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LA BOHÈME, GIACOMO PUCCINI – TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI DI MODENA, DOMENICA 13 OTTOBRE 2019

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Sarà forse per via delle celebrazioni in onore dell’ indimenticato Luciano Pavarotti, la cui statua troneggia fuori al Teatro Comunale modenese, magari perché Leo Nucci ha vissuto tante notti magiche a fianco del grande tenore sui palcoscenici di mezzo mondo; fatto sta che questa produzione firmata nella regia dal baritono che ama particolarmente la città emiliana, ove peraltro due anni fa ha celebrato i suoi cinquant’anni di carriera, ha il sapore dei sentimenti sinceri e della purezza d’animo che non scoraggia i giovani bohémien più noti della lirica, pronti ad affrontare la vita con la stessa serenità di chi non ha problemi economici, perché uniti da una grande amicizia che li sostiene a vicenda.

Con questo spettacolo Modena si è resa protagonista di un progetto a nome ‘Modena città del Belcanto’, ossia un ciclo di opere liriche portate in scena proprio nell’ordine in cui Pavarotti le debuttò nella sua lunga e prestigiosa carriera. Nucci in veste di regista propone una Bohème in cui tutto ciò che si svolge ha un significato specifico, incredibilmente ‘umano’, ove ci si potrebbe immergere senza problemi, come ognuno di noi fosse nei panni dei protagonisti. Questo grazie anche ai bellissimi costumi di Artemio Cabassi, che caratterizzano in certo modo i diversi ruoli anche visivamente, nonché alle scene di Carlo Centolavigna, studiate nei minimi dettagli, non solo per la loro funzione scenica, ma anche per così dire ‘riempire’ la visuale dello spettatore che, al di fuori dell’azione momentanea, può spaziare con lo sguardo e trovare sempre qualcosa da ammirare, in ogni angolo del palco. La soffitta con i tetti illuminati dietro il finestrone, le perfette luci di Claudio Schmid, la neve immancabile per affascinare, l’albero di Natale in piazza vicino al caffè de Momus, tutto come a richiamare i quadri dell’Ottocento francese; insomma anche se non possiamo ovviamente definirlo uno spettacolo originalissimo, è quanto di più vicino all’idea del vissuto quotidiano di quei ragazzi dalle vite senza tempo.

Maria Teresa Leva torna nei panni di Mimì dopo averli interpretati in precedenza con successo convincente. La sua è certo una ragazza fragile ma solo dal punto di vista fisico, perché ha l’animo forte e la tempra per affrontare le difficoltà. Troviamo che la voce si sia irrobustita e che nel centro abbia trovato nuove sfumature, anche se talvolta tende a limare le vocali per trovare la giusta posizione nel canto. Il giovane Matteo Desole è il tenero poeta innamorato a prima vista della vicina in fin di vita. È generoso e la sua voce, anche se non poderosa, ha un bel colore chiaro che squilla facilmente. Davvero convincente in scena, il suo affetto, il senso di protezione verso Mimì, la incredibile dolcezza a volte un po’ ingenua, sono così tangibili da portare a commozione quando la tragedia irrompe sul finale. Un plauso speciale alla Musetta di Lucrezia Drei: perfetta nel canto, dalla bellissima voce, incorniciata da un costume che ne esalta la fisicità ma che non la involgarisce, il suo ruolo subisce una maturazione via via che la storia si infittisce, fino alla tenerezza e compassione nella povera soffitta. Altresì accorati e complici sono  il Marcello di Carlo Seo, un pittore assai intenso dalla voce tornita e sonora, i frizzanti Colline di Maharram Huseynov e Schaunard di Fellipe Oliveira, il fantastico Parpignol di Roberto Carli. Chiudono in bellezza Gianluca Lentini, ineccepibile Benoît / Alcindoro, Paolo Marchini  come Sergente dei doganieri ed il Doganiere di  Stefano Cescatti.  

Non solo adorabili, ma anche intonati ed irresistibili in scena i ragazzi del coro Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena di Paolo Gattolin.

Il Maestro Aldo Sisillo si è lasciato certamente trascinare dall’atmosfera sul palco, caricando di pathos la direzione dell’Orchestra Filarmonica Italiana, arricchendo il suono di una veemenza che sottolinea, arricchisce ed allo stesso tempo domina sulla scena.

Pubblico felicissimo ed emozionato, applausi sinceri per i protagonisti, il Direttore e carichi di affetto per Nucci.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE

Direttore                                Aldo Sisillo
Regia                                     Leo Nucci
Scene                                     Carlo Centolavigna
Costumi                                 Artemio Cabassi
Luci                                       Claudio Schmid
Maestro del Coro                  Stefano Colò
Maestro delle
 Voci bianche    Paolo Gattolin
Regista collaboratore           Salvo Piro

 

GLI  INTERPRETI

Mimì                                      Maria Teresa Leva
Musetta                                 Lucrezia Drei
Rodolfo                                  Matteo Desole
Marcello                                Carlo Seo
Schaunard                             Fellipe Oliveira
Colline                                    Maharram Huseynov
Parpignol                              Roberto Carli
Benoît / Alcindoro                Gianluca Lentini
Sergente dei doganieri          Paolo Marchini
Doganiere                               Stefano Cescatti

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro Lirico di Modena
Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena
In collaborazione con la scuola La Carovana

Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fondazione Teatri di Piacenza
Allestimento in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini, Opéra de Marseille

NUOVO ALLESTIMENTO

 

FOTO ROLANDO PAOLO GUERZONI

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