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DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, REPLICA DI VENERDI' 12 LUGLIO 2019

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E’ ormai storia del teatro italiano il maestoso allestimento di Don Giovanni di Mozart che mancava al Lirico di Cagliari dal lontano 2005 e che il pubblico sardo ricorda certo con grande emozione. Niente di più normale pensare ad uno spettacolo ‘attira pubblico’ per il periodo estivo in cui notoriamente flotte di turisti affollano le coste sarde e magari passano a teatro per godere a pieno di tutto ciò che offre anche culturalmente l’isola dal mare smeraldino. Così anche noi abbiamo voluto testimoniare questo ritorno, attirati dal cast interessante e perché certi allestimenti non stancano mai, soprattutto se ripresi e resi attuali come ha fatto in questo caso la regista Daniela Zedda. La struttura e dunque l’ambientazione sono quelle del mitico spettacolo che Giorgio Strehler firmò per il Teatro alla Scala nel 1987 (sembra passata una vita) e che con qualche piccolo rimaneggiamento drammaturgico è diventato una perla del Lirico che ne ha previste ben 13 recite in pieno corso. Poco aggiungiamo a quanto ben noto ai più se non richiamando all’attenzione la magnificenza delle scene di Cristian Demuro con colonnati, scale e balconate per ricordare la bellezza dell’età dei Lumi ed i costumi curatissimi di Marco Nateri. Ma non è solo questo lo spettacolo della Zedda, che drammaturgicamente esalta quanto fece Strehler ponendo una particolare attenzione al dettaglio narrativo, utilizzando persino le luci di Alessandro Verazzi in funzione di cosa vuole sottolineare in un determinato momento. Si ha l’impressione di trovarsi davvero davanti ad uno schermo ove il gioco di chiaro scuri e persino l’effetto ‘primo piano’ sono sottolineati dal velario che sfuma lo sfondo e dalle luci, ora color seppia, ora vivacissime per le scene più gaie, atte a creare un effetto visivo che sfiora il dipinto. Molto si è lavorato anche sulle comparse che integrano e accompagnano i protagonisti principali, spesso con effetti ‘rallenty’ delicati e quasi danzanti. Il risultato è magnifico.

Se l’occhio ha avuto la sua parte anche le orecchie sono state accontentate grazie ad un cast dinamico e molto attento tanto a ben figurare vocalmente quanto a sfruttare quanto chiesto scenicamente dalla regia. Nicola Ulivieri è un interprete che quasi suo malgrado assiste alle innumerevoli conquiste femminili a suo carico. Sa muoversi come se ‘toccata e fuga’ fossero per lui inevitabili, quasi non facendolo consapevolmente e del resto Ulivieri ha un fare così serafico che neanche suscita quel tipo di antipatia che solitamente ispirano i cascamorti seriali. La voce inoltre è piena, rotonda e mai sopra le righe. Altresì Monica Bacelli è una Elvira perfetta. L’esperienza sul palco è evidente da come gioca con le movenze, come sa rendere sonori i pianissimo per poi esaltarsi in acuto senza mai strafare, per come utilizza ogni sfumatura della sua voce particolarissima in funzione della parola cantata. Una leonessa ferita ma mai sconfitta. Un plauso alla giovanissima Anna di Heather Engebretson, dinamicissima il scena e già dalla voce importante nonostante un fraseggio non sempre perfetto. Daniele Terenzi da’ vita ad un Leporello tra il comico ed il disperato, sopraffatto dagli eventi ma sempre fedele a quel matto del suo padrone, vocalmente sicuro e disinvolto.  Chiara e setosa la voce di Marco Ciaponi, accorato Don Ottavio dal piglio amoroso e sensibilmente coinvolto in scena. Sia  ‘Dalla sua pace’ che ‘Il mio tesoro intanto’ sono interpretate con un fraseggio morbidissimo ed una sensibilità coinvolgente.  Frizzanti e complementari la Zerlina ed il Masetto di Elena Schirru e Nicola Ebau. Il Commendatore è l’implacabile Cristian Saitta dalla voce tuonante.

Concerta con carattere ed allo stesso tempo eleganza il Maestro Gérard Korsten che torna per la terza volta a dirigere l’orchestra in questo allestimento in terra sarda. Mostra di avere un bel feeling con i professori d’orchestra che guida con attenzione e non ha bisogno di gesti eclatanti perché tanto si è lavorato in precedenza. Il suono è avvolgente e l’attenzione agli interpreti crea quasi un continuum tra voci ed orchestra che segue i volumi ed addirittura i respiri degli interpreti. Tanti sono i colori sonori ed i tenpi appropriati ad ogni azione scenica. Così anche il coro preparato da Donato Sivo può esaltarsi e partecipare al meglio. Luigia Frattaroli infine cura le coreografie delicate che restituiscono grazia e delicatezza ad uno spettacolo di fatto senza tempo.

Successo pieno e caloroso dal pubblico prevalentemente turistico ma comunque attento e partecipe.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA  PRODUZIONE

Maestro concertatore e direttore    Gérard Korsten
regia                                                   Daniela Zedda, da un’idea di Giorgio Strehler
scene                                                  Cristian Demuro
costumi                                              Marco Nateri
luci                                                     Alessandro Verazzi
coreografia                                        Luigia Frattaroli

maestro del coro                               Donato Sivo

 

GLI  INTERPRETI

Don Giovanni                                   Nicola Ulivieri
Il Commendatore                             Cristian Saitta
Donna Anna                                     Heather Engebretson

Don Ottavio                                      Marco Ciaponi

Donna Elvira                                    Monica Bacelli

Leporello                                           Daniele Terenzi

Masetto                                             Nicola Ebau

Zerlina                                              Elena Schirru


Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

nuova produzione  su allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

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