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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA DI DOMENICA 22 APRILE 2018 – TEATRO FILARMONICO DI VERONA

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Grazie ad un legame artistico sempre più evidente tra l’Associazione Verona Lirica e la Fondazione Arena di Verona, abbiamo il piacere di ascoltare tra gli ospiti dei concerti dell’Associazione, molti interpreti noti a livello internazionale e che in passato hanno figurato, o figurano tutt’ora, nei cartelloni delle stagioni areniane.

Così in un pomeriggio di primavera molto simile all’estate per temperature già torride e nonostante il blocco del traffico in città, un pubblico numeroso ha potuto applaudire i protagonisti Elena Mosuc, Leonardo Cortellazzi, Ambrogio Maestri ed il sempre graditissimo violinista Giovanni Andrea Zanon. Proprio il giovane veneto, che è ben noto al pubblico veronese anche per concerti della stagione sinfonica, ha esordito con un pezzo dell’incomparabile Niccolò Paganini, il dolce ‘Cantabile’  insieme a Patrizia Quarta al pianoforte: romantica romanza ricca di sentimento che per le sue note delicate e ‘cullanti’ invita appunto al canto ed anche alla danza. Emozioni allo stato puro invece, con l’aggiunta di brividi data la difficoltà del brano, con il Capriccio n. 5 dai 24 Capricci, sempre di  Paganini: l’ Agitato in la minore è una prova di tecnica impressionante e di straordinario controllo dello strumento; Zanon possiede entrambi unitamente ad una capacità interpretativa propria di pochi. Piccolo divertissement potremmo definire il pezzo ‘danzante’ di Fritz Kreisler che tradotto dal tedesco significa ‘bel rosmarino’.

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DIMITRI SHOSTAKOVICH, LEDI MAKBET MCENSKOVO UEZDA (LADY MACBETH OF MTSENSK) - ROYAL OPERA HOUSE COVENT GARDEN, LONDON 17 APRILE 2018

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Fa sempre piacere assistere ad una ripresa di una produzione nata sotto benigna stella.

E' il caso di questa Ledi Makbet Mcenskovo uezda di Dmitri Shostakovich che il duo Richard Jones\Antonio Pappano portarono per la prima volta sulle tavole del Covent Garden 14 anni fa con un successo clamoroso e che gli valsero il conferimento del prestigioso premio Laurence Olivier.

E quella produzione è ancora magnifica sotto tutti i punti di vista, a partire dalle scene di John Macfarlane che ci riportano in un lontano 1950 dove il lugubre passare dei giorni vuoti in una misera casa di una cittadina mineraria della provincia russa è rappresentato con una autenticità orribile, fatta di mobilio sudicio e vesti consunte.

Ed è in questo desolante vuoto che si svilupperà la storia di Katerina, prima di una trilogia che Shostakovich pensò negli anni 30 del ‘900 del secolo scorso sulla condizione della donna nella provincia russa, ma che abortì dopo il veto perentorio sulla sua musica e sulla sua persona calato da Stalin al termine di una sua presenza ad una rappresentazione dell'opera.

Ledi Makbet è il capolavoro drammatico di Shostakovich ed insieme la prova più lampante delle sue straordinarie attitudini teatrali e del suo impegno ideologico e sociale. Un'opera di un ben chiaro significato antiborghese, dove la musica realizza il contenuto drammatico con grande energia espressiva in una scrittura armonica articolatissima nella quale si alternano zone di semplice lirismo ad altre ruvidamente dissonanti portate fino all'atonalità.

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SIMON BOCCANEGRA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, MERCOLEDI’ 18 APRILE 2018

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E’ arrivata a Bologna parecchio sfoltita nell’allestimento la produzione del Simon Boccanegra in coproduzione col Teatro Massimo di Palermo datata quasi dieci anni addietro. Lo spettacolo di Giorgio Gallione si basa su di una atmosfera molto rarefatta e cupa che gioca molto sui contrasti chiaro scuro delle scene di Guido Fiorato e sulle luci che Daniele Naldi vuole altrettanto in contrasto, in continua alternanza tra il rosso caldo della passione ed il freddo blu che richiama il mare. Con Genova sullo sfondo a ricordare ove si svolge l’azione, complessivamente lo spettacolo è molto lineare e semplice nella sua eleganza, senza colpi di teatro o particolari dinamismi tra i personaggi. I contrasti politici ed i complotti che ne derivano sono materia sì succulenta che con gli interpeti giusti può certo bastare a rendere esplicita la drammaticità dell’opera. Forse gli elementi scenografici mancanti davano un maggior senso di raccoglimento e concretezza all’oggetto, mentre in questo caso l’azione scenica si è svolta principalmente su di una pedana un po’ spoglia con magnifici mosaici e pochi altri elementi architettonici. In questo modo gli interpreti hanno potuto esprimersi al loro meglio guidati soprattutto dalla musica e dalle proprie sensazioni. I costumi di foggia classica sono sempre opera di Fiorato.

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LEDI MAKBET MCENSKOVO UEZDA, DIMITRI SHOSTAKOVICH (UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK) - TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI, 15 APRILE 2018

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Torna sulle tavole di un teatro la acclamatissima produzione di Martin Kusej di "Ledi Makbet Mcenskovo uezda" di Dmitri Shostakovich che debuttò al Teatro dell'Opera di Amsterdam nel 2006. La scelta del Teatro Di San Carlo di Napoli di optare per questa produzione, molto realistica nella sua crudezza interpretativa, se inizialmente ha suscitato qualche perplessità nel compassato pubblico partenopeo, si é rivelata vincente sia dal punto di vista drammaturgico che di immagine.

Una regia quella di Kusej, qui ripresa per la prima italiana  da Herbert Stöger, che a distanza di 12 anni mantiene inalterata la propria freschezza narrativa a fronte di un libretto che non risparmia nulla in termini di precise indicazioni didascaliche.

E Kusej non si fa certo pregare nel calcare la mano sulle scene più crude di una storia fatta di violenza non solo fisica ma anche carnale e psicologica, aiutato in ciò dalle scarne ma funzionali scene di Martin Zehetgruber, dai costumi di Heide Kastler, e dal fondamentale disegno luci di Reinhard Traub qui ripreso da Marco Giusti.

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GRANDI CAST PER IL 96° OPERA FESTIVAL 2018 ALL’ARENA DI VERONA - DAL 22 GIUGNO AL 1° SETTEMBRE

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Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.

Come sempre si confermano impegnati i complessi artistici e tecnici areniani, con la loro alta professionalità che porta in scena ogni sera un titolo differente, per un Festival unico che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il suo pubblico.


L’Arena di Verona Opera Festival 2018 inaugura con una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, accanto ad altri veri e propri cavalli di battaglia del “tempio della lirica”, da sempre acclamati dal pubblico: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

A completamento della proposta operistica, arricchiscono il cartellone l’immancabile appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends e la serata-evento Verdi Opera Night dedicata al celebre compositore di Busseto, che da oltre un secolo domina le estati areniane.

Invita a partecipare al Festival 2018 il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina, che esprime apprezzamento per il cartellone ricco e di indiscusso interesse, all’altezza di un Festival storico e prestigioso che da più di un secolo testimonia l’eccellenza culturale della città di Verona e del nostro Paese: «Grazie ad un importante lavoro di squadra e alla professionalità della Sovrintendente Gasdia, è stato possibile dar vita ad un cartellone davvero unico. Sul palcoscenico arriveranno artisti e registi internazionali di altissimo livello, che valorizzeranno il festival areniano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Allo stesso tempo sarà dato spazio ad alcuni giovani talenti che si sono già contraddistinti nel panorama della lirica e che saranno al loro esordio in Arena. La programmazione dell’opera sarà inoltre arricchita da due grandi eventi, e permeata da concerti e spettacoli. Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale».

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ORLANDO FURIOSO , VIVALDI - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 13 ABRILE 2018

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Andata in scena quest’estate al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca esordisce anche a Venezia questa nuova produzione dell’Orlando Furioso di Vivaldi in partnership con la Fondazione Treatro La Fenice. Una edizione critica a cura di Federico Maria Sardelli in collaborazione con l’Istituto Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, rivista per la parte drammaturgica dallo stesso regista Fabio Ceresa, che ne ha snellito alcuni punti per meglio rendere l’azione scenica, adattandola principalmente ai tempi teatrali dei giorni nostri.

In circa tre ore di spettacolo (intervallo compreso) il cinquecentesco personaggio dell’ Ariosto rivive ancora oggi nel libretto che Braccioli scrisse due secoli dopo per la celestiale musica di Antonio Vivaldi, grazie ad uno spettacolo fresco, colorato e scorrevolissimo, ove il regista ha cercato di inserire tutti gli elementi che divertivano tanto il pubblico del Settecento, quanto divertono quello attuale con leggerezza e spesso anche ilarità.

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Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio

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Stagione d’Opera 2017-2018

EVITA

Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio

Prima esecuzione assoluta della versione per orchestra sinfonica

 

Teatro Regio, venerdì 4 maggio 2018 ore 20

 

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Venerdì 4 maggio, alle ore 20, al Teatro Regio va in scena Evita, il celebre musical di Andrew Lloyd Webber, su versi di Tim Rice, scritto nel 1978 e liberamente ispirato alla vita di María Eva Duarte de Perón (1919 – 1952), affettuosamente chiamata Evita, First Lady nell’Argentina degli anni Quaranta.

Questa produzione di Evita è la prima in assoluto che vede impegnata dal vivo un’orchestra sinfonica: Sir Lloyd Webber in persona si è occupato della revisione e orchestrazione della partitura, con David Cullen. Per l’occasione l’Orchestra del Teatro Regio è diretta da David Steadman.

Il Musical, in due atti, verrà presentato nell’edizione originale in lingua inglese con sopratitoli in italiano, una produzione di Bill Kenwright in accordo con The Really Useful Group. Al Regio, Evita è in cartellone dal 4 al 9 maggio, per un totale di 8 recite, sono queste le uniche date italiane del tour internazionale. Lo spettacolo ha la regia di Bob Tomson e Bill Kenwright, la coreografia di Bill Deamer, le scene e i costumi di Matthew Wright, luci di Tim Oliver, suono di Dan Samson.

Evita è interpretata da Madalena Alberto, Juan Domingo Perón, Presidente dell’Argentina e marito di Evita, è interpretato dall’australiano Jeremy Secomb.

Il musical sarà presentato al pubblico mercoledì 2 maggio alle ore 17.30, al Piccolo Regio Puccini con una conferenza dal titolo: La storia di una First Lady in musical, a cura di Alberto Mattioli. L’ingresso è libero.

Biglietti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, nei punti vendita Vivaticket, on line suwww.vivaticket.it e telefonicamente al n. 011.8815.270. Per i diciottenni che desiderano utilizzare il Bonus cultura al Regio, il costo del biglietto è di € 25, su tutte le date e su tutti i settori, con la possibilità di un ulteriore biglietto a € 1. Info - Tel. 011.8815.557. Per ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it e www.sistemamusica.it.

Seguite il Teatro Regio sui nostri social media, per questa produzione utilizzate l’hashtag:

#EvitaTRT

 
 

 

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Matinée in Casa Mozart a Rovereto per l’Associazione Mozart italiacon il pianista AxelTrolese

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Domenica 15 aprile 2018, ore 11.00,nello splendido Palazzo Diamanti in via della Terra, spina dorsale delnucleo più anticodellacittà di Rovereto, il pianista AxelTrolese sarà ospite dell’Associazione Mozart Italia di Rovereto in occasione del ciclo di concerti intitolati Matinée in Casa Mozart“, rassegna da 25 anni dedicata a scoprire e valorizzare i giovani talenti.

 

Axel Trolese, diplomato con 10, Lode e Menzione d’Onore presso l’ISSM “Monteverdi” di Cremona con Maurizio Baglini e attualmenteimpegnatotra il Master al ConservatorioNazionaleSuperiore di Parigi e il Corso di Alto Perfezionamentoall’Accademia di Santa Cecilia di Roma, presenterà al pubblicoun programmachesi aprirà con la celebre Sonata in La M KV 331"Alla turca"di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791), pubblicata nel 1784 e regalata alla sorella. Continuacon le Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1 di Johannes Brahms(1833-1897), completate a Düsseldorf nel 1857, la Sonata op. 50 n.3 in Sol minore “Didone Abbandonata”che Muzio Clementi (1752-1832)ha dedicatoa Luigi Cherubini,scrittanel 1821 ed ispirata alla storia amorosa di Didone del quarto libro dell'Eneide virgiliana. 

Il concerto si chiude con la trascrizione di Franz Liszt (1811-1886) dell’Ouverture del GuillaumeTell di Gioachino Rossini.

Per assistere al concerto è previsto un biglietto di €12,00, intero, e €10,00 ridotto per i Soci AMI e per i soci dell’Associazione Filarmonica.

Info biglietti: PalazzoDIamanti - Via della Terra, 48 - 38068 ROVERETO (TN) ;Tel. & Fax. ++39 464 422719 ; e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Matinée in Casa Mozart

Domenica, 15 aprile 2018, ore 11.00
Casa Mozart, Via della Terra 48, Rovereto

AXEL TROLESE
pianoforte

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata in La M KV 331

Johannes Brahms
Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1

Muzio Clementi
Sonata in Sol m op. 50 nº 3 “Didone Abbandonata”

Franz Liszt/Gioacchino Rossini
Ouverture del GuillaumeTell

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Le sorelle Labèque in concerto al Teatro Regio di Parma

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KATIA E MARIELLE LABÈQUE

PER LA STAGIONE CONCERTISTICA 2018

Pagine di Gerswhin, Glass, Bernstein nel concerto dell’acclamato duo pianistico

Teatro Regio di Parma

domenica 15 aprile 2018, ore 17.00 Abb. Concerti

Le sorelle e pianiste Katia e Marielle Labèque, il duo pianistico più affiatato della scena internazionale, saranno protagoniste domenica 15 aprile alle ore 17.00 del prossimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018 del Teatro Regio di Parma.

Il programma del concerto, rigorosamente a quattro mani, accosterà nella prima parte i Tre preludi per pianoforte di George Gerswhin nell’arrangiamento di Irwin Kostal ai Quattro movimenti per due pianoforti di Philip Glass. La seconda parte del concerto sarà interamente dedicata all’omaggio a Leonard Bernstein nel centenario della nascita con West Side Story. Symphonic dances and songs, arrangiato da Irwin Kostall e con Raphael Seguinier alla batteria e Gonzalo Grau alle percussioni.

Katia e Marielle Labèque intraprendono la loro carriera in giovane età, dopo le prime lezioni di pianoforte ricevute dalla madre, la pianista italiana Ada Cecchi. La fama internazionale arriva con la loro interpretazione diRhapsody in Blue di Gershwin, uno dei primi dischi d’oro della musica classica. Ospiti regolari dei festival e delle orchestre più prestigiose del mondo, le due pianiste hanno suonato con grandi direttori fra cui Semyon Bychkov, Sir Colin Davis, Gustavo Dudamel, Sir John Eliot Gardiner, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Georges Prêtre, Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen. Il repertorio frequentato spazia dalla musica classica a quella contemporanea, con particolare riguardo a quella barocca che interpretano frequentemente con complessi quali The English Baroque Soloists, Il Giardino Armonico, Musica Antica, Venice Baroque, l’Orchestra of the Age of Enlightenment. Significative le collaborazioni con i compositori Thomas Adès, Louis Andriessen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Philip Glass, Osvaldo Golijov, György Ligeti e Olivier Messiaen. Le sorelle Labèque hanno fondato la Fondazione KML per la promozione e la valorizzazione della musica e la loro etichetta KML Recordings ha aderito allo storico marchio Deutsche Grammophon. Con Deutsche Grammophon hanno pubblicato, negli ultimi anni, Rite of Spring di Stravinskij, Epigraphes Antiques di Debussy e l’album Moondog Minimalist Dream House. Un pubblico da record, oltre centomila persone, ha partecipato nel 2016 al concerto Vienna Summer Night a Schönbrunn, con protagoniste Katia e Marielle Labèque, seguito da  oltre un milione e mezzo di spettatori in TV.

Biglietti da € 10,00 a € 40,00; Under 30 da € 12,00 a € 32,00; Over 65 da € 14,00 a € 38,00. Promozioni e agevolazioni sono riservate a Under 30, Over 65, famiglie, lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità, gruppi composti da più di 20 persone.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroregioparma.it

La Stagione 2017-2018 del Teatro Regio di Parma è realizzata con il sostegno di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Emilia Romagna. Major partner Fondazione Cariparma, Main partners Chiesi, Crédit Agricole Cariparma. Il Teatro Regio di Parma è sostenuto anche da Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom, “Parma, io ci sto!”. Main sponsor Iren, Barilla, Cedacri group. AdvisorAGFM. Sponsor tecnici Step, MacroCoop. La traviata è realizzata in collaborazione con Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”. ParmaDanza è realizzata con il sostegno di CePIM e in collaborazione con ATER Associazione Teatrale dell’Emilia-Romagna. La Stagione concertistica è realizzata in collaborazione con Società dei Concerti di Parma, Arci Caos. “Il Piccolo Principe” è realizzato con il sostegno di Parmalat.“Hänsel e Gretel” è realizzato in coproduzione con Fondazione Arturo Toscanini. La Stagione è realizzata in collaborazione con Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Liceo Artistico Statale “Paolo Toschi”, Liceo Musicale Attilio Bertolucci, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Opera Europa, The Opera Platform.

Teatro Regio di Parma

domenica 15 aprile 2018, ore 17.00 Abb. Concerti

Durata complessiva 1 ora e 40 minuti circa, compreso un intervallo

Pianoforte KATIA & MARIELLE LABÈQUE

Batteria RAPHAEL SEGUINIER

Percussioni GONZALO GRAU

George Gerswhin

Tre preludi per pianoforte

arrangiamento per due pianoforti di Irwin Kostal

Philip Glass

Quattro movimenti per due pianoforti

Leonard Bernstein

West Side Story. Symphonic dances and songs

arrangiamento per due pianoforti e percussioni di Irwin Kostall

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OPER.A 20.21 a Bolzano: La Traviata, sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

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Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

OPER.A 20.21

www.haydn.it

COMUNICATO STAMPA

La Traviata

 di

Giuseppe Verdi

 sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

Teatro Comunale di Bolzano

L’amore scandaloso fra Violetta e Alfredo

La terza edizione di OPER.A 20.21, la stagione di opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, si chiude con l’opera di Giuseppe Verdi più famosa al mondo: La Traviata. Al Teatro Comunale di Bolzano verrà presentata in un nuovo allestimento con la regia del bolzanino Andrea Bernard.  

L’affascinante, sorprendente percorso musicale e teatrale tracciato dalla terza edizione di OPER.A. 20.21, la stagione d’opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, si conclude al Teatro Comunale di Bolzano sabato 21 (ore 20) e domenica 22 aprile (ore 17) con l’opera lirica più amata in tutto il mondo: La Traviata. Il capolavoro di Giuseppe Verdi verrà presentato in un nuovo allestimento con la regia del bolzanino Andrea Bernard e la direzione musicale di Sebastiano Rolli.

Interpreti: Isabella Lee (21 aprile) e Julia Muzychenko (22) nel ruolo di Violetta Valéry, Fabrizio Paesano (21) e Fabián Lara (22) nel ruolo di Alfredo Germont, Charlotta Vichi (Flora Bervoix), Alice Molinari (Annina), Marcello Rosiello (21) e Gocha Abuladze (22) nel ruolo di Giorgio Germont, Pasquale Scircoli (Gastone, Visconte di Létorières),  Carlo Checchi (Barone Douphol), Claudio Levantino (Marquis d’Obigny), Enrico Marchesini (Doktor Grenvil), Marco Gaspari (Giuseppe), Paolo Deanesi (Domestico), Stefano Cescatti (Commissionario). Scene di Andrea Bernard e Alberto Beltrame. Costumi Elena Beccaro. Luci Adrian Fago. Movimenti coreografici Marta Negrini. Coro: Ensemble Vocale Continuumdiretto da Luigi Azzolini. Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Coproduzione Teatro Regio Parma, Teatro Comunale Bologna, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.

Composta su libretto di Francesco Maria Piave e basata sull’opera teatrale La signora delle camelie, inserita nella cosiddetta “trilogia popolare” insieme a Il trovatore e a RigolettoLa Traviata è l’opera verdiana più amata in assoluto: per molti è l’opera lirica per antonomasia. È parte dell’immaginario collettivo universale: chiunque, anche chi ha confidenza occasionale con il teatro musicale, la conosce, anche solo per nome o ne ha sentito almeno una volta le arie più famose e struggenti. Eppure, il suo successo, come è ben noto, non fu immediato: rappresentata la prima volta il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia, La Traviata fu infatti accolta inizialmente freddamente, sia per il soggetto ritenuto all’epoca scabroso, sia per lo scarso valore degli interpreti; meglio andrà con la ripresa dell’anno successivo al Teatro San Benedetto, sempre a Venezia, grazie a una revisione e a cantanti migliori. La censura si accanì anche successivamente sulla tribolata e scandalosa vicenda amorosa tra Violetta e Alfredo, sino a che non sarebbe entrata appunto nel novero delle opere più amate in assoluto, anzi la più amata.

Il regista bolzanino Andrea Bernard si riallaccia nel suo allestimento al carattere anticonvenzionale e scandaloso del soggetto, e colloca la vicenda dell’opera nel suo contesto sociale. Guardando oltre le appassionate dichiarazioni d'amore, scopre una dipendenza reciproca: Violetta e Alfredo, due persone sole e ambiziose, hanno bisogno l'una dell'altro per riuscire nei loro intenti sociali. E se la protagonista in Verdi muore di tisi, nella lettura odierna questa malattia viene attualizzata con la depressione. Basta dunque un ritocco minimo per rendere La Traviata contemporanea, senza tradire minimamente lo spirito del capolavoro di Verdi.

Le rappresentazioni al Teatro Comunale di Bolzano saranno precedute dai consueti appuntamenti introduttivi: Oper.a Backstage, mercoledì 18 aprile (ore 18), con la partecipazione di Andrea Bernard e di componenti del cast; Oper.a Intro, sabato 21 alle ore 19 e domenica 22 alle ore 16, a cura di Giacomo Fornari. Sarà attivo anche il servizio navetta dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, con partenza sabato 21 alle ore 18 e domenica 22 alle ore 15.

I biglietti sono reperibili presso le casse del Teatro Comunale di Bolzano o del Centro Culturale S. Chiara di Trento. È inoltre possibile reperirli online su www.ticket.bz.it, telefonicamente al numero +39 0471 053800, o via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Andrea Bernard _ regia

Nato a Bolzano nel 1987, ha intrapreso i primi passi nel mondo del teatro all’età di 10 anni con la compagnia bolzanina Bricabrac diretta da Giuliana Lanzavecchia. Contemporaneamente agli studi in architettura (laurea nel 2012), ha iniziato a lavorare nel mondo dell’opera, prima come mimo poi come assistente alla regia di Pier Luigi Pizzi, partecipando a più di 20 produzioni in Italia e all’estero. Dal 2014 lavora con registi come Keith Warner, Julia Burbach, Tatjana Gurbaca e Damiano Michieletto. Contemporaneamente prosegue per proprio conto l‘attività di regista e scenografo. Per il Teatro Rainerum di Bolzano allestisce A Midsummer Night's Dream di Shakespeare e Gli innamorati di Goldoni. Nella stagione 2015/2016 debutta al Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Brattaro mon amour, la periferia semiseria di Cagnan. È risultato semifinalista al concorso internazionale “Ring Award 14” di Graz, con il progetto dell’opera Der Freischütz. Nel 2016 è tra i tre finalisti del concorso OperaOggi di Opera Lombardia per la stesura e la messinscena di una nuova opera contemporanea. Nel 2017 torna a Graz come semifinalista al “Ring Award 17” con il progetto dell’opera Don Pasquale. Nel 2016 è il vincitore del prestigioso “European Opera-directing Prize” con il progetto de La Traviata,messa in scena al Festival Verdi di Parma nell’autunno 2017.Al momento sta lavorando a Carmen per OperaDomani di Como e Bregenz Festspiele, La Cenerentola di Rossini in Svizzera, Il viaggio a Reims ad Amsterdam, le riprese di La scala di seta per OperaLombardia e Il Flauto Magico all’Opera di Firenze.

Sebastiano Rolli _ direzione musicale

Nato nel 1975, ha iniziato giovanissimo ad occuparsi di musica con il padre, direttore di coro. Dopo gli studi di Musica da camera e Composizione presso i Conservatori di Parma e Milano e di drammaturgia musicale con Marcello Conati, ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra, evidenziandosi come uno dei più interessanti interpreti della propria generazione. Numerose le orchestre che ha diretto in produzioni operistiche e sinfoniche: Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Parma, Orchestra Stabile dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra Gianandrea Gavazzeni di Brescia, Orchestra Gioacchino Rossini di Pesaro, Orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra Regionale del Veneto, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Orchestra Nazionale Morava, Orchestra Nazionale Slovena, Orchestra Nazionale di Tenerife, Orchestra Martinu. Fra le sue numerose pubblicazioni, due studi critici: “Giuseppe Verdi. I maestri del melodramma” e “Giuseppe Di Stefano. I suoi personaggi”. Viene regolarmente invitato da Istituzioni musicali e Conservatori a tenere masterclass di approfondimento sull’interpretazione verdiana e sulla musica corale.

Info 0471 053800

www.haydn.it

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Sabato 7 aprile Bronzi dirige la OTO al Comunale di Vicenza

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comunicato stampa

 

E PER FINIRE, PROKOF'EV

Sabato 7 aprile l'Orchestra del Teatro Olimpico chiude la stagione sinfonica al Comunale di Vicenza nel segno di Sergej Prokof'ev. Diretta da Enrico Bronzi la OTO propone la Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé”, il Concertino per violoncello e orchestra (con Bronzi solista) e la Sinfonia n. 3 in do minore. 

Sabato 7 aprile il Teatro Comunale di Vicenza ospita il sesto e ultimo appuntamento della stagione sinfonica 2017/18 della OTO, l'Orchestra del Teatro Olimpico.

Iniziata in novembre all'insegna di un tutto Mozart (Ouverture dal Flauto Magico, Concerto per pianoforte n. 27 e Sinfonia Jupiter), la rassegna che ha per protagonisti i giovani maestri d'orchestra della OTO si chiude con un altro concerto monografico, questa volta dedicato ad un grande autore del Novecento come Sergej Prokof'ev.

Enfant prodige, ma anche enfant terrible al Conservatorio di San Pietroburgo – dove si fece notare per il carattere eccentrico e una certa insofferenza alle istituzioni scolastiche – ultimati gli studi Prokof'ev visse parecchi anni in Occidente collezionando grandi successi come pianista-compositore, ma anche cocenti delusioni. Forse proprio a causa di queste decise di ritornare definitivamente in patria nei primi anni Trenta, lusingato dalle promesse del Regime che voleva fare di lui l'alfiere della musica russa. La scelta si rivelò nefasta. Oppresso dagli assurdi dettami dell'Unione dei Compositori, Prokof'ev venne via via isolato, fino a provare l'onta della censura. Ironia della sorte, morì lo stesso giorno di Stalin, il 5 marzo del 1953; la notizia venne data, quasi in sordina, solo una settimana dopo e al suo funerale parteciparono nemmeno 40 persone, come ricorda l'amico Rostropovich.

Nonostante gli ultimi due decenni trascorsi in totale isolamento dal mondo occidentale, la sua precedente attività all'estero e soprattutto la grandezza della sua vastissima produzione (fra cui ci sono 8 opere teatrali, 7 balletti, musica di scena e per film, una cinquantina di composizioni per orchestra, 10 concerti per strumento solista e orchestra, brani per pianoforte e musica da camera) lo pongono oggi fra i più eminenti rappresentanti della musica russa.

Nel concerto conclusivo della stagione della OTO, il direttore Enrico Bronzi ha scelto di rendere omaggio a Sergej Prokof'ev proponendo tre brani che appartengono ad altrettanti periodi creativi del geniale compositore. La Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé” del 1934, nata dalla prima esperienza di Prokof'ev con la musica da film, coincide con la scelta di rientrare in Russia dopo tre lustri passati in giro per il mondo. Il successivo Concertino per violoncello e orchestra, nel quale il maestro Bronzi si propone nel doppio ruolo di solista e direttore, ci porta agli ultimi tormentati anni, tant'è vero che si tratta di un lavoro incompiuto che sarà portato a termine da un giovane Mstislav Rostropovich, per il quale era stato scritto, solo nel 1956.

Nella seconda parte della serata la OTO e la bacchetta di Bronzi propongono la Sinfonia n. 3 in Do minore, composta quando Prokof'ev si trovava ancora in Occidente e nata come “sintesi” orchestrale dell'opera teatrale “L'Angelo di fuoco”, mai andata in scena finché l'autore era in vita. La Sinfonia, ricca di arditezze timbriche e accesi toni espressivi, fu eseguita per la prima volta a Parigi nel maggio del 1929.

Considerato fra i migliori violoncellisti italiani della sua generazione, a 45 anni Enrico Bronzi è entrato nella fase della piena maturità artistica come interprete (suona un magnifico violoncello Vincenzo Panormo del 1775) e direttore d'orchestra (negli ultimi anni ha guidato prestigiose orchestre italiane), ma anche nelle vesti di docente (insegna all'Università del Mozarteum di Salisburgo) e di organizzatore di eventi (è direttore artistico dell'Estate Musicale di Portogruaro). Nella musica da camera il suo nome è legato al Trio di Parma che fondò nel 1990 e con il quale continua a svolgere un'intensa attività concertistica in Europa, nelle Americhe e in Australia.

Tra le sue registrazioni discografiche, oltre alla vasta produzione con il Trio di Parma, vi sono tutti i concerti di Boccherini (Brilliant Classics), i concerti di C. P. E. Bach (Amadeus), un disco monografico su Nino Rota, le Sonate di Geminiani (Concerto) e l’integrale delle Suite di Bach (Fregoli Music) che è stata al secondo posto della top ten degli album di musica classica di iTunes Music Store.

La stagione 2017/18 della OTO è realizzata grazie al contributo istituzionale di Comune di Vicenza, Regione del Veneto, MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo) e Fondazione Cariverona ed è sostenuta da Trivellato Mercedes-Benz.

Il concerto inizia alle ore 20,45. Biglietti in vendita al botteghino del Comunale (0444 324442) e online (www.tcvi.it). Prenotazioni anche al numero 0444 326598 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

a cura dell'ufficio stampa Orchestra del Teatro Olimpico

 

 

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R. WAGNER. DER FLIEGENDE HOLLÄNDER, ORCHESTRA E CORO DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA, DIRETTORE : MIKKO FRANCK - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, ROMA, 30 MARZO 2018

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Straordinario appuntamento con l'opera lirica nell'ambito della stagione concertistica dell' Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un titolo affrontato per la prima volta da questa meravigliosa compagine musicale.

Si tratta di "Der fliegende Holländer"  di Richard Wagner, qui rappresentato in versione da concerto e con un cast di primissimo ordine.

Per motivi sindacali si è scelto di non  rappresentare la versione in atto unico come previsto dal compositore, ma si è optato per un intervallo unico tra il primo e secondo atto, scelta opinabile soprattutto in una versione da concerto, ma tant'è ....

Al successo della serata ha certamente contribuito in misura determinante la precisione, l'autorevolezza e, insieme, lo slancio e la passione del Direttore ospite principale dei complessi di Santa Cecilia Mikko Franck: la cura nel controllo delle dinamiche orchestrali, la perfetta esattezza agogica, la gestione impeccabile dei rapporti tra orchestra e solisti hanno fatto sì che la musica di Wagner abbia potuto dimostrare intatto il suo fascino. Franck, per motivi di salute, (problemi alla schiena) non resta mai sul podio ma si aggira tra i leggii degli strumentisti intorno al podio dando spesso loro le spalle, cercando quasi un contatto fisico  con la musica e questo può aver contribuito in qualche misura a delle micro fratture tra le varie sezioni dell'orchestra che comunque non hanno inficiato una esecuzione memorabile.

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ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI, CONCERTO DEL 28 marzo 2018, DIRETTORE KAZUKI YAMADA - AUDITORIUM RAI TORINO

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Programma interamente dedicato ad un Mendelsshon straordinariamente popolare, quello proposto dalla Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino impegnata assieme al coro Maghini e diretti dalla bacchetta di Kazuki Yamada, nelle sinfonie n.1 e 2 .

Eseguita per l'ultima volta da questa orchestra nel 1958(!) La sinfonia n.1 di Mendelsshon si prefigura immediatamente per quello che è: un lavoro di transizione di un compositore poco più che quindicenne che guarda al periodo classico (Mozart e Haydn) cercando una propria maturità compositiva, con un occhio rivolto più che altro all' impeto focoso della scrittura di Weber e al suo romanticismo manierato.

Maturità che comunque è già sviluppata nella prodigiosa scrittura e nella fulgida strategia compositiva che lo portano ad una pienezza intellettiva già in anticipo sulla musica dell'ottocento.

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LE NOZZE DI FIGARO – W. A. MOZART – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, SABATO 31 MARZO 2018

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Il regista Mario Martone creò per il teatro San Carlo di Napoli l’allestimento che oltre dieci anni fa debuttò nel capoluogo campano e che da allora ha viaggiato molto, approdando finalmente a Verona al Teatro Filarmonico. Sostanzialmente lo spettacolo rimane lo stesso, che abbiamo visto nell'attuale Circuito OperaLombardia circa tre anni fa, con il dovuto riadattamento agli spazi più contenuti rispetto al San Carlo, operato da  Raffaele Di Florio, sempre con scene di Sergio Tramonti ed i costumi di Ursula Patzak che per foggia ci riportano all’epoca originale.

Il regista volutamente scelse di operare su un unico ambiente che raffigurasse più o meno una grande sala ove può accadere tutto ciò che succede nell’opera. I grandi bracci che avvolgono l’orchestra aumentano le possibilità sceniche, ma talvolta rendono difficoltoso seguire il direttore per chi le occupa con rischi sulla tenuta del tempo. Dunque niente camera di Figaro, o della Contessa, e nemmeno il giardino dello scambio di persona, ma come dicemmo allora un unico luogo ove siano i protagonisti a catturare l’attenzione con la loro personalità, liberamente espressa senza forzature registiche. E lo spettacolo funziona ancora e piace, perché succede sempre qualcosa, nessuno è posto a caso tra gli elementi presenti, ognuno si muove mentre canta con scopo preciso e molte gag vengono poste in essere per tenere viva l’attenzione durante le tre ore di musica.

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Torna il RUBINI FESTIVAL: inaugurazione con la RITA di Donizetti, nel giorno del compleanno del grande tenore romanese, sabato 7 aprile alle ore 20.30

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7 aprile-27 maggio

III edizione Rubini Festival

COMUNICATO

Giunge nel 2018 alla terza edizione il Rubini Festival, manifestazione che il Comune di Romano e la Fondazione OO. PP. G.B. Rubini dedicano al grande tenore.

Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio diversi luoghi cittadini diventeranno palcoscenici di altrettante manifestazioni: protagonista assoluta l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo, con cui il Rubini Festival rinsalda la relazione avviata lo scorso anno, con la Fondazione Donizetti di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con Laboratorio 10 e ovviamente con il Concorso Rubini, divenuto manifestazione biennale.

 

Si comincia, come si diceva il 7 aprile, con un One Day Rubini, che da quest’anno in poi sarà occasione annuale di festeggiamento del tenore romanese.

La cittadinanza è quindi invitata a partecipare alla rappresentazione di Rita opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento del Conservatorio di Bergamo: l’appuntamento è per le 20.30 all’Auditorium Caterina Merisi dell’Istituto Superiore G.B. Rubini.

Di seguito la scheda e la storia dell’opera.

 

Sabato 7 aprile ore 20.30

Auditorium Caterina Merisi

Istituto Superiore G.B. Rubini

Gaetano Donizetti

RITA

Opera completa, in forma di concerto

Produzione del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

 

Eleonora Boaretto Rita (soprano)

Song Hyunjung Beppe (tenore)

Ezio Passerini Gasparo (basso)

Narratore Pietro Ghislandi

 

Orchestra del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

Direttore d’orchestra Roberto Frattini

Maestro ai sovratitoli: Alberto Sonzogni

Maestro collaboratore per i cantanti: Samuele Pala

Maestro collaboratore per gli archi: Pierantonio Cazzulani

Maestro collaboratore per i fiati: Marco Ambrosini

Ingresso libero

Consigliata la prenotazione all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Rita, eseguita integralmente, è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese,Deux hommes et une femme. Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese,Rita ou le mari battu, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. Rita è insomma il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.

La partitura comprende otto numeri collegati da dialoghi parlati (che per l’occasione sono stati liberamente riadattati dall’attore Pietro Ghislandi e dal direttore Roberto Frattini). La stringata vicenda di Rita, indomita bisbetica, del marito Peppe e del primo marito Gaspar, creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. La pagina in cui questo sapido intreccio tocca il suo apice è il duetto in cui i due uomini danno vita a una rivalità di segno opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: anziché contendersi la protagonista, tenore e baritono giocano la loro partita puntando entrambi a liberarsene. Perde chi vince insomma. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.

Non è chiaro da dove provenga il soggetto. Forse, almeno in parte da un lavoro drammatico francese (Morioud et Compaigne di Bayard e Devorme), ma qualche testimonianza suggerisce anche che Donizetti possa aver preso spunto da fatti realmente accaduti nei pressi di Bergamo, e che, ingolosito dalla vicenda, come spesso gli capitava, avesse iniziato a scrivere il libretto da sé, prima di affidarlo alle sapienti mani di Vaëz.

Contrariamente a quanto si è a lungo supposto, quello di Rita (ovvero Deux hommes et une femme) è stato il primo libretto scritto da Vaëz per Donizetti, prima ancora, insomma, che ultimasse la versione francese di LuciaLucie de Lammermoor. Tutto ha inizio nel 1839. Donizetti, a Parigi per altri impegni, implora Vaëz di stendergli un libretto. Non aveva ancora una commissione, scriveva per non annoiarsi. L’occasione sembrò presentarsi quando Pacini rischiò di non consegnare in tempo un proprio lavoro. Donizetti si fece trovare pronto ma l’emergenza rientrò e l’opportunità sfumò. Sembrò allora profilarsi una possibilità di rappresentazione a Napoli. Donizetti si rimise all’opera e nel 1841 ritoccò la partitura e progettò di far tradurre il testo drammatico, ma la morte dell’impresario Domenico Barbaja rese vano quest’altro tentativo. Rita era destinata a rimanere l’unica opera donizettiana completa e non rappresentata vivo l’autore. Bloccata per più di un decennio da contese ereditarie, fu riproposta con l’aiuto di Vaëz al direttore dell’Opéra-Comique; una commissione di esperti ne certificò la totale autenticità e l’opera poté andare finalmente in scena per la prima volta il 7 maggio 1860, alla Salle Favart. (Livio Aragona)

 

Il Festival proseguirà con una tre giorni particolarmente densa di appuntamenti da venerdì 25 a domenica 27 maggio.

 

Specificamente, le mattine di venerdì 25 e sabato 26 in doppio turno le scuole di Romano parteciperanno alle visite animate di Palazzo Rubini, a cura di Laboratorio 10.

 

La sera del 25 maggio presso la Chiesa di San Defendente è invece in programma un concerto lirico che vedrà la partecipazione di alcuni tra i vincitori delle scorse edizioni del Concorso Lirico.

 

Per domenica 27 maggio l’Amministrazione comunale e la Fondazione Rubini hanno pensato di realizzare una giornata di musica diffusa nel nome di Rubini.

 

Si comincia alle 11.00 con una visita animata di Palazzo Rubini, questa volta aperta alla cittadinanza e non soltanto destinata alle scuole, sempre a cura di Laboratorio 10. Al termine della visita, sempre in Palazzo Rubini, Paolo Fabbri Direttore scientifico della Fondazione Donizetti e Maria Chiara Bertieri presenteranno al pubblico gli esiti del lavoro sull’epistolario rubiniano in corso di realizzazione, soffermandosi in particolare su eventi significativi e non noti della vita e dell’opera dl grande tenore.

A seguire un momento di rinfresco e condivisione con tutti gli ospiti presenti.

 

Dalle 17.00 l’opera sarà protagonista sotto i portici di Romano: Il telefono di Giancarlo Menotti, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht e pagine dal grande repertorio lirico italiano saranno eseguite dagli studenti del Conservatorio Donizetti, a favore dei tanti passanti che il pomeriggio della domenica animano il centro cittadino.

 

Alle 20.30 tutti di nuovo a Palazzo Rubini per lo spettacolo dedicato al tenore a cura di Laboratorio 10. Tra musica e parole, Rubini: l’uomo e l’artista, questo il titolo dello spettacolo, vedrà in scena la voce cantante di Luigi Albani, il pianoforte di Damiano Carissoni e la voce narrante di Dario Bertulazzi nel ruolo del cocchiere di Rubini. A lui saranno affidate letture di lettere e narrazioni “cucite” da Marco Maltempi, a cui si deve il testo dello spettacolo, che condurranno l’ascoltatore/spettatore a conoscere da vicino, seguendola dall’interno, la vicenda biografica e artistica del tenore romanese.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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A.SCHNITZLER, GIROTONDO KABARETT - FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA, MARTEDI’ 27 MARZO 2018

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"La profondità di pensiero non ha mai chiarito nulla, la chiarezza di pensiero guarda più profondamente nel mondo". A.Schnitzler

Si entra immediatamente nel clima della Vienna decadente a cavallo tra fine 800 e inizio 900 del secolo scorso, appena si varca la soglia del Teatro Due di Parma, quando una graziosa signora vestita in abiti maschili e con una frusta in mano, ti accompagna al tavolo al quale ti verrà servita la cena durante lo spettacolo, chiedendoti se gradisci una maschera per non essere riconosciuto durante la visione della scabrosa performance.

Stiamo parlando di " Girotondo "(Reigen) pièce teatrale scritta da Schnitzel nel 1897 e qui riproposta nella visione drammaturgica di Walter Le Moli con la traduzione di Giuseppe Farese, scene di Tiziano Santi, costumi di Gianluca Falaschi e luci di Claudio Coloretti.

"Girotondo" è una Pièce teatrale scritta da uno Schnitzler in una Vienna che vedeva l'affermarsi delle teorie di Freud, delle opere di Richard Strauss composte sui libretti di Stefan Zweig (grande ammiratore di Schnitzel), l'affermarsi della "Sezessionstil" ma anche la nascita di caffè, locali notturni, varietà, sale da ballo con le loro "entreneuses" mercenarie dove la prostituzione continuava a restare il fondamento della vita erotica al di fuori del matrimonio, quasi un secondo lato oscuro su cui si ergeva la benpensante società borghese.

Anni in cui la sessualità non poteva essere estromessa dalla società, ma si cercava almeno che non fosse visibile nel mondo dorato, ben educato, ben ordinato del tempo. Una società che si mostrava sempre particolarmente crudele verso chi ne tradisce i segreti e rivela, per ipocrisia, chi commette un crimine contro natura. Come nella famiglia, come nella scuola, così anche nella sfera erotica i giovani si vedevano preclusi quelle libertà erotiche e quelle felicità cui la loro età li avrebbe destinati con naturalezza.

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220 anni del Teatro Pergolesi di Jesi: il programma del Festival Pergolesi Spontini e della Stagione Lirica di Tradizione

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Comunicato stampa

Da Fondazione Pergolesi Spontini

 

Il 2018 della Fondazione Pergolesi Spontini: una rete estesa di collaborazioni, progetti di formazione e lirica di qualità per celebrare i 220 anni dell’inaugurazione del Teatro Pergolesi ed i 50 anni del riconoscimento del titolo di “Teatro di Tradizione”.

Per il XVIII Festival Pergolesi Spontini, l’opera ritrovata “Le metamorfosi di Pasquale” di Spontini e “Il noce di Benevento” del compositore jesino Giuseppe Balducci in prima esecuzione italiana in tempi moderni.

Nel cartellone della Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi “Il Trovatore” di Verdi, “Le nozze di Figaro” e, in prima rappresentazione assoluta, il CircOpera “Gran Circo Rossini”.

Il 2018 è un anno importante per il Teatro G.B. Pergolesi che celebra i 220 anni della sua nascita e il 50esimo anniversario del riconoscimento del titolo di Teatro lirico di Tradizione.

La Fondazione Pergolesi Spontini presenta una proposta culturale diffusa sul territorio dove protagonista sarà, soprattutto, la produzione lirica, con le prossime edizioni del Festival Pergolesi Spontini (tra agosto e settembre) e la Stagione Lirica di Tradizione che ritorna nella storica collocazione autunnale.

La Fondazione cambia pagina: con grande entusiasmo e rinnovato slancio è riuscita in pochi mesi a programmare un’attività artistica all’insegna della qualità, della sostenibilità, dell’apertura verso diverse fasce di pubblico e dei progetti di rete, con numerose e prestigiose collaborazioni e coproduzioni a livello locale, nazionale ed internazionale.

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ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, STAGIONE DI CONCERTI 2017\18, DIRETTORE FRANCESCO OMMASSINI - LUNEDI 26 MARZO 2018, TEATRO COMUNALE DI VICENZA

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Quinto concerto della stagione dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con  la direzione e concertazione del Maestro Francesco Ommassini.

Fondata nel 1990, la OTO ha collaborato nella sua storia con artisti di caratura internazionale e di prestigio, trasformandosi nel 2014 in una sorta di bottega musicale all'interno della quale i 40 strumentisti selezionati tra i migliori neo diplomati dei Conservatori italiani, si perfezionano sotto la guida attenta e meticolosa di affermati musicisti.

Il livello di preparazione musicale raggiunto, permette alla OTO di affrontare con precisione e professionalità un repertorio impegnativo tra i più vasti che la collocano tra le compagini orchestrali più in vista del panorama musicale italiano recente.

Francesco Ommassini è stato chiamato a dirigere e preparare i musicisti della OTO in un programma che ha visto alcune delle pagine più famose del repertorio sinfonico come la sinfonia n. 5 di L.V.Beethoven e la sinfonia n.4 di R. Schumann, precedute dalla Ouverture dall'opera “Tancredi” di G.Rossini.

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The voice of Liceu. New season 2018/19

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Press release · NEW SEASON 2018/19

THE VOICE OF LICEU

SEASON PROGRAMME

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A wide variety of styles embracing pieces from the 18th through the 21st century featuring the world première of L’enigma di Lea by Benet Casablancas, with stage direction by Carme Portaceli and musical direction Josep Pons.

A new season with strong female roles in the operatic titles and 3 leading female stage directors -Portaceli, de Beer and Miskimmon- with new and inventive performances on stage.

Liceu continues to be a venue for international great voices with Camarena, Damrau, Radvanovsky, Theorin, Beczala, DiDonato, Yende, Buratto, Schrott, Haroutounian, Bakanova, etc. as well as great Catalan and Spanish singers such as Álvarez, Albelo, Arteta, Sabata, Moreno, Beaumont, de León, Blanch, and Calvo, among others.

A new co-production to inaugurate the season with Bellini's I Puritani with stage direction by Annilese Miskimmon and musical direction by Christopher Franklin

Wagner's inspiring spirit guides the new "Chamber Music at Liceu" project led by Josep Pons featuring the Theatre's Chorus and Orchestra. The Orchestra's symphonic concerts also evoke the paths forged by the German composer.

Large formations and technology will also be present in the new season with Ponchielli's La Gioconda, featuring 238 artists on the stage and Händel's Rodelinda, with stage direction by Claus Guth, large format projections and a mobile building in the set design.

The season boasts a remarkable combination of classic titles and breakthrough projects. Les pêcheurs de perles returns to Liceu after 54 years with a performance featuring a reality show approach.

 

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CONCERTO DI VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO - DOMENICA 25 MARZO 2018

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Inaugura l'arrivo della primavera l'associazione Verona Lirica con la consueta formula che mixa le quattro voci del repertorio lirico con un ensemble musicale. Questa volta ospite il Quintetto a Fiati Silene composto da Alessio Preosti al flauto, Annabruna Atzeni al clarinetto, Federico Verzelletti all'oboe, Silvia Festa al corno e Teodora Mancabelli al Fagotto.

Un programma popolare con l’aggiunta di pezzi meno noti per il concerto accompagnato come sempre da Patrizia Quarta al pianoforte, ormai colonna portante ed indispensabile per i pomeriggi dell’Associazione. Ad interpretare le eroine o gli eroi del melodramma internazionale ci hanno pensato il soprano Rossella Ragatzu, il mezzosoprano Veronika Koval, il tenore Kristian Benedikt ed il baritono Christian Senn.

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