. Principale artefice del rilancio della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive, Galliano è da molti definito l’erede diretto di Astor Piazzolla. Lo spettacolo propone, oltre alle tipiche atmosfere francesi, al tango argentino, alle melodie mediterranee e ai ritmi brasiliani, anche un programma verdiano appositamente interpretato per il Festival Verdi.

In Verdi Macbeth, in debutto a Lenz Teatro il 12 ottobre (repliche 13, 14, 16, 17, 18, 19, 20), l’esperienza artistica e formativa praticata da Lenz Fondazione con gli ospiti della REMS di Mezzani (Parma) - giunta al terzo anno dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari - si innesta nella nuova produzione che ha per oggetto d’indagine il Macbeth di Giuseppe Verdi. I diversi nodi drammaturgici sullo stato psichico/fantastico/onirico dei protagonisti dell’opera saranno interpretati da Sandra Soncini, Valentina Barbarini, dagli artisti dell’Accademia Verdiana e dall’Ensemble di Lenz Fondazione, con la drammaturgia e l’imagoturgia di Francesco Pititto, la regia, le istallazioni e i costumi di Maria Federica Maestri, le rielaborazioni musicali di Andrea Azzali e i movimenti coreografici di Monica Bianchi. Protagonisti in video Germano Baschieri, Mattia Sivieri, Ivan Fraschini, Daniele Benvenuti. Lo spettacolo è realizzato con il sostegno di Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, in collaborazione con Ausl Parma Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale Dipendenze Patologiche, REMS.

Il 17 ottobre presso l’Auditorium del Carmine Sergio Rubini legge Macbeth. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Società dei Concerti di Parma e in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma. L’attore sarà la voce recitante che darà corpo alle parole di Shakespeare e Piave, accompagnato alla chitarra da Giampaolo Bandini che eseguirà musiche originali di Nicola Jappelli ispirate a John Dowland e Giuseppe Verdi.

 

VERDIYOUNG

Al Ridotto del Teatro Regio il 12, 13, 14 ottobre cinque appuntamenti con Macbeth Il canto dell’anima persa, la nuova commissione in prima assoluta del Festival Verdi per il pubblico delle scuole e delle famiglie per appassionare i più piccoli (da 7 anni), prodotto della Compagnia Rodisio e da Elsinor Centro di Produzione Teatrale.

Lo spettacolo di e con Manuela Capece e Davide Doro, racconterà al pubblico delle scuole e delle famiglie la più cruenta delle tragedie, la storia di un’anima persa lungo il sentiero dell’ambizione, e mostrerà ai più giovani la sua nascita, la sua crescita e la sua fine: Macbeth, una stella che esplode e diventa un buco nero.

 

CONCERTI, INCONTRI, PROVE APERTE

Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi da Giuseppe Martini in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma al Ridotto del Teatro Regio con la partecipazione dei giovani cantanti del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, coordinati da Donatella Saccardi, che ne interpreteranno i brani più celebri. Interverranno anche i maestri concertatori e i registi delle produzioni prossime al debutto: Gianluigi Gelmetti e Andrea De Rosa (Attila, 18 settembre), Philippe Auguin e Daniele Abbado (Macbeth, 24 settembre), Roberto Abbado e Robert Wilson (Le Trouvère, 28 settembre). Dino Rizzo cura l’approfondimento su Un giorno di regno al Museo Casa Barezzi di Busseto (24 settembre).

Première under 30, una serata esclusiva dedicata ai giovani, da condividere con gli amici in abito da sera è l’occasione per vivere in anteprima l’emozione di un debutto al Teatro Farnese, nella prova antegenerale di Le Trouvère (24 settembre). Il pubblico dei giovani under 30 e della scuole potrà inoltre prendere parte alle prove di Macbeth (23 settembre) e Attila (26 settembre).

In occasione del Festival Verdi 2018, il Teatro Regio di Parma rinnova la volontà di coinvolgere il pubblico delle associazioni e delle scuole a cui è riservata l’opportunità di assistere alle Prove aperte di Macbeth (25 settembre), Le Trouvère (26 settembre) e Attila (28 settembre), dopo aver realizzato, in modo autonomo e con il coinvolgimento degli associati, un percorso di approfondimento sull’opera.

Alle scuole è infine riservata la prova aperta a ingresso libero del concerto diretto da Roberto Abbado con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma (19 ottobre).

La Corale Giuseppe Verdi di Parma diretta da Andrea Chinaglia (29 settembre), il Coro di voci bianche della Corale Giuseppe Verdi di Parma diretto da Beniamina Carretta (5 ottobre) e il Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto diretto da Gabriella Corsaro (20 ottobre), sono i Cori al Festival Verdi che interpretano al Ridotto del Teatro Regio le grandi pagine verdiane, conosciute e amate per la loro capacità di esprimere i sentimenti universali in maniera profonda e immediata.

 

VERDI OFF

 

Stimolare, creare e condividere un’atmosfera festosa che abbracci ed emozioni contagiosamente chi vive e chi visita le terre del Maestro in occasione del Festival Verdi. Questo l’obiettivo di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al Festival Verdi a ingresso libero che il Teatro Regio di Parma realizza con il Comune di Parma e con il sostegno dell’Associazione“Parma, io ci sto!”. Spettacoli, concerti, mostre, installazioni, dj-set, incontri, film, progetti speciali: a Parma e a Busseto, dal 21 settembre al 21 ottobre 2018, opera, musica, teatro, cinema, arte, fotografia, gastronomia porteranno il Festival anche nelle strade, nelle piazze, nelle case, per condividere l’emozione di ritrovarsi nel nome di Verdi e diffondere la grandezza e la passione dell’uomo e dell’artista in modo lieve, giocoso e aperto, anche in luoghi in cui la musica è solo apparentemente distante o irraggiungibile.

Il programma completo del Festival Verdi 2018 è disponibile su festivalverdi.it

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FESTIVAL VERDI

Parma e Busseto, 27 set- 21 ott 2018

Parma, Piazza del Duomo

anteprima Festival Verdi, inaugurazione Verdi Off

21 settembre 2018

FULL WALL #VERDINARIA

dal 21 settembre al 21 ottobre 2018

MACBETH IMMERSIVE EXPERIENCE

Teatro Regio di Parma

27 settembre, 5, 11, 18 ottobre 2018

MACBETH

Teatro Giuseppe Verdi di Busseto

28 settembre, 3, 5, 6, 9, 10, 11, 13, 18, 21 ottobre 2018

UN GIORNO DI REGNO

Teatro Farnese

29 settembre, 4, 7, 12, 14, 20 ottobre 2018

LE TROUVÈRE

Teatro Regio di Parma

30 settembre, 6, 13, 21 ottobre 2018

ATTILA

Palazzo Ducale del Giardino

6, 7, 13, 14, 20, 21, ottobre 2018

MEZZOGIORNO IN MUSICA

Teatro Regio di Parma

10 ottobre 2018

GALA VERDIANO

Teatro Giuseppe Verdi di Busseto

17 ottobre 2018

ORCHESTRA GIOVANILE DELLA VIA EMILIA

Teatro Regio di Parma

19 ottobre 2018

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

AROUND VERDI

Auditorium Niccolò Paganini

2 ottobre 2018

RICHARD GALLIANO

Omaggio a Verdi

Lenz Teatro

12, 13, 14, 16, 17, 18, 19, 20 ottobre 2018

VERDI MACBETH

Auditorium del Carmine

17 ottobre 2018

SERGIO RUBINI LEGGE MACBETH

 

VERDIYOUNG

Ridotto del Teatro Regio di Parma

12, 13, 14 ottobre 2018

MACBETH

Il canto dell’anima persa

dal 18 settembre al 21 ottobre 2018

CONCERTI, INCONTRI, PROVE APERTE

ABBONAMENTI

Gli abbonati al Festival Verdi 2017 potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’abbonamento al Festival Verdi 2018 dal 27 febbraio al 8 marzo 2018 per i posti di poltrona, palco e galleria.

Gli abbonati alla Stagione Lirica 2018 del Teatro Regio di Parma potranno acquistare un nuovo abbonamento al Festival Verdi 2018 nei giorni 9 e 10 marzo 2018.

Nuovi abbonamenti in vendita il 13 e 14 marzo 2018 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma.

Contestualmente al rinnovo o all’acquisto dell’abbonamento, gli abbonati al Festival Verdi 2018 potranno acquistare in prelazione i biglietti per Le Trouvère con una riduzione del 20% scegliendo liberamente tra le date in programma.

Gli abbonati al Festival Verdi 2018 potranno inoltre, sempre contestualmente al rinnovo

del proprio abbonamento, acquistare in prelazione i biglietti per: Mezzogiorno in Musica al prezzo ridotto di euro 3.00; Orchestra Giovanile della Via Emilia; Richard Galliano; Verdi Macbeth; Sergio Rubini legge Macbeth.

 

BIGLIETTI

biglietti per gli spettacoli del Festival Verdi 2018 saranno in vendita presso:

- la biglietteria del Teatro Regio di Parma dal 4 aprile 2018;

- la biglietteria online del Teatro Regio di Parma su teatroregioparma.it dal 5 aprile 2018

L’acquisto online su teatroregioparma.it non comporta alcuna commissione di servizio

 

PROMOZIONI E AGEVOLAZIONI

Promozioni e agevolazioni sono riservate a giovani under 30, famiglie, lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione e mobilità, agli abbonati al Carlo Felice di Genova. Il Teatro Regio di Parma aderisce inoltre alle iniziative 18App e Carta del Docente promosse dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

GRUPPI

La biglietteria del Teatro Regio di Parma accetta, via email e fax, richieste di prenotazioni di biglietti per gruppi organizzati. I posti saranno assegnati secondo la disponibilità al momento dell’acquisto. Ai gruppi composti da più di 20 persone è riservata una riduzione del 5% sui biglietti di tutti gli spettacoli al Teatro Regio di Parma. Per informazioni Fax 0521 504224 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

CARTACONTO TEATRO REGIO PARMA

CartaConto Teatro Regio Parma è un’edizione speciale di CartaConto Cariparma con layout personalizzato che ha le principali funzionalità di un conto corrente in una carta prepagata ricaricabile. Chi desidera acquistare l’abbonamento al Festival Verdi ha la possibilità di finanziarne l’importo con un prestito personale a condizioni agevolate e di addebitare l’importo delle rate su CartaConto Teatro Regio Parma. Ad esempio: un abbonamento del valore di €250 potrà essere pagato in 6 rate da poco più di €40. Informazioni presso le filiali Crédit Agricole Cariparma.

 

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A - 43121 Parma

Tel. 0521 203999 - Fax 0521 504224

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.teatroregioparma.it

Orario di apertura

dal martedì al sabato ore 10.30 - 13.30, 17.00 - 19.00

e un’ora e mezza precedente lo spettacolo.

Chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi.

In caso di spettacolo nei giorni di chiusura:

domenica un’ora e mezza precedente lo spettacolo e lunedì ore 17.00 - 20.30

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Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi: ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi:

ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 2 marzo alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento e poi due recite fuori abbonamento nel periodo estivo. Saranno altresì programmati ulteriori due titoli d’opera, il Teuzzone di Vivaldi (luglio 2018) e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte (ottobre 2018), nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari. Alla fine, dieci titoli d’opera e un balletto, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono Turandot, Suor Angelica, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto ed il classico Schiaccianoci per il balletto.

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Socio Onoraio di Concetto Armonico Sara Mingardo

Comunicato stampa

Sara Mingardo socio onorario

Sarà dunque il contralto di fama mondiale Sara Mingardo a ricevere dall’associazione culturale “Concetto Armonico”, il titolo di Socio Onorario, il 14 dicembre alle ore 16 presso il Salone d’onore di Palazzo Chiericati. “Concetto Armonico”, nata nel 2011 a Cavarzere per volontà del suo stesso presidente Andrea Castello, si trasferisce nel 2017 a Vicenza, dove già dal 2011 organizza importanti manifestazioni tra cui l’ormai consolidato ed atteso festival “Vicenza in Lirica”. Al suo interno “Concetto Armonico” ha istituito, fin da subito, una carica a vita di Socio Onorario che nel 2011 era stata affidata al grande soprano Daniela Dessì, amica dell’associazione, della quale condivideva i progetti spesso sostenendoli anche attraverso la sua unica e universalmente amata peculiarità artistica. Daniela Dessì viene a mancare improvvisamente il 20 agosto 2016, dopo una breve malattia, lasciando così nello sconcerto e nel dolore tutto il mondo musicale.

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SIMPOSIO: ARTE – IDENTITÀ – REGIONE ; FONDAZIONE HAYDN STIFTUNG

 

Fare musica, e più in generale arte e cultura, oggi. Sperimentare sinergie, innovare, rapportarsi con la tradizione. Relazionarsi con il territorio, con le sue realtà più vive e lungimiranti.

Sono questi i temi che verranno affrontati nel corso del convegno Arte - Identità – Regione, che prenderà spunto dal lavoro del compositore Johannes Maria Staud, Artist in Residence2017/2018 della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.

Temi importanti, anche per sostenere il ruolo dell’Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino come motore di creatività con riflessi anche sull’economia e sul turismo, che saranno discussi da compositori, direttori d’orchestra, operatori, giornalisti di rilievo nazionale e internazionale, ognuno con un proprio bagaglio di esperienze. Un convegno che sarà soprattutto un momento importante di confronto di idee per guardare in avanti, in una prospettiva di sempre maggior cooperazione fra menti artistiche e Istituzioni.

Il convegno, introdotto da Andrea Estero, Direttore del mensile Classic Voice, offrirà nel suo insieme un significativo spaccato dell’espressività musicale contemporanea, con specifici contributi sul comporre musica oggi, sui processi di creazione e di rappresentazione dell’opera contemporanea e sui rapporti fra arte e contesti regionali.

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TORNA LA STAGIONE LIRICA A PADOVA

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La Stagione Lirica di Padova 2017 ritorna in ottobre al Teatro Verdi di Padova con Il Trovatore di Giuseppe Verdi in un nuovo allestimento dell’Opera di Maribor.

 

Dopo il successoin luglio al Castello Carrarese con Lucia di Lammermoor di G. Donizetti, la Stagione Lirica di Padova 2017ritorna al Teatro Verdi di Padova,venerdì 27 ottobre 2017, ore 20.45 e domenica 29 ottobre 2017, ore 16.00conil secondotitolo in cartellone : Il Trovatoredi Giuseppe Verdi.

Opera a tinte forti e dalle appassionateromanze, prototipodelmelodrammaromantico, è fra i titoliverdianiquellopatriottico per eccellenza,che ha saputoinfiammareglianimirisorgimentalisoprattutto con l’incitazione «All’armi!» di Manrico, alla fine dellacelebre aria Di quellapira.

L’opera è propostain un nuovo allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor con la regiateatraledelgiovane Filippo Tonon.

La Stagione lirica di Padova 2017, organizzata dal Comune di Padova in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali eil Turismo il sostegno della Regione Veneto ed il sostegno della Fondazione Antonveneta.

Il Trovatore, capolavoro verdiano consacrato come seconda opera della cosiddetta "trilogia popolare" (con Rigoletto e Traviata)grazie alla quale Giuseppe Verdi vienericonosciuto come il maggiorecompositore italiano del XIX secolo, incarna il modello esemplare dell'opera italiana di metà Ottocento, andrà in scena, in un allestimento, coproduzione con Bassano Opera Festival, rispettoso della tradizione e proveniente dal Teatro dell’Opera di Maribor, con la direzione teatrale del giovane regista Filippo Tonon.

L’Orchestra di Padova e del Veneto ed il Coro Lirico Veneto, preparato dal M. StefanoLovato, saranno diretti dal M. Alberto Veronesi.  Il cast di livello internazionale, vede protagonisti il giovane baritono trentunenne EnkhbatAmartuvshin nel ruolo del Conte di Luna, Maria Katzarava, giovane soprano messicano, cheritorna a Padovadopo La Traviata nel 2015, debutta il ruolo di Leonora,il mezzosoprano rumeno Judit Kutasi interpreterà Azucena, l’eroico Manrico sarà il tenore Walter Fraccaro. Completano il castil bassoSimon Lim come Ferrando, il soprano Carlotta Bellotto sarà Ines ed il tenore Orfeo Zanetti sarà Ruiz.

 

Composta tra il 1851 e il 1852, dopo il successo di Rigoletto e mentre Verdi corrispondeva già con Francesco Maria Piave per il libretto della Traviata, adatta per le sceneoperistiche un drammaspagnolodel 1836, El Trovador di Antonio García Gutiérrez, e mette in scena un'intricata storia familiare.

Il librettista Salvatore Cammarano, giàautoreprestigiosodella Lucia di Lammermoorricevedallostesso Verdi le indicazioniriguardo al soggetto. Il compositoreinfatti è attrattosoprattutto dalla figura di Azucena: “iovorrei due donne – scriveva a Cammarano -  la cui principale è la Gitana, caratteresingolare e di cuifarei il titolodell’opera. L’altra ne fareiunacomprimaria”. E si raccomanda al librettistaaffinchéAzucena “conservi il suocaratterestrano e nuovo”.

Cammarano ne trae un testostringatoedessenziale, concentrando l’interessesugliaspettiprivatidellavicenda e sullecontrapposizioni di personaggi e passioni. Cammaranotuttaviamuoreimprovvisamentenel 1852, a lavoro quasi ultimato, e il libretto vieneterminato da Leone Emanuele Bardare il 14 dicembre 1852. Alla sua prima rappresentazioneal Teatro Apollo di Roma, il 19 gennaio 1853, riscuoteimmediatosuccesso, tanto da ottenere il bis di tutto il finale del IV atto.

Dramma denso di forti contrasti drammatici, Il Trovatore è caratterizzato da una straordinaria ricchezza melodica di una musica tutta tesa a dipingere la passione allo stato puro, quella passione in cui ognuno dei personaggi si identifica, sino a scomparirvi dentro.

Tutto ruota intorno a un tragico evento di venti anni prima: la zingara Azucena, per vendicarsi del rogo in cui il Conte di Luna uccise sua madre, ne rapì il figlio infante e lo uccise a sua volta; tuttavia, commettendo un errore, uccide su un rogo il proprio bambino, crescendo con sé invece il figlio del conte, che ignaro dei suoi natali diventa il trovatore Manrico. Si innamora, ricambiato, della bella Leonora, promessa però al Conte di Luna, figlio del predecessore, che dopo alterne vicende arresta Azucena e Manrico. Leonora si avvelena per amore, il Conte uccide Manrico per gelosia, e Azucena gli rivela il fratricidio che ha commesso senza saperlo.

 

La Stagione Lirica di Padova 2017 proseguiràvenerdì 29 dicembre 2017 ore 20.45 e domenica 31 dicembre 2017 ore 20.45 conLa vedovaallegra (Die lustigeWitwe) di Franz Lehár, una delle operette più popolari e longeve, in un revival delfastosoallestimentodelregistaargentino Hugo de Anacon la direzione musicale del M.Jordi Bernàceralla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto, il soprano coreano Sumi Jo nel ruolo di Hanna Glavari, Alessandro Safina sarà il Conte Danilo e Leopoldo Mastelloniinterpreterà Njegus.

 

Lunedì 1 gennaio 2018 alle ore 17.00, l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal M. Lorenzo Passerini, saluterà il Nuovo Annoin musica e accompagnerà la bellissima voce del soprano Daniela Mazzucato nell’ormai tradizionale Concerto di Capodanno.

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Verdi (via Livello, 32 - 35139 Padova (PD) - Telefono: 049 87770213 / 8777011), aperta dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 18.30; e nel caso sia previsto lo spettacolo dalle 18:30 fino all’inizio della recita. La domenica di spettacolo dalle ore 15:00 fino a inizio spettacolo

I biglietti si possono acquistare anche online sul sito del teatro www.teatrostabileveneto.it.

 

Info e contatti:

Biglietteria Teatro Verdi

Via Livello, 32 - 35139 Padova (PD)

Telefono: 049 87770213 / 8777011.
Orari: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 18.30 e nel caso sia previsto lo spettacolo dalle 18:30 fino all’inizio della recita. La domenica di spettacolo dalle ore 15:00 fino a inizio spettacolo

Comune di Padova

Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche

Servizio Manifestazioni e Spettacoli

Palazzo Moroni

tel. 049 8205611/5623

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