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ENRICO DI BORGOGNA, GAETANO DONIZETTI – DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018, TEATRO SOCIALE DI BERGAMO PER IL FESTIVAL DONIZETTI

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Con entusiasmo la regista  Silvia Paoli ha accolto la sfida di mettere in scena la prima opera che il giovane Donizetti vide portata in scena e che come possiamo intuire ben presto scomparve dai calendari dei teatri lirici, sovrastata dal successo dei lavori successivi. Come fossimo alla prima rappresentazione del 1818 a Venezia la Paoli immagina di riportare la narrazione a quel giorno lontano in cui molto accadeva anche al di fuori dei muri teatrali, mostrando ciò che accade dietro le quinte di una produzione artistica, ma inserendo anche alcuni elementi della cronaca politica di allora. Un piccolo palcoscenico ideato da Andrea Belli si trova infatti al centro del palco vero, che roteando ci mostra di volta in volta anche ciò che accade dietro di esso. E la vicenda parte proprio dalle prove, con un sudatissimo Donizetti in ansia per questo debutto, e gli artisti che provano le rispettive parti, con tanto di prima donna capricciosa come ogni diva ama mostrarsi. Pare che la rappresentazione del 1818 ebbe diversi problemini dovuti al cast, che addirittura vide sostituita la prima donna Adelina Catalani per problemi di salute occorsi durante la rappresentazione. Qui viene quindi catapultata in scena la giovane sarta della compagnia per scongiurare il disastro e finalmente lo spettacolo può procedere. La storia è presto intesa: famiglie reali ed usurpatori, amori contrastati e matrimoni forzati, classiche agnizioni con conseguenti ascese sociali ed un bel lieto fine per fare contenti tutti. Interessante come la regista abbia chiesto di accentuare le mossette e le espressioni degli interpreti per richiamare un certo tipo di far spettacolo prescritto nell’Ottocento, il che porta anche a sorridere parecchio in certe situazioni. Inoltre gradevolissimi sono i disegni e gli abbellimenti del finto teatrino che creano una ambientazione sì delicata da accogliere tutto ciò che accade con leggerezza. I costumi inerenti l’epoca di Valeria Donata Bettella completano il quadretto d’insieme e la compagnia, oggi come allora, intrattiene con i suoi racconti il pubblico per circa tre ore di spettacolo che scorrono via piacevolmente.

La compagnia di canto è più che soddisfacente e perfettamente in linea con l’idea che la regista ha in mente, evidenziando il più possibile ma senza arrivare alla caricatura, i tratti delle singole personalità. L’Enrico di Anna Bonitatibus offre una voce assolutamente perfetta per un ruolo en travesti: il velluto del suo timbro è quasi palpabile al suono scurissimo, che unito alla capacità dell’interprete di rispondere ai dettami registici convince in pieno nel suo personaggio. Altresì straordinaria è Sonia Ganassi come Elisa, l’ambitissima amata sia dal legittimo erede Enrico che da Guido, l’usurpatore, in grande forma sia vocale che fisica, con tanto spirito da vendere per questo ruolo tutto fuoco e passione. Molto bella la voce di Guido/ Levy Sekgapane, un tenore acutissimo che utilizza tutta la gamma di colori a disposizione nella sua tessitura per arricchire, piegare e sfruttare a pieno una voce dolce e melodiosa. Altrettanto bella è la voce di Luca Tittoto, alias Gilberto: abbiamo già con piacere ascoltato in passato questo interprete che ci conferma una presenza scenica superba, una espressività straordinaria nel recitare cantando ed una bellissima voce ambrata e tecnicamente in forma. Interessante è la voce profonda di Lorenzo Barbieri che interpreta Brunone, amico di Pietro, ossia Francesco Castoro, altro cantante dinamico dalla voce uniforme e dal bel timbro morbido. Fantastica la Geltrude di Federica Vitali, tutta gesti esagerati e mossette studiate ad arte; bene anche il Nicola di Matteo Mezzaro.

L’ Academia Montis Regalis diretta da Alessandro De Marchi ci mostra sotto la sua bacchetta che non dobbiamo aspettarci frizzi e lazzi per accompagnare quanto accade in scena perché in ogni caso si tratta di un’opera semiseria e non di una burlesca farsa; pertanto anche il suono si fa morbido, sostiene gli interpreti senza coprirli, ma non eccede in guizzi brillanti mantenendosi sempre lineare ed in armonia fra le parti. Il partecipe coro Donizetti Opera è preparato da Fabio Tartari.

Pubblico soddisfatto, successo per tutti per questa replica domenicale.

Maria Teresa Giovagnoli   

 

LA   PRODUZIONE

Direttore                                Alessandro De Marchi
Regia                                     Silvia Paoli
Scene                                     Andrea Belli
Costumi                                 Valeria Donata Bettella
Lighting design                     Fiammetta Baldiserri
Assistente alla regia              Tecla Gucci

GLI   INTERPRETI

Enrico                                    Anna Bonitatibus
Pietro                                     Francesco Castoro
Elisa                                       Sonia Ganassi
Guido                                     Levy Sekgapane
Gilberto                                 Luca Tittoto
Brunone                                Lorenzo Barbieri
Nicola                                    Matteo Mezzaro
Geltrude                                Federica Vitali

 

Academia Montis Regalis
Coro Donizetti Opera
Maestro del coro Fabio Tartari 

Nuovo allestimento e produzione della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

Foto  Gianfranco Rota

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