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JÉRUSALEM, GIUSEPPE VERDI - TEATRO REGIO DI PARMA , FESTIVAL VERDI , VENERDI’ 20 OTTOBRE 2017

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Con la Jérusalem che ha inaugurato il Festival Verdi di quest’anno, il Regio di Parma ha scelto un titolo ‘imponente’ che attira pubblico per rarità di esecuzione e richiede anche una produzione di alto livello per rispettare i crismi del genere Grand Opéra cui appartiene. E di fatti elevatissima è stata la presenza di pubblico internazionale, per lo meno alla recita cui abbiamo assistito, curioso e molto interessato. Il celebre riadattamento francese de I Lombardi alla prima crociata di Verdi non è opera lieve e se non realizzata con intelligenza rischia di risolversi in un carrozzone che avanza su un guado.

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CARMEN DI G.BIZET DEBUTTTA AL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA

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COMUNICATO STAMPA

Stagione d’Opera 2017

Una delle opere più amate dal pubblico debutterà con un allestimento dell’Opéra di Rouen Haute-Normandie al Teatro Ponchielli venerdì 17 novembre ore 20.30 (in replica domenica 19 novembre ore 15.30). L’allestimento di cui il Teatro Ponchielli è capofila per OperaLombardia è diretto da Carlo Goldstein, mentre la regia è affidata a Frédéric Roels.

 

 

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedi al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 55 – galleria € 35 - loggione € 20. on-line su: www.vivaticket.it

 venerdì 17 novembre, ore 20.30 (turno A)

domenica 19 novembre, ore 15.30 (turno B)

Carmen

Opéra -Comique in quattro atti. Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy

dalla novella omonima di ProsperMérimée

Musica di Georges Bizet

Personaggi ed Interpreti

Carmen

Na’ama Goldman

Micaëla

Maria Teresa Leva

Frasquita

Claudia Sasso

Mercédès

Arina Alexeeva

Don José

Luciano Ganci

Escamillo

Zoltan Nagy

Le Dancaire

Davide Fersini

Remendado

Roberto Covatta

Moralès

Daniele Piscopo

Zuniga

Federico Benetti

Lilas Pastia/Guida

Alberto Branca

 

direttore

Carlo Goldstein

regia

Frédéric Roels

scene Bruno de Lavenère

costumiLionel Lesire

luci Laurent Castaingt

coreografie Sergio Simon

 

assistente alla regia NathalieGendrot

direttore di scena Maria Solinas

 

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO OPERALOMBARDIA 

maestro del coro Diego Maccagnola

 

CORO DI VOCI BIANCHE MOUSIKE’- SMIM VIDA DI CREMONA

maestro del coro voci bianche Raul Dominguez

 

Allestimento Opéra de Rouen Haute-Normandie

 

Coproduzione dei Teatri di OperaLombardia

Una delle opere più conosciute ed amate dal pubblico di melomani e non, Carmen, debutterà con un allestimento dell’Opéra di Rouen Haute-Normandie.

In questa messa in scena che ripropone la versione originale di opéra comique, con i dialoghi parlati alternati al canto, si vuole sottolineare la contrapposizione tra un mondo dell’‘ordine’ e del potere (esercitato anche con la violenza) e il mondo del ‘disordine’, ovvero quello dei contrabbandieri, al quale appartiene Carmen: un’opera seducente e cruda allo stesso tempo.

La concertazione musicale è affidata a Carlo Goldstein, direttore italiano che saprà mettere inrisalto le diverse sfumature dell’opera. La regia è a cura del belga Frédéric Roelsche darà una letturacontemporanea della vicenda sottolineando la fragilità e la veemenza caratteriale dei singoli personaggi, senza mai tradire la drammaturgia originaria.

Le altre recite:

Brescia, Teatro Grande, 24 e 26 novembre

Pavia, Teatro Fraschini, 12 e 14 gennaio 2018

Como, Teatro Sociale, 19 e 21 gennaio 2018

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FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA PER IL FESTIVAL VERDI, DOMENICA 15 OTTOBRE 2017

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Per rappresentare un personaggio controcorrente come Sir John Falstaff per il quale è stato detto di tutto e di più, sia perché è protagonista di un capolavoro della storia della musica, sia perché è uno dei personaggi più noti del panorama letterario inglese grazie al genio di Shakespeare, il regista Jacopo Spirei ha fatto quanto di meglio si possa sperare per rendervi giustizia: seguire il libretto. Partendo da ciò che vi si narra, dal testo con tutte le sue sfumature, i personaggi e le loro caratteristiche, ha ideato uno spettacolo fresco, frizzante, in cui ogni personaggio ha un carattere ben definito e può esprimersi in un ambiente dal sapore tradizionale, ma niente affatto antiquato né banale. Il buon vecchio John forse in cuor suo percepisce il ‘pericolo’ burla, ma sta al gioco, è convinto o forse vuole convincersi di avere ancora qualche carta da giocare con le belle del paese, e scoprire di essere stato sonoramente canzonato lo pone forse quasi su di un piano di superiorità, ammettendo la sua colpa (‘ben mi sta’) e considerando di non essere certo l’unico burlato in tutta la vicenda (‘..lo scornato chi è?’).

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TRISTAN UND ISOLDE, RICHARD WAGNER - TEATRO REGIO TORINO, 10 OTTOBRE 2017

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Sul Tristan und Isolde, l'opera che ha più di altre sconvolto la storia della musica a partire da quel suo accordo iniziale che rinvia continuamente la risoluzione delle tensioni e ne caratterizza un'incessante elaborazione, si è scritto, detto e parlato fin troppo.

Premesso che il linguaggio di Wagner in Tristan und isolde, non è compatibile con le forme tradizionali di teatro musicale, la stupefacente novità  del capolavoro  del maestro di Lipsia, risiede in sostanza nell'invenzione di un continuo flusso dell'elaborazione sinfonica che ribalta il tradizionale rapporto tra voce e orchestra, dove la scrittura vocale non è semplicemente accompagnata da un supporto strumentale, ma scaturisce da una identica concezione armonico\contrappuntistica.

Il Tristan und Isolde è quindi principalmente un lavoro di rottura, dove la frattura ne permette una varietà di visioni musicali e registiche, infinite.

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EL CANTOR DEL MEXICO, FRANCIS LOPEZ - TEATRO DE LA ZARZUELA MADRID, SABATO 7 OTTOBRE 2017

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Francis Lopez può venire considerato come il più prolifico compositore di operette in lingua francese dal secondo dopoguerra fino alla sua morte avvenuta nel 1995 e il tenore Luis Mariano, per il quale scriverà i suoi maggiori successi,  il suo miglior interprete principale.

Ed è appunto con la composizione di Le chanteur de Mexico nel 1951 che la fama di entrambi  assume rilevanza europea grazie anche ad un film omonimo, girato nel 1956, che li consacrerà definitivamente come star indiscusse del genere.

Un genere di spettacolo fatto di melodie orecchiabili, ambientazioni esotiche, lieto fine obbligatorio e trama non eccessivamente complicata, il tutto condito da un corpo di ballo in gran spolvero con ballerine più “svestite” del solito, costumi e scenografie sgargianti e da una facilità di ascolto che rapiva un pubblico uscito da poco dagli orrori di una guerra cruenta, desideroso di dimenticare in fretta e riprendersi una vita serena.

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TORNA LA STAGIONE LIRICA A PADOVA

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La Stagione Lirica di Padova 2017 ritorna in ottobre al Teatro Verdi di Padova con Il Trovatore di Giuseppe Verdi in un nuovo allestimento dell’Opera di Maribor.

 

Dopo il successoin luglio al Castello Carrarese con Lucia di Lammermoor di G. Donizetti, la Stagione Lirica di Padova 2017ritorna al Teatro Verdi di Padova,venerdì 27 ottobre 2017, ore 20.45 e domenica 29 ottobre 2017, ore 16.00conil secondotitolo in cartellone : Il Trovatoredi Giuseppe Verdi.

Opera a tinte forti e dalle appassionateromanze, prototipodelmelodrammaromantico, è fra i titoliverdianiquellopatriottico per eccellenza,che ha saputoinfiammareglianimirisorgimentalisoprattutto con l’incitazione «All’armi!» di Manrico, alla fine dellacelebre aria Di quellapira.

L’opera è propostain un nuovo allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor con la regiateatraledelgiovane Filippo Tonon.

La Stagione lirica di Padova 2017, organizzata dal Comune di Padova in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali eil Turismo il sostegno della Regione Veneto ed il sostegno della Fondazione Antonveneta.

Il Trovatore, capolavoro verdiano consacrato come seconda opera della cosiddetta "trilogia popolare" (con Rigoletto e Traviata)grazie alla quale Giuseppe Verdi vienericonosciuto come il maggiorecompositore italiano del XIX secolo, incarna il modello esemplare dell'opera italiana di metà Ottocento, andrà in scena, in un allestimento, coproduzione con Bassano Opera Festival, rispettoso della tradizione e proveniente dal Teatro dell’Opera di Maribor, con la direzione teatrale del giovane regista Filippo Tonon.

L’Orchestra di Padova e del Veneto ed il Coro Lirico Veneto, preparato dal M. StefanoLovato, saranno diretti dal M. Alberto Veronesi.  Il cast di livello internazionale, vede protagonisti il giovane baritono trentunenne EnkhbatAmartuvshin nel ruolo del Conte di Luna, Maria Katzarava, giovane soprano messicano, cheritorna a Padovadopo La Traviata nel 2015, debutta il ruolo di Leonora,il mezzosoprano rumeno Judit Kutasi interpreterà Azucena, l’eroico Manrico sarà il tenore Walter Fraccaro. Completano il castil bassoSimon Lim come Ferrando, il soprano Carlotta Bellotto sarà Ines ed il tenore Orfeo Zanetti sarà Ruiz.

 

Composta tra il 1851 e il 1852, dopo il successo di Rigoletto e mentre Verdi corrispondeva già con Francesco Maria Piave per il libretto della Traviata, adatta per le sceneoperistiche un drammaspagnolodel 1836, El Trovador di Antonio García Gutiérrez, e mette in scena un'intricata storia familiare.

Il librettista Salvatore Cammarano, giàautoreprestigiosodella Lucia di Lammermoorricevedallostesso Verdi le indicazioniriguardo al soggetto. Il compositoreinfatti è attrattosoprattutto dalla figura di Azucena: “iovorrei due donne – scriveva a Cammarano -  la cui principale è la Gitana, caratteresingolare e di cuifarei il titolodell’opera. L’altra ne fareiunacomprimaria”. E si raccomanda al librettistaaffinchéAzucena “conservi il suocaratterestrano e nuovo”.

Cammarano ne trae un testostringatoedessenziale, concentrando l’interessesugliaspettiprivatidellavicenda e sullecontrapposizioni di personaggi e passioni. Cammaranotuttaviamuoreimprovvisamentenel 1852, a lavoro quasi ultimato, e il libretto vieneterminato da Leone Emanuele Bardare il 14 dicembre 1852. Alla sua prima rappresentazioneal Teatro Apollo di Roma, il 19 gennaio 1853, riscuoteimmediatosuccesso, tanto da ottenere il bis di tutto il finale del IV atto.

Dramma denso di forti contrasti drammatici, Il Trovatore è caratterizzato da una straordinaria ricchezza melodica di una musica tutta tesa a dipingere la passione allo stato puro, quella passione in cui ognuno dei personaggi si identifica, sino a scomparirvi dentro.

Tutto ruota intorno a un tragico evento di venti anni prima: la zingara Azucena, per vendicarsi del rogo in cui il Conte di Luna uccise sua madre, ne rapì il figlio infante e lo uccise a sua volta; tuttavia, commettendo un errore, uccide su un rogo il proprio bambino, crescendo con sé invece il figlio del conte, che ignaro dei suoi natali diventa il trovatore Manrico. Si innamora, ricambiato, della bella Leonora, promessa però al Conte di Luna, figlio del predecessore, che dopo alterne vicende arresta Azucena e Manrico. Leonora si avvelena per amore, il Conte uccide Manrico per gelosia, e Azucena gli rivela il fratricidio che ha commesso senza saperlo.

 

La Stagione Lirica di Padova 2017 proseguiràvenerdì 29 dicembre 2017 ore 20.45 e domenica 31 dicembre 2017 ore 20.45 conLa vedovaallegra (Die lustigeWitwe) di Franz Lehár, una delle operette più popolari e longeve, in un revival delfastosoallestimentodelregistaargentino Hugo de Anacon la direzione musicale del M.Jordi Bernàceralla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto, il soprano coreano Sumi Jo nel ruolo di Hanna Glavari, Alessandro Safina sarà il Conte Danilo e Leopoldo Mastelloniinterpreterà Njegus.

 

Lunedì 1 gennaio 2018 alle ore 17.00, l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal M. Lorenzo Passerini, saluterà il Nuovo Annoin musica e accompagnerà la bellissima voce del soprano Daniela Mazzucato nell’ormai tradizionale Concerto di Capodanno.

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Verdi (via Livello, 32 - 35139 Padova (PD) - Telefono: 049 87770213 / 8777011), aperta dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 18.30; e nel caso sia previsto lo spettacolo dalle 18:30 fino all’inizio della recita. La domenica di spettacolo dalle ore 15:00 fino a inizio spettacolo

I biglietti si possono acquistare anche online sul sito del teatro www.teatrostabileveneto.it.

 

Info e contatti:

Biglietteria Teatro Verdi

Via Livello, 32 - 35139 Padova (PD)

Telefono: 049 87770213 / 8777011.
Orari: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 18.30 e nel caso sia previsto lo spettacolo dalle 18:30 fino all’inizio della recita. La domenica di spettacolo dalle ore 15:00 fino a inizio spettacolo

Comune di Padova

Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche

Servizio Manifestazioni e Spettacoli

Palazzo Moroni

tel. 049 8205611/5623

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padovacultura.it

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LELLA COSTA AL FARNESE di PARMA PER TRAVIATA, L'INTELLIGENZA DEL CUORE

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TRAVIATA.

L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Lella Costa protagonista del nuovo spettacolo di Gabriele Vacis,

commissione del Festival Verdi in prima assoluta

Teatro Farnese

mercoledì 11 ottobre 2017, ore 20.30

 

Nell’ambito di AroundVerdi, ove il Festival Verdi amplia i confini dell’opera lirica per dare spazio ad altri linguaggi espressivi, Lella Costa porta in scena, mercoledì 11 ottobre, alle ore 20.30 al Teatro Farnese, Traviata. Lintelligenza del cuore, commissione del Festival Verdi in prima assoluta, con la regia di Gabriele Vacis, la scenofonia e i luminismi di Roberto Tarasco e i costumi di Antonio Marras,  prodotto da Mismaonda in collaborazione con Società dei Concerti di Parma e il Primo corso di alto perfezionamento in repertorio verdiano dell’Accademia verdiana.

A dieci anni dal debutto, l’attrice torna a confrontarsi con l’opera teatrale che rende omaggio a tutte le Violette del mondo, riscritta per questa occasione e presentata in un’inedita messinscena. Sul palcoscenico, assieme a lei, il pianista Davide Carmarino accompagnerà arie e duetti tratte dal capolavoro verdiano e interpretate dai soprani Adriana Iozzia e dal tenore Lee Chung-Man, che intesseranno un dialogo, in un intreccio di parole e musica, che attraversa il romanzo di Alexandre Dumas, il libretto di Francesco Maria Piave e la partitura di Giuseppe Verdi, con incursioni nel repertorio contemporaneo da Franco Battiato a Tom Waits e Marianne Faithfull.

Dalla Signora delle camelie alle ragazze di strada, l’attrice darà voce e corpo anche a due dive scelte come simbolo dell’amore non corrisposto: Maria Callas e Marilyn Monroe, donne lontane ma simili, “perché - spiega - ogni donna è stata ed è una bellissima bambina, troppo spesso trasformata in merce da chi non riesce a comprenderne il bisogno d’amore e di cura. L’intelligenza del cuore è quella messa in campo quando si ama: la capacità di cambiare la propria vita quando sfugge, restituirle un appiglio quando sembra scivolare via”.

I biglietti (da 20,00 a 35,00 euro) sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e su festivalverdi.it.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ReggioParma Festival, Regione Emilia-Romagna. Main partner Chiesi, Crédit Agricole Cariparma. Major partner Fondazione Cariparma. Media partner Mediaset. In collaborazione con Comune di Busseto, Complesso Monumentale della Pilotta, Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto. Con il sostegno di Ascom, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma, “Parma, io ci sto!”. Main sponsor Iren, Barilla. Partner Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Advisor AGFM.Sponsor Dulevo, Mutti, Parmalat, Sicim, Smeg, Morris, Cantine Ceci, Agugiaro & Figna, Schiatti Class, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Antica Gelateria del Corso, Classica Hd. Tour operator partner Parma Incoming. Sponsor tecnici IgpDecaux, MacroCoop, Milosped, Grafiche Step, Andromeda’s, De Simoni.

La promozione internazionale del Festival Verdi è realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con Enit, Istituti italiani di cultura, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna APT Servizi con il tour operator partner Parma Incoming e prevede un roadshow con tappe nelle maggiori fiere turistiche e nelle capitali di Europa, USA, Canada, Russia, Cina, Giappone.

Il Primo corso di alto perfezionamento in repertorio verdiano dell’Accademia Verdiana, realizzato con il sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, SIAE, “Sillumina-Copia privata per i giovani, per la cultura”

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ’60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2017.

 

Teatro Farnese

mercoledì 11 ottobre 2017, ore 20.30

TRAVIATA. L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Con Lella Costa

Musiche GIUSEPPE VERDI, FRANCO BATTIATO,

TOM WAITS, MARIANNE FAITHFULL

 

Pianoforte DAVIDE CARMARINO

 

Soprano ADRIANA IOZZIA

Tenore LEE CHUNG-MAN

 

In collaborazione con Accademia Verdiana

 

Scenofonia e luminismi ROBERTO TARASCO

 

Costumi ANTONIO MARRAS

 

Regia GABRIELE VACIS

 

Produzione Mismaonda

 

In collaborazione con Società dei Concerti di Parma

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TEATRO FILARMONICO, STAGIONE LIRICA 2017-2018 17 dicembre 2017 - 27 maggio 2018

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COMUNICATO STAMPA

 

Fondazione Arena presenta la Stagione Lirica 2017-2018 al Teatro Filarmonico: 6 titoli d’opera e 27 rappresentazioni in scena dal 17 dicembre 2017 al 27 maggio 2018.

Dopo la positiva conclusione del Festival areniano, la Fondazione Arena conferma il proprio impegno per un rilancio dell’offerta artistica con un concreto investimento sia sui cast, con grandi interpreti e nuove proposte, sia sugli allestimenti, affiancando regie tradizionali a proposte più moderne. Il programma è ambizioso e poliedrico e spazia dall’operetta a Richard Strauss attraversando Mozart, Verdi, Puccini e il belcanto donizettiano, nel costante tentativo di proporre agli spettatori una varietà di genere e di gusto.

In occasione delle festività natalizie, dal 17 dicembre, sarà proposta per sette recite La vedova allegra di Franz Lehár, operetta frizzante e graditissima al pubblico presentata nel divertente e scintillante allestimento di Fondazione Arena con regia di Gino Landi, scene di Ivan Stefanutti e costumi di William Orlandi. La lettura di Gino Landi mette in scena il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze, il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola, in un clima di decadenza, presagio di un mondo che sta per morire, sempre tuttavia dipinto in maniera gioiosa e festante, in un'atmosfera dorata e fiabesca “molto femminile e tradizionale… perché la gente vuole sognare”, per usare le parole del regista. Dopo lo straordinario successo ottenuto nel 2005 e nel 2014, il calendario è stato arricchito da tre rappresentazioni fuori abbonamento: 27, 29 e 31 dicembre, con inizio alle 20.30. Debutta alla guida dell’orchestra areniana Sergio Alapont, giovane e affermato direttore spagnolo.

La Stagione si inaugura ufficialmente il 4 febbraio 2018 con Otello, penultima opera di  Verdi tratta dall'omonima tragedia shakespeariana e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1887. Al Filarmonico il titolo del grande repertorio romantico è stato messo in scena solamente nel 1990 e per questo atteso ritorno viene proposto nella coproduzione del 2013 tra l’Arena di Verona e il Teatro La Fenice di Venezia, con la regia diFrancesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino. Sul podio, per le quattro recite, torna Antonino Fogliani che dirige per la prima volta l’opera verdiana.

Dal 4 all’11 marzo ritorna per quattro rappresentazioni Manon Lescaut di Giacomo Puccini nella provocatoria messa in scena proposta da Graham Vick nel 2011, con le scene di Andrew Hays e i costumi di Kimm Kovac. L’allestimento, prodotto da Fondazione Arena, si discosta con forza da una lettura tradizionale dell’opera e la rivisita invece come fosse una "lezione morale"; lo stesso regista ha dichiarato: “Ho pensato di ricreare l’impatto giovane e fresco della prima Manon; una freschezza che emerge anche dalla ricchezza e dall'abbondanza delle invenzioni musicali di Puccini, un Puccini che sogna un amore romantico, ideale, poetico”. La direzione è affidata ad un altro giovane musicista, Francesco Ivan Ciampa che, dopo l’ottima sinergia instaurata con i complessi areniani durante la scorsa Stagione Lirica, torna sul palcoscenico veronese al debutto nel titolo.

Dal 31 marzo all’8 aprile è la volta di quattro recite de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, nello storico allestimento del Teatro San Carlo di Napoli con regia firmata da Mario Martone, scene di Sergio Tramonti e costumi di Ursula Patzak. La messa in scena, elegante, tradizionale e di grande impatto, è uno tra i maggiori successi del regista partenopeo, in un magistrale connubio tra gusto musicale e teatralità. La bacchetta è di Sesto Quatrini, giovane direttore romano che vanta già prestigiose collaborazioni con teatri internazionali tra cui il Metropolitan di New York.

Dal 29 aprile al 6 maggio torna Anna Bolena di Gaetano Donizetti, proposta per quattro date nell’allestimento di Fondazione Arena del 2007 con un’altra regia firmata da Graham Vick, scene e costumi di Paul Brown. Si tratta dell’unica messa in scena dell’opera donizettiana al Teatro Filarmonico e per questo ritorno si è scelto di riproporre un allestimento simbolico e carico di significato con la costruzione di uno spazio scenico molto evocativo arricchito da costumi ricercatissimi. Con questa regia Vick si addentra nell’ambiguità etica dei personaggi da cui scaturiscono situazioni complesse dettate dalla costante antitesi tra potere e sentimenti. L’allestimento è stato portato in scena nel 2016 al Teatro de la Maestranza di Siviglia e successivamente a Lisbona, riscuotendo unanime successo. Dopo l’applaudito debutto areniano con Nabucco, sale per la prima volta sul podio del Teatro Filarmonico il valenciano Jordi Bernàcer.

Salome di Richard Strauss va in scena dal 20 al 27 maggio per quattro rappresentazioni. Il capolavoro dell’opera tedesca post-wagneriana, composto tra il 1902 e il 1905 e rappresentato quello stesso anno al Teatro Reale di Dresda, è stato eseguito al Filarmonico solo nel 2000. La regia è affidata a Gabriele Lavia, le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti, in un allestimento in coproduzione tra la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Verdi di Trieste. Sul podio Michael Balke, uno tra i più giovani e affermati direttori specialisti nel repertorio tedesco, forte di una lunga esperienza come Direttore stabile del Teatro di Magdeburgo.

Le produzioni vedranno impegnati l’Orchestra, il Coro – diretto per la terza stagione consecutiva da Vito Lombardi -  il Ballo e i Tecnici dell’Arena di Verona.

In occasione di ciascuno dei 6 titoli d’opera si riconfermano le Conferenze di presentazione in Sala Filarmonica, organizzate dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Verona Lirica e l’Associazione Amici del Filarmonico. Gli incontri, ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, avranno inizio alle 18.00 e si svolgeranno con il seguente calendario:

-          martedì 12 dicembre 2017: Sabino Lenoci introduce La vedova allegra

-          venerdì 26 gennaio 2018: Alberto Batisti introduce Otello

-          venerdì 23 febbraio 2018: Roberto Mori introduce Manon Lescaut

-          venerdì 23 marzo: Fabio Sartorelli introduce Le nozze di Figaro

-          venerdì 20 aprile Davide Annachini  introduce Anna Bolena

-          martedì 15 maggio Luca Pellegrini introduce Salome.

Si ricorda che il periodo di prelazione per il rinnovo degli abbonamenti è dal 2 ottobre al 3 novembre, mentre inuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire dal 7 novembreDall’11 dicembre, fino ad esaurimento delle disponibilità, saranno in vendita i Carnet a 3 ingressi e i biglietti per i singoli spettacoli in cartellone. Infine, le recite fuori abbonamento di mercoledì 27 dicembre, venerdì 29 dicembre e  di domenica 31 dicembre, tutte con inizio alle 20.30, sono già in vendita.

Si ringraziano gli Sponsor Ufficiali della Stagione Artistica 2017-2018 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico:AGSM, storico gruppo industriale leader nel settore energetico che per il terzo anno supporta la mission culturale della Fondazione Arena di Verona, Volotea, la compagnia aerea low cost impegnata per il terzo anno a diffondere nei cieli europei l’amore per l’Opera, Banco Popolare che conferma il suo importante sostegno all’attività invernale della nostra Fondazione per il nono anno consecutivo.

 

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LA CENERENTOLA, G. ROSSINI – TEATRO GRANDE DI BRESCIA, DOMENICA 1 OTTOBRE 2017

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Il Grande di Brescia rende omaggio alla Cenerentola rossiniana, che debuttò nel gennaio di duecento anni fa a Roma, con uno spettacolo dai colori vivaci e dall’accento frizzante, non esageratamente tradizionale, ma ben lontano da certe stravaganze che talvolta vengono partorite con l’intento di stravolgere il libretto. Arturo Cirillo resta molto legato al racconto fiabesco, ma decide di ambientare la storia tra architetture barocche cui fanno da sfondo elementi di strutture industriali, opera di Dario Gessati, come a voler indicare che quanto accade in scena ha comunque un fondo molto chiaro di verità e concretezza. Molto fanno gli interpreti stessi, cui il regista ha evidentemente lasciato il compito di accentuare il carattere di ognuno; così don Magnifico e Dandini sono buffi quasi a livello di cabaret e gli altri personaggi sembrano ruotare intorno a questa scia di allegria che sovrasta tutti. Solo la povera Angelina offre un velo di tristezza, con l’insistere del suo canto ‘Una volta c’era un re..’, sempre espressa liberamente e senza particolari costrizioni registiche. Tanta parte hanno anche i mimi che interpretano una specie di danza della scarpetta sulla ouverture, e sono artefici di parecchi siparietti nel corso della rappresentazione. Ovviamente i costumi non potevano essere da meno, così Vanessa Sannino crea stravaganti fogge per i più ‘matti’, addirittura infiocchettando le due sorellastre in abiti fiorati (letteralmente con due enormi fiori in testa), lasciando invece nella semplicità e purezza  Angelina e nella discrezione Don Ramiro.

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FESTIVAL VERDI 2017: GIUSEPPE VERDI, STIFFELIO - TEATRO FARNESE PARMA, 30 SETTEMBRE 2017

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Tutti in piedi, c'è Stiffelio!

La prima volta di Grahm Vick a Parma, se la ricorderanno per molto tempo.

Sì perché dove passa  Graham Vick fa terra bruciata di tutto ciò che trova, rimane solo un prima ed un dopo.Il prima è il classico teatro di tradizione dove tu paghi un biglietto, entri in teatro, ti siedi, attendi l 'apertura del sipario e ti godi uno spettacolo che può piacere o meno  ma al quale assisti passivamente ascoltando cantanti e orchestra che ti paiono lontani su di un palcoscenico inarrivabile, con i suoi cliché fatti di applausi, ingressi in scena, calate di sipario.

Quello a cui abbiamo assistito a Parma al Teatro Farnese è il dopo.

Non sei più all'opera, sei dentro l'opera, parte attiva di essa e del suo divenire.

Vick ha pensato che tutta l'azione si debba svolgere in platea dove su 4 piattaforme mobili con il pubblico libero di girarci attorno, commentare a bassa voce e fotografare, fa svolgere l'intera azione. E non lo fa solo per ragioni artistiche, giacché​ il Teatro Farnese è in parte impraticabile a causa delle sue ripidissime scalinate e per la totale assenza di un palcoscenico tradizionale, ma meglio così!

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IN SCENA ECCESSIVO È IL DOLOR QUAND’EGLI È MUTO DI COLASANTI / CEFALO E PROCRI DI KRENEK - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 29 SETTEMBRE 2017

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La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia accoglie sempre favorevolmente sfide che esulino in qualche modo dalla programmazione abituale e lo fa ancora una volta con il particolare dittico in scena al Malibran, in cui il ritorno al classico ed ai miti dell’antichità viene attualizzato dalla modernità della musica che li accompagna. La triste storia dei giovani miti greci Cefalo e Procri torna a calcare le scene veneziane con musica di  Ernst Krenek dopo aver debuttato nel 1934 al Goldoni, questa volta accanto ad una nuova commissione sullo stesso tema affidata a Silvia Colasanti, ‘Eccessivo è il dolor quand’egli è muto’, la cui naturale prosecuzione è il successivo ‘Ciò che resta’. L’autrice trae ispirazione dal Lamento di Procri de ‘Gli amori d’Apollo e Dafne’ di Francesco Cavalli, autore morto nel 1676.

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OPV: tre appuntamenti internazionali alla Biennale Musica di Venezia

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Se «Venezia guarda a Est» con il 61° Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia (29 settembre-8 ottobre), l’Orchestra di Padova e del Veneto guarda a Venezia, aspettando i tre appuntamenti internazionali che la vedranno protagonista nel prestigioso cartellone lagunare. Il filo rosso della programmazione 2017, firmata dal Direttore artistico Ivan Fedele, sarà infatti l'Oriente, con autori e musiche provenienti da Cina, Corea e Giappone.

Per la prima volta nella sua storia l’OPV diretta da Marco Angius inaugurerà il  Festival con Inori di Karlheinz Stockhausen al Teatro alle Tese (29 settembre). 
Un secondo concerto dell'Orchestra patavina, il 7 ottobre sempre al Teatro alle Tese, diretto da Yoichi Sugiyama, sarà invece dedicato alla musica dell'estremo Oriente. In un dialogo tra tradizione e avanguardia sarà presentata una composizione del compositore vincitore del Leone d'argento, Dai Fujikura.

E non è finita per l’OPV: lo stesso 7 ottobre sarà presentato presso il Palazzo della Biennale di Ca’ Giustinian (alle ore 11) il CD Abyss(Stradivarius 2017) per voce del direttore artistico e musicale dell’OPV Marco Angius, in un dialogo con il musicologo Alberto Massarotto.

Il CDraccoglie quattro composizioni di Franco Donatoni (1927-2000), in prima registrazione assoluta, ascrivibili a due distinti periodi della sua produzione. A rilevare la dirompente profondità creativa che aleggia tra le partiture è l’Orchestra di Padova e del Veneto insieme a Katarzyna Otczyk e Mario Caroli, raffinati interpreti del concertismo internazionale. La direzione è di Marco Angius.

«Inaugurare la biennale di Venezia con la prima esecuzione italiana di lnori - spiega Angius - rappresenta un'occasione di grande prestigio e onore per l'Orchestra di Padova e del Veneto. Si tratta di un evento importante per la storia stessa dell'orchestra oltre che per la portata di un lavoro così cruciale nel Novecento. Inori contiene non solo la celebre formula compositiva di Stockhausen, il nucleo germinatore delle sue inaudite macchine da suoni, ma esplora le ragioni più profonde dell'esperienza musicale e dell'ascolto attraverso la drammaturgia immaginaria dell'adorante, ossia del mimo che incarna il rapporto tra l'uomo e il divino attraverso il suono».

La gioia dell’Orchestra è condivisa anche da Paolo Giaretta Vicepresidente della Fondazione OPV. «Siamo estremamente felici per l’inaugurazione dei concerti alla Biennale Musica e per l’invito rivolto all’Orchestra dal direttore artistico Ivan Fedele, uno dei più importanti, e affermati a livello internazionale, compositori italiani» dichiara Giaretta, «Si tratta di un’occasione che conferma il valore artistico delle produzioni dell’OPV sotto la guida del Maestro Angius con una specifica attenzione al campo della musica contemporanea».

 

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L' INCANTO DI ORFEO A TRENTO DAL 6 OTTOBRE

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Ecco il dettagliatissimo programma dell'evento che si terrà a Trento a partire dal 6 ottobre

CENTRO SERVIZI                                                                                                      CENTRO D’ECCELLENZA

CULTURALI S. CHIARA                                                                                                LAURENCE FEININGER

Trento

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MUSICANTICA 2017

FESTIVAL INTERNAZIONALE

6 ottobre – 18 novembre 2017

 

31a EDIZIONE

L’incanto di Orfeo

 

PROGRAMMA

 

Venerdì 6 ottobre 2017 - ore 21.00 | Trento – Basilica di Santa Maria Maggiore

Giovedì 12 ottobre 2017 -  ore 20.30 | Rovereto – Chiesa Parrocchiale di Borgo Sacco

Renato Lunelli (1895-1967) Antologia Musicale: opere corali e organistiche

Stefano Rattini, Adriano Dallapè, organo

Coro In dulci jubilo dell’Istituto Musica Sacra di Trento, direttore Tarcisio Battisti

In collaborazione con l’Associazione Organistica Trentina “Renato Lunelli“

Venerdì 13 ottobre 2017 - ore 21.00 | Trento - Chiesa San Francesco Saverio

La Spagna nel Rinascimento: Il Vespro di De Victoria

La Colombina - Schola Antiqua, direttore Juan Carlos Asensio

Lunedì 16 ottobre 2017 - ore 20.45 | Trento - Sala Società Filarmonica

Le Concert Spirituel, G. Ph. Telemann

Le Concert des Nations, direttore Jordi Savall

In collaborazione con la Società Filarmonica di Trento

Giovedì 9 novembre 2017 - ore 21.00 | Trento - Chiesa San Francesco Saverio

Orazio Benevoli Messa a otto voci Purpura et Byssum

Gruppo vocale Laurence Feininger

Corale Città di Trento, direttore Roberto Gianotti

Corale Polifonica dell’Università di Trento, direttore Marco Gozzi

Martedì 14 novembre 2017 - ore 21.00 | Trento - Castello del Buonconsiglio

Domenico Belli, Orfeo Dolente

Bonporti Antiqua Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento

Sabato 18 novembre 2017 - ore 21.00 | Trento - Castello del Buonconsiglio

Il pianto d’Orfeo: un ritratto di Orfeo nell’opera di Monteverdi e contemporanei.

Ensemble Scherzi Musicali, direttore Nicolas Achten

 

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MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Conferita all’Edizione 2017 del Romaeuropa Festival

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Dopo la grande inaugurazione con Sasha Waltz

Entra nel vivo il Festival più eclettico e cosmopolita d’Italia

IL PROGRAMMA DI ROMAEUROPA FESTIVAL 2017

Dal 25 Settembre al 1 Ottobre

Dopo la travolgente inaugurazione con il debutto italiano di Kreatur, ultimo lavoro della grande coreografa tedesca Sasha Waltz, la 32esima edizione di Romaeuropa Festival entra nel vivo della sua intensa programmazione.

Il 26 - 27 settembre, all'Auditorium Conciliazione, salirà sul palcoscenico un altro dei maggiori esponenti della danza contemporanea,Sidi Larbi Cherkaoui. Nel suo Fractus V Cherkaoui vuole dare forma materica al conflitto comunicativo della società contemporanea, dispiegando danzatori e musicisti dalla provenienza geografica e dal background diversissimo per affrontare, attraverso le parole del linguista e filosofo Noam Chomsky, il problema della manipolazione dell'informazione.

Dal 28 settembre al 1 ottobre toccherà invece alla coreografa sudafricana Dada Masilo, in scena al Teatro Olimpico con la sua rabbiosa rilettura di Giselle sulle musiche composte da Philip Miller e con le immagini diWilliam Kentridge.

Musica antica coniugata nello spazio scenico: questo avverrà dal 29 settembre al 1 ottobre al MACRO Testacciocon la compagnia Muta Imago che insieme all’Ensemble Arte Musica allestisce in versione integrale il ciclo deiCanti Guerrieri dal Libro Ottavo dei Madrigali di Monteverdi.

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Eleganza, ironia ed intrecci amorosi in Le nozze di Figaro di Mozart, per la Stagione lirica e di balletto 2017

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comunicato stampa

Venerdì 22 settembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena, dopo la pausa estiva, il quinto appuntamento con l’opera: Le nozze di Figaro, opera buffa in quattro atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, tratto dalla commedia La folle journée, ou le mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais e musica di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 - Vienna, 1791).

L’allestimento scenico che risale al 1992, arriva dall’Opera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino ed è firmato per la regia da Jonathan Miller, poliedrico e prolifico artista londinese al suo debutto a Cagliari che si avvale, per la ripresa del suo lavoro al Teatro Lirico, di Maria Paola Viano. Una messinscena che porta molto bene la sua età ed è tuttora godibilissima e fresca, caratteristica quest’ultima, insieme ad una malinconica leggerezza, attraverso le quali il regista racconta un Settecento semplice ed agreste, lontano dai salotti e sfoltito da inutili orpelli. Le scene sono di Peter J. Davison, i costumi di Sue Blane, le luci di Luciano Roticiani e la coreografia di Luigia Frattaroli.

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AIDA , G. VERDI - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI, MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE 2017

Capita nel finire di questa lunga e torrida estate di trovarsi, al termine delle vacanze, ad assistere per caso ad una delle numerosissime produzioni estive di Aida.

Raramente però capita di uscire talmente stupiti dal Teatro per aver visto ed ascoltato forse la migliore edizione di Aida dopo tanti anni.

Lo spettacolo di Joseph Franconi Lee è davvero bellissimo. Curato nei particolari ed intelligente nella gestione degli spazi e delle masse che, in un’opera così “monumentale” sono l’aspetto più delicato e seguito. E’ una regia attenta alle esigenze dei cantanti come pure a quelle della musica e del testo. Uno spettacolo che gioca tutto il suo simbolismo attraverso i colori blu ed oro e che è pregno di un senso estetico indubbio e di gusto elegante e pertinente.

Le scene e i costumi di Mauro Carosi sono magnifici, monumentali e di impatto visivo notevolissimo. Affascinante e suggestivo il disegno di luci ideato da Roberto Venturie le coreografie del Balletto del Sud curate da Fredy Franzutti.

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LA STAGIONE AL COMUNALE DI MODENA

Comunicato stampa

OPERA 2017/18

IL COLORE DEL SOLE

Lucio Gregoretti

Inaugura la stagione un nuovo titolo in prima assoluta commissionato al compositore Lucio Gregoretti per il debutto al Festival di Jesi (7 settembre 2017), coproduttore insieme al Comunale di Modena

IL TROVATORE

Giuseppe Verdi

Prodotto insieme a Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Teatro Verdi di Pisa in uno spettacolo firmato da Stefano Vizioli che riprende un allestimento andato in scena nel 2009 al Teatro Lirico di Trieste.

FAUST          

Charles Gounod

Un nuovo spettacolo, costruito a Modena e coprodotto insieme ai Teatri di Piacenza e Reggio Emilia, firmato per la regia da Simone Derai insieme al collettivo Anagoor, una delle realtà emergenti più attuali e stimolanti del teatro di prosa italiano. Nel 2016 ha ricevuto il premio dell’Associazione Nazionale dei Critici Teatrali per l'innovativa ricerca teatrale.

IL TRITTICO

Giacomo Puccini

L’allestimento, uno dei più apprezzati del Teatro Comunale, venne pubblicato in DVD da TDK/Rai Trade e andrà in scena questa volta con la direzione di Aldo Sisillo alla guida dell’Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna e il Coro del Teatro Comunale di Modena. Il titolo viene ripreso a cento anni dal suo debutto, avvenuto nel 1918 al Metropolitan di New York.

LA FANCIULLA DEL WEST

Giacomo Puccini

Assente da ottant’anni dal palcoscenico modenese. L’opera debuttò nel 1910, anch’essa al Metropolitan di New York, sotto la bacchetta di Arturo Toscanini. Lo spettacolo, firmato da Ivan Stefanutti, è frutto di una coproduzione italoamericana che apre la stagione del New York City Opera a settembre 2017 prima di andare in scena a Cagliari, Ravenna, Pisa e Livorno. Il debutto è stato all’Opera Carolina in aprile.

IL DITTICO

Gian Carlo Menotti

Nuova produzione del Dittico di Gian Carlo Menotti che impegnerà un cast formato dagli allievi di Raina Kabaivanska. I due atti unici, The Telephone e The Medium vennero presentati insieme allo Heckscher Theater di New York nel febbraio 1947 prima di proseguire in una produzione a Broadway, lo stesso anno.

LA GIOCONDA

Amilcare Ponchielli

Il titolo prosegue, dopo La Wally vista la scorsa stagione e l’Amico Fritz del 2016, il progetto di riscoperta di titoli meno frequentati della Giovane Scuola italiana. Lo spettacolo nasce a Piacenza in coproduzione con Modena e Reggio Emilia. Firma la regia Federico Bertolani per la direzione musicale di Daniele Callegari.

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L’ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA, MARTEDI’ 12 SETTEMBRE 2017

Con l’incipit preciso e maestoso dei corni, in apertura del Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore Op. 23 di Petr Il’ic Cajkovskij, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo ha svelato fin dalle prime note il suo stile rigoroso all’insegna della compostezza e dell’equilibrio formale. Stile certamente apprezzato da un Teatro Filarmonico gremito, anche di molti giovani, martedì 12 settembre per il terzo appuntamento del Settembre dell’Accademia a Verona. Yuri Temirkanov, leggenda vivente, con il suo gesto di certo non convenzionale e con qualche carattere di discreta teatralità, ha restituito espressività all’Orchestra conducendola, insieme al pubblico, tra alcune delle più conosciute pagine della letteratura russa del XIX secolo.  Banco di prova dunque non scevro da confronti più o meno consapevoli dell’ascoltatore analitico, così come di quello emotivo, ma su cui la compagine russa ha avuto modo di esprimere tutta la sua ricca tradizione culturale e il suo profilo stilistico.

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LA FENICE RENDE OMAGGIO ALLA DIVINA CALLAS

COMUNICATO STAMPA                                                                        Venezia, settembre 2017

Una cartolina della Callas in omaggio sabato 16 settembre

ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice»

nel quarantesimo della morte della grande Diva

Una cartolina della Callas in omaggio ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice» nel quarantesimo della morte. Così, in occasione di questa particolare ricorrenza che cadrà sabato 16 settembre, la Fondazione La Fenice  e Fest desiderano commemorare la ‘Divina’ e condividere con il pubblico il suo ricordo: a coloro che sceglieranno quella giornata per visitare il Teatro e la mostra permanente allestita negli spazi della terza fila palchi, sarà offerta in regalo una cartolina raffigurante il celebre soprano.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Teatro La Fenice e FeSt Fenice e Servizi Teatrali e inaugurata nel settembre 2015, ha voluto fin dall’inizio  rendere omaggio alla Callas attraverso l’esposizione di locandine, programmi di sala, contratti artistici, ma soprattutto fotografie di scena e istantanee del backstage – tutti materiali provenienti dall’Archivio storico del Teatro La Fenice – che ci restituiscono alcuni momenti essenziali e preziosi della vita di una giovane artista destinata a diventare mito.

Maria Callas. Pochissimi altri nomi sono altrettanto evocativi nella storia del teatro musicale. E forse nessun altro luogo e nessun’altra interprete possiedono una carica simbolica altrettanto potente, in grado di rappresentare l’essenza dell’arte lirica. Se al nome della cantante più famosa di sempre associamo grandi teatri lirici, allora il legame con Venezia e La Fenice risulta di primissimo piano, perché fatto di importanti debutti e di scelte artistiche primarie.

Giunta in Italia dagli Stati Uniti nel giugno del 1947 con un contratto all’Arena di Verona, dove si lega all’industriale Giovanni Battista Meneghini, suo futuro primo marito, Maria Callas debutta alla Fenice con Tristano e Isotta di Wagner alla fine dello stesso anno, diretta da Tullio Serafin. L’anno seguente interpreta Turandot, e nel gennaio 1949 sarà Brunilde nella Valchiria.

In quello stesso mese, ancora sotto la direzione di Serafin, la Callas imprime quella che può essere considerata la svolta fondamentale della sua via artistica. Soprano drammatico e sino a quel momento identificata come voce wagneriana, la cantante sostituisce Margherita Carosio nell’Elvira dei Puritani di Bellini, ricevendo consensi unanimi. Per lei verrà coniata la definizione di ‘soprano drammatico d’agilità’.

Sarà a partire da questo trionfo che Maria Callas legherà la sua arte in modo indissolubile al melodramma italiano, con una predilezione particolare proprio per Bellini. Ancora a Venezia, nel 1950, sarà Norma, alla cui immagine è indissolubilmente legata. Alla Fenice, la Callas affronterà poi altre due parti di capitale importanza: nel 1953 sarà Violetta nella Traviata di Verdi, in occasione del centenario della prima esecuzione che ebbe luogo proprio alla Fenice, e, l’anno successivo, dopo Lucia di Lammermoor di Donizetti, darà voce a quello che insieme a Norma resta il personaggio più significativo della sua carriera: la Medea di Luigi Cherubini. Con questa tragica eroina della classicità – che quindici anni dopo la cantante impersonerà anche sul grande schermo nel capolavoro di Pasolini – si concludono i sette anni di recite veneziane della Callas.

Il teatro e la mostra saranno visitabili sabato 16 settembre dalle ore 9,30 alle 14,00 (ultimo accesso 13,30) acquistando il biglietto direttamente alla biglietteria del teatro.

 

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2017: GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017

Felicissima serata per il Settembre dell'Accademia 2017, giunto alla sua XXVI edizione, con una delle Orchestre giovanili più blasonate e poliedriche del panorama musicale europeo, un Direttore di assoluto riferimento per il repertorio del '900 ed un pianista eclettico quanto rigoroso.

Con un programma tutto teso alla esaltazione del suono novecentesco, la GMJO si conferma come una delle compagini orchestrali migliori in assoluto (non solo tra quelle giovanili) con un suono preciso, disciplinato anche in programmi di difficilissima esecuzione, tecnica più che interpretativa, capace di esaltare con un entusiasmo a dir poco incredibile, frutto certamente di una preparazione e di una concertazione puntuale e rigorosa.

E ce ne siamo accorti subito con l'Overture da concerto op.91 “nel regno della natura” di Dvorak, brano che ha aperto la serata e che ha fatto da viatico e legatura tra il mondo musicale ottocentesco e quello novecentesco a seguire.

L'eleganza e la continua ricerca del versante naturalistico più descrittivo di Dvorak vengono enfatizzati dal gesto scarno ma incisivo di Ingo Metzmacher che riesce ad esaltare la brillantezza dei fiati e dei legni di questa orchestra meravigliosa, trovando il giusto equilibrio in una partitura esempio tra i più interessanti di musica descrittiva pura, scarna da qualsiasi intellettualismo o ricerca di sonorità timbriche inconsuete.

La mano descrittiva di Dvorak è qui inesauribile freschezza melodica che si trasforma e sviluppa in spontaneità schietta e diretta, e come tale Metzmacher la concerta riuscendo a cogliere perfettamente il gusto di una partitura serena, piacevole ed entusiasta.

Piacere ed entusiasmo che continuano con il concerto per pianoforte e orchestra in fa maggiore di Gershwin che ha visto come solista uno spavaldo Jean Yves Thibaudet.

La versatilità, l'estro e le capacità di assimilazione, fecero di Gershwin l'autore americano più “moderno” conosciuto in Europa.

Gershwin scrisse il concerto in fa maggiore su commissione del Direttore d'orchestra Walter Damrosch nel 1925 che nonostante le riserve di ordine tecnico, non impedirono di avvertire nella musica il riflesso di un'epoca nuova con la sua audacia, le sue sfrontatezze e la sua gioia febbrile pur risentendo dei migliori echi impressionistici di Debussy e Ravel.

In esso il jazz vive e brilla di luce propria, si alimenta delle tendenze sinfoniche ottocentesche per inserirsi in esse e dà adito ad un nuovo corso musicale sospeso tra la canzone popolare e l'improvvisazione colta.

Thibaudet è qui interprete tecnicamente impeccabile che lascia ampio spazio a virtuosismi iperbolici attraverso una interpretazione melodica che fa del suono una immagine personale proprio attraverso l'interpretazione jazzistica, a conferma del suo valore estemporaneo e soggettivo.

Una performance estatica, perfettamente equilibrata tra melodia e divagazione, pianissimo e fortissimo, stasi ritmica e deambulazione, assecondata da una bacchetta severa e precisa quale quella di Metzmacher.  

A conclusione della mirabile esecuzione, Thibaudet si congeda con un bis a furor di popolo interpretando magistralmente l'intermezzo op.118 n.2 di Brahms.

La suite per orchestrò dal Mandarino Meraviglioso (A csoladatòs mandarin) di Bartòk fu composta con l'esigenza di veicolare quanto possibile una musica che, per il soggetto scabroso della pantomima originaria, altrimenti sarebbe caduta nell'oblio.

L'intensità musicale composta da Bartòk per il “Mandarino meraviglioso” è così rovente da restare unica nella sua gamma espressiva, pur così ricca di passionalità. Melodie, timbri, armonie e soprattutto ritmi rompono in questa partitura ogni limite fino a scendere in quella regione dell' animo in cui tutto è allo stato incandescente.

E incandescente è anche la bacchetta di Metzmacher che sapientemente guida una spavaldissima orchestra che non ha il minimo timore a raggiungere perfettamente l'apice di un più che fortissimo, non teme di calare subito l'asso di un affondo d'effetto e dà corpo a spessori e densità timbriche immani.

Degnissima conclusione di un concerto perfetto è stata la suite n.2 per orchestra di “Daphnis et Clohé”, senza dubbio una delle pagine più brillanti della musica francese del '900 che si avvale di una orchestrazione tra le più ricche che il compositore abbia impiegato.

Metzmacher, senza compromettere le credenziali sinfoniche della musica, ci ricorda che questo è, dopo tutto, un balletto, un gioco teatrale di colore e ritmo che racconta una storia. E' la sua capacità di preservare il senso del lavoro del narratore che si sviluppa, combinato con l'agile e flessibile riproduzione dell'orchestra, che rende questa performance così eccezionale.

Non che manchi il senso della tragicità nella personale (e pur fascinosa) lettura di Metzmacher, e lo si è compreso fin dalle prime misure, già dinamicamente significative; la GMJO evita pur tuttavia quelle sfuggenti ed alonate mistificazioni nelle quali altri invece indugiano, a dire il vero forse fin troppo, puntando dritto sulla chiarezza delle linee melodiche e, più ancora, sull’ efficace squadratura del ritmo che di “Daphnis et Clohé” costituisce il nerbo.

Al termine successo vivissimo per una orchestra in splendida forma, in un crescendo di applausi incessanti che però non hanno saputo regalare nessun bis.

Pierluigi Guadagni

 

I  PROTAGONISTI

GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER

Ingo Metzmacher direttore

Jean-Yves Thibaudet pianoforte

Musiche di A. Dvořák, G. Gershwin, B. Bartók, M. Ravel

 

FOTO ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA

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