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La Stagione 2019 del Teatro Lirico di Cagliari

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comunicato stampa

La Stagione Lirica, Sinfonica e di Balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari segna una ulteriore crescita della produzione artistica rispetto agli anni precedenti, in linea con una politica di sviluppo economicamente sostenibile, aderente ai vigenti requisiti legislativi e fondata sulla valorizzazione delle risorse umane del Teatro (Orchestra, Coro, Personale Tecnico ed Amministrativo).

Ai lavoratori, all’affezionato e numeroso pubblico, ai Soci Pubblici e Privati della Fondazione è rivolto il più sentito ringraziamento per il sostegno ad una Istituzione Musicale che ha raggiunto, di recente, riconoscimenti nazionali molto importanti da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha assicurato al Teatro un significativo aumento del contributo FUS (Fondo Unico Spettacolo) collocandolo tra le Fondazioni Liriche di maggiore rilievo nazionale.

D’altronde i fattori di crescita del triennio 2016-2018 sono stati forti e continui. Basti pensare che nel 2015 le serate di spettacolo (opere, concerti, balletti) erano 155 con un punteggio FUS pari a 852 punti, mentre nel 2018 le serate di spettacolo saranno 179 con un punteggio FUS pari a 1265 punti.

Un grande risultato produttivo che prevede un ulteriore sviluppo per il 2019, accompagnato dall’attivazione di un nuovo turno di abbonamento.

La quantità e la qualità della produzione è garantita dalla rappresentazione di 6 nuove produzioni e coproduzioni nazionali ed internazionali oltre ad una prestigiosa collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano.

Ad integrazione di tali impegni la Fondazione Lirica intende rafforzare l’attività artistica sul territorio della Regione Sardegna in collaborazione con varie Istituzioni Pubbliche.

                                                                                     Il Sovrintendente

                                                                                        Claudio Orazi

                                                                                                                                                                                           

 

Gomes, Puccini, Rossini, Donizetti, Mozart, Verdi, Humperdinck:

ecco la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari

 

Venerdì 22 febbraio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (uno in più rispetto allo scorso anno: il nuovissimo turno L) e poi quattro recite fuori abbonamento nel periodo estivo, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono: Lo schiavo, Tosca, La cambiale di matrimonio, Il campanello, Don Giovanni, Attila, Macbeth, Hänsel und Gretel ed il classico Le corsaire per il balletto. Sei saranno le nuove produzioni e coproduzioni in ambito nazionale ed internazionale.

Anche la Stagione 2019 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini, ai quali si deve aggiungere il Don Giovanni mozartiano che fa parte della “trilogia italiana” del genio salisburghese e di Lorenzo Da Ponte. Mentre due assolute novità riguardano le figure di Antônio Carlos Gomes, compositore brasiliano che ebbe molto successo in Italia nella seconda metà dell’Ottocento, e di Engelbert Humperdinck, compositore del tardo-romanticismo tedesco che visse a cavallo dei due secoli. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia.

Dopo le inaugurazioni “respighiane” del 2016 e del 2017 e quella di quest’anno con Turandot di Ferruccio Busoni, la Stagione 2019 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta del brasiliano Antônio Carlos Gomes (Campinas, 1836 - Belém, 1896) che viene eseguita per la prima volta in Italia: Lo schiavo, dramma lirico in quattro atti, su libretto di Alfredo d’Escragnolle, visconte di Taunay e Rodolfo Paravicini (che si occupa sia della traduzione in italiano che di alcune modifiche al testo), tratto da un racconto dello stesso di Tauney. L’opera viene rappresentata, per la prima volta, il 27 settembre 1889 al Theatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro e il compositore la dedica alla figlia e reggente dell’imperatore, principessa Isabella, che nel 1888, con la celebre “Lei Aurea”, abolisce la schiavitù in Brasile. L’intreccio, infatti, è incentrato proprio sul tema della schiavitù e della sua abolizione, anche se, al suo arrivo in Italia, il testo originale dell’opera subisce importanti modifiche, dettate soprattutto dalle convenzioni del melodramma (datazione, etnia e ceto sociale dei protagonisti).

Lo schiavo viene rappresentata dal 22 febbraio al 3 marzo, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro São Pedro di San Paolo e con il Festival Amazonas de Opera di Manaus (Brasile), e gode dell’importante patrocinio culturale dell’Ambasciata del Brasile in Italia. Sul podio il debutto di Luiz Fernando Malheiro, direttore artistico delle due istituzioni musicali brasiliane e sicuramente una delle bacchette più note dell’America latina, mentre la regia è firmata dal milanese Davide Garattini Raimondi che ha già lavorato per il Teatro Lirico di Cagliari in occasione delle recite de L’ape musicale di Da Ponte nell’estate 2017 (decentramento in Sardegna) e nell’autunno 2018 (trasferta a New York).

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 29 marzo al 7 aprile, è con Tosca, celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924), la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2014. Si tratta di un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, la cui regia è curata dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola), La campana sommersa di Respighi e, questo dicembre 2018, Rigoletto di Verdi. La direzione d’orchestra è affidata a Donato Renzetti che del repertorio pucciniano riesce a cogliere le più recondite nuances orchestrali.

Come noto, la prima rappresentazione di Tosca ebbe luogo al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900: l’opera è ricca di effetti scenici a tinte forti, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, ed è indubbiamente tra le più rappresentative e popolari del repertorio verista. Accanto ai due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, si delinea la figura di Scarpia, motore del dramma, prima grande parte scritta da Puccini per una voce baritonale. La vicenda, ambientata a Roma nel giugno 1800, si sviluppa, nell’arco di una sola giornata, in tre celebri ed affascinanti monumenti: la Basilica di Sant’Andrea della Valle (atto I), Palazzo Farnese (atto II) e Castel Sant’Angelo (atto III). L’amore passionale e sincero che unisce Floria Tosca, celebre cantante, a Mario Cavaradossi, pittore d’idee liberali, viene usato dal barone Scarpia, capo della polizia, a suo favore («L'uno al capestro, l'altra fra le mie braccia...», atto I). Si innesca, così, un dramma della gelosia e dell’inganno che, irrimediabilmente, condurrà al tragico epilogo: Scarpia, dopo aver firmato la condanna a morte di Cavaradossi, viene pugnalato da Tosca che, dopo aver assistito alla finta/vera fucilazione dell’amante, si lancia da Castel Sant’Angelo.

Dal 3 al 12 maggio, ecco un nuovo, insolito dittico musicale: La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), assente dalle scene cagliaritane dal 1990, e Il campanello di Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848), assente invece dal 1956. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Rossini Opera Festival di Pesaro (per quanto riguarda La cambiale di matrimonio), è curato per regia, scene e costumi da Francesco Calcagnini, tra i più stimati ed importanti scenografi contemporanei che ritorna a Cagliari dopo un “suo” Barbiere di Siviglia del maggio 1999. Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Alvise Casellati, direttore d’orchestra padovano, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera e festival nazionali, al suo debutto a Cagliari.

La cambiale di matrimonio, composta da Rossini appena diciottenne e rappresentata, per la prima volta, al Teatro San Moisè di Venezia il 3 novembre 1810, è una farsa in un atto che viene scritta in pochissimi giorni e, nonostante ciò, possiede già tutte le caratteristiche musicali e stilistiche del Rossini più maturo. La trama, semplice e godibilissima, dà adito a una serie di gag e scenette che fanno dell’opera un piccolo capolavoro.

Il campanello (Napoli, Teatro Nuovo, 1 giugno 1836) è anch’essa una farsa in un atto, su libretto e musica di Donizetti che la compone quando è già all’apice della carriera e subito dopo il successo di Lucia di Lammermoor. Riscuote subito un successo incondizionato ed è una delle prove più riuscite del Donizetti buffo, anche grazie alla trama che ambienta l’azione in una Napoli chiassosa, vivace e coinvolgente.

Dal 23 al 31 maggio ritorna la grande danza classica con Le corsaire di Adolphe Adam (Parigi, 1803-1856), uno dei capolavori più emozionanti ed amati dal pubblico, nella versione portata in scena dalla coreografa canadese Anna-Marie Holmes, autorevole specialista dei balletti ottocenteschi, con scene fantastiche e costumi esotici di Luisa Spinatelli. Uno spettacolo imperdibile, che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2009, e che viene proposto con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, in una nuova straordinaria produzione sempre del teatro meneghino, dove è andato in scena nella stagione appena conclusa.

La prima rappresentazione di Le corsaire ha luogo il 23 gennaio 1856 all’Opéra di Parigi e, da subito, riscuote un successo tale che viene replicato, nella stessa stagione, per ben 43 volte. Imprescindibile nel repertorio accademico e indice dell’alto livello artistico di una compagnia di danza, Le corsaire possiede tutti i caratteri del balletto romantico, oltre ad una forte componente esotica, frutto del gusto dell’epoca che predilige sontuose ambientazioni orientali ed atmosfere da favola. Il balletto, ispirato al poemetto romantico The Corsair di Lord Byron, narra di una fanciulla greca di nome Medora che, insieme a tante altre, viene venduta come schiava dal suo padrone al mercato delle schiave, dove si trova, tra la folla, anche un gruppo di pirati con il loro capo Conrad. Medora, dopo esser stata scelta dal Pasha, un compratore di schiave, scappa verso Conrad che aveva visto poco prima ed a cui aveva lanciato uno sguardo d’amore. Insieme affrontano numerose traversie culminanti con il naufragio della nave, dove tutti muoiono tranne loro. Attaccati ad un relitto, riescono ad arrivare a terra, felici per lo scampato pericolo.

La Stagione lirica e di balletto prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di quattordici anni dall’ultima rappresentazione (febbraio 2005): Don Giovanni, dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 - Vienna, 1791), su libretto di Lorenzo Da Ponte, che verrà rappresentato dal 28 giugno al 24 luglio per tredici serate, di cui 9 in abbonamento e 4 fuori abbonamento (queste ultime dedicate soprattutto ai turisti). L’attuale produzione, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari, ripropone al pubblico cagliaritano, attraverso la regia di Daniela Zedda, le suggestioni e le atmosfere dell’acclamato allestimento firmato nel 1987 per il Teatro alla Scala di Milano da Giorgio Strehler e ripreso a Cagliari sia nel 2000 che, appunto, nel 2005. Si tratta di uno dei più imponenti allestimenti messi in scena sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari: scene monumentali che pur dopo tanti anni conservano intatta la validità di specchio fedele della gioiosa cupezza, caratteristica peculiare della Spagna sei-settecentesca. La direzione musicale è affidata a Gérard Korsten che ritorna sul podio cagliaritano dopo La Traviata, Un ballo in maschera e Il Barbiere di Siviglia delle ultime tre estati.

Rappresentato felicemente al Nationaltheater di Praga il 29 ottobre 1787, dopo il momento di grande popolarità seguito al successo praghese delle Nozze di Figaro, andate in scena nel dicembre del 1786, Don Giovanni è considerato tra i massimi e più perfetti esempi di teatro lirico e gode fra tutti i titoli mozartiani del privilegio, piuttosto raro, di aver avuto una vita scenica ininterrotta. La qualità dell'invenzione musicale e il tema dell'antieroe che sfida qualunque convenienza nella ricerca del proprio piacere, fino a sprofondare tra le fiamme dell'inferno, hanno impressionato profondamente l'immaginario collettivo di tutte le epoche successive. L'Ottocento romantico la considerò addirittura l'opera per eccellenza, fu adorata da Hoffmann e Kierkegaard, da Goethe e da Byron; un gran numero di compositori, tra i quali Beethoven, Chopin, Liszt, scrissero variazioni e rielaborazioni sulle principali melodie dell'opera, mentre Rossini giudicava il Don Giovanni come la propria Bibbia.

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 27 settembre al 6 ottobre, con uno dei primi “melodrammi risorgimentali” del Cigno di Busseto ingiustamente poco rappresentati: Attila di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901) che ritorna a Cagliari dopo 143 anni (l’unica edizione è al Teatro Civico nel 1876!). Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), con la regia di Enrico Stinchelli, popolare conduttore della fortunata trasmissione “La Barcaccia” su Rai Radio 3. La direzione musicale è affidata a Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta nota a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale.

Nona opera del catalogo verdiano, Attila va in scena, per la prima volta, al Teatro La Fenice di Venezia nel 1846 ed ottiene inizialmente un successo contenuto, ma poi, negli anni, viene apprezzata ed eseguita più spesso, senza mai entrare erroneamente nel repertorio abituale dei teatri. La tematica politica, il soggetto romantico e la caratterizzazione dei singoli personaggi fanno di quest’opera un grande affresco dell’epoca risorgimentale, con grandi scene corali e spettacolari, ma anche con quadri colmi di intimità e sfumature psicologiche.

Dal 31 ottobre al 10 novembre va in scena ancora un grande melodramma verdiano: Macbeth; cruda, affascinante, sanguigna, trascinante e celeberrima tragedia musicale che è il primo, fortunatissimo, incontro fra Verdi e Shakespeare. L’allestimento proviene dal Teatro Regio di Parma (in coproduzione con Cagliari) ed è realizzato, per la regia, da Daniele Abbado che presenta un Macbeth dai forti contrasti: buio, vuoto e cupezza della prima parte si alternano a colori vivaci, luci abbacinanti e tensione emotiva della seconda parte che “inchioderanno” lo spettatore alla poltrona in un crescendo di emozioni veramente indimenticabili. Paolo Arrivabeni, direttore lombardo che ha affrontato recentemente Macbeth a Liegi e a Copenaghen, guida il cast artistico e le compagini stabili in uno dei drammi più torbidi della storia della musica che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2013.

La prima rappresentazione di Macbeth avvenne al Teatro La Pergola di Firenze il 14 marzo 1847. L’attuale edizione si rifà invece a quella parigina del 21 aprile 1865, nella quale Verdi apportò numerose modifiche tra cui la splendida aria “La luce langue”, il coro degli esuli e il conclusivo inno di vittoria. È il primo incontro di Verdi con Shakespeare; i cupi caratteri dei personaggi travolti da violente passioni e l’alto stile drammatico fanno di Macbeth una grande opera degna del modello shakespiriano.

A chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019, dal 13 al 22 dicembre va in scena Hänsel und Gretel, opera romantica in tre atti su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel). L’allestimento arriva dal Teatro alla Scala di Milano ed è firmato da Sven-Eric Bechtolf, attore, regista e direttore artistico del Festival di Salisburgo, e da Paolo Carignani, direttore d’orchestra milanese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera internazionali, dal Liceu di Barcellona al Metropolitan di New York che dirige cantanti, orchestra e coro di voci bianche. L’opera ha vinto, nel 2017, il XXXVII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” per scene, costumi, luci e video: «per il coraggioso racconto della povertà sociale del presente attraverso la favola di Hänsel und Gretel, nobilitata nel perfetto equilibrio di realismo e poesia, in uno spettacolo magico, di rara perfezione tecnica».

Il compositore renano Engelbert Humperdinck decide di scrivere un’opera di soggetto fiabesco, dopo che ebbero molto successo alcune sue composizioni musicali, con lo stesso carattere, ideate per il divertimento dei bambini della sua famiglia. La sorella Adelheid rielabora, su suggerimento del fratello, la celeberrima fiaba dei fratelli Grimm “Hänsel und Gretel”, e predispone il libretto dell’opera che andrà in scena, per la prima volta, al Teatro di Corte di Weimar il 23 dicembre 1893, evidenziando il lato fantastico, attraverso l’introduzione di due nuovi personaggi (il nano Sabbiolino e il nano Rugiadino) e tralasciando invece quello crudo e bestiale della fiaba originale. Hänsel und Gretel ebbe da subito un successo straordinario non solo in Germania, ma in tutto il mondo ed è tuttora uno dei capisaldi del repertorio nei teatri di lingua tedesca.

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Donato Sivo, del Teatro Lirico di Cagliari.

Le conferenze di presentazione di opere e balletto

 

Autorevoli studiosi e musicologi, con l’ausilio del pianoforte, ascolti registrati, proiezioni video e letture dal vivo, presentano le opere liriche ed il balletto in cartellone in otto incontri con il pubblico, ad ingresso libero, che si svolgono, come consuetudine, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari.

Prosegue, con importanti novità, il “Progetto di Internazionalizzazione”, realizzato e promosso da Unione Europea, Governo Italiano,

Regione Sardegna e Teatro Lirico di Cagliari

 

La Stagione musicale 2019 del Teatro Lirico di Cagliari è ancora al centro del Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”. Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale” che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna.

Nel 2019 saranno Lo schiavo di Antônio Carlos Gomes e Il campanello di Gaetano Donizetti i due appuntamenti musicali oggetto dell’investimento culturale della Regione Sardegna.

Si ricorda che il Progetto è stato avviato nell’aprile 2016 con le rappresentazioni dell’opera La campana sommersa di Ottorino Respighi approdata, nel marzo/aprile del 2017, alla New York City Opera, dopo 90 anni dalla “prima” americana. È proseguito poi con La bella dormente, sempre di Ottorino Respighi che ha inaugurato la Stagione lirica 2017 del teatro cagliaritano, con Rigoletto di Giuseppe Verdi nelle recite all’aperto alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula e con L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte al Teatro Civico di Castello a Cagliari e in tre diverse località del circuito regionale, rilevanti per interesse storico-artistico, come Barumini, Dolianova e Villaspeciosa. In autunno al Progetto sono stati legati la I edizione del Concorso Internazionale di Canto lirico “Giusy Devinu” (settembre), le recite de La fanciulla del West di Giacomo Puccini, che prima di Cagliari (ottobre) e del Teatro del Giglio di Lucca (novembre) è stata rappresentata all’Opera Carolina di Charlotte (aprile) e alla New York City Opera (settembre) e La Ciociara di Marco Tutino che ha debuttato il 24 novembre 2017 al Teatro Lirico di Cagliari in prima esecuzione assoluta in Europa, dopo la prima mondiale alla San Francisco Opera (giugno 2015).

Nel 2018 L’ape musicale, opera di Lorenzo Da Ponte, è stata riproposta, dopo il successo dell’estate 2017, a Cagliari in ottobre, per poi “volare”, come terza campata del ponte di musica tra Italia-Stati Uniti, a New York, nella prestigiosa Sala Rotonda della Low Memorial Library su invito della Columbia University, proprio in occasione di un importante convegno internazionale su Lorenzo Da Ponte. Negli stessi giorni l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari sono stati protagonisti di un grande concerto alla St. Patrick’s Old Cathedral che sarà il fulcro di un documentario televisivo firmato dal grande regista Martin Scorsese.

Nuovi allestimenti, perlopiù realizzati nei laboratori del Teatro Lirico, come frutto di importanti coproduzioni con prestigiosi teatri nazionali ed internazionali, che sicuramente tendono alla ottimizzazione delle risorse economiche, ma il cui obiettivo finale è quello di uno scambio e di un dialogo internazionale che giovano anche alla valorizzazione della capacità delle risorse umane, artistiche, tecniche ed amministrative, del Teatro Lirico di Cagliari che hanno la possibilità di confrontarsi in un mercato globale fuori dalla Sardegna, ma per la Sardegna, e il cui lavoro qualifica la prima industria culturale del territorio nel mondo.

comunicato stampa

7 concerti sinfonico-corali, 4 sinfonici e 4 cameristici:

ecco la Stagione concertistica 2019 del Teatro Lirico di Cagliari

 

Donato Renzetti, Massimo Zanetti, Gérard Korsten, Alessandro Taverna, Michele Gamba, Giovanni Sollima, Giuseppe Andaloro, Sesto Quatrini, Michele Spotti, Orazio Sciortino, Lü Jia, Ilya Gringolts, Peter Laul: questi alcuni dei protagonisti della Stagione concertistica 2019 del Teatro Lirico di Cagliari. Una Stagione che guarda, come ormai consuetudine, alla tradizione musicale ed alla qualità artistica e che vede in primo piano l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, quest’ultimo diretto da Donato Sivo.

La Stagione concertistica vede impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico da gennaio a dicembre 2019. Ognuno degli undici programmi musicali proposti è eseguito due volte in abbonamento e il complesso corale è impegnato in sette programmi, in ruoli di assoluta rilevanza. Solisti, pianisti ed ensemble musicali arricchiscono il cartellone con una significativa rassegna da camera della letteratura concertistica classica e moderna. Da sottolineare il completamento del ciclo delle sette sinfonie di Sibelius, (nella stagione 2018 sono state eseguite la Prima e la Settima) e l’esecuzione delle cinque di Mendelssohn-Bartholdy che, invece, verranno realizzate nella loro completezza in questa stagione.

Entrando nel dettaglio dei singoli programmi musicali, è possibile individuare nella compagine dei direttori, protagonisti della Stagione, alcuni nomi di solida e brillante fama internazionale, affiancati da altri giovani, italiani e non, che vantano già ampi successi di pubblico e critica. Si è, così, cercato un adeguato equilibrio tra i due gruppi, valorizzando i giovani talenti nell’affidare loro repertori adatti a metterne in luce qualità tecniche e musicali ed esaltando le doti di personalità e di dominio tecnico dei direttori di maggiore esperienza.

A Donato Renzetti, apprezzata ed ormai abituale presenza nelle stagioni cagliaritane, spetta il compito di dirigere, alla guida delle compagini orchestrale e corale, il concerto inaugurale dell’11-12 gennaio che propone la monumentale Seconda Sinfonia di Gustav Mahler, meglio nota come “Resurrezione”, capolavoro sinfonico-corale composto dal 1888 al 1894.

Sesto Quatrini, uno fra i più talentuosi e giovani direttori italiani di oggi (nato a Roma nel 1984), debutta a Cagliari il 18-19 gennaio e firma un programma musicale che prevede la Lustspielouvertüre di Busoni, la Terza Sinfonia di Sibelius e la Prima di Mendelssohn-Bartholdy.

Altro importante debutto a Cagliari è quello di Michele Gamba, trentaquattrenne direttore milanese, già assistente di Antonio Pappano prima e di Daniel Baremboim poi, che propone all’ascolto, il 25-26 gennaio, la Sesta Sinfonia di Sibelius e la Seconda di Mendelssohn-Bartholdy.

La rassegna musicale prosegue con Gérard Korsten che ritorna ancora sul podio cagliaritano, nelle serate dell’1-2 febbraio, per guidare l’Orchestra del Teatro Lirico nella Seconda Sinfonia di Sibelius e nella Sinfonia n. 41 di Mozart, la celeberrima Jupiter.

Alessandro Taverna, giovane pianista veneto (è nato a Portogruaro nel 1983) in grande ascesa, indicato dalla critica musicale inglese come «successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli», debutta a Cagliari e propone un raffinato recital di pianoforte il 7 febbraio.

Il 7 marzo imperdibile serata di ottima musica da camera con Giovanni Sollima e Giuseppe Andaloro, solisti di fama mondiale grazie alle loro raffinate interpretazioni di musica antica e contemporanea: la locandina spazia dalle sonorità inglesi della seconda metà del Cinquecento di John Dowland al rock progressivo britannico degli anni Settanta del Novecento dei Gentle Giant e dei King Crimson, fino alle composizioni dello stesso Sollima.

Il 12-13 aprile altro importante debutto a Cagliari per il giovanissimo direttore lombardo Michele Spotti (Cesano Maderno, 1993), considerato dalla critica uno dei più promettenti giovani direttori d’orchestra italiani. Attualmente è direttore principale della Milano Chamber Orchestra. Ancora Sibelius nel programma musicale con la Quarta Sinfonia e Mendelssohn-Bartholdy con Le Ebridi e la Terza Sinfonia.

Ritornano entrambi i complessi artistici stabili il 7-8 giugno, diretti ancora da Gérard Korsten, con la Quinta di Sibelius, la Quarta di Mendelssohn-Bartholdy e il Salmo 149 di Dvořák. In apertura di serata, come consuetudine annuale, appuntamento con una nuova composizione su commissione del Teatro Lirico, in prima esecuzione assoluta, che questa volta è firmata da Gabriele Cosmi, compositore sardo trentenne (è nato ad Oristano nel 1988), diplomato a Cagliari e apprezzato ormai in tutto il mondo. La sua musica è stata eseguita infatti a Milano, Roma, Venezia e Torino, ma anche a Los Angeles, Berlino, Ginevra, Lisbona e Bruxelles.

Ancora un’eccellente serata cameristica, prima della pausa estiva: il 13 giugno l’affermato duo russo formato dal violinista Ilya Gringolts (San Pietroburgo, 1982) e dal pianista Peter Laul (San Pietroburgo, 1977) suona Mozart, Dvořák e Korngold.

 

Dopo la pausa estiva la rassegna musicale prosegue con il maestro del coro Donato Sivo che si presenta sul podio cagliaritano, nelle serate del 6-7 settembre, nell’insolita veste di direttore sia dell’Orchestra che del Coro del Teatro Lirico. La locandina prevede Haydn, Brahms e Richard Strauss.

Il 12 settembre è la volta del recital di Orazio Sciortino, proficuo compositore ed eccellente pianista siciliano (ma trapiantato a Milano) che, dopo la prima esecuzione del suo Sol Invictus nel dicembre 2016, si presenta di nuovo al Teatro Lirico, questa volta nella veste di solista al pianoforte, per eseguire integralmente le parafrasi e trascrizioni verdiane di Franz Liszt.

A Donato Renzetti spetta il compito di dirigere, alla guida del complesso orchestrale, il concerto dell’11-12 ottobre che prevede la Quinta Sinfonia di Mendelssohn-Bartholdy e la Seconda Sinfonia di Casella.

A novembre sono in programma due concerti, entrambi sinfonico-corali: il 15-16 novembre Massimo Zanetti, direttore d’orchestra milanese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera che ritorna a Cagliari dopo essersi distinto sul podio di Carmen di Bizet lo scorso giugno/luglio, dirige un programma articolato e ricercato (Mahler e Zemlinsky); il 22-23 novembre Lü Jia, direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino, che ritorna a Cagliari dopo vent’anni, dirige invece Brahms e Mahler (Das Lied von der Erde).

La Stagione concertistica 2019 si chiude, il 28-29 dicembre, con il Concerto di Gala di fine anno: l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, diretti da Massimo Zanetti, faranno gli auguri al pubblico, attraverso una serata con celebri pagine corali e famosissimi pezzi sinfonici di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini e Johann Strauss.

Stagione lirica e di balletto 2019

 

venerdì 22 febbraio, ore 20.30 - turno A

sabato 23 febbraio, ore 19 - turno G

domenica 24 febbraio, ore 17 - turno D

martedì 26 febbraio, ore 20.30 - turno F

mercoledì 27 febbraio, ore 20.30 - turno B

giovedì 28 febbraio, ore 19 - turno L

venerdì 1 marzo, ore 20.30 - turno C

sabato 2 marzo, ore 17 - turno I

domenica 3 marzo, ore 17 - turno E

 

Lo schiavo

dramma lirico in quattro atti

libretto Alfredo d’Escragnolle Taunay e Rodolfo Paravicini

musica Antônio Carlos Gomes

maestro concertatore e direttore Luiz Fernando Malheiro

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

regia Davide Garattini Raimondi

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro São Pedro di San Paolo e con il Festival Amazonas de Opera di Manaus (Brasile)

prima esecuzione in Italia

Lo schiavo rientra nel Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione

e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”.

Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale”

che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020.

venerdì 29 marzo, ore 20.30 - turno A

sabato 30 marzo, ore 19 - turno G

domenica 31 marzo, ore 17 - turno D

martedì 2 aprile, ore 20.30 - turno F

mercoledì 3 aprile, ore 20.30 - turno B

giovedì 4 aprile, ore 19 - turno L

venerdì 5 aprile, ore 20.30 - turno C

sabato 6 aprile, ore 17 - turno I

domenica 7 aprile, ore 17 - turno E

Tosca

melodramma in tre atti

libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma La Tosca di Victorien Sardou

musica Giacomo Puccini

 

 

maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia Pier Francesco Maestrini

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 3 maggio, ore 20.30 - turno A

sabato 4 maggio, ore 19 - turno G

domenica 5 maggio, ore 17 - turno D

martedì 7 maggio, ore 20.30 - turno F

mercoledì 8 maggio, ore 20.30 - turno B

giovedì 9 maggio, ore 19 - turno L

venerdì 10 maggio, ore 20.30 - turno C

sabato 11 maggio, ore 17 - turno I

domenica 12 maggio, ore 17 - turno E

La cambiale di matrimonio

farsa comica in un atto

libretto Gaetano Rossi, dalla commedia Il matrimonio per lettera di cambio di Camillo Federici

musica Gioachino Rossini

Il campanello

farsa in un atto

libretto Gaetano Donizetti, dal vaudeville La sonnette de nuit di Léon Lévy Brunswick, Mathieu Barthélemy Troin e Victor Lhérie

musica Gaetano Donizetti

maestro concertatore e direttore Alvise Casellati

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

regia, scene e costumi Francesco Calcagnini

nuovi allestimenti

in coproduzione con il Rossini Opera Festival (La cambiale di matrimonio)

Il campanello rientra nel Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”.

Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale”

che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020.

giovedì 23 maggio, ore 20.30 - turno A

venerdì 24 maggio, ore 20.30 - turno C

sabato 25 maggio, ore 15 - turno I

sabato 25 maggio, ore 21 - turno E

domenica 26 maggio, ore 17 - turno D

martedì 28 maggio, ore 20.30 - turno F

mercoledì 29 maggio, ore 20.30 - turno B

giovedì 30 maggio, ore 19 - turno L

venerdì 31 maggio, ore 20.30 - turno G

Le corsaire

balletto in tre atti

libretto Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, dall’omonimo poemetto di George Byron

musica Adolphe Adam, Cesare Pugni, Léo Delibes, Riccardo Drigo, Peter von Oldenburg

coreografia Anna-Marie Holmes, da Marius Petipa e Konstantin Sergeyev

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

scene e costumi Luisa Spinatelli

luci Marco Filibeck

allestimento del Teatro alla Scala di Milano

venerdì 28 giugno, ore 21 - turno A

sabato 29 giugno, ore 21 - turno G

domenica 30 giugno, ore 21 - turno D

martedì 2 luglio, ore 21 - turno F

mercoledì 3 luglio, ore 21 - turno B

venerdì 5 luglio, ore 21 - turno C

sabato 6 luglio, ore 17 - turno I

domenica 7 luglio, ore 21 - turno E

mercoledì 10 luglio, ore 19 - turno L

venerdì 12 luglio, ore 21 - fuori abbonamento

mercoledì 17 luglio, ore 21 - fuori abbonamento

venerdì 19 luglio, ore 21 - fuori abbonamento

mercoledì 24 luglio, ore 21 - fuori abbonamento

Don Giovanni

dramma giocoso in due atti KV. 527

libretto Lorenzo Da Ponte

musica Wolfgang Amadeus Mozart

maestro concertatore e direttore Gérard Korsten

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

regia Daniela Zedda, da un’idea di Giorgio Strehler

nuova produzione, su allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 27 settembre, ore 20.30 - turno A

sabato 28 settembre, ore 19 - turno G

domenica 29 settembre, ore 17 - turno D

martedì 1 ottobre, ore 20.30 - turno F

mercoledì 2 ottobre, ore 20.30 - turno B

giovedì 3 ottobre, ore 19 - turno L

venerdì 4 ottobre, ore 20.30 - turno C

sabato 5 ottobre, ore 17 - turno I

domenica 6 ottobre, ore 17 - turno E

Attila

dramma lirico in un prologo e tre atti

libretto Temistocle Solera, dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner

musica Giuseppe Verdi

maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

 

regia Enrico Stinchelli

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria)

 

giovedì 31 ottobre, ore 20.30 - turno A

sabato 2 novembre, ore 19 - turno G

domenica 3 novembre, ore 17 - turno D

martedì 5 novembre, ore 20.30 - turno F

mercoledì 6 novembre, ore 20.30 - turno B

giovedì 7 novembre, ore 19 - turno L

venerdì 8 novembre, ore 20.30 - turno C

sabato 9 novembre, ore 17 - turno I

domenica 10 novembre, ore 17 - turno E

Macbeth

melodramma in quattro atti

libretto Francesco Maria Piave, dalla tragedia omonima di William Shakespeare

musica Giuseppe Verdi

maestro concertatore e direttore Paolo Arrivabeni

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

 

regia Daniele Abbado

allestimento del Teatro Regio di Parma, in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 13 dicembre, ore 20.30 - turno A

sabato 14 dicembre, ore 19 - turno G

domenica 15 dicembre, ore 17 - turno D

martedì 17 dicembre, ore 20.30 - turno F

mercoledì 18 dicembre, ore 20.30 - turno B

giovedì 19 dicembre, ore 19 - turno L

venerdì 20 dicembre, ore 20.30 - turno C

sabato 21 dicembre, ore 17 - turno I

domenica 22 dicembre, ore 17 - turno E

Hänsel und Gretel

pantomima in tre quadri

libretto Adelheid Wette, dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm

musica Engelbert Humperdinck

esecuzione in lingua originale tedesca con sopratitoli in italiano

maestro concertatore e direttore Paolo Carignani

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari

maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia Sven-Eric Bechtolf

allestimento del Teatro alla Scala di Milano

Stagione concertistica 2019

 

venerdì 11 gennaio, ore 20.30 - turno A

sabato 12 gennaio, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Donato Renzetti

maestro del coro Donato Sivo

Gustav Mahler Seconda Sinfonia in do minore per soli, coro e orchestra “Resurrezione”

venerdì 18 gennaio, ore 20.30 - turno A

sabato 19 gennaio, ore 19 - turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Sesto Quatrini

Ferruccio Busoni Lustspielouvertüre, op. 38

Jean Sibelius Terza Sinfonia in Do maggiore op. 52

Felix Mendelssohn-Bartholdy Prima Sinfonia in do minore op. 11

venerdì 25 gennaio, ore 20.30 - turno A

sabato 26 gennaio, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Michele Gamba

maestro del coro Donato Sivo

Jean Sibelius Sesta Sinfonia in re minore op. 104

Felix Mendelssohn-Bartholdy Seconda Sinfonia in Si bemolle maggiore “Lobgesang” op. 52

venerdì 1 febbraio, ore 20.30 - turno A

sabato 2 febbraio, ore 19 - turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Gérard Korsten

Jean Sibelius Seconda Sinfonia in Re maggiore op. 43

Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 41 “Jupiter” K. 551

giovedì 7 febbraio, ore 20.30 - turno A

pianoforte Alessandro Taverna

musiche Frederick Chopin, Maurice Ravel, Claude Debussy, Robert Schumann

giovedì 7 marzo, ore 20.30 - turno B

violoncello Giovanni Sollima

pianoforte Giuseppe Andaloro

musiche John Dowland, Giovanni Sollima, Gentle Giant, King Crimson

venerdì 12 aprile, ore 20.30 - turno A

sabato 13 aprile, ore 19 - turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Michele Spotti

Jean Sibelius Quarta Sinfonia in la minore op. 63

Felix Mendelssohn-Bartholdy Le Ebridi, ouverture in si minore op. 26

Felix Mendelssohn-Bartholdy Terza Sinfonia in la minore “Scozzese” op. 56

 

 

venerdì 7 giugno, ore 20.30 - turno A

sabato 8 giugno, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Gérard Korsten

maestro del coro Donato Sivo

Gabriele Cosmi (nuova composizione su commissione del Teatro Lirico di Cagliari - prima esecuzione assoluta)

Jean Sibelius Quinta Sinfonia in Mi bemolle maggiore op. 82

Felix Mendelssohn-Bartholdy Quarta Sinfonia in La maggiore “Italiana” op. 90

Antonín Dvořák Salmo 149 per coro e orchestra op. 79

giovedì 13 giugno, ore 20.30 - turno A

violino Ilya Gringolts

pianoforte Peter Laul

musiche Wolfgang Amadeus Mozart, Antonín Dvořák, Erich Korngold

venerdì 6 settembre, ore 20.30 - turno A

sabato 7 settembre, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore e maestro del coro Donato Sivo

Franz Joseph Haydn Missa in Tempore Belli n. 10 in Do maggiore Hob. XXII/9

Johannes Brahms Variazioni per orchestra su un tema di Haydn op. 56a

Richard Strauss Wanderers Sturmlied per coro e orchestra op. 14

giovedì 12 settembre, ore 20.30 - turno B

pianoforte Orazio Sciortino

Franz Liszt Parafrasi su opere di Giuseppe Verdi

venerdì 11 ottobre, ore 20.30 - turno A

sabato 12 ottobre, ore 19 - turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Donato Renzetti

Felix Mendelssohn-Bartholdy Quinta Sinfonia in re minore “Riforma” op. 107

Alfredo Casella Seconda Sinfonia in do minore op. 12

venerdì 15 novembre, ore 20.30 - turno A

sabato 16 novembre, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Massimo Zanetti

maestro del coro Donato Sivo

Gustav Mahler Quarta Sinfonia in Sol maggiore per soprano e orchestra

Alexander Zemlinsky Salmo 13 per coro e orchestra op. 24

venerdì 22 novembre, ore 20.30 - turno A

sabato 23 novembre, ore 19 - turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Lü Jia

maestro del coro Donato Sivo

Johannes Brahms Schicksalslied per coro e orchestra op. 54

Gustav Mahler Das Lied von der Erde

sabato 28 dicembre, ore 19 - turno A

domenica 29 dicembre, ore 17 - turno B

Concerto di Gala di fine anno

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Massimo Zanetti

maestro del coro Donato Sivo

musiche Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Johann Strauss

La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari

 

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione concertistica 2019 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 13 concerti ciascuno.

La campagna abbonamenti per la Stagione concertistica si apre lunedì 10 dicembre 2018 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a giovedì 3 gennaio 2019. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da venerdì 4 gennaio a sabato 12 gennaio 2019.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 8 gennaio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

La Stagione lirica e di balletto 2019 prevede nove turni di abbonamento: gli ormai consueti otto (A, B, C, D, E, F, G, I), più il nuovissimo turno L, per sette serate di lirica (otto titoli) ciascuno e il balletto.

La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto si apre giovedì 27 dicembre 2018 con le conferme e variazioni su posti disponibili possibili fino a martedì 12 febbraio 2019. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da mercoledì 13 febbraio 2019.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

 

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Cagliari, 10 dicembre 2018

Pierluigi Corona

Responsabile Ufficio Stampa

Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari - Italia

telefono +39 0704082209 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.teatroliricodicagliari.it

prezzi

 

 

Stagione lirica e di balletto 2019

turno A

turni B, C, D, E

turni F, G, I, L

settore

abbonamento

8 spettacoli

biglietto

abbonamento

8 spettacoli

biglietto

abbonamento

8 spettacoli

biglietto

platea

platea

platea

giallo

€ 300,00

€ 75,00

€ 275,00

€ 75,00

€ 245,00

€ 50,00

rosso

€ 265,00

€ 60,00

€ 250,00

€ 60,00

€ 225,00

€ 40,00

blu

€ 235,00

€ 50,00

€ 220,00

€ 50,00

€ 185,00

€ 30,00

I loggia

I loggia

I loggia

giallo

€ 250,00

€ 55,00

€ 230,00

€ 55,00

€ 190,00

€ 40,00

rosso

€ 215,00

€ 45,00

€ 200,00

€ 45,00

€ 165,00

€ 30,00

blu

€ 190,00

€ 40,00

€ 170,00

€ 40,00

€ 145,00

€ 25,00

II loggia

II loggia

II loggia

giallo

€ 160,00

€ 35,00

€ 150,00

€ 35,00

€ 130,00

€ 25,00

rosso

€ 140,00

€ 25,00

€ 120,00

€ 25,00

€ 110,00

€ 20,00

blu

€ 110,00

€ 20,00

€ 95,00

€ 20,00

€ 85,00

€ 15,00

Stagione concertistica 2019

 

 

turni A, B

settore

abbonamento

13 spettacoli

biglietto

platea

giallo

€ 235,00

€ 35,00

rosso

€ 215,00

€ 30,00

blu

€ 170,00

€ 25,00

I loggia

giallo

€ 200,00

€ 30,00

rosso

€ 170,00

€ 25,00

blu

€ 130,00

€ 20,00

II loggia

giallo

€ 65,00

€ 10,00

rosso

€ 65,00

€ 10,00

blu

€ 45,00

€ 10,00

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  40 Hits

PETRA CONTI VINCE I GLAMOUR TALENT AWARDS 2018

Petra-Conti-con-la-coppa-dei-Glamour-Talent-Awards

COMUNICATO STAMPA

La nota ballerina italiana, Étoile internazionale e Principal Dancer del Los Angeles Ballet, 
si aggiudica il prestigioso premio per la categoria Body Masters

 

 

Petra Conti ai Glamour Talent Awards

Ieri sera, mercoledì 5 dicembre al Teatro Principe di Milano Petra Conti, la nota ballerina italiana ed étoile internazionale, già Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano oggi Principal Dancer del Los Angeles Ballet, è stata la più votata tra le tre candidate dellacategoria Body Masters aggiudicandosi la vittoria dell’edizione 2018 dei Glamour Talent Awards, per le sue doti artistiche, l’attitudine social e il suo “glam factor”.

Petra Conti, chiamata sul palco e introdotta da un breve video di presentazione, ha saputo trasmettere le sue grandi qualità: talento, carisma, dedizione, femminilità e social skills, che l’hanno portata all’attenzione della rivista femminile Glamour per il concorso più fashion dell’anno. La serata presentata da Andrea Delogu, fra le più apprezzate conduttrici televisive e radiofoniche italiane, affiancata dall’attore Michael Schermi, tra luci soffuse, tendaggi di velluto, dress code in rosso per le signore e nero per gli uomini, ha visto premiate cinque grandi donne suddivise in cinque categorie - Body Masters, Startuppers, Sound Performers, Streaming Stars, Visual Artists - che eccellono nella propria professione e che tramite i social media esprimono e condividono con amici e fan il loro ineguagliabile mix di bravura, creatività, stile, determinazione e fascino.

All’evento ha espresso la propria preferenza in tempo reale un pubblico selezionato composto da stilisti, imprenditori del mondo fashion & beauty, influencer e celebrities, tra le quali una bellissima Natasha Stefanenko. Il voto è stato preceduto dal parere di una speciale giuria, che ha evidenziato i punti di forza “social” e non solo delle quindici finaliste, tre per ciascuna categoria, composta da tre “Instagram star” professioniste del web: Nataly Osmann (instagrammer russa con oltre 1 milione di follower, che ha inventato con il marito il format fotografico #FollowMeTo); Alessandra Airò (una delle prime fashion blogger italiane, diplomata al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, oggi instagrammer pioniera nello storytelling di “contenuti con un’anima” per brand di lusso); Sofie Valkiers (mamma e imprenditrice belga, con studi in Business Management & Marketing, due libri su moda e lifestyle e l’ideazione, nel 2009, della piattaforma Fashionata).

Cenni biografici. Classe 1988, Petra Conti nasce ad Anagni, in provincia di Frosinone, da padre italiano e madre polacca. Si forma artisticamente all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove si diploma con lode nel 2006, perfezionandosi poi al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Durante gli anni della sua formazione partecipa ad importanti eventi tersicorei internazionali in Europa, Cina e USA e si aggiudica prestigiosi premi.

Nel 2004, a soli 16 anni, partecipa al programma televisivo “Sogni” condotto da Raffaella Carrà su Rai Uno, dove le viene esaudito il sogno di ballare con Roberto Bolle.

Per la stagione 2008-2009 entra nel Corpo di ballo della compagnia del Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera (Germania), mentre nell’agosto 2009 entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove fin da subito interpreta i ruoli principali delle produzioni scaligere.

Nel 2010 il canale televisivo Sky Classica le dedica un intero documentario intitolato “Danzatori di domani”.

Dopo il ruolo di Solista, il 22 dicembre 2011 Petra Conti è nominata Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano. Si susseguono quindi numerosi riconoscimenti per le sue doti tecniche e interpretative, che le valgono anche il soprannome di “Anna Magnani del balletto”.

Nella sua carriera danza al fianco di artisti del calibro di Roberto Bolle, Ivan Vasiliev, Massimo Murru - per citarne solo alcuni - ed Eris Nezha, che diventerà suo partner anche nella vita privata.

Calca le scene dei maggiori teatri nazionali e internazionali, e partecipa a numerosi Gala e serate d’eccezione in Italia e all’estero, tra cui la Vogue Fashion Dubai Experience esibendosi nel 2013 con Roberto Bolle ai piedi del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, davanti alle più importanti personalità della moda internazionale; quindi con il celebre danzatore l’anno successivo prende parte al prestigioso tour “Roberto Bolle and Friends”.

Nel luglio 2014 Petra Conti è insignita del titolo di Ambasciatrice della Danza Italiana nel Mondo.

Nell’estate 2017 e 2018 interpreta il ruolo della Schiava nella celebre Aida di Giuseppe Verdi nell’ambito dell’Arena di Verona Opera Festival di fronte ad un pubblico di circa 14.000 spettatori a sera. Tra i recenti impegni ricordiamo il prestigioso Festival Internazionale di Balletto de L’Avana “Alicia Alonso” (Cuba), dove lo scorso novembre danza con il Solista del Royal Ballet di Londra Fernando Montaño riscuotendo grandissimo successo.

Grazie alla sua fama internazionale riveste il ruolo di Consulente Artistico del Liceo Coreutico dell’Educandato Agli Angeli di Verona.

Oltre all’attività artistica Petra, dopo aver sconfitto un cancro al rene diagnosticatole nel 2016, dà vita al progetto POINTE SHOES for a CURE, raccolta fondi a favore dell’organizzazione non profit CURE Childhood Cancer di Atlanta (USA), volta a sostenere la ricerca per la cura del cancro infantile e a supportare i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Nel 2013 Petra Conti accetta l’invito ad unirsi al Boston Ballet (USA) in qualità di Principal Dancer fino alla stagione 2017-2018, quando diventa Principal Dancer al Los Angeles Ballet (USA).

www.petraconti.com

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 NATALE ROSSO ROSSINI, Cinque eventi che coniugano musica, spettacolo, cultura ed enogastronomia a Treviso

CITTA’ DI TREVISO                                                                                                             

 

                                                           COMUNICATO STAMPA

 

 NATALE ROSSO ROSSINI

Cinque eventi che coniugano musica, spettacolo, cultura ed enogastronomia

 

Treviso,  dicembre 2018

Per la celebrazione del 150° anniversario dalla morte di Gioacchino Rossini, l’Associazione Lirica Trevigiana in collaborazione con il Comune di Treviso, la Provincia di Treviso, la Regione del Veneto e la Fondazione Benetton Studi Ricerche e con il supporto tecnico organizzativo di Teatri e Umanesimo Latino SpA ha organizzato una serie di eventi dal titolo “Natale Rosso Rossini”.

Il programma prevede cinque eventi che coniugano musica, spettacolo ed enogastronomia, la cui parte artistica e culturale è dedicata alla biografia, alle opere e alla musica di Gioachino Rossini.

La parte enogastronomica è sviluppata secondo le ricette, gli ingredienti e gli abbinamenti indicati dal compositore stesso.

 

Giovedì 13 dicembre 2018 ore 20.00 - CENA ROSSINIANA

La prima tappa degli eventi si terrà presso la splendida location di Villa Condulmer sita a Mogliano Veneto (Treviso), dove verranno servite le pietanze realizzate secondo le ricette di Gioacchino Rossini.

Il musicologo Elena Filini accompagnerà i commensali con piacevoli aneddoti legati alla vita di Rossini musicista e Rossini gourmet. Il consulente enogastronomico Angela Maci intratterrà gli invitati illustrando le ricette del musicista e il menu rossiniano della serata scelto per l’occasione.

 

Sabato 15 dicembre 2018 ore 18.00 - ROSSINI FULL WALL

Il 15 dicembre si terrà lo spettacolo di danza verticale eseguito dalla compagnia “Il Posto Danza Verticale” con la coreografia di Wanda Moretti e la Marco Castelli Small Ensemble.

La performance, realizzata sulla sinfonia dell’opera “La Gazza Ladra” di Rossini, verrà effettuata, con grande effetto scenico, su Palazzo dei Trecento in Piazza dei Signori.

 

Lunedì 17 dicembre 2018 ore 18.30 - C'ERA UNA VOLTA...CENERENTOLA

Il 17 dicembre al Teatro Comunale“Mario del Monaco” a Treviso si terrà la Commedia musicale tratta dall'Opera"Cenerentola" ossia la Bontà in Trionfo di Rossini su libretto di Jacopo Ferretti.

All’opera parteciperanno i seguenti cantanti professionisti: Manuel Amati (tenore),Marta Pluda (mezzo soprano),Giorgia Paci (soprano),Christian Federici (baritono), Chiara Tirotta (mezzo soprano).Sarà presente anche la partecipazione degli studenti dell'Istituto Comprensivo 1 "Arturo Martini" e dell'Istituto Comprensivo 4 "Luigi Stefanini" di Treviso, il Coro Piccole Voci del Sile e Note Rosa. Accompagnati dal M° Vincenzo Rana e Mauro Lamantia nel ruolo di Don Magnifico. Drammaturgia e regia a cura del M° Marco S. Bellocchio.

Partner di questa produzione sono la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e il Festival della Valle d'Itria.

Giovedì 20 dicembre 2018 ore 20.30 - IL BARBIERE DI SIVIGLIA IN FORMULA SMART

Quest’opera, organizzata in partenariato con la Fondazione Benetton Studi Ricerche, si terrà il 20 dicembre presso la Chiesa San Teonisto in Treviso.

La composizione, tratta dalla commedia omonima di Beaumarchais, è un’opera buffa in due atti su libretto di Cesare Sterbini. Protagonisti saranno 5 solisti dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e cantanti selezionati dalla direzione dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”.

L’Orchestra Rossini, della città di Pesaro, ha predisposto il progetto“Barbiere Smart”, una versione agile eaccattivante de “Il Barbieredi Siviglia” con un ampio estratto del capolavoro rossiniano, trascritto per ensemble di strumentisti, con la presenza dei cantanti principali dell’opera.

I cantanti coinvolti sono: Manuel Amati (Conte d’Almaviva), Giorgia Paci (Rosina) e William Hernandez (Figaro).

 

Giovedì 10 gennaio 2019 ore 20.30 -GALA’ LIRICO GIOACHINO ROSSINIE IL BELCANTO

Grande appuntamento per concludere la rassegna rossiniana e festeggiare il nuovo anno al Teatro Comunale“Mario del Monaco” di Treviso.

Il soprano anglo-australiano Jessica Pratt- cantante rossiniana d’eccellenza e presenza costante nella Marca- si esibirà insieme ai giovani artisti dell'Accademia della Scala, del ROF – Rossini Opera Festival di Pesaro e dell’Accademia di Renato Bruson con l’Orchestra FOIBB–  Filarmonica dell'Opera Italiana "Bruno Bartoletti"di Parma. Il Direttore d’Orchestra sarà il M° Francesco Cilluffo.

Saranno eseguite coreografie del M° Massimiliano Volpini con la presenza di tre coppie di ballerini.

Durante lo spettacolo è prevista la realizzazione di un tableau vivant a cura della compagnia “Teatri35” di Napoli sul dipinto di Francois Gerard che ritrae l'Incoronazione di Carlo X, re di Francia, trama dell'opera lirica"Il Viaggio a  Reims" di Rossini.

 

Il ricavato degli eventi – la Cena Rossiniana, la commedia musicale “C’era una volta…Cenerentola” e il Gala Lirico Gioachino Rossini e il Belcanto - sarà devoluto in beneficenza a favore del reparto della Terapia Intensiva e Patologia Neonatale dell'ULSS 2 Marca Trevigiana.

 

BREVE BIOGRAFIA E CURIOSITA’ SULLA VITA DI GIOACHINO

Rossini è ricordato principalmente come uno dei più grandi musicisti della storia. Lo suo stile si distingue innanzitutto per l'estrema brillantezza ritmica.

Riguardo l’enogastronomia si ricorda questa citazione che racchiude la sua essenza: “Dopo il non far nulla io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L’appetito è per lo stomaco ciò che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il maestro di cappella che governa ed aziona la grande orchestra delle passioni. Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto in cui brontola il malcontento o guaisce l’invidia; al contrario lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia.”

La vita di Gioachino Rossini è più avventurosa di quella dei quattro moschettieri messi insieme, è un romanzo. Da ragazzino povero a uomo ricco e infelice, da giovane di "sinistra" a vecchio di destra però sempre pronto a prendere in giroimperatori e impostori. Ci sono più di mille donne nel catalogo di Gioachino, una lista che avrebbe imbarazzato Leporello.

È stato anche definito da Le Courrier des Spectacles una di quelle figure aperte e ben nutrite che comunicano a chiunque in modo irresistibile la gioia di cui sono pregne, gioia che avremo piacere di rivivere proprio in occasione del Natale.

Dopo i primi successi è talmente popolare che le ragazzine lo rincorrono per la strada tagliandogli pezzi di vestito da dosso, come succederà con i Beatles, e, se possibile, qualche ciocca di capelli. Lo scrive Lord Byron,furibondo che qualcuno fosse diventato ancora più famoso di lui.

Il vero fulcro tematico del libro di Gaia Servadio, che descrive in maniera perfetta la vita di Gioachino Rossini è il perché egli abbia smesso di comporre all'ancora verde età di trentasette anni. Larisposta che ne dà la scrittrice si basa sull'analisi critica di un epistolario trovato solo di recente. Oltre 250 lettere che esprimono bene lo humour feroce del Maestro, le sue passioni nascoste ma anche il male e il bene di vivere. La pazzia e il genio sono fratelli gemelli, non solo in Mozart, ma anche in Rossini

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RINALDO, GEORG FRIEDRICH HÄNDEL, TEATRO GRANDE DI BRESCIA, DOMENICA 2 DICEMBRE 2018

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Se i nostri compositori sono spesso stati affascinati dalla letteratura anglosassone, nel caso del Rinaldo fu il compositore naturalizzato inglese Händel a prendere liberamente in prestito dalla Gerusalemme liberata del nostro Tasso le vicende per il suo Rinaldo, modificate in alcuni punti nel libretto di Hill/Rossi. Questo capolavoro di sfarzo musicale e ricchezza barocca è andato in scena per la prima volta in questo fine settimana al Grande di Brescia con una ottima presenza di pubblico. Ma in una epoca all’avanguardia come la nostra, ove in teatro si sperimenta di tutto e di più, del suddetto sfarzo barocco non ce ne è stato neanche l’ombra nello spettacolo concepito da Jacopo Spirei che ha preso vita grazie alle scene di Mauro Tinti. Altro che Crociate, grandi condottieri, eserciti e sanguinose battaglie; Spirei ci porta direttamente ai giorni nostri in un viaggio onirico del protagonista che viene visto come un insignificante impiegatuccio timoroso del proprio capo, che perde la testa per la dolce Almirena entrata a colloquio in ufficio. Le grandi battaglie sono qui litigi fra le mura dell’ufficio da cui parte la scena, e ciò che avviene a seguire è tutto frutto della mente del povero Rinaldo. Dall’ufficio si passa ad una specie di night club, ‘The spider’, dalle forti luci fucsia, di proprietà di una succinta e spregiudicata Armida, una odierna Aracne nella visione di Rinaldo, con tanto di ragno gigante che imperversa al centro della scena. Delicato invece il sogno/giardino circolare in cui si svolgono i momenti lirici tra Rinaldo e la dolce Almirena. Il sogno termina di nuovo in ufficio dove dopo l’ultimo litigio feroce regna finalmente la pace tra i protagonisti/colleghi. Giustamente modernissimi i costumi di Silvia Aymonino. Fondamentali le luci di Marco Alba, soprattutto nell’alcova di Armida, dai toni accesi ed abbaglianti.

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G. PUCCINI, LA BOHEME - NEW STAGE OF STATE ACADEMICAL BOLSHOI THEATRE, 30 NOVEMBRE 2018

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La  Bohème di Giacomo Puccini, torna nell'acclamato allestimento di Jean Romain Vesperini che debuttò lo scorso luglio sulle tavole del nuovo teatro Bolshoi (un secondo teatro più piccolo giusto di lato alla sala storica che permette l'alternanza opera\balletto in una programmazione pressoché giornaliera)con un cast di voci affiatato e preparatissimo, come da tradizione in questo glorioso teatro.

Un cast coeso e amalgamato alla perfezione per un'opera sì di repertorio, ma che nasconde insidie musicali e sceniche ad ogni battuta e che quindi esige cantanti dotati di schietta musicalità ed una preparazione perfetta anche dal punto di vista scenico.

E Jean-Romain Vesperini, giovane regista di questa produzione ma che vanta un curriculum impressionante per esperienza, ha pensato ad un allestimento tradizionale nel senso più felice del termine, dove mestiere e innovazione si fondono in un amalgama preciso e dinamico.

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GAETANO DONIZETTI, IL CASTELLO DI KENILWORTH – TEATRO SOCIALE DI BERGAMO PER IL FESTIVAL DONIZETTI, VENERDI’ 30 NOVEMBRE 2018

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Continua con successo il Festival Donizetti di Bergamo con questa edizione de Il castello di Kenilworth che vanta una revisione dello spartito autografo napoletano a cura di Giovanni Schiavotti. Tra le opere dedicate alla imponente figura di Elisabetta I d’Inghilterra forse non possiede la pregnanza storica di un Devereux o della Stuarda, trattando principalmente dell’intreccio amoroso tra la sovrana ed il suo favorito, la segreta moglie di costui ed il perfido Warney, e semplificando così sia il più crudo romanzo di Walter Scott, che la vera storia d’Inghilterra. Musicalmente però ascoltiamo magnifici duetti ed intense arie intrecciate da un racconto musicale denso e carico di tensione crescente che segue e sostiene, scavalcando forse, gli eventi stessi. Le due voci femminili di Elisabetta ed Amelia a confronto, più incisiva l’una e più ‘docile’ l’altra, i due tenori parimenti in contrasto tra il più acuto e sinuoso Leicester ed il più ‘aggressivo’ Warney, sono elementi succulenti per un melange musicale ghiotto che fa ben presagire la fortuna dei componimenti a venire. A sostegno di uno studio filologico alla base di questa edizione abbiamo avuto anche il piacere di riascoltare la glassarmonica in orchestra, cosa ormai più unica che rara per le opere che ne prescrivevano l’utilizzo.

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ENRICO DI BORGOGNA, GAETANO DONIZETTI – DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018, TEATRO SOCIALE DI BERGAMO PER IL FESTIVAL DONIZETTI

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Con entusiasmo la regista  Silvia Paoli ha accolto la sfida di mettere in scena la prima opera che il giovane Donizetti vide portata in scena e che come possiamo intuire ben presto scomparve dai calendari dei teatri lirici, sovrastata dal successo dei lavori successivi. Come fossimo alla prima rappresentazione del 1818 a Venezia la Paoli immagina di riportare la narrazione a quel giorno lontano in cui molto accadeva anche al di fuori dei muri teatrali, mostrando ciò che accade dietro le quinte di una produzione artistica, ma inserendo anche alcuni elementi della cronaca politica di allora. Un piccolo palcoscenico ideato da Andrea Belli si trova infatti al centro del palco vero, che roteando ci mostra di volta in volta anche ciò che accade dietro di esso. E la vicenda parte proprio dalle prove, con un sudatissimo Donizetti in ansia per questo debutto, e gli artisti che provano le rispettive parti, con tanto di prima donna capricciosa come ogni diva ama mostrarsi. Pare che la rappresentazione del 1818 ebbe diversi problemini dovuti al cast, che addirittura vide sostituita la prima donna Adelina Catalani per problemi di salute occorsi durante la rappresentazione. Qui viene quindi catapultata in scena la giovane sarta della compagnia per scongiurare il disastro e finalmente lo spettacolo può procedere. La storia è presto intesa: famiglie reali ed usurpatori, amori contrastati e matrimoni forzati, classiche agnizioni con conseguenti ascese sociali ed un bel lieto fine per fare contenti tutti. Interessante come la regista abbia chiesto di accentuare le mossette e le espressioni degli interpreti per richiamare un certo tipo di far spettacolo prescritto nell’Ottocento, il che porta anche a sorridere parecchio in certe situazioni. Inoltre gradevolissimi sono i disegni e gli abbellimenti del finto teatrino che creano una ambientazione sì delicata da accogliere tutto ciò che accade con leggerezza. I costumi inerenti l’epoca di Valeria Donata Bettella completano il quadretto d’insieme e la compagnia, oggi come allora, intrattiene con i suoi racconti il pubblico per circa tre ore di spettacolo che scorrono via piacevolmente.

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MACBETH, GIUSEPPE VERDI, INAUGURAZIONE STAGIONE 2018/19 DEL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA

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Partenza della stagione lirica 2018/19 per la Fenice di Venezia con la produzione di Macbeth targata Damiano Michieletto e la sua squadra d’assi Paolo Fantin e Carla Teti (scene e costumi). Il regista veneziano non vuole certo allinearsi a quanto visto e stravisto finora e così affronta questo capolavoro della letteratura inglese e della musica italiana ideando uno spettacolo carichissimo di significati ed in cui l’azione scenica è fluida, continua e mai lasciata al caso. C’è tantissimo in questo Macbeth, che andrebbe visto anche più di una volta per coglierne veramente tutti gli aspetti, ma già ad una prima visione si capisce quanto profondamente il regista ne sia rimasto colpito ed affascinato. Michieletto parte dall’assunto Shakespeariano per cui il male possa insinuarsi progressivamente nell’anima di un uomo fino a dominarla senza scampo. Seguendo fedelmente la vicenda originale assistiamo infatti a come la smania di potere si impossessi della coppia protagonista che compie in nome della corona una serie di delitti efferati, spinta dal vortice creato da essa stessa. Gli interpreti devono così esternare finanche il più piccolo moto interiore dando ad ogni gesto o movenza un significato preciso.  Qui il ‘villain’ della celebre tragedia ha ancora un barlume di umanità nel ricordo di una figlia scomparsa prematuramente, che lo accompagna suo malgrado verso la distruzione. E la vede continuamente, ascolta i suoi messaggi subliminari, sfrutta la presenza delle streghe per compiere un viaggio onirico ed allucinato verso il mondo dei morti che alla fine comunque lo chiama a sé, forse per ritrovare quella figlia, immagine di purezza ed innocenza, senza la quale era crollata ogni certezza.  L’impianto scenico è funzionale a questo viaggio nella mente, con una ambientazione asettica ove tra il bianco ed il nero dominanti le luci di Fabio Barettin sono fondamentali per creare pathos ed in alcuni casi sorpresa. Protagonista è soprattutto il bianco, in opposizione al solito rosso, che invade il dramma con una serie di elementi. Bianchi sono i teli in nylon che avvolgono i protagonisti e sigillano i morti, biancastre sono le streghe/anime dei defunti che circondano i protagonisti, bianco è il sangue denso, appiccicoso che ricopre gli assassini e nel finale scende dall’alto sulle teste di chi resta.  

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la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige ha dichiarato l'archivio storico Tullio Serafin “di interesse storico particolarmente importante”.

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Soddisfazione per l'omonima associazione, che si occupa di custodire il materiale lasciato dal celebre direttore d'orchestra veneto di cui ricorrre il 50° della morte

 

La Soprintendenza dichiara l'Archivio storico Tullio Serafin

"di interesse storico particolarmente importante"

 

Grande risultato per l’Archivio storico Tullio Serafin: la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige lo ha infatti dichiarato “di interesse storico particolarmente importante”. Un significativo riconoscimento che giunge proprio nell’anno delle Celebrazioni per il 50° anniversario della morte del direttore d’orchestra veneto (Rottanova di Cavarzere, 1878 – Roma, 1968), promosse dall’associazione che cura l’Archivio e insignite della Medaglia del Presidente della Repubblica.

In quest'occasione così speciale, dunque, e dopo trentacinque anni d’impeccabile custodia da parte di Luciano Guzzon, il materiale dell'Archivio passa - con il consenso dei pronipoti del Maestro, Jacopo e Federica Conte - sotto la custodia di Andrea Castello, presidente dell'associazione, direttore artistico del festival "Vicenza in Lirica" e cofondatore dell'Archivio, nel 2017, con i familiari di Tullio Serafin oltre che con Guido Faggion e Valentina Casarotto.

Il commento del presidente Andrea Castello

«Siamo estremamenti felici per questa decisione della Soprintendenza – commenta Castello – che rende onore al Maestro e rappresenta un ulteriore e significativo valore aggiunto al grande impegno con il quale, come Archivio e in costante accordo con la famiglia, portiamo avanti la memoria di Tullio Serafin, quest'anno al centro di una particolare attenzione da parte dei più grandi teatri d'Italia e del mondo, che non hanno voluto mancare alle Celebrazioni in suo nome.

«Ora il lavoro da fare è tantissimo – continua il presidente dell'Archivio, che ha sede a Vicenza -, dall’inventario alla stesura di un catalogo, dal restauro - cosa primaria - alla digitalizzazione, per poi arrivare alla collocazione ufficiale dell’Archivio, in modo tale che il prezioso materiale storico e musicale in esso contenuto sia disponibile alla consultazione da parte di musicisti e studiosi del settore».

Dopo questo importante traguardo sono previsti altri appuntamenti in nome del Maestro negli anni a venire e se sì quali sono?


« Posso dire che questo risultato ha consolidato le fondamenta su cui appoggiare un riconoscimento vero e proprio da tributare al Maestro Serafin, che attraverso la sua arte ha portato la sua Rottanova, il suo Veneto, l’Italia tutta nel mondo. Da qui, quindi, partiamo con il premio Archivio storico Tullio Serafin, che abbiamo già attribuito nel 2018 al Maestro Maurizio Arena come detto: un premio desiderato anche dalla famiglia, ossia dai pronipoti Jacopo e Federica Conte, e che il prossimo anno verrà consegnato ad un altro illustre personaggio del mondo della lirica. Poi segnalo il Concorso Tullio Serafin, che partirà nel 2019 a Vicenza al Teatro Olimpico, ma che contiamo diventi itinerante negli anni.  Verranno create, inoltre, altre opportunità culturali rivolte ai giovani artisti».

Cosa si sente di dire ai giovani che non hanno conosciuto a suo tempo il genio del Maestro Serafin e che grazie a questo archivio ora possono venire a contatto con lui?


«Come prima cosa mi sento di dire di leggere la storia di Serafin, di comprendere la passione e la dedizione che lui aveva verso le giovani voci. Al riguardo segnalo un libro straordinario, pubblicato nel 1985 da Fiore editore: “Tullio Serafin il patriarca del Melodramma”, nel quale si può “sentire” la voce di Serafin che insegna il percorso artistico di un cantante. In secondo luogo, dal momento in cui sarà a disposizione questo bene culturale che è l’Archivio storico, consiglio loro di consultarlo e studiarlo, per capire l’importanza dei segni apposti da Serafin non solo sulla parte relativa agli strumenti, ma anche sulla parte relativa alla voce, che per lui era lo “strumento” più importante. Ci vorrà ancora del tempo per la consultazione, per consentire importanti interventi di recupero e messa in sicurezza del materiale, ma il tutto è già emozionante da adesso, perché stiamo preparando un “gioiello” utile alle nuove generazioni di musicisti ».

 

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ORCHESTRA RAI: GALA INAUGURALE AL FESTIVAL “DONIZETTI OPERA” CON RICCARDO FRIZZA, JESSICA PRATT E DANIELA BARCELLONA

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Comunicato stampa

ORCHESTRA RAI: GALA INAUGURALE AL FESTIVAL “DONIZETTI OPERA”

CON RICCARDO FRIZZA, JESSICA PRATT E DANIELA BARCELLONA

Giovedì 22 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo

In scena anche i due giovani tenori Levy Sekgapane e Xabier Anduaga

Segna il debutto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai al “Donizetti Opera”, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco, il concerto di gala che giovedì 22 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo inaugura la rassegna giunta alla sua quarta edizione. Sul podio dell’Orchestra Rai è impegnato per la prima volta il Direttore musicale del festival Riccardo Frizza, bacchetta di riferimento per il repertorio italiano e sostenitore delle opere del primo Ottocento in festival e teatri come il Rossini Opera Festival, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival d’Aix-en-Provence, La Scala di Milano e il Metropolitan di New York. In programma una selezione di sinfonie d’opera e di arie dal catalogo serio e comico di Gaetano Donizetti e Gioachino Rossini, di cui ricorre quest’anno il 150esimo anniversario della scomparsa. A interpretarla è chiamato un quartetto di voci di assoluto prestigio, fra cui spiccano il soprano Jessica Pratt, nominata quest’anno artista in residenza del festival e recente protagonista di Semiramide alla Fenice di Venezia proprio con Frizza, che la dirigerà anche a Bergamo nel Castello di Kenilworth, e il mezzosoprano Daniela Barcellona, interprete iconica dei ruoli rossiniani sui palcoscenici di tutto il mondo. Completano il cast due giovanissimi artisti già affermati sulla scena internazionale come il tenore Levy Sekgapane, vincitore del concorso Operalia nel 2017, e il tenore Xabier Anduaga, uscito dall’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro. Partecipano alla serata anche il tenore Matteo Mezzaro, il baritono Riccardo Certi e il basso Luca Tittoto. Insieme a loro il Coro Donizetti istruito da Fabio Tartari.

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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA DEL 18 NOVEMBRE 2018 – TEATRO FILARMONICO DI VERONA

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Un concerto che vuole rendere omaggio alla bellezza del canto niente affatto scontato è stato il secondo della stagione 2018/19 dell' Associazione Verona Lirica.   

Avendo a disposizione il soprano Valentina Boi, il mezzosoprano Annunziata Vestri, il tenore Diego Cavazzin, il basso Giacomo Prestia ed il baritono Simone Piazzola si è potuto spaziare tra arie e duetti meno ‘praticati’ nei concerti con qualche concessione alla routine per gli spiriti più tradizionalisti. Tutti pezzi tratti da opere di Verdi per i cinque protagonisti, con l’aggiunta della Turandot pucciniana e la Gioconda di Ponchielli.

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FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI’ 16 NOVEMBRE 2018

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Affrontare l’ultimo capolavoro verdiano per un regista significa spesso porsi diverse domande su come concepire uno spettacolo divertente ma allo stesso tempo ricco di tutta la sapienza che il Maestro insieme a Boito aveva inserito in ogni singola scena di questa opera geniale, pungente, brillante ed amara allo stesso tempo.  Roberto Catalano taglia la testa al toro e punta tutto sul brio, l’allegria e perché no la follia che ogni interprete può e deve mostrare nell’affrontare i mastodontici personaggi di derivazione shakespeariana.  Ma lo fa all’interno di una cornice nostalgica, perché non dimentica che il protagonista è un uomo avanti negli anni e lo immagina addirittura nel suo letto, come alla fine di una lunga e piena vita cui manca un’ultima avventura. Il treno giocattolo che gira intorno alla sua stanza sembra indicare una spensieratezza che corre via ma può essere ancora afferrata, se la si prende in corsa. Ed il vecchio ci prova, con convinzione, in una ambientazione moderna ma non troppo, opera di Emanuele Sinsi, sognando le allegre comari che alloggiano in quel che appare un comodo resort con solarium e campo da tennis annessi, tra uomini frizzanti e vivaci che rendono l’atmosfera più eccitante.  Ilaria Ariemme firma i costumi adeguati agli ambienti.

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Oper.A 20.21 a Bolzano: La Voix Humaine e Cavalleria Rusticana con la regia di Emma Dante aprono la nuova stagione

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Forces of Nature

La Voix Humaine e Cavalleria rusticana

inaugurano la nuova stagione di opera contemporanea

 della Fondazione Haydn

venerdì 30 novembre e domenica 2 dicembre 2018

Teatro Comunale di Bolzano

 

Odio e amore in due capolavori del teatro musicale

La quarta edizione di OPER.A 20.21, stagione regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con la direzione artistica di Matthias Lošek, prende avvio con due capolavori del teatro musicale accomunati dall’intreccio fra i due sentimenti contrastanti per antonomasia: amore e odio. 

Il dittico La Voix Humaine e Cavalleria rusticana, due capolavori del teatro musicale di epoche diverse, inaugura venerdì 30 novembre (ore 20, con replica domenica 2 dicembre alle ore 17) la quarta edizione di OPER.A 20.21, la stagione regionale di opera contemporanea della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, con la direzione artistica di Matthias Lošek. Sotto il titolo Forces of Nature, OPER.A 20.21 2018/19 scandaglierà diverse modalità di fare teatro musicale nel solco della contemporaneità, soffermandosi nella prima tappa del suo viaggio sui due sentimenti antagonisti per antonomasia: amore e odio. L’accostamento fra questi sentimenti contraddistingue infatti sia La Voix Humaine di Francis Poulenc che Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni: entrambe le opere sono affidate nell’occasione a uno tra i più interessanti e innovativi registi del panorama teatrale italiano di oggi, Emma Dante, chiamata a tracciare un filo rosso fra le due donne che ne sono rispettivamente protagoniste.

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LA FILLE DU REGIMENT – GAETANO DONIZETTI, TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, VENERDI' 9 NOVEMBRE 2018

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Torna al Comunale di Bologna la fortunata produzione de La fille du régiment di Donizetti che nel 2004 recava la firma del regista  Emilio Sagi. Ripreso praticamente in toto da Valentina Brunetti, il gradevolissimo spettacolo segue con eleganza e tanto brio le vicende prescritte, divertendo ed emozionando il pubblico grazie alla bravura del cast chiamato ad una recitazione attiva e coerente ai diversi personaggi. La regola è mai strafare pur caratterizzando con il proprio stile il ruolo, che senza una solida base vocale risulterebbe ridicolo.   L’ambiente che Julio Galan concepì a suo tempo fa da sfondo alla vicenda perfettamente in linea col libretto, con stanze ed arredi pertinenti alla narrazione, così come pure i costumi ripresi da Stefania Scaraggi sono di stampo tradizionale ed in linea col contesto.

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Il compositore Cristian Carrara sarà il direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini per il biennio 2019-2020

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Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pergolesi Spontini ha nominato il prossimo direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini per il biennio 2019-2020Per la prima volta nella storia del Teatro Pergolesi di Jesi – fondato nel 1798 - la direzione artistica è stata affidata ad un compositore.

Si tratta di Cristian Carraraconsiderato tra i compositori più brillanti della sua generazione, autore di musica sinfonica e cameristica, ma anche di opere destinate al teatro musicale e alla televisione. Succederà a Vincenzo De Vivo, a lungo direttore artistico della Fondazione e tra i fondatori del Festival Pergolesi Spontini, il cui mandato terminerà alla fine del 2018.

A Cristian Carrara, in carica dal 1 gennaio 2019, il Consiglio di Amministrazione ha affidato il compito di definire per i prossimi due anni il progetto artistico della Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi e del Festival Pergolesi Spontini. Proposta artistica innovativa, capacità di coinvolgere la città e il territorio, rafforzare l’identità culturale e musicale della Fondazione saranno gli obiettivi di lavoro da perseguire.

 

Cristian Carrara è nato a Pordenone nel 1977 ed ha compiuto gli studi di composizione presso il conservatorio di Udine. Scrive prevalentemente musica sinfonica e cameristica, ma anche opere destinate al teatro musicale e alla televisione. È stato consulente artistico del Sovrintendente presso il Teatro Lirico di Trieste nel 2013. È professore a contratto di Sound Design presso la facoltà di Media and Performing Arts presso la Link University Campus of Rome. I suoi lavori sono editi principalmente da Casa Musicale Sonzogno.

Tra i suoi lavori teatrali vanno ricordate le opere La piccola vedetta lombarda (allestimento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Fondazione Pergolesi Spontini, che è andata in scena, tra l’altro, al Teatro Moriconi di Jesi nel 2012), Oliver Twist, Alto sui pedali e Il giocatore. Nel catalogo sinfonico Magnificat. Meditation for pedal piano and orchestra (commissione Emilia Romagna Festival), Destinazione del sangue, Liber Mundi, Tales from the underground, Ondanomala (commissione Teatro Lirico di Trieste), Vivaldi. In memoriam (commissione Maggio Musicale Fiorentino). Per quanto riguarda la musica da camera tra i lavori più eseguiti vanno segnalati Luce, Pater, Bianco, Ludus e la raccolta di pezzi pianistici "A piano diary".

La sua musica viene eseguita in sale prestigiose, dall'Accademia di Santa Cecilia a Roma, alla Berliner Hall, dal Maggio Musicale Fiorentino all'Auditorium Binyanei Hauma di Gerusalemme. Collabora con importanti nomi della musica italiana e internazionalee del teatro italiano. Le sue musiche sono eseguite da prestigiosi ensemble ed orchestre, in Italia e all’estero. Ricca la produzione discografica, edita in 6 cd monografici e collettivi da Warner Classics, Tactus, Amadeus Arte, Arts, Incipit, Stradivarius, Curci; nel 2015 è uscito per Brilliant il nuovo album sinfonico (Magnificat) inciso con l'Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy, nel 2017 per Warner Classics è uscito Faust in the Sky inciso con I Solisti Aquilani e la direzione di Marco Attura.

Attivo anche nel campo della musica leggera, nel 2008 vince, con Antonella Ruggiero, il Premio Lunezia per aver scritto “Canzone fra le guerre”, come miglior brano di Sanremo.

Autore e conduttore di trasmissioni televisive dedicate alla musica classica, nello specifico per Tv2000 ha ideato e condotto “Sinfonica”, ciclo di presentazioni ai concerti che hanno fatto la storia della musica classica, e “Cose di musica”, ciclo di trasmissioni dedicate alla conoscenza degli strumenti musicali.

È stato fino a marzo 2018 Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio.

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Myung-Whun Chung inaugura la Stagione Sinfonica 2018-2019 con il Requiem di Giuseppe Verdi solisti Maria Agresta, Veronica Simeoni, Antonio Poli e Alex Esposito

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COMUNICATO STAMPA                                                                        Venezia, 31 ottobre 2018

 

Myung-Whun Chung inaugura la Stagione Sinfonica 2018-2019

con il Requiem di Giuseppe Verdi

solisti Maria Agresta, Veronica Simeoni, Antonio Poli e Alex Esposito

 

Myung-Whun Chung inaugura la Stagione Sinfonica 2018-2019 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, sabato 3 novembre 2018 alle ore 20.00 (turno S), in replica domenica 4 novembre 2018 alle ore 17.00 (turno U), il maestro sudcoreano dirigerà la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi, monumentale composizione di musica sacra scelta per celebrare il centenario della fine della Grande Guerra. Insieme all’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo istruito da Claudio Marino Moretti – saranno impegnate le voci soliste del soprano Maria Agresta, del mezzosoprano Veronica Simeoni, del tenore Antonio Poli e del basso Alex Esposito.

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STAGIONE ARTISTICA 2018-2019 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO

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Fondazione Arena presenta la Stagione Artistica 2018-2019, in programma dal 16 dicembre 2018 al 26 maggio 2019.

Dopo la conclusione positiva del Festival 2018 che ha confermato un’ottima risposta di pubblico e critica, Fondazione Arena rilancia per la stagione invernale al Teatro Filarmonico una programmazione di elevato livello che conferma un’offerta artistica di grande respiro a fianco del repertorio più popolare proposto in Arena.

In cartellone per la Stagione Lirica al Teatro Filarmonico cinque grandi titoli d’opera: La Bohème di Giacomo Puccini, Mefistofele di Arrigo Boito, Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa proposto insieme a Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

Il primo appuntamento è con La Bohème di Giacomo Puccini, in scena dal 16 al 31 dicembre 2018 nell’allestimento classico ed elegante di Giuseppe Patroni Grifficon scene e costumi di Aldo Terlizzi Patroni Griffi, inedito a Verona, creato per il centenario dal debutto del capolavoro pucciniano al Teatro Regio di Torino, con la direzione di Francesco Ivan Ciampa, trionfatore sul podio areniano di Carmen. L’opera, la cui vicenda inizia alla vigilia di Natale e prosegue tra i fiocchi di neve alla Barriera d’Enfer, concluderà il 2018 e darà il benvenuto al nuovo anno: alle quattro date in abbonamento - 16, 18, 20 e 23 dicembre - si aggiungono infatti le due recite straordinarie fuori abbonamento del 29 e 31 dicembre.

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“Le nozze di Figaro” di Mozart il 9 e 11 novembre al Teatro Pergolesi di Jesi per la 51^ Stagione Lirica di Tradizione.

Prosegue a Jesi, dopo l’inaugurazione con “Il Trovatore” di Verdi, la 51^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi, che festeggia quest’anno i 220 anni dell’inaugurazione del Teatro ed insieme il 50esimo del riconoscimento del titolo ministeriale di Teatro di Tradizione.

Venerdì 9 novembre alle ore 20,30 e domenica 11 novembre alle ore 16, l’appuntamento è con “Le nozze di Figaro”, opera buffa in quattro atti su libretto di Lorenzo Da Ponte e musica di Wolfgang Amadeus Mozart. L’opera va in scena in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. Dirige lo spagnolo Sergio Alapont, uno dei direttori di spicco della sua generazione, premiato con il Gboscar in Italia come migliore direttore d'orchestra per l’opera e vincitore del Concorso Internazionale per direttori d’orchestra di Granada. La regia è curata da Francesco Bellotto, i costumi sono di Alfredo Corno, le luci di Roberto Gritti; le scene sono quelle realizzate del 2005 da Emanuele Luzzati, uno degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo. Suona l’Orchestra Città di Ferrara, il Coro è il Benedetto Marcello di Venezia. Nella compagnia di canto sono i cantanti vincitori del XLVIII Concorso Internazionale per Cantanti “Toti dal Monte”: Christian Federici interpreta il ruolo di Conte di Almaviva, Yulia Gorgula canta La Contessa di Almaviva, Francesca Tassinari è Susanna, Davide Giangregorio è Figaro, Marta Pluda canta il ruolo di Cherubino e Francesca Cucuzza quello di Marcellina; completano il cast Baurzhan Anderzhanov (Bartolo), Alfonso Zambuto (Basilio/Don Curzio), Sara Fanin (Barbarina) e Luca Scapin (Antonio).

“Le nozze di Figaro, ossia La folle giornata” (K. 492) è la prima delle tre opere buffe italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte; viene rappresentata, per la prima volta, al Burgtheater di Vienna il 1° maggio 1786 e il testo, musicato da Mozart a ventinove anni, è tratto dalla commedia “Le mariage de Figaro” di Beaumarchais.

“Quando nel 1782 Beaumarchais finì di scrivere il suo Mariage de Figaro, sapeva benissimo che la commedia aveva contenuti eversivi.” - scrive Francesco Belloto nelle note di regia - “Il ritratto di una nobiltà illiberale e corrotta, la disuguaglianza come metodo di dominio, la prepotenza maschile erano soggetti che non sarebbero passati inosservati agli occhiuti controllori dell'ancien régime. La corte asburgica ne permise la messinscena nel 1786 forse perché la commedia, trasformata in libretto, era in lingua italiana. Grazie a questa 'imprudente' concessione, oggi abbiamo Le nozze di Figaro. Il mio progetto di regia rimette al centro della narrazione quel messaggio di speranza e cambiamento, mostrando potere e fascino di una macchina teatrale che è stata in grado di cambiare la storia e difendere la dignità dell'Uomo”.

 

Il cartellone propone poi da venerdì 14 a domenica 16 dicembre (con anteprime riservate ai giovani l’11 ed il 12 e la recita per le scuole il 13 dicembre) inprima rappresentazione assoluta, va in scena “Gran Circo Rossini”, CircOpera di Giacomo Costantini che celebra i 150 anni dalla morte di Giachino Rossini in un format della Fondazione Pergolesi Spontini che coniuga circo e melodramma. Lo spettacolo si avvale del contributo di Fondazione Cariverona (Bando Cultura 2018). Prevista, inoltre, una replica al Teatro Gentile di Fabriano domenica 30 dicembre ore 16 nell’ambito del progetto “Marche inVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma” con il sostegno di Mibact Direzione Generale dello Spettacolo dal vivo e Regione Marche, in collaborazione con Consorzio Marche Spettacolo e Amat, e con il patrocinio di Comune di Fabriano e Comune di Cerreto d’Esi. Le musiche sono di Matteo Salvo e Giuseppe Pitarresi da Gioachino Rossini, dirige Angelo Michele Errico, la regia è di Giacomo Costantini, le scene Benito Leonori, i costumi di Beatrice Giannini. Nuova la produzione, a cura di Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con El Grito Circo Contemporaneo all’antica.

La 51esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Marche, dei Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano e Comune di San Marcello, Partecipante Sostenitore la Camera di Commercio di Ancona, Fondatori Sostenitori il gruppo Art Venture con Gruppo Pieralisi, Leo Burnett e Starcom Italia, con il patrocinio del Consiglio regionale delle Marche. Sponsor Tecnici sono Santarelli & Partners e Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Partner della stagione la Poliarte, l’Unione Stilisti Marche, Etjca. Sponsor Opera è Clabo spa. Si ringrazia Ubi Banca, Prometeo Spa e tutti i Mecenati 2018 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

INFO

Fondazione Pergolesi Spontini

Tel. 0731.202944, www.fondazionepergolesispontini.com

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“Norma” di Bellini al Cilea di Reggio Calabria

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Reggio Calabria,  ottobre 2018

 

“Norma” di Bellini al Cilea di Reggio Calabria

Marily Santoro nel ruolo del titolo affiancata da Davide Ryu il 2 e il 4 novembre

 

 Venerdì 2 novembre 2018, alle 20.30, presso il Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, andrà in scena “Norma” di Vincenzo Bellini del duo Bonajuto-Valtcheva, opera che fa parte della stagione 2018-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, progetto proposto dal Comune di Reggio Calabria, dall’Associazione Culturale Traiectoriae, dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirico Francesco Cilea.

La regia è firmata da Renato Bonajuto mentre a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Cilea di Reggio Calabria, istruito dal M° Bruno Tirotta, ci sarà Viliana Valtcheva, Maestro bulgaro del 1980, considerata dai critici una grande promessa.

Renato Bonajuto, classe 1979, ha iniziato la sua carriera di regista come assistente di Beppe De Tomasi affiancandolo nei più prestigiosi teatri del mondo con i più grandi nomi della lirica. Oggi ha al suo attivo oltre cento regie e quarantacinque titoli debuttati, e dal 2012 ricopre l’incarico di segretario artistico/casting manager del Teatro Coccia di Novara. Per l’allestimento di “Norma” a Reggio Calabria sarà affiancato da Teresa Gargano.

Il cast prevede Marily Santoro, soprano lirico spinto reggino, con una carriera internazionale in grande ascesa, nel ruolo di Norma; Davide Ryu che interpreterà Pollione; Francesca Romana Tiddi sarà Adalgisa; Evgeny Stanimirov vestirà i panni di Oroveso; Stefania Campicelli sarà Clotilde; e Nino Mauceri interpreterà il ruolo di Flavio.

“Sono molto felice ed emozionata perché questa Norma nasce e cresce con le risorse umane e creative di molte persone calabresi e vicine alla Calabria. Mi auguro di tutto cuore che i Reggini che verranno a teatro si possano innamorare di questo personaggio che porto nel cuore e che cercherò di far conoscere al pubblico Reggino. Un grande in bocca al lupo a tutto il cast!”, dichiara il soprano Marily Santoro.

Si segnala, inoltre, che Norma indosserà i gioielli di Gerardo Sacco.

I biglietti di “Norma” sono acquistabili in prevendita al Teatro Cilea e online su botteghinoweb.com, e i costi vanno dai 10 ai 40 euro. Per informazioni, si può chiamare al 3407232410.

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NABUCCO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO VERDI DI PADOVA, VENERDI’ 26 OTTOBRE 2018

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All’insegna del regista Filippo Tonon che cura interamente l’aspetto registico e visivo dello spettacolo, torna il Nabucco di Verdi come primo dei due appuntamenti operistici previsti a Padova entro la fine dell’anno solare. L’opera cara agli italiani patriottici è sempre un ostacolo  non facile da sormontare per i registi che vogliano darne una rappresentazione degna; così si alternano allestimenti visionari senza capo né coda a spettacoli rigorosamente classici o tristemente noiosi che presto vanno a riempire di polvere i depositi dei teatri. Dunque Tonon sceglie una pregevole via di mezzo lasciandosi trasportare dall’istinto e dal suo gusto personale, senza strafare né risultare esageratamente minimal.  E’ infatti un Nabucco elegante e lineare quello ideato dal regista con qualche piccolo effetto scenico ad arricchire ciò che si offre alla vista. Vi è il richiamo al passato ed agli antichi ambienti di una Babilonia sognata dai profeti del passato, con tanto oro, bronzo e colori caldi. Tra geometrie squadrate che richiamano alle forme di un tempio o di un grande palazzo con i suoi portoni di accesso, entrano ed escono i personaggi immersi da un fumo denso ed avvolti da ricchi e particolareggiati costumi, non tutti ad un primo sguardo propriamente tipici dei luoghi narrati. Le luci rileggono ed esaltano i colori della scena, sottolineando i dettagli dei volti e i mutamenti di espressione di chi è in scena.

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