Con Tosca di Puccini ci si assicura quasi sempre un bel successo di pubblico quando la si mette in scena ed il Teatro Grande di Brescia fa centro con uno spettacolo elegante di concezione, un cast omogeneo ed un tutto esaurito come nelle occasioni particolari, registrando così una serata complessivamente ben riuscita. Riparte dunque la lirica a Brescia, con il ritorno dopo sei anni di uno dei titoli più amati del compositore lucchese, nella visione drammaticamente lucida del regista Andrea Cigni che disegna una Roma realistica, quasi enigmatica ed ambrata, pienamente vissuta dai protagonisti che si insinuano con decisione e consapevolezza negli spazi progettati da Dario Gessati, le cui angolature consentono visuali, se non innovative, di sicuro impatto, con prospettive studiate al servizio dell’azione in essere. Come se gli stessi elementi scenici soffocassero chi li abita, un sottile senso di oppressione serpeggia nell’aria e le luci di Fiammetta Baldiserri sottolineano una certa oscurità insita tanto nella vicenda narrata quanto negli animi degli stessi interpreti, che di conseguenza enfatizzano le sfaccettature dei propri caratteri.
Ecco che la Floria di Virginia Tola ci mostra voluttà, impazienza, civetteria ed insicurezza in un cocktail esplosivo, muovendosi nei lussuosi abiti di Lorenzo Cutuli con consapevolezza scenica e vocale, sottolineando accenti e parole intelligentemente ed al momento giusto. Cavaradossi è un'altra mina vagante di passione e carattere, interpretato da un Luciano Ganci sanguigno, verace e possente nella voce salda che riempie la sala del Grande con la sua timbrica chiara e voluminosa. In Angelo Veccia sembra di vedere la personificazione dell’intrigo e della malignità, tanto è credibile il suo personaggio, forte di uno stile impeccabile nel fare il perfido ma con classe, e dotato della voce giusta per i ruoli terribili ed infidi. Bene anche i ruoli di contorno, dall’Angelotti di Luca Gallo, l’ottimo sagrestano di Nicolò Ceriani, agli Spoletta e Sciarrone di Nicola Pamio e Stefano Cianci.
L’ Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano cerca di seguire il filo logico della regia guidata dal maestro Valerio Galli, con un suono particolarmente scuro ed accentuando il dramma della musica nei momenti topici, forse perdendo un po’ del lirismo pucciniano, ma creando in generale l’atmosfera giusta. Diego Maccagnola e Mario Mora hanno preparato il Coro Operalombardia ed il coro di voci bianche.
Come detto successo generale per tutti, con applausi particolarmente generosi all'indirizzo di Ganci, Tola, Veccia e Galli.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Maestro Concertatore Valerio Galli
e Direttore
Regia Andrea Cigni
Scene Dario Gessati
Costumi Lorenzo Cutuli
Luci Fiammetta Baldiserri
Maestro del Coro Diego Maccagnola
Maestro del Coro di voci bianche Mario Mora
GLI INTERPRETI
Floria Tosca Virginia Tola
Mario Cavaradossi Luciano Ganci
Il Barone Scarpia Angelo Veccia
Cesare Angelotti Luca Gallo
Il Sagrestano Nicolò Ceriani
Spoletta Nicola Pamio
Sciarrone Stefano Cianci
Orchestra I Pomeriggi Musicali Di Milano
Coro di Operalombardia
Coro Voci Bianche "I Piccoli Musici"
Niuovo Allestimento Produzione Teatri Di Operalombardia e Fondazione I Teatri Di Reggio Emilia
Foto Umberto Favretto – Teatro Grande di Brescia