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AIDA , G. VERDI - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI, MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE 2017

Capita nel finire di questa lunga e torrida estate di trovarsi, al termine delle vacanze, ad assistere per caso ad una delle numerosissime produzioni estive di Aida.

Raramente però capita di uscire talmente stupiti dal Teatro per aver visto ed ascoltato forse la migliore edizione di Aida dopo tanti anni.

Lo spettacolo di Joseph Franconi Lee è davvero bellissimo. Curato nei particolari ed intelligente nella gestione degli spazi e delle masse che, in un’opera così “monumentale” sono l’aspetto più delicato e seguito. E’ una regia attenta alle esigenze dei cantanti come pure a quelle della musica e del testo. Uno spettacolo che gioca tutto il suo simbolismo attraverso i colori blu ed oro e che è pregno di un senso estetico indubbio e di gusto elegante e pertinente.

Le scene e i costumi di Mauro Carosi sono magnifici, monumentali e di impatto visivo notevolissimo. Affascinante e suggestivo il disegno di luci ideato da Roberto Venturie le coreografie del Balletto del Sud curate da Fredy Franzutti.

La concertazione di Giampaolo Bisanti è idealmente da incorniciare.

L’attenzione rivolta al palcoscenico e la cura delle dinamiche e degli equilibri con la buca non sacrificano mai la ricerca di un suono morbido, tornito e di grande impatto da parte di ogni singola sezione dell’Orchestra. Gli archi hanno un amalgama ed una qualità di suono su cui si potrà ancora lavorare mentre la sezione degli ottoni e dei fiati si rivela essere tra le migliori ascoltate dal vivo in questa difficile opera.

I tempi del M° Bisanti sono pertinenti, in linea con la tradizione ma con la ricerca di originalità timbriche nei legni e chiuse d’atto al fulmicotone.

Un gesto morbido ed ampio accarezza e “doma” la difficile musica di Verdi con un piglio che oggi ha forse pochi eguali tra i Direttori d’Orchestra in circolazione.

Aida era interpretata da Maria Teresa Leva.

Giovanissimo soprano al debutto nel temibile ruolo della schiava etiope mette in mostra caratteristiche vocali di prim’ordine. Il colore è scuro e vellutato, la grana della voce sale compatta e si tinge di colori nelle dinamiche dal piano al forte ed è gestita con tecnica di alta scuola.

Dipinge un “Cieli azzurri” che riecheggia alle grandi, grandissime del passato e lo fa con la freschezza e la disinvoltura dei giorni nostri.

Con il tempo certamente affinerà alcune piccole ingenuità interpretative che pure, forse per l’emozione, si sono riscontrate nel primo atto.

Artista certamente meritevole di grande attenzione per la sua evoluzione futura.

Aquiles Machado era Radames. Voce di bel colore lirico, affronta l’impervio ruolo con l’intelligenza del grande cantante di esperienza. Senza mai forzare lo strumento e l’emissione, lasciando correre la sua voce senza imbrigliarla in imitazioni o gonfiandola più del dovuto. L’interprete è generoso e decisamente dentro la parte.

Amneris era Nino Surguladze. Voce di smalto e qualità superiori, che segna un grande e felice personaggio.

E’ forte, tronfia del suo ruolo di figlia de Faraoni, gli acuti sono pieni e possenti e il registro centrale e grave sonoro e di forte impatto. L’interprete è notevole e rende le smanie, il furore e l’imperiosa gelosia con accenti davvero penetranti siglando un quarto atto di magistrale interpretazione.

Amonasro era Elia Fabbian che ha voce imponente e figura altrettanto adatta al ruolo del padre guerriero.

Eccellenti i ruoli di fianco con Simon Lim tonante Ramfis, George Andguladze ottimo Re, Marta Calcaterra sonora e adamantina Sacerdotessa. Appena decoroso il Messaggero di Leon de La Guardia.

Ottimo l’apporto del Coro del Teatro Petruzzelli guidato da Fabrizio Cassi che brilla nelle sezioni maschili ma difetta ancora un pochino di “polpa” in quelle femminili.

Al termine applausi calorosi per tutti con punte di entusiasmo per Surguladze, Leva e Bisanti.

Rosy Simeone

 

LA PRODUZIONE

direttore

Giampaolo Bisanti

regia

Joseph Franconi Lee

spettacolo ideato da

Alberto Fassini

maestro del coro

Fabrizio Cassi

scene e costumi

Mauro Carosi

disegno luci

Roberto Venturi

coreografie

Fredy Franzutti

GLI INTERPRETI

Aida

Maria Teresa Leva

Radamès

Aquiles Machado

Amneris

Nino Surguladze

Amonasro

Elia Fabbian

Ramfis

Simon Lim

Il Re d’Egitto

George Andguladze

Una Sacerdotessa

Marta Calcaterra

Un messaggero

Leon De La Guardia

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI

BALLETTO DEL SUD

 

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