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ANDREA CHENIER, U. GIORDANO – TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 MAGGIO 2019

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Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste siamo arrivati al penultimo titolo in cartellone per questa stagione: Andrea Chénier di Umberto Giordano.

La spending review imposta ai teatri ha fatto molti danni, si sa. Tuttavia ha obbligato i teatri ad aumentare le coproduzioni e ha reso possibile la messa in scena di titoli che spesso non fanno proprio parte del repertorio. Il pubblico triestino in questo caso deve ringraziare la coproduzione con il Teatro Opera SNG di Maribor, che si avvale delle scene gradevoli ed essenziali di William Orlandi, per la possibilità di vedere riproposta l’opera più celebre del compositore foggiano. L'impianto si basa su due pareti con colonne in stile corinzio che ruotando ricreano e circoscrivono gli ambienti dei vari quadri, mentre ai lati la scena è dominata dagli scaffali pieni di libri di qualche immensa biblioteca.

Delude la regista Sarah Schinasi che non riesce a raccontare nulla di nuovo o di particolarmente significativo in questa sua visione di Andrea Chénier, in cui manca il dettaglio e l’approfondimento sui singoli. Sono parse poco riuscite specialmente le scene iniziali - probabilmente anche a causa delle (sparute) masse - che lasciano alquanto confuso lo spettatore.Evitabili le proiezioni durante la scena in cui si racconta del primo incontro fra Maddalena e Gérard. Ben realizzati ma semplici i costumi di Jesus Ruiz.

Non si capisce bene dove Kristian Benedikt metta la voce, che risulta piuttosto adenoidale e sorda, ma in qualche modo capace di sfogare in acuto. Il suo Andrea Chénier è appassionato sulla scena, ma le mancanze sul piano vocale non gli permettono una realizzazione a tutto tondo del poeta francese.

Svetla Vassileva risolve con mestiere la parte di Maddalena: sa stare benissimo in scena e il suo personaggio è ben pensato e sviluppato, sebbene la caratterizzazione risulti leggermente esasperata. Al netto di un registro acuto piuttosto oscillante, la voce è lucente e di quelle che aumentano notevolmente di ampiezza man mano che si sale sul pentagramma. Il fraseggio è attento, vario e mai banale. L’artista ha potuto giocare al meglio le sue carte nella sua grande aria – davvero stupenda l'introduzione del violoncello - e nel duetto finale.

Il canto di Devid Cecconi appare un po’ ruvido e ben si presta alla visione di un Gérard 'villain', ma che il baritono sa rendere anche uomo d’onore capace di grande umanità. Meritati i lunghi applausi a scena aperta tributatigli dal pubblico dopo la sua interpretazione di 'Nemico della patria'.

Davvero ottimo tutto il versante maschile dei comprimari con Francesco Musinu (Roucher), Saverio Pugliese (un Incredibile/l'Abate poeta), Gianni Giuga (Pietro Fléville/Il sanculotto Mathieu), Giuliano Pelizon (Schmidt/Il maestro di casa), Giovanni Palumbo (Fouquier Tinville) e Francesco Paccorini (Dumas). Risultano meno brillanti le parti femminili, seppur nel complesso tutte sufficienti. Premurosa la vecchia Madelon di Isabel De Paoli, sarebbe piaciuto un po’ più di smalto alla Bersi di Albane Carrère e adeguata Anna Evtekhova come Contessa di Coigny.

Fabrizio Maria Carminati è una garanzia in qualunque repertorio e sotto la sua guida l’orchestra triestina non delude mai - benissimo tutte le sezioni - e suona sempre al meglio. Il direttore ha il grande pregio di saper valorizzare le caratteristiche intrinseche di ogni partitura e non lasciarsi tentare dai vecchi e superati sentieri interpretativi. Il palco è sotto controllo e i volumi calibrati in base alle necessità delle singole compagnie. Ama questo filone e si sente.

Positiva ci è parsa la prova del coro preparato da Francesca Tosi.

Buon successo per tutti, con punte di entusiasmo per Cecconi e Carminati.

Andrea Bomben

 

LA     PRODUZIONE

Direttore                                         Fabrizio Maria Carminati

Regia                                               Sarah Schinasi

Scene                                               William Orlandi

Costumi                                          Jesus Ruiz

Maestro del coro                            Francesca Tosi

 

GLI       INTERPRETI

 

Andrea Chénier                           Kristian Benedikt

Maddalena di Coigny                  Svetla Vassileva

Carlo Gérard                               Devid Cecconi

Madelon                                        Isabel De Paoli

La Contessa di Coigny                 Anna Evtekhova

Bersi                                              Albane Carrère

Roucher                                         Francesco Musinu

Un Incredibile/

L'Abate poeta                                Saverio Pugliese

Pietro Fléville/

Il sanculotto                                   Mathieu Gianni Giuga

Schmidt/

Il maestro di casa                           Giuliano Pelizon

Fouquier Tinville                           Giovanni Palumbo

Dumas                                             Francesco Paccorini

Orchestra del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

 

(Foto Teatro Verdi - Trieste)

 

 

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AIDA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, SABATO 18 MAGGIO 2019

AIDA Foto Michele Crosera

Sembra incredibile ma trent’anni ci son voluti affinché una delle opere di Verdi più amate e rappresentate al mondo tornasse sul palcoscenico della Fenice di Venezia. Riproposto negli anni Ottanta del secolo scorso, questo fortunato allestimento di Aida viene dal passato, precisamente dal lontanissimo 1978 quando Mauro Bolognini ideò uno spettacolo imponente che potesse sottolineare la grandezza dell’antico Egitto e del teatro veneziano che ospitava la produzione. Oggi Bepi Morassi rivisita e riporta in scena quanto a suo tempo aveva pensato il regista, per rappresentare il viaggio sentimentale dei protagonisti tra conflitti politici ed amorosi. Con una scena incastonata perfettamente nel palco come una scatola magica, i due livelli progettati da Mario Ceroli sono funzionali senza strafare, riempiono tutto lo spazio a disposizione occupando con gli interpreti anche tutto il proscenio, probabilmente per lasciare che le voci non restino ‘imprigionate’ tra le opulenti pareti. Non c’è tantissimo spazio per l’azione che quindi è piuttosto lineare senza colpi di scena, ma segue il libretto con rispetto ed una certa eleganza, ormai rara per taluni registi di oggi. I costumi storici di Aldo Buti  messi a disposizione dall’Archivio Cerratelli di Pisa sono perfettamente in linea con il periodo e le luci di Fabio Barettin costituiscono uno degli elementi fondamentali dello spettacolo, sottolineando ogni più piccolo dettaglio della narrazione e perfino le espressioni dei protagonisti.

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ORCHESTRA RAI: LA NUOVA STAGIONE DI CONCERTI 2019-2020

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Comunicato stampa

ORCHESTRA RAI: LA NUOVA STAGIONE DI CONCERTI 2019-2020

Grandi bacchette come quelle di Valerij Gergiev, Myung-whun Chung, Daniel Harding, Fabio Luisi e Daniele Gatti si alternano con il Direttore principale James Conlon nei 22 concerti in programma all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmessi su Rai 5 e Radio 3

 

Protagonisti solisti di prestigio, presenti anche nella rassegna Rai NuovaMusica e nel Festival di Primavera dedicato a Ludwig van Beethoven nel 250° anniversario della nascita, celebrato anche da Rudolf Buchbinder che ne presenta tutti i Concerti per pianoforte

Valerij GergievMyung-whun ChungDaniel HardingFa­bio Luisi e Daniele Gatti sono alcuni dei prestigio­si nomi che si alterneranno a quello del Direttore principale James Conlon sul podio dell’Orchestra Sinfo­nica Nazionale della Rai nella Stagione 2019-2020, la terza firmata dal Direttore artistico Ernesto Schiavi. Ventidue con­certi all’Auditorium Rai “Arturo Toscani­ni” di Torino, da ottobre a maggio, tutti in doppia serata con turno rosso alle 20.30 e turno blu alle 20. Rai Cultura li propor­rà con una programmazione dedicata sul suo canale Rai5 e tutti saranno trasmes­si anche su Radio3, oltre che nel circuito Euroradio e in Eurovisione. 

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Ad Enna torna il Concorso Internazionale per Pianisti e Cantanti Lirici “Francesco Paolo Neglia”

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Ad Enna, dopo molti anni dall'ultima edizione, si svolgerà  presso il Teatro Garibaldi dal 17 al 20 luglio prossimi il 

XXXIII Concorso Internazionale per Pianisti e Cantanti Lirici
Francesco Paolo Neglia.

Di seguito il bando in italiano ed a questo link tutte le info necessarie : 

https://www.teatrogaribaldienna.it/concorso-neglia.html

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 10 MAGGIO 2019

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Le favole fanno bene al nostro spirito perché ci permettono di sognare e di vivere per un istante in una dimensione parallela in cui tutto può accadere. Turandot ha maturato un odio verso gli uomini che difficilmente nella vita reale svanirebbe nonostante il valente corteggiatore. Ma ‘al tempo delle favole’ anche la più spietata e senza cuore principessa cede e Cecilia Ligorio concepisce la vicenda come lo schiudersi di uno scrigno che lascia pian piano lo spazio alla luce dei sentimenti più puri, così come il palco si apre alla luminosità ed alla gioia.

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TCBO: LE STAR DEL BELCANTO MARIELLA DEVIA E GREGORY KUNDE PER LA PRIMA VOLTA INSIEME A BOLOGNA

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Comunicato stampa

Sul podio Paolo Arrivabeni

Domenica 12 maggio ore 20.30,

Teatro Auditorium Manzoni

 È una coppia artistica d'eccezione quella che salirà sul palco del Teatro Auditorium Manzoni per un galà lirico dedicato al grande melodramma italiano, nella Stagione Sinfonica del Teatro Comunale, domenica 12 maggio alle 20.30: si tratta di due star internazionali come il soprano Mariella Devia e il tenore americano Gregory Kunde, per la prima volta insieme a Bologna per un recital dedicato alle arie e ai duetti dalle opere di Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagne Umberto Giordano.

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ClassicheFORME 2019: terza edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera_5-7 luglio 2019

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Comunicato stampa
 
ClassicheFORME 2019
   

Protagonisti, insieme alla stessa direttrice artistica, Benedetto Lupo, Vittorio Prato, Simone Rubino,
Simone Lamsma, Sara Ferrández, Ludovica Rana, Anne-Luisa Kramb, Andrea Toselli, Ella van Poucke

Nuova commissione alla compositrice Silvia Colasanti in prima esecuzione assoluta

 

 Appuntamenti speciali in collaborazione con i Conservatori di musica e con le Accademie di perfezionamento
 

«“ClassicheFORME” significa per me proporre esperienze musicali all’insegna della condivisione e dell’interazione, presentando la “musica da camera” in modo dinamico, giovane, accattivante e in sintonia con i nostri tempi». Con queste parole la pluri-premiata pianista ventiseienne Beatrice Rana, tra i più giovani direttori artistici in Italia, descrive il Festival Internazionale di Musica da Camera “ClassicheFORME”, da lei fondato tre anni fa, in programma dal 5 al 7 luglio 2019 a Lecce

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DORILLA IN TEMPE, ANTONIO VIVALDI - TEATRO MAILBRAN DI VENEZIA, GIOVEDI' 2 MAGGIO 2019

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La Dorilla (questo è il nome presente sul manoscritto autografo) di Antonio Vivaldi è un intrigo romantico-pastorale e uno dei maggiori successi riscossi dall’autore durante la sua carriera. L’opera vide la luce per la prima volta il 9 novembre 1726 nel Teatro Sant’Angelo di Venezia, di cui l’abate era impresario assieme al padre.

All’epoca era prassi comune inaugurare la stagione con un cosiddetto pastiche, una sorta di collage di arie preesistenti di altri autori e brani propri. Il tutto però non era lasciato al caso, ma esisteva un modus operandi ben preciso: il compositore del pasticcio doveva pensare a scrivere (o riciclare da altre sue composizioni) la sinfonia, tutti i recitativi e i cori. In seguito doveva selezionare le arie di altri compositori che era intenzionato ad adoperare: solo a questo punto avrebbe integrato il tutto con arie scritte di proprio pugno. Nella prima versione dell’opera erano presenti, oltre ad arie di autori anonimi, arie di Sarro, Hasse e Giacomelli a dimostrare la crescente influenza nel mondo musicale della scuola napoletana.

Questa influenza si fa ben più evidente nella quarta versione dell’opera (1734), l’unica a noi giunta e riproposta dalla Fondazione  Teatro La Fenice al Malibran, in cui infatti sono ben 7 le nuove arie presenti, composte da Vinci Sarro, Leo, Hasse e Giacomelli.

Probabilmente i brani scelti erano delle vere e proprie hit al tempo e, sicuramente pensando al gusto del pubblico e alle necessità di botteghino del suo teatro, la scelta di Vivaldi non fu casuale. Altrettanto famose erano le sue 4 Stagioni e approfittando della consolidata pratica barocca dell’autoimprestito, infila una citazione del tema della  'Primavera' alla fine del terzo movimento della sinfonia e all’inizio della prima scena.

Da qui sembra partire il regista Fabio Ceresa che coglie la palla al balzo e si serve del cambio delle stagioni come metafora del percorso di crescita e maturazione della protagonista e - diciamolo pure - ravvivare una trama, che risulta debole, in particolare nel secondo e terzo atto. Fa quel che si può insomma: i personaggi non hanno un approfondimento psicologico, ma è più che altro una colpa da attribuire al librettista Antonio Maria Lucchini.

Particolarmente bella e riuscita è anche la trovata registica di raffigurare i miti di Dafne, Clizia e Giacinto (amori sfortunati di Nomio-Apollo) e di sciogliere un po’ la tensione dando una caratterizzazione da basso buffo al personaggio di Admeto. Le scene di Massimo Cecchetto si basano su un impianto neoclassico con ampie scalinate, statue e una porta centrale attorno alle quali si sviluppa tutta l’azione, ravvivata dai ballerini della Fattoria Vittadini. Funzionali i luccicanti costumi classical-kitsch di Giuseppe Palella.

Dopo l’Orlando dell’anno scorso, continua così il progetto della sovraintendenza di creare una sezione storicamente informata dell’orchestra stabile con strumenti d’epoca che si possa specializzare nel repertorio barocco, grazie anche agli innesti provenienti da I Barocchisti di Diego Fasolis.

Il direttore svizzero, forte della sua recente incisione dell’opera, conosce bene la partitura e ci gioca a suo piacimento esasperando i contrasti e le dinamiche – si concede anche qualche momento effettistico – pur sempre evitando gli eccessi e optando per una direzione snella e asciutta.

Puntare su un cast quasi interamente composto da giovanissimi è lodevole, ma qui l’età e sopratutto l’esperienza hanno fatto la differenza. Le più convincenti risultano infatti le due veterane del cast Lucia Cirillo, un Elmiro appassionato e molto in linea con lo stile barocco, e Manuela Custer, una Dorilla dalla voce più tornita, ma meno a fuoco nel secondo e terzo atto.

Valeria Girardello fatica a emergere vocalmente, nonostante la sontuosità in scena (che bello però sentire ogni tanto un contralto vero), Rosa Bove è energica e frizzante con la sua vocalità e agilità 'à la Bartoli'. L’Apollo di Véronique Valdès non è divino, soprattutto per quanto riguarda la poca personalità e Michele Patti ha voce possente ma da rifinire.

Una garanzia il Coro preparato da Marino Moretti.

Trionfo da parte del pubblico che affollava il Teatro Malibran.

Andrea Bomben

 

 LA  PRODUZIONE

Concertatore e direttore

Diego Fasolis

Regia

Fabio Ceresa

Scene

Massimo Checchetto

Costumi

Giuseppe Palella

Light designer

Fabio Barettin

Assistente alla regia e coreografo

Mattia Agatiello

Maestro del coro

Claudio Marino Moretti

GLI   INTERPRETI

Dorilla

Manuela Custer

Elmiro

Lucia Cirillo

Nomio (Apollo)

Véronique Valdès

Filindo

Rosa Bove

Eudamia

Valeria Girardello

Admeto

Michele Patti

Pastori, ninfe

Nicoletta Andeliero
Alessandra Giudici
Francesca Poropat
Margherita Sala
Ester Salaro
Alessandra Vavasori

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Continuo

Cembalo
Cembalo e organo
Violoncello
Tiorba e chitarra
Fagotto

Diego Fasolis, 
Andrea Marchiol
Alessandro Zanardi
Fabiano Merlante
Giovanni Battista Graziadio

   

Ballerini:Fattoria Vittadini

Maura Di Vietri,Samuel Moretti,
Francesca Penzo,Manolo Perazzi,Stefano Roveda,
Maria Giulia Serantoni, Loredana Tarnovschi

 FOTO MICHELE CROSERA

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Vicenza - XXVIII Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Il Festival annuncia la XXVIII edizione dal 25 maggio al 16 giugno 2019 nel celebre teatro palladiano.

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COMUNICATO STAMPA

XXVIII Settimane Musicali al Teatro Olimpico

Vicenza, Teatro Olimpico

25 maggio/ 16 giugno 2019

In Cammino

Il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza annuncia la XXVIII edizione dal 25 maggio al 16 giugno 2019 nel celebre teatro palladiano.

La direzione artistica del Festival è affidata alla violinista Sonig Tchakerian, vincitrice di premi internazionali e titolare della classe di violino nell'ambito dei corsi di Alto Perfezionamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma.

Continua il viaggio, iniziato e mai interrotto dalla prima edizione, del Festival delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza. L’incontro a Vicenza, in un luogo, il Teatro Olimpico, denso di energie e misteri, tra straordinari musicisti e un pubblico curioso e appassionato, ci porterà da Venezia verso Buenos Aires, dall'Ararat fino a Parigi, da Vinci nel mondo... “In cammino” tra i popoli, le culture, i sentimenti che raccontano nei secoli la nostra storia, con quell'intimità che solo la grande musica riesce a svelare.

"Le Settimane Musicali, che per prime hanno portato con convinzione in città e in Olimpico l’opera lirica, dopo aver aperto una strada che oggi è percorsa anche da altri, tornano da dove erano partite nel 1992 – dichiara Francesco Rucco, Sindaco di Vicenza - dalla musica da camera, la musica che si fa e che si vive insieme: apprezziamo anche questa scelta, che può contribuire a portare chiarezza in un panorama sempre più affollato. Desidero ringraziare il maestro Giovanni Battista Rigon che ha guidato per tanti anni le Settimane Musicali e Sonig Tchakerian, che le guida ora, violinista eccelsa e donna di cultura a tutto tondo, intellettualmente curiosa, aperta alle culture del mondo. Ed è interessante come il programma, dedicato al "cammino", corra in parallelo ad altre diverse iniziative che in città ci riportano indietro nel tempo, sino al primo viaggio intorno al mondo raccontato dal nostro Antonio Pigafetta”.

Ad aprire il cartellone dei concerti sarà l’evento Mu.Vi – Musica a Vicenza, tradizionale anteprima Festival ideato da Sonig Tchakerian e giunta alla sua quarta edizione. Dall’Odeo del Teatro Olimpico, al loggiato esterno di Palazzo Chiericati, al cortile di Palazzo Trissino, e ancora nel cortile delle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari, domenica 26 maggio dalle ore 11.00 alle ore 18.00, giovani talenti e musicisti straordinari, in cammino tra i magnifici palazzi lungo corsoPalladio, regaleranno al festival e alla città una giornata di suoni ed emozioni da condividere insieme come in una grande famiglia.

Il 31 maggio, ore 21.00 e il 2 giugno, ore 19.30, il viaggio proseguirà attraverso i profumi, i colori e le emozioni de “Le Stagioni nel Mondoin Cammino da Venezia a Buenos Aires”, progetto che unisce le Quattro Stagioni di Vivaldi e le Cuatros Estaciones Porteñas di Piazzolla, queste ultime nella versione per violino e orchestra scritta per Sonig Tchakerian dal grandissimo Luis Bacalov.  Sul palco il violino solista e concertatore di Sonig Tchakerian e l’Orchestra di Padova e del Veneto.

Giovedì 6 giugno, ore 21.00, appuntamento “Dedicato a Leonardo” con laReverdie. Il Bestiario di Leonardo da Vinci, datato 1494, è diviso in capitoletti introdotti da un titolo che talvolta si riferisce all’animale di cui tratta, talvolta a una virtù o a un vizio che l’animale descritto incarna per indole e carattere. Nel testo leonardesco è possibile riscontrare, come è stato messo in evidenza più volte, tutta la vitalità della cultura medievale. È proprio da questa evidenza che nasce l’idea di accostare alcuni animali descritti da Leonardo a madrigali o caccie trecentesche, affollate da un variegato e ricchissimo catalogo di animali che ricalcano gli stessi modelli a cui sembra aver attinto più tardi Leonardo.

Sabato 8 giugno 2019, ore 21.00, l’Effetto Mozart, iniziato qualche anno fa alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico a Vicenza, sarà in cammino con “Mozart in viaggio verso Praga”, riprendendo un celebre romanzo di Eduard Mörike, un idillio settecentesco ricco di malinconia e di grazia. Protagonisti la voce narrante del grandissimo Giancarlo Giannini e due celeberrime Sonate di Mozart per violino e pianoforte, KV 378 e KV 454, interpretate da Sonig Tchakerian e Roberto Prosseda.  Il concerto sarà preceduto da una conversazione con Lorenzo Arruga alle 19.45 in Odeo del Teatro Olimpico.

Mercoledì 12 giugno, ore 21.00, il viaggio prosegue con Sonig Tchakerian e Mario Brunello “In Cammino dall'Ararat a Parigi con una Sonata Monologodell'armeno Kaciaturian per violino solo, la Partita del turco Saygun per violoncello solo, per giungere a Parigi per un magnifico abbraccio musicale e umano con il Duo di Ravel per violino e violoncello. Un mondo di suoni, emozioni, un mondo lontano e vicino, un mondo necessario a tutti. Il concerto sarà preceduto da una conversazione alle 19.45 in Odeo del Teatro Olimpico.

Venerdì 14 giugno dalle ore 15 torna la ‘prova pubblica’ a Palazzo Chiericati con il programma dell’ultimo concerto dedicato ai sestetti.

Il Festival si conclude domenica 16 giugno alle ore 19.30 con un sestetto d’eccezione in cui acclamati musicisti e giovani promesse suoneranno insieme: la violinista Sonig Tchakerian ed il giovane Damiano BarretoAlfredo Zamarra, prima viola dell’orchestra del Gran Teatro La Fenice e Alessandro Acqui, la violoncellista Silvia Chiesa insieme a Ludovica Rana. In programma Souvenir de Florence di Tchaikovsky, omaggio del compositore all'Italia e a Firenze, meta di suoi frequenti soggiorni, e Verklärte Nach di Schoenberg, unico poema sinfonico concepito per la musica da camera, scritto sulla straordinaria poesia di Dehmel tratta dalla raccolta 'Weib und Welt'. Alla musica si unirà la voce dell’attrice Maria Luisa Zaltron. Il musicologo Giovanni Bietti presenterà il concerto alle 18.30 in Odeo del Teatro Olimpico.

Il Festival, riconferma anche quest’anno l’attenzione che ha da sempre avuto verso i giovani talenti. Si confermano i tre tradizionali appuntamenti del Progetto Giovani. Il 2, il 9 ed il 16 giugno, alle 12.00, l’Odeo del Teatro Olimpico, ospiterà i vincitori del Premio Venezia, del Premio Lamberto Brunelli e della borsa di studio ai corsi di Alto Perfezionamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, collaborazione formalizzata lo scorso anno.

Riservato ai pianisti neodiplomati, il Premio Lamberto Brunelli è stato istituito nel 2011 dalle Settimane musicali al Teatro Olimpico e dalla famiglia Brunelli per onorare la memoria dell’Ing. Lamberto Brunelli, imprenditore, musicofilo, socio e sostenitore del festival per molti anni. Le selezioni dei giovani candidati provenienti da tutta Italia avranno luogo sabato 25 maggio 2019 al Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, che dal 2017 coproduce l’evento.

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, si avvalgono della collaborazione dell'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e del patrocinio della Regione del Veneto; sono inoltre sostenute dalla Fondazione Cariverona, dalla Fondazione Giuseppe Roi, da AIM Group, dalla famiglia Marzotto, da Ceccato Automobili, da BDF Digital, da 81 Family Office, da Tomasi Costruzioni, da Banca Mediolanum, da Intesa Private Banking, dalla Maner e dalla famiglia Brunelli.

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico si avvalgono inoltre della collaborazione di prestigiose istituzioni come: l'Accademia Olimpica, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, le Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari, la Fondazione Amici della Fenice,  Musica con le Ali,  Asolo Musica, gli Amici della musica di Padova e il Teatro Comunale Città di Vicenza e il supporto di realtà vicentine come: il Glam Boutique Hotel, il Best Western Aries Hotel, Forma, Burgo Group e Banqueting by Perla.

Media partner: Il Giornale di Vicenza.

Info
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www.settimanemusicali.eu

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Rassegna autunnale "Viaggio in Italia nel tempo e negli stili" - Teatro Filarmonico di Verona, 11 ottobre-31 dicembre 2019

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Rassegna autunnale

VIAGGIO IN ITALIA

nel tempo e negli stili

TEATRO FILARMONICO, 11 ottobre - 31 dicembre 2019

La Fondazione Arena di Verona presenta la rassegna autunnale Viaggio in Italia nel tempo e negli stili che conclude la Stagione Artistica 2018-2019 al Teatro Filarmonico. L’Orchestra, il Coro e i Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme ad Artisti e registi di fama internazionale, daranno vita ad una raffinata programmazione operistica e sinfonica in cartellone dall’11 ottobre al 31 dicembre 2019.

 

Le opere e i concerti proposti all’interno della rassegna intendono attraversare l’Italia in un viaggio musicale nel tempo e negli stili dal Settecento fino all’inizio del Novecento, attraverso un ricco programma che alterna tre concerti sinfonici a tre titoli d’opera (Il Matrimonio segretoL’Elisir d’amore e Madama Butterfly). In chiusura verrà proposto il tradizionale Concerto di Capodanno, appuntamento assai sentito dal pubblico del Teatro per la Notte di San Silvestro.

Aprono la stagione i due concerti sinfonici del mese di ottobre: l’11 e il 12 ottobre viene eseguita la Missa pro defunctis in sol minore per coro e orchestra di Cimarosa, uno dei massimi e conosciuti capolavori sacri del Settecento, che vedràAlessandro Cadario alla guida dei complessi artistici areniani insieme alle voci soliste di Bianca TognocchiLorrie Garcia,Metteo Mezzaro e Alessandro Abis. Il 25 e il 26 ottobre invece viene proposto il concerto Fuoco di gioia diretto da Matteo Valbusa al debutto con Fondazione Arena in un programma articolato su musiche di Rossini, Mascagni, Verdi, Bellini e Boito.

La stagione lirica ha inizio con Il Matrimonio segreto, dramma giocoso di Domenico Cimarosa della fine del Settecento, in cartellone per 4 rappresentazioni dal 27 ottobre al 3 novembre. L’opera è proposta nell’allestimento del Teatro Coccia di Novara con la regia di Marco Castoldiin arte Morgan, le scene di Patrizia Bocconi, i costumi di Giuseppe Magistro e le luci di Paolo  Mazzon, per una narrazione che si articola tra ammiccamenti e manichini in un linguaggio giovane e stuzzicante. Il cast di tale produzione, fresco e vivace, dà forza alla scelta registica a partire dal giovane direttore d’orchestraAlessandro Bonato. Il signor Geronimo, ricco mercante di Bologna, avrà la voce di Salvatore Salvaggio, ed Elisetta, sua figlia maggiore e promessa sposa del Conte Robinson, sarà interpretata da Bianca TognocchiCarolina, figlia minore di Geronimo e sposa segreta di Paolino avrà la voce di Veronica Granatiero, mentre l’amato Paolino sarà Matteo Mezzaro. Nel ruolo della ricca vedova Fidalma vedremo il mezzosoprano Monica Bacelli, raffinata artista dalla brillante carriera, ed infine il Conte Robinson sarà il giovane basso Alessandro Abis.

Recite: domenica 27 ottobre ore 15.30, martedì 29 ottobre ore 19.00, giovedì 31 ottobre ore 20.00, domenica 3 novembre ore 15.30.

Il mese di novembre è uno sguardo sulla ricca produzione dell’Ottocento e ha inizio con il secondo titolo operistico della rassegna, L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena per 4 recite dal 17 al 24 novembre nell’edizione del Maggio Musicale Fiorentino. La regia è affidata a Pier Francesco Maestrini, le scene sono di Guillermo Nova, i costumi di Luca Dall’Alpi e le luci di Paolo Mazzon in un allestimento che sottolinea sapientemente gli spunti comici dell’opera trasformando la vicenda in una storia americana anni ’70. Sul podio del Teatro Filarmonico torna Ola Rudner che dirigerà il cast composto dalla bella Laura Giordano nei panni della capricciosa protagonista Adina, accanto all’innamorato Nemorino di Airam Hernández, mentre Qianming Dou darà voce al sergente Belcore. Lo scaltro Dottor Dulcamara sarà interpretato daSalvatore Salvaggio ed Elisabetta Zizzo, infine, sarà Giannetta.

Recite: domenica 17 novembre ore 15.30, martedì 19 novembre ore 19.00, giovedì 21 novembre ore 20.00, domenica 24 novembre ore 15.30.

Il 29 e 30 novembre è la volta di un Concerto sinfonico su musiche di Paganini, Cherubini e Rossini, in un programma diretto da Michelangelo Mazza all’insegna del virtuosismo ottocentesco che vedrà il gradito ritorno al Teatro Filarmonico del violinista Giovanni Andrea Zanon, giovane interprete di fama internazionale.

L’offerta artistica prosegue il viaggio simbolico giungendo all’inizio del Novecento con Madama Butterfly di Giacomo Puccini, proposta per 4 serate dal 15 al 22 dicembre. Il titolo del compositore lucchese andrà in scena in un nuovo allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con  lo Hrvatsko Narodno Kazalište (Teatro Nazionale croato di Zagabria) per la regia diAndrea Cigni, le scene di Dario Gessati, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Paolo Mazzon.

Diretti da Francesco OmmassiniYasko Sato (15, 19, 22/12) Daria Masiero (17/12)  si alterneranno nel ruolo principale di Cio-Cio-San, mentre Valentyn Ditiuk (15, 17/12) e Raffaele Abete (19, 22/12) interpreteranno F. B. PinkertonManuela Custer vestirà i panni della serva Suzuki, mentre Mario Cassi (15, 22/12) e Gianfranco Montresor (17, 19/12) si avvicenderanno nel console SharplessKate Pinkerton sarà interpretata da Lorrie GarciaGoro da Marcello NardisIl Principe Yamadori da Nicolò Rigano (15, 22/12) e Salvatore Schiano Di Cola (17, 19/12) e Lo zio Bonzo sarà Cristian Saitta. Completano il cast Il Commissario imperiale di Nicolò Riganol’Ufficiale del registro di Maurizio PantòLa Madre di Cio-Cio-San di Sonia Bianchetti (15, 22/12) in alternanza a Emanuela Simonetto (17, 19/12) ed infine La Cugina di Cio-Cio-San di Emanuela Schenale.

Recite: domenica 15 dicembre ore 15.30, martedì 17 dicembre ore 19.00, giovedì 19 dicembre ore 20.00, domenica 22 dicembre ore 15.30.

A conclusione della rassegna, Fondazione Arena saluterà nella notte di San Silvestro l’inizio del 2020 con un grandeConcerto di Capodanno (fuori abbonamento), per brindare insieme al suo pubblico sulle note di Puccini, Verdi, Boito e Mascagni. Sul podio vedremo nuovamente Francesco Ommassini impegnato a dirigere i complessi areniani e i solisti Daria MasieroRaffaele Abete e Gianfranco Montresor.

Gli abbonamenti con diritto di prelazione (conferme abbonati Stagione 2018-2019) per le 3 opere liriche e per i 3 concerti della rassegna sono già in vendita da lunedì 29 aprile e proseguiranno fino a sabato 11 maggio, mentre i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire da martedì 14 maggio fino ad esaurimento della disponibilità. I prezzi degli abbonamenti, in base al settore prescelto, vanno da € 21,50 a € 115,00 per la Stagione Lirica e da € 18,00 a € 46,00 per la Stagione Sinfonica. I prezzi dei biglietti della Stagione Lirica sono compresi tra € 9,50 e € 51,00, mentre quelli della Stagione Sinfonica variano da € 8,00 a € 20,50. I biglietti del Concerto di Capodanno (fuori abbonamento) sono già in vendita dal 29 aprile con prezzo da € 30,00 a € 50,00.

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Si ringraziano per il sostegno all’offerta culturale di Fondazione Arena gli Sponsor Ufficiali della Stagione Artistica 2018-2019 al Teatro Filarmonico; Banco BPM - Banca Popolare di Verona che conferma il suo importante sostegno all’attività invernale della nostra Fondazione per il decimo anno consecutivo – e il nuovo sponsor gruppo METINVEST, multinazionale del settore minerario e dell’acciaio, che, attraverso la sua controllata Ferriera Valsider, quest’anno ha scelto di essere al fianco di Fondazione Arena per la programmazione artistica del Teatro Filarmonico.

 

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PRESENTATA LA MERAVIGLIOSA STAGIONE 2019/2020 DELL' ACCADEMIA DI SANTA CECILIA -ROMA

COMUNICATO STAMPA

UNA STAGIONE FANTASTICA

 

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Attesi debutti, esclusive anteprime e importanti ritorni: si inaugura il 10 ottobre la Stagione 19/20 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la Grande messe des morts, un omaggio a Berlioz a 150 anni dalla sua scomparsa

Un'opera di rarissima esecuzione nella storia dell’Accademia, dalla potenza impressionante per lo straordinario organico impiegato e momenti di poeticità a tratti inaspettata, l di Berlioz, composta nel 1838 con libretto in latino, è un Requiem monumentale che eseguirà, in occasione dell’apertura della Stagione concertistica 2019/2020, con insieme al  guidato da e la star della lirica internazionale , al suo debutto a Santa Cecilia. Una stagione - la quindicesima sotto la direzione musicale di Antonio Pappano - che prevede ventotto concerti sinfonici, quattordici da camera e quattro tournée europee e italiane per 270 giorni di musica tutta da ascoltare e anche da scoprire.

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ORCHESTRA RAI: LUCI E OMBRE DEL ROMANTICISMO CON HELMCHEN E ALBRECHT

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COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 8 maggio all’Auditorium Rai di Torino

Replica giovedì 9 maggio a Torino e in diretta su Radio3

Il New York Times lo ha definito un pianista «dal portamento nobile e dal suono sublime, capace di modellare linee musicali eleganti e pulite come quelle di un tempio greco». È Martin Helmchen, protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma mercoledì 8 maggio alle 20 (turno blu) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con replica giovedì 9 maggio alle 20.30 (turno rosso) anche in diretta su Radio3. Vincitore del Concorso “Clara Haskil” nel 2001 e del “Credit Suisse Young Artist Award” nel 2006, ha conquistato un posto di primo piano sulla scena internazionale collaborando con orchestre quali i Wiener Philharmoniker, la London Philharmonic Orchestra e la New York Philharmonic e direttori come Valery Gergiev, Andris Nelsons e Manfred Honeck. Dal 2010 è professore associato di musica da camera presso l’Accademia di Kronberg. Per il suo debutto con l’Orchestra Rai, interpreta il Concerto n. 1 in sol minore per pianoforte e orchestra op. 25, scritto da Felix Mendelssohn Bartholdy nel 1831 al ritorno dal suo soggiorno in Italia. Dedicata a una giovane pianista di Monaco di Baviera e allieva del musicista, Delphine von Schauroth, la pagina sfoggia una luminosità e una gioia di vivere totalmente estranee alle inflessioni più oscure del Romanticismo tedesco.

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CLAUDIO MONTEVERDI, ORFEO ‘NEL METRO’ – TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA PER IL MONTEVERDI FESTIVAL, SABATO 4 MAGGIO 2019

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Il titolo di questo spettacolo offerto dal Ponchielli di Cremona fa già presagire che l’Orfeo proposto per il Festival Monteverdi di quest’anno si discosta notevolmente dall’immagine fatata ed eterea che nel nostro immaginario associamo da sempre alla favola dello sfortunato amante e poeta. Il protagonista è molto vicino a noi e lo sono tutti coloro che ruotano attorno al suo viaggio nella vita e nell’aldilà. È proprio dall’idea del viaggio che il regista Luigi De Angelis è partito per ambientare la vicenda fantastica in una attualissima metropolitana, che entra ed esce dai suoi tunnel così come la vita di Orfeo sembra entrare nel tunnel della morte, uscirne carico di speranza nel riavere la sua amata, e ripiombare nell’oscurità perdendola di nuovo. Ma è anche un viaggio verso la ricerca di sé, verso una propria identità, così come è la vita per tanti giovani di oggi forse un po’ smarriti dalle incertezze della quotidianità. Il moderno Orfeo trova conforto tra le braccia di Apollo, ma qui non significa ascendere necessariamente al cielo, può essere un amico, un saggio consigliere, una persona cui appoggiarsi e con cui crescere. Ecco dunque che tutto viene spostato anche fisicamente in uno spazio decisamente concreto in cui anche il pubblico è chiamato a partecipare.

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Arrivano "La cambiale di matrimonio" di Rossini e "Il campanello" di Donizetti al Teatro Lirico di Cagliari

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comunicato stampa

Comicità, leggerezza e brio in La cambiale di matrimonio di Rossini e Il campanello di Donizetti al Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 3 maggio alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il terzo appuntamento con l’opera: si tratta di un insolito dittico musicale: La cambiale di matrimonio, farsa comica in un atto su libretto di Gaetano Rossi, tratto dalla commedia Il matrimonio per lettera di cambio di Camillo Federici, e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), assente dalle scene cagliaritane dal 1990, e Il campanello, farsa in un atto su libretto di Gaetano Donizetti, tratto dal vaudeville La sonnette de nuit di Léon Lévy Brunswick, Mathieu Barthélemy Troin e Victor Lhérie, e musica dello stesso Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848), assente invece dal 1956.

I due nuovi allestimenti del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Rossini Opera Festival di Pesaro (per quanto riguarda La cambiale di matrimonio), sono curati per la regia, da Francesco Calcagnini, tra i più stimati ed importanti scenografi contemporanei che ritorna a Cagliari dopo un “suo” Barbiere di Siviglia del maggio 1999, e Davide Riboli; l’ideazione, la progettazione, gli elementi scenici, i video e i costumi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, con la collaborazione ai costumi di Paola Mariani; le luci di Emiliano Pascucci.

Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Alvise Casellati, direttore d’orchestra padovano, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera e festival nazionali, al suo debutto a Cagliari. Il maestro del coro è Donato Sivo, mentre il maestro al cembalo è Giancarlo Salaris.

Protagonisti delle due opere sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano sia nelle recite che nei titoli quali: Vincenzo Taormina (3-5-8-10-12)/Nicolò Donini (4-7-9-11) (Tobia Mill); Claudia Muschio (3-5-8-10-12)/Federica Sardella (4-7-9-11) (Fanny); Filippo Adami (3-5-8-10-12)/Matteo Mezzaro (4-7-9-11) (Edoardo Milfort); Pier Luigi Dilengite (Slook); Nicola Ebau (Norton); Martina Serra (Clarina) per La cambiale di matrimonio e Vincenzo Taormina (3-5-8-10-12)/Nicolò Donini (4-7-9-11) (Don Annibale Pistacchio); Luca Micheletti (3-5-8-10-12)/Andrea Vincenzo Bonsignore (4-7-9-11) (Enrico); Claudia Muschio (3-5-8-10-12)/Federica Sardella (4-7-9-11) (Serafina); Martina Serra (Madama Rosa); Matteo Falcier (Spiridione) per Il campanello.

La cambiale di matrimonio, composta da Rossini appena diciottenne e rappresentata, per la prima volta, al Teatro San Moisè di Venezia il 3 novembre 1810, è una farsa in un atto che viene scritta in pochissimi giorni e, nonostante ciò, possiede già tutte le caratteristiche musicali e stilistiche del Rossini più maturo. La trama, semplice e godibilissima, dà adito a una serie di gag e scenette che fanno dell’opera un piccolo capolavoro.

Il campanello (Napoli, Teatro Nuovo, 1 giugno 1836) è anch’essa una farsa in un atto, su libretto e musica di Donizetti che la compone quando è già all’apice della carriera e subito dopo il successo di Lucia di Lammermoor. Riscuote subito un successo incondizionato ed è una delle prove più riuscite del Donizetti buffo, anche grazie alla trama che ambienta l’azione in una Napoli chiassosa, vivace e coinvolgente.

Le due opere, della durata complessiva di 2 ore e 35 minuti circa compreso un intervallo, vengono rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

La cambiale di matrimonio e Il campanello vengono replicate: sabato 4 maggio alle 19 (turno G); domenica 5 maggio alle 17 (turno D); martedì 7 maggio alle 20.30 (turno F); mercoledì 8 maggio alle 20.30 (turno B); giovedì 9 maggio alle 19 (turno L); venerdì 10 maggio alle 20.30 (turno C); sabato 11 maggio alle 17 (turno I); domenica 12 maggio alle 17 (turno E).

Le recite per scuole, giovani e famiglie che prevedono l’esecuzione in forma ridotta di entrambe le opera, della durata ciascuna di 75 minuti circa, sono: martedì 7 e venerdì 10 maggio alle 11, martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio alle 19 (La cambiale di matrimonio) e martedì 14, mercoledì 15, giovedì 16 e venerdì 17 maggio alle 11 (Il campanello).

Tutte le rappresentazioni dell’opera Il campanello rientrano nel Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”. Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale” che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna.

Da sottolineare la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Cagliari, 29 aprile 2019

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ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA - DANIELE GATTI DIRIGE BRAHMS

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Stagione Sinfonica

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 3 maggio ore 20.30 – sabato 4 ore 18 – domenica 5 maggio ore 18

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DANIELE GATTI - YEFIM BRONFMAN

SINFONIA n. 2 e CONCERTO PER PIANOFORTE n.2

 

Daniele Gatti e Yefim Bronfman tornano, per la seconda volta ospiti della Stagione sinfonica di Santa Cecilia, per confrontarsi questa volta con il genio di Brahms. Il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma e il pianista statunitense, entrambi grandi interpreti del compositore tedesco, venerdì 3 maggio ore 20.30 (repliche sabato 4 ore 18 e domenica 5 maggio ore 18, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) saranno impegnati insieme all’ Orchestra dell’Accademia Nazione di Santa Cecilia nell’esecuzione del Concerto per pianoforte n.2 e della Sinfonia n.2.

Il rapporto che unisce Gatti e Bronfman a Brahms e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia risale a diverso tempo fa. Daniele Gatti - allora Direttore musicale dell’Accademia - nel 1997 proprio a Santa Cecilia è stato protagonista del Festival Brahms, ciclo organizzato  per celebrare i cento anni dalla scomparsa del compositore tedesco. Bronfman a sua volta, ha esordito su questo palco nel 1988 proprio con tre Sonate di Brahms. Il programma odierno prevede il Concerto per pianoforte n. 2, considerato per la sua complessità tecnica uno dei concerti di più difficile esecuzione accanto al Secondo Concerto di Prokof'ev e al Terzo Concerto di Rachmaninov. Fu lo stesso Brahms, pianista eccellente, a eseguirlo durante la prima a Budapest il 9 novembre 1881 sotto la direzione di Sandor Erkel.

La Seconda Sinfonia, composta quasi di getto nell’estate del 1877, nell’amata Carinzia, è "una piccola sinfonia gaia e innocente" - che contrapposta alla solennità della Prima Sinfonia la rende incarnazione della tenerezza – non priva di zone d’ombra che riflettono la personalità schiva e in fondo malinconica di Brahms. Al collega compositore e direttore Vinzenz Lachner, che gli contestava la presenza del rullo di timpani e i cupi accordi dei tromboni come elemento di disturbo nella disarmante atmosfera bucolica dell’Allegro iniziale, Brahms ricordò che la malinconia è sempre in agguato e che “non vi è serenità senza ombre”.

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 3 maggio ore 20.30 – sabato 4 ore 18 – domenica 5 ore 18

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Daniele Gattidirettore

Yefim Bronfman pianoforte

Brahms Concerto per pianoforte n. 2

Brahms Sinfonia n. 2

  

Biglietti da 19 a 52 Euro

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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CONCETTO ARMONICO / VICENZA IN LIRICA > Concorso internazionale Tullio Serafin: iscrizioni entro il 23 maggio

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Iscrizioni aperte fino al 23 maggio. Le selezioni in programma al Teatro Comunale “Tullio Serafin” di Cavarzere (Venezia) dal 5 all’8 giugno

 

Concorso lirico internazionale “Tullio Serafin”:

una sezione dedicata ai ruoli de “L’elisir d’amore”

ed un’altra alle “Giovani Voci”.

Il soprano Barbara Frittoli presidente di una giuria

composta da rappresentanti di grandi teatri italiani

 

Sono aperte fino al 23 maggio le iscrizioni al Concorso Lirico Internazionale “Tullio Serafin”, grazie al quale verranno scelti i protagonisti dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, attesa venerdì 13 e sabato 14 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ambito della settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, organizzato da Concetto Armonico dal 31 agosto al 15 settembre, con la direzione artistica di Andrea Castello. Altre due rappresentazioni dell’opera saranno in cartellone al Teatro Comunale di Thiene (Vicenza) sabato 12 e domenica 13 ottobre, grazie alla collaborazione nata tra il festival vicentino, il Laboratorio corale dell’Istituto Musicale Veneto e il progetto Crescere in Musica del Liceo Corradini, con il fondamentale supporto del Comune di Thiene. 

I candidati - di qualsiasi nazionalità, età massima 36 anni - saranno selezionati dal 5 all’8 giugno al Teatro Comunale Tullio Serafin di Cavarzere attraverso una prova articolata in tre fasi (eliminatoria e semifinale a porte chiuse, finale aperta al pubblico) di fronte ad una giuria composta da nomi di spicco della lirica: il soprano Barbara Frittoli (presidente); Gianni Tangucci, coordinatore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino; Claudio Sartorato, direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo; un rappresentate artistico del Teatro Carlo Felice di Genova; dalla semifinale la giuria comprenderà anche Toni Gradsack, casting manager del Teatro alla Scala, e Barbara Andreini, segretario artistico della Fondazione Renata Tebaldi; alla finale si aggiungeranno Renzo Banzato, direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro Tullio Serafin di Cavarzere, e lo stesso Andrea Castello, direttore artistico di Vicenza in Lirica e presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin.

Viste le numerose richieste già pervenute, la direzione artistica ha deciso di dare all’evento un respiro ancora più ampio: «D’intesa con il presidente della giuria Barbara Frittoli - spiega Andrea Castello - e spinti dall’attenzione speciale che da sempre riserviamo ai giovani artisti, abbiamo infatti deciso di istituire altri premi per coloro che vogliano presentarsi con il proprio repertorio, al di fuori dell’opera in cartellone. Siamo convinti - continua Castello – che il Concorso debba essere una grande opportunità: un’autentica vetrina per il maggior numero possibile di cantanti emergenti, ai quali vogliamo offrire la possibilità di farsi ascoltare da una giuria di altissimo livello, composta da personalità della musica che operano nei teatri e nelle istituzioni più grandi del mondo. Era questo anche lo spirito del Maestro Serafin: sempre molto attento alle nuove voci, tanto da perfezionarle personalmente per una carriera duratura nel tempo.».

Ai vincitori di questa sezione speciale intitolata “Premio Giovani Voci Tullio Serafin” andranno un primo premio assoluto di ottocento euro ed un secondo premio di cinquecento euro. Potrannno, inoltre, essere premiati con il premio in denaro del pubblico, oltre ad essere scelti per un concerto della Fondazione Renata Tebaldi a San Marino.  

I vincitori della sezione dedicata all’opera “L’elisir d’amore”, invece, parteciperanno all’Opera Studio che si terrà a Vicenza dall’1 al 12 settembre in vista delle rappresentazioni all’Olimpico e al Comunale di Thiene. Tra i docenti dell’Opera Studio, oltre al regista dell’allestimento e al direttore d’orchestra Sergio Gasparella, vi sarà anche il soprano Barbara Frittoli.

Il Concorso è organizzato dall’associazione culturale Concetto Armonico in collaborazione con l’associazione Archivio storico Tullio Serafin. Si svolge inoltre con il patrocinio della Regione del Veneto e con il patrocinio e sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere.

Il bando e tutte le informazioni sono disponibili su www.concorsoliricotullioserafin.it

(Barbara Frittoli e il Direttore Artistico Andrea Castello)

 

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Al via l¹edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigo, dal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

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Al via l’edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigodal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

L’ottava edizione di Musikè, rassegna itinerante di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, propone una serie coordinata di appuntamenti nei teatri, nelle sale da concerto e nelle chiese dei due capoluoghi e delle due province.

Dodici spettacoli improntati al dialogo tra le arti: attrici e attori del calibro di Anna FogliettaFederico BuffaAntonella QuestaElsa Bossi; compagnie come l’Accademia Arte della Diversità del Teatro La Ribalta di Bolzano; il teatro comico musicale della Banda Osiris con il professor Telmo Pievani; concerti diprestigiose compagini come la Filarmonica Arturo Toscanini, i Wiener Sängerknaben e l’ensemble Trombone Unit Hannover. In particolare, in questa ottava edizione della rassegna saranno ben tre gli appuntamenti con la danza, che affiancheranno a una compagnia giovanile italiana, l’Eko Dance Project di Pompea Santoro, la compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra e, in chiusura, un vero e proprio kolossalLes nuits barbares ou les premiers matins du monde della compagnia franco-algerina di Hervé Koubi.

Sarà Anna Foglietta, attrice tra le più note e amate dal grande pubblico, la protagonista dello spettacolo inaugurale dell’edizione 2019 di MusikèSabato 4 maggio alle 21.00, nella splendida cornice della Sala dei Giganti al Liviano, l’attrice, accompagnata dal violoncellista Francesco Mariozzi, porterà in scena Una guerra. Storie dal Decamerone, testo attualissimo di Michele Santeramo che allude alla tragedia dei migranti e dei barconi attraverso una novella del Boccaccio. Una madre, per salvare i suoi figli dalla guerra del suo Paese, decide di fare il viaggio che in molti fanno, arrivando al Mediterraneo. In mare dovrà prendere una decisione che le segnerà la vita. Una storia del Decamerone sarà la guarigione, per ricordarci che le novelle di Boccaccio hanno una funzione salvifica: nascono come via di fuga dalla peste, cioè da una tragedia collettiva, e qui diventano lo specchio in cui guardarci, per guarire dai nostri dubbi e, forse, dalle nostre ipocrisie.

Dopo aver ospitato più volte orchestre sinfoniche giovanili, Musikè quest’anno ospiterà la Filarmonica Arturo Toscanini, nata a Parma nel 2002, punta di diamante della produzione musicale della Fondazione Arturo Toscanini. Domenica 19 maggio alle ore 18.00 al Teatro Verdi di Padova l’orchestra sinfonica di 87 musicisti, con il suo direttore principale Alpesh Chauhan, presenterà un programma di musica “a passo di danza”, ispirata dal teatro: il teatro povero e popolare della maschera di Petruška e il teatro shakespeariano di Romeo e Giulietta. Stravinskij Prokofiev ne hanno tratto due balletti che sono tra i capolavori assoluti del Novecento musicale.

Il teatro comico musicale, che è stato uno dei motivi caratterizzanti delle prime edizioni di Musikè, torna lunedì 27 maggio alle 21.00 al Teatro Aldo Rossi di Borgoricco (PD) con AquaDue0, spettacolo della Banda Osiris con Telmo Pievani, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Lo spettacolo tratta in chiave brillante un tema indispensabile e urgente, quello dell’acqua come risorsa vitale del pianeta Terra. Cinque scienziati si interrogano in un laboratorio, con il tavolo degli esperimenti, una lavagna gigante e tante bocce d’acqua che riescono perfino a suonare Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, tra citazioni a pioggia (in senso figurato e in senso proprio) che vanno da D’Annunzio a Jovanotti, dalla Barcarola di Offenbach a una versione di Smoke on the Water per quartetto di fiati, mentre un improbabile documentario in stile anni Sessanta racconta la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali.

Venerdì 31 maggio alle 21.00 il Teatro Balzan di Badia Polesine (RO), dopo aver ospitato con successo gli spettacoli teatrali e musicali delle scorse edizioni di Musikè, vedrà per la prima volta sul proprio palco la danza contemporanea della compagnia Eko Dance Project di Pompea Santoro, grazie alla concessione delle coreografie di Mats Ek, maestro famoso in tutto il mondo per le sue rivisitazioni dei grandi classici del balletto. Lo spettacolo s’intitola La Bella… Gisellee si compone degli estratti di due capolavori del coreografo svedese: La Bella Addormentata e Giselle. Nella rilettura di Ek la Bella Addormentata diventa un’adolescente in contrasto con i genitori, che scivola nella droga. Nella seconda parte dello spettacolo l’ambientazione cambia rispetto alla versione originale ottocentesca del balletto Giselle, perché Giselle non muore di crepacuore, ma impazzisce; e invece di trovarci in una radura illuminata dalla luna, ci troviamo catapultati all’interno di un manicomio, dove Giselle trova donne che come lei sono ferite, violate, spezzate. Al termine dello spettacolo è previsto un incontro informale tra la compagnia e il pubblico, in modo che i giovani artisti possano spiegare le ragioni del loro lavoro.

Vicende sportive che diventano un affresco storico, poetico, musicale. Questo è Il rigore che non c’era, spettacolo di teatro e musica di Federico Buffa in programma mercoledì 9 ottobre alle 21.00 al Teatro Ballarin di Lendinara (RO). Dopo la consueta pausa estiva, la ripresa della rassegna è affidata a questo caleidoscopio di storie intrecciate tra loro e contrappuntate dalla musica, che sottolinea e impreziosisce le parole. Un angelo custode, interpretato da Jvonne Giò; uno strampalato attore, interpretato da Marco Caronna; e un pianista, Alessandro Nidi: sono i tre compagni di viaggio che porteranno Federico Buffa a scoprire che quella volta, quel rigore, ha cambiato la storia di tutti.

L’ottetto di tromboni dell’ensemble Trombone Unit Hannover proporrà, domenica 13 ottobre alle 21.00 al Tempio della Beata Vergine del Soccorso (La Rotonda) a Rovigo, una rilettura originale e potente dei Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, a continuare idealmente un discorso che Musikè ha iniziato nel 2017 con Mikhail Rudy (pianoforte e videoproiezioni, su quella stessa musica). Il confronto prosegue, all’interno della rassegna di quest’anno, con la suite dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, eseguita dalla Filarmonica Toscanini e ripresa qui in una versione affidata interamente ai tromboni. Completa il programma un particolarissimo arrangiamento della celebre Musica per i reali fuochi d’artificio di Händel.

Con Infanzia felice. Una fiaba per adulti, in programma venerdì 25 ottobre alle 21.00 al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra (PD), l’attrice Antonella Questaprosegue la sua ricerca sulla natura delle relazioni umane, scegliendo come tema l’educazione dei bambini e partendo da Pedagogia nera, una raccolta di saggi e manuali pubblicati tra la fine del Seicento e i primi anni del secolo scorso. Un viaggio appassionato e divertente all’interno della famiglia e della scuola di oggi, per capire dove affondi le radici quella rabbia che si insinua tra genitori e insegnanti e che troppo spesso spinge bambini e ragazzi verso il bullismo.

Giovedì 31 ottobre alle 21.00 il Piccolo Teatro Don Bosco di Padova ospiterà Ali di Antonio ViganòGian Luigi Gherzi e Remo Rostagno, portato in scena dall’Accademia Arte della Diversità. La compagnia, nata in seno al Teatro La Ribalta di Bolzano, è costituita in maggioranza da attori e attrici in situazione di disagio psichico, che da cinque anni fanno teatro in forma professionale. Ali è il racconto dell’incontro tra un giovane uomo qualunque, disilluso e pessimista, e un individuo con due ferite rosse sulle spalle, un angelo sceso dal cielo attraverso un palo della luce, che ha voglia di soffrire e di amare come fanno tutti gli esseri umani. Scoprendo ricordi sepolti sotto mucchi di sassi, l’angelo mette a nudo la vita del giovane uomo, i suoi dolori, le sue gioie: un gioco crudele e poetico in cui l’uomo scopre la propria storia unica e irripetibile, mentre l’angelo sarà chiamato a scegliere se essere tutto e niente oppure assumere un’identità precisa, terrena, rinunciando alla dimensione divina.

La condizione femminile indagata non solo con le parole e le tragedie di oggi, ma anche con le parole e le tragedie di ieri. Venerdì 8 novembre alle 21.00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) l’attrice Elsa Bossi, con le musiche originali di Alberto Braida al pianoforte, darà voce ai racconti di Ada Negri, svelando il lato passionale di una scrittrice comunemente nota solo per le sue poesie da libro di scuola. Lo spettacolo Ada. La solitaria propone al pubblicouna prosa per molti aspetti coraggiosa e scomoda, che parla di aborto, di violenza di genere, di prostituzione, di gelosia, di sogni spezzati, mostrando un’autrice – e una donna – attenta ai temi sociali del suo tempo molto più di quanto si immagini.

Come da tradizione consolidata di Musikè, sarà dedicato alla danza lo spettacolo al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), che venerdì 15 novembre alle 21.00 vedrà accendere i riflettori sul nuovo lavoro della compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra, già ospite di Musikè come solista nel 2013. Lo spettacolo, vincitore del Premio “Freedom of Expression” di Amnesty International, ha un titolo che prende spunto da un hashtag tra i più usati nei social, #JeSuis, per cercare di cambiarne il senso: da proiezione individuale ed egoistica, sfruttata per mettersi in luce anche nei momenti più drammatici, a reale condivisione delle vicende di una parte più sfortunata dell’umanità. In #JeSuis la lente è focalizzata su un gruppo di danzatori la cui storia è quella dei “vicini indesiderati”: nato da alcuni workshop che Odedra ha tenuto a Istanbul dal 2012, e in particolare da un periodo trascorso con i danzatori nel 2016 sia in Inghilterra che in Turchia, lo spettacolo esplora temi come la disinformazione, la crescita della xenofobia in Occidente, la soppressione della libertà, la disperazione delle persone che sono fuggite dalla Siria nel 2015.

Dopo il Tölzer Knabenchor, il coro di voci bianche di Monaco di Baviera che ha inaugurato la scorsa edizione a Rovigo, sabato 23 novembre alle ore 21.00nella Chiesa di S. Maria dei Servi di Padova Musikè ospiterà i Wiener Sängerknaben, il coro di voci bianche di Vienna, internazionalmente noto per le sue partecipazioni al concerto di Capodanno. Il repertorio del coro spazia dal barocco al contemporaneo, dai canti popolari alla musica etnica. Innumerevoli sono i CD, DVD, documentari e film realizzati in questi anni di attività, come pure i direttori d’orchestra e le orchestre con cui il coro ha collaborato e collabora ogni anno. Per Musikè i Wiener Sängerknaben, diretti da Jimmy Chiang, eseguiranno pagine di Couperin, Mozart, Schubert, Britten e canti tradizionali natalizi.

Per l’ultimo appuntamento della rassegna 2019, martedì 26 novembre alle 21.00, il Teatro Sociale di Rovigo vedrà protagonista la compagnia del coreografo francese di origine algerina Hervé Koubi con un vero e proprio kolossal che indaga le origini della cultura mediterranea e la paura ancestrale dello straniero, per rivelare la raffinata potenza delle culture cosiddette «barbare»: Les nuits barbares è uno spettacolo che unisce la suggestione ipnotica della parata da guerra e la precisione di un balletto classico, per mostrare al pubblico la parte più affascinante dell’incontro tra culture e religioni. I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré miscelata con melodie tradizionali algerine. La loro energia evoca un’umanità intera di «barbari»: Persiani, Celti, Goti, Unni, Vandali, apparizioni da tempi remoti e oscuri, emblemi splendidi e terribili di quel crocevia di popoli e culture che chiamiamo Mediterraneo. Questi elementi insieme storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip hop, reinventato in un mix di generi che è insieme sensuale e spirituale.

Ingresso gratuito con prenotazione sul sito www.rassegnamusike.it fino a esaurimento posti

Per informazioni

tel. 345 7154654

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www.rassegnamusike.it

Musikè è una rassegna promossa e organizzata dalla

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

 

Programmazione artistica e coordinamento

Alessandro Zattarin

 

Consulenza

Mario Giovanni Ingrassia

Dario Mannino

Claudio Ronda

 

Comunicazione

Roberto Fioretto

Serdar Cam

 

Progetto grafico

Metropolis ADV

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inaugurazione MONTEVERDI FESTIVAL E ORFEO IN METRO'

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Monteverdi Festival 2019

I Contrasti Creativi sono il filo conduttore del Monteverdi Festival 2019 e l’inaugurazione del Festival di quest’anno, il 2 maggio (ore 21.00 e in replica il 3, 4 maggio), sarà all’insegna di una produzione “Young Barocco” tutta particolare. Un’ opera lirica sui generis, di nuova produzione, un vagone di una immaginaria metropolitana in cui prende vita l’Orfeo nel Metrò con le superbe musiche di Claudio Monteverdi.

La regia è affidata a Luigi De Angelis, mentre la direzione a Hérnan Schvartzman, che guiderà i giovani cantanti e musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

 

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –www.teatroponchielli.it

Biglietti posto unico numerato € 30,00

giovedì 2 maggio, ore 21.00 (in abbonamento) – palcoscenico del Teatro Ponchielli

venerdì 3maggio, ore 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

sabato 4 maggio, ore 15.00 e 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

Orfeo nel metrò

Favola in musica in cinque atti

Libretto di Alessandro Striggio

Musica di Claudio Monteverdi

Ed. Clifford Bartlett

 

Ideazione e rivisitazione drammaturgica a cura di Luigi De Angelis e Hernán Schvartzman

Personaggi ed interpreti

Orfeo Antonio Sapio

Euridice, Eco, Speranza Veronica Villa

Musica, Proserpina, Messaggera Arianna Stornello

Plutone, Caronte Lorenzo Tosi

Pastore II, Apollo Michele Gaddi

Pastore I. Danilo Pastore

Pastore III Stefano Maffioletti

Pastore IV Marco Tomasoni

Ninfa Martha Rook

Spiriti infernali Danilo Pastore, Michele Gaddi, Stefano Maffioletti, Marco Tomasoni, Piero Facci

direttore e clavicembalo

Hernán Schvartzman

regia, scene e luci

Luigi De Angelis

Costumi

Chiara Lagani

Nuovo allestimento

Young Barocco – Stagione d’Opera 2019

 

Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

 

DECORAZIONE DELLE SCENE a cura degli studenti

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Stradivari”

 

Produzione Teatro A. Ponchielli di Cremona

in collaborazione con

Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

La collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano e la realizzazione di un bando rivolto a studenti ed ex studenti di Canto Rinascimentale e Barocco dei conservatori italiani per la selezione di cantanti nell'ambito del progetto L'Orfeo di Claudio Monteverdi.

Il bando ha visto una partecipazione massiccia di giovani artisti, più di 80 provenienti dall’ Italia e dall’estero, tra cui sono stati selezionati 10 giovani, che faranno parte del cast dell'opera L'Orfeo di Claudio Monteverdi, con la regia di Luigi De Angelis e direzione di Hernán Schvartzman, che inaugurerà a maggio il Monteverdi Festival 2019. Anche l’ensemble che accompagnerà i cantanti è costituito da studenti ed ex-studenti della Civica Scuola di Musica. Ed Orfeo nel metrò è uno spettacolo contemporaneo con un altissimo valore formativo: il regista Luigi De Angelis costruisce i suoi spettacoli sugli artisti con cui lavora, plasmando i personaggi dell’opera sui singoli cantanti. Il lavoro drammaturgico e scenico è particolarmente approfondito, vista la prossimità tra artisti e pubblico all’interno di un ideale “vagone” di metrò. Non c’è distinzione tra palcoscenico e platea, ma tutti agiscono nello stesso spazio teatrale.

           

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LA "TRAVIATA" FIRMATA DA ANDREA BERNARD AL COMUNALE DI BOLOGNA

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Comunicato stampa

TCBO: MARIANGELA SICILIA PROTAGONISTA DELLA TRAVIATA

FIRMATA DA ANDREA BERNARD

Sul podio Renato Palumbo

Bologna, Teatro Comunale, dal 28 aprile all'8 maggio 2019

La Prima è proposta in diretta su Radio3 Rai

«In un mondo sempre più individualista è amore vero quello tra Violetta e Alfredo? O è solo una situazione affettiva che egoisticamente sono portati a creare per dimostrare qualcosa a loro stessi e al resto della società in cui vivono?». Da questa domanda parte il regista Andrea Bernard nella sua messinscena della Traviata di Giuseppe Verdi, che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 28 aprile alle ore 20.00 con diretta su Radio3 Rai (repliche 30 aprile; 2, 3, 4, 5, 7 e 8 maggio).

Tra gli oltre settanta presentati, il progetto del team creativo – coprodotto dal Comunale con il Teatro Regio di Parma e andato in scena per la prima volta al Festival Verdi 2017 – è stato insignito per regia, scene (Alberto Beltrame e Andrea Bernard) e costumi (Elena Beccaro) dell’European Opera-directing Prize, il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa. Cura i movimenti coreografici Marta Negrini; lo stesso Bernard e Daniele Naldi firmano le luci. A guidare l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro del TCBO (istruito da Alberto Malazzi) è chiamato Renato Palumbo, Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, che torna al Comunale dopo aver diretto il Rigoletto verdiano del 2016 firmato da Alessio Pizzech.

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GRANDI NOMI PER L'EDIZIONE 2019 DI VICENZA IN LIRICA

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COMUNICATO STAMPA

Un cast di altissimo livello per il concerto di apertura del festival “Vicenza in Lirica” in programma dal 31 agosto al 15 settembre. Protagonisti Rossini, Galuppi, Orlandini e Donizetti

 

Annunciato il cast della “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini

che inaugurerà il 7° Festival “Vicenza in Lirica”:

solisti Frittoli, Mingardo, Costanzo e Giangregorio con la Schola San Rocco

Il Maestro Michele Campanella concertatore e direttore al pianoforte

Sarà un cast di altissimo livello ad aprire al Teatro Olimpico, sabato 31 agosto alle 21, la settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, con l’esecuzione della celebre “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini. L’evento inaugurale della grande manifestazione musicale, che si concluderà il 15 settembre, vedrà infatti esibirsi sul palcoscenico del gioiello palladiano il soprano Barbara Frittoli, il contralto Sara Mingardo, il tenore Vincenzo Costanzo e il basso Davide Giangregorio insieme alla Schola San Rocco diretta dal Maestro Francesco Erle; la preziosa composizione rossiniana sarà diretta e concertata dal Maestro Michele Campanella al primo pianoforte, con Monica Leone al secondo pianoforte e Silvio Celeghin all’harmonium.

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